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.FT-N.1

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NUOVO TRATTATO
Di qualivoglia jrte

DI VERNICI
Comunemente dette

DELLA CHINA
Formare econdo, che pratica in Francia.,

in Inghilterra, ed in altre 'L` i dell*


Europa .
Tra: da molli Autori Clajci , e moderni Pro]
t' di quelle"
con un modo aju fat-He , epartcola :inm - . ur non
mai ritrovato du inno perfcx'qglicrc perfettamente

LA GOMMA COPALE
Per ervrene per le Vernici con lo pirito di Vino,
coperto dall Autore del preente Libro .

E i piu
Li modi per dotare, ed inargentarc s a fuoco, che

n qualivoglia altra maniera , e con altri


vantaggo rari, icuri, ed approvati
egreti
Epto il tutto dal Capitano
ANGELO MARIA ALBERTO GUIDOTTI
B O LO G N ES E

Dedicato al Nobil Uomo Signor Conte

MARIO MAGG. RF- SCARSELLI


Colonnello dumTerzo delle Milze di Bologna,e Capitano
della Compagnia Colonnella di detto Terzo.

s-Agfa@
In BOLOGNA per Lelio dalla Volpe.
Con licenza da Spet-ion' .

1764.

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n.17

NOBILISSIMO SIGNORE.`

ARroco Signer Conte mio nel


preentarvi queto piccol Libro in attca
t'o della ima, che per Voi nutro, e di
gratitudine alle obbligazioni; che vi pro
teto.

Il dono -tenue, lo confeo, ma

dallama inucienza chi pu promettcrl


60t grandi? M riucito *di are queta.
A z

rac

4
raccolta
di ,icuri iSccret tutti u la pe

rienza fondati, i quali pero eno per e13


ere a chi che a di non poco lume,

vantaggio; per a Voi la indirizzo, e pre


govi ad accettarla con la olita vora com
pitezza , e corteia riguardando piutto'o
.l animo del donatore, che il dono. V0i

ere abbatanza conociuto pel votro en


no, e prudenza, e per le altre virt, e no

bili qualit. che vadornano; onde io pa


o otto ilenzio ~le vore lodi, ne queto

peo per le mie evoli forze. Le cari-


che onoriche dal Pubblico addo-atevi , li
ardui pino maneggi incaricativi fanno al:
ai chiaro conocere l abilit votra, e la
:tima , che ognuno ha di V0i , e annov

in luogo di ampia, e vera lode. Gradite


pertanto queto ncero egno dellanimo
mio, e continuatemi la Votra. Padronan
za, e lamor` votro.

Di Voi Nobile Signore

Bologna li 2.. Luglio 1764.

tim-1m, devoti/*5. , al obzigazi. _m-o_


Capitano Angelo Maria Alberto Gmdomn

AL

z.
AL CORTESE LEGGITORE
Dilettante di Vernici.

IL non mai abbaianza encomiato Molto Re;


verendo Padre Bonanni della Wrzerable Com

pagnia di Getz) per la ita -virtz, e inga


lori qualita' . non olo per* avere egli forma:
to m Roma ilho raro, efamo Muo , cu:
/ con omma ammirazione ono concori oggetti
degni , e oualzicati per ammzrarlo, ma ezio

do per 1 obbligo, che tengono li Prof

ri, e dilettanti di M-mz'cii

a egli il pri

mo, cheom al pubblico ino doll anno

1710. un Trattato particolare delle Vernici


dette della China, con contento univerale.

Ma nel coro d' anni 43.9ndo/ne di/yatciaf


tutti gli cf/Emplari di quello, ed ora rean
do Orm in quel genere , ed in tempo, che

viepptl cree il Iu nella Vernici, non mi


_ono potuto dipenhre di ritornare o rav-viva
re le memorie di quelle, dietro la orta pe
ro` del P. izddetto; di molte notizie del qua
le mi ono pre-palo, ma non di tutte ,

men.

tre 've ne porgo quantita copqh daltri i) .


A 3

_get

. 6
A
getti dilettanti, e pray-?ori . E _iccome in i
tutte le vernici ono buone , e non pqno riu
ire cattive giammai, per chi le a maneg
giare, non Lndovi derenza dall una all
altra" olo che una formata con lo no-ito,

e I altra olio/a; una piu dura, e l' altra


pi tenera; una piz) lucida , e laltra meno;
con col variare e rie ce quale/z una di 'va
iro guo. Per cio` non vorrei, che il dilet
tante, che deidera operare intorno alle det
te , inza avere pratica, e

corta i-perdee

d animo, *veda , che la prima , la econda ,


e la terza 'volta non ci rieia a tutta pet
zione , perche operando , i quelle non gli pia
cero , gli piacer la quarta, 0 la quinta ,

e non ohgna coraggiaii, e riai dalla

zendere ; perch quelle che non ono `-venute a


tutta perfezione/erono a quale/ze coa ancor

ei- . Deve/i avvertire , che arebbe neocrio


un Fornello , perciocclze quello vi facilitera' lo
i'ioglimento delle Gomme , e i* non le pote/Ze

ciogliere aatto, ne rica-parete almeno mag


giore, e pil) forte tintura . .E oprattutto bi
ogna, che lo [pirito di Wno/ia .emmato af_
fatto , e jroitevi del Sale {li Tartaro , che
molto 'Vi potragiovare: C-lze le Gomme-, .Re
ine , .piriti , ed Ogli /ieno pettti , puri, ein
ceri, perch je on/tiranno tali nulla potrete
,01:

1/

l
7 4.
4
~"
M,

-
MM;7

~-~~

".

i':

\___

W _i

'7

operare. Orvate'lene; che ilaggiolo, oa!


tro vao di vetro ove 'voletefare le Vernici con
lo pirito di Vino, ia aai grande, accio` poi
dentr e circolare lohirito , eclze ilrocoia
`moderato, accio` non crepi il *va/ .'~Perine [7%
gria armari di una buona `pazienza , e non ave

reetta , perche' il tempo fa venire ogni coa a


perfezione , e biogna laciare ripoare le *verni
ci prima di por-le in opera, clze mpre wr
ranno di miglior guo.

Q. Vi lio poi altri egreti per dorare , ed inar


gentare in oatriemaniere (intendendomiimpr
di non'parlare con pron-ri , maolamente con
dilettanti, e curioi di apere ) le quali lio io

vedute riucire perfettamente; e hecialmenta


quelle di dorare, .ed inargentare a foglia, clze

una delle coe , clze mancajzo nella nora Cit


ta , e che conmma facilita i paole eircita
re . Ritrovare-te due metalli de quali e112' nefa
ra uo reera' molto contento. Per ine avrete
diveri altriegreti tutti ancor eiinceri e /i
cari , :i nelli medicinali , clze in altre materie g
E opra tutto prevalere-Vi della polvere perle

bbri, e della radica per il male de denti.


Haru-vi il modo di pulire li denti, e cio` efatto
e mai *vi ritrova/ie in campagna , o lungi da'
denti/li , o cavadenti vi potiatervire da 'voi,

endo quelli' li veri egreti , c/ze loro tenga*


A4-

no.

no. V ha quello ancora di colorire l oropel


le perino ad ora da noi 'non praticato, dell'
imbiancare le tele, pulire li quadri, la pe

Ie per li rari, ed altri parecchi , perperi


mentare i quali non v e` pericolo , che `gettiate al

'Vento li *votri danari . La pol-vere da'i-lzioppo


rara, Ia peg/la da dare alli Pei, provata
che l avrete/ , che re/arete contento ,- e la biz

Zara di candire un ore fara reare chiunque


ia, che non abbia *Vi/lo il pnnte libro. Gli
altri greti , potrannorvire in campagna , o
in altre congiunture , nelle quali non 'vogliate
pende molto , ed avere il *vo/?ro intento . Ag
gradife di buona voglia il mio buon czlore ,

mentre m' ho/elate molte coh , che a me era


no molto care ; e vipregoa compatire, e per
donare tutti gli errori, ne quali v'incontrae `

leggendo que/lo libro , che_ui- nonaranno po


elti. e *vivete felici.

i"

LIBRO PVR-;IMG
TRATTATO DI VERNICI'
Tanto di. quelle denomnte della China,
che della Comune , e di Varie altre orti,

condo li migliori eemplari di Francia,


e d Inghilterra , e giuta quello che hanno
critto li pi moderni, e gravi Autori,

che trattano di quelle.


Delle Gomme .

..',

Eretta notizia della qualit di tutte le Gom


me per no ad ora non i per anco po
tuto ricavare, non oante, che molti dotti

Scrittori eno molto aaticati intorno alle me


deme; n tampoco i potuto rinvenire il per
etto cioglimento di alcune; tutta-:01m per
pongono otto l' occhio le piL, mo al preente, e
perimentate. Intanto docrlveremo la medeime
come vengono rappreentate da pi accreditati
Scrittori, e Profeori di Chimica., e come s lun

no nelle opere di coloro, che hanno trattato del

le Vernici z ,lelle Gomme.


"
i

vacrtmento.

Der-: avvertire, che molte di queta, che

comunemente vengono chiamate Gomme, non


ono tutte Gomme, ma. vi on'JReine dure, co

me la Cupale , che impropriamente viene decrit


ta. per Gomma, e non rale, ma. una Reina.,

co

xo

'

>

come a uo luogoi decriver, perch ci uno


sbaglio grave, e i deve avere in coniderazione,

he le Gomme s hanno a ciogliere con ingre


dienti acquoi della. qual pecie lo pirito di Vi
no,. e imili, o pure, _che rendano allolioo;
e le Reine con ingredienti reinoi , econdo la

cuola del Sig. Dott. Giueppe Monti Bottanico


famoo , ed altri autori, come abbao i dimo
rer.
`
"

Della Gomma Lucca

N primo luogo parlando della Gomma. Lac

ca-, cos ore chiamata , perch tiene qualche


tintura di roo imile al colore della Lacca, ma

biavo. Producei econdo alcuni dal ugo di un al

bero di tronco aai grande avente le oglie imili a.


quelle denoiri Pruni, il qual ugo in tempo del
caldo trapelando dalla. rara corteccia de uoi rami ,
u loro iaddena, e s" indura; e econdo altri vien
lavorata, come il miele dall' api, da certe or-'mi
'che allate, le quali, dopo aver libato l umor delle

foglie, lacian ulle oglie medeime quella mate


ria, che Fatta concreta-forma la Gomma di cui
i parla. Per la qual coa , li Paeani di quello luo
go, hanno `in cotume di tagliareeli 'rami carichi di Gomma, per poterli poi , fatti eccare co

me li conviene all' ombra, mandarli in Europa,


o in altre parti . Oggi giorno per altro e n'
ha in parte libera da uoi rami, e purgata,
avendo gli abitanti di que paei non olo ca
pito il loro vantaggio , ma imparato ancora il

mododi purgarla', ed il Pomet_ nel uo Trattato


di Droghe lib. 7. cap. 43., dice , che liquearta

detta Gomma. , e pur-gara dallale, e da piccoli


pez
v

Il

pezzetti di oglie , e renduta pi chiara, e meno


carica. di colore roo , lo. llendono opra. una pie
tra. piana , e ne anno_ tavolette, che eccar an

no, e cos la. paccano con maggior valore.


Devei per notare, che di detta Gomma. ne vie
ne portata in Europa ridotta in tavolette , am

maata. per mezzo della. ragia di pino, la qua


le_non tiene la ua durezza. nativa, ma ha del
:reinoo, e dellontuoo; e perci non cos
buona per vernice come la. naturale .

Modo di purgare detta Gomma;


~

Ue modi ho ritrovato di purgare, o per


meglio dire di levare il colore di Lacca a.
detta. Gomma. Uno di peltare groamente in
un mortaio la gomma, ed un-endola. cos peata.

a porzion uciente di apone fatto in minuzzo


ll , chiuderla in un panno di lana , ed infonderla.

cos unita. in un vao con. acqua. tiepida. ben chiara.


e pulita, laciandola in ea. tare per dodici ore

in circa.; paato il qual tempo deei sbattere.`


nch a. del tutto vanta la tentura. roa o gial
la. che a., o a meglio dire , `nch a. diventa
ta qu blanco. _ L altro di metterla cos all

ingroo polverizzata in una. Scutella , o Cattinel


lo con licivo dolce tiepido per ore ei in infuio
ne , dopo levarla, ed avere acqua corrente, 0 d

pioggia pure tiepida., ed in quella agitarla be


ne, ad eetto, che ortica il colore ,' e reter
purgata.
' `
~

"

Modo

*in ,. -

[2

Modo diioglere la Gomma Lacco?


Ino ad ora , per are delle vernici ne, non
i ritrovato altro modo , che di adoperare

lo pirito di Vino enza emma, ed ottimo, che


ia. paato per la neve; i deve prendere unon
cia. di Gomma peata ottilmente in mortaio
di metallo, e paata per ettaccio di eta otti

. le ,* e meglio arebbe _macinata ul 'poi-do , o


altro marmo, e cos polverizzata porla in un
aggiolo Con entrovi oncie ei del uddetto pirito
di Vino semmato, `che in Bologna i ritrova.
nella Fabbrica de Roogli del Santi, detto vol
garmente di Sabbatino, che i vende bajocchi
cinque loncia., che ono lire dieci di moneta di
Bologna, o due Scudi Romani il Boccale. Det
to aggiolo deve eere di capacit di due terzi
di pi della materia, che vi dentro, cio e

di mezzo Boccale di pirito, vi deve eere di


vacuo per un altro B-occale di detto pirito , e
-ci ad eetto, che ponendolo al caldo, nell a

gitari lo pirito non faccia crepare il aggiuolo,


come pee volte, a chi non ha tale avvertenza

uccede. Poh, che ia nel aggiolo con lo piri


to, l

deve agitare per una buona mezz ora

,detta Gomma con lo pirito , e laciare il tutto,


almeno per due giorni in digeione,

e pocia

tornare agitare per qualche altro pazio -di tem


po; e la agione d Eate i pone al Soletut
to il giorno, e i leva avanti il tramontare di.
quello; e , d Inverno biogna porlo vicino al.
fuoco con calore moderato, ma devei avvertire

di agitarlo pii, 'e piLi volte il giorno. Per le ver


nici ordinarie, e ne parler trattando di quelle.
Dell

Dell' altre

Gomme .` .
I ono altre Gomme, e fra. le altre una,

che decrive il Mattioli nel libro primo di


Diocoride cap. 121 , che 'illa. dall albero Olivo
elvatico, detto Olivo di Etiopia., e parimenti e
ne ritrova. negli Olivi, che ono nella. Riviera.
ciel Mare Adriatico, poti nelle Colline

del ter

ritorio di Lecce in Puglia, econdo ci dice i!


P. Bonanni nel uo Trattato delle Vernici Chi
nei , nel libro econdo; della. quale diceper e
ere aai dura. i -aomiglia alla Gomma. Copa.
le, ma per ino ad ora inruttuoa, non avendo
ritrovato alcuno Autore, che pieghi il modo di

cioglierla .
'
~
A
Vi la Gomma Eiemi, la Gomma Anime ,
Gomma. di Sume, Gomma. Dragante, Gomma

Arabica Bic. Delledue prime non i ha confez


za del modo di cioglierle, come anco lOpopa
nace,` lAmmoniaco, il Galbano, la Coloonxa,

\e la Serana Sic. dell' altre collo pirito di Vino


perfetto ciolgono; ve nc ono di quce , ch"
con l'acqua. i ciolgono, ma. ono dicili a
uniri collo pirito.

'

Delle .Raf/ina , e hecalmmte della. Copale.


A principale la Copale, detta erroneamente

Gomma; queta i raccoglie nell America ,


econde, il Calceolario ezione 5. , Pietro Pomet

nella. Storia. delle Droghe Iib. 7 cap. 41- da Un


arbore , .che da Paeani gli viene con un Accet
ta tagliata la corteccia, e raccano ancora il lev.

gno j

\
\

14

gno e per la. fenditurasanche per la relazione delr


P. Serano-Cappucino della Terra di S. Gioan*
ni in Periceto, quale ato diveri anni Miio
nario prima nell' Iola di S. Tomm in Affri-'
ca, e pocia pas nel Braile , che port diveri
di que Balami , ed altre rarit di quei Paei ,
racconta, che per avere il Balamo del Copaiba
i endo con unAccetta la corza, o corteccia in

taccando il legno del tronco di unArbore molto


alto , e rondoo , da .l a poco pazio di tempo
. u la. cima del detto Arbore i ente uno coppio ,
come uno sbarro di cannonata, ed in quel`punto

dallaxenditura incomincia a. illare il Balamo,

il quale con un mezzo cannoncino fatto a cop


po, lo anno tillare in un vao. Di quero Bala
mo dal detto Padre, che con le di lui mani lo col
e chiaro, e puro, come la pi pura acqua, che
veda, a. -chi crive ne regal un gruppetto,
il quale Balamo ha ,molta ecacia di pi di
quello i Vende, ed di un odore oaviimo.
Racconta detto Padre, che nel tempo, che i'

raccoglie detto Balamo, il quale illa per la en

rdi'tura, che attorno al taglio il uddetto liquore i


condena molto, e preco a caua. del gran cal
do , e per lo pi-quel condenato i lacia iare,
e viene poi toto ,

et indurito, che ia,

di

pacciato poi per Gomma Copale , abbench a1


le volte l arbore eo per qualche trapirazione
netramanda .fuori in forma di Gomma, ma
conixmile, al detto di opra. lAlle volte, dice
lo fieo Padre , che raccolgono ubito quello ,

che ritrovano coagolato attorno alla fenditura,


'e lo emprano con olio di Palma , e lo dipac
ciano fuori_ . La uddetta Gomma Copale ,
tiene lo eo odore del Balamo del Padre
`
ud

'5

uddetto. Che ia una Reina, e non Gomma


baa farne la. eperienza con prenderne un po
co , che ia fatto in polvere,

e laciarlo cadere

opra. la amma d una candela, che abbrucia,


come an le altre reine. Qpea tale Reina quan
do i raccoglie bianca,

e traparente, quando

non i unica con polvere , che iau la cortec


cia del tronco, o che vi i unica della corza
dell arbore , o pure alle volte col porla in terra.

non vi vi unica della. terra per eere vicoa , e


dopo lungo tempo diviene gialla. Il Gomara di*
ce, che detta Gomma, o Reina di due pecie ,
una imile allInceno, che per eere graa ,..
e reinoa. di poca buona qualit, ma queia,
che decrive detto Autore non la Reina dell
Arbore del Balamo del Copaibe, ma dell Ar'
bore del Balamo di S. 'Iomm nellArica,

nell Iola detta S. Tomm. Segue `detto Auto


re, e dice, l'altra. quale traparente, e chiara
quellaeere ottima per vernici, ma per eere
di qualit umida in primo grado, e che per cau
a delle parti acquoe, che in e tiene, ne nace
la gran dicolt nello ciorglierla con lo pirito
di'Vino , come damolti viene propoto.
,

132

` I'

.Zi/lodo diiz'ogere Iamedenpa. -~

i ,

SI piglia la. Reina, o Gomma Copale, e i pe


ta minutimamente , e ,i paa per tamio
no; e con olio di Spico , che ia_ perfetto,
metta. unitamente in un aggiolo di vetro
facendo , che l olio opravanzi due η dP
i pone a caldare a foco temperato e d'

Inverno ,i e s d Etate- alcalore del: 5016.2


m a'

IG
.
.
maneggandolo di quando in quando , che a
poco a poco i cioglier, e reer infondo co
me una cola: per are la detta Gomma. maneg
giabile, ed :ma 'adincorporari con le altre Gom

me, i decanta tutto l olio di Spico, e dopo e


gli aggiunge acqoa di Rafa ottima. di Francia,
in quella. quantit, che i vuole; ci fatto tu-~

.tutela. con turracchio , o ia oppaglio , e opra.


vecica, o carta_ pecora. ben legata., e pocia in
colate carta. nella legatura della carta pecora,
can caldarloz e maneggiarlo, che i cioglier . `

Vi un altro modo per ciogliere detta. Gom


ma. Copale, il quale Viene dato per icuro, ed
queo . Si prende una pietra di quelle ove
macinano opra li colori , e i ricalda col fuo
coz ma. che il calore ia. moderato,

mantenen

dogli otto il fuoco ,_ acci conervi lo eo gra


do di calore , caldato.; che ia, prende la. Gom
ma. Copale, e con olio di Spico i mette opra
detta pietra ricaldata, e col-macinino di pietra,
che

ia caldo

i va.

macinando detta Gomma.,

con lv olio uddetto; per n ch ciolta, e vdopo

sincorpora. con lo pirito di Vino 8m.


Altro modo parimenti *dato per curo.~ Ridot
ta. in polvere niima la Gomma Copale,
ponga. entro ad url aggiolo nel quale vi ia pi
rito di romarino,~ di quello che fabbricano a.
Venezia, e col fuoco i faccia ciogliere. , _

'Per me ritrovai ,un modoaai facilimo per


ciogliere detta reina Copale , ed queo: in
tempo d Eate., non "al Sole, prei una. porzio

ne di detta Copale ottilmente polverizzata , e la.


gettai entro del balamo del Copaiba, -datomi

dal uddetto Padre Cappuccino, la qual'e imme

diatimamentc toccato, che ebbe la polvere det


'

to

17

to Balamo i quagli tale e quale detto Bal


amo, e dopo lincorporai collo Spirito di Vino
con tutta la facilit credibile.

Per le Vernici olioe ea Gomma Copaiba vie


ne diciolta o collo Spirito, o con Olio di Tre
mentina, o pure collOlio dAbezzo perfetta).`
mente.

La Sandracca, il Maice, lInceno, la Raa

di Pino, il Sangue di Drago in lacrima, che ii]


la,da un Arbore detto Dragone , endendogli la
corza con un accetta, come i detto di opra,
econdo quello che crive il Vormio nel uo Mueo
Cap. 34. , Menardo Cluionella Storia delle Pian
te pi rare lib. 1. Cap. 1., ed il Pomet, qual

Arbore nace in Cartagena del Perri. La Cano


ra parimenti una Reina, che illa da un Al

bero, aperta, che gli ia la corteccia, come i


detto delle piante uddette. Noi altri in Italia ,
e pecialmente nella Lombardia, abbiamo una
Reina aai bella, che oltre la virtt balamica
che gode, ha una belliima chiarezza,- nel prin

cipio ha del vicoo , pocia diventa dura come


le altre Reine perfette. Queta nace da _certe
vecichette, che producono gli Olmi giovani nel
principio del mee di Giugno; come acquoa ,
e piena di piceoli animaletti: dopo viene aai
vicoa, e andando avanti, nel mee di Luglio
diventa. toa, e ocura in modo, che rende dif?

cile lo cioglierla.

uca Reina, o Gomma

incorporata con altra, oltre il lutro, che ha ,


comunica la ua durezza .
'
(Limite ono le Gomme, e le Reine, che per
lo piLi concorrono a fare una Vernice buona, ed

anche ad immitazione della Vernice vera, e rea


le della China.

Dell'

Dell' Ambra , o Gambe I


I poi l' Ambra, o ia. Carabc, che in lati
no i chiama Succinum, la quale non {i pu
definire e ia Gomma, Reina , 0 pure Grao
della terra, come* vogliono diveri: Plinio pero,

Olao Magno, S. Bailio , Agricola nel lib. 4. de


Folibus , dicono ch ella ia un Suco , o Reina ,

oppure Gomma prodotta da un Albero , il quale


ritrova nelle piagge del Mare di Pruia; ma li
Geogra , Viaggiatori , ed Autori moderni on di
parere, che il Mare della Prua, nella Pruia
Ducale `getti dellAmbra gialla . Queta Gomma ,
che cos la chiameremo ,

la pi dicile , che

trovar poa da. ciogliere. Tutti quelli , che cri


vono di Vernici , la pongono in comune con le
altre Gomme , quantunque non rieca cos facil
mente , mentre d per lo pit olo tintura , ed ` un

gettare i denari al vento. La maggior facilita di


cioglirla per ora. ritrovata , dicono eer quella.
dello Spirito di Vino perfettamente semato, che
coa un Zecchino il boccale alla Fabbrica del Santi ,
comunemente detta di Sabbatino, con fuoco mi

te l Inverno , e l Eate collecacia del Sol co


cente cui deei almeno tre ore dopo la levata, epor
-la materia, e ritirarla in .caa avanti le ore 23; ma
ci alle volte tanca molto , e non termina lo cio

glimento , e per riece meglio col f'uocodi fornello ,


come pi avanti i dir , e morer di are. Non
voglio dipenarmi di riferire qu ci , che ho ritro

vato in un Autore , che da il vero modo di cioglie/re


il Carabe per fare una Vernice duriima; dice ,
che i prendano due oncie di Carabe, ed una li-`

bra. di Spirito di Yino semmato, e che il (Lan-b

be ia ben peco ottilmente, e racciato; nel def.


to Spirit0,di Vino, unito a detto Carabe, devei

aggiungere unoncia di Sal di Tartaro, o in man


canza di queo un oncia di Salnitro o, e poi
lutarlo bene, e metterlo al ole, agittandolo pe
e volte; ci fatto, e vedi che il Carabe nOn i

cioglia, mettilo al fuoco di lucerna per 12 ore,


e poi leva con diligenza, guardando che non ven
ga emma , lo Spirito di Vino tinto , e mettilo
da parte in una boccia di vetro, che dovrai chiuder
bene; dopo ritorna amettere opra il Carabe, che

tetato nel aggiolo , collaggiungervi unaltra mezz


oncia di Sal di tartaro ,

o Salnitro o , e are

come facei la prima volta, indi decanta l al


tro Spirito tinto, ed unito all altro cavato di pr'i
ma) mettilo in un orinale di vetro , che abbia.

del corpo , acci non crepi; ci fatto addattavi il uo


recipiente, e a uoco lento diilla, per ino che

cali un buon terzo , e pi ; cos avrai nel fondo dell


crinale la Vernice con corpo , dura, e peret

ta. Ho ritrovato ancora, che il Carabe cio

glie con uno pirito volatile orinoo fatto di due


parti di Sal di tartaro, ed una di Sale ammonia

' co, collo Spirito di Vino. Altro modo pi faci


le, il quale lacia la Vernice con un ettore gran

diimo, quello di porre unoncia di Carabe in,


oncie ei d Olio di ao , che ia ben ottile , e
pocia lungamente agitato l Olio col Carabe,

dopo epoto per qualche giorno al ole , i cio


glie, ma biogna che ia ben turrato il aggiolo,
e peo coo et agitato.
Vi il Bitume giudaico, o ia. Spalatro , e la.
Pece greca, ch entrano pure nelle Vernici.

B a

Dello

Dello Spirito di Vino."


Rima. di paare pit avanti nel dicoro delle
Vernici , neceario penare a quello , che
pi coopera

allo cioglimento

delle Gomme,

cio allo Spirito di Vino , il quale come s detto


altrove deve eere enza emma , e perfettim.
Ma iccome per ranato che ia, e ia di quello
del Santi , pu cader in dubbio non eer egli del
la perezion che i vorrebbe', cos peno che il ra
narlo di nuovo col ale di Tartaro, ia. coa da

non tracurari. Per ar la quale operazione , mi.


prevaler del modo inegnato dal opraccitato Pa
dre Bonanni Geuita nel ne del uo Tratta.
to delle Vernici ec. al Cap. 5. che il eguen
te: ,, Ci i a , dic egli ,

con porre

in eo

,,(cio nello Spirito di Vino) dentro una. pezza


,, del Sale di Tartaro , in modo , che non toc

,, chi il ondo del vao, il qual Sale attrae a.


,, e tutta la emma acquoa , e la epara dallo

,, Spirito, il quale reta a galla. Fatta. quea e


,, parazione i deve per imbottatore di vetro pa
,, are in modo, che quando i vede uire il Sa

,, le coll umido, i chiuda l imbottatore con uno


,,ecco, il quale abbia in punta. della bamba

,,gia. ,, Si decanta. poi tutta. l umidit , e i a

aciuttare il Sale, quale erve per altre volte.

Dell Olio cotto .


L modo praticato da Drogheri, e Colorari in
are l Olio cotto, di ar bollire Olio di Se~
mente di Lino olo z e non di Noce , o altro ,
met

'

2!

Mettendovi dentro Ritargirio , e Minio , ma di


queto ultimo in minore quantit, e lo anno
aai bollire, per ino che viene a quella coni
tenza, che da loro chiamara cottura. Ma ic

come la bont di tutte le Vernici olioe dipende


dalla cottura, e preparazione dell Olio; cos per

avere l eetto deiderato, porter qui due ricette


:ampate nel uddetto Lib. del P. Bonanni al c. 11.,
il quale aerice praticari in Inghilterra , ed al*
trove ancora, e ono le eguenti: ,, Si pone in un
,, vao vetriato, a cagione di eempio, una libra

z, d Olio di Lino , e i noti l altezza di eo in


3, un baoncello. Poi nell Olio i deve infonde
,, re altrettanto di acqua pura,- opra cui l olio
,,ar a galla. In dett olio i deve infondere

3, uno Sacchetto pieno di alcune polveri ditribui


3, te in parti eguali in modo , che tutte aeme
,,peino circa oncie cinque , e aranno Biacca,
,,Terra d ombra , Ritargirio d oro , Minio , e
3) Verderame , le quali tutte hanno virt eccan
,, te, e bene tal doa non necearia, onde al

,,cuni i ervono del olo Ritargirio , o aieme


,, col Minio in minore quantit . Poi i accia bo

,, lire in tanto , che tutta l acqua ia sfumata


,,il che i conocer, miurando lolio col detto
,, batoncino. Si deve per avvertire, che prima."
,, di tutto il conumo dell' acqua, ar bene leva
a, re il acchetto delle polveri, acciocch non re

,, ti abbruggiato dall' olio , e reino con eo me


,,colate le polveri.,, Sin qui il uddetto Autore.

Sha per da apere ,

che alcuni, con ottimo

ucceo, vi pongono una porzione di Fumo di


raa eguale a una delle uddette , ed unaltra pu
re di Cuperoai che una pecie di Vitriolo, che
nace in Germania , il quale , oltre laciuttar
3

mol

22

molto, comunica gran lucro all olio; egli be


per vero, che piglia alquanto l ocuro , e nelle
vernici chiare non erve s facilmente', per altro
quanto pi lolio avr del eccante , tanto pi i
avr vernice dura., e inalterabile . Devei notare

ancora , che la. regola del batoncino per la mi


ura, allace , mentre il acchetto s imbeve di
una. parte d' olio , e un altra i sfuma , onde

meglio erviri della penna, che poa nell olio,


e reando abbruggiata, ar fatto. Deei anco
- ra coniderare , che il acchetto non tocchi il va
o, ma tia alla. met dell olio , e ci i fa coll

obbligare il acchetto con un azza a un legno po


to u la ommit del vao, ov l' olio .

Seguita poi l altra ricetta d' olio cotto dell'Au


tor uddetto veramente perfetta ,le dite z ,, Si pren

n de l Olio di Lino , e potolo in un vao , vi


3) s' inonde uno opino di ba mbagia poco pi gro
n o di quello, che i uole adoperare nelle lucer-.

n ne, e dipoto talmente, che una. etremit di


:i eo cada in un altro vao alquanto pi bao ,
,,e i eponga al ole caldo , e i vedr l eetto
n del ione piegato , con cui i cava l acqua, men
tre l' olio ricaldato coler a goccia a goccia nel
,, vao vuoto , e ar chiarimo , e poco odore

2) d olio riterr. Si prenda poi detto olio , e i


Faccia cuocere con l acqua nel modo detto di
s, opra inieme con un bottone di tela, il quale
9, contenga olamente Ritargirio d oro, Critallo
z, macinato, e un poco di Biacca..

Cos i avr

,, un olio chiaro, e eccante a meraviglia. Tut


,,toci i deve are a Fuoco lento , e i avverta ,
,, che i devono levare le polveri prima, che del

,, tutto ia conumata l' acqua ,` la quale quando

,, vero il ne cagiona un bollore piacevole e


quan

w.. "-L

'

.WL. -_.w

...I

,, quando ci tutta l' acqua, e bolle con l olio ,


,, il bollore pi veemente . det olio cos chia
,,ricato , e eccant-e , deve imari ottimo pel`
,,incorporare colori; che del reo , quando la
,, Vernice dere eere nera inieme col bittumo
,,giudaico, la chiarezza non necearia. ,, Per

lo pii , chi vuol conocere la cottura dell olio , e


gli pone dentro una penna d animale, come
detto di opra.
_Il uddetto olio , cotto che ia. , rela opaco,
grao, e con moltavicoit, econ color cupo ,

ed aai corpo: Per purgare quelo , e renderlo


limpido, chiaro, e enza quella vicoit, i metta lolio cotto in un vao di terra vetriato, e i
prenda. calce viva,.bianca, vergine, e sarinata

ottilmente, i ponga in uno accioordinario, e


i acci quella calce opra lolio cotto, che
nel vao , e i laci tare cos per- no che detta
calce andata a fondo, e che i vedi ben chiaro
lolio, poi i decanta , .p pone in boccia, e nel
fondo ritroverete la calc

con la eccie , ed avre

te un olio belliimo, e perfetto .


Si deve avvertire, che per formare le Vernici

olioe tutte le Gomme opranominate non ono


egualmente buone per quea operazione,mentre

quelle che tengono dell umore acquoo , non i


unicono giammai con l' olio, e cos neceario
adoperar quelle, che hanno poco, o niente di

acquoo, e che iano reinoe , olioe , e vicoe .

L olio migliore per diciorre dette Gomme, a


parere di molti Dilettanti, e Scrittori, e ra gli

altri del opraccitato P. Bonanni Geuita al cap. 9.(


inrne, queklo di Seme di Lino cotto opra
decritto .
i

Biogna aver riguardo di non cadere in un er

B 4.
/

c..

rore,

--i-... ..

24
:ore , in cui cadono molti poco pratici in com

porre,Vernici , ed quello di mettere le GOm


me, e Reine nell olio prima , _che ia perfetta
mente cotto , e pecialmente la Sandracca, lIn
ceno, il Maice, e imili; ma i deve avvertire

dopo che lolio ar cotto , di laciarlo raffreddare ,

e pocia porvi entro la Sandraca, ea lento ucco


farlo incorporare, come meglio pieghi-:remo pit}
abbao, allorch tratteremo diuamente delle

operazioni delle Vernici.

.Del moo di fare lOlo di Trementina.


