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 MARCELLO SEMERARO

LA COMUNIONE NELLA CHIESA PARTICOLARE
Parliamo di comunione e subito l’attenzione si volge a un dato cui l’ecclesiologia postconciliare è molto sensibile, al punto da far dire che la Chiesa stessa è «mistero di comunione».
Nella Relazione finale del Sinodo straordinario dei Vescovi del 1985, si afferma esplicitamente che
«l’ecclesiologia di comunione è un’idea centrale e fondamentale nei documenti conciliari» (II, C,
1)1. Una successiva «Lettera» della Congregazione per la dottrina della fede (28 maggio 1992) su
«alcuni aspetti della Chiesa intesa come comunione», aggiunse che il concetto di comunione, oltre
ad essere stato messo in luce dai documenti del Vaticano II è anche «molto adeguato per
esprimere il nucleo profondo del mistero della Chiesa e può essere una chiave di lettura per una
rinnovata ecclesiologia cattolica» (n. 1).
La Chiesa, dunque, è «mistero di comunione». La sua forma d’esistenza è segnata dalla
comunione. Se così è davvero, allora questa sua realtà profonda deve manifestarsi nella vita
d’ogni comunità ecclesiale e deve funzionare come la sua ultima legge e la suprema norma della
sua vita. La comunione, in effetti, non è un aspetto parziale della Chiesa, ma è una sua
dimensione costitutiva2.
La nozione di comunione
La nozione merita d’essere approfondita, perché di per sé molto densa e complessa.
Include, infatti, prospettive diverse. Rimanda, anzitutto, al punto d’origine per il nostro essere
Chiesa. Essa, difatti, come ha ricordato il Concilio ripetendo S. Cipriano, è «popolo adunato
dall'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» (cfr Lumen Gentium 4). Questo principio
trascendente della comunione ecclesiale, poi, è anche il suo primo modello, come avverte Unitatis
Redintegratio 2. Se, dunque, la Chiesa non si alimenta a questo modello trinitario e non s’impegna

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Al quel Sinodo Straordinario fu segretario speciale l’attuale card. W. Kasper, del quale oggi si possono vedere alcuni
saggi di ecclesiologia in W. KASPER, La Chiesa di Gesù Cristo. Scritti di ecclesiologia, Queriniana, Brescia 2011, in
particolare i due saggi: «La Chiesa di Gesù Cristo. In cammino verso un’ecclesiologia della communio», p. 7-101 e
«Il futuro dalla forza del concilio. Commento di W. Kasper al Sinodo Straordinario dei Vescovi, 1985», p. 131-173. A
p. 23 di questo volume, ripercorrendo il suo cammino verso l’ecclesiologia, Kasper scrive: «Studiando a fondo
ancora una volta il concilio giunsi al risultato che l’ecclesiologia della communio costituisce l’impulso e il motivo di
fondo della ecclesiologia conciliare. L’ecclesiologia della communio era già stata preparata molto tempo prima del
concilio, come si accenna in molti testi conciliari (LG 3; 7; 9; 11; 48 ecc.), sebbene espressamente si sia sviluppata
soltanto dopo il concilio. A un primo sguardo un’ecclesiologia della communio non sembra stare alla base dei testi
conciliari… Tuttavia è possibile mostrare che sullo sfondo…. sta una ecclesiologia della communio. Per questo è
legittimo definire la communio come l’idea guida del concilio dal punto di vista ecclesiologico».

