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CEMAGAZINE 1

CEMAGAZINE
IL MAGAZINE DEL CENTRO ESPOSITIVO MULTIMEDIALE DELLARCHEOLOGIA
THE MULTIMEDIA ARCHAEOLOGY EXHIBITION CENTERS MAGAZINE
CEMA :
UN MUSEO REALE E VIRTUALE
DELLARCHEOLOGIA.
UN NUOVO MODO DI VIVERE
E RIVIVERE LA STORIA.
IL LUOGO IDEALE DI INCONTRO
TRA PRESENTE, PASSATO E FUTURO.
UNO SPAZIO IN CUI SCOPRIRE
IL PASSATO E IMMAGINARE IL FUTURO.
UNA MACCHINA DEL TEMPO
PER VIAGGIARE SENZA LIMITI SPAZIO-TEMPORALI.
CEMA IS:
A REAL AND VIRTUAL MUSEUM
OF ARCHAEOLOGY.
A NEW WAY OF BRINGING
HISTORY BACK TO LIFE.
THE IDEAL PLACE WHERE PAST,
PRESENT AND FUTURE CONVERGE.
A PLACE TO DISCOVER
THE PAST AND IMAGINE THE FUTURE.
A TIME MACHINE TO TRAVEL
BEYOND SPACE-TIME LIMITS.
2 CEMAGAZINE CEMAGAZINE 1
Comitato scientifico
Vincenzo Tin
Alessandro Asta
Francesco Cozza
Enrico Longo
Roberta Zennaro
Annalisa Ascione
Vincenzo Gobbo
Collaboratori
Marta Conventi
Alberta Facchi
Ideazione e coordinamento
Cultour Active Srl
Progetto espositivo e allestimento
Enrico Longo Cultour Active Srl
Roberta Zennaro Cultour Active Srl
Alessandro Carrera
Matteo Crosera
Mirame Sas
Vincenzo Tin - Soprintendenza
per i Beni Archeologici del Veneto
Marta Conventi - Soprintendenza
per i Beni Archeologici del Veneto
Alberta Facchi - Soprintendenza
per i Beni Archeologici del Veneto
Progetto multimediale
Cultour Active Srl
Alessandro Carrera
Omniser Srl
Realizzazione allestimenti e contenuti
Cultour Active Srl
Mirame Sas
Marco Bassanello
Matteo Crosera
Alessandro Carrera
Fabrizio Comin Omniser Srl
Fabio Fogale
Martina Bizzotto
Paolo Fogagnolo
Pierpaola Mayer
Servizi in mostra
Didattica
Associazione Culturale Noventa Arte e Storia
Annalisa Ascione
Associazione Dimensione Cultura
Visite guidate
Associazione Dimensione Cultura
Progettazione grafica e comunicazione
Mirame Sas
Stampa e supporti espositivi
Gielle Snc
Imoco Spa
Kora Comunicazione
Grafiche Vianello Srl
Graphic Report Snc
Ufficio stampa
Mirame sas
Carla Mugnaini PR &Advertising
Assicurazione
Padova Assicuratrice Risk Management Azienda Sas
Musiche e canti gregoriani
Parva Schola Gregoriana Liberalis Treviso
Traduzioni
Brigitte Schaefer
Sara Fruner
Richard J.T. Hilton
Jan Gavino Pozzobon
Ringraziamenti
Enrico Biancato
Piervittorio Buoso
Alessandro Carrera
Fabrizio Comin
Fabio Concetti
Paolo Fogagnolo
Enrico Longo
Roberta Zennaro
Jacopo Zodo
Diego Malvestio
Cinzia Tonello
Chiara Magagnato
Christopher Secolo
idea e coordinamento
in collaborazione con
C
E
M
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G
A
Z
I
N
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0
02
CEMA- LARCHEOFUTUROE REALT
Larcheofuturo esiste. Non in un dizionario di lingua
italiana, n in un filmdi fantascienza, nemmeno nei
laboratori avveniristici di uno scienziato, ma al CEMA
Centro Espositivo Multimediale dellArcheologia di
Noventa di Piave.
06
IL VIAGGIONELLARCHEOFUTURO
Quando passato e futuro si incontrano nel presente
prende vita larcheofuturo: un viaggio ideale nel tempo,
un percorso reale al CEMA grazie a strumentazioni
allavanguardia e a una storia tutta da scoprire.
08
LAMOSTRADEL MOMENTO
Il 22 dicembre 2011 al CEMA stata inaugurata la
mostra Le memorie ritrovate che in pochi mesi ha
attirato migliaia di visitatori.
10
IL CANTOGREGORIANO
ANIMADEL MEDIOEVO
Musiche dalla storia negli ambienti del CEMA
12
I MUSEI ARCHEOLOGICI
NAZIONALI DEL VENETO
I Musei Archeologici Nazionali di Adria, Altino, Este,
Fratta Polesine e Portogruaro afferiscono alla
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto,
organo periferico del Ministero per i Beni e le Attivit
Culturali
16
IL FIUME E LASTORIA:
LARCHEOLOGIAANOVENTADI PIAVE
Un giorno o laltro mi tornar,
No vi tra znte strnia morir,
Un giorno o laltro mi tornar
Nel me paese...
20
I SATELLITI DEL CEMA
Il CEMA Centro Espositivo Multimediale
dellArcheologia una realt in continua evoluzione
attorno alla quale ruotano mostre, iniziative e luoghi
che lo arricchiscono e completano.
Il presente magazine viene pubblicato in modo saltuario e gratuito,
quindi non pu essere considerato una testata giornalistica,
un periodico o comunque un prodotto editoriale.
IL CENTRO ESPOSITIVO
MULTIMEDIALE
DELLARCHEOLOGIA
DEL VENETO COME
ATTRATTORE CULTURALE
CULTURA
E SHOPPING
AL VENETO
DESIGNER
OUTLET
GLI OCCHI DI UN BAMBINO,
UN BAMBINO SOGNANTE
Lidea di un Centro Espositivo Multimediale dellArcheologia del Veneto, presso
il Veneto Designer Outlet di Noventa di Piave, nata nel corso della prima
riunione, ormai due anni fa, tra lAmministrazione Comunale di Noventa di Piave, il
management BMG e la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto.
Alla proposta di contribuire alla ripresa delle ricerche e alla valorizzazione
dellarea archeologica di San Mauro a Noventa di Piave, gi oggetto di scavi della
Soprintendenza nei primi anni 80, si affiancata, cos, lipotesi di una sorta di
vetrina multimediale dellarcheologia veneta in particolare dei musei nazionali
e delle principali aree archeologiche statali con lobiettivo di trarre vantaggio da
una location ideale per la comunicazione estesa di queste realt ancora troppo
poco conosciute.
Sono anchio convinto che le derive commerciali di certi musei americani ed
europei leffetto Guggenheimcome lo chiama Jean Claire nel suo recente
La crisi dei musei (Milano 2008), riferendosi naturalmente a NewYork e a
Bilbao e non certo alla nostra deliziosa dpendance veneziana siano, oltre che
impraticabili in Italia, assolutamente fuorvianti e dannose rispetto al messaggio
proprio della comunicazione museale. Questo non significa che i nostri musei
possono continuare a snobbare certe forme di attrazione extra-culturale o non
direttamente culturale, tralasciando quel minimo di amenities che il visitatore
giustamente pretende e che qualunque museo moderno non pu non avere. Per
questo ci siamo spesi perch tutti i nostri musei disponessero di aule didattiche,
di sale conferenze e di spazi aperti disponibili anche per terzi e non ultimi di
punti ristoro, di guardaroba e di ascensori.
Ma, fatte salve queste doverose concessioni ad una pi comoda fruibilit delle
collezioni, pare opportuno che i nostri musei e le nostre aree archeologiche
conservino quel carattere di monumentalit e di quasi-sacralit che rendono la
loro visita, per qualsiasi pubblico, unesperienza extra-quotidiana e quasi-rituale.
Meglio, quindi, non scimmiottare ideologie mercantilistiche gi superate negli
stessi centri promotori, ma cercare comunque, altrove e in altro modo, nuove
forme di coinvolgimento di un pubblico pi ampio di quello che tipicamente
frequenta i nostri musei.
Quale migliore occasione, dunque, che accogliere lentusiastica disponibilit dei
responsabili della McArthurGlen per creare in un perfetto non-luogo commerciale
come il grande outlet di Noventa di Piave, immune per sua natura da qualunque
interferenza culturale e paesaggistica pregressa, un non-luogo culturale, dove
proiettare su un piano puramente virtuale alcune suggestioni evocative delle
reali situazioni archeologiche e museali del Veneto? Cos come le grandi case della
moda hanno accettato di offrire al grande pubblico le loro produzioni negli outlet
grandi firme, accettando di abdicare almeno in parte dalla caratterizzazione
esclusivamente elitaria delle boutiques di Via Condotti o di Via San Fermo, cos
forse tempo che anche gli attori pi tradizionali della produzione culturale
italiana in primo luogo il Ministero per i Beni e le Attivit Culturali - accettino
di individuare strategie alternative di offerta. Non confondendo ruoli e luoghi,
cio trasformando musei ed aree archeologiche in bazar o parchi divertimenti,
ma trasferendo in contesti idonei determinate azioni di valorizzazione culturale
indiretta. Capaci di attrarre un pubblico finora alieno dalle frequentazioni dotte,
coinvolgendolo attraverso un racconto giocato su forme non convenzionali, quasi
istruendolo a distanza e, sperabilmente, invogliandolo a fare esperienza diretta
dei protagonisti reali del messaggio virtuale.
Al CEMA di Noventa di Piave affidata questa missione di acculturazione
archeologica e il nostro augurio che molti dei numerosissimi clienti (3.000.000
di utenti nel 2011!) possano sentirsi attratti da questa sorta di specchio virtuale
e popolare dellarcheologia veneta, sviluppando una motivazione concreta alla
visita ai luoghi e agli oggetti reali, economicamente abbordabili, se non addirittura
gratuiti, ma psicologicamente ancora troppo distanti dal grande pubblico.
Sono profondamente grato al dott. Lupi e al dott. Biancato di McArthurGlen e al
dottor Longo dello Studio Longo&Carrera per aver creduto da subito con me e con
i colleghi della Soprintendenza, Francesco Cozza, Alessandro Asta, Alberta Facchi,
Marta Conventi, in questo museo virtuale dellarcheologia veneta, che si affianca
ai quasi 80 musei archeologici nazionali e civici del territorio veneto. Auguro a
tutti i visitatori di scoprire quanto coinvolgente possa essere il racconto delle
nostre origini.
Vincenzo Tin
Soprintendente per i Beni Archeologici del Veneto
Veneto Designer Outlet ha sostenuto fin dallinizio le attivit di Noventa Arte e
Storia, sposando totalmente le finalit dellassociazione e del progetto. Questo
perch tutte le iniziative realizzate finora e quelle programmate per il futuro
premiano gli sforzi di Veneto Designer Outlet indirizzati alla valorizzazione
e alla promozione del territorio che ospita il Centro, della sua storia e delle
sue ricchezze artistiche e naturalistiche. In questo disegno generale rientra il
CEMA - Centro Espositivo Multimediale dellArcheologia, che siamo orgogliosi
di ospitare e veder crescere allinterno del nostro Centro da quasi due anni.
Un ambiente espositivo unico nel suo genere, realizzato con la preziosa
collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, che
consente di vivere lesclusiva esperienza di visitare virtualmente i musei e le
aree archeologiche della regione. Il CEMA, raggiunto ogni giorno da numerosi
visitatori, ci ha permesso di sperimentare con successo, direttamente sul
campo, la bont del connubio tra Arte, Storia, Cultura e Shopping, che per la
prima volta abbiamo proposto a Noventa di Piave (VE). Accogliere e dare spazio
allarte e alla cultura allinterno di un Outlet Village come Veneto Designer
Outlet, per valorizzare in maniera importante il patrimonio storico di tutto il
territorio, si dimostrata una soluzione vincente realizzata con il contributo
di tutti i soggetti che prendono parte al progetto. Unidea che completa e
accresce in maniera sostanziale lofferta di Veneto Designer Outlet, che
grazie alla presenza del CEMA riesce ad andare oltre lo shopping tradizionale,
riuscendo a mettere a disposizione di tutti i visitatori un momento di prezioso
arricchimento culturale.
Enrico Biancato
Direttore Veneto Designer Outlet
Cos doveva apparire il mio sguardo quando quel giorno di due anni fa
fantasticammo per la prima volta sullidea di creare a Noventa di Piave, proprio
nel mezzo del tempio commerciale per eccellenza, una nuova virtuale forma
di fare cultura, di fare arte, di fare storia. Lidea che allimportante lavoro di
recupero del patrimonio archeologico del territorio, con la ripresa degli scavi al
vicino Complesso Archeologico di San Mauro, si potesse realmente affiancare
unaffascinante versione futuristica dellarcheologia, mi rendeva infatti
incapace di reprimere in quel momento i ricordi lontani di desideri mai sopiti:
quelli di un bambino che fantasticava di avventure e di scoperte sensazionali,
vivendo ora il sogno del cacciatore di tesori antichi, larcheo-avventuriero,
lo studioso dalle folgoranti idee risolutrici, ora il sogno del viaggaitore
intergalattico, pronto a salvare mondi a rischio della vita, solamente per
quellimmagine virtuale di principessa materializzatasi davanti ai suoi occhi.
Ora limmagine che confusamente si materializzava davanti ai miei occhi
poteva semmai apparire quella di un centurione romano, o forse di questo
o quel monumento o luogo della storia, capaci dimprovviso di riprendere
vita dopo millenni. E tutto grazie a delle tecnologie che oggi, nellera in cui
la comunicazione raggiunge forme di virtualit inimmaginabili, avrebbero
consentito di realizzare quei viaggi nel tempo e nello spazio che lo sguardo
di bambino conosceva con un solo nome: il futuro. Inizi cos lArcheofuturo,
inizi cos il viaggio del CEMA, un luogo ed unesperienza, cultura in movimento,
sguardi, emozioni, sorprese, dando una veste nuova e, perch no, un luogo
nuovo ad una ricchezza inesauribile che la storia delle nostre terre, della
nostra civilt, del nostro mondo.
Oggi o, meglio, a partire da oggi, il CEMA una realt da visitare e da vivere,
in cui fare lesperienza dellarcheologia e lasciarsi affascinare dalle ricchezze
della storia, ricchezze che ci aspettano poco lontano, nei vicini musei ed aree
archeologiche, per svelarsi interamente ai nostri occhi.