Rendi quella quantit che vuoi diTrementi
na di Venezia/di qualit migliore, e ponila
in un orinale di vetro ,

con una terza parte di

arena, e dilla a lento fuoco, che prima ucir


lo pirito, che' parer argento, e poi ortir l o

lio, come inegna. Fra Domenico Auda ne uoi


Segreti.

Vi

ono altri,

che danno altra .doe ,

che quella di porre in ogni libra di Trementina.


oncie due di arena , e cos anche i a l Acqua
di Raa, con cui ece anco l' olio, che poi i e

para dall acqua , come inegna il Fioravanti. Si


cava ancora lo Spirito di Trementina, il quale i
ha mediante nuova ditillazione dell olio di ea,

e con queto Spirito i cioglie l Ambra, o ia


Carabe .

Modo di preparare la Pace Greca, Immero


ad ez la pz'nguedine, che contiene in 5e
PIglia della Pece Greca , che ia ben gialla , e
traparente a imilitudine dellAmbra , avv'er*
,tendo bene, che non abbia parte alcuna di terra. ,
.

e rot

2;,

e rotta queta in pezzi minuti, e mea opra u

na pezza di tela bianca , eporla al ole in tem


po di Etate a qua"liare , e eguitare ad epor.
la, e

pezzarla nch

ia

divenuta arrida,

che il ole non trovi piti in ea alcuna vicoit


da dilruggere. Ma iccome accade di adoperarla
ancora l Inverno, in Cui manca il bencio del

ole; perci allora i pu purgare nella eguente


aai pit prea maniera. Si piglia
PCQ greca
della qualit uddetta, e i a liqueare al ucco,
e cos calda, e ciolta i getta in un vao pieno
di acqua fredda. , in ea maneggiandcla con le
mani n a tanto che ia divenuta dura per mo

do, che non i poa pili maneggiare; pocia li


quearla di nuovo, e di nuovo gettarla in altra.
acqua Fredda , e maneggiarla, e ci replicare
ino che ia divenuta dura, c enza vicoit : di

poi i a in polvere aai ottile, e i fa liqueare


a ucco lento in acqua di raa, rimenandola con

pattola di legno, ed ottima per le vernici ne,


adoperandola tiepida . Ogni voixa , che i mette la
lece greca nelle Vernici, non neceario , che

ia empre purgata. Lavate. la Trementina a pi,


e pi acque, perde ancor ea la vicoit.

Del modo di omar@ congura, fbglam do


ro ec., e ba rilievi alla Chin .
E robbe provenienti dalla China in Europa
quai tutte ono ornate di rabechi, gure,o
fogliami doro, dipoli per con qualche conil
ione, econ poca bella imetra, e guto , ela mag

gior parte coperti dalla vernice, e ci deriva dal.


non avere vernice chiara, e traparente, &WE-n*

do

2G

doi unicamente della loro Vernice cavata dalla.


Gomma, 0 a. Reina, che ila dalla corteccia,

fenduta che ia, dellArbore imile al Terebinto,


da. loro chiamato Ci, come aerice il P. Marti

no Martini nel uo Atlante Cinee , la quale


_per lo pii di color oco, e tale Reina la. incor
porandcon varj colori, ma i pi pregiati ono il
giallo, che saccoa all oro, ed il nero. Fanno

~ poi certi bai rilievi con polvere di mattoni cotti


niima. impaata con detta loro vernice , vche poi
indorano, e ne coloricono pochi. Volendo noi
imitare quei ba rilievi, e non avendo la loro
vernice, li potr farli intagliare in legno , 0p
pure in altra maniera a. beneplacito di chi opera ,

ed incolarli con colla orte, che a tale oggetto e


ne dimoreranno alcune, con dargli poi il mor

dente, e pocia dorarli con oglia doro , avver


tendo per, che ia. bene aciutta. la vernice , e

al reante del lavoro ne foe ata. data. , altri

menti ii attaccherebbe l'oro.

Li lavori poi di

Piante, Uccelli, Farfalle, e imili, devoni fare


con ottone in polvere. Avvertendo bene , che detta.

polvere diemperata con acqua di Gomma non


pu dare col pennello opra le vernici; ma biogna.
erviri del mordente , che coa dicilima.

Modo dattaccar Iforopra ?m/;vaglia coh,


mac vetri , ma'rmi, ed anche opra wr
m'c, e dipinti a olio .
SI piglia Ammoniacp in gomma, e i macina
opra il marmo con ugo d aglio , aggiungem
dovi l' acqua necearia per maneggiarlo col pen
nello, indi-l da ove {i vol dorare , ed avanti

che

.
27
` che i aciutti ci pone Y' oro , ed aciutto che {ila E
leva il uperuo colla bambagia slata..

Mordente, che jrve per rilievi, e i attacca


hpra il marmo , frro , ottone, ed
altri metalli.
[glia part eguali di Biacca, Bollo Armeno.
e Verderame, e incorpora il tutto con Vet
nice commune, e a. cenere calda entro un pigna.-`
to ridurrai il tutto da. adopera: cui pennello.
{tra Mordente eccellente .
Omma. Elmi oncie 1. , Spalatxo oncie 1. , olio
cotto oncie 6. , s'incorpora il tutto a fuoco
lento, e e gli aggiunge Terra. d ombra , e mi.
n-o ottilmente macinato, e queo a proporzione
del] corpo, che e gli vuol dare, e i adopera con
acqua. di Raa.~ Alcuni vi pongono anche un p0!
co di Cinabro.
'

Altri Mordenti .

'

Olo macinato con olio di noce , e e gli po


ne l oro quando vicino a. eccari
Biacca. , e Minio incorporato con olio cotto. .
Olio di lino oncie 1., Vernice liquida libre 1.,
Trementina. oncie x. Si unice aieme a fuoco
lento .
`
,,

Mor

28

;Mordente all uj d Inghilterra peri mettere


loro hpra la Carte.
I) un onzia di Gomma arabia non molto li
quida renduta , uniCe tanto di miele , che

non giunga a uperarla, perch non i aciutte


rebbe , che dicilmente, come i echerebbe trop

po e il miele ue poco, indi , ervata ugua


glianza. nella doe, i unice alla miura umo di
raa, o terra gialla di Roma ben na, o Biacca

quando e ne vuol ervire per l argento C la quale a


che {i ecchi anche pini prelto). Se poi tale inverni

catura. i eccae oltre il dovere , onde non prende

e l` oro; in tal cao alitandole opra lo ricever otti


mamente.
~ De Colori . i
Ari neceario parlare de', Colori, co quali
, uole ornare i lavori, che vengono invernica*
ti all'uo d Europa, e pecialmente di Francia,

e d Inghilterra , con quea dierenza. per , che


in que Paei hanno le Droghe, e Gomme di ot
tima perfezione, che qui in Italia non hanno.
Biogna oervare, di operare colle Vernici compo

e con Gomme'come praticava il P. jamart, c


come riferice il P. Atanaio Kircher nella ua Chi
na illumta, primo inventore ,ditali Vernici , e gi.
da altri perimentato , cio, e i adoperano vernici
fatte collo pirito {i tinga prima-il lavoro di legno ,
odaltra materia di quel colore, che pi aggrada,
emprato con la ea Vernice; e volendo il roo,
{i adopera` il Cinabro, Lacca na , o Carmine Il
nero , coll'Inchioro , N'ero n , 0 Fumo di raa. .

ll giallo , col Gottigomma , Zaaranno , Zanoli


no , o Giallo anto ec. Il turchino , collOltramare ,
Az

29

Azzurro di Berlino , Biadetto , o Smaltino no . Il'


paonazzo , col Tornaole. Ed il verde , col Ver
derame, Verde eterno, Verde giglio, Acqua ver

de, OCOI Verde, che abbao i decriver. ll co


lor di noce, col Fumo di raa, Minio, o Cina.
bro, e imili a piacimento, ed altri colori em

plici, o compoi, econdo il guo di chi opera.


Avvertendo , che li colori devono eere macinat
nimamente, e e qu'alche colore non riucie
proprio incorporandolo con la. vernice , ed in ipe

cie olioa, del quale e ne a prova con una piccola.,


porzione di colore e vernice; in tal cao per render- i
la. di quel colore , che pini piacer , meieri prima.
di dare detti colori , di uare opra il lavoro colla di
cotiche , o d altri carnacci , oppure garavella , o di

pece , quando non tornae meglio la gomma ara


bica, ch eer dee ben chiara.,- anch/ il lavoro
non s imbeva della vernice in troppa quantit ado
perata , e che li colori i rendano pi belli, pi va

ghi, ed aai pi vivaci.


Nelle Vernici olioe i uol are quello, che annoi
Chinei , i] uole Cio mecolare il colore colla verni
ce, e per formare il color nero , e quello di noce , da

loro piLi praticati, i dee adoperare lo Spalatro , c0


me pil abbao i dir, dove i tratter del modo

di comporle. La vernice, che i l col nero fino,


o Fumo di raa. per format il nero, la lutrzmo;

ma. quella fatta. coi Minio, e Cinahto mecolati


aieme per 'are un bel color di noce , la. lacia
no del luro, che rende la vernice. ,
Paeremo a morare diveri colori artefatti ,
che molto ervono a colorir lavori, ed incomin

cieremo dal Nero uato dagli Ebanii in Europa.


Per ar queto prende il legno Campecce ta
gliato minutamente, e per lo pazio di una. not
te

.v

u_

_,..__

"F._.7T...`

te si0 mette_ in infuione in fano, o ia licivo , o


come comunemente {i dice, licia. vergine, fatta 'a
poa , che non ia tata adoperata , n abbiatoccato
apone; dopo i fa bollire , nch il decotto calato

a fondo, lia di color paonazzo. Con queto i tin


ge il legno, dandogli due, o tre mani, e talvol
ta anche piu ; avvertendo , che ogni mano ia ben
ecca , prima di dare laltra . Ci fatto , e gli dar
opra due, o pi rnani di aceto, in cui lia ato

infuo ferro ruginoo , ed un poco di vitriolo , e


dopo , che ar aciutto , e gli replicher pi ma.
ni del uddetto decotto di Campecce, e poi due,
0 pimani dinchioro, e di poi lurarlo enza
cera olo per levargli la pelliccia, che uol lare;
e in ne i cuopre con pi mani di vernice; e i
avra un bellilmo nero limile allEbano.

. Inchicro jprno .
On olo nella uddetta operazione, main al

tre ancora neceario avere un inchioro


perfetto, il quale non s facilmente ritrova da
chi lo vende; e `'perch neceario, che a em
pre d una qualit., motrer qu il modo di far
lo, che lia adattabile a quei ui.
Vino bianco generoo , ed il pi attivo il nero ,
oncie 48. Galletto dria ammaccato, e non in

polvere, oncie 3. Vitriolo Romano intiero oncie 2.


Gomma Arabica oncie r. Legno Campecce oncie 3.
Scorza di Pomi Granati oncie 2. Scorza di Noce,cio

, la verde ben ecca; oncie 2. Ferro rugginoo oncie 4.


Si vuota il vino in una pentola nuova, e vi i

mette in infuione per due giorni il Campecce ,


.le Scorze, ed il Ferro, dopo fa. bollire aeme

$011 qu ingredienti, no che rei il vino net


to

31

to oncie 30- , e i cola per pezza. a, poi e~ gli


aggiunge le oncie 3. di Galletto, e i laciain in
fuione 'al ole ben caldo, oppure opra la cenere cal
da. otto giorni, maneggiandolo di ovente , pocia

colato , e gli aggiunge le oncie 2. di Vetriolo , e


lacia pure in infuione quattro giorni , maneg
giandolo come opra.. In ne e gli mette la gom
ma ciolta in vino generoo, -e i lacia altri` due

giorni al ole, o al caldo, movendolo pe,` e


poi i cola in vao vetriato, e meglio in vao di

vetro, che dopo alquanti giorni avrai un inchio


ro belliimo. Chi deidera. un inchiotro lucido
come vernice, gli aggiunga Allume di rocca, e
l avr, ma r aciutta dicilmente. Tutti quei
capi morti , ricavati dalle colatture , i rimetteran

no nella uddetta. pentola. con oncie 15. di vino,

. e i potranno per altri otto giorni al ole , e cos


tornera ad avereun inchiolro , che potr. ervire

per render correvole il primo , e divenie troppo

o.

Modo di zre il Carmina.


Rendi un Pentolino di ottone ben netto e poi

lito , e in eo poni ette fogliette d acqua pu


riima di pioggia, o di Fonte; poi a che a. fuoco len
to l acqua i ricaldi e bolla; quando bolle inibnd
in ea un quarto d' onzia di Cocciniglia canuta. pe
a, ed-ivi laciala tare bollendo per tutto quel
tempo , che impiegherai a contare dall' uno no al
300 dopo cui , aggiugnerai toto alla materia, che
'bolle otto granelli di allume di rocca ottilmente
pea, ritornando a contare dall uno no al 200.
Avverti per , che il bollore ia moderato, e con.

inuo, e vuoi che l operazione venga ben fatta.


Ci fatto leva il pentolino dal uoco , lacia rared.

da.

32

dare l'acqua , la qual!. quando ar divenuta fredda,


dar la volta , e diverr roa come angue . Poia.

leva con cucchiaro la porchizia uperziale, e poi


decanta il reo in piatti di majolica na bianca,
e laciali are 24 ore in luogo coperto , indi decan

ta l acqua , e conervala , e metti al ole i piatti,


erch i aciutti il fondo rimaovi , e do o aciutto,
?evao con pennello mondo , e conervalb in vetro .

Moda di fre il Carmina inf-:ignaro dal Pa


dre Bonanni, 0/16 -volgarmente i chia
ma Carmi/10 matto,
I prende Verzino di Farnabucco, guardando

di ciegliere quello che' di colore ranciato,


e odoroo , e i riduce in minutimc chegge,
o pure peto nel mortaro, li faccia bollire in
aceto illato, e bollendo, vi i aggiunga un p0
'co di Alume di rocca; quando avr, bollito cir
ca un quarto d ora , egli dee aggiugnere un poco
di polvere d oo di Seppia, la quale ha facolt
di tirare a s ogni immondezza , e rendere pur
gato il COlore: quando l' aceto conumato per
un terzo, o per met , i coli per pezza ottile,

e torni a bollire, con aggiugnervi altrettanto


aceto illato , quanto la :nera del primo, e poi li
lacia bollire per ino_ a tanto, che faccia puma ,
la quale deliramente i prende con cucchiaio, e
. pone' in conchiglia , e queta ecca che ar , re
itera- in polvere.

Per me o che un bel rolo,

che imita il Carmino, ma non relille n al o


le, n allumido, e e _li aceie il (garmxno con

tanta _facilit , dopo che il P. Bonanni amp il uo


Libro, cioe del 1720 lino al preente, molti avria
`

no,

33'

no dato mano all' opera `per ario, n i mante


rebbe in credito come i mantiene;

.Malo di rre Ia Lacca na irvendqi degli


avanzi reati nelloperazionerlel Carmina .
S I prenda un aco di liciva fatta con una lib
bra di oda, che-ia gagliarda; 1 ponga a.
bollire ,

quando bolle s inonda in ea i ri

maugli del Carmino colle collature ret-ate, e


cos i laci tare bollendo pel tempo di un mi
ei-ere. Dopo s abbia in pronto tm altro aco
d acqua ben calda fatta con onzie quattro di al
]ume di rocca ben purgara, e pi volte colata,
e i veri opra l" altra di oda, mecolando, et

agitando inieme cotei acque , nch alla uper


cie della mitura appaja chiuma. Bando ap

para, diai mano a competente porzion d acqua.


naturale

fredda,

e i getti in ea,

anch

poa are la precipita-.Zion del colore. Fatta che


ia, i decanti l acqua chiara, ed il marco ro
o, che rea in fondo del vao , i levi, e i `di~

enda opra una carta raccia , cui vuoli aver ot


topota. una pezza di raro teuto onde i venga.
poco a poco pogliando dell' umido che ha, ed
all ombra pini agevolmente i ecchi . Avvertai ,
che loperazione dee eer fatta in vao , o catti

no capace; e che neceario, che l acqua di o


da ia ben chiara., e ranata , pelcui ne i a
Paare pi volte, e nch diverr del color dell
oro per cartaugante on-appota ad una tela chia
ra, u la quale ia prima tata tacciata all al
tezza di qualche linea cenere ben ottile.
C i

Per

Per zre lAzzurro di Berlino;

Angue di Bue , che non olo ia tato coo,


et agitato nell atto, che dalle vene dellani
anale can-nato gorga fuori per impedire, che
dall aria non i coagoli, ma paato ancora, per
` tela chiara. onde ottilizzare i poa; e i pone,b
in un vao di terra ben vernicato, o in un altro
di rame tagnato a eccare, adoperaridoi, che

il calore del fuoco a tal vopoo preparato ia me


diocre , perche foe violento , potrebbe poglia-`
re il angue del uo ale volatile, dal quale
vuol, che dipendail colore . Gli altri ingredien-f
ti po'i , che van con. eo , ono li eguenti. Sale
cavato dalla cenere. comune, eccato a qualunque

grado di fuoco, e ben guardato dall aria umida ,

onde non i ciolga; et Allume di rocca. Il m0


do di fabbricarlo il eguente .~
Si prende una libbra del ale di cenere , et un

altra del- angue preparato come opra, -e ridotti


in ottil polvere , i mettono inieme a. fonderi,
e a calcinari in un crogiuolo di ferro, o in al~
tro omigliante vao in mezzo a gran fuoco di
fornello, avvertendo che qualunque ia il reci

piente, eer dee capace di maggior quantit , 0n

de rear vi poa un terzo di vano . Bando la.


fuione comincia a fari , biogna con una pato
la di ferro andar mecolando la mitura, e proc

curare, che non i attacchi alle pareti del vao ;


n crecendo il fuoco, e con violenza bollendo ,
s alzi alla ua bocca , e fuor d eo i pandag.

Cos i dovr continuare ad operare, nche il


tutto non i veda ridotto, come tagno fuo', -`
calcinato.

Cornpiuta in tal modo la calcinazron della ma


te-.'

35

teria, edeei
cavar
dal ioco
conununa
tanaglia
vao,
verar
la fuione
opra.
piatto
di ieril
ro , rompendo in pezzetti colla. tea tanaglia i
Corpi calcinati inieme., i quali ripoi in un vao
di terra, s hanno a guardare dall aria .

Ci fatto i prenderanno libbre quattro di Allu


me di rocca, e i .porta-nno in un vao di rame,
e veratevi opra libbre quattordici d acqua -comu
ne, o di pioggia,

i metter. al fuoco,

e opr

;eo i lacier tare , nch lAllume ia. ben di


ciolto nellacqua. Ottentto un tal ne i Feltre-4
ra l' acqua alluminoa , e perch venga. chiarii
ma nel fltrarla , rporr tra. due pezze un foglio
di carta ugante , e i ar Che la colatura gron

di in un vao di terra ben 'vernicato, e pulito.


Fatta quet' operazione i prenderanno libbre
tre di angue Col ale calcinato come opra , e i

por-ranno in un vao di rame verandoli addoo


libbre nove di acqua comune, o di pioggia, op
pure di fonte, che meglio arebbe, e i faranno

bollire. ainch n eali il ale volatile. Appreo


feltrerla decozione calda com con mag
gior diligenza ancora di quella, che i us nel
feltrare lacqua alluminoa, la quale dee eere
ato. preparata prima di ar la bollitnra della
materia calcinata, e ripoa in un vao di terra
ben vernicato. Per proeguire l operazione, i
dar. mano ad un vao di rame , che ia capace
di cento libbre d acqua almeno, e in eo i ver
er prima lacqua alluminoa -, che ia calda , indi ,
opra queta, l altre in cui i] bollita la materia.
calcinata, avvertendo di rimuovere la mitura,
con Una pattola di legno; onde la-chiuma, che

venne dalla union delle materie alla upercie


eccrtata dalla eervecenza delle particole allumia

C 2

I
I

noe

36

noe e aline, i cemi, e vanica . Svanita che


ia, i copre, e cos coperta i lacia per ore do
dici almeno quietare , e rareddare la mitura dell'
acque unite, anch le agitata particelle in ia
to di quiete i precipitino , e faccian edimento;
_per aver il quale meno imperfetto embra , che
i potee ceata leervecenza, e in coneguen

za vanita la chiuma , feltrare la materia. Per


ar la feltrazione bene , i deve adoperare un pan
no, lino, che non abbia peli, anch la materia

pit} groa , che reta ad eo attaccata nel paag


gio dell acqua, facilmente i ditacchi. La pe

zie di pata bianchiccia, e un poco cerulea, che


caver dalla pezza ,

i dovr porre di

nuovo

nel vao di .rame , cui i vereranno opra libbre


:14 d acqua comune, nella quale fieno ate ciol
te libbre quattro di Allume di rocca ervendoi

nello cioglierla dello teo metodo, che nella.


prima s' tenuto - Nel verare che i far l' acqua
alluminoa opra l accennata. pata, biogna per
Unir bene le materie , mecolare con un legno,
e rimuover l' acqua d' attorno, n da tal opera.
deitere, nch l' eccitata chiuma , che dalla for

za delle
particole
tumultuanti
alladitrutta.
uper
cie
dell acqua
determinata,
nonviene`
trovii
Ottenuto un tal. ne, i dee laciare in quiete la.
materia per dodici ore almeno, paate le qua
li , s ha a levar l acqua chiara decantandola , proc
curando di uare ogni diligenza, che con ea.
non eca niente di fondo- Anzi conigliano alcu
ni il feltrarla , acciocch niente di colore i perda.

Se l acqua nel paare conduce eco del torchino ,


i dovr di nuovo ripaare, per aver maggior
quantit di colore. Il quale riucir molto bel
lo, e perfetto, e la decritta operazione i repli
cne

37

cher per la terza volta .

E e pure non bello ,

ma belliimo i volee, potrannoi adoperare al


tre libbre 4 di Allume ciolta in x4 dacqua co
rnune, e cos ritacendo l operazione pi volte
decritta , i avr.

Terminata dunque l ultima delle operazioni


te dette , i dovr con detrezza colare l acqua ,

e opra. il colore che reter nel fondo delWao


tornare a verare libbre 18 d acqua piovana, o
di fonte chiarima, ane di purgare il colore;
per la qual coa i dar mano ad una pattola di
\
legno, e i rimener la materia n tanto che ia.
ben bene mecolata. Si lacier poi in quiete , e
fatta la precipitazion del colore , i eparer dall
acqua detramente decantandola , e colandola .
Tali lozioni i poono replicare tre o quattro
volte, e econdo il biogno.

Si vuol notare , che per conocere e l opera


zion ia venuta perfetta', non ol l acqua., ma il

colore medeimo eer dee di apor dolce; impe


rocch un tal apore motra chiaramente, che l
Allume di rocca del tutto perduto; e cos ha.
da eere , perch, e ve ne foe qualche porzion

rimata, il colore non potrebbe diri di tutta la


perezion, che i cerca.
Se mai avvenie, come non di rado avviene,
che il colore tendee qualche poco al bianco,
l accorto operatore dee ceare dall operare, per
ch non olo non potrebbe giovargli; ma perde
rebbe il tempo tirando innanzi ad operare.

Levato poi il colore dal Fondo del vao, i ten


der
cartaalpulitima
opra uno,
ozp'itopra
piattiuna
grandi
biogno, ditea
e i `ripotr
all' l
ombra , e non al ole, o al toco , perch i
ecchiae` i :a:
C gl
La

38

La. decritta operaZione come ogn un vede


molto porca., faticoa e rincrecevole; il perch
non diperi , chi in ea non perito, e alle

prime o econde prove non ci riece. Il tempo,


la derezza, e la pazienza fanno l uomo mac*

tro in ogni pi ardua coa!.v


Modo di fare un bellimo verde.
IL eguente colore, il pit bello, che vedere
i poa, il quale vela e non copre , e da que
ta compoizione i cavano pi colori.
Per ar dunque coteo color verde, i piglia
un onzia di Verde rame no , un onzia di verde
eterno, una di Giallo anto , una di Cremor di
tartaro, e ei grani, e meno ancora di Allu

me di rocca. Improntati tutti quei colori,


macinano ottililimamente, no a renderli im
palpabili, ed uniti al Cremor di tartaro pon
gono in una boccia di vetro in cui lia tato pri
ma poo un bicchier di aceto bianco ben orte,

cui dovr aggiugnere l Allume di rocca. ben


.:macinato anch egli, acci cavi uora il verde, e
dia il lucido al colore. Avverta che e i meb
tee in uo maggior quantit. d Allume, il Ver
de non riucirebbe bello e chiaro; ma pi tolto
i verrebbe ad avere un coloraccio contornato di
un giallo diagradevole.. Per provvedere per a.

queo , quando un tale accidente oe accaduto;


biogna accrecere la doe di tutti glingredienti ,
e quella del Cremor di tartaro ancora.,

empre

in ugual porzione , onde con ci vengai a cor~

reggere quella. dellAllume alterata. Ci arto.


e chiua la boccia, i epone al ole, ed ivi {i fa
lime, nch -l aceto ha. preo colore, 1 fatto

un

39
un poco confiente, e vede` eer il tutto a

perezion venuto. AVVertai per , che ul princi


pio , vale a. dire ne primi giorni, biogna qual
che volta agitar la. materia nella boccia , onde
[meglio l une coe i comuniclino all altre. Ca*
vata

cos

la. tintura verde,

1 decanta il liquor

chiaro in un altro vao, oppure in cappe , e

fa. eccare. Sul capo morto poi relato nella boc


cia, li vera nuovamente altro aceto ben chiaro,

agita come abbiam detto la materia, i fa a.


re al ole , come {i ece l altra , e ridotta la tin
tura a perfezione, deramente i decanta , onde

col chiaro non venga niente di fondo, e i unice

all altra prima cavata. Qrea operazione i po


tr replicare nch vedai,` che la materia ulla.

quale i rimette l aceto da colore perfetto. Da


queo i eraggono ancora altri belliimi colo
ri.

Perch ,

enza il Giallo anto,

viene un

Verde curo; con poco, i avr. meno oCoro; e


con moltiimo, vale a. dite con doe ardita, di

verr un Verde aai aperto ed provato .

Modo che tengono a Manpeller di Francia


per fare il Verde Rameina.
SI prendono due piccole Olle di terra. ben vet
- nicate, -o in ua. veCe due pentole acconcie
al biogno; in ee i diribuicono due boccali
in circa di vino bianco buono, il quale arrivi
colla ua. altezza ad occupare la met del cavo
del vao,

poco pi, poco

meno .

Diribuito

il vino negli accennati vai , i prenderanno al


cune ottili verghEtte di legno capaci a oenere il peo., che vi S ha a por opra, e i accomode
ranno tra loro intrecciate opra la. upercie del
~

C 4

'vino,

40
vino, il qualenon dee eere da loro in niura~
conto toccato. Cos dipoe, i deono coprire di

grapi ecchi cui avano appiccati gli acini dell


uva , e farlo in maniera , che il vino non rei
neppur eo tocco dalli~ medeimi. Ci fatto , i
.prendano lare piccole di Rame della grandezza
e gura d una carta. da giocare, pi groe per ,
e i accomodano, e diendono opra li grapi, e
cos di mano in mano colle {tee cautele adoperan
do , puoi venire riempiendo il continente , che

laci vuoto il quale riempiuto che sabbia, devei


coprire con uno trato di paglia all altezza quai di
un piede, per difendere , per quanto mai {i pu , la.
racchiua materia dall'aria. Chiuo cos il' vao ,
i lacia are per lo, o 12 giorni almeno, onde
la Forza del vino, che nel endo poa far u

blimare ulla upercie del rame una pecie di


polvere , 0 chiuma verde ed umida;

per eraer

la quale, conviene cavar fuori del vao le lare,


metterle a eccare all' aria , anch eccata l ap~

par-a chiuma. i poa rapare, e cos raccogliere


il Verde rame. Quet operazione pu rifare,
nch _durino le latre, e oglion durare da tre
anni in circa. Avvertai per, volendo ci repli

Cilca di pulir bene- i vai , di adOperar grapi


nuovi, e di non variar l ordine precritto nell
altre coe; perch in altro modo adoperando, l
operazione non verrebbe probabilmente bene
Qiando riece felice, ogni vao , che vuol eere

pii too grande, .uol dare preoch una libbra


di Verde rame per volta, e pi ancora in tempo

di etate . E queto il color verde Rame, del qua

le non olo nc fannuo i dipintori, o miniator ,


ma i medicinalii-ancora &C
Co

4!

Color di Bronzo imile al vero.


I prende Terra verde di Verona, e i macina

in maniera coll' acqua , che diventi niima

Appreo, i unice con colla di cotiche, o di rita


gli, ed unita., e ne danno due 0 pi mani opra
quella tal coa, che vuoli dipinta a color di bron

zo , la quale dee prima eer ata velata di geo .


Ci fatto , i da mano a frammenti di Crogiuolo
nuovo , e i macinano pure con acqua , unendo
ad ei un po di Biacca quando i volee il colo
re piL chiaro. Preparato. cos la materia. del Cro-'
giuolo , i (tempera cos collaccennara colla , e i d
opra la Terra verde ana prima ecca , continuan

do a darcela, nch l opera non rieca. di pia


cimento. Fatto ancor queto, i vuol uare opra;

la uperzie del lavoro , Porporina, ed Ottone di


Germania macinato no, e particolarmente ne'
iti

piii epoti,

mentre embrer,

che venga

coperto il metallo a cagion di maneggiarlo, in.

eo-loro. Quet operazione merita pi buon gu


o , che inegnamenti. `
\
Per dare alla Lacco a color bellma.

I macina la Lacca nimamente con acqua,


pura, aggiugncndo ad ea nel macinarla due

o tre goccie d olio di 'Iartaro freco , o pi-an


cora, econdo la quantita della lacca, che i pre*

e a macinare. Con tale aggiunta acquier pi


bel colore, il quale addiverr ancor pi carico ,

e pit olio i adoprer. Ci fatto, i a eccare


all ombra .
Al*

*z

.Altro color @[5 .


L angue di Drago in lacrima, macinato con
apone, ed acqua un poco gommata, d un bel

color roo; crecendovi il apone , i ha un co-v

lor cremii; tornando ad augmentare la. quantit.


del apone, ece fuori un bel Perichino ; ed uan
done poco aai, il color i fa di Carmino .

.A fare un bel campo rq, come mno in


Francia , ed in 1nghlterra.
Rima d- ogni coa, ir d opra il lavoro una,

o pi mani di geo emperato con collav co


me anno gli Indorator'i; e pocia i uguaglia col
raetto, e i pulice. Ci fatto, e gli d una.
manto 'di minio, o piii, ciolto con colladi pece,
cercando, che la diribuzion

del

colore venga.

uguale ,- indi un altra, o pi mani di lacca na


( ecco il minio che ia) quando ocuro/ {i voglia.
Se poi chiaro, e brillante li deidera, li copre

d' una o di pi mani di Cinabro macinato , ed


incorporato colla Lacca, e quando queo colore
ecco , i vela di Carmino, nch torni a pia
cimenta, ed il color ia uguale. Indi a uo tem

po gli i da opra una vernice chiara, e na `fat


ta collo pirito di vino.

E d avvertire,

che il

Carmino deei ciogliere, ediemprare con acqua


di -tonte, o di ume, o di pioggia, e -non con
q-iella di pozzo, mentre quea fa diventar il co
lore quali morello , e la gomma Arabica, e mol
to pi quella delruni lo fa. prendere colore pi

chiaro e bello.

-
.Ma

43

Moda dzrc una belh'ima macchia


di Tartaruca .

*\

Reparato ci , che i vuol macchiare, e gli


d prima un colore tendente al giallo sbia
dato, ed a luogo a luogo qualche piccolo tocco
d ombra di Minio, che appena appaja. . Pecia
e gli da opra un colore ocuro eprimente le mac
chie dellalartaruca al naturale, proccurando di

laciar intatte le macchie gialiccie, e quelle che


tendono al roiccio; e e ne poono are ancora_
dell' altre col ramichiare il Minio col nero.

Della Porpo'rna .
A porporina ,i macina con un dito in una co
della.,

entro cui ia orina chiara,

o licrva.

vergine. Macinata che ia,i lacia precipitare afon

do , decantando poi con detrezz'a o lorina , o la li*


civa adoperata. . Ci fatto ,

replica l operazioo

medeima , nch il uido uato ia chiaro addive

nuto; in appreo i ,cola per pezza, e colato,


unice alla materia che reta ulla pezza Zafe.
rano , ciogliendo in appreo la mitura con '
acqua di gomma. Serve queta Porporina cos pre
parata per dare naturalezza a. qualche lavoro,

quando vogliai, cheimiti il Bronzo.

Per imitare il Lapis Lazul .


1 Prende Azzurro di Berlino , ovvero Smaltino
no , e i tempra con Vernice di Gomma Lacca,

e prima, che ia ecco i pruzza con polvere d 0:0 5


quando ar aciutto i ricopre con Vernice bianca

PIL volte, e poi i pulice .

` .Per
4

44

'

Per imitare il Pordo .


\

I a il fondo con Bruno d Inghilterra , ed un


poco di nero; i pruzza poi con Bracca, e '
copre con pi mani di Vernice chiara..

De Sbru .

/
Ari ono gli Sbru, che vengono dalla. Ger
mania, fra i quali ve n ha una. orte, che
embra Rame ridotto in polvere, e queo i a
con piu tinte unite inieme. Per diribuirlo o
pra li colori, i prende un tubo piccolo di latta,
cio un canoncno, il quale in una delle di lui
etremit i chiude con un poco di tela da ac
cio, onde poa per ea paare la. polvere , che
i vuol sbruare . Cos accomodato , i metta una.
prea della materia polverata nel tubuletto, e

oando in eo , vienli a diribuire dove i vuo~


le. Si lo sbruo del color dell oro,

che vela

to con vernice di paltro, diventa di colore i


mile a quello del Rame. Q_uello dicolore ugua
le all Argento, velato colla Vernice di color d
Oro, pare Oro. Colli sbru s imita la Pietra.
venturina .
-

Modo di pulire, e lurare le VEmic .