2

Mi permetto rinviare a M. SEMERARO, La Chiesa comunione, in «Rivista di Scienze Religiose» 4, 1990, p. 347-387;
Premesse per una ecclesiologia di comunione, in «Odegitria» 3, 1996, p. 73-85. Classica è l’opera di J. HAMER, La
Chiesa è una comunione, Morcelliana, Brescia 1983, di buon impianto tomista. Esauriente è il saggio di J. RIGAL,
L’ecclésiologie de communion. Son évolution historique et ses fondements, du Cerf, Paris 1997. Per una recente
sintesi, cfr G. CALABRESE, Comunione, in G. CALABRESE, PH. GOYRET, O. F. PIAZZA, «Dizionario di ecclesiologia», Città
Nuova Roma 2010, p. 268-288

BARAÚNA (a cura di). Chiesa. in CENTRO INTERNAZIONALE VOCAZIONALE ROGATE. Come l’eterna Parola di Dio si è fatta carne ed è entrata a fare parte di una nazione. perciò. ad ansie e speranze legate a domande concrete. FEDERICI (curr. Al contrario. Bologna 1999. entra nella storia e s’immerge nelle società degli uomini. infatti. che la Chiesa è «locale» in quanto comporta un rinvio a spazi umani. e accogliendole le purifica. ma concretamente. La Chiesa. per dono di Dio. di una tradizione religiosa e culturale. p. Per una sintesi aggiornata. CASTELLUCCI. Mi permetto rimandare pure a M. La Chiesa è in un luogo perché. Firenze 1965. indicati dal Nuovo Testamento come i «chiamati» e gli «eletti». Cinisello Balsamo. La santissima Trinità e la Chiesa. 329-350. p. non è definita a cominciare dagli uomini e dalle donne che ne fanno parte ma piuttosto dalla «chiamata» di Dio5. p. FORTE. Cfr pure E. 3 Per il tema nei testi conciliari cfr M. risponde a Dio che la chiama: «Eccomi. 361384 («Il mistero della convocazione trinitaria». in CALABRESE. Tutto questo. concepita dall’eternità come un disegno nel cuore del Padre (cfr CCC 759).. infatti. La Chiesa si raduna. PHILIPON. EDB. per convocazione. La famiglia di Dio nel mondo. Non eripit mortalia. Cittadella. nulla sottrae al loro bene temporale. fra i teologi italiani si è impegnato B. Saggio sul mistero della Chiesa comunione e missione. GAROFALO. La Chiesa è «locale» in analogia con il Verbo incarnato. cc. quando alla fine dei tempi «tutti i giusti. 4 Ricorro a questa formula. «La Chiesa del Vaticano II». Proprio a questo punto. di fare sue le dovizie delle civiltà ma senza assorbirle. GOYRET. tenendo conto delle fluttuazioni del linguaggio dei testi del Vaticano II per cui si potrà vedere la voce Chiesa locale di E(MMANUEL) L(ANNE). PIAZZA. essa ne accoglie tutta la ricchezza di capacità e le consuetudini. di congiungersi ad esse ma senza violentarle. dice la vocazione della comunità cristiana ad essere «sacramento di salvezza» per tutti gli uomini non in un senso generico e universale. San Paolo 1995. 18-20). a partire da Adamo. che Dio si è scelto chiamando fratelli da ogni razza e da ogni nazione. La Chiesa della Trinità. di una storia civile.1465-1475. 209-216. «in quanto sono buone. Vallecchi. Per un’ecclesiologia trinitaria. «Dizionario di ecclesiologia». Il mistero di Dio e il Mistero della Chiesa per la salvezza dell’uomo.8). sicuramente. il proprio mistero di «chiamata». 145-158. infatti. CALABRESE. né è stata voluta dal Signore per stare «in cielo» ma per andare «in cielo». che appare nel Nuovo Testamento. qui regna dat caelestia. perché è cattolica. Chiesa locale. il riconoscimento dell’indole trinitaria della Chiesa impone una doverosa precisazione. 796-826. in CALABRESE. «Dizionario del Concilio Ecumenico Vaticano II». La Chiesa non è nata. Così facendo. però. Fu questa la prima certezza dei cristiani: c’è un unico popolo. cantava l’antico poeta Sedulio. Quelli che le appartengono sono.). in S. tuttavia. SEMERARO. cfr M. sociale e politica. Rogate. così pure la Chiesa. Quanto appena ricordato ha la sua importanza anche per la teologia della «chiesa locale»4. GOYRET. Ciò significa che la Chiesa è «locale» non per nascita ma per missione. di partecipare e di prendere parte al tutto. «Dizionario di ecclesiologia».2 a riprodurne il mistero nella propria vita. Unedi. Quest’espressione. 2 . G. le consolida e le eleva» (Lumen Gentium 13). Assisi 2008. ossia nella carne di una particolare cultura e nella storicità di un ambiente umano. Essa vi andrà. SEMERARO. Per un’ecclesiologia trinitaria. ossia di uomini veri. Dire. perciò. PIAZZA. di vocazione. ossia capace. T. il suo essere comunione rimane un qualcosa di sterile e d’inefficace3. cfr M. NARO. p. «Dizionario di Pastorale Vocazionale». p. 5 La Chiesa contiene nel suo stesso nome greco. corporee addirittura. Manuale di ecclesiologia. a territori geografici e culturali. come il profeta. che nel nostro linguaggio è tutto dire. Roma 1969. mandata per introdurvi il Regno di Dio. Trinità e Chiesa. ossia per invio missionario dei discepoli del Signore Gesù sino agli estremi confini della terra (cfr Mt 28. in G. di uomini e donne in carne ed ossa.. manda me» (Is 6. Roma 2002.