Gli occhi di un bambino, un bambino sognante.
Enrico Longo
Cultour Active Srl
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CEMA:
LARCHEOFUTURO
REALT
CEMA: THE
ARCHEO-FUTURE
IS REALITY
Solo qui larcheofuturo realt: una realt vivida,
palpabile e sensoriale in cui archeologia e multimedialit
diventano una cosa sola, passato e futuro si fondono
in ununica dimensione spazio-temporale; in cui le tue
mani toccano la storia anche quando usano tecnologie
futuristiche, i tuoi occhi guardano al futuro e al passato
nello stesso istante e i tuoi passi ti conducono indietro
nel tempo pur portandoti avanti nel mondo.
Al CEMA tutto viene da lontano per proiettarsi nel futuro
e larcheologia si presenta con forme completamente
nuove; al CEMA si ritorna un po bambini, curiosi di
conoscere le proprie origini, meravigliati di fronte a
immagini che si possono toccare, sognanti davanti a
oggetti che si muovono senza essere sfiorati.
LARCHEOFUTURO ESISTE.
NON IN UN DIZIONARIO
DI LINGUA ITALIANA,
N IN UN FILM
DI FANTASCIENZA,
NEMMENO NEI LABORATORI
AVVENIRISTICI DI UNO SCIENZIATO,
MA AL CEMA CENTRO
ESPOSITIVO MULTIMEDIALE
DELLARCHEOLOGIA
DI NOVENTA DI PIAVE.
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Cosa ti serve per avventurarti in questo viaggio?
Basta lentusiasmo che precede ogni partenza, tutto il
resto gi al CEMA: installazioni touch screen, pareti
e pavimenti interattivi, tour virtuali, effetti 3D e molto
altro ancora, ma soprattutto tanta tanta archeologia
con tutto il suo fascino ed i suoi misteriosi segreti
svelati al pubblico di ogni et.
Era il 22 aprile 2010 quando larcheofuturo si
manifest sotto forma di idea embrionale; gi il 18
novembre 2010 si materializzava grazie ad un lavoro
congiunto tra lAssociazione Culturale Noventa Arte
e Storia e la Soprintendenza per i Beni Archeologici
del Veneto come un vero e proprio museo virtuale
interattivo, per dare vita alla storia di Noventa di Piave
ed allarcheologia del Veneto.
Ma larcheofuturo e i suoi stessi elementi sono in
continua evoluzione, mai uguali a se stessi: cos come
larcheologia non smette di regalare sempre nuove
scoperte. Per questo a luglio 2011 il CEMA, da piccolo
esperimento sospeso fra virtualit e potenzialit
inespresse, si ampliava con 200 mq di nuove
tecnologie ed unarea espositiva riservata a mostre
temporanee curate dalla Soprintendenza per i Beni
Archeologici del Veneto.
Only here the archeo-future is a reality: a vivid, tangible
and sensual reality in which archaeology and multi-
media become one, past and future come together in
a single spatio-temporal dimension; where your hands
can touch the story even when they use futuristic
technologies, where your eyes look to the future and
the past at the same time and where your steps take
you back in time while bringing you forward in the
world.
At CEMA everything comes fromafar to be projected
into the future; here the archaeology presents
completely newforms; at CEMA you will return as little
children, curious about their origins, in awe in front
of images that can be touched, dreaming in front of
objects that move without being touched.
What do you need to venture on this journey? Just the
excitement before each departure, everything else is
already at CEMA: touch screen installations, interactive
walls and floors, virtual tours, 3D effects and much
more, but above all a lot of Archeology with all its
charmand its mysterious secrets nowrevealed to
audiences of all ages.
It was April 22, 2010 when the archeo-future
manifested itself in the formof embryonic idea; on
November 18, 2010 already materialized thanks
to a joint effort between the Cultural Association
Noventa Arte e Storia and the Superintendence
Ed sempre per questo cangiante scorrere del tempo
che dal 13 aprile 2012 al CEMA trovi, finalmente, in
un nuovo allestimento e con ulteriori entusiasmanti
tecnologie il concreto realizzarsi del sogno iniziato
due anni orsono. Ed un percorso multilingue che,
partendo da una panoramica sui preziosi tesori del
Veneto, aiuta il visitatore a viaggiare nel cuore dei
musei e delle pi importanti aree archeologiche
regionali e a scoprire i segreti del fare archeologia,
proiettandosi poi su Noventa di Piave per entrare
nel cuore della sua storia, con gli edifici ed i reperti
ritrovati nel Complesso Archeologico di San Mauro.
Il viaggio ha inizio spostandoti di citt in citt su una
grande mappa, dove larcheologia veneta ti regala
un suggestivo colpo docchio. Ora sei pronto per
addentrarti nella storia: con un semplice movimento
della mano nellaria puoi spaziare tra i tesori riemersi
dal passato esposti nei musei della nostra Regione.
Pochi passi pi in l ti sorprende lemozione di
camminare sopra uno scavo archeologico che ad
ogni tuo passaggio interagisce e si anima, facendoti
scendere sempre pi in profondit alla scoperta di
epoche via via pi antiche.
Continuando il percorso prendi letteralmente in
for Archaeological Heritage of Veneto as a real
interactive virtual museum, to give life to the history of
Noventa di Piave and to the archaeology of Veneto.
But the Archeo-future and its own elements are
constantly evolving, never equal to themselves: as well
as archaeology does not stop giving newdiscoveries.
So in July 2011 CEMA, small experiment suspended
between virtuality and unexploited potential, widened
with 200 square meters of newtechnologies and an
exhibition area reserved for temporary exhibitions
curerd by the Superintendence for Archaeological
Heritage of Veneto.
And its always for this changing flowof time that,
by April 13, 2012 at CEMA you can find, finally, in a
newproduction with more exciting technologies, that
concrete realization of the dreamstarted two years
ago. And it is a multilingual path, starting with an
overviewof precious treasures of the Veneto region,
helps the visitor to travel into the heart of the most
important museums and archaeological sites, and
discover the secrets of doing archaeology, then shining
to Noventa di Piave to enter into the heart of its
history, with the buildings and artifacts found in the
archaeological site of San Mauro.
The journey begins by shifting fromcity to city on a big
map, where archaeology of Veneto gives you a glance.
Nowyoure ready to delve into history: with a simple
movement of the hand in the air you can roamamong
the treasures fromthe past resurfaced exposed in
museums of our region.
A fewsteps further you wonder the thrill of walking
over an archaeological dig that at each step
interacts and lives, making you go deeper to discover
progressively more ancient eras.
Continuing the path you take literally in the hands the
archaeology and its many facets touching multitouch
tables by the amazing content, with safe movements
flowing in the air this or that site or Museum. Then get
ready to enjoy on the past of Noventa di Piave froma
virtual windowthat looks like pure magic.
Its an increasing of suggestions: the virtual tour that
immediately shows to you before your eyes, suddenly
catapults you inside the archaeological complex of San
Mauro and with the movement of one finger you take
a 360 movement inside the archaeological excavation
to admire it fromdifferent perspectives.
Walk well on real walls, floors and mosaics, and
thousands of traces that fromantiquity, find
themselves face to face with your look, modern virtual
archaeologist. And if looking closely at every smallest
detail of the archaeological area insnt enough for you,
explanations and illustrations add a scientific key to
thousands of emotional keys that allowyou to open
the coffers of the past.
Everything reminding you that just 1 kmfromCEMA
the virtual becomes real experience to see live and in
person the archaeological complex, although already
in the archeo-future you can try the extraordinary
sensation of falling in close contact with history.
It does not end here ... proceeding in a surprising way,
you can cross all periods of history, fromancient to
modern Age, that the nearby archaeological site is
witness. Here at every step, fragments of history are
recomposed, at any gaze image sequences reveal
secrets and treasures.
And when you least expect it, before you put on your
3D glasses, that will show you the archaeology with
modern eyes, the surprise captures you when you see
reconstructions of lost buildings, that once occupied
the archaeological complex, floating in the air and
dancing in front of you, materialized as beautiful
three-dimensional holograms.
The archeo-future is endless and perpetual motion, is a
journey beyond the boundaries of time and space, that
enriches mind and soul and feeds the imagination.
Dont hesitate: share, learn, live history and always
bring with you the precious memories of what was,
with the curiosity to knowwhat will be.
To be continued ...
mano larcheologia e le sue molteplici sfaccettature
sfiorando tavoli multitouch dai contenuti
sorprendenti, scorrendo con movimenti sicuri
nellaria questo o quel sito o museo. Poi preparati
ad affacciarti sul passato di Noventa di Piave da una
finestra virtuale che sembra magia pura.
E un crescendo di suggestioni: il tour virtuale che
subito ti si presenta davanti agli occhi ti catapulta
di colpo allinterno del Complesso Archeologico di
San Mauro e con il movimento di un solo dito ti
sposti a 360 allinterno dello scavo archeologico per
ammirarlo da diverse prospettive.
Cammini cos su veri muri, mosaici, pavimenti e mille
tracce che dallantichit si ritrovano a tu per tu con il
tuo sguardo, moderno archeologo virtuale. E se non ti
basta guardare da vicino ogni pi piccolo particolare
dellarea archeologica, a richiesta illustrazioni e
spiegazioni aggiungono una chiave scientifica alle
mille chiavi emozionali, che ti permettono di aprire
gli scrigni del passato. Il tutto ricordandoti che a solo
1 kmdal CEMA il virtuale diventa esperienza vera
per conoscere dal vivo e di persona il complesso
archeologico, anche se gi nellarcheofuturo puoi
provare la straordinaria sensazione di trovarti a
stretto contatto con la storia.
Non finisce qui... procedendo in un cammino
sorprendente, attraversi tutte le epoche storiche di
cui, dallEt antica allEt moderna, testimone il
vicino complesso archeologico. Qui, ad ogni passo
frammenti di storia si ricompongono, ad ogni sguardo
sequenze di immagini svelano segreti e tesori.
E quando meno te lo aspetti, prima di inforcare i tuoi
occhiali 3D che ti mostreranno larcheologia con occhi
pi moderni, la sorpresa ti coglie nel vedere fluttuare
e danzare nellaria le ricostruzioni degli edifici perduti
che occupavano un tempo il complesso archeologico,
e materializzate davanti a te come suggestivi
ologrammi tridimensionali.
Larcheofuturo senza fine e in perpetuo movimento,
un viaggio oltre i confini del tempo e dello spazio,
che arricchisce mente e anima e alimenta la fantasia.
Non esitare: parti, scopri, vivi la storia e porta sempre
con te i preziosi ricordi di ci che stato
insieme alla curiosit di conoscere ci che sar.
To be continued...
22/04/2010
Associazione Culturale
Noventa Arte e Storia
23/10/2010
mostra Intrecci
18/11/2010
CEMA
08/04/2011
mostra La dama della collana
luglio 2011
CEMA + spazio espositivo 200 mq
22/12/2012
mostra Le memorie ritrovate
13/04/2012
nuovo CEMA
2010
2011
2012
CEMA
STORY
THE ARCHEO-FUTURE
EXISTS. NOT IN AN ITALIAN
DICTIONARY, NOR IN A
SCIENCE FICTION MOVIE,
NOT EVEN IN FUTURISTIC
LABORATORIES OF A
SCIENTIST, BUT AT THE
CEMA MULTIMEDIA
EXHIBITION CENTRE OF THE
ARCHAEOLOGY IN NOVENTA
DI PIAVE.
6 CEMAGAZINE CEMAGAZINE 7
QUANDO PASSATO E FUTURO SI
INCONTRANO NEL PRESENTE
PRENDE VITA LARCHEOFUTURO:
UN VIAGGIO IDEALE NEL TEMPO,
UN PERCORSO REALE AL CEMA
GRAZIE A STRUMENTAZIONI
ALLAVANGUARDIA E A UNA
STORIA TUTTA DA SCOPRIRE.
WHEN PAST AND FUTURE MEET,
ARCHAEOFUTURE COMES TO LIFE
IN THE PRESENT: AN IMAGINARY
TRIP THROUGH TIME, A REAL
TOUR AT CEMA THANKS TO
STATE-OF-THE-ART TOOLS AND
A HISTORY CALLING FOR BEING
DISCOVERED
IL VIAGGIO
NELLARCHEOFUTURO
TRIP TO
THE ARCHAEOFUTURE
00- CORNICI DIGITALI
Le cornici digitali posizionate sulla grande mappa
del Veneto allingresso del CEMA ti introducono alla
scoperta dellarcheologia veneta attraverso immagini
e informazioni utili sui Musei Archeologici Nazionali
del Veneto e sulle aree archeologiche della regione.
Un valido supporto informativo per non perdersi nella
storia.
01- PARETE INTERATTIVA
Senza toccare lo schermo e con il semplice
movimento della mano allinterno della cornice, entri
nel vivo dei Musei Archeologici Nazionali del Veneto
e dei loro reperti: seleziona la tua lingua, scegli un
contenuto, indicalo e porta la mano fuori dalla cornice
per trascinare limmagine o il video in primo piano.
Al CEMA prendono vita anche i muri.
02- PAVIMENTOINTERATTIVO
Inizia a tutti gli effetti il tuo viaggio nellarcheofuturo
del CEMA. Cammina sullo spazio illuminato dalla
proiezione per scoprire la complessit della
stratigrafia di uno scavo archeologico.
Anche solo per la suggestione degli effetti visivi vale
la pena di provare.
03- TAVOLOINTERATTIVO
Un cubo, 6 facce, 6 contenuti diversi per avere
larcheologia a portata di mano: ruota il cubo per
selezionare un contenuto, appoggialo sullapposito
adesivo a bordo tavolo con la faccia del contenuto
desiderato rivolta verso lalto e utilizza il display
del tavolo come una superficie touch, scoprirai cos
larcheologia del Veneto e di Noventa di Piave.
Non mai stato cos facile toccare con mano la storia.
04- PANORAMA
Con il semplice movimento della mano allinterno
della cornice, puoi scorrere una mappa di contenuti
digitali relativi ai Musei Archeologici Nazionali
del Veneto e a Noventa di Piave. Porta al centro
limmagine che preferisci e un video ti racconter
storie interessanti.
E come aprire una finestra sul passato e sul territorio.
00- DIGITAL FRAMES
The digital frames featured by the large map of the
Veneto Region at the entry of CEMA, lead you to
discover the archaeology of the Veneto area through
images and useful information on the National
Archaeological Museums of the Veneto and on its
archeological sites.
A helpful information tool to avoid getting lost
through history.

