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Ripassare -o ricostruire- il passato per capire il presente.

 Francesco Pazienza ci ha dato, nella prima parte di


questo ampio e per lui inusuale colloquio (‘Francesco Pazienza. ‘Io lavoro ancora’’ del 23 maggio 2016), qualche
elemento sugli anni ’80, che lo hanno visto protagonista. Proseguiamo…

Riprendiamo dai protagonisti politici di questi anni, da Tangentopoli all’ingresso in scena della Lega e di
Berlusconi con il passaggio alla Seconda Repubblica. E poi l’entrata in scena dei Cinque Stelle che
potremmo dire segnano il passaggio alla Terza.

Dilettanti allo sbaraglio, sono tutti dilettanti allo sbaraglio.

E delle riforme costituzionali?

Senta, in tutto il mondo si fanno le riforme, ed è inutile che Benigni dica della nostra Carta «La più bella del mondo»,
è una Costituzione rispettabilissima che però è nata tra 1946 e il 1947, da allora il mondo è cambiato. Gli americani
usano gli emendamenti alla Costituzione, i francesi addirittura l’hanno rifatta dalla prima alla seconda guerra
mondiale, Renzi non ha torto. Il bicameralismo perfetto veniva usato solo per fare ricatti. Secondo me hanno fatto
bene. Anche perché è una Costituzione del 1946-47, bellissima per quel periodo, ma oggi i tempi son cambiati. La
forza della Chiesa cattolica qual è?

L’adattamento ai tempi?

Bravissima. L’Islam è fermo ancora a Maometto.

Lei ha parlato della Russia, cosa pensa delle sanzioni che sono state imposte causa il problema Crimea?

Le sanzioni alla Russia sono una porcheria. Il problema sa qual è? Che il signor Vladimir Putin è uno che, scusi la
volgarità, ha quarantaquattro paia di balle. Perché fino a quando non c’è stato Putin, la Russia, la grande madre
Russia, era diventata una barzelletta.

Dunque?

Senta, allora lei mi dia una spiegazione del perché il patto di Varsavia è stato sciolto e la NATO esiste ancora?

Me lo dica lei.

Perché noi facciamo ancora gli interessi degli americani. Noi siamo ancora a fare interessi degli americani. La
Crimea è stato un regalo di Kruscev e solo sessant’anni fa. In quei posti la stragrande maggioranza della
popolazione è russa, non si sentono ucraini.

Quindi, l’Europa sbaglia?

Come diceva Talleyrand «Peggio del crimine è l’errore».

Quindi è un errore quello che sta facendo l’UE?

Una pagliacciata. Il futuro dell’Europa è con la Russia, non è con gli Stati Uniti. In Russia non sanno neanche quello
che hanno sotto terra. Noi non abbiamo niente, non abbiamo neanche il gas da mettere in un accendino. Il futuro
dell’Europa non è con gli Stati Uniti, è con la Santa Madre Russia. Le racconto una cosa. Il 27 gennaio c’è stata, a
Milano, in un grosso studio di avvocati d’affari, vicino a Via Monte Napoleone, una conferenza del
Granduca George Romanov, che è il pretendente al trono di Russia, grande amico di Putin, tanto è vero che
quando Putin parla ufficialmente ha due bandiere dietro, una è quella della Russia e l’altra è quella dell’aquila
bicefala dei Romanov. Ad un certo punto mi sono alzato, lui era molto diplomatico, e ho detto “Signori, ma qui
stiamo facendo ancora dei discorsi su questi buffoni degli americani? Stiamo facendo ancora il discorso della Nato?”. Il
nostro futuro è con gli americani? Se adesso abbiamo anche Donald Trump come Presidente siamo a posto.

Ci aveva già detto di avere un forte legame con l’attuale Russia, lo vuole ribadire….

Io ho una grande ammirazione per Vladimir Putin e i russi, con cui c’è un rapporto fatto di profondo rispetto
reciproco, molto meno per gli americani, anzi, nessuna ammirazione per loro.
In ogni caso, abbiamo anche capito che non le piacciono più gli Stati Uniti, e non le piace Trump.  

Trump? per il Circo Togni va benissimo.

Un politico come Berlusconi?

Peggio, molto peggio.

Più saggio e logico Berlusconi?

E’ molto più ‘puttaniere’ di Trump. Almeno Trump si sposa con donne che hanno trent’anni in meno di lui, belle
donne, e poi lì finisce. Berlusconi ha le ‘Olgettine’. Cose da non credersi…

Forse il potere gli ha dato un pochino alla testa?


Giulio Andreotti sapeva che quando hai il Potere devi vivere per il Potere, non ti puoi permettere di fare le
festicciole con la Minetti vestita da suora mezza nuda e tutte queste cose qui. Quando hai il Potere devi vivere per
il Potere.

