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La modellizzazione del comportamento ciclico del motore. Schema di riferimento e elementi principali.
Obiettivo del modello: ottenere gli andamenti delle principali grandezze motoristiche in funzione dell'angolo di
manovella nell'ambito del ciclo motore. Suddivisione del motore in volumi e connessioni. Gli strumenti fisici
per la modellizzazione: il bilancio di massa e il bilancio di energia per un generico volume; la determinazione
della portata tra due generici volumi. Il bilancio di massa in condizioni non stazionarie. Il bilancio dell'energia in
condizioni non stazionarie.

Necessità di realizzare la simulazione nel dominio angolare e non temporale: effetto della velocità di rotazione e
semplicità per il controllo della fasatura delle valvole e della fase di combustione

La trasformazione del bilancio di massa dal dominio dei tempi continui a quello dei tempi discreti (esigenza della
simulazione sul computer). Passaggio dal dominio del tempo a quello angolare (angoli di manovella). La
modellizzazione della fase di combustione mediante il modello di rilascio del calore di Wiebe. La modellizzazione
degli scambi di calore alle pareti mediante il modello di Annan. Considerazioni per adattare il modello al
dominio angolare discreto. La determinazione della portata in massa tra due volumi. Caso del corpo farfallato:
determinazione della relazione analitica e sua implementazione nel modello. Considerazioni per definire la
direzione del flusso e presenza del blocco sonico. Modifiche alla modellizzazione per evitare le oscillazioni di
pressione a causa di problemi numerici.

Modello di simulazione motore a quattro cilindri: presentazione del modello e simulazione in condizioni
stazionarie a farfalla aperta.

Simulazione di un transitorio di farfalla nel motore a benzina

La mappatura di un motore a benzina. Simulazioni in stazionario sul campo di funzionamento farfalla - velocità
del motore.

Introduzione ai sistemi alfa-N, speed–density per la determinazione della massa d'aria realmente intrappolata nei
singoli cilindri attraverso, rispettivamente, la mappatura dei rendimenti volumetrici assoluto e relativo.

L'esportazione della mappatura dei rendimenti volumetrici relativi ed assoluti dal motore di sviluppo sugli n
motori simili: esigenze del controllo fine in retroazione sul titolo. La sonda lambda, sua architettura e
funzionamento. I diversi tipi di sonde: EGO, HEGO e UEGO. Metodologie di determinazione sperimentale
della mappatura dei rendimenti volumetrici assoluto e relativo.

Ottenimento delle mappature del motore ad accensione comandata in simulazione: andamento della pressione
nel collettore d'aspirazione, della coppia indicata, del rendimento volumetrico relativo ed assoluto in funzione
della velocità di rotazione e della posizione della farfalla.

Analisi delle mappature ricavate e loro interpretazione fisica.

1
Il ruolo della sonda lambda sul controllo del titolo della miscela aria benzina. Analisi della formazione della
miscela: posizione angolare per il calcolo della durata d'iniezione in centralina, posizionamento della fase di
iniezione nel ciclo, fase di aspirazione della miscela.

Legame tra la miscela intrappolata nel cilindro e i gas di scarico che lambiscono la sonda lambda: diluizione e
trasporto dell'informazione dell rapporto di miscela.

Sviluppo di un simulatore per analizzare il contributo della sonda lambda in condizioni stazionarie in ambiente
Simulink.

Il ruolo della sonda lambda nel controllo del titolo: architettura del controllo ed analisi della prestazione del
sistema in presenza di un errore sistematico della centralina del titolo in condizioni stazionarie.

Il ruolo del film fluido nella fase di iniezione in un motore a benzina. Il modello di Aquino e determinazione
delle equazioni che lo descrivono. L'algoritmo per la compensazione del fenomeno del film fluido.
Implementazione del modello in simulink e simulazioni per la comprensione fisica del fenomeno.

Il problema del controllo del titolo in condizioni transitorie. Sviluppo di un simulatore ai valori medi del
comportamento della dinamica dell'aria in un motore a benzina.

Integrazione del modello con il modello del controllo effettuato dalla sonda lambda: esempi di transitori di
apertura e chiusura farfalla per comprendere la fisica del fenomeno.

Il cruise control: la dinamica semplificata del motopropulsore e sviluppo del controllo della velocità di crociera.

Il controllo del minimo: sistemi con intervento solo sulla parte aria e sistemi misti aria/anticipo. Sviluppo del
modello in Simulink e simulazioni.

2
La modellizazione del comportamento ciclico del motore
Definizione del motore di riferimento
Si considera un motore:

o ad accensione comandata (i motivi verranno chiariti nel seguito; il motore diesel presenta maggiori
difficoltà in termini di gestione);
o 4 cilindri in linea;
o non sovralimentato.

Si riporta la geometria di tale motore:

runner
collettore collettore
corpo aspirazione scarico
#1
farfallato

Obiettivi del modello


L’obiettivo del modello è quello di ottenere, nei volumi ritenuti significativi, gli andamenti delle principali
grandezze motoristiche in funzione dell'angolo di manovella nell'ambito del ciclo motore; in particolare si
vogliono determinare gli andamenti di:

o pressione;
o temperatura;
o massa;

mentre attraverso tutti i condotti che collegano tali volumi significativi si vuole determinare l’andamento della:

o portata massica effluente.

Schematizzazione del motore: suddivisione del motore in volumi e connessioni


A livello geometrico il motore viene schematizzato attraverso sei volumi:

o volume collettore di aspirazione;


o volume cilindro #1;
o volume cilindro #2;
o volume cilindro #3;
o volume cilindro #4;
o volume collettore di scarico.

3
È opportuno precisare che mentre i volumi collettori sono costanti nel tempo, i volumi cilindri sono variabili a
causa del moto dei pistoni.

Ogni volume cilindro è collegato al volume collettore di aspirazione e a quello di scarico attraverso due condotti.
I volumi collettori sono in comunicazione con due condotti con l’ambiente esterno in cui le condizioni vengono
ritenute costanti.

ambiente esterno

collettore aspirazione

+ + + +

#1 #2 #3 #4

+ + + +

collettore scarico

ambiente esterno

Si rende necessario definire i versi positivi di efflusso del fluido attraverso i condotti; viene considerato positivo il
flusso che evolve nel modo seguente:

ambiente esterno → collettore aspirazione → cilindri → collettore scarico → ambiente esterno

Le simulazioni evidenzieranno la presenza di flussi negativi, cioè aventi verso opposto rispetto a quello
prestabilito. Un esempio è dato dal flusso dal cilindro al collettore d’aspirazione, quindi negativo, all’apertura
della valvola di aspirazione; accade infatti che in tale istante la pressione nel cilindro è maggiore rispetto a quella
ambiente, perché altrimenti non sarebbe stato possibile svolgere la fase di scarico immediatamente precedente,
mentre la pressione nel collettore è inferiore a causa delle perdite di carico principalmente causate dalla presenza
del corpo farfallato (il fenomeno è tanto più evidente quanto più il motore funziona a carico parziale). Tale
evidenza porta alla conseguenza che una parte della corsa di aspirazione non è utile in quanto il pistone sarà in
grado di richiamare carica fresca solo quando la pressione nel cilindro scenderà al di sotto di quella nel collettore.

In prima approssimazione si ritiene costante la velocità di rotazione del motore, non potendo fare altrimenti dato
che l’irregolarità non è causata da fattori esterni ma dalla dinamica delle combustioni. Supposta costante la
velocità di rotazione del motore, il volume del cilindro è funzione della posizione angolare. Una volta elaborato il
modello, a posteriori quindi, sarà possibile ottenere il reale andamento della velocità angolare.

Metodologia alla base del modello


Al fine di ricavare le grandezze volute si impiegano:

o il bilancio di massa;
o la funzione di portata:

4
o il bilancio energetico;
o i modelli di Wiebe e di Annand;
o la funzione volume del cilindro.

Equazioni di bilancio per un sistema aperto


Dato che i vari volumi considerati scambiano materia con l’esterno si rende necessario l’utilizzo di equazioni di
bilancio per i sistemi aperti; l’idea è quella di ricavare tali equazioni a partire da quelle valide per i sistemi chiusi
considerando un sistema chiuso in evoluzione all’interno di un sistema aperto.

Consideriamo il volume del cilindro, che è quello più generico nell’ambito del modello dato che è variabile nel

riferimento all’istante temporale  consideriamo come sistema il volume di controllo costituito dal volume
tempo e supponiamo che entrambe le valvole (cioè sia quella di scarico, sia quella di aspirazione) siano aperte. In

presente nel cilindro in tale istante, al quale corrisponde la massa , e il volume infinitesimo nel condotto di
aspirazione, al quale corrisponde la massa  da considerarsi come la massa infinitesima che all’istante  è in
procinto di entrare nel cilindro.

 


  

Durante l’intervallo temporale infinitesimo , si considera l’evoluzione del sistema per cui lo stesso è costituito
dalla massa    che occupa il cilindro e dalla massa infinitesima 
nel condotto di scarico.

Il bilancio di massa
Il bilancio di massa viene impiegato per determinare la massa istantaneamente presente in un volume. Per ciò
che si è detto possiamo applicare al sistema considerato l’equazione di conservazione della massa per i sistemi
chiusi:


0   

da cui

       


quindi

5
       

dividendo entrambi i membri per :

      




  

:
Il primo membro costituisce il limite di un rapporto incrementale che corrisponde alla derivata della funzione

       ∆   


lim
 ∆ ∆ 
quindi:


  



la quale rappresenta l’equazione di bilancio della massa per un sistema aperto;  e 
indicano,
rispettivamente, la portata massica entrante e quella uscente.