O1- INTERACTIVE WALL
You can step in the National Archaeological Museums
of the Veneto Region and their relics by simply
waving your hand within the frame, and no need to
touch the screen. Select your language, choose a
content item, point your finger onto it and move your
hand out of the frame to drag the image or the video
on the foreground. At CEMA even walls come to life!
02- INTERACTIVE FLOOR
Your trip to CEMA archaeofuture starts here.
Step on the display lit surface to explore the
stratigraphic complexity of an archaeological
excavation.
It is worth a try, even just to enjoy its evocative visual
effects.
03- INTERACTIVE TABLE
A cube, six faces, six different content items to enjoy
archeology at hand. Rotate the cube to select a
content item, place it on the relative sticker along the
table-frame with the face of the selected content
itemlooking upwards. Use the tables display as a
touch-screen: you will discover the archeology of the
Veneto Region and of Noventa di Piave. To put your
hand on history has never been that easy!
04- FULL-SCREENVIEW
By simply waving your hand within the frame, you
can scroll a map featuring digital contents about
the National Archaeological Museums of the Veneto
Region and Noventa di Piave.
Drag the image you like towards the middle of the
screen and a video will tell you compelling tales.
It is like opening a windowon the past and territory.
05- TOURVIRTUALE
Il display al centro della stanza diventa una superficie
touch per muoverti a 360 allinterno del Complesso
Archeologico di San Mauro. Scegli il tuo punto di
osservazione e cammina tra gli scavi soffermandoti
sui particolari che preferisci.
Un viaggio virtuale suggestivo che a solo 1 kmdal
CEMA diventa reale.
06/10- SCHERMI INTERATTIVI
Sfiora le superfici touch disposte lungo la linea del
tempo per visualizzare lo scavo di San Mauro nei suoi
periodi storici, dalle antiche ville romane alle chiese
medievali e rinascimentali.
Basta un tocco e il passato rivive.
11- PAVIMENTOINTERATTIVO
Dopo il viaggio nel tempo, un pavimento interattivo ti
permette di scoprire i segreti dellarcheologia.
Camminare sulla storia ora possibile.
12- 3DBOX
Prendono vita le antiche chiese di Noventa di Piave:
riproduzioni tridimensionali scorrono davanti ai tuoi
occhi e ti appaiono sospese nel vuoto.
Un esempio di come il virtuale possa far rivivere la
realt.
13- PARETE INTERATTIVA
Unaltra parete interattiva, altri contenuti da sfogliare
virtualmente, un altro muro che prende vita: spazio
dedicato alla mostra in corso con video e immagini.
14- SCHERMO3D
Bastano un paio di occhialini e puoi ammirare i reperti
e lo scavo di San Mauro sotto un nuovo punto di vista,
che permette di coglierne appieno dimensioni e spazi.
A 1 kmdal CEMA, nella Sala Consiliare del Comune di
Noventa di Piave, la visita pu proseguire scoprendo
di persona pezzi di storia dal Complesso Archeologico
di San Mauro.
15- LADAMADELLACOLLANA
16- SALAESPOSIZIONI
05- VIRTUAL TOUR
The display in the middle of the hall becomes a
touch-screen to browse Saint Maurus Archaeological
Complex and to benefit froma 360-degree view.
Chose your standpoint, walk through the excavations
and stop by the details you like most.
An evocative virtual trip which becomes real just 1 km
off CEMA.
6/10- INTERACTIVE SCREENS
Touch the screens arranged along the time line
to visualize Saint Maurus excavation site through
different ages fromthe ancient Roman villas to the
Medieval and Renaissance churches.
Just one touch and the past comes back to life.
11- INTERACTIVE FLOOR
After a trip through time, an interactive floor allows
you to reveal archaeologys secrets.
Walking on history is nowpossible.
12- 3DBOX
Noventa di Piave ancient churches come back to life:
three-dimensional renderings pass by your eyes and
look like they are hanging in the air. An example of
howthe virtual can bring the real to life.
13 - INTERACTIVE WALL
Another interactive wall, other contents to virtually
skimthrough, another wall coming back to life a
space allocated to the current exhibition with videos
and images.
14 - 3D DISPLAY
A pair of glasses, and you can admire the relics and
Saint Maurus excavation froma different point of
viewwhich allows you to fully capture the sites
dimensions and spaces. The tour can go on 1 kmoff
CEMA, in the Council Chamber of Noventa di Piave
Town Hall, where you can find out chunks of history
fromSaint Maurus Archaeological Complex.
15- THE LADYWITHANECKLACE
16- EXHIBITIONSROOM
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SALA ESPOSIZIONI
LA DAMA
DELLA
COLLANA
I REPERTI
SOTTO
UN ALTRO
PUNTO
DI VISTA
L
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...
ARCHEOLOGIE
TRA LE MANI
IL COMPLESSO ARCHEOLOGICO DI SAN MAURO
NOVENTA DI PIAVE
LO SCAVO ARCHEOLOGICO
A PIEDI
NELLA STORIA
INFO
B
O
O
K
S
H
O
P
I MUSEI RACCONTANO
DOVE IL PASSATO
INCONTRA IL FUTURO
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Domande al curatore della mostra
Francesco Cozza
Le memorie ritrovate: un titolo che
evoca un passato che ritorna...
Non sempre il passato, anche
se riscoperto per esempio con
ritrovamenti archeologici, viene
opportunamente raccontato a quanti
si interessano di conoscere le nostre
memorie.
Sono passati pi di dieci anni dalla
conclusione degli scavi nel sedime del
monastero di Santa Chiara a Padova:
perch le memorie ritrovate sono
state esposte dopo cos tanto tempo?
E perch a Noventa di Piave e non a
Padova?
Proprio le memorie del monastero di
Santa Chiara de Cella Nova di Padova
hanno corso il rischio di non essere
riscoperte. Il motivo va ricercato in un
atteggiamento di scarso interesse da
parte dei politici, legato principalmente
ad un ritorno di immagine valutato
poco appariscente e solo in secondo
luogo alla carenza di fondi.
La felice collaborazione culturale tra
il Veneto Designer Outlet di Noventa
di Piave (sponsor principale) e la
Soprintendenza per i Beni Archeologici
del Veneto ha permesso di realizzare
la mostra nella sede stessa dellOutlet
e di sperimentare un modo nuovo di
diffondere la cultura archeologica,
anche con laiuto di moderne tecnologie
presenti nel Centro Espositivo
Multimediale i cui spazi si integrano
con lo spazio espositivo della mostra
stessa.
Alla base di questa mostra c stato un
significativo lavoro di ritrovamento da
parte degli archeologi, come afferma il
titolo stesso, ma anche di recupero da
parte dei restauratori...
Gli oggetti recuperati dalle
stratificazioni archeologiche sono
in genere frammentari e qualche
volta in condizioni non ottimali di
conservazione, per questo occorre il
paziente lavoro dei restauratori, che
con tecniche moderne riportano gli
oggetti ad uno stato fisico, oltre che
estetico, di mantenimento futuro.
Grazie ai finanziamenti dellOutlet sono
stati restaurate per loccasione ben
33 stoviglie di ceramica, cosiddetta
graffita, che assieme agli altri nuclei
di reperti - maioliche, vetri, metalli,
legno e cuoio, restaurati in precedenza
grazie al contributo economico di
Banca Intesa e agli interventi dei
restauratori ministeriali costituiscono
la testimonianza materiale del vissuto
quotidiano nellarco di un secolo
Questions to Francesco Cozza, curator
of the exhibition
Recollected Memories: a title evoking
a past that comes back
Even if rediscovered for instance
through archaeological finds, the past is
not always properly told to those who
are interested in learning about our
memories.
More than ten years have gone by
since the end of the excavation works
carried out in the building plane of the
Monastery of Saint Clare in Padua:
why have the excavated relics been
exhibited after such a long time? And
why in Noventa di Piave and not in
Padua?
The relics of the Monastery of Saint
Clare fromCella Nova of Padua have
actually run the risk of not being brought
back to light. The reason for this is to
be sought in the politicians careless
attitude which was first and foremost
connected to a supposedly not-enough-
impressive return on image, and only
secondly to a lack of funds.
The successful cultural collaboration
between Noventa di Piave, Veneto
Designer Outlet (main sponsor) and the
Veneto Archaeological Soprintendenza
have allowed to set up the exhibition
in the Outlet premises, and to
experiment a newway of disseminating
archaeological culture through the
support of the state-of-the-art
technologies featured by the Multimedia
Archaeology Exhibition Center, whose
space becomes one with the exhibition
area.

This exhibition is based on
archaeologists major excavating work
as proved by the very title but also on
restorers discoveries
The objects excavated in the
archaeological stratifications are
usually fragments, featuring a state
of preservation which is sometimes
not ideal. Restorers painstaking work
is therefore called for: through their
state-of-the-art techniques, they
manage to bring the objects back to a
physical as well as aesthetical state
of future maintenance. Thanks to the
Outlets financial aid, 33 pottery pieces
(the so-called graffite pottery) have
been restored, and along with the other
included sets of relics pieces made of
majolica, glass, metal, wood and leather
previously restored thanks to Banca
Intesas financial support and to the
work performed by the restorers sent
by the Ministry showevidence of the
everyday life over a whole century (from
mid 15th Century to mid 16th Century)
THE CURRENT EXHIBITION
LA MOSTRA DEL MOMENTO
Le memorie esposte sono state ritrovate nellantico e perduto Convento di Santa
Chiara a Padova, che fior tra il XIV e il XVIII secolo, ma che negli anni Sessanta
del secolo scorso venne demolito per erigere la Questura. Nel 2000 lindagine
archeologica diretta da Mariangela Ruta e condotta da Petra scrl nel cortile
della Questura di Padova ha portato alla luce una struttura esagonale, residuo
dellimpianto originario del convento. Sulla base dei materiali rinvenuti e delle
notizie darchivio che narrano delle vicissitudini del monastero si ipotizza che
tale struttura esagonale abbia svolto la funzione di ghiacciaia-dispensa in epoca
tardo-medievale (XIII e XIV secolo) e sia stata adibita poi ad immondezzaio in et
rinascimentale (XV e XVI secolo).
Il curatore della mostra Francesco Cozza - grazie anche agli interventi di restauro
conservativo, condotti da restauratori del Ministero per i Beni e le Attivit Culturali
e da liberi professionisti - ha saputo restituire ai numerosi oggetti recuperati i loro
significati, sia funzionali che simbolici.
Ceramiche maiolicate, graffite e invetriate, reperti vitrei decorati, manufatti
metallici, strumenti fittili, in osso, legno e cuoio, costituiscono il tesoro perduto, poi
ritrovato e ora esposto.
Inoltre, la riproduzione di una stanza di lavoro allestita con arredi e complementi
depoca assieme alla suggestione musicale di canti gregoriani della Parva Schola
Gregoriana Liberalis di Treviso contribuiscono a far immergere il visitatore
nellatmosfera del monastero e ad avvolgerlo di sacralit e rigorosit. Il CEMA, come
luogo di incontro tra virtuale e reale, tra passato e futuro, rappresenta la location
ideale per unesposizione che, recuperando le memorie del passato, le proietta nel
presente per lasciare ulteriori testimonianze e memorie al futuro.

The memories on showhave been retrieved in the ancient lost Monastery of Saint
Clare in Padua, which thrived between the 14th and the 18th Century, but which
was torn down to build the Police Headquarters in the Sixties of the past Century.
In 2000 the archaeological survey supervised by Mariangela Ruta and carried
out by Petra scrl in the yard of Padua Police Headquarters brought back to light
a hexagon-shaped structure, a remnant of the monasterys original framework.
In the light of the excavated materials and of the archive information chronicling
about the events going on in the monastery, it is assumed this hexagon-shaped
structure acted as an ice-house/ store-roomin the Early Middle Ages (13th and
14th Century), and was then used as rubbish pit over the Renaissance (15th and
16th Century).
Thanks to the conservative refurbishment works performed by the Italian Cultural
and Heritage Ministry and by freelancers, Francesco Cozza, the exhibitions
curator, was able to give back the numerous excavated pieces their functional and
symbolical meanings.
Majolica, graffite and glazed pottery, decorated glass relics, metallic manufactures,
tools made of clay, bone, wood and leather make up the treasure, first lost, then
found and nowon show.
In addition, the reproduction of a working-roomdecorated with coeval furniture
and furnishing pieces, along with the evocative music background offered by the
Gregorian chants fromthe Parva Schola Gregoriana Liberalis of Treviso help visitors
step into the monastery atmosphere, and to be flooded with its sacredness and
rigor. As place where virtual and real, past and future, converge, CEMA is the ideal
location for an exhibition which retrieves memories fromthe past and throws them
into the present to leave further evidence and memories to the future.
(dalla met del XV alla met del XVI)
nellambito del monastero di Santa
Chiara.
Come mai il numero dei reperti ceramici
superiore agli oggetti in vetro e
metallo o a quelli in legno, osso e cuoio?
Loggetto di ceramica - per la sua natura
fisica dovuta allimpasto argilloso che
viene sottoposto a una o pi cotture
e spesso protetto da un rivestimento
vetroso il reperto che meglio si
conserva sotto terra e ci permette
allarcheologo di ritrovarne numeroso e
di utilizzarlo come elemento datante per
lo strato in cui si trova; ed per questo
importante conoscere le varie tipologie
codificandone le caratteristiche. Gli
altri materiali o sono pi deperibili per
propria natura, come il legno o il cuoio,
o venivano riciclati perch si possono
rifondere; a conferma della pratica di
riuso possiamo ricordare che la vecchia
denominazione della via in cui vi era
lingresso al monastero di Santa Chiara
era contrada dei veri rotti per la
presenza di un magazzino di deposito di
vetri da riciclare.
Per quale motivo allinterno di un
monastero erano presenti maioliche
preziose provenienti da importanti
centri di produzione italiani e spagnoli?
E come si concilia questa ostentazione
del lusso con lobbligo di povert
stabilita dalla Regola di Santa Chiara?
La spiegazione ha origini lontane
nel tempo, dobbiamo infatti tornare
indietro al XIV secolo allorquando era in
uso listituto del mandato di ingresso,
secondo il quale le varie autorit
clericali e laiche potevano imporre ai
monasteri come novizie proprie pupille;
a questo va poi aggiunta la pratica da
parte dei nobili di monacare le figlie per
intaccare il meno possibile il patrimonio
di famiglia che doveva passare al
primogenito. Quindi nei monasteri vi
erano persone, prive di reali motivazioni
spirituali, che per sopperire la vita
di clausura si dotavano dei lussi che
avrebbero avuto se si fossero sposate;
tale lusso era ostentato con lutilizzo di
suppellettili alla moda provenienti da
vari atelier in auge a quel tempo.