Utte le Vernici per ne che ieno, eben ma?

iiplilate, non ritengono per in equel bel v


luro, che aver dovrebbono; perch in Enropa.
pochi i dilettano di pulirle, di luirarle, non.
che di renderle piane, uguali , e. lucide come un

critallo, come 'praticano li Cinei. A queto


ne dunque., ed a perfezionamento de lavori di
-

Ver- - 3

45

Vernici, porteremo qu il modo Facile di appia


narle, dar loro il lucido , e render vaghi ,

tutta perfezione i medeimi lavori.

ed a

Primieramente deei~apere, che quei lavori


opra i quali i vogliono lutrarele Vernici, ricerd
cano nel ci are divertita di maniere . Perch ,

e la Vernice che i vuole adoperare di Gomme

ciolte collo-Spirito di vino, biogna in tal cao


dar opra il lavoro molte, e molte mani di Ver
nice, arrivando alcune iate no alle 20; e poi

la Vernice da uari olioa , iccome ha in e


pi corpo, ed pi dena dell altra', cos opra.
il lavoro non ci ar-biogno di dar tante mani.
Ora paando al *modo di pulire le dette vernici ;

devei in pri-mo luogo oervare, cle la. data Ver


nice di qualunque orte ella. iai , ha da eere per~
fettamente ecca, perch non eendo, i ver-feb.
be a conciare, non a pulire la upercie di lei,
che ad uguagliare, ed a lutrare i prende.

Do

po, i piglia Pomice macinata niimamente, la


quale i trova nelle ocine decolorari', la qual

polvere di Pomice i deve inumidire del tutto con


acqua chiara, e poi con pelle di Cerviotto, oppu

re col Sovero , che ia. enza gruppi, e chietto,


bagnato in detta Pomice i frega leggermente la.
Vernice in modo , che reti uguale, e enza egni;
dii leggiermente , perch e i calcae la mano , i
corre-rebbe richio di portar via la Vernice, e di

{coprire il legno, od altro opra. cui i foe data.


Renduta cos uguale la vernice, vanir il luci
do , e vanendo reter pallida; nella cui circotan

zavolendole ridonare il lutro; prenderete ( ep


pure non vi piacele, ricoprire la. upercie ugua
glia a con un altra mano di vernice liqurda )` pren~ derete dii, una pezza di lino ottile, che non ia
cab

45

cabbra , non abbia cuciture, od altro , che siegiar


POLZ- la Vernice, e bagnata prima nellQlio d oli
vo , pia-cia nella polvere di Tripolo macinato ni

imamente, ronerete leggermente la upercie


della Vernice, e cos a poco a poco, diverr lu

cidiima come era. innanzi , che i 'ugualiae col*


"la polvere di Pomice. Per lei-ar poi dalla medei
ma l unto laciatevi dall'Olio adoperato, i deve

prendere il or di arina, e con eo regando con


derezza il lavoro, manifeera turto il luro.
Anche per guet ultima operazione i vuole ado
perare una pezza bianca, e ben licia.
S avverte in ne, chi vuol porre oro, guri
ne , ori , 0d altro per ornamento , opra. il_ lavoro ,

convien farlo , prima che gli i dia lultima mano .


`

Dc] modo che s ha a tenere per cuocere


le Vernici .

I A maggior Fatica, che poa are uno che ia o


J dilettante, o principiante in quet arte ,

quella. a. mio credere di cuocere perfettamente le


Vernici . Puo bene inegnare, ma non i arri
vera giammai, e non e , colla lunga perienza ad
apprendere ci che e neceario per ben riucir

vi, tanto pi, che poche ono le Vernici, che i


adoperano , enza prima aver dato loro la nece
aria cottura. Non pertanto m ingegner di ua
re ogni per me maggior chiarezza nel proporre
le regole, che in una s atta operazione i u-
gliono tenere, le quali poi anche pi chiaramen
te i tratteranno , quando i parler a parte a par
te delle variet delle Vernici, non che in particola

re di que-lle, che ricercano particolari cotture,

enza coarmi punto'dal metodo inegnato dagli


,

Au

\ 47

Autori , che hanno critto opra. tale dilettevl ma


"teria. E perch ve n hanno alcune, che ricerca
ro una lunga, e diligente cottura, per cui are
ha'vVi metieri di un fuoco lungo anzi che no,
uniforme, e di moderata intenione, per .dar

campo alleGomme di perfettamente ciori , e ben


bene incorporarti colla materia nella quale i on
pote a disfari; quindi che~eguendo'gl ine
gnamenti. del dotto Padre Bonanni poti al cap.
:u del uo libro, non olo verr adoperandomi
per coneguire `il ne, che propoto mi ono per
riguardo alla cottura delle Vernici; ma propor
r-in oltre il metodo, che s ha a tenere , per
ch i vetri poti al fuoco non coppino crepan

dQe per meglio eprimermi, uer le medei


meparole, che ua l anzi detto chiarimo Pa.
xde', 'il quale cos ii-eprime ogliono (dice lo

n teo ) molti erviri del Bagno Maria, che


_n quando i pone il vao della vernice, dentro
n ad un altro pienorl acqua, la quale mentre
n bolle per il fuoco,

opra cui collocata , co

munica il uocalore alle Gomme inclue nel

Vao immero nell. acqua, e queto modo


3, buenimo; ma perch il bollore dell acqua
,, non cos 'facile ad eere' regolato in modo ,
,fiche ia empre uniforme , e richiede l aiten
n za- dichi opera, meglio ar praticare altro

z, modo, il quale ar pi facile, piu uniforme,


z, e di minor briga, potendoi uno anche aicu
,~, rare, mentre dorme, che il. fuoco operi con
,, uniformit di calore, e i faccia un' ottima. *di*

ai getione delle Gomme racchiue nel vetro .


Il vao dunque in cui i porranno a cuocere
,, ingredienti per ciacuna delle predette vernici ,
,, deve'legeri tale, che ia capace due Volte pi
.

, de.

e".

Wan-.WM. -

--**

.w,

, ,._W

48

z) della materia, che vi i_ pone, poich dovendo


,, la bocca di eo eere angua, e ben chiua,
,, come i

z,
,,
z,
,,

fa nel lambicco, potranno li

piriti

della vernice raggirari in eo, e enza 'vapo


rare, ciogliere con la loro attivit le Gomme
inue. Deve in econdo luogo `eere di gura
tondeggiante enza riprea nel fondo, perch

,, facilmente potrebbe crepare detto vao, cos i

,, pu por-re , o nel Bagno Maria , o nel Bagno det


,, to di Arena, il quale non altro, che una.
,, cudella di Rame piena di Arena., 0 di Cenere,

,, nella quale simmerge il vetro, ino al egno


,,
,,
,,
,,

della materia deliinata alla cottura: Sotto tali


vai i deve accendere il fuoco , e acciocch que
o ia di tale attivit uciente alla. cottura
deiderata, e duri per molte ore nell opera

,, zione empre uniforme, nOn vi il miglior


z., modo, che erviri di un Fornello detto a ven
,, to, e fra tutti li Fornelli di tal genere lotti
*WP-

,, mo quello, che qui decrivo per quelli, alli


- ,, quali non noto , e piegher il mcdo di ervir

,, ene. Si veda in -ne la Figura prima . A B m0

,, ranonella parte uperiore orizzontale un buco


,, tondo , opra cui i deve porre la cudella di Rame
,, piena di Arena, o acqua con entrovi il vao della

,, vernice L' I) . Il Tubo E F , i deve empire di car


,, bone , e poi chiudere la ua bocca con coperchio di
Terra imile a quella, di cui i fabbricato il
,, Fornello, ed a ne, che s impedica l' ingre

,, o libero allaria, li chiuder la feura, che


,, paa tra il coperchio,

e l oricio del luboz

,, con ovrapporvi della cenere. Per il buco ante-`


riore G incavato a cono nel Fornello , e di com
petente grandezza, i da ,ucco al carbone cala*
.
`
)v
,, to nel vano interno del fornello del Tubo .lr-'l z,

J)

o) e l

49'

a) qualo buco ancora chiudera con turraccio pa


), rimenti di gura conica , proporzionato al di lui
z, incavo, come vedeti in I. Servendoi empre per

z, tali turacci della medeima Creta, con cui l'or

mai il Fornello. Nel lato poi, e luogo H


:2 quai u la bae del Fornello dovr eervi un'
z, altra apertura. in forma. di una piccola porti
z, cella tonda, e col uo turaccio, che almeno
,, nella ua parte uperiore convea entri dentro
,, al_ vano del buco, degradando a cono , come

,, pu vederi in S . Queto buco H chiamai Ci


,,
,,
z.,
,,
z,
,,
,,

nerario ervendo a fine di potere comodamen


te etraere con una Palettina la Cenere caduta,
nel vano inferiore del Fernello, dalla. graticcia.
opra cui ardono i Carboni otto il 'Iubo E F. ,
e buco AB , dovendo detta graticcia di ferro
eere poa quai orizzontale al buco G con
forme motra la linea. accennata a punti otto

,, il detto buco G,

ed acci meglio poa coni

,, derari il tutto, veggai al numero 2. L0 Spac


,, cato del propollo Lomello, ove apparicono lc

,, ue parti interiori, e ono AB il vano, che


9, riceve la Scudella del piu volte nominato Ba.
,, gno. EF il Tubo pieno di Carbone,

chiuo

,, nella bocca E , il qual Tubo corriponde nel


,, vano di otto LM non molto ditante dal bu

,, co AB, otto cui principalmente devono ee

,,_ re accei i CarbOni LM , che rappreenta tut


,, to il vano interiore del Fornello , e divio in
,, K con una graticeia di ferro

per oenere i

' ,, carboni accei nel vano uperiore L, e per de


,, porre la loro cenere nel vano inferiore M.. .
,, G poto in mezzo al circolo de punti, rap~
,, preentante il luogo, che deve avere il buco

,, per accendere il ucco , qual buco , come -detto,


n e.

5
.
quai orizzontale alla. gratccia K . Finalmen
te H rappreenta la porticella del Canerario.
z, cavata.. nella. parte uperiore a cono nella. gro
z

,, ezza del Fornello, e a detta. forma conica de*


G come l detto ,
D) ve eere ancora la bucca

e ci a ne di poter meglio regolare co' loro


corlimili toracci l aria, che giocando per que
2 w ti due buchi G,` ed H mantengono acceo
n il fuoco, e conervano quel grado di calore,
,I con cui i Vuole, che operi intorno al Bagno,
9)

>

mentre e i buchi i lacieranno molto aperti,


molto ar l accenione, e calore del fuoco,
molto eendo l aria, che s introduce; minore

poi l' una, e l altra e pi i chiuderanno

2)

li detti buchi, per la minor aria , che rice-

ver-anno. Onde che il fuoco reer empre

a)

in nno eo grado, ei detti turacci man

>1
:n

teranno empre in quella poitura, che i adat


tarono al principio ne lorobuchi; che e que

t'ri aprero del tutto , e molto pi e coper

chiae la bocca del Tubo E F. preo i accen

derebbero tutti i carboni, e il calore creCereb

,a

be all ultimo grado; all oppoto poi e del 'tut

>1

to i chiudeero, mentre ceando la. comuni


cazione dell aria, i einguerebbe il ucco, ed

Dv

il calore cearebbe aatto nel detto Fornello


a vento. Quello modo ottimo per avere em

2)

pre il medeimo grado di calore, con 'cui

D)

J)

faccia unottima digetione nel vao ricaldato,


e enza eere obbligato alla continua atcen
za, acciocch i mantenga il fuoco, e 1 dige

rica. la` materia , che i fa bollire.

,, Nello teo tempo poono cnccere gli Olj ,


i e li piriti di Trementina z Pece Greca, Ragia
,, di Pino , e l Olio di Lino , e comporre fatte le

e"

. i
,, Vernici Oliginoe,, Sin qu il detto Padre Bow
nanni. Ora paeremo ad altre coe necearie
\per operare nelle uddette Vernici, e ono li Lu
ti, e Cole, ed alli Gradi del Fuoco.
Gradi del Foca .
Uoco di( primo grado s' ottiene con due , o
tre piccoli carboni accei .
Di econdo con tre ,. oquattro.
.
Di terzo con tanti, quanti i vedono abbio

gnare per ar bollire una pignatta..


5 Per avere il quarto poi, `vuol la biogna, che
i uino carboni di legna valevole ad eccitare una
erema violenza.

[Modo di hre il Loto detto della Sapz'enZa.


Rendai creta ben tenace , e fatta. ben bene

eccare i polverizzi ottilmente.\Ci fatto i


ciolga con acqua, e gli i unica erco di ca
Vallo , chiara d ovi, sbattuta , ed incorporato il
tutto aieme, i manegf, nch vedai il bio

gno.

Preparato cos coteo Loto, sintonaca il

Lambicco, o Saggiuolo per di fuori, e i lacia

bene eccare prima di porre o l' uno, o' l altro


al fuoco .

Per zre' un altro Loto petftfmo molto


neoczria nella operazioni delle Vernici .
l prender onc. s. di Trementina cruda. ,una
di tereo d'Aino,

un

di quella polvere di_

eo che n ulla ceppe dell Incudine deFab


bn_ Ferrari, due di Cimatura di lana; indi .in
I) 2
cor

AWWN

Q .` w x `

52

corporato il tutto aeme , e 'ne a uo, avver


tendo per di non adoperare il vao lotato e pri
ma la lotatura non a ben eccata, o al ole,
o all ombra.

Loto, o Colla per Ii Lambicch .


)

Chiuder bene le giunture deLambicch'


adopera. comunemente

la Colla di Paa,

colla carta , la quale , enza pii , molte volte uo


le di per e ola baare; quando per nella ma.
-"teria, che deei lambiccare entra lo pirito di
Vino, embra che non 'ia uciente, e perci

meieri ar uo della eguente come pi valevo


le, e cura. Si prende dunque Colla di or di
Farina. di Frumento, e Calce viva ottilmente
polverizzata alla. quantit. di un onzia per orte;
bollo Armeno in polvere non pii di una mezza;
chiara d ovo ben battuta quant bata per for

marne un impao di corpo competente. Di que


a Colla, o Loto, oltre luo che e ne vuol.

fare per chiudere le giunture de Lambicchi pii


icuramente coll aiuto della Vecica bagnata, o
della Carta`a tre, o quattro doppi per guaran
-tiri dall azione dello pirito di Vino , che uole ,

il pi delle volte corrodere il Loto adoperato, e


ne erve ancora. per coprire le crepature in qua
lunqu vao di vetro, o di terra, oprapponendo

a quelle de' primi (li-ati di carta a pi ordini per


ar che 1 unione i renda pi-forte , e pi reli
ente .
'

53

Azre un ara Colla, che attacca Ii Vetri,


le Porcellane, le quolic/ze, le O,

e imili.
P Rendai un pignatto nuovo , e e gli ponga
dentro Colla. Garavella ben chiara ,

e lim

pida. con tanta. quantit d acqua, che bati per


intenerirla; intenerita che ia. , Vuotii tutto l u
mido uperuo, e ad ea. Colla s unica ugo d

aglio colato per pezza., e mettai al uoco a bol


lire, n che i conoca eer cotta. Ci fatto
deei aggiugnere alla medeima un poco di biac
ca di Venezia ben macinata, e proccurare , che

il tutto venga. perfettamente incorporato; cos


adoperando , z avr una Colla ecace. E' dav
vertire per , che qualunque ia la materia , che
vogliai incollare, i hanno prima a. fregare i uoi

pezzi con aglio, o per ar meglio, toccarli col


di lui ugo dato u loro col pennello, ad eetto
che lincollatura venga ben fatta. Incollati , che
eno , ed uniti al lor tutto, conviene per ore 48

laciarli are in ripoo in luogo ove lax materia


poa, bene eccari , e diventar dura , e reiten

te, avendo riguardo di non toccarli, perch non


compongano. Tale incollatura reie allacqua ,
-ed al fuoco .

'

.Altra Colla , o Stucco .


I prenda. la polvere di Maice , la. Tremon
tina, e la Biacca polverizzata, e s incorpori

tutto'aieme , che ari-ai una materia molto te


nace.
D 3

Al

Altra .

Iglii Colla di Pece tagliata in minuctioli ,


s inondi nell acqua vita, e in ea li laci

are per ore 24.; poi i ponga al Fuoco a bolli

re, ed ivi i tenga, nch ia giunta ad acqui


are la conienza di Colla Garavella. Queta
attacca li Vetri, ed altro.

l
Altra .

l prende un Nervo di Bue ecco, e riducei,


percuotendolo opra un' Incudine da Fabbro
Ferrajo con un martello, in picciole particelle ,
delle quali e ne piglieranno quante e ne vogliono, ed inue nello Spirito di Vino, ivi i `lacie*

`
`
`
l

ranno, nch eno diventate molli, e tenere.

Ci ottenuto, i porr il vao al fuoco contenen


te la materia nello'Spirito di Vino inua, e

ar bollire n a tanto, che iai ridotta a Colla.

La quale quando fatta bene, e ia perfetta,


potra ervire ad incollar Vetri , Porcellane, O-

a ,. Scattol &c- potendoi alicurare, che il pez.


i zo incollato, non s facilmente torner a rom*

peri nel luogo, che ato unito.

Colla dz' Ferro tenacma.


_ Rendi Trementina di Venezia quanto vuoi,
ponila in una Scudella opra fuoco lento,
ed ivi laciala are, finch abbia nito di fuma
re , e tai delle ue parti graoe purgata. Poi

piglia Limatura di .Ferro monda da. ogni ozzu


ra, e ponila nella trementina, e con eo-lei

ben bene incorporata, tornerai a farla cuocere


'

'

tan

P- i

~ 55

tanto quanto baia per farle prendere-conitenza


uguale a quella della Colla di paa. Con queta.
potrai unire groi pezzi di terra cotta. , vale a.
dire, Olle, Vai &CC- , non che Ae, Tavole, e
imili.
Servir
ancora
per turar
buchi
.ne reiie
vai ,
per
unire
macigni
&CC- Anche
queta
Colla
all' acqua, ed al fuoco .

Altra Colla per uj della Carra quando


e mcciata .
I pigli Zucchero oretto , e poto in un vao
di rame acconcio i faccia chiariicare. Chia

ricato che ia, sinondano in eo budella del


Pece Sturione , e ribollir i faccia a cottura to
tale delle dette budella, vale a dire, nch in
eo reino *del tutto disfatta. Colii pocia la
materia, e i riponga al biogno. Quando i vo
lee acconciar Carta tracciata, i toccano imar

gini della racciatura con detta. Colla., diligen


temente i unicono , ed unita i conervano n
tanto che ecca. Meglio riece per a. diten
dere detta Colla opra un marmo, e formar Ca.

ramelle, colle quali inumidite che eno di Sci


liva. , i toccano i margini della Carta rotta, che

~ Vuoli acconciare .

Colla detta da bocca per incollare Ia Carta


per taglio .
Olla di Germania, o ia Garavella della pi
perfetta, bianca, e traparente, che trovare
.i poa, e Zucchero candito bianco a proporzione
della Colla', i pone ogni coa in un Pignattno
a proporzione della materia. uddetta, che ia
I) 4.
nuo

56
~
nuovo, e ben vetriato, che contenga tanto di
acqua', che ia'a proporzione della Colla, e Zuc
chero, ma in abbondanza per la coccitura , e
callo, che deve are; nell' acqua uddetta i pon
ne ad am mollire la Colla pezzata. in minuti pezzetti'
per in , che ar bene inumidita , e dopo e gli pon
,ne il Zucchero , dopo ci i faccia ogni coa bollire ,
nch la materia ia callata due terzi , e vedai ri

dottaa buona conitenza, levandogli continuata


mente tutta la chiuma , che ar con un cucchiaro .
Ci fatto ormarete pezzetti di detta Colla , come
Caramelle, e ene erve per tenerla in bocca ,

tanto , che venga ben \umida come ciolta per


darla alla carta, ad eetto di unirla. In cambio

della Garavella, i puole ervire delle budelle


dello Sturione cotte disatte nel Zuccaro uddetto.
Modo di adopererla .'

QUalivogliaiCartadtracciata i unice perfetta


mente, e volendoi unire due pezzi di Carta
a vocro piacere , che non foe tracciata, i opera
ella eguente forma. Si d come un mezzo taglio
leggero alli due pezzi diCarta , che volete unire
col Temperino, che egni la Carta per ino alla
met della ua groezza , e dopo i traccia laCar
ta in quel ito ove gli avete dato quel piccolo taglio,
e ad ambe le Carri dove le volete congiungere alie
me darete la Colla uddetta, che quella `barber
ta , che .ha Fatto la Carta. nello tracciarla coopera
molto alla pere/.ion dell unione, calcando la con'

,giuntura fatta con-l oo da lettere . Devei avverti


re di are l' operazione opra di una tavola piana , v
licia", e pulita , e di operare con omma diligenza ,
epazienza .
Delle

'57

Delle Vernici in particolare, e del


modo di manipolarle.
Di quella della China..
A. tanto decantata Vernice della China , in
L altro non conite, che in emplice Bittu

me, che dalli Chinei/i chiama C- Stilla


queto da alcune fenditure fatte a pota nella.

corza di alcuni alberi di miurata grandezza, i


quali naCOno unicamente ne Monti altiimi del

la Provincia diScuhvan. Viene un cotal Bitumc


econdo quello, che crive il Padre Vanhame Ge- `
uita in una ua lettera in data delli ro Febbra*v
j01697 conervato per lo pazio di vent anni da'

Cinei medeimi in certi vai di terra ben ritria

ta, quando abbiano la cautela di guardarlo da

tutto ci, che alterar- lo potee'. per cui fare lo


difendon dall aria, coprendo Con vciica. la bec
ca degli tei vai, e da tutt altro di imile:

Vendei queta bituminoa materia paoli tre Ro


mani la libbra col dove gronda: Ma in queti

Paei per la ua rarit , vendei dagli incettator


di quella ci che par loro.

Il modo di preparare queto Bitume per ados


perarlo il eguente. Pigliano libbre cinque del;
detto, e lo pongono in un Vao-di legno , che`
abbia la bocca larga, ed unita al medeimo al**
trettant'acqua di ume , o di'fonte , lo anno
tare un giorno intero al ole dEtate, e' e fo-~
e dInverno due giorni, indi a quando a quand

do lo vanno maneggiando ben bene' con una


.

an

,5.8

pattola_ , finch ia il tutto a dovere pi incorpora


to.v Cos preparato lo ripongono poi in, uno, o
pi vali imili alli mentovati di opra,

tenendo

lo ben guardato , e coperto ino a che lo voglia


no adoperare'. E queta la vernice de Chinei ,
la quale puoli dire pit naturale, che artefatta .
Ci fatto, prendono l' Olio di Girgil (non
avendo eglino quello d Oliva, o di Lino per ar
l Olio cotto come i pratica in Europa) il- qua
le eraggono da certi emi imili a que del Li
no , e di cui ne ann' uo per la ua buona quali

t anche ne mangiari, de quali emi trovaene


ancora nella. nora Italia, e 'particolarmente in
Sicilia col nome di emi di Giurguilena,v o Cur

giulena, che da Chinei oltre l Olio, che da e


cavano, i candicono ancora col miele per ren

derli pi grati al apore, mangiandoli come han


no in coume; ed indi lo anno cuocere a e

gno, che diventi giallo-curo, e deno. Sicch


quando vogliono ar uo della. opraddetta Verni
ce, prendono libbre cinque di C cotto, cio del

Bitume preparato nel modo opraepoo, ed on


` zie nove di Olio cotto di Girgil mecolando co
tee due materie aieme mee prima in un va
o di legno-al ole- Cui, volendo ar Vernice ne

ra, ogliono aggiugnerealcune dramme di viti-io


lo disat-to nellacqua .
.
'
L Chinei ogliono , prima di porre in opera
la loro Vernice , ar precedere una impremitura

compota di angue di porco, e di calce viva in


polvere' da dari opra quelle coe , che vogliono
vernicar nella lea maniera, che anno i do

ratori col Geo ,v e la Colla innanzi, che accian


uo dell oro; la quale pulicon poi, ecca che
ia, col loro pulimento, che in altro non cont;
e j

59

ie, che in polvere di mattoni cotti, e polver


di ruota d arrotare i ferri.
Ne legni ovra i quai non vuoli dare impri
mitura, uano in ua v'ece l Olio di' Gergili,

:il-

quale, quando ecco, danno opra la Vernice.


Nelle coe, poi gentil-i, e piane, come on per
eempio le Schier i Tavolini, le Scattole, e i
mili, danno prima una mano di Vernice', poi
ne luoghi, che adornar vogliono. Ditribuico
no , e dipongono le carte miniate, le qua
li per lo meZZo di un dente ben levigato al

lo impaiir della Vernice vanno con deirezza


pianando, ed adattando al piano u cui le po
ero, diligenza , la quale molte volte uperua ,

perch quando la carta tata a dover mea in


opera, da e i piana. Ci tatto, vanno repli~

cando le mani di Vernice, che abbiognano, pu


lendo , e ripulendo con un panno lino la uper-
cie della medeima ecca bene che ia; e nch

'vedei terminato a dovere il lavoro Tale Bitu


me lacia un lutro aai grande, come i rileva}

da una lettera del Padre Lodovico le Combo

critta alla Duchea di Buglione tampata l'an


no 1690.

Si deve notare ancora , che lavorando intorno


alla

opraddetta Vernice

della' China detta Cig

la quale vien di preente portata in Europa) re**


a danneggiato ,- chi non aUeatto .a manegs
giarla, o nOn munito di un qualche alutare' ~
antidoto, come lo ono coloro, che ne anno

uo : Perci per difenderi dal gonore, e_ dall'


aanno del petto ,- che uol comprendere gli in'
Cilmi fabbricandola,~ neceario. rima, e dopo

dl pori all opera ar bollite' per qualche tempo


nell' acqua pura .penne di Gallina., e con- qpella
a.,
{I

"u".4-

60

lavari e volto, e mani, come anno i Chine.


enza aciuttar. Con una tale cautela non i re

ter oeo, n nel eno del tatto, n in quel


lo dell adorato.

Della Vernice del Giappone .


A Vernice del Giappone non molto diimi-v
le da quella della China; ne altra differenza
paa tra l una l'.altra, e non, che il Bitume

uato dai Giapponei nel ar la loro nace da un


eme, che produce una pianticella, che vien da
loro trapiantata, e che creciuta. in Albero ia et
te anni prima, che cominci ad eer capace di
dare il ricercato frutto. A tale tato giunta, en
dono dalla cima Lpiede del tronco la corteccia
della Pianta con t .li non molto profondi, dai
/ quali, quando comincia a illare la materia bi
tuminoa , che in loro linguaggio chiamano Ururi ,
adattano alle piaghe illanti certe doccie, che
non olo raccolgono, ma conducono il liquido
bitume a grondare in un vao come di porcellana ,
che poi coprono con carta. inzuppata d olio , e cos
lo conervano dentr eo per lungo tempo . Il co
lore della raccolta materia tende pi al bianchiC
cio che no, e quando il tempo, che lo raccol
gono, da niuno i tocca , perciocch toccandolo
produce certo prudore nella carne di color , che
lo toccano, e fa ollevare alcune bolle aai do

loroe.
@randa nel Giappone vogliono adoperare la
uddetta Vernice, la preparano nel modo eguen
te.- Colano lo illato Bitume per panno lino due-r
volte, con queta avvertenza di non toccarlo [col
"

[u

61

le mani giammai; locch per are lo premono


tra due tavolette a guia di un torchio , e cos
fatto paare per tela, lo danno opra i loro la
vori, laciandolo dopo ben bene eccare. Qiian
.do eccato, ccprono la prima con un altra ma
no , avendo riguardo di tornarlo prima a ripa

are per altro panno di lino pulito, ponendo in


eo panno un poco di eta, Obambagia in fiocco,
Onde i ottilizzi meglio. La terza volta poi ado
perano nel maniera, che egue. Prendono cio
quella quantita di Bitume , che vogliono uare, e

la ritornano a colare per due volte', indi in tre

parti di detta Vernice, infondono una parte di


acqua, la quale pota. in un vao vicino al uoco la
vanno maneggiando con una Spatola di legno ,
nattantoch l acqua rei bene incorporata col Bi
tume, il quale poi maneggiato al caldo con la
detta acqua diventa di color nero. Fatta che ab

bia quea mutazion di colore, lunicono con_ un


olio da loro chiamato di Giugiulia, ,e cos- e ne
ervono. Il modo poi, che tengono nel* dare la
Vernice opra i lavori preparati il eguente.
Irendono il legno od altro , che vogliono verni
care, e cercano, che la upercie opra cui' deve
andar ditea la Vernice, ia ben pulita , licia , ed

uguale; la qual upercie e foe piana , oglieno


coprirla di tele ottili bagnate, di Vernice dalla par
te, che dee toccare il legno 3 la qual Vernice er

ve di Colla, n volendo uar tela , edoperano in


ua vece carta-

Attaccata ed aciutta la tela, 0

la carta adoperata , mettono li lavori in un ar


maro ad eetto, che vengano guardati dalla pol
vere, e che maggiormente i ecchino. Secchi e
ben aciutti, che -ieno, li cavan fuori, e dopo

aver dato loro unaltra mano di Vernice, li ri


pon

V.. w ..

1',

62

pongono come prima; e cos van facendo di ma


no in mano , nch lor piace, e nch il lavo
ro ia bene indurito, e perfezionato. Terminato
che abbian di dar la Vernice , vi

lavoran opra

rabechi , e fogliami d oro, o dipingonli con`co~


lori emprati con detta Vernice bianca enza ua

re alcuna ulterior diligenza in pulirli.

Ne lavori poi piL gentili, e pi da. loro pre*


giati , e che mandano in_ Europa , uano maggior
diligenza, dando alla Vernice un pulirriento, con
_cui rendono uguale il lavoro, nel modo, che e

gue operando, Aciutta che ia perfettamente l'


ultima mano della Vernice, che per eere, di ma

teria groa uole eere la terza; pigliano un pez


zo di pietra da arrotare, e polvere niima di
mattoni cotti,

e con

ei liciano

di modo, che _rea il lavoro in

la Vernice

ogni ua parte

uguagliato. .Ci fatto ricuoprono la upercie pu


lita con un altra mano di Vernice, la quale un..
ta ecca, di nuovo la pianano; e nalmente
tornando a. ricoprire _con Vernice piLi liquida la

pianata upercie .danno termine alla, loro ope

razione, sappiali per, che nel dar quet ultima,


mano. uano' _omma_ diligenza, adoperando un

pennello largo come una mano a modo di cop


pettino compoo di capelli di un, Fanciullo dell'

Qt. d'9tx9 i!? dei anni:


[/Er-nice fatta it;

uropa imle molto a quella

della C[lina , e dei Giappone perfettima ,


~ Omma Copale ridotta in polvere ottiliima
, parti due;,Vernice dAmbra parte una. Si
fa caldare la Vernice dAnibra (perch dicono,
he,_ha
_ facolt. di ciogliere la Gomma Copale
rn

a"

in tm pignatto nuovo vitriato , e a poco

63

poco*

:'infonde in ea la Gomma polv'erizzata ince


-antemente mecolandola opra fuoco lento , n

ch i veda eere il tutto perfettamente incorpo-


rato. Nello eo tempo in un altro pignatto,
che ia opra il fuoco con entro dello Spaltro di
sattoin Olio cotto, vera la mitura del pri
mo, uando diligenza, che a forza. di andare il

tutto mecolando opra leggier fuoco, vengano le


materie unite, perfettamente incorporate *inie
me . Ci fatto i leva il vao dal fuoco continuan
do a, mecolare la miura., nattantoch ia vi

cina' a rareddari; nel qual tempo prenderap


acqua- diRagia, e l anderai poco a poco veri
ando dentro la. materia cavata dal fuoco, n ti

riltarai per un pezzo dal mecolarla , aggiugnendo ,


e il biogno lo vuole, empre nuovacqua,

cosi eguiterai a. are , nch la compoizion del


la
Vernice _deli
liaimiele.
rareddata, . ed abbia prea
la
conitenza
i

E iccome l acqua di Ragia facilmente {vapo


ra; cos nel"tempo, che i va. verando, e me

colando c011 altra materia convien tenere coper-


to il vao. Fattaredda che ala Vernice, '
deve colare per panno lino, torcendolo , e pre
mendolo fra due tavolette , o torchietto , accioc

ch venga fuori premuta la otanza della Gom


ma, edello Spaltro , eparare poa dalle inutili

eccie , che laciano l una, e l* altro, elaVerni


ce refci pura- Colata che ia, i conerva in unv
vao di vetro , o di terra_ ben vernicato,

e chiu

o; e e diventae mai. dena, pi che non do


Vrebbe, 1 rende uida a miura'del biogno c011

acqua di Regia calda, o fredda che ia. Vuoli


avvertire, che l' Olio cotto, cui unice lo Spal
tro,

A_

~\'_L "

A"~~`-~ N" .--v-r\_

- -.u.

\`_

64
tro, lia perfetto, e conocer eer tale, e
mettendovi dentro o Legno, o Spattola non co
ler a. goccia, ma cender lato enza icaccari`
giammai. Del qual Olio quanto meno e ne ue
r, e, quel
poco
, cheneli quale
ua, ar
piLlafcile
a ec
carv
come,
quello
entra.
Cuperoa,
la. Vernice acquier pi durezza , e maggior lu
ro, come ha la. vera della. China.
i

Afe la [/Er-nice dAmbra taz/le"


_aermata .

( tea Vernice viene comunemente chiama


ta d'Ambrav, ancorch nella ua compoiP

zione non entri ne Ambra, o Carabe,

che lo eoz- ma cos -viene da Turchi deno


minata pel luro, che tiene` a. imilitudine dell
Ambra, ed chiamata ancora VerniceTurcheca.
pel grand uo , che loro nemno- Quella com

poa di una. gran parte di Olio cotto, e tre di


Iece greca , e {i f bollire a fuoco lento, nch

abbia perduta. tutta.l'mitur:iit3 e che .i Vada'


ritener olamente il uo vicoo, _Quando a. que
_o _tato giunta; alla@ acra,

.Altra Vernice .
Lo di Lnq cotto parte. una, `Pece Greca,
,

parti due, Ragia di Pino parte mezza.. Si,

fa bollire ogni coa. inieme in una. pignatta, CQ!


me opra .

ler

LMTM~_7,~

, .ll

69

Vee-nice Pez'iana; o Araba.


Andracca in polvere onzie tre, Olio cotto on
zie ei. Si fa bollir l' Olio cotto a fuoco len

to; mentre bolle, i va in eo a poco a poco


infondendo la. Sandtacca polverizzata, maneggian-.

dola empre, nch conumi la chiuma. Ci

fatto i prende un"onzia `di Maice in polvere,


il quale farete bollire in una mezzonzia di dei:~

to olio cotto no a tanto , che pi non ichiuma;


indii unice poi il tutto inieme a. forza di lento
fuoco , i cola, e i conerva. come opra.