l’umile dichiarazione di Abramo ai figli di Het. si conservasse nell’unità della fede e della comunione. TILLARD. così rapidamente descritta nelle sue diverse implicanze è chiamata ad essere fermento di riconciliazione e di pace per l’umanità 6 L’idea è antica. Milano 1982. il quale crea la condizione di base per la comunione. Pastor aeternus. PIAZZA. DHü 3051. intanto. inoltre.6. ecc. Sul modello permanente del Verbo di Dio che. Aux sources de l’ecclésiologie de communion.. 644-659. Jaca Book. –R. Essa viene dal Padre per soggiornare presso le case degli uomini. per mezzo dei sacerdoti strettamente uniti fra di loro. comunità fondata su di una realtà teologica. in CALABRESE. passa decisamente anche nell’ecclesiologia cattolica. nella speranza e nell’amore cristiano. la sua dichiarazione suona così: io sono paroikos. Si tratta del termine parrocchia. cfr C. organizzata e aiutata a crescere dal ministero sacro. è in un certo senso la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie. è dato dall’unità nella fede. Eucaristia e Chiesa. –M.. soggiornante. «Dizionario di ecclesiologia». saranno riuniti presso il Padre nella Chiesa universale» (Lumen Gentium 2). però. L’Eucaristia e la Chiesa nel Medioevo. Cost. Richiamando questa traduzione greca della dichiarazione di Abramo ho pronunciato una parola divenuta oramai familiare nella vita di una Chiesa locale. Pellegrina a Gerusalemme come a Roma. pose la sua tenda ed abitò tra le case degli uomini (cfr Gv 1. Prologus: «Perché poi lo stesso Episcopato fosse uno ed indiviso e l’intera moltitudine dei credenti. Du Cerf. sufficienti elementi per dire che la comunione ecclesiale. Paris 1992. Corpus mysticum. a sua volta servito nella comunione dal ministero del Successore di Pietro7. 11). Anche la Chiesa è composta di «pellegrini» (paroikoùs) e ospiti sulla terra (cfr 1Pt 2. anteponendo agli altri Apostoli il Beato Pietro. Ricordiamo. poi. così la Chiesa non appartiene che alla Trinità. Vedremo più avanti il valore di quest’ultima espressione. 3 . Abbiamo. il quale non appartiene se non al Padre. ma non «residente». Per ora aggiungiamo semplicemente che a somiglianza del Verbo incarnato. è servita. perché essa è una comunità eucaristica» (Christifideles Laici 26). in lui volle fondato l’intramontabile principio e il visibile fondamento della duplice unità». Sant Tommaso la recepisce nella sua dottrina sulla res tantum dell’Eucaristia (cfr STh III. q. Chair de l’Église. FORTE. GOYRET. disse (cfr Gen 23. a. Questo sacramento. Di essa Giovanni Paolo Il scrisse che «è l’ultima localizzazione della Chiesa. Caratteristica della teologia dell’Oriente cristiano giunge al Vaticano II soprattutto per impulso di H. venendo dal Padre. per capire. che ha la sua pienezza nel ministero episcopale. La Chiesa nell’Eucaristia. p. Il punto d’avvio della vita concreta della Chiesa – comunione. q. 4). deve prima attraversare la terra come pellegrina. è orientato essenzialmente all’unitas Ecclesiae e per questa ragione esso è pure chiamato «comunione»6. a 4). DE LUBAC. dalla cui unità deriva ed alla quale è conforme (cfr Lumen Gentium 4). GIRAUDO. Se ne potranno vedere le basi bibliche e patristiche in J. chair du Christ. Tutto ciò trova il suo sigillo nel sacramento del Battesimo. Per un’ecclesiologia eucaristica alla luce del Vaticano II. Napoli 1975). fino all’ultimo eletto”. 7 Cfr CONCILIO ECUMENICO VATICANO I. s’irrobustisce con il sacramento della Confermazione e si alimenta con la partecipazione alla santa Eucaristia. Lo scriveva già nelle sue lettere il vescovo Dionigi di Corinto. 80. difesa. Anche su questo punto sarà necessario aggiungere qualcosa. Nella lingua greca della LXX. mentre domandava una tomba per seppellirvi la moglie Sara: «Io sono forestiero e residente tra voi». Essa. dogm. 73. La comunione.3 “dal giusto Abele. 14). Per il Vaticano II cfr B. La vita trinitaria si diffonde in tutta la Chiesa e in ciascuno mediante l’annuncio della Parola di Dio e la celebrazione dei Sacramenti. vissuto nel II secolo: la Chiesa è paroikoùse.