Attenzione:
Attenzione è bene precisare che il temine a primo membro e quelli a secondo membro, pur essendo
dimensionalmente uguali, hanno significati fisici differenti; il primo rappresenta infatti la variazione nel tempo
della massa istantaneamente presente nel volume considerato, mentre i termini a secondo membro sono portate
massiche. Accade così che in condizioni stazionarie si annulla il primo membro, ma non i termini a secondo
membro:

 

presente nel volume, vediamo come; moltiplicando tale equazione per , si ha:
Si è detto che l’equazione di bilancio della massa consente la determinazione della massa istantaneamente

   


ora integrando tra l’istante iniziale e il generico istante , si ha:




  !  



da cui

    !  



che consente di ottenere il risultato voluto. In realtà, la relazione impiegata nel codice è leggermente differente in
quanto si rende necessario:

o il passaggio dal dominio temporale  al dominio angolare ";

6
o il passaggio dal dominio continuo a quello discreto, il che implica l’introduzione di un passo di
integrazione.

massiche  e 
, ossia ricavare la funzione di portata:
Inoltre, per poter ricavare la massa istantanea presente nel volume, si rende necessario esplicitare le portate

 #$, &'  ( , ) * , &+,--( 

dove ) * indica la temperatura nell’ambiente a pressione maggiore e $ l’area di passaggio.

La determinazione della portata tra due generici volumi


Per ricavare la funzione che correla la portata massica effluente con l’area di passaggio, la temperatura e la
pressione nell’ambiente a pressione maggiore e la pressione dell’ambiente a pressione minore, ci riferiamo al
corpo farfallato. A seguito di opportune considerazioni la medesima relazione viene impiegata per determinare le
portate effluenti attraverso le valvole.

In riferimento, quindi, al corpo farfallato indichiamo con 0 una sezione, a monte del corpo farfallato,
sufficientemente distante dallo stesso, in modo tale da poter ritenere la pressione pari a quella dell’ambiente

grado di generare un flusso d’aria attraverso il corpo farfallato. Indichiamo con 1 la sezione all’ingresso del corpo
esterno e la velocità del fluido nulla; a causa del moto del pistone da PMS a PMI, si instaura una depressione in

farfallato in cui la velocità del fluido sarà diversa da zero. La presenza della farfalla, la cui posizione è individuata

fluida: indichiamo con / la sezione di gola, ossia la minima sezione di efflusso attraverso il corpo farfallato.
dall’angolo alfa che l’asse della stessa forma con la direzione verticale, è responsabile del distacco della vena

1 g

6 1
0

In generale, la portata massica può essere espressa attraverso la relazione:

 0$

la quale, valutata nella sezione di gola, vale:

 01 $1 1 2 0(33 $(33 (33 4

Per quanto riguarda la velocità questa può essere ricavata attraverso l’equazione generalizzata del moto dei fluidi in
forma meccanica:

7
&
  /7   8  9 0
0

tale condizione; di ciò si terrà conto nel seguito. Integrando la precedente tra la sezione 0 e quella /, si ha:
Tale equazione è valida in condizioni stazionarie mentre l’efflusso attraverso il corpo farfallato è ben lontano da

1 1 1 1 1
&
!   ! /7  !  ! 8  ! 9 0
0
    

Si osserva che:

o il termine potenziale : /7 è trascurabile a fronte degli altri termini;


1

o il termine : 9 è nullo poiché il condotto è fisso, dunque non vi è scambio di lavoro tra questo e il
1

fluido;
o si ipotizza la condizione di reversibilità, per la quale: : 8 0.
1

In definitiva si ottiene:
1 1 1 1
& 1 ;  ; & 1 ; &
!   ! 0   ! 0  ! 0
0 2 2 0 2 0
   

ricordando che la sezione 0 è stata scelta in modo che la velocità del fluido sia nulla.

Ora, aggiungendo all’ipotesi di reversibilità della trasformazione tra 0 e /, quella di adiabaticità, si ottiene una
trasformazione isoentropica per la quale vale:

&= > 

ed è possibile calcolare l’integrale, infatti si ha:

& = > & 0 > 1 & 1


6A
>
&= & =
> >
 ? @  ? @  ? @
& = & 0 0 & 0

sostituendo nell’integranda:
1 1
C & &1 6D>
6
& & A> & & A> C C & A>
6 6 6
6 1 6 6
! ! 6 B & E ?&1 >  & > @ F? @  1G
6D 6D 6D
>
0 0 & A> 0 C  1 
C  1 0 C  1 0 &
 

quindi:

1 ; C & &1 6D>


6

 F? @  1G 0
2 C  1 0 &

dalla quale:

8
6
&1
6
2C & 6D ;
1 H F1  ? @ GI
>
C  1 0 &

Per quanto riguarda 01 si impiega ancora una volta l’ipotesi di isoentropicità della trasformazione tra 0 e /:

&1 6A>
01 ? @ 0
&

Dunque:
6
6 >L6 ;
&1 6A> 2C & &1 6D> &1 > &1
6 ;
2C
; >
 01 $1 1 $1 0 ? @ H F1  ? @ GI $1 0 J 8) K? @  ? @ MN
& C  1 0 & C1 & &

per cui:
6
>L6 ;
&1 >&1
;
2C
>
 $1 0 J8) K? @  ? @ MN
C  1 & &

Per calcolare la portata massica attraverso la precedente è necessario conoscere $1 e &1 ; poiché non vi è modo di
ottenere tali parametri si utilizza al posto dell’area di gola quella geometrica di passaggio della valvola $1(
$1(

e al posto della pressione nella sezione di gola, quella regnante nel collettore &O -- ; il valore della portata massica
così ottenuto verrà corretto con un coefficiente

P P5

il quale considererà pure le condizioni di efflusso reale, cioè non stazionario, attraverso il corpo farfallato.

Riassumendo il coefficiente P considera:

i. il coefficiente di contrazione della vena fluida QO 5: $1 5 QO 5$1( ;


ii. l’effetto dell’aver impiegato &O -- al posto di &1 nell’espressione della portata;
iii. le reali condizioni di efflusso non stazionario: in particolare, tiene conto del fatto che la
portata non è esattamente costante, ma, in regime subsonico, pulsante a causa della
fluttuazione della pressione nel collettore di aspirazione.

L’espressione della portata assume dunque la forma:

9
6
>L6 ;
;
2C &O -- > &O --
>
 P$1( 0 J8) K? @ ? @ MN
C1 & &

rilevare non il coefficiente P ma il prodotto di quest’ultimo per l’area geometrica, dato che questa è di difficile
In realtà attraverso le sperimentazioni condotte relative alle condizioni di efflusso del corpo farfallato si va a

determinazione:

$5 P5$1( 5

quindi $ tiene conto sia dell’effetto della posizione della farfalla sia delle ipotesi introdotte.

In conclusione l’espressione della portata è la seguente:

6
>L6 ;
;
2C &O -- > &O --
>
L $50 J8) K? @ ? @ MN
C1 & &

&O -- R & ; qualora sia & R &O -- allora la relazione da impiegare è la seguente:
Tale relazione è stata ricavata per un flusso positivo, dall’ambiente esterno al collettore di aspirazione, cioè per

6
>L6 ;
;
2C & > &
>
D $50O -- J8)O -- K? @ ? @ MN
C  1 &O -- &O --

Si osservi come utilizzando L per & R &O -- il radicando risulti negativo.

È importante precisare che le precedenti espressioni della portata massica non sono utilizzabili per valori del
rapporto tra le pressioni (= pressione minore / pressione maggiore) inferiori al rapporto critico:

&' &'
ST U
&',1 &',1
OV

fluido e per l’aria vale 0,54, si ha un efflusso supersonico caratterizzato dal blocco sonico della portata: in altre
Accade infatti che per valori del rapporto delle pressioni inferiori al rapporto critico, il cui valore dipende dal

parole per
&'
0S S 0,54
&',1

la portata massica è costante e pari al valore massimo assunto dalla funzione vista. L’interpretazione fisica che si
attribuisce a tale fenomeno è che in presenza di un efflusso supersonico nessuna perturbazione è in grado di
risalire il flusso stesso, dato che le perturbazioni procedono con velocità prossima a quella del suono, per cui una
pressione inferiore a quella relativa al rapporto critico non potrà avere effetto.

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Le precedenti espressioni della portata massica L e D vengono impiegate anche per gli efflussi attraverso le
valvole, fatte le seguenti considerazioni:

o i volumi di riferimento non sono l’ambiente esterno e il collettore di aspirazione, bensì il cilindro e il

o il coefficiente $, pur mantenendo il medesimo significato, è relativo alla valvola ed è funzione dell’angolo di
collettore di aspirazione/scarico a seconda che si consideri la valvola di aspirazione/scarico;

$ $"
manovella:

A tale proposito si precisa che il coefficiente $ è funzione dell’alzata della valvola:


$ $Y
fissata poi la fasatura, cioè la funzione che lega " all’alzata Y:
Y Y"
si ottiene:
$ $2Y"4 $"
Nel modello si considera un coefficiente adimensionale compreso tra 0 e 1 in grado di descrivere, in modo

manovella; detti Z& e Y gli istanti angolari di apertura e chiusura, rispettivamente, l’andamento del
semplificato, l’andamento dell’area di passaggio, rapportata all’area massima, in funzione dell’angolo di

Z&; 0 Z&  20; 0,1 Z&  30; 1 Y  30; 1 Y  20; 0,1 Y; 0
coefficiente è ottenuto collegando i punti:

Considerando la sola fase di apertura ovvero quella di chiusura si hanno tre andamenti differenti al variare
dell’angolo: tale scelta deriva dall’osservazione fisica, secondo la quale, la posizione dell’area di passaggio si
modifica al variare dell’alzata; in particolare, per le piccole alzate l’area di passaggio è l’area di cortina
compresa tra lo spigolo corrispondente al diametro minimo del fungo e la sede, per le medie tra il medesimo
spigolo e lo spigolo esterno della sede, mentre per le grandi alzate l’area di passaggio è quella anulare
determinata dalla sede, per cui non varia al variare dell’alzata.

o il campo di rapporto delle pressioni in cui è possibile utilizzare le espressioni L e D è limitato a:
Per ottenere l’area di passaggio è sufficiente moltiplicare il coefficiente per l’area di passaggio massima.