Perch le monache hanno gettato
nellimmondezzaio le ceramiche?
Le mode cambiano e gli oggetti si
buttano; ma anche le suppellettili
venivano gettate nellimmondezzaio
domestico o perch si rompevano,
o in occasione di epidemie di peste,
in questo caso spesso le stoviglie si
ritrovano ricoperte di calce che doveva
impedire la propagazione del morbo.
in the context of the Monastery of Saint
Clare.
Why is the number of pottery relics
larger than the number of objects made
of glass and metal, or wood, bone or
leather?
The pottery object has a physical
conformation which originates from
its very clayey blend, undergoes one
or more cooking sessions and is often
glazed by a protective glass film; as
such, when in the underground, it keeps
a better preserved shape than any other
relic, and is to be found in large number
by archeologists, who can also use it
as tool to date the layer of the ground
it has been dug out from. This is the
reason why it is so crucial to identify
the different kinds of pottery objects,
and to codify their features. The other
materials are either more likely to get
spoilt because of their own matter
like wood and leather or they were
recycled: they could be recast. To further
confirmhowobjects got re-used, we
can mention the old name of the road
where the entry to the Monastery of
Saint Clare used to be, that is Contrada
dei veri rotti (main street of the broken
glasses): the place hosted a storehouse
where glass pieces were recycled.
Why did the Monastery host precious
majolica pieces which came from
important Italian and Spanish
manufacturing centers? And how
could this luxury showing-off be
compatible with the vowof poverty
established by the Rule of Saint Clare?
We shall jump far away back in time to
understand the reason for this. We need
to go back to the 14th Century, when the
imposed enrollment was established:
according to this rule, the clerical and
secular authorities could enforce their
proteg girls as novices; in addition,
nobility used to have their daughters
take the veil in order to drawthe least
possible on the family estate which had
to pass to their firstborn son. In this
way monasteries were also populated
with women who were not moved by an
authentic spiritual drive, but who made
up for their cloistered life by surrounding
themselves with the luxuries they would
have had if they had got married. This
kind of luxury was shown off through
fancy household goods coming fromthe
various ateliers in vogue at the time.
Why would the nuns throwthe pottery
pieces in the garbage?
Fashion changes and objects get
thrown away; but also the household
goods were thrown away in the house
garbage: either they broke or some
plague epidemics occurred in the latter
case the dishes found are covered with
lime, which was thought to prevent the
spread of the disease
Beside the decorations displaying patent
spiritual connotations for example the
goblet with wafer the pottery objects
also portrayed animals, human profiles,
coat-of-arms and even a heart torn by
a couple of handsQuite a weird choice
for a monastic context...
Nelle ceramiche oltre a decori che
esprimono un significato chiaramente
spirituale, ad esempio il calice con
lOstia, sono presenti anche animali,
profili umani, stemmi e persino un
cuore strappato da due maniuna
scelta un po strana per un contesto
monastico.
I significati simbolici, non di carattere
religioso, di alcuni ornati dipinti o
incisi sulle stoviglie ritrovate sono da
collegare con gli aspetti di vita civile
che le monache volevano vivere per
sopperire alla forzata clausura.
E possibile distinguere i diversi centri
di produzione della maiolica dai motivi
decorativi?
Le tipologie delle ceramiche si basano
essenzialmente sui motivi decorativi,
sia principali che di contorno, la loro
conoscenza e soprattutto la loro
diversificazione ci permette di attribuire
la produzione ad un centro piuttosto
che ad un altro; vi sono poi altri segnali,
come i marchi di fabbrica, che indicano
con sicurezza lappartenenza ad un
preciso atelier.
Tra le memorie esposte c anche una
bambola di terracotta. Per quale motivo
stato trovato un oggetto di questo
tipo in un monastero?
E da ricordare che le pupille dei
potenti e le figlie dei nobili monacate
forzatamente entravano in convento
molto giovani e quindi si portavano i
loro giochi; ed inoltre uno dei servizi
svolti nellambito del monastero
clariano era quello di ospitare le figliole
in educazione che ancora giovani
venivano avviate allapprendimento dei
tipici lavori femminili.
Oltre 10.000 visitatori in pochi
mesi dallinaugurazione, un grande
successo...
Lelevato numero dei visitatori
registrato un dato statistico
molto importante, perch fa capire
come questa nuova formula di
collaborazione, che vede la cultura
inserita in un ambito commerciale, sia
un sistema vincente da approfondire
e potenziare ulteriormente, anche con
una programmazione a medio-lungo
termine.
Dopo il 30 giugno, termine
dellesposizione, cosa riserva il futuro a
Le memorie ritrovate?
E doveroso portare la mostra a Padova,
sua citt di origine, dove si prevede
che rimanga da settembre a fine 2012;
mentre per il 2013 si sta programmando
un itinerario in ambito veneto
che vede come sedi espositive i locali
Musei dei comuni di Este (PD), Concordia
Sagittaria (VE) e Borgoricco (PD).
Coltiviamo lidea di portarla anche fuori
regione e - perch no - anche allestero
considerato il successo di pubblico, sia
della mostra, che del suo catalogo per
il quale la Soprintendenza archeologica
continua a ricevere molte richieste. +
The symbolic meanings of no religious
kind characterizing some of the painted
decorations or etched on the dishes
excavated are to be connected to the
secular life aspects the nuns wanted
to enjoy to make up for their cloistered
existence.
Is it possible to identify the different
majolica-manufacturing centers from
the different decoration patterns?
The different kinds of pottery pieces
display three main decoration patterns,
both primary and secondary. Their
knowledge, and especially their
diversification, allows us to ascribe
their production to one manufacturing
center rather than another one. Then
there are other hints, such as trade-
marks, which indicate the itembelongs
unquestionably to a specific atelier.
Among the relics on display there is
also a terracotta doll. Why has such an
object been found in a monastery?
We need to keep in mind the powerfuls
proteges as well as the nobilitys
daughters who were forced to take
the veil entered the convent at a very
early age, and as such they used to
bring with themtheir own toys. Poor
Clare Monasteries also used to host
the daughters to be trained, who were
initiated to the traditional female works
at a very young age.
More than 8,000 visitors in a few
months after the exhibition opening is a
stunning success
The large number of visitors achieved is
a very important statistics: it proves this
newcollaboration approach involving
and bringing culture into a commercial
domain is a successful systemwhich
should be further investigated and
developed, also by means of a mid or
long run planning.
After June 30 the exhibitions
end what will the future hold for
Recollected Memories?
It is only right and just to bring the
exhibition to its native town, Padua,
where it is scheduled to be on show
fromSeptember to the end of 2012. As
for 2013, we are planning a tour across
the Veneto Region: the exhibition will be
hosted by the local municipal Museums
of Este (Padua), Concordia Sagittaria
(Venice) and Borgoricco (Padua). We also
cherish the idea of bringing it outside the
region and why not? abroad, given
the success in terms of the number of
visitors, the exhibition itself and the
catalogue, for which the Soprintendenza
keeps receiving loLs of requesLs +
IL 22 DICEMBRE 2011
AL CEMA STATA
INAUGURATA LA
MOSTRA LE MEMORIE
RITROVATE CHE
IN POCHI MESI HA
ATTIRATO MIGLIAIA
DI VISITATORI.
10 CEMAGAZINE CEMAGAZINE 11
GREGORIAN CHANT,
THE SOUL OF THE MIDDLE AGES
Con la predicazione del Vangelo, la diffusione del
cristianesimo e la lenta e talora faticosa formazione di
un corpus dottrinale, si sviluppano anche le forme per
celebrare, allinterno delle nuove comunit, il memoriale
della morte e risurrezione di Cristo: la liturgia.
Ogni Comunit cristiana celebrava la sua liturgia e
cantava nella sua propria lingua. Questa differenza
di lingue si conservata fino ai nostri giorni per le
liturgie mediorientali, per cui ritroviamo, ad esempio,
allinterno dellunica denominazione cattolica, il rito Siro
Antiocheno, quello Egiziano Copto, Maronita, Caldeo ecc.
Loccidente mediterraneo si comport diversamente.
Dopo due secoli di liturgia in greco, adott il latino.
Ogni regione delloccidente cristiano inizi cos a
comporre il proprio repertorio di canti sacri: la lingua
comune ma i testi e le melodie sono differenti. Esiste un
canto beneventano e aquileiano per il sud dellItalia,
romano per la citt di Roma e le sue dipendenze,
ambrosiano per Milano e il nord dellItalia, ispanico
ai piedi dei Pirenei, gallicano nelle terre della Gallia
romana e celtico per il nord ovest dellEuropa.
La costruzione delle grandi basiliche romane permise
al culto di prendere uno slancio ed acquisire una nuova
solennit. Tutte le arti vi concorrevano, ed anche il canto
liturgico. Fino a quel momento gran parte del canto era
riservata al solista, mantenendo una pratica diffusa in
ambiente mediorientale. Dal V secolo nasceva la schola
cantorumcomposta da una ventina di chierici a servizio
del canto sacro. Queste scholae elaborarono, nel corso
del V-VI secolo, un repertorio di canto in armonia con
lo svilupparsi della liturgia ed alla fine del VI secolo la
composizione del corpus delle melodie romane era
compiuta.
Nel 600 ca. Papa Gregorio Magno (535-604), inizi una
grande riforma, tendente alla unificazione delle liturgie
occidentali che cerc di mettere ordine alla grande
vastit di stili compositivi e di canti. Dalla importanza
che ha rivestito questo Papa per il canto gregoriano
discende il nome con cui oggi lo conosciamo.
Il repertorio gregoriano che si venne quindi a costituire,
da allora e soprattutto tra il VII e il IX secolo, sia sotto
il punto di vista liturgico sia da quello musicale, il
risultato di un incessante processo di trasformazione di
forme, modi esecutivi e stili di canto sviluppatisi dentro
due ambienti diversi ma paralleli, lufficio quotidiano e
la Messa soprattutto nel seno di un ambito spirituale e
fisico del tutto peculiare: il monachesimo.
Bench labitudine di riunirsi a pregare in determinate
ore fosse gi praticata dai paleocristiani e con la
liberalizzazione del culto, grazie a Costantino nel 313
d.C., avesse gi raggiunto uno stadio di organizzazione,
fu il monachesimo a promuoverne un particolare
incremento e a stabilire un definitivo ordine.
La celebrazione dellofficio scandisce a tempi fissi le ore
del giorno e della notte innestando il tempo contingente
dellesistente allinterno della non-scansione del tempo
redento delleternit. Il suo asse portante la salmodia,
sia nella sua forma antifonale (salmo cantato a cori
alterni, preceduto e seguito da unantifona variabile a
seconda del tempo liturgico), che responsoriale (versetti
del salmo alternati ad un ritornello).
Oltre alla salmodia, altro elemento caratteristico
dellofficio lInno. A differenza degli altri canti, gli inni
(introdotti in Occidente dal IV secolo) accompagnano
testi poetici con metrica scandita sul giambo (piede
metrico della poesia greca e latina formato da una
sillaba breve ed una lunga).
La Messa: struttura liturgica complessa, accosta delle
parti fisse (il proprium Kyrie, Gloria, Sanctus, Credo e
le varie formule responsoriali) ad una parte variabile,
che viene adattata al tempo liturgico ed allintonazione
particolare di ciascuna festa o memoria.
Quando lesecuzione dei canti della Messa fu assegnata
al corpo dei musicisti della schola cantorum, soprattutto
le parti variabili acquisirono un grado estetico pi
elevato. La lunghezza dei brani si accorci, a favore
dellespansione melodica del canto. E soprattutto, le
forme solistiche assunsero un aspetto quanto mai
ornato.
I compositori sono anonimi e, sulla base dei moduli
ricorrenti nel canto dei salmi, allargano, sviluppano,
danno respiri di fioritura alle melodie creando le
elaborate strutture degli offertori, delle antifone
dingresso e di comunione della Messa, gli aerei melismi
degli Alleluia e le architetture maestose dei graduali.
Tutto viene affidato alla memoria dei fedeli, dei cantori
o dei monaci i quali tuttavia si servono di un elaborato
sistema di aiuti grafici che le varie schole monastiche
adottano per facilitare la memorizzazione della melodia
e del ritmo ad essa sottesa. Questi segni grafici,
chiamati neumi, ancora non hanno tuttavia la funzione
di indicare la distanza tra le singole note. Questo avverr
soltanto dopo lanno Mille quando Guido dArezzo
precisa la scrittura per definire gli intervalli tra le note,
fissandoli allinterno di un tetragramma.
Il passaggio allo scritto, segner, purtroppo, anche la
decadenza del canto gregoriano, che, legato per sua
natura profondamente al ritmo della frase latina,
si irrigidir gradatamente in forme mensurali che
prescindono dal testo e si solidificher divenendo
un cantus planus o cantus firmus perdendo quella
agilit e levit che la stretta aderenza testo-melodia (ed
anzi la subordinazione della seconda al primo) gli aveva
sempre assicurato.
Sar necessario attendere il XIX secolo perch, ad opera
del fondatore dellAbbazia di Solesmes, si inizi a fare
una sorta di percorso allindietro, dalla notazione di
Guido dArezzo ai segni grafici precedenti la notazione
(paleografia), facendo nuovamente emergere dal
vischioso coagulo del cantus firmus, la figura di quei
monaci che pregavano i testi sacri, innalzandoli in
agili guglie, sciogliendoli in liquescenze, ripercussioni
e melismi che solo avevano il compito di rendere il
testo - sacro, appunto - un tuttuno con la carne stessa
dellorante, rendendo costui partecipe delleternit.
Il percorso non ancora finito; il canto Gregoriano ha
abbondanza di ricchezze e sorprese da offrire a chi vi si
accosti con lo sguardo aperto a coglierne lo spessore di
storia e, perch no, di modernit.
La Parva Schola Gregoriana Liberalis di Treviso ripercorre
oggi i passi pi ricchi e musicali di questa antica forma
di canto e di preghiera, prendendo lo spunto dalla
paleografia di Solesmes ed affiancando le esecuzioni
a forme nuove di comunicazione che avvicinano temi
musicali cos lontani e, spesso, difficili da ascoltare
allorecchio e allo sguardo dellascoltatore di oggi. Per
questo diventa quasi una conseguenza inevitabile
incrociare queste antiche melodie allinterno di un
ambiente espositivo che in ogni angolo fonde antico e
moderno in un suggestivo abbraccio sensoriale. +
MUSIC FROM HISTORY
IN THE HALLS
OF CEMA
The preaching of the Gospel, the diffusion of Christianity,
and the slowand sometimes arduous formation of a
body of doctrine, were accompanied by the development
of specific ways of celebrating the memorial of Christs
death and Resurrection within the newcommunities
in one word, liturgy.