Vernice rfrta dal l. Gio-anni Zac/zaia


nel Tomo 3. dell' occhio articiale .
OmmaElemidramme due, Gbmma Anime
dramme due , Inceno dramme due, Am

bra bianca, o Carabe dramme due; tutte quee


. Gomme riducano in ottilima polvere. Indi
arete cuocere ogni coa. in un vao di vetro con

Aceto diillato, aggiugnendovi due dramme di


Gomma Dragante fatta in polvere , e quattro di
Zucchero candito ben eccato , e polverizzato ope

rando nel modo eguente. Si prende una. libbra


d Olio di Spiga, o in ua vece una di quello di

Trementina aggiugnendoli oncie ei di Tremen


tina Cipria,

di mare;

e i fa. cuocere il tutto

a bagno

e quando la Trementina ar total

mente ciolta , porrete tutte le uddette polveri a.

poco a poco entro la detta. Trementina , ed Olio ,


mecolando ben bene lat-materia con una. Spat
tola ,

acci s incorpori , laciandola poi bollire

per quattro ore almeno. Ci fatto, r cola come


opra, ed aVrete una. vernice nobiliima.
h
,
A!!

FG

Altra Vernice della e Autore.


Lio di Spiga onzie due, Maice in pdlvere

onzie una., Sandracca in polvere onzie una.


Trementina mezz onzia. ;, pone a bollire lUlio
.in bagno di mare , e quando caldo, vi sag
giugne la Trementna, la quale disfatta che a,
s inondono poco a poco in ea le polveri incor~
porando il tutto a forza di fuoco lento in detto
bagno di mare con ipattola, guardandola con
omma diligenza, perch facile a prender fuo
co. Perezionata che ia , cola, e conerva.

come opra.

Vernice per '1281478 le Pitture .


Lio di Lino illato'per Alambicco onzie una ,
Vernice d' Ambra uddetta onzie tre; s in

corpora. il tutto inieme a. fuoco lento; 1 paa


per pezza, e conerva. in vetro chiuo .

.Altra Vernice cazz/mile .


Eve avvertire, che dallAutor di quea.
Vernice non vengono piegate le doi delle
droghe, che la compongono; e perci in queta.
circoanza deve` upplire la pratica di chi opera .

Per farla dunque, piglia Maice, ed Olio d


Abezzo, ed a fuoco lento sincorporano inlieme.
Fatto lo cioglimento s aggiugne alla materia.

acqua di Ragia in tanta quantit , che li poa. adoperare.

41

67
Altra Mei-ice di gran lucido da dare opra
li Quadri.

Sl prende chiara d ovi', e i sbatte lungamen


te; sbattuta, i poglia della chiuma, che
nello sbatterla i` prodotta alla di lei upercie;
indi e le unice ugo d'Aglo, econ ea meco

landolo , eben bene agitandolo, sincorpora. Que


ta Vernice oltre il tirar fuori il colore mezzo
perduto, difende le Pitture dalle moche, e d
loro un gran lucido.

Altra Vernice belli una;


Agia di Pino pingue, e bianca onzie 12,
-

Gomma di Suline onzie due,

Trementina

di Venezia onzie una, Olio cotto onzie due;

Si

fa ciogliere la Gomma in Olio comune dOli


va, e poi i cola; Ci fatto i unice l Olio cot
to colla Trementina ,

e Gomma ciolta,

ed a

fuoco lento ogni coa i va mecolando inieme ,

na-ttantoch il tutto rei bene incorporato. Pre


parata cos una tal Vernice, conerva, e vo~
lendola adoperare i deve caldare, e per render

la ancor pi chiara.- e occorre z fa coll Olio


di Spiga .

Altra Vernice .
INceno machio, e Sandracca in polvere parti

eguali. Si pongono quee polVeri poco a po


co in 'Irementina liquefatta , a fuoco lento; in

di cola, e volendone fare uo, i adopera


calda.
`
E 2
Ver

68

Vernice bellzma olfremonrana per :aprire


fondi ouri .
Lio cotto onzie 16 Spaltro onzie quattro,
Maice onzie una. Qaee Reine s hanno
a. ridurre in ottl polvere, per pocia farle bollire
nellOlio cotto a fuoco lento in un vao di terra nuo
voben'vernicato , nch'reino ciolti, e disfat

ti in eo tre capi daglio ben mondati . Ci accadu


to , cola il tutto in un altro vao nuovo , e_alla

colatura saggiugne onzie due di Gomma. lacca,


6d onzie tre di Ambra. gialla ridotta in polvere
niima, ed a lento fuoco fa bollire ino che

tutto a- ben diciolto. Fatto queo, tornai ad


unire alla materia pirito di Trementina, 0 acqua.
di Ragia, in quella quantit. , che i vede abbi
ognare, onde la Vernice non rieca. dena., e
poa facilmente obbedire al pennello . Avvertai ,
che nell unire o l uno, o laltra di quet ulti
me materie al corpo della. Vernice, Conviene an
dar mecolando la maa , perch il tutto i po

a. incorporare perfettamente.

.Altra imile .' ,


Lio cotto onzie 4, Spaltro onzie 1 , Ambra.
gialla, o ia. carabe onzie due, Qpec ulti
' me materie i polverizzano ottilmente, e fan

no cuocere a lento fuoco nellOlio, e poi i co


lano per liberarle dalla feccie, e e biogna, i
tornano a. colare, nch la. Vernice ia ridotta.
a conitenza.
dl.


.
Altra Vnice .

69

Lo di Trementina onzie 2 , Trementna on_


zie 1 , Sandracca mezza. dramma, sincor

pora ogni coa a lento fuoco, e conerva..

Vernice di Ambra , o Combo.


l deve peare ottilmente l Ambra, e perla.
dentro un Tegame di terra, o di Rame, non
ceando dal maneggiarla, e mecolarla. collo pi
rito di trementina,`col quale eer deve accom

pagnata. Subito , che l Ambra vedei eer ciol


ta., avendo facolt lo pirito di ciorglierla, la

Vernice fatta, la. quale pu , e voglai,


incorporare con altre Gomme a. piacimento.

Altra Vernice cormle di Cri/Za


Love Marley .
I prende lAmbra. rozzamente pea , e i ba

gna coll Olio di Lino, e i ricalda in ma.


niera, che lAmbra diventi nei-3,' indi getta
opra. un marmo bagnato d acqua. Rareddata,

che a , deei ridurre in ,polvere ottile , la. qua

le gettata. poco a. poco in Olio di Lino cotto


fa bollire, nch ia. del tutto liquefatta.

Altra Vernice cddetta .


I a dsare lAmbra a fuoco lento in un 'va

o capace o di Rame, o di Terra ben cotta.,


e vernicata, e ciolta che a , e le getta opra.
Olio cotto caldo , il quale , quando ar incorpoo- .

rato bene c011 Ambra , locch facilmente c0

E 3

no

-zo

noce mecolandola con una Spattola., i leva


dal fuoco, e cao che foe troppo dena, dovra

ad ea aggiugnere, prima che diventi fredda.,


acqua di Ragia. calda. in debita miura..

Vmice {letta da Caramaro per fingere la Pelle


inargentata di color dell oro.
Lio cotto a perfezione libbre due, Ragia di
7

Pino onzie otto , Sandracca onzie otto , Alo


Epatico onzie quattro; i peta il tutto ottilmen

-te, e i pone nell olio,

e i mecola aai, ad*

eetto, che le polveri non i grumafero inie


me, e ci i fa a forza di fuoco lento.

Ottenu

to un tal ne, i deve accrecere il fuoco , e con

tinuare a mecolare ogni coa, onde il tutto cio


glier i poa perfettamente, e i cioglier e i
lacier bollire lentamente per buona pezza di
tempo, onde prenda corpo. Se fatta l operazio

ne il colore embrafe troppo pallido, aggiu


gnei alla Vernice altre due onzie di Alo Soc
cotrino. Prima. poi,

che la

Vernice i ripon

ga, i porr a colare in un colatojo, onde per


elo i poa epurgare dalle molte feccie, che
probabilmente in lei

ono.

Fatto queo ,

guardi la. Vernice_colata dalla polvere.


Vernice oiura .
Rendei Spaltro del -pit lucido, e del pi
bello, che i poa avere , i riduce' in ottil

polvere, e i pone in una pignatta nuova vitria


ta. a cior a. forza di fuoco lento in acqua di
Ragia, la quale deve avanzare opra lo bpaltro

un dito in circa, empre mecolando l una , e


l al

71

1' altro , nch retino inieme perfettamente in~`


corporati. Avvertai per, che e la Vernice non

icorree
e le
deve aggiugnere
;te acqua bene,
di Ragia
iniquella
quantit,nuovamen
che i ve*
de abbiognare. Ci fatto, i cola, e 1 coner.

va lungamente in un vao, ma. che ia. ben


chiuo .
. i

,Altra Vernice conimile pi perfetta, ma

Pit) lunga ad aiuttaz.


N ogni onzia d Olio cotto, sinonde a poco

a poco un onzia in circa di Spaltro ottilmen


te polverizzato, e ad eo i unice a forza di

lento fuoco continuamente mecolando la mate,

ria, facendola bollire ugualmente, n che la


Vernice abbia preo corpo , e conocermverlo

preo, quando alzando il legno con cui me


colata non gocciola, ma la; avvertendo, che

e avee troppo corpo, e le aggiugne acqua di

Ragia calda appena, e cola.


l

.Altra Vernice .

Andracca, Maice , Benzoino, Gomma Lac


ca, Gomma Arabica, Ritargirio d oro, Tre

mentina, Spaltro , Pece greca, di cadauna tre


quarti d onzia. Si polverizzi ottilmente tutte
quelle droghe, che ono da polverizzar ; poi i

prepari pirito di Vino semmato onzie due,


acqua di Ragia OnZie otto, Vernice d Ambra
'onzie due, Spaltro onzie mezza ,

ed olio

cotto

onzie tre. Tutte quelle coe preparate , i piglia


una pignatta nuova, che tenga per lo meno un
boccale , e in ea pone a caldare l Olio cot

E 4

to;

2
to;7 in un altro pignattino i cioglie la Tremen
tina. colla Gomma Lacca, e la Gomma Arabi
ca polverizzate; pocia i deve porre nellOlio
cotto la Vernice dAmbra., e dopo la Sandrac
ca., il Maice , il Benzoino, che s erano ridot
te in polvere; appreo la Pece greca , e lo Spal
tro , ed indi la Trementina colle Gomme in lei

diciolte, mecolando ben bene tutto inieme a.

lento fuoco. Ci fatto, sinfonde nella mecola


ta materia lAcqua vita, ed a poco a poco l'
vaua di Ragia , e per ultimo i cola per pan
no lino, premendo bene la maa fra due tavo
lette, e i conerva in un Vao di vetro o A
Altra Vrm'ce di minor ztica .
Rendai,Vernice d'Ambra onzie una, e mez
za, e i cioglie; diciolta che ia , i pone
in ea mezz onzia. di Sandracca , e mezzonzia

di Maice ottilmente polverizzato , facendo , che


il tutto venga inieme incorporato a forza di`
lento fuoco; indi a goccia a goccia., i verano
ulla materia incorporata onzie due e mezza di

Spirito di Vino empre mecolando; e cos tia


pida i cola, e i conerva.

Altra ma.
( ?Uea i fa col porre nell Olio cotto la Ver
nice dAmbra; e collincorporar dopo l
.

uno, e

laltra

con Gomma Lacca,

Gomma Arabica diciolte prima nella Tremen


na.

Ab
:i

i
'

75

Altra Vernice .

SI pone al ,ole caldo Olio cotto , e Sego chia~


ro , e dopo s incorporano a lento fuoco col
la Sandracca. In ne i aggiugne alla materia.

incorporata Olio di Spiga, o di Sao, perch pi


` facilmente i ecca, e i avr un ottima Vernice.

Vernice chiara .
S l piglia. Olio di Sao, o di Spiga, e i fa
r

caldare: caldo che ia, s infonde in eo la


grima dAbezzo bianca in polvere ridotta , e i fa

ciogliere , ed unire all Olio uddetto; indi i con*


erva ben turata. Chi non apee, che coa ia

la lagrima d Abezzo da polverizzari; altronon


che la goccia dellaTrementina, la quale reta
nell albero cotta al ole.
i
r

Altra Vernice chiara, e ccante.


Lio d Abezzo onzie tre; Olio di Spiga on`
zie tre; Olio di Sao onzie tre. Queti tre

Ogli uniti inieme, i fanno tare epoti al ole


etivo, nch retino ben bene incorporati, non
omettendo di andarli a quando a quando, e pe

o ancora agitando. In vece dell Olio di Sao,

pu uari lo pirito di Trementina.

Vernici def/Eritrea dal Pomet in-za Ia quantif l


delle doi, e nza il modo di azzerare:
Vernice bianca .
OLio di Trementina, Terebinto, e Maiice,
Al

7'4

Alrre del hddetro ale-yz ..


OLIO di Spiga, Trementina, eiSandracca.

Altra pure del irddetto dorata .


Lio di Lino, Sandracca, Alo Succotrino,

Gottigomma, e Ritargirio d oro.


l

.Altra d' atro Autore .


Lio di Trementina onzie due, Trementina
chiara onzie una, Sandracca in polvere mezza.
dramma. Scaldai l Olio, indi sinfonde in e

o la Trementina, a dicioglieri; diciolta che

a, ii unice alla maa liquefatta la polvere di


Sandracca; poi i cuoce, e i cola.
Vernice da Oro .
OLio di Trementina onzie otto, Alo Succo
trino, dramme due, Zucchero no, cio candito
un onzia. S lAlo, che il Zucchero , i devo

no di per e petare ottilmente. Pocia i pren


de l' Alo, e sinfonde il primo nell' Olio ben.

caldo, indi vi saggiugneil Zucchero.

Vernice 'chiara come Vetro.. '


OLio di Trementina un onzia; un altra on.
zia di quello di Spiga; Olio dAbezzo_ mezz bn
zia;

Macice

quarto

eletto onzie una;

Sandracca un

S unicono inieme a forza di lento uo

co li tre Ogli decritti; uniti che ieno, sinfoh

da in eo-loro il Matrice, e i faccia. bollire;


poi 5/
l

---___,_.-~

.-

**_- @544

4^

75

poi , quandov il maice diciolto, s"unica per


ultimo alla maa la Sandracca.. `Ci

fatto, '

coli, e i conervi, ben chiua.

Altra Vernice .
o Lio cotto un onzia,

Maice Periano

una

e mezza. Liquefcciai ilMatice nell Olio cotto


a fuoco lento, facendo incorporare il tutto inie

me a forza di andar maneggiando la materia con.


un appropriato legno; ne s arreti dal maneg.
giarla, nch non compaja chiuma bianca alla
di lei upercie. Appara che ia, i coli, e i.
conervi, eendo queta vernice di gran durata..
Vernice [Lg/ira .
Cqua di Ragia onzie ei , Pece greca'. chiara
onzie quattro; Pongai il tutto in un Pignat-`
tino nuovo ben vetriato e capace,

e in eo i

facci ciogliere ,la Pece a lento fuoco


che ia ,

Diciolta}

i fa bollire la miiura, onde* poa.

incorporar bene inieme; e perch sincorpori, i

deve andar mecolando con un legno allUOpo


preparato . `

'

Vernice` chiamata Cliin .


OLio cotto di un anno onzie _ei , Ritargirio
d ()ro onzie tre. Unite inieme cotee due ma*
terie , i anno cuocere, nattanto che rei nelle

medeime bruciata una penna. , avvertendo di


andarle empre mscolando con una Spattola di
legno, anch il Ritargirio reti bene incmpora
to coll Olio. Fatto queto, i deve prendere 'l're
`

men

mZntna di Venezia onzie dodici; Gomma Lacca. in tavolette ottilmente polverizzata onzie
tre, ed a forza di fuoco lento, s ha a

far cio

gliere la Gomma te detta nella Trementina .


Diciolta che ia, e bene colla medeima incor
porata, i dee verare nel vao dell" Olio cotto .

Dopo queta econda operazione , i prenda un*


onzia d Olio di Lino, ed una mezza d Ambra,
o Carabe ridotta in polvere na, ed uniti in un

vao di vetro, i pongano opra carboni accei


coperti di cenere calda, e per gradi di ioco ,
` i faccian bollire. Quando lAmbra ciolta,
s' unicono inieme cotee due compoizioni calde
mecolandole bene con ipattola di legno. Com
-piuto a queto, i leva il vao dal fuoco , ed ag
giugnei alla. 'materia tre onzie di Terebinto ado
perando, che a forza di rimecolare la maa
s' incorpori bene colla medeima. anndo l unio
ne fatta , i colaper pezza , e i conerva in
un vao di vetro. Per rendere ancor pii perfetta
la decritta Vernice, le i pu aggiugnere tre on

zie di Gomma Copale, la quale ( per le Vernici


olioe) i fa diciogliere nello Spirito , e nellOlio

di Spiga, o di Abezzo. Ci chi aerice , the


la Gomma Lacca i ciolga colla Ragia di Pino i
ma ci ono molti claci Autori, che on di pa.
rere , che non i poa ciogliere, e non e, con.
_Melrui acquoi , o collo Spirito di Vino perfett0

e da Ogni amma pogliato .

Ver~

77

Vernice imatima , la quale dicono rei/:bre


al martello, non che al ioco

aldandola .
-Eea Vernice, che vien decantata di Am
bra, quantunque nella ua compoizione
non ce n entri come i motr, cluando

D'inegn di farla, ifa nel modo eguente. Si


prende una porzione di Gomma Copale ridotta in
polvere , ed un poco d' Olio cotto per far dell

una, e dell altro quell uo, che or ora. i dir.

Si calda poi una uciente quantit di Vernice


dAmbra, e in ea. s infonde la Gomma Copa
le polverizzata, ed a lento fuoco i fa. dicioglie

re. Diciolta, che ia, e le aggiugne l Olio


cotto a non molto deno nella circotanza di do
ver render la Vernice obbediente al pennello ,
\

e i fa cuocere opra il fuoco. In vece della Gom


ma Copale, i pu uare quella. d Olivo.
AVVertai, che quel metallo , che i Vuol co

prire colla Vernice , deve prima eere pulito col


la Pomice aciutta, o bagnata che ia,

e e lo

vuoi lucido, brunito , olutrato; indi caldai opra.


il fuoco, e fatto tiepido , e gli d opra una ma
no di Vernice, la quale vuol eere pi olioa
della econda mano, che e gli deve dare;

que

ta i mette opra carboni_ accei in un trepiedi ,


od altro imile arnee a cuocere , oervando , che
queta prima mano non venga troppo cotta; po

co dopo i
da mano
rumento
ni egnato

leva. dal fuoco , 'e e gli d la econ


s cui fatto , i deve pigliare collo
indicato dal chiarimo Padre Bonan
a calce del libro Fig. 3 , e cos in

verniciato colla econdav mano, e gli d il nro

co

78"
col fumo di qualche coa di reinoo , come areb

be per modo di eempio Torcia da vento, oppu


re con Pece greca avvolta in carta,

o candela.

di evo , ,o altro imile, che faccia aai fumo ,

perch non olo aiuta col calore a pianare , e ad


uguagliare la Vernice, ma le d un belliimo
nero, e molto luro.

Ci fatto, i porre di nuo

V0 opra. il fuoco, e col i lacia, nch la Ver


nice ia\vicina ad eere cotta , locch i conoce

r toccandola con un piccolo frqto di legno in

un luogo, che non poa reiar oeo; il quale


e nOn verr della Vernice pogliato , egno ,
che la cottura perfezionata; ed allora i leva.

dal ucco , e di per e rareddare i lacia. Un


altra nota, cheindica, la. Vernice eere cotta ,

e raodata,

la diminuzione, e ceazion del

fumo, che da principio s alzava dalla upercie


del metallo inverniciato .

'

Lo trumento indicato dal Padre Bonanni


compoto di quattro verghe di exro unite in
A , le quali nelle loro etremit B. C. I) E. ono
?entate nella parte interiore a guia di lima gro
a, e nella parte eteriore I. O. dentate 'in ma
niera. tale, che l inerito anello I. O. rei col.
fermo, eringa lequattro verghe in modo, che

li denti delle verghe B. C.1). E. abbraccino la.


latra F, onde non poa cadere, ne muoveri;
anzi venga otenuta, e ralodata, per poterla.

maneggiare comunque i voglia. Tale induro


o ,rumento erve ancora- per que Rami , a
quali Vogliai dar la Vernice da intagliare, come

appreo i dir.

Ver

,"*"

"-M ~

79
I/Z-rnce da uszr/ per' que Rami , che vaglioryi
zxztagliare ad acqua jrte.
Ue ono le orte di Vernici, che danno

opra li Rami , che ad acqua orte intaglia


re {i

vogliono.

Una. i chiama Vernice dura,

perch sindurice cuocendola opra li carboni ac


cei; laltra i dice tenera , perch non cuoce.

(Luee Vernici vengono decritte da. Monieur Bo


s nel libro, col quale inegna la. maniera. d in
tagliare Scc. , ed amendue ono imatime, e
uano tanto in Francia,

Germania,

e in Italia.

che. in Inghilterra , in.

La Vernice dura. a

nel modo eguente. Si prende Pece Greca onzie


cinque, Ragia di Pino onz. s , Olio di Lino cru
do onz. 4.. Pece nera onc. r., Sevo alla. quantit

di una. piccola noce. Preparate tutte quee coe,


emperano inieme a lento fuoco , nch col
la. forza di lui, abbia la maa acquiata con

enza di miele. Si cola poi per. tela, e con


erva ben difea dalla polvere.
Il modo poi di dare una tal Vrm'ce opra li Ritmi i
e` quea.

DEei pulir bene il Rame, prima colla Pietra


del Rodino no, che adoperano gli Ar'otatori da

raoj, e dopo colla Pomice in pane ,

avendo di

ligenza , che non reino egni, n sfoglie nel Ra*


me 1 il quale i brunice in appreo, ed in maniera,
che non appaia alcun egno della Pomice per pic
colo che a. Pulito che ia cos 1 Rame ,
fa caldare opra. fuoco di carbone , in maniera.

Perh che maneggiare polai indi colla points.


1

'

Bo

di una Spattola di legno , pone a luogo a luo

go opra d eo la. Vernice tendendqla alla 'me


glio , che i pu, e battendola pocia colla .pal
ma della mano, acciocch venga il Rame ugual
mente inverniciato e bene. Diea, che ,ia la
Vernice; convien darle il nero, e le i uol da
re o

col fumodi candela,

o con 'quello della

"Pece Greca avvolta in carta. come te i die,

adoperando l'0 rumento di rro decritte del

Padre Bonanni, o di quattro annella appicate a


funicelle, o quello , Che tornae pi a comodo .
Ci fatto i mette il Rame opra. un Trepiedi,
od. una Graticola di ferro , otto cui ieno carbo*
ni accei, onde ipoa cuocere la Vernice, la

quale allora lo ar , che appariranno i egni in


dicati nellanteCedente capitolo `

Vernice tenera , comode per I tf/ de Rami

da incider .
Era Vergine bianca onc. 4. e mezz. , Maice in

' lacrima onc.1., e Spaltro onc. mezz.,Polveriz


zare , che ieno il Maice , e lo Spaltro ,A i acciano

con itaccio di eta , ed unite quee polveri inieme ,


i gettano nella Cera liquefatta , e i laciano opra il
fuoco , nch eno bene unite con la Cera,gettando

le pocia in un cattino pieno dacquamella quale dal


la medeima. materia. i formano pallotole , le qua
li , quando iJ vogliono adoperare , i chiudono
dentro a qualche ritaglio di Taffett formando un.
piumacciuolo. Si calda, poi il Rame, e caldo,
,che ia i unge col detto Paello; indi con una.

penna i ugualia la Vernice.

Quando ben di

. tea ed uguagliata le i d il nero, o col fumo


di candela , od altro imile, enza biogno di
gtiuna cottura .
.Ale

81

.Altra Vernice dura per tf/ de' Rami


. da infagliare .

Lio cotto onzie 6, Pece greca chiara in pol


vere onzieg , Olio dAbezzo onzie 2. Si a.
diciogliere a fuoco lento la Pece , cui, ciolta che

ia , aggiungaele Acqua di Ragia onzie 3 , lacian


do la materia. al fuoco per lo pazio di una. fem

plice Ave Maria, poi i leva, ed fatta.


Serve ancora ottimamente per lo eo eetto
la Vernice, che uano li Coramari perdorare il
Corame .

Vernice da tf/eri per intaglare il Ferro.


Ece _greca onzie 39 Ragia di Pino onzie 3 ,
Trementina onzie 3 . Si a incorporare ogni
coa inieme a uoco lento, e poi calda, i d o
pra il Ferro, che parimenti vuo^l aver caldo.

La decrizione dellAcqua forte da ufaz opra i


Rami trover pi innanzi.

.Vernice del color dell oro da dare


opra Metalli .
Enzoino onzie 3 , Maice onzie 3 , Sandra:

ca. onzie 1 e mezza Ridotte quete coe in


ottil polvere ogn' una di per e ;'piglia Spiri
to di Vino reticato , e in eo. pon\ il Mai

ce ; quando queo diciolto, sinonde nel li


quor piritoa la Sandracca col Benzoino, e lique

fatte `che fieno cotee gomme reinoe, devei ag


giugnere alla materia onzie x e mezza d2 Olio dA
,

bez

82

bezzo, e Alo uccotrino ridotto in polvere alla


quantit preoch di mezza dramma; poi i tie
ne opra un leggier fuoco , nch vedai reiar tin
ta la Vernice di giall oro . Compara una cotal

tintura, i leva dal fuoco, e e ne erve per do


ratura oprai metalli.

.Altra imile Vernice .


Pirito di Vino onzie 6 , Gomma Laccaonzie
2 , Olio d Abezzo onzie 1 , Terebinto onzie
1 , Zaeranno dennari uno, che quanto a. di

re una dramma. Preparato il tutto, i facio


gliere in primo luogo la Gomma Lacca nello
Spirito di Vino; indi e gli unicono le altre dro

ghe; poi i fa il tutto bollire a bagno Maria, n*


ch ia incorporato.

.Altra imile .
Pirito di Vino onzie 3 , Gottigomma onzie 1 ,

Alo Epatico un quarto; i unicono quete


coe inieme nel modo tet decritto.

Altra imile .
Enzoino , Alo in polvere , ed un poco di Zaf

feranno diciolto nello Spirito di Vino. S in


corporano tutte quee coe inieme a forza di fuo
co lento 5 poi i cola, e la colatura i conerva.
in vetro .

~
\.

__

.Altra cormzle .
Rendei onzie 2 di Ambra gialla, e i fa to
tar bene in una Padella di rame . Tetata

'

che

.
.3
ehe ia , s infonde nello Spirito di Trementina

per due o tre giorni in una caraa o aggiuolo


opra l arena calda., avvertendo che -lAmbra to
ata , ia ata prima ridotta in polvere. Nel tem

po che i lacia in infuione, i deve a. quando a

quando andar cuotendo et agitando la materia.


contenuta nella. caraa, 'o aggiolo , perch cos
avr uno pirito di color doro belliimo.

Vernice che i da' _opra lOro di Germania, `


e alle
coz-r-va bemmo.
Pirito di Vino una libbra; Gomma Lacca on

zie 4,,Gottigomma mezzonzia, Alo epati


co dramme 2 . Si polverizzino `tutte cotee Gom
me, e in polvere finiima ridotte , sinfondino
in una boccia di vetro nello Spirito di Vino, la.
quale ben chiua, i ponga al Sole etivo, nch
le Gomme retino ciolte: e le oed Inverno,
metta la Caraa in una ua calda, agitando

la materia deramente quattro o cinque volte il


giorno. Compiuto lo cioglimento, coli, e i
conervi la materia colata in altra boccia ben

chiua , onde non ivapori. dea Vernice i d


'fredda , e dopo i pone al ole , o in una ua
ben calda.

Altra detta .
Omma Lacca onzie I, Alo uccotrino in
polvere dramme due , Olio di Trementina
onzie 8 , Zucchero no in polvere onzie 1 5 sin
corpora ogni coa inieme , e i cola per tela.

F 2

Al

34

'Altra cormile, ma di maggior perfezione'.


A que/la Ricetta mancano le doi delle droghe ,
che entrano a, oompor la Vernice ,- oontuttoci

j fa nella eguente maniera:


SI prende Gomma Lacca, e i fa ciogliere in
un vao collo Spirito di Vino retticato; indi.

ervando la necearia proporzione, s infonde nel


la materia diciolta Curcuma in polvere, un po
di Zaeranno , ed un altro poco di angue di Dra
go polverizzato: ci fatto, sincorpora il tutto a.
fuoco temperato, e poto il vao in quiete, i 'la
cian precipitare le fecce, per far poi uo della Ver
nice, che gallegger opra. loro ; oppure , per epa
rarla daquelle , deramente i cola , e i conerva
Zrnice Zelli mm, che i pratica in Francia,

Ginevra, ed Inghilterra [renderla opra


Orologi , e Metalli.
Omma lacca onzie 2, Carabe giallo , cio
Ambra onzie 2 , Gottigomma onzie 2 , an

' gue di Drago in lacrima grani 50, Zaeranno in


polvere mezza dramma, Spirito di Vino onz. 14.

Qiello che da. polverizzari i polverizzi ottil


mente, e i ponga in infuione nello Spirito di
Vino in un vetro tretto di bocca, quale i chiu
der con vecica, e cos chiuo i porr. al Sole
eivo, e e foe dInverno al fuoco, ad eetto

che i faccia la digeion delle materie , non man

cando di agitare a quando a quando le droghe


nel vao. Compiuta queta prima. operazione, i
porr il Saggiolo nel fornello in arena, dandogli
.t ~

'

por

e
8.5
poi Fuoco gradato, laciandolo ivi tare, finch ia
fatto lo cioglimento delle unite materie, e i tro
vino bene incorporate inieme. Ottenuto queto

i cola la. Vernice, e i conerva. Quando i Vuo


le adoperare, i dovr prima caldare un poco il
metallo; il quale, e la Vernice ar tata fatta
bene, diverr. di un colore pi 'oello dell oro ,
ed perimentato.

iI/erm'ce del P. amarf Geita.


*SI prende Gomma Lacca ben p'urgata, e pea
ottilmente , s infonde in tanta quantit di

Spirito di Vino raticato, che opravanzi la mc

deima quattro dita almeno. Unite le materie o


al caldo del fuoco, o al ole dEtate, i pongo
no a liquefare, avvertendo di andarle quaando,

perch s incorporinoperfettamente inieme. Ci


fatto, i cola, per pezza di lino nuova, e i ritor
na o al fuoco, o al ole per un pajo di giorni,

e la Vernice ar fatta.

Wrm'ce Tumheha del Padre Ada-[berto


Tilleozu/e Gejziza .
Rendei Trementina lavata cinque Volte in ac
qua tiepida onzie 1 , Sandracca in polvere 0n
zie 2 , la quale porrai opra fuoco lento a cio
glieri 5 quando comincia a fumare., unirai alla
medeima la Trementina, ed un onzia d Olio di

piga , mecolando il tutto perfettamente inie


mei, fatto queto , leverai il vao dal fuoco, ed

aggiugnerai alla mecolata materia onzie 1 di Spi


rito di Vino , e tre di Acqua di Ragia , e cos

avrai una Vernice che i ecca in ei giorni.

F 3

Ver

_in

l-L_

86

?Ernica del I. Pomef nza le do .


Omma Lacca, Coloonia, Maice, e Spiri
to di Vino.

Vernice Iura .
Pirito di Vino reticato onzie 6, Pece greca.
chiara. dramme 3 , Olio dAbezzo dramme 2 .

Faccia-i bollire il tutto a bagno Maria in un ag

giolo opportuno, nch i trovi bene unito.

Altra imz'le di poca


Cqua di Raga. onzie 6, Pece greca chiara. e
traparente onzie 3 .~ Ponei in un Pignatto
novo l acqua, e in ea s inonde la Pece polve
rizzata, ed ivi lacia are n che luna i tro

vi incorporata nell altra.. Si a poi lentamente


bollire, indi i cola, e conerva. in vetro. Se riu
cie troppo dena., e gli aggiunge un altro po
co d acqua. di Ragia. Quella Vernice s'incorpo
ra. con qualunque colore .
Vernice denoninata della China.

Pirito di Vino raticato onzie 20, Maice 0n

zie 5 , Sandracca onzie 1 , Gomma laCca. on


zie 1 e mez. Si unice il tutto inieme colle ne

cearie preparaziOni , e i adoperi in appreo eu_


condo l arte-

Al

37

.Altra Vernice belli :ma:


Pix-ito di Vino reticato onzie 36 , Gomma Lac
ca onzie 4, Sandracca onzie 2', Gomma Co
pale onzie 4, Ambra onzie 2 , Canfora uno cru

polo. Tutto quello che da peare, peii ot


tilmente , e eparatamente . Ci fatto , i pren
da prima la Gomma Copale, e di per s i facci
ciogliere col metodo pi volte accennato, avver
tendo , che e per icioglierla i uar alcuna co
a oleoa, metiere far tutto il poibile , per
clr vapori tutta quanta l untuoit', indi in al
tro vao a parte , ch eer deve anch eo di ve

tro , i pone la Gomma Lacca nello Spirito di Vino


a ciogliere, e dopo che s ciolta, e gli aggiu
gne lAmbra a diciogliere anch ea, e cos di
mano in mano la Sandracca., e la Canora, per

ch coneguicano lo eo ne. A tutte quete co


e inieme diciolte , aggiugnei poi la Gomma Cci
pale fatta. liquida. nello pirito di Vino , nel cui a

re i dee andar mecolando le materie , ad eet

to che sincorporino bene . Fatta cos lunione,


:i

ette a bollire la Vernice a fuoco lento, acci

pren a maggior corpo *, indi i coli, e i unifca


in vetro chiuo , per ervirene all uopo.

Vernice da dare _opra [cz-vari , amati di


Carte intagliate , e colorate.
Andracca lavata, aciutta, e pea onzie 5,'
Gomma Copale chiara onzie 2 , Ambra bian

ca. onzie 1 . Si polverizzino ogn una di quete co


e a parte; ciolgai la Gomma Copale eparata
mente; indi infue in un boccale di Spirito di Vi
F 4

no

no88reticato a perfezione lAmbra, e la Sandrac


ca., i pongono al fuoco, onde bollendo i ciol*

gano; ciolte che ieno, aggiungaele la Gomma,


Copale disfatta, edva bagno Maria, il tutto cos
unito, i faccia. a lento fuoco incorporar bene in

ieme; lo che fatto, i coli, e conervi alluo.