&'
0,54 S S 0,9
&',1
Infatti per valori del rapporto delle pressioni prossimo al valore unitario (si è scelto 0,9), calcolando la

per tali valori del rapporto delle pressioni il flusso è laminare e la portata massica è proporzionale al ∆&:
portata massica effluente attraverso la relazione vista si sovrastimerebbe la portata stessa. Ciò accade perché

 ^ ∆&

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mentre in regime turbolento si ha:
 ^ _∆&
La differente dipendenza della porta massica dal ∆& è legata al differente andamento delle perdite in
funzione del ∆& in regime laminare rispetto al regime turbolento. L’andamento della portata per tale

&' &'
intervallo del rapporto delle pressioni si ottiene ricavando l’equazione della retta passante per i punti:

T ; ` U 20,9 ; 0,94 T ; a U 1 ; 0


&',1 &',1
` a
Il problema è dato dal fatto che, se non si utilizzasse questa accortezza, si esalterebbe il fenomeno di
oscillazione delle pressioni che caratterizza il modello prevalentemente per le basse velocità di rotazione a
causa dell’utilizzo della variabile angolare discreta piuttosto che continua.

(1,1) diagramma di indicatore @ 2000rpm, ∆" 1; (1,2) diagramma di indicatore @ 2000rpm, ∆" 0,2;
Fenomeno oscillatorio:

(2,1) diagramma di indicatore @ 4000rpm, ∆" 1; (2,2) diagramma di indicatore @ 4000rpm, ∆" 0,2.

Per analizzare tale fenomeno consideriamo due volumi 1 e 2 comunicanti attraverso un condotto:

ef eg

supponiamo che all’istante temporale  sia &6 b &; : durante il passo temporale ∆ ∆"⁄c si avrà un

∆"
incremento di massa nel volume 2:

∆ 
c
Per le basse velocità angolari c l’incremento di massa ∆ è elevato: accade così che secondo il modello la
massa trasferita da 1 a 2 è maggiore rispetto a quella che sarebbe in grado di stabilire l’equilibrio (&6 &;);
all’istante successivo L6   ∆ si avrà allora &; b &6 : il fenomeno può così ripetersi nel verso opposto
causando oscillazioni di pressione all’interno dei volumi. Adottando l’andamento lineare della portata

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massica in funzione del ∆&, piuttosto che quello parabolico, tale fenomeno oscillatorio viene limitato dato
che la massa trasferita in un ∆ risulta inferiore.
Il motivo per il quale tale accorgimento viene adottato solo per la portata effluente attraverso le valvole è
legato al fatto che, solo in questo caso, il fenomeno oscillatorio si manifesta sensibilmente, mentre per
quanto riguarda il corpo farfallato risulta di entità trascurabile.
In definitiva si ha il seguente andamento della portata effluente attraverso le valvole in funzione del rapporto
delle pressioni:



',t

efflusso efflusso
supersonico efflusso laminare
turbolento

0
0,54 0,9 1 &' ⁄&',1
0

Il bilancio di energia

dalla massa  presente nel cilindro e dalla massa infinitesima nel condotto di aspirazione o scarico, il I
Per ciò che si è visto (vedi Equazioni di bilancio per un sistema aperto) è possibile applicare al sistema, costituito

Principio della Termodinamica per i sistemi chiusi:

h i  9

nella quale, convenzionalmente, si considerano positivi il lavoro compiuto dal sistema e il calore ceduto al
sistema.

La variazione infinitesima di energia del sistema è data da:

h h    h

dove h rappresenta l’energia del sistema all’istante  (e non l’energia relativa alla massa  contenuta in
tale istante nel cilindro). Volendo esplicitare tale energia, si ha:

j  ;
h ! km  T  n  /7 U 
2
l 

dove k è l’energia specifica della massa infinitesima  e si ottiene dalla somma dell’energia cinetica, potenziale
ed interna; il primo termine j:l ko rappresenta l’energia della massa all’istante  contenuta nel volume p;


il secondo termine rappresenta, invece, l’energia della massa infinitesima  :  è l’energia cinetica,
Oqr s
;
n  è l’energia interna e /7  l’energia potenziale. Analogamente all’istante   , si ha:

13

;
h   j! km  T  n
 /7
U 

2
l Lu

Si osserva che:

j! km 
 j! km v! km 

l Lu l  l

Infatti, considerando una generica funzione #, si ha:

 #    # 


#  #    # #
  
quindi:

 
;  ;
h    h v! km   T  n
 /7
U 
 T  n  /7 U 
 2 2
l

Per quanto riguarda il calore infinitesimo,


infinitesimo si ha:

i iO 'w  ix,--

dove iO 'w è il calore liberato dalla combustione e ix,-- il calore scambiato con le pareti della camera di
combustione.

Per quanto riguarda il lavoro infinitesimo,


infinitesimo si ha:

9 &p  9,  9  9


dove:

p p    p  p   p  p

9, è il lavoro legato alla presenza di un condotto in rotazione, 9 e 9


sono i lavori rispettivamente
impiegati per introdurre la massa  ed estrarre la massa 
; in particolare:

9 & $ y

ed è negativo poiché è lavoro compiuto sul sistema; moltiplicando la precedente per 1 0 = , si ha:

9 = & 0 $ y  = & 

analogamente

9
=
&


ed è positivo poiché è lavoro compiuto dal sistema. In definitiva:

9 &p  9,  = &   =


&


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Sostituendo le tre espressioni trovate l’equazione del I Principio della Termodinamica assuma la forma:

 
;  ;
v! km   T  n
 /7
U 
 T  n  /7 U 
 2 2
l
iO 'w  ix,--  &p  9,  = &   =
&


entalpia (Y n  &=) e dividendo per , si ottiene:


dalla quale portando a primo membro gli ultimi due termini a secondo membro, ricordando la definizione di

 
;  ; iO 'w ix,-- &p 9,
v! km  T  Y
 /7
U 
 T  Y  /7 U    
 2 2    
l

In condizioni stazionarie:


v! km 0

l

In tali condizioni l’equazione di bilancio della massa assuma la forma:

 

per cui, in condizioni stazionarie, si ottiene:


;   ;
 /7
 7   Y
 Y z  &=  {,
2
dove i termini a secondo membro sono infinitesimi per unità di massa e valgono:

i 1 9, 1
z {,
   
In condizioni stazionarie si ha pure:

)
0

cioè la temperatura della massa  risulta essere costante; in condizioni non stazionarie la temperatura della
massa varierà nel tempo: per calcolare tale andamento è necessario semplificare, attraverso l’introduzione di

l’energia cinetica e quella potenziale della massa infinitesima  a fronte dell’energia interna (trascurando
opportune ipotesi, l’equazione di bilancio dell’energia in condizioni non stazionarie. Supponiamo di trascurare,

l’energia potenziale è possibile trascurare la posizione della masse infinitesime all’interno del volume), si ha:

 
k n  v! km v! nm
 
p p

Si ricorda che n + ) e, in generale, la temperatura non è costante all’interno del volume p per cui n non è

15
costante all’interno del volume p; introducendo l’ulteriore ipotesi semplificativa n  all’interno del volume,
ancora più forte della precedente, si ha:

   
v! nm vn ! m n  ) 
    =
l l

Per un gas reale + + ) e quindi, dato che la temperatura evolverà nel tempo lo stesso accadrà per + ;
ipotizzando per il gas un comportamento ideale (+ ) allora:

   )
= )  = )  = )  = 
   

effettivamente l’errore commesso è contenuto dato che la variazione di + è trascurabile rispetto alle variazioni ) di
ed . Quindi:

 ) n 2 |} 2 i~ iZ{{ &p 9Z


+ )  +  T  Yn  /7n U n  T  Y|}  /7|} U |}   
  2 2    

Poiché nel caso considerato non vi sono condotti in rotazione 9, 0 e supponendo di poter trascurare i termini
potenziale e cinetico relativi alle masse  e 
, si ha:

iO 'w ix,-- p 


)  &  € )   € )

 + )
   
 + 

la quale consente la determinazione della variazione di temperatura della massa  nel tempo.

Passaggio dal dominio temporale a quello angolare


Nell’ambito dei motori è conveniente riferire le grandezze al dominio angolare piuttosto che a quello temporale.
Ricordiamo l’equazione di bilancio della massa:


  


vediamo come è possibile passare al dominio angolare; si moltiplica e si divide il primo membro per ":

 "  "
  
   

 " " 
quindi:

  


" c c

dove c è la velocità angolare.

Dall’analisi dimensionale:

16
 /⁄ /
B E
c ‚Z⁄ ‚Z

quindi /c è la portata nel dominio angolare.

Per quanto riguarda l’equazione di bilancio dell’energia:

iO 'w ix,-- p 


)  &  € )   € )

 + )
   
 + 

si procede in modo analogo effettuando la sostituzione:

 "  "  
c
 "   " "
quindi:

iO 'w i p 
) c "
 c x,--  c&
" "
 € )   € )

 c+ )
"
c
" + 

dividendo per c:

iO 'w ix,-- p  



)  &  € ) c  € )
c  + )
" " " "
" + 

nella quale si ottengono le portate nel dominio angolare  ⁄c e 


⁄c; si ha inoltre:

i i …
B E „ B E
 " ‚Z
che rappresenta quindi l’energia scambiata sottoforma di calore per una rotazione di un radiante.

Passaggio dal dominio continuo a quello discreto

discretizzazione si effettua sostituendo  con ∆:


Per l’implementazione del modello è necessario passare dal dominio continuo a quello discreto; la

~∆

Ad esempio, per quanto riguarda la massa:

 ∆

" ∆"
dove ∆" è il passo di integrazione che deve essere definito per effettuare la discretizzazione (" è infatti una
quantità infinitesima mentre ∆" è finita).