Visto che parliamo di potere: oggi in Italia il potere in mano di chi è? I Servizi hanno ancora potere? oppure
è passato in mano ad altri? a chi?

Mah, secondo me oggi il potere in Italia, così come lo concepivamo all’epoca della Prima Repubblica, non c’è più. Il
potere oramai è in mano a dei poteri finanziari internazionali che decidono come e quando ti devono distruggere.
Per esempio, Berlusconi non era più gradito, lo spread è andato alle stelle, Berlusconi lo hanno eliminato. Non è
mica cambiato nulla da quando hanno eliminato Berlusconi ad oggi. Non esistono più le regole democratiche
come esistevano prima, esistono le regole del denaro internazionale e dei circoli finanziari internazionali. Come
diceva Mussolini della ‘Plutocrazia’.

Torniamo ad Andreotti. Alla fin fine chi era?

Andreotti era tutto. Un ‘figlio di puttana’ di quelli… Però aveva capito perfettamente l’Italia e gli italiani.

Lo definirebbe una persona che non aveva amici, ma sapeva farseli, tenerseli ed usarli a suo piacimento?

Si, anche perché usava come stretti collaboratori della gente che era impraticabile, tipo Ciarrapico, o tipo l’altro,
come si chiamava, lo ‘squalo’, Sbardella. Mentre lui, Giulio, era imperturbabile.

Un po’ come Licio Gelli?

Io Gelli l’ho conosciuto nel 2009, quando ci siamo incontrati. Ci siamo guardati ed ho detto “Ecco il mio capo” e lui
“Ecco il mio successore”.  Perché, secondo le tesi del magistrato Libero Mancuso, nel 1978 io ero stato mandato
dagli americani per fare il numero due della P2.  Non lo avevo mai visto in vita mia, l’ho visto nel 2009.

E’ vero che Gelli disse: «Ci mancavano quattro mesi, poi saremmo stati al potere»?

Questo non glielo so dire. Comunque, le voglio dire una cosa: ho considerato Gelli, fino a che non l’ho conosciuto  -
poi l’ho visto sei o sette volte in tutto- un cretino …

Perché?
Non conoscendo una persona uno si fa un’idea … Invece, poi, avendolo conosciuto, non era affatto un cretino,
affatto.

Ha un erede?

Nooo, i tempi sono cambiati.

Ma le massonerie che tirano i fili?

Senta. la massoneria italiana è italiana, ha capito cosa voglio dire? Non è Rito scozzese antico e accettato. Negli
Stati Uniti c’è la massoneria normale. Poi se va sul Rito scozzese antico e accettato, va sul 33 di quello, allora là la
cosa è differente, la stessa cosa in Inghilterra, è differente.

E gestisce il potere!?

Molto. Quasi tutti i Presidenti degli Stati Uniti sono 33 del Rito scozzese antico ed accettato. Il 90% dei Presidenti
degli Stati Uniti.

Anche l’attuale?

Non lo so, francamente non lo so. Però il 90% dei Presidenti sono dei 33. Eisenhower, Reagan, Nixon. Massoneria
pura.

Roba di giuramenti, di riti….

Gestione del potere. Washington è stata progettata da un architetto francese. E come l’ha progettata? L’ha
progettata come una grande struttura massonica. Perché l’architetto, Pierre L’Enfant, era un 33 Rito scozzese.
George Washington era un 33, Jefferson era un 33, addirittura ci sono i quadri di Washington con il ‘grembiulino’.

Mentre la massoneria italiana…

L’Italia è a livello italiano. In Italia ci sono dieci obbedienze, poi si bisticciano, si staccano… Le solite cose all’italiana,
all’italiana.
La Prima Repubblica è anche il caso Montesi.

Eh, Wilma… Attilio Piccioni sarebbe dovuto diventare Segretario della Democrazia Cristiana, saltò perché era
coinvolto il figlio, Piero. C’è stata sicuramente una guerra, sono saltati sul caso, soprattutto Fanfani per fregare
Piccioni, però eravamo agli albori dell’Italia repubblicana.

Di frequentazioni politiche ne ha avute, e forse ne ha ancora, molte.

In anni non troppo lontani ho ’favorito’ la delicata visita di Gianfranco Fini in Israele. Anzitutto faccio venire da quel
Paese un mio carissimo amico, tutto per bene. Poi lui, Fini, mi manda ad interloquire con un certo senatore Paci,
non aveva neanche il coraggio di parlare direttamente con me. Morale: Fini ha seguito due canali per
riappacificarsi con Israele: uno il mio, l’altro era il figlio di Umberto Terracini, perché Terracini era ebreo, comunista
ma ebreo. Con me ebbe subito un articolo non negativo su ‘Yediot Ahronot’, uno dei principali quotidiani, più
un’intervista con la Tv israeliana, con l’equipe che venne da Parigi. Oh!, mi avesse detto grazie. E ha fatto la fine che
ha fatto.