[/Emir-e di Gomma Copale icura.


Rendete Gomma Copale onzie 5 `ottilnnente
fatta. in polvere,

Spirito di Vino onzie 12 ,

Spirito di Trementina onzie 6, Olio di piga. on


zie z. Fatto queto , i ponga la. Gomma copale
in un aggiuolo, verando opra di ea. le onzied

di Spirito di Trementina coll Olio di piga,qua


ando et agitando ogni coa inieme, perch s u
nicano. Dopo i metta la. boccia. ben chiua al
ole e d Eate, oppure al fuoco d arena. in un
fornello e d Inverno, uando ogni poibile di
ligenza, perch la. Gomma Copale venga perfet
amente diciolto.; locch arto, uniraii alla. ma*

teria. onzie 12 di Spirito di Vino, e di nuovo rac

chiuo il aggiolo, i agiter come prima, e cuo


tera la. materia ben bene per facilitarne lin
corporamento, i riporr al ole, o al fuoco il ve
tro, ed ivi i lacier nch ia fatto, che do

vrebbe in breve uccedere. Avvertai che la Gom

ma. Copale deve cioglier a piccolo ed ugual ca


lore, perch e bollie , verrebbe a format bol

endo una colla. , che non i cioglierebbe pi mai ,


cotta, che oe- Compiuto al n qu detto, i co
la. per pezza di lino na, e li unice con altre
Gomme, mentre da. s non ha. gran durezza.

Al~ .

f\

*9

.Altra Vernice di Gomma Copale.


Pirito di Vino perfettiimo , e retticato onzie
4, Gomma Copale onzie un quarto , Sandrac
ca onzie un ottavo, Matice onzie un ottavo, An*

timonio onzie un ottavo. Ogni coa i fa in pol


Vere niima , e dopoui mettono di per s a cio
gliere cotete coe; come di opra
detto,
unicono inieme, ciolte che eno, agitando, e

cuotendo le materie nel aggiuolo che ia chiuo, ed in ne i ritornano al ole , o al fuoco,

acci prendano corpo; indi i cola la materia.,


e conerva.

Vernice di bellmo lucido.


SPirito di Vino celto, e ben raticato onzie 12,
Sandracca chiarima onzie I e mez., Mati
ce chiaro, e lucido onzie mezza, Gomma Copa
le celta. onzie 1 , Olio di piga onzie a . Lavi

in primo luogo la Sandracca, ed aciutta che ia,


i riduca in ottil polvere, e di per s pure i pol
verizzino la Gomma* copale, ed il Maiice, liac

ciandole eparatamente . Ci fatto , i ciolga la


Gomma copale in un aggiUOlo a parte, e li con
ervi . Si ponga poi la Sandracca nello Spirito di
Vino, e in eo i cuota, nch vedai del tutto
ciolta.; appreo a queta s'infonda il Malc e
s'agiti; indi aggiunga lOlio di piga, e la Gom
ma copale diciolta. Unite cos le coe, li chiudi
bene il aggiuolo, e poi in eo i quano, an

ch il tutto i. poa incorporare inieme. Per aver


poi il totale cioglimento delle Gomme polveriz

zate, ipongavil aggiuolo al le, e 'e d Etate,


e le

o
e i: d' Inverno, al fuoco, e particolarmente a
quello d arena, ed ivi i laci no all intento.
Sciolte poi ch elle eno, accreca il calore, e

accia prendere alla materia un leggier bollo


re, 0nd' eapoa prender corpo. Si cola poi, e
conerva. Avvertai , che quanto pii aranno
le mani che i daranno, tanto pi verr la Ver
nice lucida.

Vis-mica Zf/fa e dura della China.


`

Omma lacca in lagrima onzie 5, Ambra


bianca. onzie 3 , Gomma copale onzie 1 ,

Spirito di Vino nimo onzie 12. Lavini le


Gomme, ed aciutte che fieno all ombra, i pe

iiino ottilmente, e i taccino con iaccio no.


Si prenda poi una. bomba di vetro , avendo pri
ma ciolta la Gomma copale, e in ea. i ponga.
lo Spirito di Vino colle altre due Gomme, an
ch a. bagno maria digerire i poano . Fatta. la
digetione, unica la Gomma copale, ed unita,
i faccia. prender corpo alla. materia con un leg
gier bollore . Ci fatto i coli, e conervi in ve
tro ben chiuo.
'

Vernice na ai Sandracca.
Pirito di Vino onzie 6, Sandracca onzie 1 e
mezza , Olio dAbezzo onzie 1 . Si pone la

compoizione in un aggiolo , e per mezz ora


a. lentamente bollire, ed fatta

QPEla Verni

ce pu ervire ancora per darla. oprai Quadri,


o al ole, o in vicinanza del fuoco.

Ver

91

Vernice da uizre pra le Carte ampafe


che imbra Talco .
.\

Cqua di Raga onzie 5 , Trementina onzie 3,


Matice una dramma, Spirito di Vino da ol

di 3 lonzia onzie 1. Si mette ogni coa in un


aggiolo, i sbatte bene circa un ora, indi i fa
bollire a lento fuoco per un mezzo quarto d* ora ,

e cos verr fatta perfettamente. Tre, o quattro


mani e ne daranno opra le carte, ma conviene
che la mano antecedente' all altre ia bene aciut
ta. Avvertai , che prima, che i dia la vernice

alla carta, biogna aver dato alla medeima tre,

o quattro mani di colla di pece , oppure di al


da conitente, col proccurare che non ci rei
colla, o amido grumato, o che faccia grani.

Altra Vernice imle 7


Lio di Trementina, e di Spiga onzie 1 per
orte, Olio dAbezzo onzie mezza, Matce

eletto onzie 1', Sandracca onzie un quarto. Si pe


ano il Maice, e la Sandracca, e i laVano con

acqua tiepida: aciutte che ieno quete gomme


all ombra, i pon` ono in un aggiuolo di vetro,
e i unicono agli Olii decritti, agitando una co'
tal mitura, no a tanto, che le materie i tro
vino incorporate inieme. Fatto qUeo, o a ba
gno maria , o a fuoco d arena i fa lentamente
bollire, onde meglio l une coe i unichino alle
altre; poi i cola, e conerva.

AI

95

Altra imzlel

Pirito di Vino purmo onzie 4, Sandracca


lavata, e poi fatta in polvere onzie 6 , Ma
ice eletto onzie 3 , Olio d Abezzo onzie z . Si

adopera nel farla, come mir-antecedente.


Vrmce della C[tina .
Pirito di Vino lib. r , Gomma lacca onzie 4,
Sandracca onzie 2 . Si polverizza eparatamen

te l una e l altra, e polverizzate , i pongano a


ciogliere nello Spirito di Vino a. bagno maria;
e colata la materia per pezza ottile, conerva

al biogno .
Varnice del R520 Padre Bertocchi
Minor Conwntuale.
Andracca onzie 7 e mezza, Canora onzie tre

quarti, Gomma copale onzie 4, Gomma


Anime onzie r , Spirito di Vino semmato 0n

zie 60, Olio bianco di Trementina onzie 2, Te

rebinto onzie 1 . Preparate tutte quete coe ,


pone lo Spirito di Vino in una. aca di vetro po
gliata di paglia, e in eo inondei la. Sandrac
ca, che dovr eere ata prima. lavata , eccata
allombra., e in niima polvere ridotta.

Fatta

linuione, i deve turare il vetro con overo e

carta pecora bagnata, anch agitando peo la.


materia, non eali , e non eca. Appreo la San
dracca i dee infondere il Terebinto , ciolto pri
ma in un pignattino opra ceneri calde, indi l'0
lio bianco di 'Irementina, chiudendo di nuovo il

vetro, ed agitando le materie, anch nello Spi


ito
I

93

rito di Vino i ciolgano. Ci tto, s'introduco


no per ultimo l' una dopo l altra le Gomme , e
le Reine, tornando a chiudere il vetro', e con

tinuando ad agitar la materia, nch le polveri


non i vedano pi in grumi raccolte. Per ulti
mo, i pone o`al ole, o al fuoco d arena il vetro, perch meglio i digericano , e tra di loro

s'incorporino le materie; locch fatto, i cola la

Vernice per pezza di lino, e i conerva.


\

Vernice da dare jpra li Fio di carta.


Omma Arabica ciolta in acqua naturale una
dramma , Sandracca in acqua vita calda un'
altra dramma; zucchero candito ben chiaricato

mezza dramma, chiara dOvi incorporata con


Gomma mezza dramma in circa. Con arte su
nica, e sincorpori il tutto inieme , ed avra.
una Vernice aai lura per la Carta. Avvertai
per, che a tutte le Vernici per la Carta i vuol
far precedere o colla di Pece chiara, o dAmido.

l- Vernice Iuira', che embra Grzallo.


Andracca bianca onzie 1 , Matice bianco dram
me 2 , Cantora mezza dramma; Chiara dOvi

ben' battuta, e chiumata , e pocia eccata al


ole, o alla. tramontana una dramm; Spirito di

Vino puricatiimo
in polvere niima,
lo Spirito di Vino,
perch s' incorpori;

onzie 6. Riducei ogni coa


e i pone in .un aggiolo col- *
quaando il tutto inieme ,
appreo, i mette la mate

ria. a cioglieri del tutto al ole ,

o al fuoco,

ciolta che a, i cola, e i conerva.


z. .

J".

- i

'

94-

'

.Altra imile-a
Rendai chiara dOvi ben sbattuta, e purga
ta dalla chiuma che fa nello sbatterla , e

ad ea unicai Zucchero candido in ottil polve


re ridotto, e meglio riece chiaricato, ed a al

da. cottura ridotto, ed una. uciente quantit


d acqua vita semmata. Fatta l unione di que
e coe, i pongano in una caraa, e in ea i
quano bene inieme , anch s"incorporino , ed
incorporate `che iano, i avr la Vernice fatta.

Vernice di Gio: Daniele Gro per guardare


gl .lrem' dalla putredim .
Rendi una. libra. di Spirito di Vino, ed un po
co dAmbra chiara, la quale per 48 ore al

meno la arai a bagno maria ciogliere nello Spi


rito uddetto; ciolta che ia, aggiugnerai loro un
poco di Mai-ice , ed altrettanta porzione di San*
dracca, ed altro poco di Trementina, etornerai

collo teo mezzo del bagno di prima a ar li


queare ogni coa. inieme; fatto lo cioglimento,
prende l inetto , i dientera, e per alcuni gior
ni i bagna collo Spirito di Vino , nel quale ia.
tato diciolto Zucchero candido; indi, ci fatto ,
.:i copre con queta. Vernice pi volte, e no che

lucido addivenga come il vetro. Cos lInetto


durer per molto tempo enza tarlari ,

[/Ernice da dari/pr un 'Velo, che diverr


lucido come un cri/fallo.
Tendei un bianco velo opra un tellajo, e proc
curati che reti ben teo ovra eo; poi tico

pre

95
pre da. entrambe le parti colla eguente Vernice:
Piglai Olio dAbezzo, e sincorpora con acqua
di Ragia a freddo, sbattendo l una e laltra in~

ieme , nch diventi la materia sbattuta come

chiara d Ovi; indi i lacia ripoare quanto ba


ta, perch i faccia la precipitazione necearia
delle parti peanti, poi in altro vao i decanta.

Fatta la decantazione, i prende la materia. pi


chiara, e con pennello groo i ditende opra il
velo da entrambe le parti , e con un coltello di
legno , o doo enza taglio i uguaglia. Ugua
gliata che ia, i lacia eccare all ombra in luo

go difeo dalla polvere. Quando queta mano di.


vernice ar eccata , i potr ricoprire con altre

mani nel modo di prima , e verr come cri


tallo.

Altra Vernice imile, ma angibilc.


Omma Copale chiara ridotta in polvere ot
tile un onzia , Trementina lucida on
zie due: o in un vao di terra ben vernicato, o,
meglio, in un vetro, sincorpora a lento fuoco

luna e laltra inieme. anndo 'la Gomma


ciolta, sinonde nella materia unita agoccia a

goccia onzie 3 di Spirito di Trementina meco


landolo bene con ea. Allor che i vuole adope
rare. i adopera calda, o al ole, 0'-al fuoco o
pra il velo ben teo in telaio, che verr come un

critallo. Avvertai per, che piegandoi, i rom


per.
'

Vernice di Gomma Lacco..

Ottima Lacca in tavolette ben nitida, e tra

parente quanto vuoi. Peai groameme,e


con

cos pea sinonde in liciva dolce per tre ore;


dopo le quali i a nuova infuione per altre no
ve ore inaltra liciva della medeima qualit . '
Fatte cotete inuioni , i lava nellacqua chiara,
e lavata, i mette all ombra ad aciugar . Si ri

duce poi in polvere ottiliirna, e i taccia_. Ci

fatto , iceglie un aggiuolo di vetro , che ia lungo


di collo , e per due terzi almeno di pi capace della.
materia., e in eo i mette la polvere della Lac
ca, opravuotandovi Spirito di Vino tartarizzato
in quantit congruente , che opravanzi per quat
tro dita traverali la Gomma polverizzata.. Cos
dipoe le materie nel aggiolo , i aran bollire
inieme a lento fuoco,

non mancando di agi

tarle a quando a. quando .~ Diciolta che ar la


Gomma, i caVer fuori del aggiuolo una libbra
della materia, e ad ea i aggiugner una dram
ma di Sandracca;

cui fatto, i quaer ben be

ne la mura, nch il tutto vedii perettamem


te incorporato inieme.

Moda di Ez'ogz'c-re lAmbra, o ia Carabe.


l prendono onzie 2 di Carabe, o Ambra bian
ca e lucida, e libbre una di Spirito di Vino

del piri perfetto Che i trovi; i polverizza il _Cara


be ottilmente, e polverizzato, i paa per eta.
D pi onzie 1 di Sale di Tartaro, oppure di Sal
{io di nitro. S inonde e luno, e l' altro nel~

lo Spirito di Vino in un aggiuolo, che ia. gran


de@ il quale ben chiuo, e lottato, i pone al o
le , e in inverno al fuoco d arena in un fornel

lo, cuotendo et agitando peiimo le materie,


ad eetto che-l'Ambra i ciolga, Se peravveny

tura- i vedee che il Carabe non i ciogliee,


.

ria_

97

fondei nella materia una porzione di Spirito fat


to con due parti di Sal di Tartaro, e di una par

te di Sale Armoniaco, che cos renduto lo Spiri


to di Vino pi ecace , i cioglier . Scioglie
ancora lAmbra collOlio di Sao, ma comuni

ca alla medeima. un fetore troppo rincrecevole.

. Vernice per Carta da impanare.

..l

Atice oncie 1 , Cera vergine bianca oncie z.


Si fa liquefare luna e laltra in Acqua vi

ta semmata a lento fuoco; e dopo,`o in luogo.

caldo, o in vicinanza di amma capace a rical


dare la Carta che deve invernicari , con tenero

pennello i d la Vernice calda alla ,Carta prepa


rata ad un tal ine.

Vernice da ampare .
Ernice comune oncie 4, Fumo di Ragia on
cie 1 , Olio di Lino oncie 1. Si mecola o
gni coa. inieme a fuoco lento, fino a tanto che
il colore ia incorporato colla Vernice, avverten
` do di andar aggiugnendo l Olio a poco a poco
;nel tempo che i mecola , e cos fatta. Per
chi la. deidera roa., in vece di Fumo , i ua
Cinabro ec.

Fine del prima Libro.

93

_,

LIBRO SECONDO.
Dc] modo di Dora, ed Iargerarc in
divere maniere;
Iccome le Vernici altro non ono che una ma*
S teria, la quale, fatta con arte, ed applicata
a ci , che- i vuol applicare , rende una. u
percie divera'? da quella, che motravai , e di

rozza e poco gradevole che era , la fa diventare


vaga, bella, e di maggior pregio;cos`i didicevol
coa non parmi l aggiugnere in econdo luogo,
e porre in queto libro il modo , che praticai nel
lo indorare, ed inargentare diveri metalli in va

rie e divere fogge; imperocch anche in tal mo


do i vieneun fondo a coprire, il quale, coper

to che ia, non potr- non a meno di eer pi


vago di quello che era , ed all occhio altrui pi
`gradevole comparire. Vero , che in queto ge?
nere di coe v hanno arteci dingegno, che ado
perando quotidianamente, e bene , non abbio

gnano delle mie intruzioni : Tuttavolta , icco

me a queti tali non intendo io di parlare, e di


crivere; cos quello, che appreo ar per dire
per_ riguardo al mio impegno , intender che deb

ba ervire a puro divertimento di certe curioe


perone , le quali d ogni coa cercan apere; il.
perch, a contentamento di quete, m ingegne
r, ;qbanto per me i potr, di pubblicare diver
e notizie, tali, quali mi ono tate per altri da

te, onde oddisfare i poano. Avrei deiderato i0

teo che pure e emplici , qual ono, dal mio


fonte origin traeero; ma perch niuna cognizio
me

,v

,^-}

`a19,",-"-...'~~--./-\~~
--na-

~
* "un

'.99

ne ho io, e niuna capacit in tali materie', cos


a quel d altri tato metier chio mi volga per
averle. Se tutte, leggitorcortee, non ti embra
er buone , e tu all ottime t appiglia_ , che non
poche ee ono, per la perienza che n' ho avu
ta , e lacia quelle, che al tuo palato aporite non
comPa-ifero. Cos verrai a oddisfar te, e nello
teoqtempo a gradirein qualche modo l opera
che ti ho pretata, perch con ea ti ollevi , e

diverta. Senza pi dunque, pao ad inegnare,


ed il modo a tracrivere, con cui s indoranoa
fuoco i metalli ,

Per zre lAmalgama d'oro per indo


rare a

noco .

I piglia un onzia e mezza di Mercurio mine


nerale vergine,

ed un Ungaro d' oro effetti

vo, 0,} in ua mancanza, un Zecchino Veneto ,

eendo l' oro di cotee monete il migliore che


i adopera per queta operazione, e poi tirato ot
tilmente a'martello , i taglia in piccoli minuc
cioli, e i unice col Mercurio , cui lacianlo al

cuni per qualche pazio di tempo unito, comec


ch neceario non ia; cos preparata la mate
ria, i d mano ad un Crogiuolo , che roventar
ai al fuoco di carbone , entro' cui , fatto roo

che ia, gettar dovra la mitura, proccurando


di agitarla ben_ bene col dentro, il perch fare,

prende il Crogiuolo con una tanaglia di ferro,

e i ia agitando no a tanto che l oro ia lique


fatto, lo che uccede pretimo. Avuta la fuio
ne dell' oro, i getta nell' acqua chiara, prepara
ta. per' ci in un carino, ed ivi i lava, il detto

vao agitando, per indi levarlo , e riporlo ad .i


G` 2
_
gra

too
'
.
Fravari dall acqua opra una carta ugante , cui
ottopoo ia un pano lino di raro teuto, ed i
gravato, collocarlo in un vao poco fondo , pulito ,

ed illeo da ogni ordidezza untuoa, e nello eo


conervarlo, e tenerlo ben _guardato dagli odori.

det Oro cos preparato, i chiama Amalgama.

Preparazione di quella che *vuoli dorare.


UppOnendo, che quello, che voi vorrete dora
re ia un pezzo dArgento; lo dovrete prima.
ar roventare a fuoco di carbone, avendo riguar

do che la violenza del fuoco nol faccia colare ;

indi, fatto roo`che ia, simbianca collimbian


chimento degli Argentieri, che i fa nel modo e
guente : Si piglia quella quantit di Tartaro di

Botte, che al votro biogno vedrete convenire,e


petato
minutamente
, i mette
in unnuovav
acconcio
vao di rame
non iagnato,
o di terra
ben

vernicato , con tanto Sale bianco, che vaglia per


la met del Tartaro, e con uciente quantit
d acqua i fa bollire, non laciando di mecola
re ogni coa inieme con un pulito legnetto; indi
fatta la bollitura, tuerete in ea il pezzo d' ar*
gente , laciato prima rareddare , il quale , quan
do avr pur eo per qualche pazio di tempo bol
lito, lo levarete fuora con qualche coa o di le~`
gno, o di ottone, o di rame, non mai di ferro,

piombo, o imile , ed oervatolo e bene im

biancato, lo pulirete con una addattata coppet


tina , ed arena di mare , la quale pulice enza.
detrimento del pezzo, e e non lo foe, vi rifa

rete da capo a. roventarlo , e a farlo bollire c0


me prima nello imbianchimento ec., e ci tante
volte farete, nch ia venuto perfettamente bian-v

co.

101

co. Ci Fatto, lo pulirete, come i die, anch


divenga lucido , e perda la patina. del bianco , che
,acqui nell imbiancarlo , indi con tela uata.

bianca lo aciugarete, _e perch perda. qualunque


umidit che oe in eo rcata, lo porrete a ri
caldar di nuovo opra carboni acce .
Gli altri metalli poi, fuori del Rame, e dell
Ottone, che anno bollire nello accennato im
'bianchimento per pulirli , non per imbiancarli
giammai, liciano coll arena, a. dierenza de

due mentovati di opra, che voglioni nettare con


la, bruchetta di ottone.

. Del modo di avvia/are il ,Ala-voro col


Meruro .
-

Ulito il pezzo dArgento nella forma inegna


ta , verrai endendogli opra Mercurio ver
gine con un pezzo di Rame avente la. imilianza/
di un brunitore, cui , perch rendai agevole a
prendere il Mercurio , vuol bagna: nell acqua.

orte da partire , e bagnar pure talvolta convic:


ne, come vien praticato , il lavoro che indorar
dee, ad eetto di meglio diporlo anch eo a.
ricevere l argento vivo, e bene lo ricever, e o
collo trumento te` accennato , o con un pen*

nello , o con bambagia gli i diender opra. ,


proccurando, che nel dienderlo venga dieo
eguale, onde la upercie del lavoro divenga Ju
cida come uno pecchio. Ne lavori groolani,
vale a dire nel Rame, o nellOttone ec'., i vuo- '

le uar prima lacqua. orte, et indi il mercu


rio .
t

G 3

Dell

102

Dell applicazione del] Amalgama i


Ieo che avrete il Mercurio, come opra p

dienderete ancora u di eo l"Amalgamaz


cio l oro, che 'avete preparato col menzionato
Mercurio, e lo diendercte col brunitore di ra

me, proccurando con ogni poibile diligenza che


venga in ogni ua parte diteo, onde nel lavoro
non groo
trovii inpunto,
che non
retiuncoperto,
n fat
ia.
pili
un luogo,
che in
altro` Ci
to, i porr ubito il lavoro amalgamato opra
fuoco di carboni accei ad isfumare, che ia per

di grado lento, anch venga l' opera perfetta z


e poi con un piumacciuolo di bambagia deei an
dar comprimendo lAmalgama, ove cada in ac
concio di farlo , e perch la compreione venga.
ben fatta ,, e meglio con ea venga unita la ma

teria ditea, levarete il lavoro dal fuaco quando


incomincia a. bollire il Mercurio , e fuor d' eo
pi comodamente ad una talopera compirete. Ci
terminato, lo ritornerete ul fuoco , e quando' il
Mercurio a bollire ritorna, da quello il cavarete,

e di nuovo collaccennato*piumacciuolo andercte


la apercie amalgalata comprimendo e fregan

. do anch lAmalgama venga bene uguale in


tutta l etenione della medeima , e tante volte

vi rifarete a. qUeo, quante biogneranno, e no

a tanto che il Mercurio ar tutto sfumatozeClle


il lavoro reer giallo. Il quale per voi dee di*
ligentemente oervare e foe mancante in qual
che iai parte delloro, e e tale lo trovae, in
que luoghi ove manca , tornerete ad avvivarlo
col Mercurio ; cui fatto, li coprirete con nuovo
Amalgama, facendolo appreo sfumare , e rego
~
lan

103
landovi nel retante, vale a. dir s nel compri
mere, che nel fregare col piumacetto di bamba
gia, `come vi regolace da prima, perch cos

operando , verr il lavoro perfettamente dorato .


E' d avvertire per , che nel are coteca opera*

zione, metieri farla in luogo aperto , perch


il mercurio, che sfuma., entrando coll aria den

tro dino, potrebbe indurre paraliia ne nervi.

Del modo di pulire il lavoro dorato .


L lavoro, che dorato , prende una patina
di giallo oaturo, enza lucido, e per farglielo
ricevere, e cavar fuori il bello dell oro, i deve

'operare nella. eguente maniera: Si piglia aceto,


e con quello bagna. la. upercie dorata, e poi
con bulchia d ottone ottile i frega bene, nch

ia levata la patina e coperto loro, s ha a ar


queo per in modo, che non l porti via nien
te d eo regando, e che rilucente e bello addi
venga . Ci fatto, d mano ad una pezza di.

tela bianca. e pulita, e {i aciuga; lo che fatto,


deVei ricaldare di nuovo opra il fuoco il lavo
ro, ma in maniera., che la mano che il tocca ,

tolleri il calore' dallo eo contratto, appreo


cui, s' infonde nel eguente bollimento per fargli
prendere un bel color dT oro.

.Fallimento per dare il colore alle * i


`

dorature.

Rendai Zolo , e Tartaro di Botte in ugual


porzione, ed altrettanto di Sal bianco. Si
facciano`
in ottil polvere , e siinondano in una

miura d acqua, e d orina preparata in un vao


4

di

104.

di rame, o di terra vitriata capace , e per la quan


tit della materia., e della di lui grandezza a con

tenere il lavoro, che deei bagnare; poi i ponga


il vao al fuoco , e i ccian bollire le polveri ,
l acqua, e l' orina inieme , e quando una cotal

.mitura bollir, i tua in ea il lavoro, opeo


o ad un lo di rame, o di ottone, oppure ad
una cordicella di reitente refe , o altra imile z

e poco dopo i leva fuori , e i bagna toto con ac


, qua freca pura . Se i-n queta. prima iniione il
lavoro non venuto a votro modo , e voi tor
natelo a tuare nel bollimento , in che vedrete

eer Venuto il lavoro di color d oro perfetto. E'


d avvertire , che ho detto di opra. , che il lo ,
che i adopera per opendere il lavoro nel ba

gno vuol eere o.di rame , o di ottone, o_ di


canape, non gi di ferro, di legno, o di piom
bo , perch da cotai materie il bollimento ver
rebbe deturpato, ed il lavoro nero. E' bene an

cora il apere, che e i tenee il lavoro di trop


po nella materia che bolle, addiverebbe di color
.foco ed ocuro, nel qual cao , a chi lo volee
richiarare, converrebbe di_nuovo rifari da capo

a ripulirlo, e ad amalgamarlo. Ridotto a color


perfetto, i lava per ino con orina, indi con ac

qua freca , poi 'i aciugacon panno lino bian


co, e per ultimo, gli_ i cava tutta lumidit o
pra il fuoco.

Modo di lavorare,co]10rah l'Argento.


Rendei Creta ben netta, e simpaa con ac

qua pura in maniera , che con un pennello


i poa ditendere in que luoghi, ne quali non
volete por l oro. Ci fatto, i aciutta bene opra.
..

car

10$

carboni, e p`oi con una lamina di coltello, o al

tro imile trumento, i netta e pulice bene il


vano dove i dee dar l oro, di modo che in eo
non reti una comecch minima particella di ar

gilla. Appreo queto, i fa uo del Mercurio do#


Ve s'ha. da indorare, e poi dellAmalgama , nella
maniera decritta. Cos coperto il lavoro, i po

ne a caldar bene ul fuoco, non a roventare pei


r, e da quello tolto, rareddare i lacia. Raf;
reddato che ia, tuar i deVe nel eguente bol
limento, che ai con un onzia per orte di Aim
me di Rocca , e di Tartaro bolliti in due libbre

d acqua di pioggia, 0 di citerna il lavoro dora


to ,il quale , dopo d aver per competente tratto di

tempo bollito , i leva fuori, etroverete largento


bianchimo addivenuto, e l oro netto dalla pat-
tina del Mercurio . Se non olante ogni uata cau
tela oe lAmalgama paato nel bianco , colla
pietra , chiamata dagli Argentieri Codina, i le-~

va, ed appreo i colorice nella egente forma;


Pigliai or puro di farina di frumento , e fatta
con eo, econdo le leggi-dell arte , colla, i di
tende opra. l argento bianco, come i ece colla
Creta, e con un calore moderato i a eccare z

avendo riguardo, che , nel ci are, non reti la col


la Vecicata; ch e reae, i rompono le veci
chette, e i riempie il cavo delle medeime di nuo
va colla, nettando diligentemente l oro , e pal'
ato foe in qualche luogo a coprirlo. Finalmen
te i perfeziona l opera, tuando il lavoro nella ,
mitura eguente , fatta con porzioni uguali d
Zolo, Tartaro, e `Sale bolliti inieme, non ico'

tandoi giammai z operando , dalle regole , che


i ono epote di opra.

Ale

106

.Altro modo di colorre I Oro, e lArgenfo,


vale a dire a oro e bianco.
I piglia. Verderame no, Sale-armoniaco, ed
un poco di Sal nitro; diemperai il tutto
con Aceto orte, e opra. pordo ottilmente

macina. Cos macinato , i diende opra. il la


voro , che vuol eere ben bruchiato, e meglio
ancor arebbe e foe ato prima. bianchito, poi
brunito, e coperto, come opra., ne luoghi, ne'
quali i vuol che rei bianco con colla di farina,
et indi meo ad aciugare al fuoco, onde con
umi lumido; da quello i leva, e s inonde in

orina, e cavato da quella, i lava. con acqua fre


ca, e per ultimo ecca. al fuoco.

Altro color d Oro con hl a.

Lume di Rocca, Sal bianco, d ogn uno parti


uguali, Sal nitro al peo delle due prime
droghe unite inieme-Fatte che eno tutte cote
e coe in ottil polvere , i pongono in un vao
di terra. con un poco dacqua. chiara, onde sim
paino, e reino liquide- Appreo, mettono
al fuoco, nch la materia. prendi buon colore,
e faccia li boccaletti groi, e poi leva dal uo
co, e lacia. quietare dal bollore. Quietato che
a, i piglia il lavoro, che dee eer ato prima
imbianchito , e poi bene arenato , et indi in ac
t qua. pulita lavato , tuffa nella. ala. , dimenan

dolo tanto in ea., che rei ugualmente coperto.


Cifatto ,

i trae fuori dal bagno, e i pone ad

aciuttari moderatamente ul fuoco, anch per


da tutta l" umidit della ala. Si leva poi dal uo
.'--

C0

. i

107

eo enza che tocchi pit acqua, e 'i tiene cos:


Intanto i fa caldare acqua pura, e in ea sin
fonde il lavoro, che cppellite_ nella ala, onde
i tacchi ,* taccata che ia, i getta nell acqua.

fredda. Per compimento poi dell opera , por-rete


ul fuom a bollire la mitura aurea detta di opra,
fatta con Sale , Tartaro, Zolf, ed Orina , e quan
do ha bollito un poco , prenderete il lavoro , e

in ea limmergerete, facendo in appreo tutto


il retante, giuta il modo inegnato di opra.

Pol-vere per dora a i-cc Argento,


altra Metal/0. `

ACqua forte da partire oncie 2 e Un quarto,`

Oro no d Ungaro , lo di Zecchino Veneto


carati 9 , Sal nitro carati 22 e mezzo , Sale Ar
meniaco altrettanto, Sale comune bianco carati
5. Tutte quete coe unite inieme, toltone l'O

rol, i pongono in un aggiuolo di Vetro dal collo


lungo nell acqa forte, e i fa tare opra il fuoco
(quando i volee far preto, ch' io non coni
glierei , perch meglio che l vaua foi-te gli
ciolga di per s ) no al totale cioglimento
de ali. Sciolti che eno, sinonde nella mate
ria l Oro ben battuto e tagliato in nimi mi
nuccioli 5 chiudendo bene la bocca del aggiuolo,`
ad effetto che, agitando la materia -in eo chiu
a, non trapeli fuori, Vaporando .1 Tale agita

zione ander praticando , nch lOro i veg

ga deltutto ciolto, e che l acqua abbia preo


il color dellOro. Locch ucceduto,` i verer
tutta la materia in una taz'za capace per l uo
egUente . Si prendono pezze di tela bianhe di
bucato ottili non avanti alda , e i pongono ad
in.

-_ mb

108

inzuppare nell acqua forte dorata; inzuppate che


eno , ii mettono al ole a eccari , 0 in ua man

canza, o. un fuoco lento diee opra una vet


ghetta pulita., o altra imile coa gentile; quan
'do aranno ecche", i prenderanno, e i porranno
opra un piato, o altra tal coa viti-iam, e sin
cenderanno. Bruciate che eno, i macineranno

opra un gentil macinello , conervando diligen


-ltemente la. polvere, che da loro e n ebbe, la.
quale quella, di cui e ne vuol far uo ullAr

gento ben lurato , e Col Tripolo pulito, o coll


oo bruciato, in cao che dorar i volee.

Tal

polvere adoprar i dee con Acqua. vita gagliarda


fatta enza zucchero, diendendola o con punta
di ecchi di canevazzi , o zolfanelli , oppure col
fovero , fregando tutte le upercie del lavoro ,

nch ha. preo bene il color` d oro. Cui fatto ,


---`,__.'_/_-v

brunice , e in luogo da-poterlo fare ,/.0

lura coll oo calcinato aciuto.,

Colore per I Oro di Francia.


Artaro di Botte peo oncie 2, Sal bianco pe
O oncie 1 , Zolo pelio oncie mezza, Cur

cuma in polvere dramme 3 , Acqua, ed Orina.


parti uguali, ma. che la quantit. a baante per
l'uopo . Unite quece coe inieme, li adopera
come opra.
Pulmento da Oro .
Ripolo no, e di bel colore oncie 1 , Zolfo

in canna mezz oncia, Antimonio un quar


to. Simacina ogni coa inieme ben bene con
aceto forte i ed incorporate che eno tutte ciocc

,
roy.
te coe , i anno in pallotole, o in altra Forma,
e i conervano. Si adopera opra l Oro con ace
to orte , e tecchetti.

Saldatura di Oro.
Arati 20 d'Oro no, carati 5 Rame , Are-.

nico unpgrano , ed Argento carati 5 . Si pon


gono in un crogiuolo lAi-gento , ed il Rame i
fui che ieno inieme, i unice alla fuione l O

ro , e l Arenico , e quando anch ei coll altre


coe
on fui, e bene incorporati, la aldatura

fatta.
i `

Altra izldatura di Oro.