Si effettua la discretizzazione dell’equazione di bilancio della massa in funzione della variabile angolare:

17
  


" c c
moltiplicando per " e integrando in un passo angolare ∆" "L6  " , si ha:

‡ˆq L∆‡ ˆq‰Š


 

!  ! ?  @ "
c c
‡ˆq  ˆq

da cui:

ˆq‰Š ˆq‰Š
 

"   ∆  "  ! "  ! "
c c
ˆq ˆq

ora, per poter calcolare gli integrali a secondo membro si ritengono costanti  ⁄c e 
⁄c pari ai valori
assunti a " , quindi:

 

∆ ∆"  ∆"
c c

∆" rappresenta la massa entrante nel volume in un passo angolare.


'qr
‹
nella quale

Si osserva che da " a "L6 il valore delle grandezze discrete non varia per poi saltare a "L6 al corrispondente
valore assunto dalla grandezza continua; la differenza tra il valore della grandezza continua e quella discreta
costituisce l’errore relativo alla discretizzazione ed è ovviamente decrescente al diminuire del passo angolare.


c
valore continuo

valore discreto

" "L6 "

Dalla precedente è possibile passare al dominio temporale discreto:

∆" ∆"
∆   

c c
poiché si ha:

" ∆" ∆"


c  ∆
 ∆ c
quindi:

18
∆  ∆  
∆

∆ rappresenta il tempo che impiega il motore per descrivere un angolo pari al passo di simulazione ∆", alla
velocità angolare c (posta pari a quella del passo precedente). La precedente si ottiene banalmente dall’equazione
di bilancio della massa nel dominio temporale continuo:


  


Si effettua ora la discretizzazione dell’equazione di bilancio dell’energia in funzione della variabile angolare:

iO 'w ix,-- p  



)  &  € ) c  € )
c  + )
" " " "
" + 

Moltiplicando per " ed effettuando l’integrazione (per la quale le funzioni integrande sono ritenute costanti in
∆"), si ottiene:

∆" ∆"
∆iO 'w  ∆ix,--  &∆p  € )  c  € )

c  + )∆
∆)
+ 

Si avrà dunque:

)"  ∆" )"  ∆)

∆ è ottenuto dall’equazione di bilancio della massa:

 

∆ ∆"  ∆"
c c
I termini ∆iO 'w , ∆ix,-- e ∆p verranno esplicitati nel seguito.

Il modello di Wiebe
Il modello di Wiebe consente la determinazione del calore liberato dalla combustione (∆iO 'w in un passo di
simulazione). L’energia infinitesima liberata dalla combustione può essere espressa dal prodotto della massa
bruciata in un intervallo temporale infinitesimo per il potere calorifico inferiore:

iO 'w w


V 

moltiplicando e dividendo per ":


iO 'w  "
" w
V
Indicando con O la massa di combustibile introdotto in un ciclo motore, per cilindro, essendo questa una
quantità costante nel tempo si ha:

 w
V
iO 'w O 'w ? @ "
" O 'w

19
dove:
w
V
Œ"
O 'w

rappresenta la frazione di combustibile bruciata all’istante angolare ".

Il modello di Wiebe prevede la seguente espressione analitica della funzione frazione di combustibile bruciata:

"  "
6L'
Œ" 1  ky& FZ T U G " S " S"3
"3  "

chiamata funzione di Wiebe; dove " e "3 rappresentano gli angoli di inizio e fine combustione, rispettivamente,
Z è detto parametro di efficienza ed  fattore di forma della camera di combustione. Generalmente tali parametri
che definiscono la funzione di Wiebe sono noti, perché determinati a partire da specifici rilievi sperimentali, per
una data condizione di funzionamento del particolare motore in esame.

La procedura più semplice per ottenere gli angoli di inizio e fine combustione è quella di ricorrere al diagramma
di indicatore in scala bi-logaritmica; infatti, le trasformazioni di compressione ed espansione che avvengono nel
ciclo motore possono essere ben approssimate con trasformazioni politropiche, per le quali vale la relazione:

&p  

passando ai logaritmi e utilizzando le relative proprietà si ha:

ln&p     ln&  lnp     ln&  } lnp 

la quale, nel piano lnp-ln& è rappresentata da una retta. L’idea è dunque quella di individuare " e "3 come
quei punti del diagramma di indicatore per i quali la curva si discosta dall’andamento rettilineo: infatti
l’andamento rettilineo è proprio della compressione e dell’espansione ma non della combustione.

"L6

"

Per quanto riguarda il parametro di efficienza Z, questo misura la completezza del processo di combustione; in

valutando la funzione di Wiebe in "3 si ha:


altre parole tale parametro determina la quantità di incombusti presenti a combustione terminata, infatti

20
Œ2"3 4 1  ky&Z

dalla quale emerge che affinché il combustibile venga totalmente ossidato Z dovrebbe assumere valore infinito.
Valori usuali di Z sono compresi tra:

Z 4,6025 Œ2"3 4 0,99


Z 6,9078 Œ2"3 4 0,999

Il parametro di efficienza modifica l’ordinata finale della curva:

Andamento della funzione Œ" al variare dell’angolo motore per diversi valori del
parametro Z. Valori assegnati agli altri parametri:  2,5, " 330°Q$, "3 400°Q$.

Il fattore di forma della camera , condiziona la rapidità della combustione; un basso valore di  significa un
elevato rilascio di calore nella fase iniziale del processo di combustione, mentre un alto valore di  presenta
caratteristiche opposte. Il valore assunto dal fattore di forma della camera dipende:

• dalla geometria della camera di combustione;


• dal punto motore (velocità e carico).

m ha effetto sulla forma della curva:

21
Andamento della funzione Œ" al variare dell’angolo motore per diversi valori del parametro
. Valori assegnati agli altri parametri: Z 6,9078, " 330°Q$, "3 400°Q$.

Andamento della funzione Œ"/" al variare dell’angolo motore per diversi valori del
parametro . Valori assegnati agli altri parametri: Z 6,9078, " 330°Q$, "3 400°Q$.

L’andamento della velocità di combustione è ottenuta dalla derivazione della funzione di Wiebe secondo la
variabile angolare.

In definitiva l’espressione del rilascio di calore in funzione dell’angolo di manovella è data da:

iO 'w 
O 'w Œ"
" "
Il modello di Wiebe è valido per i motori a benzina; viene impiegato anche per i motori diesel operanti con
frazionamento dell’iniettata utilizzando più funzioni di Wiebe.

Per l’implementazione del modello è necessario effettuare il passaggio dal dominio angolare continuo a quello
discreto:

22
∆iO 'w ∆Œ
O 'w 
∆" ∆" 
dalla quale:

∆iO 'w O 'w ∆Œ

dove:

∆Œ Œ"  ∆"  Œ"

dunque per conoscere il valore della funzione di Wiebe nell’intervallo "  ∆", "  2∆" è necessario conoscere
il valore assunto al passo precedente che dovrà dunque essere memorizzato.

Il modello di Annand
Il modello di Annand consente la determinazione del calore ceduto alle pareti per convenzione e irraggiamento; la
potenza termica ceduta per convezione vale:

iO + Y’2)1,“  )x,-- 4 „

mentre quella trasmessa per irraggiamento:

iVV Q; ” ’2)1,“ •  )x,-- • 4 „

Quindi la potenza termica totale vale:

ix,-- iO +  iVV Y’2)1,“  )x,-- 4  Q; ” ’2)1,“ •  )x,-- • 4

)1,“ e )x,-- sono, rispettivamente, la temperatura media dei gas e di parete, ’ è la superficie di scambio termico,
Y è il coefficiente convettivo, legato alle caratteristiche fisiche dei gas ed alla loro condizione di moto, ed è
esprimibile, secondo Annand, attraverso la relazione:

– 
Y Q6 8k
—
dove – è la conducibilità del gas e 8k è il numero di Reynolds che può essere espresso, assumendo come velocità
caratteristica la velocità media del pistone Q' 2˜ e come dimensione lineare caratteristica l’alesaggio —, dalla
seguente:

0Q' —
8k
™

essendo ™ la viscosità dinamica. Sulla base della rielaborazione di un ampio gruppo di dati sperimentali, Annand
suggerisce i seguenti valori per le costanti che compaiono nell’espressione di Y:

Q6 0,35 š 0,8 } 0,7 š 0,8

relativa, compare la temperatura media dei gas )1,“ e non la temperatura media di fiamma: accade dunque che
Per quanto riguarda invece la potenza termica scambiata per irraggiamento si osserva che, nell’espressione

Q; non rappresenta l’emissività, ma soltanto un coefficiente empirico che permette di ritrovare i valori di iVV

23
confrontabili con quelli misurati sperimentalmente. Si ha, di conseguenza, una forte variabilità per i valori pratici
proposti:


o Q; 0,075
per la fase di combustione:

o Q; 0,6 š 1,6
per i motori AC;

per le fasi di aspirazione, compressione e scarico: Q; 0


per i motori diesel;

Il maggiore valore di Q; per i motori diesel è legato alla formazione di particolato al quale si associa un maggiore
irraggiamento.

È necessario effettuare il passaggio dal dominio temporale a quello angolare; osservando che:

i "
i  i i   i i
 c

si ha:

1
ix,-- ›Y’2)1,“  )x,-- 4  Q; ” ’2)1,“ •  )x,-- • 4œ"
c
Il motivo per cui vi è c al denominatore è legato al fatto che l’espressione tra parentesi graffe è una potenza, cioè
è una espressione base tempo per cui, per passare al dominio angolare è necessario dividere per la velocità di
rotazione.