Every Christian community would celebrate its own
liturgy and sing in its own language. Such a variety
of languages has been preserved until today, with
the Antiochene Syrian, Egyptian Coptic, Maronite,
Chaldean rites and so on, all of which are still extant
in the Middle-Eastern liturgies under the same
denomination of Catholicism. Things went differently
in the Mediterranean West: after two centuries of
liturgies in Greek, Latin was adopted everywhere. Every
region of the Christian West then began producing its
own repertoire of hymns. The language was the same
everywhere, but the lyrics and melodies varied from
place to place: a Beneventan and an Aquileian chant
were sung in Southern Italy, the Roman chant was used
in Rome and its dominions, the Ambrosian in Milan and
Northern Italy, the Hispanic at the foot of the Pyrenees,
the Gallican in the Roman Gallia, and the Celtic in North-
Western Europe.
The construction of the great Roman basilicas gave a
strong impulse to the development of the cult towards
an increased solemnity. All arts gave their contribution,
including liturgical chant. Until that time, according to
a practice common in Middle Eastern communities,
most of the chanting had been done by a soloist. In
the fifth century the schola cantorumwas born, which
was composed of about twenty clerics in charge of
performing sacred hymns. During the fifth and sixth
century, the scholae elaborated a repertoire of chants
consistent with the developments in the liturgy, and
by the end of the sixth century the corpus of Roman
melodies was completed.
Around the year 600, pope Gregory the Great (535-604)
initiated an ambitious reformaimed at unifying the
different Western liturgies, putting the wide variety of
chanting and composing styles into an order. The name
of Gregorian chant acknowledges the importance of this
pope for the history of liturgical chant.
Fromboth a liturgical and a musical point of view, the
Gregorian repertoire mainly grewbetween the seventh
and the ninth century as a result of the continuous
transformations in the forms, modes of performance
and singing styles which took place within two different,
yet parallel environments: the daily office and the Mass.
An ideal framework for this development was provided
by a rather peculiar spiritual and physical phenomenon:
monasticism.
Early Christians already had the habit of gathering for
prayer at certain hours of the day, which became an
organized practice after the liberalization of worship by
emperor Constantine in AD 313. However, the general
diffusion and definitive organization of this customwere
due to monasticism.
The celebration of the divine office sets the tempo of
day and night hours with its fixed intervals, framing
the contingent time of earthly existence within the
undivided, redeemed time of eternity. Its main pillar
is psalmody, which can be either antiphonal (a psalm
is sung by alternating choirs, and it is preceded and
followed by an antiphon that changes according to the
liturgical time of the year) or responsorial (psalmverses
are alternated with a chorus).
Besides psalmody, another distinctive element of the
divine office is the Hymn, which was introduced into
Western liturgy in the fourth century. Unlike all other
chants, religious hymns feature poetic lyrics that are
based on the classic iamb, a metric foot composed of a
short syllable followed by a long syllable, typical of Greek
and Latin poetry.
The Mass is a complex liturgical structure, which
combines a series of fixed elements (the Proper Kyrie,
Gloria, Sanctus, Credo, and the various responsorial
formulas) and a variable part, which changes according
to the liturgical time of the year and to the specific spirit
of each solemnity or memorial.
When the task of performing the chants for the Mass
was entrusted to the musicians of the schola cantorum,
the variable parts began to achieve a higher aesthetic
profile. Shorter pieces were composed, while the
weight of melody and singing became more and more
significant. Most notably, solo performances became
considerably ornate.
Building on the recurring modules in the chanting
of psalms, anonymous composers would extend,
develop and embellish their melodies, creating the
elaborate structures of offertories, entrance antiphons
and communion chants, the ethereal melismas of
Hallelujahs, the grand architectures of graduals. The
actual performance mainly relied on the mnemonic
ability of churchgoers, cantors and monks, who could
also count on the elaborate systems of visual aids
devised by different monastic scholae. These systems
were based on the use of graphic marks called neumes,
which made it easier to memorize melodies and
rhythms, although they still did not indicate the intervals
between the notes.
This function was to be introduced only after the
year one thousand by Guido of Arezzo, who reformed
notation by creating a tetragramto express tone
intervals.
Unfortunately, the introduction of written notation
was going to mark the beginning of the decadence of
Gregorian chant. Being deeply rooted in the rhythmof
the Latin sentence, it gradually grewstiff and bound
to mensural forms more and more detached fromthe
texts: it crystallized to a cantus planus or cantus
firmus, losing the agility and lightness it had always
derived fromthe tight connection between text and
melody (the latter being subordinate to the former).
Only in the nineteenth century, thanks to the efforts of
the founder of the Solesmes Abbey, will it be possible
to give up Guido of Arezzos notation, embarking on a
rediscovery of earlier graphic systems (paleography).
The sticky clot of cantus firmus will dissolve, giving
way again to those figures of praying monks, who
would chant the Holy Scriptures, raising themlike lithe
pinnacles, melting theminto fluidities, repercussions
and melismas which alone could make a text sacred,
as it was one with the orants very flesh, taking himto
the realmof eternity.
The journey is not over yet: Gregorian chant still has
plenty of riches and surprises in store for those who are
willing to look into it in search for depth, history and
why not? modernity.
Today, the Parva Schola Gregoriana Liberalis, Treviso,
walks in the rich musical footsteps of this ancient form
of song and prayer. Taking the paleography of Solesmes
as a starting point, it combines traditional performance
and newforms of communication, with the objective of
bringing together distant musical themes that are often
hard on the ears and eyes of todays public.
As an almost inevitable consequence, these ancient
melodies interact and take on newlife within a
fascinating exhibition space, blending the ancient
and the modern together in an evocative, sensuous
embrace +
IL CANTO GREGORIANO
ANIMA DEL MEDIOEVO
MUSICHE DALLA
STORIA NEGLI
AMBIENTI DEL CEMA
12 CEMAGAZINE CEMAGAZINE 13
LA SOPRINTENDENZA
LA SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DEL
VENETO, ORGANO PERIFERICO DEL MINISTERO PER
I BENI E LE ATTIVIT CULTURALI, HA SEDE DAL 1955
NELLO STORICO PALAZZO FOLCO IN VIA AQUILEIA A
PADOVA.
IL SUO COMPITO ISTITUZIONALE QUELLO DI
TUTELARE IL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO DEL
VENETO E DI COOPERARE CON LA REGIONE E GLI ENTI
TERRITORIALI PER LA SUA VALORIZZAZIONE AI SENSI
DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
D.LGS. 42/2004. LA SUA ATTIVIT INOLTRE
REGOLATA DAL DECRETO 26 NOVEMBRE 2007, N. 233 E
S.M.I.
DALLA SEDE PRINCIPALE DI PADOVA DIPENDONO SEDI
PERIFERICHE QUALI IL NUCLEO OPERATIVO DI VERONA
E QUELLO DI VENEZIA NONCH I MUSEI ARCHEOLOGICI
NAZIONALI DI ADRIA, ALTINO, ESTE, FRATTA POLESINE,
PORTOGRUARO.
I Musei Archeologici Nazionali del Veneto sono aperti tutti i giorni dellanno
esclusi 1 maggio, 25 dicembre e 1 gennaio (per eventuali aperture
straordinarie in queste date contattare direttamente i Musei).
THE SOPRINTENDENZA
THE VENETO ARCHAEOLOGICAL SOPRINTENDENZA
IS A DEPARTMENT OF THE ITALIAN CULTURAL AND
HERITAGE MINISTRY WITH OFFICES FROM 1955 IN VIA
AQUILEIA PADUA.
THE INSPECTORATE IS GUARDIAN OF THE
ARCHAEOLOGICAL HERITAGE OF THE REGION AS
STATED IN THE FOLLOWING LAW CODE: CODICE DEI
BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO D.LGS. 42/2004
AND ITS ACTIVITY REGULATED BY THE DECREE OF 26TH
NOVEMBER 2007, N 233.
VARIOUS OFFICES EXIST IN THE REGION; VERONA,
VENICE, ADRIA, ALTINO, ESTE, FRATTA POLESINE AND
PORTOGRUARO.
Le immagini esposte sono state riprodotte su concessione del Ministero per
i Beni e le Attivit Culturali Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto.
Si fa divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo.
The images displayed are reproduced with permission of the Heritage and
Culture Ministry Veneto Archaeological Soprintendenza (Inspectorate).
No further reproduction by whatever means is permitted.
ADRIA
MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE
Il Museo nasce nel 1904 come Museo Civico dopo lacquisto, da parte del Comune di
Adria, della storica collezione di antichit locali raccolta in pi di 150 anni dalla nobile
famiglia dei Bocchi.
Dalla originaria sede nelle scuole elementari, il Museo si trasfer nella sede di Palazzo
Cordella, nel cuore della citt dove rimase fino al 1961, quando le collezioni, di molto
ampliate da scavi e ricerche nellambito cittadino, furono trasferite nella sede attuale.
Ledificio, appositamente progettato, situato al centro del Pubblico giardino della
citt di Adria, stato oggetto di radicali interventi di ampliamento e di riallestimento,
promossi dalla Soprintendenza, che hanno portato gli spazi espositivi a pi di 1100
mq.
Il Museo illustra la straordinaria storia antica di Adria, citt portuale sorta nel VI
secolo a.C. lungo un ramo del Delta del Po, tanto importante da dare il nome al mare
Adriatico, e rappresenta il fulcro di tutte le attivit di ricerca archeologica ad Adria e
nel Basso Polesine.
Quale sede dipendente della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto svolge
inoltre attivit di tutela archeologica del territorio.
via Badini, n. 59 - 45011 Adria (RO)
tel/fax 0426-21612
sba-ven.museoadria@beniculturali.it
Direzione Giovanna Gambacurta
giovanna.gambacurta@beniculturali.it
Orario 8.30-19.30
ADRIA
NATIONAL ARCHAEOLOGICAL MUSEUM
Founded in 1905 as the town museumafter the town council purchased a private
collection of local archaeological artefacts fromthe Bocchi family.
The first museumwas housed in the local junior school and then transferred to Pa-
lazzo Cordella in the heart of the town where it remained until 1961 when it moved
to its present site as the collection had grown as result of local excavations and
research. The newbuilding designed for the collection is in the public garden at the
centre of the town and nowhas more than 1100 square metres of exhibition space
following radical extension and refurbishment conducted by the Inspectorate.
The museumillustrates the extraordinary ancient history of the town as a port on a
branch of the River Po fromthe 4th century BC, significantly important to grant its
name to the Adriatic Sea. It is the seat of all archaeological research in Adria and the
Lower Polesine region.
The museumrepresents the Inspectorate and as such acts as guardian of the ar-
chaeological heritage for this area.
Via Badini 59 - 45011 Adria (Rovigo)
Phone/Fax: +39 0426 21612
sba-ven.museoadria@beniculturali.it
Director: Giovanna Gambacurta
giovanna.gambacurta@beniculturali.it
From8:30 amto 7:30 pm
ALTINO
MUSEO NAZIONALE E AREE ARCHEOLOGICHE
Il Museo situato allinterno dellarea archeologica altinate. Il percorso espositivo si
distribuisce nelle due sale, lungo il portico che delimita la piazza e nel piccolo giardino
del Museo. Allinterno delle vetrine distribuite nelle due sale sono esposti essenzial-
mente i reperti vitrei relativi alla mostra Altino. Vetri di laguna. A breve termine,
presso un complesso rurale in fase avanzata di ristrutturazione, situato nei pressi
del Museo, sar realizzato il nuovo percorso espositivo, molto pi esteso e compren-
dente le sezioni protostorica, romana, tardoantica-altomedievale e quella relativa al
santuario. Le aree archeologiche, che costituiscono parte integrante del percorso di
visita, recano testimonianza della citt romana di Altinume si estendono immedia-
tamente a Nord e a Est del Museo; nella prima sono mantenuti in luce i resti di uno
dei cardini e della Porta urbica settentrionale, costituita da una struttura a due torri
con antistanti approdo acqueo e fondazioni di un ponte; nella seconda visitabile
una porzione dellabitato romano sviluppato lungo uno dei decumani della citt, le
pavimentazioni a mosaico di alcune abitazioni e una scalinata di approdo.
via S. Eliodoro 37
30020 Altino, Quarto dAltino (Venezia)
tel/fax 0422 829008
sba-ven.museoaltino@beniculturali.it
Direzione Margherita Tirelli
margherita.tirelli@beniculturali.it
Orario 8.30-19.30
ALTINO
NATIONALMUSEUMANDARCHAEOLOGICALAREAS
The museumis situated within the archaeological area of Altino. Exhibits are displa-
yed in two rooms an external courtyard and garden. The principal display regards the
Altino. Glassware of the Lagoon exhibition. A newmuseumnearing completion close
by is due to open shortly in a larger restored building which will have more extensive
displays including sections on the prehistoric, Roman, late-antique/early medieval
periods and an exhibition relating specifically to the discovery of an Iron-Age/ Early
Roman Shrine. The archaeological areas which extend to the north and east of the
museumforman integral part of a visit and are testimony to the Roman town of
Altinum. In area north there are remains of one of the towns streets (cardo) and
north-gate; a structure of twin towers above a wharf and foundations of a bridge.
In area east are partial remains of domestic buildings along one of the decumani
(east-west street) of the town including various mosaics and steps leading down to a
further canal wharf.
Via S. Eliodoro 37
30020 Altino, Quarto dAltino (Venice)
Phone/Fax: +39 0422 829008
sba-ven.museoaltino@beniculturali.it
Director: Margherita Tirelli
margherita.tirelli@beniculturali.it
From8:30 amto 7:30 pm
I MUSEI ARCHEOLOGICI NAZIONALI DEL VENETO
THE NATIONAL ARCHEOLOGICAL MUSEUMS OF THE VENETO REGION
ESTE
MUSEO NAZIONALE ATESTINO
Il Museo Nazionale Atestino, di fondazione ottocentesca, ha sede dal 1902 nel Palaz-
zo della nobile famiglia veneziana dei Mocenigo, costruito nel XVI secolo inglobando
nella facciata principale un tratto delle mura del trecentesco castello dei Carraresi,
sorto a sua volta nellarea della prima dimora feudale del 1056 della principesca fami-
glia degli Estensi.