A terza parte delloro, ar la met Rame, .

e l altra met. Argento no. Adoprai con


Borace no uo.

lnargeizfazara a anco .
Rgento di Francia bruciato enza polvere, e
ben netto, un ottavo; Acqua forte da parti
re un quarto; Sale Armoniaco bianchimo un

ottavo; Sublimato carati quattro; prendei l ot

tavo d Argento bruciato , ed il quarto d* oncia


d Acqua orte da partire, ed unito luno all al-'
tra , i pone in un gropetto di vetro capace , e
ai caldare al fuoco, nch l argento ia.` ciol
to. Appreo queto , i piglia un pignatto con
acqua chiara e freca , in cui s' infonde. un po
co di ale , o alina bianta, e dietro a queto,
i vera nel pignatto il uo argento collf acqua.
orte, e i pone ul fuoco a. bollir leggermente,
ne

11

n da quello i rimuove, nch l argento non


{iai unito in uno, o pi globetti.

Quando que-x

co ia. accaduto, leva. dal fuoco, decanta


l acqua con derezza, acci reino nel pignatto

gli accennati argentei globetti , i quali li fanno


cadere in un piatto , ed ivi {i laciano poare ,_

onde n' eca da e tutta l acqua che contengo


no, la quale dee pur ea decantare , per aver

agio di tornar a verare nuov acqua calda un po


alata opra loro per dolciare l argento , il_ quai
{i dolcicher ancor meglio, e perder tutto l 0-2
dore dell acqua forte, e i torner. a fare per la_

econda volta bollire.

'

Ridotto a tale ato largento, devi poi piglia

xe un vao di rame, o in ua vece, una Pignat-`

ta. nuova, e in ea porre ,un boccale d acqua di


pioggia, o di fonte, con entro Tartaro di Botte

di Bologna libbre una, Sale bianco mezza libbra,


e metterla al fuoco a bollire, e quando bolle , in*
fondervi dentro un po di Rame, oppure cinque,
o ei mezzi bajocchi (s intende empre, quando_
il -vao non ia di rame) laciandoli ivi tare a

bollire per un poco. vAppreo , s ha a preparare


la imbianchitura d argento rimalea nel piatto, e

unire ad ea carati 20 di Sale Armoniaco, altri


_20 di Sal Gemma , e di queto vuoi far uo, non
elendo egli neceario, mentre tant e tanto en-e
za eo vien bene il lavoro; altri zo di Sale co
mune bianco , o di Salina, che _ar migliore; e
nalmente carati 4 di Sublimato , le quali coe

tutte ridurrai in ottilima polvere, mancinan


dola ancora, e luopo il richiegga;

nel che fa

re, andrai pruzzando, la materiag'con acq`ua pu


ra e limpida, onde con ci la compoizione po'a,
renderi al pennello obbediente , e addivenire li

quida come ala.

Fat,

ur
Fatto queto, devi poi prendere quel Metallo,
'a Ottone , o ia Rame , che vudi inargentare ,

e porlo ul fuoco a diventar roo , e quando lo


ar, lo devi levare , e toto infonderlo nella
pignatta, o vao di rame che ia , che avrai la

ciata ul fuoco, e nella materia che contiene ,


far che bolla per un pezzetto , per pocia bollito
che abbia, levarlo uora con tutt altro, che cori

ferro. Levato, riafondilo in acqua fredda pulita,


enza

rimuovere giammai

il bianchimento

dal

fuoco , ane di averlo empre pronto all uopo.

Dovrai poi levare il pezzo, o li pezzi, che inar


gentare i vogliono dell acqua , e quando lo avrai,

o li avrai diligentemente_ puliti colla bruchia di


ottone , con un pennello e gli dienderropra
l imbianChitura d argento da per tutto ugual
mente , e cos invernicati, i porranno ul fuoco

di carbone ad isfumare , per indi tuarli nel bian


chimento che ar ul fuoco preparato , guardan

do che niuna porzion di feer tocchi lo teo, dal


quale quai ubito levati , i getteranno in acqua
chiara , per indi , tratti da quella , pulirli colla
bruchia accennata, come i fece di prima. Fat

to queto , i aciugher il lavoro con pezza bianca


e ben pulita, e tornerai ad inargentare , reite
rando le decritte operazioni 4, 5 , 6, ed anche
7 volte, mentre, caricandolo aai d argento,
embra, che non ia cos facile, che linargenta
tura i croi , o croltandoi , che il metallo i

manifeti 5 e poi anche , perch il lavoro riece


pi bianco, e di maggior durata. Lultima vol
ta che i far l operazione , toto che levarai il
pezzo, o li pezzi dal fuoco, i dovr., o dovran

no tuare nel bianchimento imile al primo,


coll aggiunta per dell Alume di Rocca; e trat
to ,

112

`to, o tratti da quello, i porranno nell acqua


l

fredda , i puliranno colla menzionata bruchia,


ed aciuttati , e li dar una nuova. mano dinar

gentatura, facendo il pezzo , e li pezzi sfumare


come opra . Poi simpronter Tartaro di Botte
ottilmente peo e acciato, nel quale sintin
ger la mano , che dovr eere ata prima ba
gnata in acqua netta, e i fregber bene il lavo
ro inargentato, nch luopo il ricerchi. Quan
do avrete quea diligenza fatta per l ultima vol
ta, i porr, o potranno i lavori nel bianchimen~
to, che far ato levato dal fuoco, e piL volte in
quea forma operando, caldarete l uno, o i pi
lavori , c cos li tuerete nel bianchimento alu
minoo, tergendoli col tartzro , e lavandoli con

acqua pulita , non che aciuttandoli con pezza net


ta, e da qualunque untuoit purgandoli , per in
di, caldati opra li carboni accei , acci i ec
chinobene , brunirli inque luoghi , che aran
da brunire. E d avvertire, che per queta ope
razione , ono migliori ad aai li vai grandi di
:rame , che que' di terra., mentre ne primi sini

fonde meglio nel bianchimento il metallo caldo ,

che sinargenta,
Avvertmenta .
Er inargentare il Tombacco, Primcisbecco ec,
b_ ' sha. a contenere nel modo che egue Ogni
volta che avrete data a coteii metalli la mano'
di'nargentatura, li dovrete far sfumare, ed ap

preo tregarli col tartaro crivellato no, e cos


pulirli con eq: deve per ogni lavoro eere ia
to prima colla bruchia ripafato. Non necea
rio di porre cotei metalli nel bianchimento : in
tutto il reo poi, i adopera come i fa ull'Ottone,

Del

113

Del modo a inargema *a [Ecco, detto

wolgarmente a Boima .
Artaro di Botte di Bologna oncie 2, Salina
bianca comune oncie 2/, Acqua forte da par
' tire bajocchi 2, oppure quanto bata per cioglie
re carati 30 dArgento no bruciato .

Si 'prende

Poi un aggiuolo , o mile altro vao di vetro ,


in eo i pone l acqua forte , nella quale i dee
infondere li 30 carati dArgento a dicioglieri ,
:ma a vao aperto, ed a calor moderato.

Dopo

che l acqua forte avr ciolto largento, i dee


far vaporare, e vaporata che ia, i vuota l"ax'

gento in una cudella ben vetriata , e ovr eo


vera acqua di ume, o di pioggia, o di fon

te, che torner meglio , con cui laver l ar


gento, il quale precipitato poi al fondo, vuoli
decantar l acqua con detrezza., Per ave,- comm/

do di replicare una tale lozione, nch largen

to reti dolcicato. A queto poi, fatto dolce che


- a, unirete il tartaro, ed il ale , il quale dee

,eere tato rima bollito in acqua pura , e la


ciato precipitare , e ripoare per ore 24 , faccn~

done del tutto un compoto a Boima. Prepara/


ta che avrete coteta Compoizione, prenderete il
lavoro, che vorrete inargentare, e lo tergerete
bene colla bruchia, o coll' arena di mare', cui
fatto, gli darete opra la Boima o colle dita, o
con altro a votro piacimento , avvertendo che,

ogni volta , che volete u d eo replicare la Bo


ima, conviene che ia bene aciutto. In tal m0- '
do il lavoro addiverr bello, e bianco come lAr
gento. Inargentato cos, lo aciutterete con pan

no lino bianco, 0 ul fuoco; indi lo brunirete.


.H

Al

114

Altro modo particolare per nrgentar a fred


_ da, coniderato per miglior: .
l

Rendere due dramme di Argento di Francia


bruciato, e fatelo ciogliere nellAcqua orte
da. partire opra lento fuoco in un vao di vetro
di bocca larga. Dopo, piglate Alume di Rocca,
e cioglietela in acqua calda comune entro un
pignatto nuovo vetriator., Diciolta che ia, por
r'ete cote' acqua aluminoa cos calda. in un al
tro vao di vetro , di maggior capacit del pri*
mo, e di bocca ancor pi larga , ed.in ea in
fonderete lArgento diciolto. Quando i ar poi..
fatta la precipitazione-dell argento , e che l ac

qua iai -chiariicata, decantatela con deirezza ,


e erbatela a parte ben chiua. Sopra l' argento
precipitato vererete altr' acqua aluminoa, col
metodo prima tenuto, e cos arete per tre, o
quattro volte, onde l'Argento purgar bene i po
a. Pur-gato che ia, prenderete un oncia di Sa
lina~ bianca comune, un' altra di Alume di Roc
ca, e quattro di Tartaro di botte bianco, e bel
lo. Con tutte quete coe i prende pure lArgen

to purgato, e fatta di ee Una perfetta miura,


i petano ottilmente, e _i acciano con itaccio l
dattela di eta na, procurando che lArgento

venga bene diribuito. Sopralquea compoizio


ne vererete in pi volte quella_ quantit dacqua.
aluminoa, che vedrete abbiognare per impatar
le polveri, e niente pi, mentre la pata che ri
fultar ne dee, non deve eere_ n troppo molle,
n treppo dura. L ultjm acqua alumihoa che
adoprerete, vuol eere fredda,

e non calda co

mele prime volte. Fatto queo, prendrete il


'
avo

>5

'

us

lavoro, che inargentar volete , ia di Rame , o . ,

ia d Ottone , e lo farete roventare al fuoco , e


rareddato che ia , lo porrete _nel bianchimento

da Argentiere, e lo farete per un poco bollire ..

Levato poi che l avrete dal bianchimento , lo


ulirete con arena di mare e p'oi con forte pen
nello gli tenderete opra l inargentatur'a con ma
-no calcante; coa, che a votro piaCimento re

plicare potrete. Riuciuto che ia il lavoro bel


lo, bianco, e di votro guto, lo fregarete con
panno lino bianco, e cos pulito lo immergere
te nel bianchimento bollente , da cui- quai toto
tratto fuora, lo getterete in acqua fredda. Per
ultimo,

lo pulirete con arena , e il biogno lo

Vuole, lo aciugherete con panno , indi con fuo

co, e-nalmente lo brunirete .

Imbiainchmemo per ,Argento di met;


Artaro di Botte una libbra., Sal comune una
libbra e mezza, Alume di Rocca oncie due.

Preparate, ed _unite cotee coe inieme , i ado


pera come negli altri imbianchimenti .
t

.aldatura dArgento .

Rgento no colato un oncia; Ottone vergii


_
ne di banda in latra ottile mezz oncia.
olato che ar lArgento, i pone l Ottone a
fonderi nel crogiuolo, cui i unice un carato di
~f\renico. S incorpora bene ogni coa inieme ,
indi i leva dal fuoco.

'

H z

Sal

116

Saldafam _dArgento na:


ARgento no -un oncia , Ottone vergine oncie
tre. Fui che` eno quei metalli ,' i unice
ad ei Arenico, i fanno paglioni , e Volendo
queta aldatura adoperari, i adopera con B0.

race peto ottilmente .

Saldatura per lavorare Argento a mar-n

` tello, accia nia .


Ttone vergine in banda ottile un oncia, Ar
gento oncie tre. Quei metalli i fondono

inieme enza aggiunta di veleno, e raddolciti


che-eno, i colano, e fannoi paglioni.

Saldatura per Filogrami


Ame dolce un oncia, Argento oncie tre, Su
blimato quanto baa. Si fanno fondere tut

te que'e coe inieme, e fue che eno, i levan


fuori dal crogiuolo z, e e ne fa uo in. l'i'matura
con Borace .

.Modo dinaorare, o nargenta-re ca glia


qualivoglia Metallo .
`
g Evei in primo luogo o colla. bruchia, o
colla ola pomice in pane nettare , alac
curatamente pulire il metallo , che vuoli dora

re, o inargentare. Cos preparato, vuoli cal


dare opra' carboni accei, e caldo che ia, net

tarlo con bambagia non la-a, n pi toccarlo


colle mani, o con altre coe unte, o uccide, il

Perch i piglia con tanaglie per riporlo a cal


darti
/

117.
dari opra accei carboni. In tempo che caldai,
s hanno a prendere foglie d oro , o d argento ,
ch' eer non deono dell ultima ottilezza, ma '
di corpo , anzi che no , e ditendendone tre, o

- quattro l una opra dell altra, o meno , e cos


a voi piace, ulla upercie vcalda del Metallo col
brunitore fatto di Pietra anguinaria , o angui
gna, come dicono alcuni, e u d' ea fcrmarle,
oervando di cogliere quel tempo , per farlo bc
ne, che l oro , o largento s alzer in bolle , e
che trcmolar i vede, mentre quello il miglio

re, e pi proprio dell altro. Nel fermare o lu


ne, o l altre foglie di queti Metalli , 9 vanno
a luogo a luogo deprimendo colla punta del bru

nitore le accennare bolle, per poter. poi arle


ugualmente per tutta l etenione della uper
cie, che indorare , o inargentare i vuole con
bambagia , anch con ea ben ate che ie

no , i poano in appreo coll iteo brunitore


leggermente fregarle , e pocia brunirle .
Se poi opra tale inargentatura , che reta lu
cidilima, i volee dare un qualche morto per
renderla pifl vaga , i fa un acqua aluminoa , e
con ea. i ditempera argento , 0d oro ino ma`
cinato, e dopo aver ricaldato il lavoro, i da

ne luoghi, a votro piacimento diegnati, l ar


gento , 0 loro dioluto , il quale i attaccher.
fortemente, enza pericolo che giammai i mar
rica .

"*.

H 3

Afa

'118

A fare un Similqu di colore bellzmo, che

oltre la tenerezza uguaglia quello


.del Zecchino..
Igliai Rame'di Roetta, oppure di Calcedro
vecchio di buon colore, non iagnato, e a.

forza di martello. ridotto in ottili latre ,


purga col roventarlo ei volte almeno , uccei

vamente morzandolo in aceto , in cui ia tato


meo un pugno di ale, col quale poi terger i
dee , e fregarlo . Fatto queo , i prende un oncia
del Rame cos preparato , e in un crogiuolo a fon

der i pone. Quando fuo , e comincia a bol


lire, i prende 'Iartaro bianco ottilmente peto,
e gli i va unendo,

avvertendo- di

mecolar

le

materie con un legnetto , onde luna a l altra


materia unendoi , reti il Rame temperato , et
addolcito. Preparato cos il Rame, e colato,
vuoli aver pronta una dramma di Curcuma, un

altra di Zafferano; et una mezza' di Sangue di


Drago in polvere, per unirle cotete coe in pi
volte al Rame fuo ,

nel crogiuolo verandole .

Ogn un, vede quanto ia necearia la perfetta


incorporazione delle materie; perci conviene
nello infondere le polveri ul Rame ciolto, an
dar mecolandole inieme con un legnetto, onde
s ottenga il ne, che li cerca. Finalmente, fat

ta la perfetta mecolanza de Colori, e del Rame_


nel crogiuolo, i unice a poco a poco, per ulti
mo, alla medeima. venti carati di Zengo amac

cato per cadaun oncia di Rame, proccurando di


andar mecolando pur quea materia all altre

con un legnetto all' uopo prbparato, anch


I

5 in*

i,
.
`

.
v

.
A

z._

l
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I,

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K

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Ta-i:: :La:M
'k

119
sincorpor. Dopo che ,avr per poco bolli-to,
leva il crogiuolo dal fuoco, i getta in canale,
e {i morza nell aceto'. Quello Metallo i pu
in una. , o pi larine ottili tirare col, martel
lo, o in niimo lo, e cos piacez-rdurre.

Stagno bianchimo come Argento.


PRenda Stagno no, cio di quello , che chia
m'ai di reello vergine , i onda in meco
la o` tegame di ferro con altrettanta Salina bian

chima; colate c'he eno cotee due materie


unite inieme, mecolino in maniera, che sin

corporino bene , e dalla. polrere ocura , che da


tale unione ne riulter, i conocer .che _ono
incorporate . Fatto queo, pigliai queta polve
re, e {i lava. a pi acque in un-cattino; proe
guendo
una tale lozione, nch lacqua. re- i

ti chiara.. Si decanta pocia`l acqua, e i con


erva lo Stagno precipitato, il quale l mette do;
po a colare in un crogiuolo,\oppure nella. me
cola. adoperata. da prima., con Olio di oliva, nel

quale quattro volte morza; locch_ l'atto ,


avr uno Stagno bellmo , ma enza uono, e
enza. negrezza. Se poi vi oc chi volee ad
eo aggugnere una. ea parte del peo d'Argen
to vivo, addiverr pi bianco, mit pi agro. Se
nalmente piacee ad altri di unirgl polvere di!
vetro bianco, diverr di uono argenteo; ma an

cor pi agro.

1J 4

Smal

f.
120

.malto no (la porre pra- ogni


Metallo. `
SI prende Maice in lacrima , e i fa cioglie
re al fuoco; ciolto che ia, sinfonde nella
fuione il color che i vuole , .il quale deve ee*
re in ottil polvere macinato. Quando le ma- i
terie unite ono rareddate, i macinano otti

liimamente, e s impaiano con Vernice d ac


qua di xaga.
i
.

Bianco nto .`
.

Rendei ugo dAglio, Gomma chiara , Zuc


chero bianco candito; mecolai, e maci

nai ogni coa inieme, e e ne fa. uo .


Negro nto . g
Umo di Ragia calcinato, Maice in lagrima,
,ed Olio di piga ciolti inieme , ed uniti a.

forza difuoco. Rareddata 'quea mecolanza,


i riduce colla. macina in polvere ottiliima , e

quando i vuole adoperare, i diempera cOn


Olio di fpiga.
\

\ Fine del _Libro fecondo.

Ll

121

LIBRO

TERZO.

Selva di vari Secreti perimentati otti~

mi , 'e particolari.
- l.

.Ba-[lma dz vane mrzz.


Medicinali .

01,10 di Olivo delp vecchio che aver {i


poa , nel quale per tre volte ucceiva

mente` a bollire no al totale diecca

mene la. pianta. dell Ipericon enza pogliarla de


ori, oglie, e eme ec. Fatta quea decozione,

i prende la. Conolida maggiore c0 di lei ori,


e ai nuova. decolazion come opra. Compiuto
a queto ancora, i celgono due V/ipere delle pii
belle, ben purgate, e pogliate della pelle , ed
eenterate,

tagliano in pezzi,

e nell Olio i

pongono , il quale non pi che oncie 15 eer dee.


(lpe Olio poi meo al fuoco, fa. bollire no
alla. conumazione della carne viperina , cui fat

ta, prende un oncia. di Vitriolo Romano ru


bicato ,` due di Bollo Armeno Orientale, due di
Ritargirio doro , le quali coe in ottile, ed im*

palpabil polvere ridotte , i pongono in un ac


chetto di tela, e anno nuovamente bollire

no al conumamento della quarta' parte a. ucco


lento , con andar la materia , in cui bollono , qual~.
che ata. mecolando , proccurando che non tra

monti nel bollire. Terminata. quea econda bol- _


litura, lacia ripoare nella pignatta, e rared

da,ta la. materia. che ia, pone in un vetro , e .


conerva .
Modo

lP

t
\

. 122

Modo di operare col detto


Bazmo.

- -

L uddetto Balamo conviene s nelle ferite,


che in altri mali; e ripetto alle, ferite o ien

z di taglio, o di fuoco, i ungan quee attorno at


torno, lontano per. una coa di coltello dall
orlo loro; e e vi foe enamento, o infiamma

zione, le i pongon opra tre pezzette addattate


al biogno di tela vecchia, netta, e non apra.,

perch la prima uol ricevere la. marcia dicinta


mente dall' altre; la econda il angue , e ne tra.

mandae; la terza l altre umidit dalle prime


due ottopoe laciate ucire; e perch queo non
bata, meieri di applicare opra quetultima.
un altra pezza a quattro doppi, onde per ea.
venga aorbito tutto il uperuo umido, che non
erai fermato nelle tre prime. La ferita i medi

ca cos mattina, e era, avvertendo di gettar em


pre le pezze, che i levano dalla medeima al fuo
co. E d avvertire, che la ferita non ha biogno
;n di toppa, n di chiaro d ovo per fermare il
angue, perch il balamo ha facolt non olo di
farlo ubito , ma eziandio di levare lo paimo ,
ed il dolore in uno itante; e e vi foero nella
ferita minuccioli di ferro , o palle da chioppo,
poiede ancora la virti, ricercando il centro del`
la medeima , dell attrazione as , fuor d ea

traendo ogni corpo traniero, enza pena. del pa


ziente. La ferita non vuol taa, qualunque ia
la di lei apertura.
Tale Balamo erve ancora per le rotture di te
ia, per qualivoglia ammaccatura, o fraugimen

to dell oo del cranio. Ungendo poi la region


`

dello

'

'

123

dello omaco, o qualunque altra- parte oea dal


ato, la riora, e_ la riana, applicandovi opra
un fogli-0 di carta con un tovagliolo caldo . Se
dopo che uno i ar , o ar ato cotato i un*

ger
too , non s' alzer vecica . Fa eccar. l e
moroidi,i e uor tragge la. malignit d ee , un
gendole .. E' buono ancora per le cancrene , pel

male di cota., ungendo la parte . Serve per le


uoni, e contuoni, impedendo che non i
mortichi, e corrompa. Si puole ancor uare
per le glandole, che vengono, alle mammella del
le Donne. Inomma vale per le poeme , pei
vermi, per la ciatica nuova , e vecchia. , per le

piaghe delle gambe, purch non' vengano da mal


francee, per rotture,,e imili. Si fa. uo di que
o Balamo emi-a caldarlo .
.-:er-

Alle mozicature de Cam' fm rabboicref

to pe-Ho del Capitano Parenti.


Olvere di Cantarelle recenti, vale a dire ec
cate di freco, dramme cinque; Pepe or
dinario , ottilmente polrzerato , dramme due;
Salnitro purgato , e in polvere ottile ridotto,

dramma
Coralli bianchi
dramma . una;-'Polvere
Si` mecola ognidi coaiinieme
z. e iuna.
d
al paziente nel modo eguente:

"Alli Fanciulli d anni 4 no alli 10, {ia la do

e di 4 grani; dagli anni 10 no alli 18, {i die*

`no 7 grant; dalli 18 no alli 30, e ne crecano` *


tre, vale a dire , e ne facciano prendere grani
, 10. Re'ringendoi a dare. queto rimedio a ole
tre volte.

Se la moricatura ar nella. tea, i replica la.


doe dopo tre giorni. Avverta che queo rime
dio A,

124

dio va eibito prima delli 30 giorni, e vuol

pronto, e icuro il uo eetto'. Pu dari ancopa


nei 40', ma. il buon eito i rende incerto , pel

.mala troppo innoltrato.


La doe pei Bovia pci Cavalli di ;o grani.
nella. de Sovrani, cio Vitello groo, di 15 .

Quella. per le Pecore, di 10. Ai Cani , e ai


Iorci non giova. nulla'.
`
.
Prima di prendere detta polvere , la quale i
inghiottice o nel vino bianco , o nel brodo , i
prenda una tazza di brodo di Ceci ro.` Chiun

que ua quello rimedio, deei guardare dalla car


ne porcina , e da. tutte quelle coe , che hanno

ervito, c poono ervire ad ea., perch pregiu


dicherebbc infinitamente .
/

Pol-vere contro le Febbri ?cream-z emplici, a


doppie , praticata da tm Eccrzo Medico ,

il quale e pra-va , e e ha mprs


pro-vati dalla medeyma buo
ni em' .
Rendani in pan-tiv uguali le eguenti Erbe;
cio lAgrimonio , lo Scordio ,

l Iva. artcti

ca, il Cardo benedetto , cd il Camedrio, e e


foero di monte ,. arebbero migliori. Peni ot
tilmente, ecche all oinbra che eno, c peate,

i paino per iaccio , e~ ben guardate, con


v`ervino .

~.

Di quea polvere e ne a uo alla doe di una


dramma, inua in un bicchier di buon vin vec
chio dodici ore prima di prenierla. Riguardo al

`tempo, l Infermo l ha. da prendere . quando

ente aalito dal freddo febbrile, indi pregio-,Fee


ar l

i\

, :2
ar ben coperto nel letto, perch ha acolt di
muovere 'il udore .' Sudando, abbia cura di mu
tar, e di farlo in maniera., che l aria non gli.

faccia uprimerela materia alla cute determina


ta. Nelle terzane doppie non di rado necea

rio di replicare la doe. E e accadee che lIn


ermo venie compreo dal vomito, deve ajutar
lo per vuotari da cattivi ughi lo tomaco, indi
riprendere la polvere come prima.

Per lo Scorbuto, ed ogm am: di male i


bocca , Fluone alii denti, Ulceri

iz: gala ec.


OcIearia, Fumaria , Beccabunga , Naurzio
acquatico , o ia. Crecione, manipoli due

uguali per orta. . Si tagliano minutamente co


te' erbe , ed inieme i pongono in vao di vc

tro pulito, verandole opra. libbre quattro di Spi

rito di Vino; ci` fatto , i Chiudi con overo il vao,


e i ponghi al Sole eivo per cinque, p ei giorni ,
onde le materie mecolate i fermino Di queto

Spirito di Vino alterato e ne fa. uo alle biogno,


enza depurarlo dall erbe. Serve per levar il cal.
.cinaccio da denti, toccandoli con bambagia. in.
zuppata. in eo; per ogni _male delle gengive,
ciaquando la bocca; e per combattere, e ana
re
le ulceri corbutichie o della. bocca, o della go.

la. Ripetto al calcinaccio de denti, i toccanj


queti due,.tre, o pii volte il giorno, econdo i.
Tedr biognere. Si ,ua per cautamentc..

Pal

126

Pel dolore de denti, antorchiena gaqz';


\

Senato rentaja di 'volte perimentato,


e empre con ottimo ucceo.
Iglii la Radice dellEleboro nero colta a uo f
tempo in luogo montuoo, taglii in minuc
cioli , ed all ombra. i ecchino, e e anche ien

frechi, ogliano produrre maggior effetto. Quan

do il biogno il ricerch, prendeene un pezzetto


in bocca, e tiene dalla parte ove il dente duo
le, enza maicarlo, prccurando di andar pu

tando a miura che la bocca i va empiendo di


ciliva , onde con ci venir dal dolore gravato;
eetto che in breve ottener i uole. Se il dente
be guao, tanto e tanto il rimedio adopera;
n altro v ha di biogno, e non di tenerlo pi,
0 meno in bocca, econdo che luopo il ricerca'.

Quando il dolore foe cagionato daingorgamen


to di materie alle parti glanduloe mucolari, al~

lora conviene initere nell uo di queta. Radice,


mentre col tempo e n avranno i ricercatiieet
ti. Tale fruo di. radice pu, conervato che ia,

ervire per altra. occaione, imperocoh dallo e


o verranno ad aver gli e buoni 'incentri ,
N vuoli aver riguardo all eer ella di apore
amareto, mentre non poi diagradevole . Ha
facolt. ancora, econdo l opinione d alcuni, di

ridonare la via perduta ',

non che la. ordit,

quando per non foe vecchia, e non avee lo


rigine da organo guao , ma da emplice uo
ne, orando le orecchie a quelli, cui non foero
:tate erate,

ed introducendo nel foro un appro

priato k'ruellno della medeima, adoperanflo e


, o

ad..

127

{0, che non poca quantit di materia trapel'i, ed

eca dallo eo , per cui conviene tener pezze


bianche d attorno al collo , e ulle palle , per
'ch u'quelle cada. Avvertai cheadopera irri
tando, e che perci uol cagionare alterazion eb~
brile ne polli; tuttavolta cea in breve, e da. l
a non guari il paziente comincia a entir olle~
vamento, conducente alla_ alute che cerca:

. Per pulire i dmz'


Oich i poto in vita il ecreto pel male,
de denti, vuol ragione che sinegni il now.
do, che tengono i Dentiti per pulirli .

Spirito per `pulire z' denti . che *vuoli prima


di ogni altra cc u are ,dopo che s' e
levato_ il calcz'nacca.
Rendei orina di` Putto , fatta dopo che i
' alzato dal letto, e i pone in boccia di ve

tro, la.- quale non ha a empire, indi ad ea i


aggiugne poco, a poco acqua* hrte da` partire,
mecolando in tal tempo luna` e l altra inie
me, acci div quete materie e ne faccia_ un cor

po olo. Per conocer poi e nella miura tai


impiegata. l acqua orte in quantit, opportuna;
i veri, opra una pietra pulita poca quantit.~ dell
accennata mecolanza, la quale ,7 e opra il pia
no della. pietra` alzer, chiuma ,x e relter la uper
zie del matton cotto bianca. , la., compoizione
ar perfetta, n ar metieri di aggiugnere al
cun altra porzion d acqua orte; e no, con'

ven Crecere l acqua anzidetta, nch redailche`


a.

`-`

128

la mitura produca l eetto te decritto. I!


modo di adoperarla il eguente: Si da mano ad
un po di bambagia in piuma, ed accomodata ad
un eremo di una taa, o di un imil legnetto,

s inzuppa nella materia preparata, e i toccano,


fregando leggermente, due, o tre denti per vol
ta, cui arto, biogna ar prende)? ubito acqua
freca al paziente, e ar che i avino i denti, e

che i ciaqui pi di una volta la medeima , e

cos egutar a are `ogli altri denti, no che


l' mei-azione ia nita. lndi i troniano dolce
mente coll' Opiato di Parigi , poi colla Polvere
di Mompellier. Con un tal metodo non olo i
puliranno i denti, ma verranno di pi bianchi
imi .

Opiafo di Parigi per :{h de denti.


l prende una pentola nuova di terra ben verni
cata della capacita di libbre tre di materia. Poi

le i pongon dentro libbre due di miel bianco a


bollire a fuoco lento per ridurlo alla cottura, e

p conitenza del miele roato, cui giunto, s hanno


ad unirgli onciedue di polvere di Corallo, oncie

una di (Zanella na in polvere , porzion di or di

_pietra>nuova, e Vin bianco generoo a ucienza


del biogno. laNel
ar cotea.
unione,
i dee andar
mecolando
materia
, nch
vedairidotta
a
conitente pa";iglia, non troppo dura per. Se
nonotante , per la lunghezz del tempo, i in
durae oltre modo, i ren er mole , e paoa

con uciente quantitdi miel roato.,

Pal*

129

Pol-vere di Mompellieri per pulire z' denti-f


SI prenda porcellana rotta, ed in ua mancan
za., majolica na di Savona , od altra. imi
le, peii in mortaio di bronzo, e polverizzat ,
i acci . Poi simprontino oncie due di pomie
in polvere , oncie una di corallo , oncie tre di
polvere roa di mattoni cotti , ed oncie una. di

pecie qdoroa per render la compoizione grade


vole.

Ci fatto , i mecolano tutte cotete coe

inieme , e i ripongono per luo . Venendo il


cao di doverene ervire, i d mano ad un ri
taglio di tela avente un po di ruvido, i bagna.

nell acqua freca , i iroppicciano i denti; indi


colla. medeima i prende una piccol porzion di
polvere, e con derezza. detergono , e pulico
HOQ

Per le buganze , o gallon.


SI piglia unghia_ di Mullo , e i a bruciare ,
quando bruciata. , i pea in polvere otti
le, e i conerva per ipolverizzare le buganze,
venendo il cao , la. quale vuoli prima fomenta
re con
da bagno
ben calda.
dio
peracquavita
va adoperato
in- principio
di Talgime
gelatuira ;
perch e ci foe soramento alla pelle, l unica.

coa. in tal cao che i deve are , di porre o

pra. la. rottura. Cerotto di Diapalma alla. eenon


del biogno .
{A
`

.A- `

l3 .

Altri Secreti particolari:


A colorir lOropele.gial0, e bianco di (li-vedi
colori, che i pongono [otto le gia/'e, e che
di prg/Znte'i zino in altri lavori.
( ?Uantunque queto eCreto non ia palee ap
po noi, e olo in Francia , in Inghilter
ra, ed in altre Provincie a. noi rimote
adoperi , non oante mi piace ora pubblicarlo ,

onde ar uo dello eo quelli poano , che ne


aveer biogno.
'
Pigliai dunque Colla di Pece bianca , e ben
battuta, i riduce in piccoli minuccioli , i quali
s hanno ad infondere nello Spirito di Vino, chiu
dendo bene il vao, anch non ivapori, ed abs
bino campo d inteneriri . Inteneriti che ieno ,
i riaonde nella materia piritoa porzion di gom
ma arabica fatta in polvere relativa alla quanti-`
t della colla; i mette il vao ben chiuo ul uo
co a bollire, n che la materia vedai ridotta al

la conitenza di vernice ; cui fatto , i cola per


eta, e i conerva ben chiua per luopo.
Volendone ar uo, i prende quella. quantit
di vernice , che vedei biognare per far il colo
re, s' incorpora_ collo teo colore, che i vuol
fare, proccurando che ia dia-ano , come eere
devono tutti gli altri, che i voleero adoperare,

Come per eempio il Carmino pel roo; il Croc


co, o la Gottigomma pel giallo; il Verde eter
no, o di Capetta pel verde', il Biadetto pel tur

chino ec.; e perch i rendano traparenti, ne


czariovche tai colori fieno ridotti ul pordo im

palpabili , ad effetto che mecolati, ed impaliat


i

131
colla vernice , reino diaani, come i deidera
no. Quando il color non vuol carico , e ne

adopera poco; quando i vuol carico , {i accrece


la doe. In omma la dehezza, ed il giudizio di
chi adopera aranno s, che venga. mea in pra.
tica. la graduazion de colori, onde oddisfari in.
ci che pil gli aggrada. Ci fatto, i prende lO
ropelle, e li calda un pochetto, guardandoi pe
r di-non caldarlo di troppo , perch potrebbe
gnaari , mutar di colore, e perdere il lucido ,

non che danneggiare il colore intromeo nella

vernice, e gli i da il colore. Colorato che ia.,


i difende dalla polvere z perch non i ocuri, e

ecca. Per quello poi che {i adopera ne' ven

tagli, o in altre imili coe, iccome trovai egli


epoto al continuo contatto delle mani, cos e

gli potrebbe dar otto il ugo d'aglio, quando non_


ii aveie rieione che l odore acuto di un tal
vegetabile dicilmente l perde.