Per l’implementazione è sufficiente passare al dominio angolare discreto:

1
∆ix,-- ›Y’2)1,“  )x,-- 4  Q; ” ’2)1,“ •  )x,-- • 4œ∆"
c

Nel modello è necessario introdurre la relazione tra il volume p presente nel cilindro e l’angolo di manovella ";
Determinazione della funzione volume del cilindro

Si ha:

p" p  Ω"

dove p p0 pOO è il volume della camera di combustione, Ω l’area trasversale del cilindro e  la corsa, la
quale è correlata a " attraverso la relazione:

" {  ‚  { cos P  ‚ cos "

dato che:

cos P _1  sin; P

e
‚
{ sin P ‚ sin "  sin P sin "
{

24
In definitiva:

r ;
p" p  Ω v{  ‚  ¡{ ¢1  £ sin "¥  ‚ cos "¦m
l

Nel modello la variazione discreta di volume viene calcolata come differenza tra due passi consecutivi:

∆p p"  ∆"  p"

Nel caso del modello relativo al motore 4 cilindri in linea, poiché due bielle sono sfasate di 180° rispetto alle
altre due si dovrà considerare una seconda funzione di corsa:

r ;
 § " {  ‚  v{¢1  ¨ sin"  180o  ‚ cos"  180m
l

dalla quale:

r ;
p § " p  Ω ©{  ‚  v{ ¢1  ¨ sin"  180o  ‚ cos"  180mª
l

25
Modello di un motore monocilindrico ad accensione comandata

Definizione del motore di riferimento

Suddivisione del motore in volumi e connessioni

A livello geometrico il motore viene schematizzato attraverso due volumi:

o volume collettore di aspirazione;


o volume cilindro.

ambiente esterno

farfalla 5  «
&, ), 

collettore aspirazione



&, ), 
cilindro



ambiente esterno

Implementazione del modello

Fissate le condizioni ambiente e la posizione della farfalla, nota la geometria dei volumi l’obiettivo primario è
quello di ricavare gli andamenti di pressione, temperatura e massa, presenti nel collettore di aspirazione e nel
cilindro, in funzione della variabile angolare discreta.

È necessario ricavare gli andamenti delle portate tra i volumi:

o  «
o 
o 

e scrivere per entrambi i volumi caratteristici:

26
o il bilancio della massa
o il bilancio energetico

che devono quindi essere imposte. Consideriamo come configurazione iniziale quella tale per cui " 0, fissiamo
Tali equazioni di bilancio sono equazioni differenziali le quali possono essere risolte note le condizioni iniziali,

la velocità di rotazione c  e definiamo un passo di simulazione ∆"; relativamente a tale configurazione
poniamo le condizioni iniziali pari alle condizioni ambiente. La simulazione parte quindi alla velocità di
rotazione fissata con le grandezze termodinamiche pari a quelle ambiente: è ovvio che tale condizione non si
riscontra nel reale funzionamento del motore; con il procedere della simulazione la grandezze di inizio ciclo
motore si modificano tendendo a quelle reali: si sottolinea, dunque, la presenza di un transitorio iniziale, sono
cioè necessari un certo numero di cicli motore affinché le grandezze possano stabilizzarsi; in definitiva i risultati
del modello possono essere ritenuti significativi solo dopo alcuni cicli motore. Il numero di cicli corrispondente
al transitorio è funzione del carico (5) e della velocità di rotazione; consideriamo due condizioni limite:

o farfalla aperta (5 90°) & bassa velocità di rotazione (˜ 1000 ‚&)


o farfalla chiusa (5 0°) & alta velocità di rotazione (˜ 6000 ‚&)

Nel primo caso la differenza delle condizioni reali rispetto a quelle ambiente è limitata poiché la caduta di
pressione è bassa essendo la farfalla aperta e la depressione generata dal cilindro di piccola entità per cui è
sufficiente un solo ciclo motore per raggiungere la condizione di regime; nel caso limite opposto il transitorio
avrà durata di svariati cicli.

Nel modello si considera come fluido operante la sola aria, cioè si trascura la massa di combustibile introdotta e
quindi le varie reazioni che portano alla formazione dei prodotti della combustione (tali aspetti non si
implementano, anche se possibile, per non appesantire il modello). L’energia liberata dalla combustione viene

ciclo O 'w :
calcolata attraverso il modello di Wiebe, per il quale è necessario conoscere la massa di combustibile introdotta nel

iO 'w 
O 'w y"
" "

Non è possibile calcolare la massa di combustibile in ragione stechiometrica con la massa di aria presente nel

questo aspetto consideriamo l’andamento della portata massica entrante nel cilindro  :
cilindro dato che parte di tale massa è costituita dai gas combusti del ciclo precedente; per comprendere meglio

27


massa riversata
nel collettore

massa
intrappolata
back flow

0
IVO PMS

PMI IVC "

all’apertura della valvola di aspirazione la pressione nel cilindro è maggiore di quella regnante nel condotto di
aspirazione per cui si assiste al back flow: la portata massica si mantiene negativa fino a quando non si ha
l’inversione delle pressioni; nel cilindro viene introdotta carica fresca solo dopo che la massa di gas esausti è stata
richiamata (schematicamente si trascura il miscelamento tra gas esausti e carica fresca per cui si suppone che i gas
esausti siano i primi ad essere richiamati; nel funzionamento reale si ha miscelamento ma la percentuale dei gas
esausti è la medesima). A questo punto si comincia a richiamare carica fresca e la massa del cilindro aumenta a
partire dal valore nullo fino a raggiungere il massimo in corrispondenza della posizione angolare in cui la portata
massica si annulla; successivamente la portata diviene negativa e la massa nel cilindro si riduce poiché il moto del
pistone da PMI a PMS è responsabile dell’inversione delle pressioni una volta esauriti gli effetti dinamici. In
definitiva, nelle generiche condizioni di funzionamento (ciò non accade per il regime di intonazione), la massa di
aria intrappolata nel cilindro a fine fase di aspirazione risulta inferiore rispetto a quella massima richiamata. La

introdotta nel cilindro ottenibile dall’integrazione della portata massica  .


massa di combustibile introdotta viene quindi calcolata in ragione stechiometrica con la massa di carica fresca

In termini di implementazione è conveniente definire a priori i vettori delle grandezze i cui andamenti vogliono
ottenersi; tali vettori saranno inizialmente vettori nulli. La convenienza è data dalla notevole riduzione dei tempi
di calcolo, dato che il codice impiega molto più tempo per allocare la memoria piuttosto che risolvere le
relazioni.

Validazione del modello

Per verificare la bontà del modello elaborato si calcola il valore del rendimento energetico attraverso il modello,
considerando il comportamento ideale dell’aria, la combustione istantanea e l’assenza di scambi di calore tra
fluido e ambiente esterno, e lo si confronta con il rendimento termodinamico del ciclo Otto1; la condizione:

di natura meccanica né fluidodinamica, nel quale opera un fluido ideale, cioè un fluido per cui si abbia €  e +  ma
1
Il rendimento termodinamico del ciclo Otto viene calcolato considerando un motore ideale, in cui cioè non siano presenti perdite né

28
¬((V1( O _' u(-- ~ ¬ «

consente di validare il modello, vediamo perché.

In generale in rendimento totale per un motore endotermico alternativo, vale:

¬ ¬+ ¬O 'w ¬ « ¬u ¬ V1

dove:

¬+ è il rendimento volumetrico;
¬O 'w è il rendimento della combustione;
o

¬ « è il rendimento termodinamico;
o

¬u è il rendimento indicato; è definito come rapporto tra il lavoro indicato, cioè quello che si ottiene
o

dal diagramma di indicatore 9u 9


-(  9€ '€,11 e il lavoro termodinamico:
o

9u
¬u
9 «
in pratica può interpretarsi come il rapporto tra l’area netta del diagramma di indicatore reale e l’area di

o ¬ V1 è il rendimento organico.
quello ideale.

Il rendimento totale viene calcolato come rapporto tra la potenza utile all’albero motore e la potenza introdotta:

®'(OO
¬
® V

dove:

0,'w p ˜
® V 
14,68 120

 è l’energia introdotta
¯°±² l ¯°±² l
6•,³´ 6•,³´
Infatti è la massa di combustibile introdotta in condizioni stechiometriche,
6;).
OO- µ
“
in un ciclo; per ottenere la potenza è necessario moltiplicare per i cicli al secondo (per un 4T:

Il rendimento energetico è così definito:

¬((V1( O ¬O 'w ¬ « ¬u

è importante sottolineare come il rendimento volumetrico non influisca sul rendimento energetico, in quanto la
quantità di miscela intrappolata non ha effetto sull’efficienza di conversione dell’energia. Di tale affermazione se
ne ha conferma ricordando l’espressione del consumo specifico:

1

 ¬((V1( O

anche &= 8); l’espressione del rendimento termodinamico viene esplicitata a partire dal rapporto tra il lavoro ottenuto e il calore
introdotto.

29
il quale è funzione del rendimento energetico.

Nell’ambito del modello, il rapporto tra il lavoro ottenuto in un ciclo e l’energia liberata dalla combustione
rappresenta il rendimento energetico in quanto non si considerano le perdite meccaniche a cui è associato il
rendimento organico e non è stato introdotto alcun rendimento volumetrico:

9 (
/OO-
¬((V1( O _' u(--
hO 'w
“  (

dove:

9 (
/OO- Q¶ 4· , hO 'w
“  ( :,€_,“€  " " 6•,³´ 
O«_,“€ 6

dove Q¶ è la coppia media.

Il rendimento energetico del modello è prossimo al rendimento termodinamico, poiché:

o il rendimento di combustione è prossimo all’unità: nel modello la frazione di combustibile bruciata in


funzione dell’angolo di manovella viene stimata attraverso il modello di Wiebe, per il quale i tipici valori
del parametro di efficienza (≈4÷7) sono tali da produrre limitati incombusti (≈0,1÷1%);
o il rendimento indicato è prossimo all’unita: la simulazione viene eseguita con combustione istantanea e
comportamento ideale del fluido.

Quindi ha senso confrontare il rendimento energetico del modello, calcolato in condizioni di combustione
istantanea e gas ideale, con il rendimento termodinamico del ciclo Otto di cui si riporta l’espressione:

1
¬ « 1 
‚ ¸D6
per la quale il rendimento termodinamico del ciclo Otto è funzione del solo rapporto di compressione.

Analisi del comportamento fisico del motore attraverso le simulazioni

Per comprendere i principali fenomeni fisici del motore viene condotta una simulazione a ˜ 4000‚& con
€ variabile con la temperatura (gas reale) e combustione graduale (70° attorno al PMS)


→ l’area di pompaggio è molto piccola: il ∆& di tale area è inferiore ad 1 bar.
diagramma di indicatore:
indicatore

Ingrandimento area di pompaggio: diagramma di indicatore @ 4000rpm, gas reale e combustione normale.