Le numerose e importanti raccolte provengono dal centro preromano e romano di
Este e dal territorio circostante; esse sono frutto di ricerche archeologiche condotte
quasi ininterrottamente dagli ultimi decenni dellOttocento ai giorni nostri.
Le sale del Museo, denominate con i numeri romani da I a XI e allestite secondo un
ordine cronologico, introducono alla conoscenza delle varie civilt che si succedettero
nel centro di Este e nel territorio circostante, dalle et pi antiche allepoca romana e
oltre, nel Medioevo e nel Rinascimento.
via G. Negri, 9/C - 35042 Este (Padova)
tel. 0429/2085
fax 0429/603996
sba-ven.museoeste@beniculturali.it
www.atestino.beniculturali.it
Direzione Elodia Bianchin
elodia.bianchin@beniculturali.it
Orario 8.30-19.30
ESTE
ATESTINONATIONALMUSEUM
The museumwas founded in the 19th century and from1902 occupies a palace of
the Venetian noble family Mocenigo. The palace was built in the 16th century and
its faade incorporates part of the 14th century Carraresi castle wall which is itself
built on the site of the feudal seat dated to 1056 of the Estensi family. The numerous
and important collections come fromthe pre-Roman and Roman centre of Este and
its surrounding area and are fruit of research conducted fromthe end of the 19th
century to the present day.
The museumrooms numbered I to XI followa chronological pattern and forman
introduction to understanding the various cultures fromthe prehistoric to Roman
period, medieval and renaissance periods present in Este and the surrounding area.
Via G. Negri, 9/C - 35042 Este (Padua)
Phone: +39 0429/2085
Fax: 0429/603996
sba-ven.museoeste@beniculturali.it
www.atestino.beniculturali.it
Director: Elodia Bianchin
elodia.bianchin@beniculturali.it
From8:30 amto 7:30 pm
14 CEMAGAZINE CEMAGAZINE 15
FRATTA POLESINE
MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE
Il Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine, inaugurato il 21 febbraio
2009 presso le Barchesse della Villa Badoer, rappresenta lesito di oltre 40 anni
di ricerche in Polesine, in particolare per quanto riguarda la tarda et del bronzo.
I materiali esposti, sicuramente tra i pi considerevoli in ambito europeo, sono
riconducibili ai villaggi che popolavano lantico fiume Po tra il XII e il X secolo a.C.:
il nucleo di manufatti pi importanti riporta al villaggio di Frattesina e alle due
necropoli ad essa correlate rinvenute in localit Narde e Fondo Zanotto.
via Giovanni Tasso, 1 - 45025 Fratta Polesine (Rovigo)
tel/fax 0425 668523
sba-ven.museofratta@beniculturali.it
Direzione Vincenzo Tin
vincenzo.tine@beniculturali.it
Orario 8.30-19.30
FRATTAPOLESINE
NATIONALARCHAEOLOGICALMUSEUM
The museumopened on the 21st February 2009 in the grounds of Villa Badoer
presents the result of over 40 years of research in Polesine and represents in
particular the late bronze age. The material on display, surely one of the largest
collections in Europe, come fromthe sites of villages that populated the ancient
Po River between the 12th and 10th centuries BC. The most important group of
artefacts is fromthe village at Frattesina and the two related cemetery sites at
Narde and Fondo Zanotto.
Via Giovanni Tasso, 1 - 45025 Fratta Polesine (Rovigo)
Phone/Fax: +39 0425 668523
sba-ven.museofratta@beniculturali.it
Director: Vincenzo Tin
vincenzo.tine@beniculturali.it
From8:30 amto 7:30 pm
PORTOGRUARO
MUSEO NAZIONALE CONCORDIESE
Il Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro venne fondato nel 1885 per custodire
i numerosi materiali rinvenuti nel vicino centro Concordia Sagittaria. Qui, infatti, nella
seconda met del XIX secolo, lingegner Dario Bertolini scav il cosiddetto Sepolcreto
dei Militi, una necropoli di IV-V secolo d.C. che testimonia la lunga vita che conobbe
Concordia, colonia fondata da Augusto.
Il Museo mantiene le caratteristiche del momento in cui fu costruito, anche se
lallestimento delle sale superiori fu rinnovato negli scorsi anni Ottanta. Ledificio
ha una singolare forma a basilica: le tre navate, lunghi corridoi separati da colonne,
ospitano i reperti lapidei, monumenti e lastre con iscrizioni provenienti soprattutto
dalle necropoli, ma anche statue e pavimenti a mosaico che ci informano della vita
quotidiana di Concordia Sagittaria. In una saletta accanto allentrata, invece, sono
presenti esempi di piccole statue e alcuni ritratti romani che riproducono il volto di
imperatori ma anche di abitanti di Concordia; molto interessanti sono pure le monete
che provengono da tutto il territorio vicino a Concordia. Salendo per le scale si accede
ad altre stanze nelle cui vetrine possibile riconoscere numerosi oggetti di piccole
dimensioni che riportano alla vita quotidiana degli antichi Romani, dalle lucerne per
illuminare, alle gemme, agli ornamenti in ambra. Testimonianze dellantico splendore
della colonia romana sono visibili oggi, oltre che al Museo Concordiese di Portogruaro,
anche nelle diverse aree archeologiche situate a Concordia Sagittaria: la basilica, le
terme e la Domus dei Signini.
via Seminario, 26 - 30026 Portogruaro (Venezia)
tel/fax 0421/72674
sba-ven.museoportogruaro@beniculturali.it
Direzione Federica Rinaldi
federica.rinaldi@beniculturali.it
Orario 8.30-19.30
PORTOGRUARO
NATIONALMUSEUMCONCORDIESE
The museumwas founded in 1885 to curate the large quantity of material from
Concordia Sagittaria. In the second half of the 19th century a certain Dario Bertolini
excavated a late antique cemetery known as the Sepolcreto dei Militi fromthe 4th-
5th century AD, a testimony to the long duration of this Roman colony founded by
Augustus.
The museumretains its original aspect though displays on the upper floor have been
renewed. The museumhas a basilica plan with central nave and side aisles where
exhibits of various stonework, monuments and gravestones with inscriptions from
the cemetery are displayed. There are also statues and mosaics relating to life in
the Roman town. In a small roomat the entrance to the museumare a selection of
Roman portrait sculptures of emperors and inhabitants of Julia Concordia. There is
also an interesting display of coinage found throughout the territory of Concordia.
Upstairs small objects are displayed portraying the daily life of the ancient Romans;
oil lamps, gems, ornaments in amber. It is also possible to visit the archaeological
areas in Concordia Sagittaria; the basilica, bathhouse and Domus dei Signini (remains
of Roman town house).
Via Seminario, 26 - 30026 Portogruaro (Venice)
Phone/Fax: 0421/72674
sba-ven.museoportogruaro@beniculturali.it
Director: Federica Rinaldi
federica.rinaldi@beniculturali.it
From8:30 amto 7:30 pm
BELLUNO
Area archeologica di Feltre (BL).
Larea archeologica sotto Piazza Duomo.
Nellarea archeologica visibile un
quartiere urbano dellantica Feltria nella
sua evoluzione dal I al IV secolo d.C.
e strutture religiose altomedievali (IX
secolo d.C.).
Area archeologica di Mel (BL).
La necropoli protostorica.
Larea archeologica di Mel conserva i
resti di una necropoli della cultura dei
Veneti antichi. In questa zona sono
state rinvenute circa 80 tombe e sette
recinti funerari: di questi ultimi quattro,
di forma circolare, sono visibili allinterno
dellarea archeologica.
PADOVA
Aree archeologiche di Montegrotto
Terme (PD).
Complessi termali di et romana.
I complessi termali visibili nelle due aree
di via Scavi e al di sotto dellHotel Terme
Neroniane dimostrano che le acque
termali del sito sono state sfruttate per
le cure del corpo fin dallepoca romana.
TREVISO
Aree archeologiche di Oderzo (TV).
Le vestigia di Opitergium.
Le aree archeologiche nel cuore della
citt consentono di conoscere sia i
monumenti pubblici (foro, basilica,
cinta urbana) che gli edifici privati
(domus di via Mazzini e via dei Mosaici)
dellinsediamento di et augustea.
VENEZIA
Aree archeologiche di Concordia
Sagittaria (VE).
Le vestigia di Iulia Concordia.
Le diverse aree archeologiche
permettono di conoscere lantico
centro nel suo lungo arco di vita. Il
ponte, le terme e il teatro testimoniano
lo splendore raggiunto dalla colonia
fondata da Augusto nel corso del I
secolo d.C., mentre nel complesso
basilicale al di sotto di Piazza Duomo
si conservano i primi edifici della
cristianit ufficiale.
VERONA
Area archeologica di Verona.
La Domus di Valdonega.
Nellarea archeologica sono visitabili i
resti di una sontuosa villa extraurbana
del I secolo d.C., riccamente decorata
con affreschi e mosaici.
VICENZA
Aree archeologiche di Vicenza.
Le vestigia di Vicetia.
Eccezionalmente conservato, il
criptoportico sotto Piazza Duomo un
grande corridoio sotterraneo che faceva
parte di una ricca casa del I secolo d.C.
Area archeologica di Sovizzo (VI).
Il complesso megalitico di et preistorica.
I resti conservati a Sovizzo, dove
visibile un corridoio sacro che conduce
ad unimponente sepoltura a tumulo,
costituiscono un esempio di complesso
funerario e cultuale risalente allet del
Rame (III millennio a.C.).
BELLUNO
Feltre Archaeological Area.
The archaeological area below
Piazza Duomo.
A part of the Roman town Feltria with
buildings dating fromthe 1st to 4th
century BC and early medieval religious
buildings (9th century) are visible in this
area.
Mel Archaeological Area.
Prehistoric Cemetery.
Remains of a cemetery belonging to
the ancient culture of the Veneti. 80
graves and 7 burial enclosures were
found in this area. Four of these circular
enclosures are visible within the
archaeological area.
PADUA
Montegrotto Terme Archaeological
Areas. Roman bathhouses.
In the two areas of Via Scavi and below
the Hotel Terme Neroniane the remains
of bathhouse structures demonstrate
activity in this spa town fromRoman
times.
TREVISO
Oderzo Archaeological Areas.
Remains of Opitergium.
The various areas allowvisitors to
observe remains of public (forum,
basilica, city wall) and domestic (domus
of Via Mazzini and Via dei Mosaici)
buildings of the Roman town fromthe
Augustan period.
VENICE
Concordia Sagittaria
Archaeological Areas.
Remains of Julia Concordia.
The various areas acquaint the visitor
with the long history of the town from
the bridge, bathhouse and theatre of
the Roman town founded by Augustus
in the 1st century AD to the basilica
belowthe cathedral testimony of the
first Christian buildings.
VERONA
Verona Archaeological Area.
Valdonega Domus.
The area contains remains of a luxury
rural villa of the 1st centuryAD richly
decorated in mosaics and frescoes.
VICENZA
Vicenza Archaeological Areas.
Remains of Vicetia.
An exceptionally well preserved
criptoportico belonging to a rich house
of the 1st century AD
may be visited belowPiazza Duomo.
Sovizzo Archaeological Area.
Copper Age Stone burial Mounds
and Ritual Corridor.
Remains fromthe Copper Age (3rd
millenniumBC) including a large stone
burial mound and ritual corridor are
rare examples of the culture and burial
practices of this period.

AREE ARCHEOLOGICHE DEL VENETO
THE ARCHAEOLOGICAL AREAS OF VENETO REGION
TERREDACQUE: PER UNANTEPRIMA DEL MUSEO NAZIONALE
DI ARCHEOLOGIA DEL MARE
Dal 14 gennaio all8 dicembre 2012, presso il centro culturale A.Bafile di Caorle,
visitabile la mostra TerredAcque, che si propone di approfondire la conoscenza di
Caorle, rivisitando le tappe storico-archeologiche alla base della nascita della citt
(dal pliniano Portus Reatinumal moderno centro abitato).
Lidea di programmare questa mostra nasce dalla volont dellAmministrazione
Comunale, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del
Veneto, di valorizzare un complesso di reperti - compresi tra let preistorica e
contemporanea - fino ad oggi privi di idonea sede. Si tratta, infatti, di materiali
provenienti da scavi, ricognizioni o dalle collezioni dellex Museo Civico Caprulano
e di associazioni locali, per la maggior parte conservati nei magazzini del Museo
Nazionale Concordiese di Portogruaro e della Soprintendenza per i Beni Archeologici
del Veneto, e nei depositi comunali in localit San Gaetano di Caorle.

Il percorso espositivo organizzato in cinque sale, nelle quali vengono presentati,
anche secondo un criterio cronologico, i reperti pi significativi det preistorica,
romana, medievale e moderna, allo scopo di definire i tratti essenziali del contesto
ambientale e storico-archeologico di riferimento. Daltra parte, non sono state
escluse alcune tematiche attualmente di difficile interpretazione, quali, ad esempio,
la provenienza originaria di alcuni importanti reperti (terrestri e marini), leffettiva
struttura dellinsediamento romano nonch la natura del centro det tardo-antica
e alto-medievale. Daltronde, solamente tra la fine degli anni Ottanta e linizio del
nuovo millennio sono state avviate vere e proprie campagne di indagini archeologiche
scientifiche, eseguite anche al seguito di importanti opere pubbliche.

La mostra per, non solo unesposizione temporanea, vuole essere anche una vera
e propria anteprima di quanto verr proposto nel Museo Nazionale di Archeologia
del Mare, che sar realizzato negli spazi dellEx Centro Aziendale Chiggiato, alle porte
della citt, ed il cui primo nucleo attualmente in fase di realizzazione. In particolare,
lallestimento della Mostra permetter di trattare preliminarmente alcuni temi
caratterizzanti il futuro percorso scientifico del costituendo Museo, quali la storia
della citt di Caorle, il mare e le rotte commerciali dallantichit allet moderna.

Periodo di apertura: 14 gennaio-8 dicembre 2012
Caorle, Centro Culturale A. Bafile, via Roma

Biglietti:
intero: 3 Euro
ridotto: 1,5 Euro (residenti nel Comune di Caorle, scolari e bambini fino a 10 anni)
gratuito: disabili e accompagnatori
Orari di apertura (14 gennaio - 31 marzo 2012):
sabato mattina: 9-12 con visita guidata
nei restanti giorni della settimana: su prenotazione

Informazioni:
Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Venezia (sede di Caorle)
ArcheoVeneto (www.archeoveneto.
it ) il portale internet dedicato alla
valorizzazione e alla fruizione del
patrimonio archeologico del Veneto,
realizzato tra il 2008 e il 2010 con
un finanziamento della Regione
Veneto e coordinato dal Dipartimento
di Archeologia dellUniversit di
Padova con la collaborazione della
Soprintendenza per i Beni Archeologici
del Veneto.