Modo jcile a imbz'ancare , e u- candal


la Tela .
N Fiandra, Olanda, e imili Provincie, dove

abbonda il Latte , dello eo fn uo; ed in

in mancanza di lui ,

ricorrono al eguente , il

quale apprelo noi ancora riece a. maraviglia,


come l eperienza il dimora. , enza aver bio
gno di ricorrere a lunghi, e replicati bagni, e
alle rugiade, con ,ericolo di danno . Ecco dun
que il modo da. aRerari. Tolta che ia dal 'I'e
lajo la Tela, i pone nell vaua calda ad epur
garla. dalla boima, ed aciutta, tornai a lavare

in altr acqua tepida. Fatto queo, tui dentro


in nuov acqua, nella quale ia. ato emperato
, I 2
er

132

erco di Vacca lattante , ed in ea lacia. ka


re pel coro dore 24. Levii pocia, e i mondi

in acqua calda pura; cui fatto, ditendai alla ru


giada per cinque o ei notti, e nel giorno al o
le , a. quando a quando d' acqua chiara pruzzan
dola . Dopo averla cos preparata , i metta in
buccata, fuor di.`cui, i rimetta alla rugiada , e

non paeranno otto o dieci giorni , che la Tela.


ar. bianchiima addivenuta. Avvertai che pi
bella, e pi perfetta riucir nella Primavera. .

'A ripulire Ii Quadri vecchi.


Olti ono i ecreti, che per tal ne corrono
per le mani di molti . Quello per , che
oggiugner , il pi perfetto, il quale , oltre il
non danneggiare il andro , ravviva a maravi

glia i colori, quando non fieno aatto perduti.


Prendei dunque Tartaro bolognee di botte, i
ammacca all ingroo, e i a calcinare. Calci
nato che'ia, i mette in un vao vetriato in una.
cantina all umido per 4 , o 5 giorni, paiti i

quali, gettaglii opra acqua-,chiara , e per qual~


che tempo ivi i lacia. Prima di colarla, i me
cola; e colata , i conerva in vetro chiuo , e

quando Vuoli adoperare , i adopera col pennello,


indi i lava. con ipugna inzuppata d acqua netta,
dopo che i la materia tartarea ditea.

Color ro per mz'nare i Tarracchn


da giacca .
Erzino di Farnabucco bajocchi 5 , Gomma
arabica un baiocco , Alumedi rocca .un bayoc
co e mezzo in circa, ed una corza intera dl Na-.
xan

133

rancio giallo. Prenda il Vetzino ,e Faccia. bol- z


lire in acqua di pioggia, o di fonte collAlume
di rocca; e cos pure eparatamente s unicano
la gomma , e la corza., e in un pignatto ac
ciano bollire nell una dell acque telt accenna
te. Guardi che quee coe, bollendo, non tra

montino. Ci fatto, mecolai quella porzion di


colore, che adoperar volete coll acqua di gom
ma. narencina, ed fatto . Se vede che il co

lore manchi di lucido , i accrece la doe della.


- gomma.. Avvertai per , che in tempo dinver
no biogna ricorrere alla. {tua per aciuttare le
carte , la. quale artcioamente far volendo ,

pone un po di fuoco in un caldno entro una.


caa, ove opra legnetti accomodat alluopo, r
diendon le carte ad aciuttare. Tenendole cos
lontane dal freddo , il colore non ocurer.

P fa il vero Metallo di Princirlzech;


SI prende Rame no di roetta oncie 12 , Ot
tone in banda ottile , e che a. dolce anzi
che no, oncie 6*, Argento no abbruciato, che

migliore, oncie r e un quarto, fonde il tutto


inieme .

Per fare una pelle dallare i Rqhj ,


creto raro di Francia.
PIgliai un pezzo di pelle di Dante , o di Ca'
.
Priolo, e i f tare per otto giorni ammo]
lata nellorina , la quale vuolele mutare ogni
d; poi, ;i cava fuori, lava, e laciai eccare'
all ombra, e latta ecca sincolla con garavella

opra. un pezzetto d alo pulito , e levigato della


s
gu

-v

T"

134
gura, e grandezza che voi volete: Ci fatto, i
prende una leina , e minutimamente i fora.
detta pelle ;'il che fatto, i ende opra con un
pennello la miura che egue, con una , o pi
mani, e nch i vede che la pelle addimandane.

Si piglia Spoltiglia, Tripolo , e Bollo armeno


in partil uguali namente petati, e per ilac
cio paati, ed anche ul porido ranati, e con

Olio s' incorporano tali materie in maniera,


che la mecolanza non rieca n troppo liquida,
n troppo oda, ma. di tal corpo , che ia capace
ad adattari alla. pelle , perch di ea. ne reti
imbevuta.

Acqua forte per incidere i Rami, della qua


le (f/r ole-vane il rinomato Mattioli.
Cetoben forte boccali due , Sale armoniaco
oncie 2 , Sal Gemma oncie 2 , Sal comune

oncie 2 , Verderame no oncie 2. Preparati tutti


queti Sali, i petano inieme col Verderame, e
i pongono in una pignatta nuova vetriata , den*
tro cui vuoli avere poa l' aceto , e con ipattoi
la di legno i mecola il tutto , acci le materie
i ciolgano , indi i laciano per 24 ore in ripo
o . Poi i mette al fuoco la pignatta , e i fa la
contenuta. materia bollire . In tempo della bolli
tura i proccuri di tener ben chiua la bocca del
la pignatta con carta reitente a pi piegature ,

ed a quando a quando con l uata pattola i me


coli dellramente il contenuto. Si cerchi innoltre .
il bollore ia moderato, n i levi dal fuoco, n

che laceto non ia calato pel terzo. Giunta la


bollitura. a tal grado, i coler per pezza di lino
di teitura tta, e i erbera in un vao di vetro

ben chiuo.

In

135

In tre modi poi i d l acqua orte, egnati


coll ago che eno i Rami, ai quali Vuoli prima.
aver data la vernice. Uno di porre il Rame
in una caetta da tre ole ponde ,

colocata in

maniera che abbia una proporzionata pendenza


dalla parte che non ha ponda, ad eetto che

l acqua orte, che i -dee andar verando opra il


Rame coli liberamente nel recipiente , che ad ea.

i vuole avere ottopoto. Tale veramento deve


continuare , nch corgiate gli egni nel Rame
fatti eere a votro piacimento cavati ', la qual
coa rilevarete dalle prove che arete con cera da
botte, nella quale reteranno le tracce della loro

profondit, comprea che ia iata ul Rame.


Laltro modo conite nell aver pronta altra Ca
etta da ogni parte pondata , bene impaniata di
pece nelle commeure , ad eetto che per ea.
lAcqua orte non trapeli, avente otto due piedi
emiskerici, vale a dire, a mezza luna', ed in e
a., collocato che iai il Rame, ch eer dee er

mato con chiodi perch non i muova, i vera.


ul Rame lAcqua orte , la quale non ha ad ol
trepaare in altezza la met. della. ponda, indi
le i d moto , anch per eo l Acqua orte
corra ondeggiando ul Rame , il qual moto di
ondolazione continuare pur eo i vuole , nch
i egni in ul Rame retino come i vogliono pro-`
fondati. La prova accennato. poco opra, enir

a farne conocere l cquiata profondit. (gp-:ti


due metodi ono di felice eito e sbrigativi, e
onb quelli, de quali comunemente ne anno uo

gl Inciori da Rami , e ore pi adoperato *rl


primo. Con tutto ci bene ch io awerta, che
non ono enza. un qualunque dietto; il qual-,
che le marginature de egni paiono fatte da man
4-

-'e A

poco

F" `..'""

'.

136 -

poco ferma , e tremante ; e perci {e ono per


l una. parte comodi, ono per l altra incomodi.

Il terzo modo di dare l acqua forte , panni il


pi bello, il pi comodo, ed quello, che uni

camente in Francia :i couma. Si prende Cera


preparata con Trementina , e Terra. roa incor
porati inieme , e con tale ferma materia ar
gina. d attorno il Rame, cui volete dar 1 Acqua
forte , all altezza di due buone dita almeno , proc

curando che il fondo dell arginatura. non laci


ucirealcuna. goccia. del uido in ul Rame ver
ato. Ci fatto , i prende v. g. una. libbra. dell'
acqua uddetta , paata. nuovamente per pezza ,
con un altra libbra. d acqua comune pulita, {i
unicono inieme, e poi vera. opra, ed ivi
lacia per 10, o n ore, n da quello i leva, e

non nel cao di voler are le prove indicate di


opra. Se iegni del Rame aranno profonda
ti a baanza, lavarete_ too il Rame con ac
qua naturale , e lo pogliarete cos d ogni veti
gio dell' acqua; e non lo aranno , lo tornerete

all acqua orte anche per un poco, lavandoloin


eguito come s inegnato. Vuoli avvertire,che
prima di dar l acqua orte a qualunque ia Ra
me, biogna difende: le parti , che non foero
nte intonacate di vernice col evo dieo groo
opra le medeime.

Inc/zqro alla szm..


Dchdei Fumo di Ragia , e per calcinarlc,
J.

mette in ul fuoco a fumare , ivi tenendolo

n attnnto che fuma, perch ceando dal tifa


mandar umo, egno che la. calcinazione at

u- Fatto queto, i piglia dell Endico , *rifatto


:u

7
bruciare, i riduce in ottilima polvere, la qua

_le dovr per iaccio di eta paari . Unioni


poi-l, una e l altra di cotee polveri ne inie
me in ugual parti, ed incorporate con vaua_ di.
Gomma, forma una paa, colla quale i an~

no corpetti cilindrici, o ampi, i quali, perch


iniem non i applichino , vuoli uar polvere di o
o di perico bruciati, ed in ottil polvere ridot-q
ti, o da porre ne' tampi, o da intonacare ee
riormente gli anzidetti corpetticilindrici.

Per far' polvere da Schioppa perttima.


.E prima, modo di ranare il Salm'

tro a guazzo.
Sl prende una Caldaia di Rame ben pulita
con entro acqua di calce all altezza di ei di`
ta tranverali opra il Nitro, che i vuol rana.

re, il quale deve eer tato, o prima o dopo-lac


qua, nella Caldaia meo. Fatto queto, i me

coler ben bene il nitro colli acqua , e i ar


bollire in fretta, levando la chiuma. che ar con.

una. mecola forata, la quale i dovr in altro


vao porre, laciando bollirela materia nella cal

daia no che bati. Terminatala bollitura ,


'vuota in un maello di legno , e i aperge leg
germente d acqua freca , anch i venga ri
chiarando . Se facee unaltela alla upercie ,
convien romperla con un ruto di legno, onde

il ale ch ea forma precipiti al fondo del ma*


ello . Se lacqua tentae a chiaricari , bio
gna ritornarla al fuoco., e farla nuovamente bol

`lire, aggiugnendo ad ea cenere acciata e net


ta , la' quale eccitando chiuma., ideve levare ,

pucc

`,`-.'

.--

138

proccurando di levar la caldaia dal fuoco , quan


do i veda. che la tolta chiuma {iai chiara ren
duta. Ci fatto, i torner a vuotare nel vao di
legno , e quando i oervino le groolane mate
rie precipitate al fondo , e vedai fatta limpida.
5

l acqua., allora dovr. decantare, ollecito an


dando , perch non venga col chiaro niente di tor

bido. Laciata poi in ripoo la decantata acqua. ,


1 formeranno li crialli di nitro, parte de' quali
aranno pi bianchi, `altri meno , e l immondez
ze che reteranno nel fondo, aranno Sale di ni

tro -. Una tale operazione domanda ranare


a guazzo. Se li critalli vi piaceero pi belli,
rif. da capo all operazione di prima. L acqua
chiara che i decanta , conervi, perch chia
ma. maetra , e pu ervir di nuovo per altre {i
mili operazioni.

A ranare il Salm'tro a cco.


.y.
-

Rendere il Salnitro ridotto in crialli , o ca


noncini , e mettetelo poco a poco in un va
o di ferro, o di rame inocato , e quando u

' 0 , aggiugneteli del zolfo , il quale accendendoi,


convien laciarlo ardere, nch da. s i morzi.
Quando ar morzaro, il nitro ar ranato i

ed in tal modo avrete un nitro aai potente per


la polvere. Se vi piacee, i getta in forme di
ferro, o di bronzo, che non eno bagnate , ed

avrete gure, o vai, che pareranno d alabaro


cotognno orientale .

[39

A Conoere il Salntro pic-;tto .


Rendeene una porzione a piacimento , e i:
pone opra una tavola di noce, o di quercia
ecca, indi e `gli appicca fuoco con un carbone
acceo. Se il nitro brucia enza laciar gran no
ta di leion ulla tavola, egno ch perfetto i
e chiumer molto, egna contencr parti grao
e; e nalmente crepita, o coppia, ar carico
di ale ; non che peimo , quando terminato di
bruciare lacier molta feccia.

A purgare, e blmarc il Zolf.


Purgar il Zolfo perch la polvere rieca buo
na, e ottile , convien prima dar mano a.
quella quantit dello teo che i vuol ranare,
e porla in vao di rame, 'o di terra vetriato , e

proccurare che a fuoco lento i ciolga , detra


mente levando il velo deno che i former alla
upercie di lui con una mecola alluopo prepa
rata . Cui fatto , i colera la materia zolforo

fa ciolta. per pezza. , o per tela. da taccio, er


vando alla circotanza la colatura. Il velo deno

levato Colla mecola , la parte pi pingue del


zolfo; laltro che reta. nella pezza , ono la ter
ra , e le altre feccie che conteneva- In tal ma*
.niera put-gato il zolfo, i adopera per far polve
re fina da chioppo, non che fuochi ad articio,

i quali verranno a perfezione.


l

\ -

Per

140

Per n* Pol-1m*: da Schioppa.


SI piglia Salntro ranato parti 5 , Carbone
parti 1 , e Zolo purgato parti 1 . Con tutti
quei ingredienti vuoli are la libbra doncie u .
Preparate tai coe; s hanno a porre tutte inie
me in una pilla , per ivi are s, che vengano
peate e ripeate a dovere , coniendo in tale
opera la. buona qualit della polvere, onde le tre.
materie incorporar bene i poano. Si conocer
e aranno bene incorporate le materie dal tan
gere un grano di polvere, che non icorgerannoi
le note n del zolfo, n del nitro. Converr trat

to tratto pruzzar la materia che i pea con A


ceto, o con Acquavita, ma meglio colla rugiai
da raccolta in Primavera , accrecendo queta mol

te doti alla polvere , ad eetto che non incand


ca di troppo, e dal calor grande che contrae,
peandola, non s incendi , come pur troppo ac
caduto, ed accader potrebbe , una tale cautela

tracurando. Quando i conocer che la materia.

ar bene unita, e che pi non abbiogna d e


ere peata, leVer dalla pilla, o_m0rtaro, e
{i porr al crivello , il quale vuol eere uno di
que piccoli da grano, di orami ottili, ed al bi
ogno fatti. Quel tritume groolano che non pa
a, i dee con coltello tagliare , onde facilitarli:

`con ci il paaggio pel vaglio. Fatto queo, i


ripaa poi per iaccio tto in maniera , che la. .
grana venga a rear ottile; coa, la quale acil
mente i otterr, e nel crivellarla i porr opra

la materia una rotella di legno peante , acci


con un tal mezzo vada triturando le parti pi

groe della medeima, e fatte ottili, {valli-;opel


OI!


141
fori del vaglio, e rieca cos la forma. della. pol-`
vere, come i deidera . A queta econda. opera
compiuto , i vuol di nuovo ricorrere ad uno tac

cio pit no, e per eo tornarla a- ripaare, on


de venga pogliata dalla. vera polvere , detta co
munemente polveraccio , la quale imperfetta la.
renderebbe. Separata dunque cos la vera grana.,

i epone al Sole, ad eo i ecca, e ben eccata che ia, i conerva o in barilli, o in"zucconi in

luogo da ogni umidit totalmente lontana . Il


polveracco poi addietro tetato, non che la par
te pi groa della. materia, i ritorna a potare,
e pata, a crivellare. Queta l opera che vuol

uare per ogni orte di polvere. Ci ono Polveri


ni, che con ommo vantaggio hanno perimen
` tato d inumidire la polvere colla rugiada in que
a forma . Metton e la polvere ditea ottil
:mente opra una tela in luogo arioo, ed aper
to , la quale dopo eeri ea. di rugiada imbevu
ta, hannola ripecata; e cos pii volte adoperam
do nch han creduto abbiognare, loro riuci
to di far polvere perfettiima.

Altra Polvere piu potente , la quale per le


grande fbrza che ha , co non rea morto
IAm'male, cui tratto; ma e per
.ottima per _wchi particolari .
SAlnitro ranato come opra parti 6 , Zolo
ublimato parti 1 , Carbone parti 1 , Canforai
per ogni '12 libbre di Salntro mezzoncia. Si pe
ta, e accia ogni coa di per s, e poi con mo- '
derata
quantit
acquavita
s inumidice
in_
uo
difetto,
condaicqua
diillata_
di corze ,di o na
ran

142
'
ranze, peandole in mortaro dl bronzo aai be
ne, ed appreo granendola come opra i in
egnato . A provare e detta polvere perfetta,
fannoi 4, o 6 mucchietti colla medeima opra.
una qualunque tavola, lontani oncie 3 luno dall

altro , e e ad un olo il fuoco appccando , eo


olo copier enza comunicar fuoco agli altri,
ar perettima. Prova anche la ua perfezione
il umo bianco che in vortice s alza per L aria
enza panderi , e enza facilmente dileguar. Se
la abbricata polvere avr cotece qualit, puo

quea accendere ancora in u la. palma della ma.


no enza alcuna. oea , 'non che Conervare in

tatta per molto tempo.

e.

Polvere tonante per f una bua

'

grazia/ ,

T prendono in parti uguali Sale di Tartaro ,


Zolo in canna , e Salnitro ranato ,

ed il

tutto ben polverizzato , i mecola inieme . Ci


fatto , quando vogliai far la burla ,,i pigliano
due, o tre buone pree di cotea mitura , i pone
gono in una paletta opra il fuoco , o nel cavo

di un cucchiajo da teneri opra la fiamma di


una candela, le quali nello ciori che faranno,

produrranno una tenue c oca alla lor upercie,


la cui crepatura quella he fa lo chioppo en
za oea di alcuno . Avvertai , che e le polveri
non i voleero uare in mecola, o in paletta,

ma. olo nel cucchiaio, metieri avere altro lu


me in qualche dianza , perchalle volte quel
lo che erve a far la burla rea morzato .

143

(A levare la perla da un occhio ad un Ca


ne , o ad un Cavallo ec.
Plglia Tucca Aleandrna, Zucchero di Can

dia, Sale Gemma, una mezza. dramma per


orte. Oltre ci prendono tre Lumache, e
fanno toare, quando ono toate , riduce*
no unitamente alla Tuccia, al Zucchero , ed al
Sal Gemma in ottilima polvere, la quale una,
o pi volte oata nell occhio, aner dalla per*
la. lAnmale.

Pe] male d occhio delle Bee cagio


nato da calore .

Rende l'Unguento bianco refrigerante di Ga


leno, e Biacca in parti uguali, ed incorpora

ti inieme cotei due unguenti, ugne dintor


no all apertura dell occhio , il quale eer dee in
eguito ume to con acqua. roa, e con ci la par
te inerma

ner . Se il calore oe eccedente,

eonvien ricorrere al alao, ed ai rinrelcanti.

Paa itgfallible pel Pal/Be.


Occa di Levante oncie 1 z Farina. di Loglo
oncie 3 , Seme di Juquiamo oncie 2 , Acqua.
vita. canorata oncie 2 , Sarda alata. num. 3 , For
-maggio vecchio alato e marcio , e e foe Can
diotto arebbe meglio, oncie 4. Preparate tutte

quante quee coe, incorporano ineme , e s'im


paano con ugo dOrtica. , e miele ,

e fatta. la.

paa , formano con ea tante piccole palloto


line , da uarli quando vuol prender pece , il
(ll-la'

144

quale, inghiottite che l' abbia, divien upido, e


rea come morto.

Per x che una Pianta ioria pit) prg/?o ,


e imo iori pit) adoro/, ed in mag
gior quantitd.
Ong-ai attorno il piede della Pianta Salnitro
peo, e piantata in terra, e e in va-`

o, s' inacqui la. medeima con acqua, in cui ia

ato prima ciolto Salnitro. Indi con rugiada


colta allo puntar del mattino, con ipugna er
vata a tal effetto in un vao, sinnaa la Pian
ta , e e ne vedr leetto. Avvertai per, che

la medeima va a pericolo di perderi tra non


anolto .

Pu-remo a Secret d altre materie , i quali a tali un


o in Campagna , o in Citt non dovrebbero eE-r di
car , c e ad altro non vorranno , erviranno a dz'
vertirz, od ana-be per aver le robbe di lor gulo,
qualunque volta aver i trovino i neeczrj va per

adopt-are. Avrem 'cominciamenxo da Rojogli.

Per _fr Rq/gl, e dare ad e Forio;


POrrete a bollire acqua di pioggia , o di u
me , e levata dal uoco , la lacierete intie
pidre. Appreo, prenderete oriodoroi colti di
freco, e diligentemente sfogliat, eparerete pri
ma. l una pecie dall altra , e ono di varie pian
te , indi le oglie cavata dai ori , lodor de quali
`.avete in animo di comunicare all acqua, in ea.
inonderete, proccurando che il vao deinato a
contenerla, a ato prima bagnato, indi chiuo
con

14$

con carta. a pi doppi ad eetto, che gli euv `


-odoroi non ivaporino dalla medeima., ed ivi
laciarcte le mcntovate oglie, nch il uido
acquoo abbia lodor del sfogliato, ed inuo pie
namente contratto.

L operazione inegnata. per dar l odore all a.


,cqun con una pezie di ori, vuol praticari an
cora all" occorrenza con tutte l altre pezie, av
vertendo di non confondere gli uni _cogli altri,
quando, in una qualunque circotanza, ne vole::

far uo . Comunicato in tal modo lodore ad


'una, o pil `doi d acqua (quando molta ar e
n'e voglia ) colla 'replicata, inuon de ori della.

medeima. pezie ,` riporr ela. in vao di vetro


ben
chiuo
onde non
ivanica indicante
la. contratta
kra
granza,
e , egner
di viglietto
la iqua
liti del ore, che ha. dato l odore a. l acqua

come per eempio acqua di ori di cedro &(2.


Quando poi volete fabbricare un qualunque Ro
oglio, uerete tanta. quantit dell acqua odoroa,

quanta onocerete baare per dar l odore :1 quel


la. porzion di pirito di vino di che ervir vi vo

lete pelRooglio, e la porrete ad eo pirito


unita., coll aggiunta di pochi Anne , o di un
popo di Canella, o di Maris, o di Gai-oano, o
di Noce Mocato. , o di corza di Naranze di Por

~teqtgallo, o di Cedrato, o d altro, che pi ad


datti all odore de ori co quali dee all acqua
1 odore, la porrete di ad eo pirito unita nel
Lambicco, per ar la mia materia econdo 'l
arte per lo lteopaare . Paata diligentemen

te che ia ,

aggiugnerete allo piritoo uido

Iambicato , zucchero chiaricato, e ridotto a. quel


\

la conitenza, che ad una tale operazione ne


ceria, in quella quantit , che conocerete ab

bi

l46

biognare, onde il Rooglio venga di guco per


fetto, la. quale uol ragguagliari _alla miura del

lo pirito adoperato. ln oltre ancor bene il


apere, che l odore del or degli agrumi; i pu
crecere, e piLi orte rendere, collinondere 'nell

'acqua nella. quale sinueroi ori, le corze


ottili del rutto della ea pianta.
Quando poi i ar dolcicato il Rooglio col
Zucchero, _i dee paare una, o pi volte per
bambagia in alda, acci maggiormente i chia
richi, ed il vao, che a. tale uopo Vuoli adope
rare ar di Peltro, O'di Latta, fatto nella or

ma, che ia diegnata in fondo del libro alla


gura n. 4., proccurando che il tubo, per cui dee

colare il Rooglio derivi in un gr/an aco aven


te nel fondo un buco atto a ricevere una can
nella come ia egnato alla lettera D, perla.
quale polai cavare il Rooglio enza movere il
aco.

La decrizione di detto vao la eguente. A.`


Vao di Peltro, o di Latta, che i riempie di Ro
oglio. B Tubo otto del vao riempiuto di bam
bagia'in alda ben comprea. pella quale dee
paando tillari l Rooglio, e chiaricari- C
Coperchio del medeimo vao, acci non ivani

ca lo pirito. D. Fiaco , o recipiente nel quale_

gronda il Rooglio fatto chiaro.

Roglz'o all'uo di Torino.


I prendono cinqe boccali di pirito di vino,
paato due volte per
no in un Vao chiamato
vero Lambicco (per chi
di acqua di quell odore ,

Lambicco, e i ponga
Orinale , oppure in un
lo ha) con tre boccali
che v piacciuto dar
le j

.:-_4m

,`,__...

147
le, perch venga. quefco comunicato al Rooglio,
e i lacia tare nello pirito uddetto inua per
ore 24. Apprelo i lambicca a bagno Maria., av
vertendo, che biogna empre tener freco il
cappello del Lambicco con acqua freca; e quan
do i aranno eratti quattro boccali in circa. di
pirito , convien are attento , anch non ven

gan gi amme, e e i accorga. venirne, vuoli


aver pronto altro recipiente da por otto , 0nd'

eo le raccolga. Ci fatto, i pigliano libbre tre


di Zucchero

Fioretto, e i

t chiariicare con

quattro libbre d acqua, dandogli la cottura chia


mata pellicciuola, e di queto e ne pongono
oncie 3 per ogni boccale , o pi e pi dolce r
vuole. Se poi per avventura lo pirito di vino
non"avee baevole odore acquitato sinonde
in tal cao nello eo

il

medeimo odore, ed.

ivi i lacia, nch l abbia perfettamente preo.


E dando colore all acqua. nella quale poo
il Zucchero a chiaricar, il Rooglio verr di
quel colore.
x

Tintura di China per farne Rfgla.


~

I pongono in un Matraccio onc. 4 di buona


China polverizzata all ingroo , e ad ea. i

vera opra tanta. quantit di _pirito di vino,


quanto biogna per~ farlo ad ea quattro dita

tranverali (dpr-avanzare . Si luta pocia ben bene ,


e i pone per quattro giorni in mo equino a
fermentare , e di la cavato i avr la tintura at

ta. Avverta per , che per averla pura, i deve


feltrare. Il imile pratica con quella. di Can
nella, non con altro divario, e' non , che in

qu ultima baa olo, che lo pirito di Vino

K a

i2

143

opravanzi un dito la medeima. Parlando di


quei due, rn intendo'di parlare di tutti gli al
tri vegetabili odoroi, perch nel cavar da. ei le

tinture cos proceder i deve .

Are Acqua di Mez-zu odoroiz, o di al-via ,


o di qualunque altra Pianta odoro .
Igliate Melia, o qualunque altrlerba odo
roa, che a voi piaccia, raccolta di freco,

ma a uo tempo, vale a dire quando giunta a


maturit , e pigliate-ne in quella quantit, che
vi aggrada; peatela. bene in 'un

mortaio, _e

quando peta , mettetela'inuna pignatta grande


di terra vetriata,

e che ia Rata bagnata;

indi

con altra porzion di Melia, od altr erba , fate


una decozion orte, in un -vao ben chiuo; e

fatta che ia., veratela opra la uddetta 0nd ea


molle divenga, e s' umetti. Coprire poi la pi
gnatta, e laciate la materia, che contiene per
due giorni in digetione. Appreo vuotata la ma
teria in un Lambicco, ch eer dee poto in un
fornello col uo recipiente ben lutato nelle giun

ture, a fuoco di econdo grado ditillar arete per


met almeno l' acqua ,"che le verae opra; in
di laciate bene rareddare il Lambicco , lo slo
tarete, e ritroverete nel recipiente una buonim
acqua di Melia, o di qualunque altr erba, che
uatoavee, la quale vuotata in boccia di ve

, tro , i dee tenere per 4, o 5 giorni al Sole aper- l


ta, indi chiuderla bene, e conervarla. Avveri
tati, che le acque di freco ditillate , non han
no per l ordinario grande odore; ma lo acqui

1tano eponendole al Sole. Li gradi di ucco o


no decritti di opra nel preente libro, onde , i
cheora uperuo il parlarne.
Pi
`

i1#

149

'A levare la tintura , ed ilzgo ad


`
,ogni ore .
Plgliani le foglie di quel ore dal quale vo
lete e ugo , e tintura levare . Fate che e
no ben monde, e 'nette dal verde, o da qualun

que altro colore, che per 'ventura, foe adcheeoil

loro appiccato, icch noirei ad ee ,

natural bello del nato lor colore. E dato mano

a. quella quantit di che far uo volete, mettete


le a diVentar pae un pochino, indi, impate,
che eno, le porrete in una cazzaruola di terra

ben vernicata opra. il fuoco, ~~mecolandole, e


premendole bene con una pattola di legno lar
ga., e forte no a tanto, che i vedano eere
ben macerata, ed aver renduto il ugo deidera
to. Ci accaduto , le paerere per pezza tta, e

lo premerete fortemente per trar fuori tutta. la


poibile quantit. di ugo, il quale laciato de
,porre, dee decantare',

e riporre in un vaodi

vetro ben chiuo unito allo pirito di Vino, ac

ci non i alteri , e guai.

A' zr un Roglo Clareto zcle ,

'

e ingolare .'

Renderetle libbre ei di Cerao detta Viciola

Romana ben matura; libbre due di Frago


le; libbre due di Flambo; ed altrettanto di Ri
bes, e i trova, e il vorrete; proccurando , che

quei frutti ieno ben agionari, e mondi , che


li avrete , li peerete, ammaccando ancora le 0-.

a delle Viciole, e pete, le paerete per iac


cio, ed appreo per tela. Poi, iti/.un boccale di.
.-

que

~ .-A/,\`,.\.a
mqer

~~*"--` -`_
AN-

Acq`~`_`,.(

.H.

u,.

150
queto uido potrete un altro boccale di pirito
di vino generoo, ed una. libbra d Zucchero giu
lebbizzato a

perfezione, con otto chiovell,

meno, econdo il piaer voro, di Garofani gro:

amente pei , ed altrettanto di Pepe bianco con


di pi un p0 poco di Maris, ed ahi piace qal-
tro Coriandoli ammaccati . Inue che tieni tutte
cotee coe nello pirito di Vino u'nito allo erat~
to ugo deruttz lacian are in vetro ben;
chiuo per tre giorni, anch il tutto s incorpo-,z
r` bene niem'e. Il perch, conven nel coro vdi
queo tempo. andar agitando le materie 'unite,
onde facilmente le une cqmuncar {i poono all
altre. Dopo_i tre giorni paa. il uido per'
bambaga. in alda., o, per chi non ha comodo,`
per pezze,

e la. colatura i Conerva _in un vao

di vetro ben chiuo, nch il Rooglio a. ben

richiarato. Tale Rooglio ben guardato, di


guo aai L:a'u'ti\:olzn-e.~

Perzre I' Acqua della Regina' zii-Ungheria .


Rendai pirito di Vino'_ szmmat , ventro cu
pongo-n05 o i oli ori, oppure c'oi ori
le
cime
della NaL-rdo,
pianta ilv
de!Qinepro,
Romarino,
la. Lavan
da, lo pigo
il Piepe
b'an-

co , e la Ccznorac 'Tali ingre.{ier1'ti , ripetto alle


quantit',` deVono eer tanti ,- qu'ant porter'. lo
piritodi Vino,- cheT adoperar volete, e` niente
pi. So-lo i avverte', che prima', che (i ponga
lo pirito a! Lambizco , per erarre l acqua del-`
la. Regina. econdo l' arte', ccinvien lacare in in

ione le ac'cnna'te piante , e' droghe per 24 ore


almeno, avendo prima groamenk ammaccate
-le bacche di Ginepro , ed il Pepe .
Eau'

ISI

.Fammi-azione di tutti gli odori , che dari


`porzo allAcqua-vta .

Uchio, Ambra grigia , Gelomino, Cedra


to, Cedro , Limoni, Portugallo , Gine

tra, Radice d Angelica, Ani , ed altri imili

8m. Si d prima. lodore al Giulebbe chiarica


to nell acqua, come i die di opra , il quale
i mecola collacqua Vita chietta, cui e i vo

lee comunicare l' odore del Muchio, o del


Zibetto , o dellAmbra grigia , s hanno tali drc
ghe odoroe a racchiudere in un piumacetto , da

pori nel buco del Lambicco pel quale dee pa


are l' acqua Vita , onde per lo ,teo paando
porti con eco l odore. Gli odori del Garofano:
Anii, Lavanda, Romarino , Zenzero, Impera

toria, Calamo aromatico, Aenzo di Peria,


Ireos, Ruta, Perico, ed altri imili; i deono

prima porre in infuione nell' acqua Vita per ore

34,_ o pi e biogna, per indi diillare l vaua


. Vita a bagno Maria, prima che ad ea i uni
ca il Zucchero; o e cos non piace , i poono

infondere nello pirito di Vino le uddette dro


ghe, le quali accreceranno allo teo lodore.

.Pg/i, che adoperari porzo nella fabbrica


delle hddette Acquavite .
Er ogni Boccale di pirito di Vino , i pu
uare un'oncia , e mezza delle Radiche ud~

dette o altre; o pil o meno econdo il gui'o. Fio


ri aromatici oncie due. Garofni, o Cane-lla
mezz oncia . Amandorle di. Perico oncie tre .

v Avverta che nel fare dette infuioni, i pon


K 4.

go-

152
_
-gono per` ogni boccale di pirito di Vino oncie
dieci d acqua comune 5 e le droghe, che s han
no ad infondere, convien che fieno prima am

macate, rotte, o tagliate come inegna l arte.


L infuione de' legni deve eere d ore 24 alme
no; degli Aromati, Fiori, e emi d' ore 10 , in

i Circa.

OZr-vazoni necgz-e per IAcqua Vita.