Le cronache ufficiali questo non lo registrano, lei se ne assume la responsabilità… Ma lei ha avuto
frequentazioni anche a sinistra, credo.

Avevo un amico nel Pci, il più sovietico che ci potesse essere, l’uomo di Mosca fino all’ultimo. Armando Cossutta. Ci
vedevamo sempre a casa sua. Eravamo amici io e Cossutta. Me lo aveva presentato un altro amico, Carlo Ponti, il
produttore marito di Sophia Loren. Quando ci vedevamo a casa di Cossutta cominciavamo, lui cercava di tirare
fuori le cose da me, io da lui. Poi ad un certo momento faceva: “Va ben va ci siamo presi in giro abbastanza,
prendiamoci un caffè”.

L’attrazione per la Russia è di antica data…

Fidarsi degli americani è come mettersi a letto la notte con un cobra e sperare di svegliarsi la mattina in ottime
condizioni. I russi sono gente di parola. Sono europei come noi, no? E poi la grande cultura, la grande storia alle
spalle. Musica, letteratura. Gli americani cos’hanno, McDonald’s? Fidarsi mai degli americani, mai. Hanno un
concetto dei rapporti umani politico-mercantilistici. Oggi gli convieni, domani ti vendono. Ci sono le foto di Donald
Rumsfeld abbracciato a Saddam Hussein, e poi gli hanno fatto l’invasione, … per la democrazia.

Già, per la democrazia…

Per la democrazia. Prima di invadere il Kuwait, siccome Saddam non era un cretino, proprio un mese prima
convocò l’ambasciatrice americana a Bagdad. Fece tutto il suo bel discorso, e April Glaspie, l’ambasciatrice, disse
‘Noi non vogliamo entrare nelle questioni interne dei Paesi arabi’. Naturalmente Saddam lo interpretò come se avesse
detto ‘Andate, andate, luce verde’. E ha invaso. Se gli avesse detto: ‘Oh dove vai? Ti facciamo un mazzo grosso così!’, lui
non avrebbe fatto niente. Gli americani! Gheddafi era un delinquente, però, guarda che casino c’è adesso in Libia.

E’ convinto che questo Governo ‘unitario’ di Fayez al-Sarraj non abbia futuro?

Questo Governo? al-Sarraj deve vivere in una Caserma con un motoscafo pronto per scappare.

Torniamo all’Italia. Lei è tra coloro che sostengono che la nostra Magistratura faccia politica?

Berlusconi è caduto per un’operazione che è nata in Germania. L’operazione sullo spread che, improvvisamente, è
schizzato a 500. Lei non può andare a Bruxelles e dire a Schulz «Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che
sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapò. Lei è perfetto!». Ma
scherziamo davvero!?

 
Dice che quella è stata la sua fine?

E’ stata una delle tante gocce. Oppure va a fare alla riunione del G8 e fa «Obama! Obama! Dai vieni qua!». Ma dai,
non siamo mica alla riunione delle osterie!

Resta il fatto che un pezzo di Paese ha puntato su questo imprenditore

In Italia si sono affidati prima a Mussolini. Basta raccontare le cose giuste agli italiani. C’era un vuoto di potere da
colmare  -i vuoti di potere poi non esistono, sono sempre virtuali-  quindi c’era la massa democristiana, la massa
socialista, la massa liberale che cercavano una casa, lui ha dato questa possibilità. Lui ha avuto l’Italia in mano.

Occasione sprecata, perché?

Perché si doveva fare i fatti suoi. Il giorno in cui Berlusconi è stato nominato Presidente del Consiglio per la prima
volta, il gruppo Fininvest aveva quasi 5.500 miliardi di debito. Cuccia, non lo voleva vedere neanche pitturato. Poi
ad un certo momento le cose sono cambiate.

A Chigi, dunque, per il bene delle sue aziende?!

Anche, anche. E perché lui lo avrebbero massacrato con le altre storie. All Iberian e via dicendo.
Lei ha avuto un ruolo nei destini del sindacato polacco Solidarność.

Io ho finanziato Solidarność.

Ci spieghi

Io ero d’accordo con il Cardinale Marcinkus. Che era il ‘figlio di puttana’ giusto al momento giusto, senza 
Marcinkus, Giovanni Paolo II non avrebbe potuto fare quello che ha fatto.

Cosa ha fatto?

Ha sbullonato completamente il comunismo internazionale.

Anche questi fatti li ha vissuti da dentro?

Quando arrivava William Casey, il Capo della Cia con Reagan, di origini irlandesi, quindi cattolico, andava in
Vaticano, sentiva la Messa con il Papa e poi si mettevano attorno al tavolo e cominciavano a discutere

Di cosa?