ArcheoVeneto presenta tutte le
informazioni relative ai Musei e alle
ARCHEOVENETO
Aree archeologiche aperte al pubblico
presenti nel territorio regionale,
organizzate in apposite sezioni:
descrizioni sintetiche ed estese;
informazioni dettagliate e aggiornate
su orari di apertura, prezzo del biglietto
e altri fondamentali aspetti logistici;
riferimenti bibliografici; planimetria
di riferimento; galleria fotografica;
georeferenziazione su base cartografica
GoogleMaps e GoogleEarth.
La prima sezione (Musei archeologici)
dedicata al ricchissimo patrimonio
delle 80 collezioni di antichit formatesi
nelle citt e nel territorio regionale fin
dal tardo Rinascimento e articolate in
grandi musei nazionali, raccolte civiche
ed esposizioni ecclesiastiche o private.
La seconda sezione (Siti archeologici)
dedicata ai 60 siti archeologici allaperto
che sono stati indagati in diversi
momenti del secolo scorso o dellultimo
decennio, valorizzati e attrezzati per la
visita da parte del pubblico.
La terza sezione (Itinerari archeologici)
propone 43 Percorsi nelle citt o nel
territorio della Regione alla scoperta
delle realt museali o dei siti pi
interessanti, attraverso escursioni
di tipo tematico, territoriale oppure
urbano.
Il sito offre inoltre la possibilit
di consultare un quadro storico e
geografico del territorio regionale in et
antica, di condurre una visita virtuale
delle aree archeologiche e delle sale
museali attraverso le ricche gallerie
fotografiche e di scaricare files in
formato PDF e KML particolarmente
utili nellorganizzazione delle visite.
Attraverso le pagine di questo portale
la Regione si rivolge ai cittadini in et
scolare o adulta, a quanti frequentano
il Veneto per turismo o a chi vi lavora,
al fine di far conoscere nel modo pi
ampio possibile le radici profonde della
civilt di questo territorio.
Jacopo Bonetto, Francesca Ghedini,
Andrea Raffaele Ghiotto, Paolo Kirschner
16 CEMAGAZINE CEMAGAZINE 17
IL FIUME
E LA STORIA:
LARCHEOLOGIA
A NOVENTA
DI PIAVE
THE RIVER
AND HISTORY:
ARCHAEOLOGY
AT NOVENTA
DI PIAVE
Leggendo questi versi di Giacomo Noventa si ha
quasi la sensazione di osservare, attraverso gli occhi
del poeta, unimmagine fuori del tempo che ha il
sapore di una foto in bianco e nero su cui impressa
la memoria di una Noventa, fatta di nuove e vecie
case, strettamente legata alla navigazione per via
fluviale dei burci diretti, oltre lorizzonte, a Venezia.
Lintreccio tra passato e presente, sembra scandire
quasi incessantemente la storia di Noventa,
traducendosi dal punto di vista archeologico
nellesistenza di una fitta sequenza evolutiva, dove
ci che costruito prima si trasforma poi, inglobando
e riutilizzando le vecie piere. Cos il palinsesto
insediativo dellarea archeologica di San Mauro, dove
si sovrappongono e si intersecano nello stesso
sedime due grandi ville romane e almeno cinque
chiese che coprono un arco temporale compreso
tra let altomedievale e lepoca moderna. Si tratta,
quindi, di un sito di grande interesse scientifico,
non solo per la fitta sequenza nelloccupazione
dellarea (che trova ben pochi confronti nel Veneto
Orientale), ma anche per la particolare natura dei
ritrovamenti. Desta molto interesse un edificio di
epoca tardoantica, forse identificabile come una
prima chiesa paleocristiana con pavimento musivo
del tutto simile a quello della basilica di Concordia
Sagittaria e perci databile agli inizi del V secolo
d.C. Una vera e propria rarit in contesti da scavo
, inoltre, la conchiglia di pellegrinaggio trovata nel
settore absidale della chiesa del XII secolo. Essa
sembra alludere ad una Noventa inserita in itinerari
di devozione e di fede che si snodavano su scala
locale lungo il percorso del Piave e della viabilit
dacqua.
Il sito di San Mauro non esaurisce il valore storico
e culturale di Noventa perch esso si inserisce
in un quadro insediativo piuttosto articolato che
vede la presenza delluomo tra la fine dellet
del Bronzo e gli inizi dellet del Ferro in unarea
prossima alle sponde di un antico ramo del Piave
(canale Cirgognello) ma anche la distribuzione nel
disegno agrario romano di probabili ville rustiche,
documentate archeologicamente solo nei settori pi
periferici o segnalati in superficie da affioramenti di
materiali da costruzione. Se indagati in estensione,
sia il sito del Cirgognello che gli insediamenti rustici
di epoca romana, potranno sicuramente confermare
il grande potenziale archeologico di questo territorio,
cos come espresso dallo scavo di San Mauro. Non
da sottovalutare anche la possibilit di individuare
e di indagare, almeno parzialmente, il castello
medievale della famiglia nobile trevigiana degli
Strasso che doveva trovare spazio in prossimit del
fiume nel punto di incrocio tra le attuali via Lampol
e via Piave, dove alcune fonti cartografiche del XVI
secolo riportano lesistenza di un edificio turrito.
Il Piave sembra aver avuto in tutta lepoca antica
un ruolo centrale nellassetto del territorio
rappresentando un importante elemento
condizionante le scelte insediative anche in epoca
posteriore. E interessante cogliere a Noventa
questa straordinaria continuit tra ville rustiche di
epoca romana, unit produttive autosufficienti, dove
il dominus si recava periodicamente per controllare
il lavoro di schiavi e liberti, e le ville venete dove si
affiancavano sia lestetica e la grandiosit della
residenza signorile, sia gli edifici necessari alla
gestione della tenuta circostante.
Lesempio pi significativo di queste grandi dimore
di campagna la villa Da Mula, a Romanziol, nata su
progetto del Sansovino e decorata originariamente
con splendidi affreschi attribuiti alla scuola di Paolo
Veronese, se non allartista stesso. Andati quasi
completamente perduti nel corso degli eventi bellici,
alcuni lacerti di questo importante ciclo di dipinti
sono oggi conservati presso i Civici Musei di Treviso.
Prese singolarmente, tutte queste valenze
costituiscono un valore non trascurabile dal punto
di vista storico ed artistico e, nel loro insieme,
formulano la risposta pi evidente alla domanda sul
perch Noventa pu essere considerata una Citt
dArte, con una sua storia che affonda le radici
nei periodi pi antichi per giungere, senza evidenti
cesure, fino allepoca contemporanea.
In questultimo periodo, lindirizzo turistico
assunto da Noventa si tradotto in una serie di
interventi volti a creare una piattaforma funzionale
allaccoglimento dei visitatori e alla valorizzazione
del territorio. Cos, accanto ad una ricezione
alberghiera che copre ampiamente la richiesta, gli
scavi condotti nel sito archeologico di San Mauro e la
conseguente creazione di un primo nucleo espositivo
degli importanti reperti rinvenuti (propedeutico
ad una auspicabile forma di musealizzazione)
rappresentano un primo importante passo per
attrarre un numero sempre pi crescente di
visitatori. Se il Centro Espositivo Multimediale
dellArcheologia (CEMA) si configura oggi come
il cuore e la vetrina pi prestigiosa della rete dei
musei archeologici statali del Veneto, Noventa
potrebbe essere il primo tassello per la creazione di
un sistema organico di valorizzazione dellambito
territoriale attraversato dal fiume Piave, poich
la sua storia non pu essere slegata da quella dei
centri vicini.
Il titolo di Citt dArte per Noventa (e per lintero
territorio) non deve costituire un traguardo
ma unopportunit da cui partire per tutelare
e valorizzare le valenze che appartengono al
patrimonio storico e culturale di una terra ricca di
memorie. +
Giacomo Noventa
Giacomo Noventa (pseudonimo di
Giacomo Ca Zorzi), nasce a Noventa di
Piave il 31 marzo 1898 e si spegne a
Milano il 4 luglio 1960. Poeta, filosofo
e critico letterario, rappresenta uno fra
i pi suggestivi ed originali interpreti
della poesia contemporanea per luso
espressivo e disincantato del dialetto
veneto.
A cinquantanni dalla morte, la mostra
Intrecci (24 settembre 2010-31
gennaio 2011), allestita nella prima sede
espositiva del CEMA, ha celebrato questa
singolare figura di uomo e di intellettuale
evidenziando lo scambio di esperienze
e di idee con alcuni dei maggiori artisti
italiani della prima met del 900.
Giacomo Noventa (nom-de-plume for
Giacomo Ca Zorzi) was born in Noventa
di Piave on March 31, 1898, and died in
Milan on July 4, 1960. Poet, philosopher
and literary critic, he is one of the most
evocative and original interpreters of
contemporary poetry thanks to the
expressive and disenchanted way he
used the Venetian dialect.
Fifty years after his death, the exhibition
Intrecci (Interconnections), showcased
fromSeptember 24, 2010 through
January 2011 in CEMAs first exhibition
space, celebrated this peculiar man and
intellectual, by highlighting experiences
and ideas exchanges with some of the
major Italian artists of the first half of the
20th Century.
UN GIORNO O LALTRO MI TORNAR,
NO VI TRA ZNTE STRNIA MORIR,
UN GIORNO O LALTRO MI TORNAR
NEL ME PAESE.
DENTRO LE PIRE CHE I G INALZ
SU LE ROVINE, MI ERCAR,
DENTRO LE PIRE CHE I G INALZ,
LE VECIE CASE []
CARGHI DEI SOGNI DEI ME VINTANI,
VEDAR I BURCI PARTIR ANCORA,
CARGHI DEI SOGNI DEI ME VINTANI,
DAL PIAVE AL MAR
GIACOMO NOVENTA
UN GIORNO O LALTRO
1930
1. Il porto di Noventa di Piave in una foto degli inizi del 900
2. Sottopassante dellargine Il tunnel in una foto degli inizi del 900
3. Villa Da Mula in localit Romanziol, costruita su progetto di Jacopo
Sansovino nel 1568
4. Villa Bortoluzzi (a Noventa di Piave) costruita tra XVII E XVIII secolo
1
4
3
2
18 CEMAGAZINE CEMAGAZINE 19
Reading these lines by Giacomo Noventa you almost
feel as if you would look through the poets eyes and
see an out-of-time image with the flavor of a black-
and-white picture, portraying the memory of Noventa
as a town made of newand old houses, which
massively relied on river navigation the barges
heading, beyond the horizon, to Venice.
The blend of past and present seems to articulate
Noventa di Piaves history almost incessantly, and
to be exemplified, froman archaeological point of
view, into an heavy evolutionary succession in which
what has been built earlier gets transformed later,
incorporating as well as reusing the old stones. The
housing palimpsest of Saint Maurus archaeological
area is like this: on the same building-plan two
major Roman villas lied on top of each other they
intertwined in addition to at least five churches
spanning fromthe Early Middle Ages to the Modern
Age. It is therefore a scientifically relevant site, not only
for the concentrated succession of buildings in the
area (there are virtually no comparisons to be found in
the Eastern Veneto Region), but also for the peculiar
typology of the relics excavated. Of special interest
is the late-antique building, probably to be identified
as a first Early-Christian Church, featuring a mosaic
pavement which looks very much like the floor in
the Concordia Sagittaria basilica, and to be dated, as
such, to the 5th Century A.D. In excavation contexts A
real rarity is also the pilgrims shell discovered in the
apsidal section of the 12th Century church. It seems to
hint at Noventa di Piave as a town included in devotion
and faith tours stretching locally along the River Piave
flowand network.
Saint Maurus is not the only historically and culturally
valuable site of Noventa di Piave, as it is part of
a quite complex settlement framework showing
evidence of the human presence fromthe end of the
Bronze Age and the beginnings of the Iron Age in
an area close to the banks of an ancient branch of
the River Piave (Cirgognello Channel), in addition to
evidence of the arrangement of possible rural villas
in the agricultural Roman plan. Mentioned villas
are archaeologically documented only in the most
peripheral areas or marked on the ground by surfacing
building materials. If considered fromthe point of view
of their extension, both the Cirgognello site and the
Roman-Age rural settlements can definitely confirm
the huge archaeological potential of this area, as
indeed exemplified by Saint Maurus excavation. Also a
not-to-be-missed is the chance to identify and explore,
at least partially, the Medieval castle of Strasso noble
family fromTreviso, which must have been located by
the river, where existing Via Lampol joins Via Piave, and
where some 16th Century cartographic sources show
evidence of a many-towered building.
The River Piave seems to have played a key role in
the country-planning all the way through antiquity,
and also deeply affected the settlement choices of
later ages. It is interesting to capture in Noventa this
extraordinary succession of Roman-Age rural villas
self-standing production units where the dominus
used to go fromtime to time to check if slaves and
freedmen carried out their job and the Venetian villas
which combined both aesthetics and grandeur of an
exclusive mansion, to the buildings needed to manage
the surrounding estate.
The most representative example of such impressive
country mansions is Villa Da Mula, located in
Romanziol neighborhood, which was built froma
plan by Sansovino and was originally decorated with
magnificent frescoes attributed to Paolo Veroneses
school, if not to the artist himself. Although most of
themwere completely lost in the wartime period, some
fragments of that important series of paintings are
nowhosted in Treviso Civic Museums.
If taken one by one, such highlights are quite
impressively worthy fromboth a historical and an
artistic point of view; if taken as a whole, they clearly
illustrate why Noventa di Piave can be righteously
considered an Art Town with its history rooted in
age-old times that reaches our days with basically no
apparent gaps.
The tourist agenda pursued by Noventa di Piave has
been recently featuring a number of initiatives aimed
at creating a functional platformthat manages to
welcome visitors and make the most of the territory.
In addition to a fully exhaustive hotel accommodation
offer, the excavations carried out in Saint Maurus
archaeological site and the consequent creation of a
first exhibition unit displaying the excavated relics (in
preparation to some hoped-for formof musealization)
are a first important step to drawan increasingly larger
number of visitors. If the Multimedia Archaeology
Exhibition Center (CEMA) stands out today as the
most prestigious hub and showcase of the state
archaeological museums network of the Veneto region,
Noventa di Piave could be the first stone to build an
organic systemaimed at making the most of the
whole territory cut by the River Piave, given its history
cannot be separated fromthe history of the towns
close-by.