30
→ fase di aspirazione: la pressione nel cilindro ad inizio fase di aspirazione è pari alla pressione
ambiente (1 bar) a causa delle imposte condizioni iniziali. Durante la fase di aspirazione la
pressione cala per poi risalire leggermente ma non fino alla pressione ambiente (contrariamente a
quanto si è soliti disegnare accademicamente).
→ combustione: la pressione massima nel cilindro raggiunta nel ciclo è tipicamente di 60÷80 bar.
Osservando il diagramma di indicatore sembra che la combustione avvenga quasi a volume
costante: in realtà ingrandendo la fase di combustione si osserva che questa non avviene a volume

dall’andamento non lineare di p p" che causa un addensamento dei volumi in prossimità
costante; l’andamento ripido della combustione nel diagramma di indicatore è causato

dei punti morti: in altre parole in prossimità dei punti morti ad un piccolo intervallo di volume
non corrisponde un piccolo intervallo angolare.

Diagramma di indicatore @ 4000rpm, gas reale e combustione normale; ingrandimento combustione.

→ scarico: nella fase di scarico la pressione nel cilindro segue l’andamento della velocità del pistone
ed è massima a circa metà corsa. Il valore della pressione nel cilindro all’apertura della valvola di
scarico è molto elevata (≈5bar) per cui si ha efflusso supersonico che è responsabile del blocco
sonico della portata; di tale fenomeno se ne ha conferma osservando l’andamento della portata
effluente in aspirazione e scarico.

Ingrandimento diagramma di indicatore @ 4000rpm, gas reale e combustione normale.

• portate aspirazione e scarico:


scarico
→ lo scarico è diviso in due fasi: una prima fase di scarico libero (blow down, cioè fuoriuscita rapida)
caratterizzato dal blocco sonico della portata; nella fase di blocco sonico la portata segue
l’andamento dell’area di passaggio della valvola (se l’area di passaggio fosse costante si avrebbe
portata costante); nella fase di blow down più della metà della massa viene scaricata sfruttando il

31
∆& tra cilindro e ambiente esterno. Segue una seconda fase di scarico forzato il cui andamento di
pressione segue la legge di moto del pistone.

Portate aspirazione scarico @ 4000rpm, gas reale e combustione normale.

→ in fase di aspirazione non si raggiungono le condizioni soniche.


→ in condizioni stazionarie la massa introdotta in fase di aspirazione coincide con quella scaricata:
ˆ¹º_°»¼ ˆ¹º_»¹°

,“€ ! ,“€ "" ! “O, "" “O,


ˆ°¼_°»¼ ˆ°¼_»¹°

• pressione cilindro/pressione collettore:


collettore a causa della variazione di pressione nel collettore di
aspirazione l’incrocio tra la curva di pressione del cilindro e quella del collettore non avviene a 180°
ma ad un angolo superiore (come si vedrà nel seguito tale angolo di incrocio aumenta all’aumentare
del numero di giri a causa dell’incremento degli effetti dinamici); tale osservazione giustifica il ritardo
della chiusura della valvola di aspirazione.

&O- &O --

180°

Pressione nel cilindro e nel collettore di aspirazione @ 4000rpm, gas reale e combustione normale.

• massa nel cilindro:


cilindro
→ il valore iniziale della massa nel cilindro è legato alle condizioni iniziali imposte: la massa a
" 0 è data dal prodotto del volume della camera di combustione per la densità ambiente.
→ il valore finale della massa è differente da quello iniziale: si deduce quindi che il modello non
ha eseguito sufficienti interazioni per esaurire il transitorio iniziale (una sola iterazione); in
particolare, è interessante notare come la massa alla fine del ciclo sia inferiore rispetto a quella
iniziale: ciò è causato dalla maggiore temperatura a fine ciclo rispetto a quella ambiente
mentre la pressione è circa prossima a quella ambiente.

32
0,'w pO

blow down

scarico forzato

Massa istantanea nel cilindro @ 4000rpm, gas reale e combustione normale; la linea orizzontale
rappresenta la massa ideale che occuperebbe, in condizioni ambiente, un volume pari alla cilindrata.

→ la fase a massa costante è ovviamente relativa all’intervallo angolare in cui entrambe le valvole
sono chiuse.
→ all’apertura della valvola di scarico si nota un rapido crollo della massa per via del blow down.

• temperatura nel cilindro:


cilindro il valore iniziale della temperatura nel cilindro è pari alla temperatura
ambiente; si assiste poi all’incremento della temperatura prima ad opera della compressione,
successivamente della combustione. La prima diminuzione di temperatura avviene ad opera
dell’incremento di volume nel cilindro, la seconda a causa dell’espulsione dei gas. La temperatura
finale, prossima ai 1000°C è molto maggiore rispetto a quella iniziale, pari a quella ambiente per via
delle condizioni iniziali imposte.
incremento volume
combustione

espulsione gas
compressione

Temperatura nel cilindro @ 4000rpm, gas reale e combustione normale.

• coppia istantanea: la coppia istantanea può essere ricavata attraverso il seguente bilancio di potenze,

&Ω= Qc
ottenuto eguagliando la potenza scambiata tra fluido e pistone con quella agente sull’albero motore:

dove & è la pressione agente sul cielo del pistone, Ω la superficie dello stesso e = la sua velocità.

possibile eguagliare il lavoro &∆V, scambiato tra fluido e pistone in un passo ∆θ di simulazione con
Nell’ambito del modello si può ricavare il valore della coppia istantanea attraverso altra via; è

quello agente sull’albero motore Q∆θ nello stesso intervallo angolare:


&∆V Q∆θ

∆V
da cui:

Q &
∆θ
La coppia deve ovviamente annullarsi ai punti morti poiché il braccio è nullo.

33
Coppia istantanea @ 4000rpm, gas reale e combustione normale.

→ per " 0 la coppia è nulla;


Si commenta l’andamento della coppia istantanea ottenuto:

→ nella fase di aspirazione la coppia è positiva: questo è causato dal fatto che nel cilindro sono
presenti gas ad una certa pressione (anche se inferiore a quella ambiente), non si considerano

→ per " 180 la coppia è nulla;


la pressione agente lato carter e gli attriti;

→ in fase di compressione la coppia è ovviamente negativa; durante tale fase aumenta il valore
assoluto della coppia istantanea a causa dell’incremento di pressione, per poi ridursi a causa

→ per " 360 la coppia è nulla;


della riduzione del braccio;

→ se non avessi combustione la l’andamento della coppia in fase di espansione risulterebbe


antisimmetrico rispetto alla fase di compressione: l’introduzione di energia causa un picco di
coppia molto elevato (≈600Nm); la coppia poi cala per effetto della riduzione di pressione

→ per " 540 la coppia è nulla;


che accompagna l’espansione;

→ in fase di scarico la coppia è ovviamente negativa a causa della pressione dei gas esausti.

Effetti causati dal comportamento reale del gas e dalla combustione graduale

Nei grafici sono riportate tre simulazioni sovrapposte a farfalla aperta @ ˜ 2000‚&:

a) combustione istantanea (cioè fatta avvenire in un solo passo di simulazione) e € costante con la

b) combustione istantanea e € variabile con la temperatura (gas reale);


temperatura (gas ideale);

c) combustione graduale su 70° attorno al PMS e € variabile con la temperatura (gas reale).

34
a

b
c

Dal diagramma di indicatore può osservarsi l’effetto della combustione a volume costante, rappresentata dal caso
b) nel quale la combustione avviene in un passo di simulazione; la combustione a volume costante è prossima

pressioni massime molto più elevate (120 ~Z‚) rispetto ai valori raggiunti nel normale funzionamento (70 ~Z‚).
alla condizione di detonazione: emerge quindi la pericolosità della combustione detonante alla quale si associano

Si ottengono i seguenti risultati in termini di coppia media indicata e di rendimento energetico:

35
È importante sottolineare che il rendimento energetico del modello, calcolato in condizioni di combustione

compressione 10, dato che:


istantanea e gas ideale, è molto prossimo al rendimento termodinamico del ciclo Otto con rapporto di

1
¬ « 1  0,6019
106,•D6
Si conclude dunque che, non essendo evidenti errori grossolani, i risultati ottenuti attraverso il modello possono
ritenersi rappresentativi del reale comportamento del motore.

Influenza del numero di valvole

Le simulazioni vengono condotte con comportamento reale del gas e combustione graduale per le seguenti
coppie di numero di valvole di aspirazione/scarico:

Si nota un leggero aumento della coppia prodotta (1%) nel caso di due valvole d’aspirazione. La variazione
dell’area di pompaggio non è percentualmente significativa, in ogni modo l’area massima si ha con una valvola
per aspirazione e scarico, mentre negli altri due casi l’area di pompaggio comunque diminuisce; nel caso con due
valvole di aspirazione la fase di scarico non ne risente significativamente mentre si riesce ad aspirare con una
maggiore pressione nel cilindro a causa delle inferiori perdite di carico.

Nel caso con due valvole d’aspirazione si alza la curva della pressione nel cilindro, consentendo di avere una
pressione maggiore al momento della chiusura delle valvole, ottenendo una maggiore massa di aria fresca nel
cilindro, che quindi consente di sviluppare più coppia; di conseguenza se si ha la possibilità di aggiungere una
valvola è conveniente che questa sia di aspirazione.

36
Dall’andamento della massa nel cilindro si osserva come l’adozione di due valvole di scarico consenta una fase di
scarico più rapida.