Brescia 1983. Ma. La famiglia di Dio nel mondo. dei fratelli con i quali condivide il mistero profondo del suo rapporto con Dio (CEI. La Chiesa sacramento universale di salvezza. p. Saggio di lessicografia filosofica e teologica sul tema di ‘comunicare’ in Tommaso d’Aquino. in CALABRESE. che è la Chiesa. ma un’unica realtà espressa con due parole: koinonia kai eirene. Un popolo messianico. «comunione» indica sempre relazione interpersonale di comunione stabilita. Mi permetto 4 . «Dizionario di ecclesiologia». potremmo dire con le parole di un documento pastorale della CEI datato 1 ottobre 1981: Quando diciamo comunione pensiamo a quel dono dello Spirito per il quale l’uomo non è più solo né lontano da Dio. perciò. ma è chiamato ad essere parte della stessa comunione che lega fra loro il Padre. GOYRET. Queriniana. cfr M. 169-175. S. cfr A. e gode di trovare dovunque.4 intera: la Chiesa . CONGAR. Il Concilio Vaticano II e una proposta sistematica. p. Il concetto di comunicazione.. ossia concordanza di pensiero e di agire. La koinonía nell’epistolario paolino. MARALDI. Anzitutto la Chiesa è una comunione nello Spirito Santo . XIX Simposio Internacional de Teología de la Universidad de Navarra. CISLAGHI. ancora più in profondità. La Chiesa è comunione Alla luce di questo breve excursus terminologico. in «Gregorianum» 86 (2005). p. facendo riferimento all’uso paolino e alla radice stessa della sua espressione in lingua greca (koinon-). L’Église mystere de communion. 9 Nell’epistolario paolino. dicevano i greci cristiani. Montréal 1988. La sacramentalità della comunità cristiana. CASTELLUCCI. Glossa. KASPER. La communio è spesso indicata pure con il termine communicatio. manifestata e tendente alla sua piena realizzazione attraverso la partecipazione con altri ad una stessa realtà che accomuna. PELCHAT. Pace e comunione non sono. The Sacramental Ecclesiology of Lumen Gentium. PIAZZA. Tommaso d’Aquino. 184-222. V. Ecclesiologia. due cose distinte. Per una ecclesiologia pneumatologia.comunione è «sacramento» di comunione per l’unità di tutto il genere umano (cfr Lumen Gentium 1)8. Suoi sinonimi. Brescia 1976. Paulines. consolidata. Il ruolo ecclesiale dello Spirito Santo dal Vaticano I alla Lumen Gentium del Vaticano II. nella tradizione ecclesiale. come tanto spesso si trova nelle iscrizioni sepolcrali paleocristiane. sono quelle di «pace» e di «carità». in «La Chiesa di Gesù Cristo» cit. Poche parole. Comunione e comunità n. p. che potremmo tradurre senz’altro con «comunicazione» o. Nel linguaggio della Chiesa antica. cfr E. PIAZZA. 550-562. 272291. A. dunque. 1242-1255. Comunione e partecipazione. Roma 1998. «Dizionario di ecclesiologia». La Chiesa sacramento di salvezza. Milano 2004. o la partecipazione ad altri di una realtà che diventa comune 9. Casale Monferrato (Al) 1997. Éd. con «dialogo». Di Maio. L’ecclésiologie dans l’oeuvre de Henri de Lubac. PIÉ-NINOT. soprattutto nei credenti in Cristo. Pamplona 1999. Piemme. Queriniana. p. Sull’uso di communio in rapporto al communicare nell’uso di S. sostituendo talora il termine koinonia (comunione) con quello di symphonia. ha alcune caratteristiche sue proprie. PUG. Morcelliana. sono così ricche di significato per la vita della Chiesa quanto quella di comunione. Sacramentalità. il Figlio e lo Spirito Santo. rinnovata. 14). p. G. guardando all’enciclica Ecclesiam suam di Paolo VI. Spirito Santo e Chiesa. La comunione. «Vivere» e «morire in pace». erano semplicemente formule per dire che quel defunto ha vissuto ed è morto «nella comunione della Chiesa». 409-439. FRANCO. 10 Per un’essenziale bibliografia sull’argomento cfr AA. in CALABRESE. la «pace cattolica» è semplicemente la Chiesa. p. GOYRET. 1348-1363. IDEM. Consideriamole 10 brevemente nel dettaglio. Lo Spirito e la Sposa. DULLES. IDEM. El Espiritu Santo y la Iglesia. Vale la pena 8 Sul tema della «sacramentalità» della Chiesa cfr Y. Brescia 2008. specialmente: La sacramentalità come principio ermeneutico dell’ecclesiologia.VV.