Di come fare per far saltare il comunismo internazionale.

Torniamo a come ha finanziato Solidarność.

L’ho fatto tramite Marcinkus. Quando hanno fatto quella pagliacciata del processo del Banco Ambrosiano, ad un
certo momento c’erano circa 4 milioni di dollari che mi erano arrivati e mi avevano fatto un’incriminazione, avevo
tre capi d’imputazione… Dicono, ‘scusi, questi 4 milioni di dollari -3 milioni e 750mila dollari- perché’? Ah, faccio io:
“questi non mi sono mica arrivati dall’Ambrosiano, mi sono arrivati dallo Ior”.

E non le chiesero perché dallo Ior?

Sì, sì, e io risposi “E che ve lo vengo a dire a voi?”. Stiamo parlando del 1986, c’era ancora il comunismo. Il primo che
ha scritto delle operazioni che ho fatto con Solidarność è stato Ferruccio Pinotti in ‘Poteri Forti’, un libro di sei o
sette anni fa edito dalla Bur.

Come sono arrivati a destinazione i soldi?

Nel doppio fondo di una vecchia jeep scassata, costruita in Polonia, la Lada. E’ arrivato oro, non soldi.

E’ arrivato oro dal Vaticano?

No, ho fatto arrivare io l’oro.

Da dove?

Da Zurigo, i lingottini, quelli del Credit Suisse. Li ho pagati io. Venivano dai soldi che mi dava il Vaticano. Messi tutti
belli. Mi ricordo una notte vicino a Trieste. Tutta la notte a preparare il doppio fondo, in una officina di fiducia, con
Padre Taddeus.

Chi è Padre Taddeus?


Era un prete, polacco, veniva da Danzica. Quando abbiamo finito gli dissi “Padre guardi, lei ha la macchina più cara
del mondo adesso, ci sono quattro milioni di dollari di oro. Mi raccomando, vada piano”, “Sì. Vado piano, vado piano”.
Tanto è vero che poi i russi mi hanno detto: “Ma come diavolo hai fatto, che non abbiamo capito?”. L’oro, poi, a
Danzica, veniva fuso, perché avevano i cantieri, quindi pagavano con i pezzettini d’oro. Per cui loro hanno potuto
continuare lo sciopero. Non potevi dare i dollari. Perché se davi i dollari se ne accorgeva la Polizia segreta. Gli złoty
non valevano niente. E, invece, i pezzettini d’oro, caspita! Hanno corrotto tutti, le guardie, tutti, e ti credo pagavano
con l’oro! Il bello che a Padre Taddeus dissi: “Quanto ci mette?”, “Beh, io guido sempre… Ci metterò dodici, tredici ore”.
Ci ha messo quasi due giorni. A casa mi avevano montato un telefono apposta solo per ricevere la sua chiamata.
Dopo quasi tre giorni squilla quel telefono. Padre Taddeus mi dice: “Eh, tutto a posto, mi si era rotta la macchina”. La
parola d’ordine era che mi facesse gli auguri: “Auguri per il compleanno”. Grazie padre Taddeus… Ho pensato “Se
l’avessi qua lo strozzerei“. Mi erano venute in mente tutte. Anche che fosse partito con tutto l’oro e qualche puttana
per il Brasile. Invece poi fortunatamente è arrivato.

Lei ha detto di non aver voluto raccontare molte cose su Vaticano e dintorni: le vuole dire adesso, a noi,
magari? Su di allora e su adesso, anche perché la questione delle finanze, e dei segreti, della Santa Sede è
ancora attuale. Attualissima…

Hanno estremamente esagerato su quelle che sono le situazioni della Santa Sede. Non conosco la situazione
attuale, per questo non posso dare giudizi su quello che non conosco. Quella passata la conosco e la scriverò nel
mio prossimo libro, anche perché era in corso la guerra finale tra comunismo e anticomunismo. Al comunismo
internazionale la botta veramente finale gliel’ha data Papa Giovanni Paolo II.

Proviamo a tirare le fila. Chi è oggi Francesco Pazienza?

Io… [Silenzio, guarda il mare e fa cenno con la testa ruotandola]. Sono uno che se avesse detto delle cose che
volevano sapere non avrebbe fatto la galera, ma non le ho dette.

Fedeltà al lavoro?

Prima di tutto fedeltà a se stessi.

E poi…

Poi, secondo lei uno che fa il mio lavoro, che sono cose delicate, qualcuno gli dà ancora qualcosa da fare se…

Se parla, intende?

Certo.

Immagino di no.

E allora si è già data la risposta. E poi, scusi, io lavoro ancora.

Lavora ancora, ma per i russi?

No. Comunque io non ho mai lavorato per nessuno, se mai ho lavorato con qualcuno.

Però non può dirmi nulla del suo lavoro attuale?

No, non posso dirle nulla.