Influenza del numero di giri

Le simulazioni vengono condotte con comportamento reale del gas e combustione graduale per i seguenti valori
di velocità di rotazione:

Dagli andamenti della pressione nel collettore di aspirazione si osserva che se per ˜ 2000‚& a IVC( 210)

37
la pressione ha modo di ristabilirsi pari a quella ambiente, lo stesso non accade per le maggiori velocità di
rotazione: all’aumentare del numero di giri la pressione nel collettore si ristabilisce pari a quella ambiente per
angoli di manovella crescenti. Dagli andamenti della portata attraverso la valvola di scarico si osserva come

forzato ne risenta molto poco; a 2000‚& vi è molto tempo tra l’istante di apertura della valvola di scarico e il
all’aumentare del numero di giri aumenti la durata angolare della fase di blow down, mentre la fase di scarico

PMI, per cui la porta attraverso la valvola va quasi ad annullarsi.

2000 rpm
4000 rpm
6000 rpm

Sovrapposizione dei diagrammi di indicatore, si noti la diminuzione dell’area positiva, causata dalla minore
massa d’aria introdotta nel cilindro, da cui poi consegue la diminuzione della coppia prodotta. La minore massa
d’aria intrappolata è evidente dal diagramma della massa nel cilindro nei tre casi.

6000 rpm
4000 rpm
2000 rpm

Particolare della parte bassa del diagramma d’indicatore: si vede l’effetto dell’aumento di velocità sulla fase di
blow down che permane, ad alta velocità, anche durante la fase di salita del pistone dal punto morto interno verso
il punto morto superiore, per completare lo scarico dei gas combusti. All’aumentare della velocità del motore
all’inizio della fase di scarico per traslazione del pistone la pressione dei gas è ancora elevata e quindi il pistone
necessita di maggior lavoro per poter evacuare i gas, influenzando negativamente la prestazione del motore. Da
tali considerazioni si deduce la necessità di aumentare l’anticipo dell’apertura della valvola di scarico
all’aumentare della velocità di rotazione.

38
cilindro

collettore

Dettaglio nell’intorno della pressione ambiente dell’andamento della pressione nel cilindro e nel collettore
durante il ciclo, con influenza della velocità di rotazione. Si vede come il punto d’intersezione degli andamenti
delle pressioni nel cilindro e nel collettore si sposta verso valori maggiori dell’angolo di rotazione del motore,
evidenziando la necessità di prolungare la durata della fase di aspirazione, aumentando il ritardo di chiusura della
valvola, per migliorare il riempimento del cilindro al alto regime di rotazione.

2000 rpm

Dettaglio dell’andamento della portata attraverso la valvola d’aspirazione. A bassa velocità di rotazione è presente
il “rifiuto” da parte del cilindro rispetto all’aria introdotta (linea blu, portata negativa, flusso uscente dal cilindro
verso il collettore d’aspirazione). All’aumentare della velocità di rotazione il fenomeno si attenua perché, come
visto nella figura precedente, il punto d’incrocio delle pressioni nel cilindro e nel collettore d’aspirazione si sposta
per valori dell’angolo motore più elevati.

Dettaglio dell’andamento dell’area di pompaggio al crescere della velocità di rotazione del motore. È visibile

39
l’aumento dell’area di pompaggio al crescere della velocità, a causa dell’aumento della sovrapressione nella fase di
scarico e della depressione nella fase d’aspirazione. È visibile anche l’abbassamento della linea di compressione al
crescere della velocità di rotazione. Questo causa una diminuzione del rapporto di compressione effettivo con cui
funziona il motore, provocando una diminuzione del rendimento termodinamico; si ricorda infatti che il
rapporto di compressione effettivo è dato dal rapporto tra il volume del cilindro in corrispondenza del quale si
raggiunge la pressione ambiente e il volume della camera di combustione:

={nk|& &,'w
‚
pOO

Si precisa che i risultati sono stati ottenuti senza simulare il comportamento della farfalla (quindi come se fosse
totalmente aperta): in condizioni di regolazione del carico l’area di pompaggio aumenta notevolmente.

40
Modello di un motore 4 cilindri ad accensione comandata

Caso del corpo farfallato: determinazione della relazione analitica e sua implementazione nel modello

Per poter effettuare simulazioni di transitori di apertura o chiusura della farfalla, cioè aventi posizione della

analitica tra l’angolo di apertura della farfalla 5 e l’area geometrica di passaggio $1( , si ipotizza che il condotto
farfalla variabile, è necessario modellizzare il corpo farfallato; al fine di determinare una semplice relazione

del corpo farfallato sia rettangolare.

~
5

Z
Z

Indichiamo con ~ la profondità del condotto e con Z la sua altezza supponendo che questa coincida con la
lunghezza della farfalla, in modo da ostruire completamente, per 5 0, il passaggio del fluido. L’area
geometrica di passaggio per una data posizione angolare della farfalla si ottiene come differenza tra l’area di
sezione del condotto e la proiezione dell’area della farfalla sul piano verticale:

$1( Z~  Z~ cos 5 $1( 1  cos 5


',t

la quale rappresenta la relazione analitica cercata. L’andamento di $1( 5 non è quindi lineare ma è dato dal
complemento a 1 della funzione coseno, per cui il raggiungimento dell’area geometrica di passaggio pari alla
metà di quella massima si ha per 5 60:

&3,V il quale rappresenta il rapporto tra l’area geometrica di passaggio relativa alla corrispondente posizione
All’interno del modello si tiene conto della varizione dell’area geometrica di passaggio attraverso il coefficiente

angolare e l’area geometrica massima; tale parametro è un input della funzione di portata attraverso il corpo
farfallato è va a moltiplicare l’area geometrica massima ($):

41
 #2&3,V · $, &'  ( , ) * , &+,--( 4

Simulazione a pieno carico

La simulazione consta di 10 cicli motore, per i quali:

o la farfalla è mantenuta tutta aperta (5 90);


o la velocità di rotazione è costante (˜ 4000‚&).

Analisi dei risultati

Diagrammi cicli sovrapposti

• pressione e coppia indicata relativa ad ogni cilindro


cilindro: si osservano differenze sostanziali tra i
vari cilindri che vanno a ridursi fino a scomparire con il procedere dei cicli a seguito
dell’esaurimento del transitorio iniziale; tali scostamenti degli andamenti sono da attribuirsi al
fatto che le condizioni di regime in ogni cilindro si discostano in modo diverso dalle condizioni
iniziali di simulazione, le medesime in ogni cilindro (e pari alle condizioni ambiente), a causa
della diversa fase motore che si trova a compiere ogni cilindro.

o cilindro #1 (blu): il primo ciclo è caratterizzato da una pressione maggiore rispetto a


quella di regime a causa della maggiore massa di carica fresca aspirata per via della
maggiore pressione (pari a quella ambiente) del collettore di aspirazione.

42
o cilindro #2 (verde): all’inizio della simulazione è in fase di scarico e quando avviene
l’aspirazione la pressione nel collettore è già prossima a valori di regime a causa
dell’avvenuta aspirazione da parte del cilindro 1#.
o cilindro #3 (rosso): all’inizio della simulazione il cilindro è in fase di espansione; non vi è
combustione poiché non è stata eseguita la fase di aspirazione (la portata massica in
ingresso è nulla, valore di default, e quindi è nullo pure il suo integrale); le valvole sono
tutte chiuse quindi l’aumento del volume associato al moto del pistone è responsabile

all’apertura della valvola di scarico (" 110).


della riduzione di pressione; la pressione, inferiore a quella ambiente, torna a crescere

o cilindro #4 (azzurro): all’inizio della simulazione il cilindro è in fase di compressione,


pertanto anche in questo caso non è avvenuta l’aspirazione e quindi non avrà luogo la
combustione: la curva di pressione risente solo del moto del pistone ed è quindi
simmetrica.
• pressione nel collettore di aspirazione:
aspirazione l’andamento è sinusoidale a causa delle perturbazioni
impulsive associate alle fasi di aspirazione dei singoli cilindri.

• pressione nel collettore di scarico:


scarico anche in questo caso l’andamento è oscillatorio e risente
principalmente delle fasi di blow down.

43
• temperatura nel collettore di scarico:
scarico la temperatura nel collettore di scarico cresce con un
andamento a gradino, a seguito delle successive aperture delle valvole di scarico, fino al
raggiungimento delle condizioni di regime.

cilindro in rosso 0,'w pO  pOO , in azzurro 0,'w pO , in blu massa nel cilindro e in
• massa nel cilindro:
verde massa ottenuta integrando la portata entrante, quindi massa di carica fresca nel cilindro; la
differenza tra la massa nel cilindro e la massa di carica fresca è la massa dei gas esausti. Si osserva
che nel primo ciclo, relativo al cilindro #1, di simulazione la massa entrante è maggiore rispetto a
quella di regime poiché nel primo ciclo non si verifica back flow (infatti in questo caso la
pressione nel collettore e nel cilindro è prossima a quella ambiente).

Diagrammi ultimo ciclo

• portate:
portate in verde portata attraverso la valvola di scarico, in blu portata attraverso la valvola di
aspirazione, in azzurro portata in uscita dal collettore di scarico, in rosso portata in uscita dal
collettore di aspirazione; si osserva come le fasi di blow down, attraverso la valvola si scarico
(verde), abbiano influenza sulla portata in uscita dal collettore di scarico (azzurro); si noti lo
sfasamento tra il picco di portata attraverso la valvola di scarico e quello in uscita dal collettore: il
ritardo è dato dal fatto che l’incremento di portata in uscita dal collettore di scarico si ha solo
dopo l’incremento di pressione in tale volume ad opera della portata di blow down.

44
Simulazione di un transitorio di farfalla

La simulazione consta di 20 cicli motore, così suddivisi:

o 5 cicli a farfalla totalmente aperta;


o 10 cicli a farfalla chiusa (2% dell’area massima);
o 5 cicli a farfalla totalmente aperta;

la chiusura e l’apertura della farfalla avvengono istantaneamente, cioè in un solo passo di simulazione.

5
$€,““
$€,““ $1(
90

$€,““ 0,02$1(
0
0 "

La velocità di rotazione viene mantenuta costante durante la simulazione.