The Art Town title for Noventa di Piave (and for
the whole area) shall not be held as a goal, but
as a starting-point fromwhich to begin guarding
and making the most of the highlights boasted by
the historic and cultural heritage of a land rich in
memories +
MUST-SEE
Historys traces in Saint Maurus
Archaeological Complex
The mosaics and relics excavated from
Saint Maurus site and showcased in
the Council Chamber
The Archpriest Church of Saint Maurus
with one of the tallest bell towers of
the Veneto Region
The breath-taking viewof the River
Piave and its holm
Venetian Villass architectonic beauty
CEMA Multimedia Archaeology
Exhibition Center
Nature Education Center Il Pendolino
Every Saturday and Sunday multi-
language guided tours free of charge
reservation required
Reservation steps and tour map on
www.noventartestoria.it
DA VEDERE
Le tracce di storia nel Complesso
Archeologico di San Mauro
I mosaici e i reperti dello scavo
di San Mauro esposti nella Sala
Consiliare
La chiesa Arcipretale di San Mauro con
il campanile tra i pi alti del Veneto
Lo splendida vista del Piave
e della golena
La bellezza architettonica
delle ville venete
Il CEMA Centro Espositivo
Multimediale dellArcheologia
Il Centro Didattico Naturalistico
Il Pendolino
Ogni sabato e domenica visite
guidate gratuite multilingue,
su prenotazione.
Modalit di prenotazione e itinerario
su www.noventartestoria.it
MUST-DO
Take the bike or walk the paths around
the River Piave
Experience the thrill of riding a horse
along the Piave Bridleway
Discover traditions by walking the
Piave Wine Road
Shopping around art and culture at
Veneto Designer Outlet, seven days a
week
Enjoy the traditional local products at
the Market of farmproducers every
Tuesday morning
Families may jump into history with
the excavation simulation or with one
of the numerous educational activities
in Saint Maurus archaeological area or
at CEMA.
To stay updated 24x7 on Noventa
di Piave events,
www.comunenoventadipiave.it
DA FARE
Prendere la bici o passeggiare sui
sentieri del Piave
Provare lemozione di viaggiare a
cavallo lungo lIppovia del Piave
Scoprire le tradizioni percorrendo la
Strada dei vini del Piave
Dedicarsi allo shopping tra arte e
cultura al Veneto Designer Outlet, sette
giorni su sette
Assaporare i prodotti tipici del territorio
al Mercato dei produttori agricoli ogni
marted mattina
Per le famiglie, immergersi nella storia
con lo scavo simulato o una delle
altre attivit didattiche, presso larea
archeologica di San Mauro o il CEMA
Per essere sempre aggiornato sulle
iniziative di Noventa di Piave
www.comunenoventadipiave.it
5. Conchiglia jacopea di pellegrinaggio, epoca medievale
6. Complesso Archeologico di San Mauro, sepolture di epoca medievale
7. Complesso Archeologico di San Mauro, panoramica dellarea di scavo
8. Il fiume Piave a Noventa di Piave
8
5
6 7
20 CEMAGAZINE CEMAGAZINE 21
COMPLESSO
ARCHEOLOGICO
SAN MAURO
NOVENTA DI PIAVE
CENTRO STORICO
GOLENA DEL PIAVE
SALA CONSILIARE
CEMA
I SATELLITI
DEL CEMA
CEMAS
SATELLITES
IL CEMA CENTRO
ESPOSITIVO MULTIMEDIALE
DELLARCHEOLOGIA UNA
REALT IN CONTINUA
EVOLUZIONE ATTORNO ALLA
QUALE RUOTANO MOSTRE,
INIZIATIVE E LUOGHI CHE
LO ARRICCHISCONO E
COMPLETANO.
IL CEMA NON SOLO UN
MUSEO MULTIMEDIALE,
MA UN INTERO UNIVERSO
DI CULTURA SEMPRE
IN MOVIMENTO PER
FAR AVVICINARE IL
GRANDE PUBBLICO ALLE
TEMATICHE DELLA STORIA
E DELLARCHEOLOGIA
ATTRAVERSO EVENTI E
ATTIVIT PER FAMIGLIE,
ADULTI E BAMBINI.
THE MULTIMEDIA
ARCHAEOLOGY EXHIBITION
CENTER CEMA IS
AN EVER-EVOLVING
BODY SURROUNDED BY
EXHIBITIONS, INITIATIVES AND
PLACES WHICH IMPROVE AND
COMPLETE IT.
NOT ONLY A MULTIMEDIA
MUSEUM, CEMA IS ALSO
A WHOLE DYNAMIC
UNIVERSE OF CULTURE
AIMED AT HAVING VISITORS
APPROACH TOPICS SUCH AS
ARCHAEOLOGY AND HISTORY
THROUGH EVENTS AND
ACTIVITIES ADDRESSED TO
FAMILIES, GROWN-UPS AND
KIDS.
LA DAMA DELLA COLLANA
Una ragazza di 16-17 anni con un sogno: indossare
un gioiello prezioso come le nobildonne veneziane.
E una storia daltri tempi arrivata ai giorni nostri
attraverso La dama della collana, rinvenuta durante
la campagna di scavi 2010-2011 presso il Complesso
Archeologico di San Mauro a Noventa di Piave.
L8 aprile 2011 la dama stata esposta per la prima
volta dopo laccurato restauro conservativo della
collana ed ora possibile ammirarla al CEMA lungo
il viaggio nellarcheofuturo. La collana costituita da
16 vaghi di vetro e da 29 piccoli vaghi di osso, che il
prezioso lavoro dei restauratori ha riportato allantico
e originario splendore.
Dal suo ritrovamento la dama ha svelato interessanti
particolari sulla sua identit e sul gioiello indossato,
ma non ha ancora finito di raccontare la sua storia e
di stimolare la curiosit di studiosi e appassionati.
THE LADY WITH A NECKLACE
A 16-17-year-old girl with a dream: wearing a precious
jewel like any Venetian noblewoman.
It is an old-time tale which reached our days through
The Lady with a Necklace found during 2010-2011
excavation campaign at Saint Maurus Archeological
Complex in Noventa di Piave.
The Lady was displayed for the first time on April
8, 2011, after her necklace underwent a careful
conservative refurbishment, and you can admire
it at CEMA over the trip into the archaeofuture.
The necklace features 16 glass beads and 29 tiny
bone beads, which restorers painstaking hands
have brought back to their ancient and original
magnificence.
Fromwhen she was excavated, the lady has disclosed
interesting details on her identity and on the jewel
she wore. However she has not yet finished telling
her tale nor stopped arousing enthusiasts and
experts curiosity.
DALLA BORSA DEL MERCANTE
In occasione delle prime campagne di scavo
intraprese, tra il 1979 e il 1981, dalla Soprintendenza
per i Beni Archeologici del Veneto presso il Complesso
Archeologico di San Mauro, stato rinvenuto un
nucleo iniziale di ottanta monete.
Le monete sono in gran parte databili tra il XII e il XV
secolo e provengono dagli strati pavimentali relativi
a un edificio di culto, allinterno del quale il denaro
circolava durante la raccolta delle offerte o veniva
gettato nelle aree in cui si conservavano le reliquie.
Dai pi antichi denari enriciani ai pi recenti denari
piccoli, esposti nella Sala Consiliare del Comune di
Noventa di Piave assieme ad altri preziosi reperti
provenienti dallo scavo di San Mauro, ogni moneta
ritrovata identifica un determinato periodo storico e
rivela ai visitatori il fascino e il potere del denaro nel
Medioevo noventano.
FROM THE MERCHANTS BAG
In the context of the first excavation campaigns
carried out between 1979 and 1981 by the Veneto
Archaeological Soprintendenza in Saint Maurus
Archaeological Complex, a first set of 80 coins were
excavated.
Most coins hark back to the Twelfth and Fifteenth
Centuries and have been dug out fromthe floor-
layers of the oldest worship building where money
used to circulate as offers, or thrown into the areas
where relics used to be hosted. Fromthe most
ancient denari enriciani (Henry IVs coins) to the most
recent small-value pieces which are on display in
the Council Chamber of Noventa di Piave Town Hall
together with other valuable relics excavated in Saint
Maurus site, each retrieved coin identifies a specific
age, and discloses visitors the charmand power
exerted by money in the Middle Ages across Noventa
area.
ATTIVITA DIDATTICHE
Imparare con larcheologia si pu: Noventa Arte e
Storia propone alle scuole e ai ragazzi di tutte le et
unofferta formativa che, attraverso il coinvolgimento
attivo e la sperimentazione, consente di scoprire la
storia del territorio noventano dallEt del Ferro sino
al Rinascimento. Laboratori didattici per far avvicinare
i bambini allarcheologia e specifici incontri tematici
per far scoprire ai ragazzi delle scuole superiori la
storia antica del territorio.
I pi piccoli potranno cimentarsi con la simulazione di
uno scavo archeologico, imparare dai Veneti Antichi
la decorazione di lamine di rame con la tecnica dello
sbalzo, realizzare un mosaico imitando i Romani,
lavorare largilla come nellet medievale.
Inoltre, in occasione della mostra Le memorie
ritrovate allestita al CEMA, sia per le scuole, sia per
i singoli bambini, sono attivi percorsi formativi per
guidare i piccoli visitatori alla mostra e aprire alla
conoscenza della figura di Santa Chiara e dellordine
delle Clarisse, della produzione ceramica di epoca
rinascimentale (su cui erano presenti decori simbolici)
e della vita quotidiana nei monasteri di clausura.
EDUCATIONAL ACTIVITIES
Learning through Archaeology is possible: Noventa
Art and History provides schools and youth of any
age with an educational offer which allows, through
active participation and experimentation, to discover
Noventa area history fromthe Iron Age to the
Renaissance. Educational labs to have kids approach
archaeology, as well as specific subject-focused
meetings to have high-school students discover local
ancient history.
The youngest will have the chance to venture upon
the simulation of an archaeological excavation, to
learn fromthe Ancient Venetians howto emboss
decorations on copper sheets, to make a mosaic by
imitating the Romans style, to work with clay like in
the Middle Ages.
More. In occasion of the exhibition Recollected
Memories organized by CEMA, educational paths
are available both for school groups and for single
kids; the aimis to guide junior visitors through the
exhibition and have themget familiar with Saint
Clare of the Poor Clare order, with pottery-pieces
manufacturing in the Renaissance (pieces which
displayed symbolical decorations) and with the
everyday life in cloistered monasteries.
COMPLESSO ARCHEOLOGICO DI SAN MAURO
Nel 1976 i lavori di scavo per la costruzione di un
condominio allincrocio tra via Borgo e via Lampol
a Noventa di Piave (VE) portarono alla luce un
complesso archeologico nel sito dove sorgeva la
Chiesa Arcipretale dedicata a San Mauro, distrutta
dai bombardamenti del 1917 e poi ricostruita in altro
luogo.
Le prime indagini archeologiche condotte tra il 1978
e il 1981 e la recente campagna di scavi del 2010-
11 hanno rivelato un patrimonio archeologico di
inestimabile bellezza e valore che si estende dallet
antica allet moderna.
Il Complesso Archeologico di San Mauro il cuore
storico di Noventa di Piave: i suoi tesori possono
essere ammirati di persona presso la Sala Consiliare
del Municipio di Noventa di Piave o virtualmente al
CEMA, mentre la sua storia pu essere avvicinata
tutti i giorni visitando gli scavi.
SAINT MAURUS ARCHAEOLOGICAL COMPLEX
The excavation works carried out in 1976 to build a
condo at the crossroads between Via Borgo and Via
Lampol in Noventa di Piave (Venice) brought back to
light an archaeological complex fromthe site where
the Archpriest Church used to rise. Dedicated to
Saint Maurus, this church was destroyed by the 1917
bombing raids and was later re-built in another place.
The first archaeological surveys performed between
1978 and 1981 and the recent excavation campaign
carried out in 2010-2011 revealed an archaeological
fortune of invaluable beauty and worth spanning
fromancient times to the Modern Age.
Saint Maurus Archaeological Complex is the historic
heart of Noventa di Piave: its treasures can be
admired personally in the Council Chamber of
Noventa di Piave Town Hall or virtually at CEMA, while
its story can be approached every day by visiting the
excavations.
NOVENTA DI PIAVE CENTRO STORICO
Noventa di Piave ha una storia tutta da scoprire:
ogni sabato e domenica disponibile un servizio di
visite guidate gratuito e multilingue su prenotazione
con una guida turistica qualificata. Una piacevole
passeggiata di circa unora per apprezzare i mosaici
pavimentali di epoca romana e i ritrovamenti di scavo
esposti nella Sala Consiliare del Municipio - dove
allestita anche la mostra Dalla borsa del mercante- ,
per visitare la Chiesa Arcipretale di San Mauro con
il suo altissimo campanile e il centro storico, per
rimanere incantati dallimponente golena del fiume
Piave e per scoprire larea archeologica.
Ogni sabato e domenica partenza da Piazza Marconi
(ingresso Municipio) alle ore 15.30. La prenotazione
dovr avvenire entro le ore 12.00 del venerd.
Il servizio potr essere reso anche nei giorni feriali a
pagamento e sempre su prenotazione.
Modalit di prenotazione
c/o Segreteria CEMA
Associazione Culturale Noventa Arte e Storia
0421 307738
Associazione Dimensione Cultura
349 4008835
info@noventartestoria.it
dimensionecultura@libero.it
NOVENTA DI PIAVE HISTORIC TOWN CENTER
Noventa di Piave has a story that calls for being
disclosed: multi-language guided tours with qualified
tourist guides are available every Saturday and
Sunday advance reservation required. A pleasant
one-hour walk to appreciate the floor mosaics
harking back to the Roman Age and the excavated
relics on display in the Council Chamber of the Town
Hall where the exhibition Fromthe Merchants Bag
is on show; to visit Saint Maurus Archpriest Church
with its very tall bell tower and the historic town
center; to be fascinated by the impressive holmof the
River Piave, and to discover the archaeological area.
Every Saturday and Sunday, departure fromMarconi
Square (Town Hall entry) at 3:30 pm. Reservation shall
be made by noon on Fridays.
The service is available also in the weekdays
payment and reservation required.
Reservation ways
At CEMA Secretary
Associazione Culturale Noventa Arte e Storia
(Noventa Art and History Cultural Association)
+39 0421 307738
Associazione Dimensione Cultura
(Culture Dimension Association)
+39 349 4008835

info@noventartestoria.it
dimensionecultura@libero.it
Con Cultour Active
la cultura
prende il via
Cultura in movimento

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