impegno nel fare fruttificare a favore degli altri quanto si è avuto da Dio. significa riconoscere il valore di quanto è scritto nella Lettera agli Efesini: A ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. per un’esposizione sintetica della dottrina cfr C. Roma 1994 (p. Bologna 2003. SEMERARO. finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio. gioia per l’eguale dignità. Regensburg 1996. in «Lateranum» n. ALBERTO. Paolo assimilava la Chiesa ad un «corpo». Storia ed esito di una analogia (Lumen Gentium 8). IDEM. Mystici Corporis di Pio XII. Pustet.. La Chiesa Corpo Mistico di Cristo nel Primo Capitolo della “Lumen Gentium”. Il terzo luogo. p. del governo ecclesiastico e della comunione: organismo che Cristo dirige attraverso il sommo pontefice e i vescovi. o come diciamo più abitualmente. Dall'Enciclica al Vaticano II. Linee e orientamenti nel magistero della Chiesa cattolica. È lui che dato da una parte gli apostoli. 1991. inserisce anche noi nell'amore del Padre in Cristo Gesù. e dentro questo suo corpo visibile sono congiunti a Cristo dai vincoli della professione della fede. avendo lo Spirito di Cristo. 57. 45-110).s. anche se incorporato alla Chiesa. p. 5 . 1986. che è quella di essere una comunione organica. “Corpus Suum mystice constituit” (LG 7). in breve. 243-264. Per una ecclesiologia pneumatologica. gli evangelisti. analoga cioè a quella di un corpo vivente nel quale vigono la molteplicità e la varietà delle membra e la loro convergenza nell’unita dell’azione.16). La comunione eucaristica è anzitutto comunione a Cristo. 13). 159-202. Verlag Fr. che fa della Chiesa il Corpo di Cristo: «Poiché rinviare pure a M. tra tutte le membra è stabilito un rapporto di mutuo sostegno e di reciproco aiuto: scambio di doni. lascia integra la libertà e quindi la responsabilità di ciascuno. In tal senso già S. in «Lateranum» n. vivo senso di fraternità. cfr M. EDB. Non si salva però. p. La comunione della Chiesa è prodotta dallo Spirito Santo: il nexus amoris. IDEM... SEMERARO. diversamente da quanto avviene nel corpo fisico. da essa però consegue il vincolo della comunione fraterna. Vivere In. dei sacramenti.s. accettano l’intero ordinamento e tutti i mezzi di salvezza in essa istituiti. p. non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo. Comunione organica.. frutto dell’azione del medesimo Spirito. i maestri. 1986.s. il «vivere in grazia di Dio» è condizione indispensabile per un pieno inserimento nella comunione ecclesiale. 11 La figura del «corpo di Cristo» ha segnato in modo particolare l’ecclesiologia contemporanea e ha trovato il suo vertice magisteriale nell’enciclica Mystici Corporis di Pio XII. Grazie a questa organicità. Sono incorporati pienamente alla società della Chiesa coloro che. il testo dell’Enciclica. 52. Spiritui Christi inservit. e rimane nella chiesa soltanto col corpo ma non col cuore (Lumen Gentium 14). Per questo l’avere lo Spirito di Cristo. «Il calice della benedizione che noi benediciamo. Per la dottrina al Vaticano II. d’altra parte i profeti. Le ultime espressioni ci ripropongono una seconda caratteristica della comunione ecclesiale. Vita di comunione è pure il riconoscimento della diversità dei doni gerarchici e carismatici. chiamandola Corpo di Cristo11..5 ricordare in proposito il saluto paolino ormai divenuto a noi famigliare per l’uso che ne facciamo nelle celebrazioni liturgiche: «La grazia del Signore Gesù Cristo.. che è evidentemente di ordine soprannaturale e che. che nella vita trinitaria congiunge il Padre e il Figlio. i pastori. colui che non persevera nella carità. Sacramento di Cristo e dello Spirito. 55-70. MILITELLO. La Chiesa. Trattato di ecclesiologia. cfr S. 343-398. non è forse comunione con il corpo di Cristo?» (1Cor 10. diremo che l’espressione suprema di questa vita di comunione si realizza nella partecipazione alla santa Eucaristia. La Chiesa «il Corpo Crismato». l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi” (2Cor 13. in «Nicolaus» n.. 5-44. 13.

