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In seguito all’articolo sull’ Accrescimento..

E’ molto interessante studiare il processo di maturazione e sviluppo dello schema corporeo per
proporre delle corrette esercitazioni motorie in relazione al periodo di crescita dei nostri allievi.

Che cosa è lo schema Corporeo?

E’ la conoscenza immediata che si ha del proprio corpo in situazione statica e dinamica in rapporto
allo spazio esterno. Le tappe di sviluppo dello schema corporeo evidenziano la percezione fisica di
sé in rapporto al proprio relazionarsi con il tempo e lo spazio circostante. Ajuraguerra, nello
studiare l’ontogenesi delle manifestazioni psicomotorie, evidenzia 3 tappe di sviluppo dello schema
corporeo:

1) la fase del corpo vissuto, 0-3 anni


2) la fase del corpo percepito, 4-6 anni
3) la fase del corpo rappresentato, 7-12 anni

La percezione del corpo vissuto viene raggiunta sia attraverso i processi affettivi dati con
l’integrazione delle reazioni emozionali instaurate con i genitori. Al contempo l’esplorazione e
l’apprendimento possono avvenire proporzionalmente al grado di sviluppo motorio. Nella fase del
corpo percepito, indicata fase preoperatoria da Piaget, si inizia ad avere la consapevolezza fisica del
proprio Io e questo permette al bambino un’ottimale relazione col mondo esterno, la percezione
amplificata degli stimoli, un più rapido processo di sviluppo e apprendimento. Non ha ancora una
padronanza ed una fine coordinazione, ma controlla ugualmente in modo ottimale il proprio corpo,
che usa per concretizzare le proprie intenzioni ed per meglio relazionarsi col mondo esterno.

La ginnastica proposta deve avere come obiettivi esaminare e migliorare l’azione di corsa, l’azione
di salto e quella di lancio attraverso l’uso di attrezzi specifici. In questa fase, caratterizzata
dall’intelligenza preoperatoria il bambino dovrebbe essere in grado di discriminare con precisione
i dati cinestesici ed esterocettivi con giochi mirati per l’orientamento nello spazio-temporale e con
esercitazioni volte alla conoscenza del corpo sia in forma statica che dinamica.

La terza ed ultima tappa è quella del corpo rappresentato, quello che Piaget indica come la fase
delle operazioni concrete. In questa fase il bambino è capace di relativizzare i dati percettivi spaziali
e temporali producendo le prime ipotesi progettuali. E’ nella fase in cui al “fare” si associa la
facoltà di raccontare cosa si sta facendo e cosa si intende fare. La piena costituzione dello schema
corporeo è il più elevato grado di conoscenza di se, il punto di partenza verso una piena e completa
autonomia. Questa fase consiste nel passaggio dall’immagine riproduttrice a quella anticipatrice
dello schema corporeo.

Immaginate di proporre un’esercitazione inadeguata per le capacità del vostro atleta:


Possono essere utili, a seconda dell’età del bambino e al livello dell’attività proposta dare alcune
indicazioni:

- “Disegnare l’attività motoria svolta, es. circuito motorio”

Il disegno e’ il test proiettivo maggiormente usato in età scolare dove il bambino riflette la realtà e
le esperienze vissute, elabora e comunica aspetti di sé e del proprio mondo interiore. La
rappresentazione grafica permette di osservare i vissuti del soggetto e le sue dinamiche psichiche e
determinare la fase evolutiva attraversata dal bambino tramite l’ analisi delle abilità grafiche e della
maturazione intellettuale.

- “Descrivere con un piccolo testo l’ora di attività motoria”.

Attraverso il testo il bambino scrive e rappresenta le sue impressioni e gli eventi così come lui li ha
vissuti. Si può inoltre valutarne l’orientamento dello spazio per analisi di eventuali dislessie o
disgrafie.

L’attività motoria di base è importante per sensibilizzare e facilitare lo sviluppo armonico dello
schema corporeo contro i fenomeni di ipocinesia e obesità sempre in continua crescita negli ultimi
anni.