O pirito di Vino , econdo la. dottrina. de'Chi
mici, la parte oleoa del Vino

rarefatto

dai ali acidi . Veo , quanto pi {i diilla.


per iseminarlo, tanto minor fuoco ricerca' non

che maggior pazio daria. nel Lambcco. Una.


tale cautela. deei oervare'- ancora nello diilla.
re a bagno Maria.

Per conoce: ,poi ,

e lo pi

:ito di Vino, perfetto; pongaene un poco in.


un cuchiajo, e s accenda., e preo i conuma ,

enza laciar nota alcuna( di emma , egno ,


che ha perfezione.

.Bizzara nobile , la quale andar puo i un


Deer di gran Signore , ogm' qualvolta
il *va ia qddarfabile , che non ca

_ie in altro c/ze in un ore can

dito .a cco _pra laza natu


ral Pianta .
OPERAZIONE.

,k

SCegliete quel ore, che a. voi piace, ma. che


i addatti al bnon gu'o , e che ia comei
bile come per eempio il Garofano. Queo [Fon
c
.
l

l'53

"rimuo del uo' natural elo, ne dal proprio


vao ove naturalmente,

eenza alcuno articio

or E quando' bene orito, con un gentil


pennello, date ulle ue oglie con dehezza, ed
ugualianza chiaro d uovo. Ci fatto, diai ma
no* alla polvere di Zucchero bianco candito , o

colorato econdo la natura del ore , che arti


tioamente candir Volete, prOCCurando che prima

di uarla, a ata paata per iaccio'di eta


niiimo, anch ii attacchi preo e bene, e con

quella, apergono diligentemente le oglie ba


gnate dal bianco dell Uovo, nch' l uopo il ri

cerchi. E perch non di rado , una. ol mano di


chiara non baa , {i replica , uando cautela , che

non pregiudichi alla vivacit del ore. Laper*


'lion della polvere , 3 al Sole , onde preo {i
-mciughino le oglie , che ono caricate della
medelima .- Tra gli ori atti a tal coa , embra,
che quelli degli agrumi, ,eno i migliori, e pi

a propoito per econdare il buon guo. Ma c


come non i poono portare i vai ulle tavole;
cos i anno Bocchctti , o Parti legate con etuc
cie di eta.; canditi alla. maniera. inegnata.- Sap

piai che riecono pi aggradevoli quelle foglie,


che hanno del morello, le qualitrovan vicine
al ore

del Limone,

Cedrato,

o Cedro, che

le* altre .
`

" Per cata/?mare le Cerci Voh Romane;


S I prende quella. quantit di VicoleRomaneg
che .pi vi aggrada, e voglioni mature;
pongono in 'un vao di Rooglio dolce, ad eet
to, che la. Ceraa non *digli-l apro. lvi poe
tengono ben chiue con

Carta. pecoxa, _o Veci


ea,

154

ca, e cos {i conervano n che i vuole. Vero


per , che le Cerae perdono il colore; ma lo

acquita il Rooglio.
Modo di acconcare i teneri Pewroncn ,
I prendono quei teneri frutti, e i fondono
in punta, ed aperti sinfondono in conve
niente quantit di econdo vino nuovo , ed ivi

laciano per 15 giorni. Poi levati dal vino,


premono diligentemente colle mani, anch
per mezzo di tal premitura n eca da ei tutto
l' umido che contengono. Appreo, 1 pongono .
in un vao di terra nuovo , e gli i vera. opra

aceto ben forte, nel quale fieno tate bollite le


eguenti coe , cio Sale , Anii crudi, Coriando
li , Finocchio in grana, e Zucchero in quella
doe, che vedrete convenire alla quantit de
frutti teneri, che acconciar volete , e econdo il
genio voro. N li dee apettare, che l aceto z
il quale dovr fari calare, bollendo ,'almen per
un terzo ia diventato tepido;

ma. i dee vera!

bollente ulli Peveroncini, col chiudere imme

diatamente il vao con carta. a pi doppi , an


ch la concia non ivapori, laciando cos il tut

to in ripoo per dieci giorni. Quando ono pa


ati, tornaa colare la itea concia; la quale

pota in una pignatta i fa bollir di nuovo va. due ,


o tre bollati, e cos bollente i ritorna a vuo6
tare opra. li anzidetti frutti; e cos dopo altri

otto giorni, i ria da capo alla ea operazio


ne, avendo a cuore ogni volta, che i far di
chiuder bene il vao, onde gli euvj odoroi non
ealino, e privono la cancia del uo buono la.
quale , e peravventuxa foe calata, aggiungecle
a
nuo
7 /

15$
nuovo Aceto, e nuovo Zucchero a. piacimento,`
non che un poco di Cannella in corza, che an*
che ul principio non` didirebbe, colla ola. av
vertenze per,` che"wl ha. ar bollire l aceto a.
buona' cotyura,` perch in tal modo' li concj frut
ti non olo n0n_diverfan mu; ma. Coner
Veranno lunghiimo tem'p.

_ _

h hi volee poi ar' ollecifo uo de medeim


Peveroncini , s hanno fendere come opra, -e
poi ver-ar' u de vaua. bollente, la-quale,`
quando divenma. fredda, i cieca-nta., e pternuf
t'i i teneri f'r'utti, tornai a. Vuotar u' lo'ro alte'

:qu`a. bollente , `e particolarmente' quando nella}


prima. de'cantata' non oei 'potuto tenerla ma
no ~per' lo piZZiccore, e quando nch' ea ra
-eddata. {i cola , e 're trattabili i PeveronCinis

{i d mano alla. decritta Concia.,~ e ben calda


vuota oVr' e , proc'curando di chiuder _ben bene
il vao , perch non ivapori ,- e quando ha del
tutto perduto il calore, , eraggono i frtti , ed
" in tavola' pongono. Avvertai ,- che anche in
tal modo cone} on buoni , ma' non durano lun#
go tempo;

Moda d`i` cancia Ii' t'mer'elli Cedron;


_I prendono cofei cenerelli If'rutti 5 e s inon

dono nellacqua. facendo bollire per un mez

?odq'uarto d ora',- cui fatto eavan f'ujori,

laciano cittar bene]] Appreo i prende Una'


pignata nuova., 0 pentola., e dentro 'duna' di
ele pone *aceto* orte con chioi'ell di Carafa:
~ corza' di Cannella od altro a piacimento; e:

Sale,` d'asc'onciarz
e Zucchero a proporzion
quantita
de
frutti
edi aneh della
econdo
il gatto;
e ti

156

e i fa. bollire no al callo della met, dopo cui


i leva. del fuoco, e cos bollente com i vera
, opra i teneri Cedroncini la concia, avendo pre

mura di chiudex` bene il vao nel quale s ver


ata, ad eetto, che lo pirito di lei ,non ivapo
ri, e perda il uo buono. Ci fatto {i lacia la
materia.
in ripoo per dicci giorni, dopo i qua~
li, i levano li teneri Cedroncini , e i torna ai
far bollire la concia decantata,

e fatta bollente

ritorna ad infondere ulli medeimi, replican~


do tal coa per tre, o quattro volte , non man

cando di chiudere il vao in ' ogni rinovazion di


ala , ad effetto , che li frutti conci riecono di
perfetto guo. In tal modo adoperando , i avram

no buoni, s per candirli, che per mangiarli.

Conerva idi Cedro .


Corza di Cedro candito rapata lib.una.; Agro
di Cedro netto da' emi lib. una, ed oncie
due; Zucchero no altrettanto; unite tutte co

tee coe inieme i fanno .bollire a fuoco lento


di carbone in una pignatta od altro, e quando

la. materia ha preo cerpo, ed cotta, i leva.


dal fuoco, e i cutodice.

Ajre il Pane di .Pugno.


i

Va freche n. 12., Zucchero oretto lib.una


.e mezza, Fior di Farina lib. una. Si sbat

ton prima le ova ben bene per piu` d' un ora 'col
Zucchero; poi ad ei i aggiugne la farina, e i
torna a sbattere per qualche tempo . Ci fatto ,

prendei una caetta di ferro fatta a poa , che


liai prima infarinata nel fondo, i vuota in c
.
o

157

a la. materia preparata., e poi mette a. cuo'cere


~ nel forno caldo in maniera., che'non vaglia. ad ~
`
vabbrucciaA-la. .
\

Rotrolie di Mandorle amaro.


Andorle dolci oncie 8, Zucchero oretto pe

o oncie 8., Mandorle amare oncie 4. Si


levi la. corza alle Mandorle, e i accian axe

nellacqua. Poi i pelino nimaiipente, e


paino per iaccio.

Paate , che eno, unica

ad ee il Zucchero, ed il tutto s ncorpori con


la. chiara di ova n. 8. , sbattendo empre la. ma.
teria, nch i ,veda eer divenuta Come una.

colla eguale. Preparate in coral modo le Man


dorle, i da. mano ad una, o a. pi carte , le

quali {i diendono opra. una tegola di rame, e


ovree in forma di'tante rottelette i va dien
dendo la\materia., cui da la prima cottura,

per indi farle bicottare, onde riecono crocant .

Modo di fr Sawjardi .
Re libbre di Zucchero oretto no; Roii d'

Ova. n. 30., colla chiara di ole tre Si po


ne il tutto in un Cattincllo cavo, e con facetta
di brilli {i sbatte la. miura per due ore conti

nue, e nch paa addivenuta. Poi 1 prende


la materia, e`dipoa in tanti Savojardi , i di*

endon queti ,opra tegola di rame vell'ita d


carta, e i da. loro la necearia cottura..

\
A fai-1500 di Dama.

Rende una libbra di Mandorle dolci, e de


corticate, che en, i peano niznamem
te

158
,

_te inumidendole con acqua pura, acci non di.


Vengono olioe,

e i

paano per iacco.

Ap

preo, i unice ad ee una libbra di Zucchero


fioretto , roi dOva n. 8. , altre due Ova con

la chiara, e sbatte per un ora pi ogni co


a inieme, perch quanto pi l incorporamento
,delle materie perfetto, tanto pi l opera riu
_cir meglio A chi piacee di aggiugnere alla_
maa qualche acqua odoroa lo pu fare; come
pu ancora alle Mandorle aggiugnere corza di

Cedro candito , e Pitacci quando il_ guto a cos


_are l'impegni. Dipoto cos il corpo delle ma
terie unite, i prende; e i accomoda in una
tegola di rame ttagnato, la quale dee prima
polverare nel fondo di farina , ed a fuoco lento
a cuocer i pone,

,puma-tte

z'occoato .

N oncia di Zucchero no peto; Cioccolato


oncie tre; chiari d' ova. n. 2 , e mezz. 'lut
_to simpaa inieme, paa per Siringa, i

fanno ciambellette, _o bicottini, e i pongano


a eccare in un forno, che ia. tiepido ,

,Bicottini .
Ue libbre _di or di farina di frumento;
,, , due libbre, ed oncie tre di Zucchero Ma
{cabatog Pignoli oncie 8, acqua Roa, e di Ce-/~
dro quanto baa per dar odore _alla materia . Del
_tutto i faccia. pata oda Con acqua comune, la

quale ridotta in tanti bicottini , li pongan nel


forno a cuocere con alor moderato.`

159

Bottni dz' Cioccolato.


~

Ucchero oretto tritto oncie due . Cioccolato


oncie nove', ova n. 6'. S incorpora. il tutto,

e {i formano bicottini opra carta in tegola di


Rame, e i an cuocere a fuoco lento.

Sorbetto di Limone .
Rendai
chero;
guo, e la
*Si corzano

un boccale d acqua; una lib. di Zuc


ei Limoni, o pii 0 meno econdo il'
quantit di orbetti, che ar volete.
i Limoni, e pone la corza. nell'

acqua, poi i tagliano , e {i preme il ugo nella,


medeima., e ben sbattuta. con verghtte, co

la, e {i mette ne vali di peltro, e li fa granire.


Per ar ci ci Vuole 'un recipiente capace a con*

tener la orbettera , un cuchiajo grande per ma


neggiare nel vao la materiaxda congelari, onde,
non i appicchi alle pareti dilui, neve, e ale.

Dopo tutto queo convien girar peo la. Sorbet

tiera in tempo della congelazione_,'inegnandolo


l eperienza .

.Sai-betta, dz' mi di Meloni.


' Inonde una libbra di Cotei emi nellacqua.

freca, e i lavano ben bene; indi dopo una,


dicreta infuione , lavano, pongono in un

Mortaro, e peano il pi .che i pu. Appre


o i diempra. il peo _con un boccale' dacqua,
{premendo fortiimo la materia_ , perch n eca.

tutto il ugo , che contiene. ll pi groo della


medeima. i dee paare per iaccio tto. Alla
col,

160
collatura poi, aggiuntache e le .a una libbra
di Zucchero oretto no e netto, nient altro
convien fare ,

che ricolarla e v ha il biogno,

indi pota. nella Sorbettiera come opra` farla ge


late. Se piace,~i pu dare odore al orbetto col

la corza di limoni, o con altr acqua odoroa,


Sorbeh'o di Mandorle .
Evata la corza alle Mandorle, la cui doe '
_ J la tea di quella de emi di Melone , i fa.
la fattura te decritta nell antecedente , non con

altro divario, e non che in queto {i pongono


Mandorle groamente trite.
'
Sorbetfo di Fragole.
Ragole lib. 2. acqua naturale boccali I. Si pe
ano i frutti; i dicempera il peto coll' a- '
cqua, e i, paa per iaccio di tta tela la di
:emprata materia; la quale unita ad oncie 9
di Zucchero oretto , ed al ugo di due limoni,

a congelare i mette. Cos per far orbetti co


:frutti di Flembu., Ribes Sic. i adopera . La do
e olo del Zucchero uole eere varia, econdo la.

variet de guti. E per empre bene dare alla


:materia di coteti orbettivun po di odore di li

mone ,
Sorbetto di Peyoo.
Rutti groi di Perico n. 12. ben agionati;
i corzano, e la. corza s infonde in un boc

- cale d acqua , e ivi i fanno tare ben chiue per


unora. almeno. Si tagli-tn poi in fettuccie li
frutti, ed in .mortaro i peitano ,p ed il ugo erat:

~
\

to

151

to'i a paarepet iaccio. A queo s unice in


appreo il ugo di 4, 0-6 Limoni, ed una lib.
di Zucchero oretto no. Ci fatto i vera la
miura nell acqua in cui erano nte le corza
inue, e battuta con verghette ben bene la
materia , l mette econdo l' arte a congelare.

Corbetta dilgo di Agrce.


Rendei ugo di Agree lib. 3', di Limoni n;
3. Si unicono cotei ughi in Mortaro , dan
do odore alla materia con icorza di Limone} .
Indi, cioltauna lib. di Zucchero oretto in un

boccale d acqua , cui havvi chi aggiugne un po

d acqua. di Gelomini; i unice ogni coa. inie


me, e dopo aver sbattuto le materie unite ,

ricolano, e i anno come opra gelate.

Papina alla Fiorentina .


Igliai un boccale di Latte freco , e meo
al fuoco, va. mecolando, n tanto , che
incomincj a bollire. Bollendo, i leva dal uo
co , e 1 torna. a mecolare, nch lia giunto a.

tepore. Giunto a tale ato; a competente por


zion d eo i vogliono unire ei oncie di corza ~

di Cedro candita tagliata in minuccioli', e roi


d ova. mezzi cotti n. 6. Fatta la. mecolanza
rana in un Mortaro; ed alla `ranata materia.,
i aggiugne l' altra porzion di latte reata indie
tro, entro la quale i t diemprare Zucchero
orettolib. r., Savojardi ottilmente peti n. 6.,

Pittacc groamente triti oncie 3. con piccol per

zion di cotzetta. Preparate. cos la Papini i


mette econdo l' arte a gelate .
A

162

A fm 1140? di Gelmzm.
Rendete due libbre d acqua diillata di Ro
-

e bianche, ed infondete in eauna lib. di

ori di Gelomini, li quali per ore da quella


non rimuoverete'. Dopo li cavarete, ben bene
premendoli, e con altri Gelomini nuova infu

ion farete, la quale anderete replicando , n che


l' acqua abbia preo quellodor'e , che a voi pia
cer. Colata pocia., la porrete in un Vao di Ve
tro, il qual chiuderete ,

anch

la fragranza,

che ha l' acqua acquitata non ivanica.. ~

Acqua Vita di Vitiola.


Mprontate un Boccale di pirito di Vino otti
mo, e in eo infondere il ugo cavato da lib.

x 3. di Cerae Viciole pete , e per iaccio paa


te, Chiovelli di Garofani n. 10-, Cannella na.
trita una dramma; e Zucchero ,chiaricato , ed

a conienza vridotto oncie 9, o pi econdo il


guo. Quando avete fatta l infuione di tutto

nello pirito di Vino, che dee eer poto in una.


proporzionata boccia di vetro , dovete agitare le
infue materie ,

onde s' incorporino bene inie

me, Paati poi ei giorni, colarete lo pirito di


Vino impregnato delle droghe, che dentro gli.
ponee, e lo eporrete al Sole, nch il vediato
chiarificato. Ci accaduto , i decanta detramen

te, anch reti nel fondo del vetro il edimen


to, il quale potrebbe facilmente, cendere ad.

intorbidare il chiaro, quando nel decantarlo non.


i uae cautela.

Of

,53;

Ollc alla Milanee.


Rendete oncie novedi Butirroreco; Fior
di farina una. libbra e mezza; Roi
"Ova

,n. 4.; Zucchero oncie ei; e di tutte quee coe


fatene paa.

Fatta che l avrete,

riempirete le

Offelle colla eguente materia. Marzapane oncie


3.;onciieg.,
MandorleZucchero
dolci, pee
d acqua
pruzzaz
te
oretto
'oncie roa.
3., Cannel
la na dramme due, e tanta- corza di cedro
'candita , quanto bater per darle guzo , ed odore .7

Paa olla .
Andorle dolci ben pelle'oncie 6., Fior d
farina una. libbra; Zucchero oncie 9. , Bu
tirro Oncie 6. , roi d'ovio n. 6. , Anii una dram

ma ; e con Stile quanto baa , s'incorpora il tut


to , _e cuoce a. lento fuoco .
'
;I

pengo ne .
[gliate una libbra di Zucche candite; un' al
]

tra di Ranzi; Miele chiaricato libbre due,

e mezzo; Pignoli oncie '6; Mandorle dolci am


rnaccate groamente oncie 6'.; Midolla di noce

groamente anchea ammaccata oncie 6.; Ga


rofani', e noce mocata. un quarto d onzia per
forte; AcquaRoa , o di or di Cedro mezz' 0n

cia; Zaeranno mezzo crupolo, Mecolate ogni co


a inieme ,, e'ate pongata.

_i

L2~

laz

xa;

i .
Pqa .per copi-ir I: Spangata;

Ior di arinaoncie 14 ,- Zucchero ciolto in acqua


v roa oncie 4.; Butirro freco , o Olio lavato on
cie 4.; Marzapane oncie a. Unite il tutto inieme 5

e atene'paa.

Per ne Ieattole di car


E' Neceario aver le forme delle Scattole , che

eno o di Bronzo , odi legno orte , e"ci vuole


Machio , e Femmina; facia il Machio colla carf
,ta umida. ,' ed accommodata. alla. forma neCeax-ia ,

ei pone entro la. femmina', &ringendola con Viti.


Prea che abbia la forma , che fel data. , leva. il,

uperuo , dandole opra una colla come egue. S


a colla. di pece con acqua , oppure collo pirito di
Vino , perch meglio riece; e quando fatta, e
incorpora. con chianti d ova ben :battuti z ed incor
porata e le unice la polvere di guci d ovo cal-:ind
ti , e vieni aormare un corpo come il Geo ,`che '
adoperano gl lndoratori per intonacare i pezzi , che
vogliono index-are. Ci Fatto, ' danno alla Scat
tola tante mani di queta materia. quante abbio
gnar 'vedete , onde alla groezza pervenga ,che v'oi
vorrete. Appreo a aciuttare ,\e quando ia be
ne aciutta , {i mette ul torno , o opra altra imil
coa apulire colla Pomice ,` Pelle di pece , e pei-el*
la , ed in ne colla. carta acci venga pi na . In
di , e le anno que lavati, che voi volete , dando

ul e una , o pi ,mani di vernice orte delle decrit

te
nel primo libro. Finalmente
i pulice econdo l'
alto
i
il

il A

15$

TA V OLA_
i

Di tutto ci contiene nel preente


Libro .
LEM al Lettore

. pag. 5

Libro primo .
Trattato di Vernici
Delle Gomme
Avvertimmto ,
Della Gomma Lat-u
.
Modo di purgarc detta Comm
Modo di ciogliere le Gomma Lacco!

9 '
im'
ivi
:o
ll
12.

Dell altre Gomme

13

Delle Rtine, e pecialmente della Copale


Modo di ciogliere la medi-nta

,13
I;

Dell' Ambra , o Carabe

18

Dello pirito di Vino \


Dell Olio cotto
`
Del modo di fare I Olio di Tri-menti
Moio di preparare la Pc Greca , levando
ad :u la piaga-line, che contiene in e
Del modo di omar: congure- , fogliami doro
'c. , c bai rilievi alla Chinee
Modo dattaccar I oropra qualivoglia co

20
ivi
24.
i'm'
2;

a, cio Vetri, marini , ed anche opra

Vernici , e dipinti a Olio


.
Mordente,cbe er-e: per rilievi' attaccao
pra il marmo, ferro, ottone, ed altri metalli

L 3

26
27.

"/11.

166
Altro Mordente eccellente

pag. 27

Altri Mordenti
Mordente all uo d Inghilterra per mettere

ivi

loro opra le Carta -

28

De Colori

im'

Inchio/Zro opra-no
Modo di fare il Carmina

Modi di fare il Carmina inegnato dal P. Bo,

nanni,
Carmina
matto che
' mlgarmentc chiama
i

30
al
32

Modo di fare la Laccana ervendoi' dcin

avanzi re/_Zati' nell operazione del Carmina


Per fare lAz-zurro di Berlino
Modo di fare un belliimo Verde
Modo , che tengono a Monpellier di Framia
per fare il Verde Rame no
a
Colore di Bronzo /mle al vero
Per dare alla Lacca un color belllmo

33
34
38
39
4x
ioi

Altro color ro'o

42

A fare un bel campo rob, come fanno in '


Francia, ed in Inghilterra
im'
Modo di fare una bellima macchia di Tar
taruca
'
43
Della` Porporina
ivi
Per imitare il Lapis' Lazuli
`
i-oi
Per imitare il Porido

44.
De Sbru
im'
Moda di pulire , e lurare le vernici
ivi
Dal mio ehe :ba a tenere per cuocere le Ver
nici .
46
Gradi del Fuoco
' 5t
Modo ali fare il Loto detto della Sapienza.
im*
Per fare im altro Loro perfettimo molto ne
/

ce

I
1 67

Furio nelle operazioni delle Vernici 1 pag. ivi


Loto , o Colla per [i Lambiccbi
SZ
Afare um altre Colla , che attacca li Vetri,
lc Porcclanc, le Majolicbc, le On,
e imili
Altra Colla , o Stucco

53.
, KI!

Altra

54:

Altra

Colla di ferro tenaciinu


` `
Altra Colla per uo della Carta quando c
_racciam

Colla detta :la bocca per incollare lt( Carta


p. taglio
Moda di adoperarla
Delle Vernici in particolare, e del nio-Io di
manipolarlc `

Di quella della China


Della Vernice del Giappone

ill!
_WD

tr
SS
36

.57.
im
o

Vernice fatta in Europa imile tolto a quelle


della China , e del Giappone perfettiima ' z
Afarc la Vernice JAmbra `tc accennam
64
Altra Vernice
~
Vernice Pcrana, o Araba

ivi

65

Vernice riferita dal P. Gioanni Zaha nel


,Tomo z. dell occhio artificiale
Altra Vernice/dello cso /Iutore

Vernice per volare lc Pitture


Altra Vernice con/ioni!..

67
66
ivi
im

Altra Vernice di gran lucido Per lare [ber


adr-i

67

Altra Vernice belliima

ivi
i'm'

li

.Altra Vernice

Vernice bclltimn .altrui-;tantum Per cpt'irc


L4

fon

168

_fondi ofurc*

pag.- 63

.Altra i'mile.
Altra Vernice

Vernice d Ambra, o Carabe

i-vz
;
ivi

Altra Vernice conimile di Criofaro Love


Merli-_y
ivi
Altra Vernice' uddetta

im*
Vernice dette-1a Coramaro per tingere la
Pelle inargentata di colr delloro
7')
Vernice ocura
ivi
Altra Vernice conimile pi perfetta , ma pi '
lunga ad a 'iuttari

i7(
Altra Vernice
I
- im'
Altra Vernice di minor fatica
i** 72
Altra ernice

ivi
Altra Vernice

7;

Vernice chiara

ivi

Altra Vernice chiara, e Seccante

im'

Vernici decritte dal Pometenza [a quantita*


delle doe , e enza il modo di operare
Vernice bianca

ivi
ivi

Altra del uddetto oleot

74

Altra pure del uddetta dorata


Altra d atro Autore

ivi
i'm'

Vernice da oro

'

im'

Vernice chiara come Vetro 4-


Altra Vernice
Vernice' lmra '
_
"
` *
Vernice chiamata` Chinee
'
Vernice imatiima , la quale dicono reisere

i'm'
75 im'
im'

al martello , non cbealfuococaldana'ola


Vernice da uarli per queRami , che voglion/i'

77

intagli: ad acqua forte

"

79
Il

[69
e
ll mollo poi di dare una tal Vernice opra li
Rami queo
P'g- 79
Vernice tenera , como-la per l uo, de Ram

80

da incide-r

Altre Vernice dura per `ufo de Rami da in


tagliare
Vernice da umper intagliare il Ferro
Vernice di color d oro da darejpm Metalli
Altra*imile Vernice
I

8t*
ivi?
im*
82

i'm'

Altra imile
.Altra imile
Altra conmile

Vernice , che/z' djbpra loro di Germania,


e cbeiconerrva benimo
Ali: detta

Altra con/imile , ma di maggior perfezione


Vernice bellima , che ipraticatin Francia ,

Ginevra, ed Inghilterra per darla opra


Orologi, e Metalli

Vernice del P. [amar: Geuita

Vernice Turche/ca del P. Adelberto Tilkomki


,
Geuita
.
Vernice del l. Pomet enza le Doi
Vernice lurcx

- c

Altra imile di foca pea


Vernice- denonxinata della China
Altra Vernice belli/jim::

Vernice da dareopra lavori , ornti di Car


" te intagliate, e colorite

Vernice di Gomma Cupale icura


Altra Vernice' di Gomma Capale
Vernice di bellirno lucido

Vernice [offra, e dura della China

'

* ~

'
\

170

Vernice na di Sanlracca

Pae- 90

Vernice da ucire opra le Carte ampate,

che-*embra Ialco

Altra Vernice imile


Atra Amile

13'
92

Vernice della China


Vernice del Reverendimo P. Bertoccbi Mi*

ivi~

nor Conventuale

i A

ivi

Vernice da a'ore opra lFiori di Carta


Vernice Zara, che [Embra Cri/lalla
Altra imile

93
93
94

Vernice a'i Gio: Daniele Cec-ro per guardare


gl Inetti dalla pucredine

94

Vernice da dariopra un velo, cbe ali-verra*


lucido come un criallo
.Altra Vernice imile, ma frangibile
Vernice di Gomma Lacca
'
Modo di ciogliere lmbrd, o ia Carabe
Vernice per Carta da impanare
Vernice da [lampan-

ivi
9;
_ivi
.96
97
91

Libro econdo.
Demo-10,411' durare, ea! inargenmre in di-
vere maniere
93
Per fare lAmaIgama doro per indorare.
a fuoco

Preparazione di quello , che vuoli dorare

99
l00

Del modo di _av-mare il lavoro col Mercurio .


101
DeIl applicamone dell Amalgama
102
Del modo di pulire il lavoro dorato
lo;
.Bnl/imcnto per dare il colore alle ciorature
_ ivi
Modo di lavorare call oro u ?Argento e . A104
.

l
D

-1


x71
Altro modo di 'colorire l Oro, e l Argento,
vale a dire a oro, e bianco
pag. 105
Altro color d Oro con Sal/'a

ivi

Palm-re per dorare a ecco Argento g o altro

,Metallo

Colore per lOro di Francia

. \

lalimento da Oro

:07
108
i-Ui

Saldature di Oro

:og

Altra aldatura di Oro

i'm*

Inargencare a fuoco
i'm'
rinvenimento
uz
~Del modo d inargentare a ecco , letto ml
~ garmente a Ba/ima
Il;
Altro moda particolare per inni-gent: a
freddo 'coniderato per migliore
114,
mbiancbimento per Argento di metri
* Il;
Saldatura d Argento
ivi
_ Saldatura' d Argento no

[16

Saldatura per lavorare Argento a Mariel


Io, acci rei/la

J'ai

Saldatura per. Filogrona

Modo d indorare, o inargentare con' foglia

i'ai v
`

qualhooglia Metallo d
, _
A fare un Similoro di colore belliimo , ebe ol-

'116,
`

tre la tenerezza uguaglia quello del Zec


chino.
_i
118
Stagno biancbit'mo come Argento
e ~ 119
Smaltono da porrejbpra ogm Metallo
na
Bianco nta

Negro nto

ivi

* _

ivi

li

172

.
Libro terzo .

Selva di varj ecreti perimentati ottimi,


e particolari

pag. 12:

Medicinali. Balamo di varie virt

ivi

Virt, e modo a'i operare col letto Balamo

122

Alle moricature de Cani fatti robbie/i e

* creto perfetto d`el Capitano Parenti

123

Polvere contro le febbri terzane, eniplici,


e doppie, e praticata da un Eccellentiji

ano Medico, il quale ne prova, `e ne ha


empre provati dalla medeima buoni ef
_v fetti \
124
-Per lo Scorbuto, ed ogni orta di male in
bocca, _aioni alli denti, Ulceri in go~
la erc.
:25
Per il dolore ale denti, ancor che, iano

guai

xz
Per pulire Ii denti
12.7
Spirito per pulire i aenti, che vuol/i pri
ma dogni'alcra coa uare, dopo cbe
e e levato
il calcinaccio
iOpiato
di Parigi
per uo de a'enti
' ivi
.8
Polvere di Montpellieri per pulire i denti
129
Per le baganze , o gelloni
129
.A colorir lOropelle giallo, e bianco di
oli-em` colori, cbe pongono otto le
gioje , e che di preentei ano in al
tri lavori
'
130
Modo facile dimbiancare, e far can-Ia la
Iela.
_
`
13!
.A ripulire'li Quadri vecchi
13.2.
Color ro' per mmm" iTarroccbini da giocare ivi
v Per
'
er

_A,

173

Per fare il 'vero Metallo di Prinitbecb png. 13;,


Per fare una pelle daillare i Rubj,e
creta raro di Francia
~
133
Acqua forte per incidere i Rami, della
' quale uar olemne il rinomato Mat
134
tioli
`
136.
Incbicra alla Chinee _
'
Per far pol-vere da Schioppa perfettinu
137
E prima, modo di rainare il Salmtro a,
im'
gnam-o
138
A rafnare il Salnitro a ecco
conocere il Salnitro perfetto
_139
./ purgare, e ublimare il Zolo
A l'1
Per far Polvere da Schioppa
14,0
Altra polvere pi potente, la quale pe)
la grande forza , che ba, too non re/la

morto lAninzale, cui tratto ,~ ma pe


r ottima per fuochi particolari
Pol-vere tonante per fare una ?urla grazioa

14:
147.

A levare la perla da un occhio ad un Ca


ne, o ad un Caro-illo c.

143

Pcl ale docchio delle Be/Zie cagionato


da, calore

Palla infallibile pel Pece


Per fare, che una Pianta orica pi pre
o , `e_ iano i. ori pi adoro, ed in
neaggcor quantita
Per ar Roogli, e dare al e lodore

Rooglio alluo di Torino


Tincura di China per farne Rooglio'
A fare Acqua di Melia odoroa, a di
Salvia, e di qualunque altradixnta
odoroa

im
im

.14.4
ma
1 46

l 4-7
143..

174

A levare la tintura , ed il ugo ad ogni

Pag- 149
ore
.
A fare un Rooglio Claretto facile, eingolare ivi
150
Per fare `lacqaa della Regina d Ungheria
Enumeraaione di tutti gli odori, che dari`
151

pobno all Acquavite:


Pei, che adoperaripoone nella fabbrica e

151 i

delleuddette Acquavite
Oervazioni necearie per lAcqaa Vita
Biz-varia nobile, la quale andare pu in an.

152

Dejer di gran Signore , ogni qualvolta il `


vaoia adattabile, che non con/ille in al

tro, che in unore candito a ecco apra la


ua natural Pianta
Per conervare le Cerae Viciole Romane
\M0do di acconciare i teneri Peveroncmi

_Modo di conciare li tenerelli Cedroni


Conerva di Cedro
A fare il Pane di Spagna

;15.7

Modo di far Savojardi


Afar bocca di Dama

ivi q

_Bicottini
Bicottini di Cioccolato
Sorbetto di Limone
Sorbetto di Semi di Meloni
Sorbetto di Mandorle
Sorbexto di Fragole
Sorbetto di Perico

156
ivi'

Rottolme di Mandorle amare *

Spamette di Cioccolato

152
153
54
13$

Sorbetto di ugo di Agrele


.Papina alla Fiorentina \
'
,A fare l acqua di Gel/'omini

ivi
138

ivi
,159
ivi
ivi
Io
ivi

ivi
16:
ivi ;

162

Acqua

,1

`._7_,,,7
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e
-

. .W-._.--~,
_M
_
.ana4 ...e
.- ...-...T-uw. _

175

.Acqua Vita di Vi/ciola

pag. 162

Oelle alla Milanee,


Paa frolla
x
Spongate ne
, .
Palla per coprir le pongate
Per fare le Scattole di Carta -

163
im'
ivi
164
im'.

`
.

l-

--.__.

i Vidi: D. PauilluIchpbm Scan* Cler.Regul.S. Pauli , Z9' i '


Eccleia Lian-apo]. Bono. Penitentiar. pro Eminenti.,
ac Reveren'di/i. Dom. .D. Vncemio Cardinali Malvctio

Arcbiepycopo Bonomc , L'I S. R. I. Principe .


I

Dic u Februarii 1764.

l M P R 1 M A T U R.

.Fr. Thomas Vincenti: Romani Vie. Gener, S. Oda' Bon.

n.4-_

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