Analisi dei risultati

Diagrammi cicli sovrapposti

indicatore al diminuire di 5 il massimo della pressione nel cilindro si riduce


• diagramma di indicatore:
poiché diminuisce la pressione nel collettore e dunque la pressione di inizio aspirazione:

in particolare, si osserva che a pieno carico la pressione di inizio aspirazione è di circa 0,8 ~Z‚
mentre in regolazione raggiunge 0,3 ~Z‚. Accade quindi che al diminuire di 5 la pressione nel

45
cilindro raggiunge, in fase di compressione, quella ambiente per angoli di manovella sempre più
prossimi al PMS; ciò causa un decadimento del rendimento termodinamico. Infatti, secondo la

1
relazione

¬ « 1  ¸D6
‚
il rendimento termodinamico di un ciclo Otto è funzione del solo rapporto di compressione

‚ ‚1( pO  pOO ⁄pOO , altrimenti è dato dal rapporto tra il volume del cilindro in
effettivo: questo in condizioni ideali coincide con il rapporto di compressione geometrico

corrispondenza del quale si raggiunge la pressione ambiente e il volume della camera di

={nk|& &,'w
combustione

‚
ÁÂÂ
Inoltre, si osserva la progressiva riduzione del lavoro utile (area percorsa in senso orario) e
l’aumento dell’area di pompaggio all’aumentare della regolazione e dunque lo scadimento del
rendimento indicato.
• portate attraverso le valvole di aspirazione e scarico:
scarico la fase di blow down cambia radicalmente
in regime di farfalla chiusa:

a EVO la pressione nel cilindro è inferiore a quella nel collettore di scarico per cui si assiste ad
una portata negativa; la minore pressione nel cilindro a farfalla chiusa è legata alla minore
quantità di miscela introdotta.

Diagrammi cicli consecutivi

• pressione nei cilindri:


cilindri il cilindro #1 è il primo ad aspirare dopo la chiusura della farfalla: il
collettore inizia ad andare in depressione per cui si riduce la pressione massima raggiunta nel
cilindro.

46
#1

Si osserva un differente comportamento in fase di apertura e chiusura della farfalla: a fronte della
chiusura istantanea della farfalla sono necessari 6 cicli per esaurire il transitorio, mentre è
sufficiente un solo ciclo per stabilizzare le grandezze in fase di apertura. Tale fenomeno si spiega
osservando che il transitorio si esaurisce quando nel collettore si stabilisce una pressione media
costante: nel caso della chiusura la riduzione di pressione nel collettore avviene ad opera del moto
dei pistoni, ed è quindi graduale, non solo, l’efficienza di aspirazione dal collettore si riduce al
diminuire della pressione in tale volume; invece, in fase di apertura della farfalla, si ha un enorme
incremento della portata per il fatto che l’ambiente di aspirazione è a pressione costante (ossia ha
massa infinita). Tale differente comportamento è problematico per il mantenimento del titolo
stechiometrico della miscela.

• pressione nel collettore e nel cilindro #1:


#1 in blu collettore di aspirazione, in rosso collettore di

collettore di aspirazione si stabilisce intorno a 0,3 ~Z‚: l’efflusso attraverso il corpo farfallato
scarico, in verde cilindro; esaurito il transitorio di chiusura della farfalla la pressione media nel

diviene quindi supersonico e la portata bloccata; quest’ultima non risente della pressione a valle
(collettore) e dipende dall’area di passaggio.

47
• temperatura nel cilindro #1:
#1 la temperatura nel cilindro cala notevolmente ai carichi parziali a
causa della maggiore percentuale di gas esausti in rapporto alla massa totale presente nel cilindro
(considerando esclusivamente la combustione di una miscela stechiometrica, la temperatura
raggiunta non dipende dalla massa poiché all’aumentare del calore introdotto aumenta
proporzionalmente la capacità termica).

• temperatura nei collettori:


collettori in verde aspirazione, in blu scarico; la chiusura della farfalla causa un
aumento della temperatura nel collettore di aspirazione poiché il back flow diviene più rilevante a
causa della minore pressione nel collettore.

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• massa nel cilindro:
cilindro in blu massa totale, in verde massa di carica fresca; la differenza tra la massa
totale e la carica fresca costituisce la massa di gas esausti; in condizioni di regolazione la
percentuale di EGR interno aumenta notevolmente, essendo la massa di carica fresca molto
piccola. Probabilmente, in tali condizioni, non si riesce nemmeno a sostenere la combustione:
attorno all’elettrodo della candela si hanno principalmente gas esausti per cui le reazioni di
ossidazione hanno difficoltà ad avvenire. Più precisamente, si dice che un motore riesce a
sostenere la combustione se l’EGR interno non è superiore al 50%.

La prima fase di riduzione della massa totale (blu) si associa alla fase di blow down; la porzione di
curva di carica fresca (verde) negativa è data dal back flow (si riconosce l’andamento
precedentemente schematizzato dell’integrale della portata entrante nel cilindro): all’aumentare
della regolazione la pressione nel collettore si riduce causando un riflusso di maggiore entità; è
dovuto soprattutto all’incremento del back flow l’incremento della temperatura nel collettore di
aspirazione in fase di regolazione; a pieno carico il valore di regime della temperatura nel
collettore di aspirazione è determinato dalla cessione di calore al fluido da parte delle pareti (si
osserva come le oscillazioni di temperatura siano più limitate in condizioni di pieno carico dato il
minore back flow).

• massa nei collettori:


collettori per quanto riguarda il collettore di scarico (blu), entro i primi 3 cicli di
simulazione, si ha una riduzione molto violenta della massa a causa dell’elevata temperatura dei
gas esausti (lo stesso volume è inizialmente occupato da aria alla temperatura ambiente, poi da gas

49
a temperatura ben superiore); in regolazione la temperatura tende ad abbassarsi e la massa ad
aumentare. Nel collettore di aspirazione (verde) il transitorio iniziale è caratterizzato da un
leggero calo della massa a causa dell’incremento della temperatura ad opera del back flow; in
regolazione il back flow aumenta per cui la massa nel collettore di aspirazione si riduce, a causa
dell’aumento di temperatura in tale ambiente.

• portate valvole aspirazione e sulla farfalla:


farfalla la portata sulla farfalla (viola) ha un andamento
parabolico determinato dalla legge di moto del pistone; alla chiusura della valvola, dopo 5 cicli, la
portata sulla farfalla sembra avvicinarsi al valore nullo:

Ingrandendo si osserva che la portata attraverso il corpo farfallato è piuttosto piccola ed è


costante a farfalla chiusa a causa del blocco sonico e dal fatto che la farfalla è mantenuta in fissata
posizione (2%). All’apertura della farfalla si ha un enorme incremento di portata attraverso il
corpo farfallato poiché è grande l’incremento dell’area di passaggio mentre l’elevata differenza di
pressione si mantiene non esaurendosi istantaneamente.

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Ingrandendo ulteriormente si osserva uno scalino della portata; successivamente la differenza di
pressione cala, termina l’efflusso supersonico e la portata si riduce.

• portata valvola scarico e allo scarico:


scarico in viola portata attraverso il condotto di scarico

Dall’ingrandimento, relativo all’inizio della simulazione, si osserva che il cilindro #1 (blu) è il


primo per il quale si ha blow down essendo stato il primo ad effettuare l’aspirazione e dunque la
combustione. In corrispondenza di questo efflusso supersonico si ha un notevole incremento
della portata attraverso il condotto di scarico; questo fenomeno è causato dal fatto che i cilindri
#2, #3 e #4, compiono la fase di scarico relativa al primo ciclo di simulazione, senza aver eseguito
la combustione: a parità di massa scaricata, quella relativa al cilindro #1 ha maggiore temperatura

51
(~800°Q) e quindi maggiore volume specifico che provoca un maggiore svuotamento del
collettore di scarico, cioè una maggiore portata attraverso il collettore di scarico.

cilindro #1 blu aspirazione compressione espansione scarico


cilindro #2 verde scarico aspirazione compressione espansione
cilindro #3 rosso espansione scarico aspirazione compressione
cilindro #4 azzurro compressione espansione scarico aspirazione

L’ingrandimento relativo all’apertura della farfalla, mostra che, in fase di regolazione, la portata
attraverso il condotto di scarico è negativa, cioè viene richiamata aria dall’esterno al collettore di
scarico; il fenomeno è legato al fatto che viene richiamata massa dal collettore di scarico al
cilindro a causa della minore pressione nel cilindro (come già visto, causata dalla minore massa
d’aria introdotta). Si precisa che tale condizione è una condizione limite di funzionamento del
motore reale e si verifica quando quest’ultimo viene trascinato; infatti il modello non considera
che al di sopra del 50% di EGR il motore non riesce a sostenere la combustione, per cui così
bassi valori di pressione nel cilindro si ottengono solo in condizioni di trascinamento.

Curve ad ombrello

La simulazione viene condotta con:

o farfalla tutta aperta (5 90);

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o fissata durata della combustione (∆"O 'w 70);
o velocità di rotazione costante;

viene invece variato l’angolo di anticipo all’accensione, partendo con un anticipo di 65° rispetto al PMS e
riducendo via via l’anticipo di 5°, fino a 30° BTDC; si ottengono le curve ad ombrello, ossia le curve coppia
indicata - angolo di anticipo:

La coppia indicata si riduce all’aumentare dell’angolo di anticipo poiché la fase di combustione tende ad
occupare sempre più la fase di compressione causando l’aumento del lavoro di compressione; aumentando
l’anticipo aumenta anche la pressione massima raggiunta nel ciclo e quindi il pericolo di detonazione (fenomeno
che il modello non è in grado di simulare).

Riducendo l’angolo di anticipo, anche a valori negativi, si ha, anche in questo caso, una riduzione della coppia
indicata: tale andamento è dovuto all’allontanamento della combustione reale da quella migliore a livello ideale,
che è quella che avviene a volume costante.

È possibile ripetere la simulazione per una differente durata della combustione (∆"O 'w 100); si osserva che
più è breve la combustione più la stessa deve avere inizio in prossimità del PMS. Questo aspetto può essere
intuito considerando la combustione istantanea: in condizioni ideali, la presenza di un anticipo o ritardo della

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