al medesimo altare cui presiede il Vescovo circondato dal suo presbiterio e dai ministri» (Sacrosanctum Concilium 41). Tommaso chiamava la pulchritudo Ecclesiae. alla medesima Eucaristia. TILLARD. Qui si mostra. cattolica e apostolica (Lumen Gentium 26). sotto la sacra presidenza del Vescovo. Alla luce di queste espressioni. soprattutto. la porzione del popolo di Dio. in modo che. siamo un corpo solo: tutti. si può dire: io ho visto la Chiesa. si rende presente nel segno sacramentale e ci sono persone rese fratelli e sorelle dal lavacro della rigenerazione e che hanno ricevuto l’unzione del medesimo Spirito.. du Cerf. Non è tanto un territorio geografico ma piuttosto un «evento». io amo la Chiesa. cfr J. queste parole. senza la quale non può esserci salvezza. per virtù del quale si raccoglie la Chiesa una. quella che S. la Chiesa bella. Una. noi. C’è poi il Vescovo. S’intendano ormai.. 369). 17).. c’è il Risorto che. nella quale è veramente presente e operante la Chiesa di Cristo. coi segni indelebili della passione. Paris. SEMERARO. In queste comunità. insomma. Ossia. Ecclésiologie de communion et catholicité. Cattolica e Apostolica (Christus Dominus 11. cit. infatti. che noi chiamiamo «comunità eucaristica» e che è pure la Chiesa particolare. R. CIC c. L’Église locale. L'Eucaristia di cui parliamo è certamente ogni celebrazione eucaristica. che si compie in un luogo e questo evento è la santa Eucaristia. Eucaristia unita nello Spirito Santo. la Parola proclamata. Ma noi pensiamo soprattutto a quella che si celebra nella chiesa Cattedrale sotto la sacra presidenza del Vescovo. –M. non è difficile capire quale sia il «dove» della Chiesa. ogni Chiesa e tutta la Chiesa. Dove. nell’armonia dei suoi membri. 6 .6 c’è un solo pane. santa. convinti come siamo che la principale manifestazione della Chiesa si trova proprio «nella partecipazione piena ed attiva di tutto il popolo di Dio. In ogni comunità che partecipa all'altare. che è affidata alle cure pastorali del Vescovo coadiuvato dal suo presbiterio. pur essendo molti. aderendo al suo pastore e da lui per mezzo del Vangelo e della SS. 1995. i diaconi e gli altri ministri. C’è.. che porta in sé il «tralcio del seme apostolico» (Tertulliano) e ci sono il presbiterio. io «sono» Chiesa? A queste domande si può subito rispondere con alcune parole del concilio Vaticano II: Questa Chiesa di Cristo è veramente presente in tutte le legittime comunità locali dei fedeli. 12 Su questa prospettiva. partecipiamo dell'unico pane» (v. Qui sono presenti e manifesti tutti gli elementi che compongono la Chiesa. Chiesa locale. sebbene spesso piccole e povere e disperse è presente Cristo. infatti. alla medesima preghiera. con bibl. viene offerto il simbolo di quella carità e unità del corpo mistico. io vivo per la Chiesa. infatti. La Chiesa «locale» alla luce dell’Eucaristia Questa dimensione eucaristica della comunione ecclesiale è decisiva per la comprensione della Chiesa locale12. È questa. o Chiesa particolare. Santa. costituisce una Chiesa particolare. come sinonimi: Diocesi.

Come. Cipriano) che lo raduna con il Vangelo e l’Eucaristia. In forza del sacramento del corpo e del sangue del Signore una comunità di uomini e di donne diventa lo spazio vero per la manifestazione della Chiesa. Chiesa universale. La Chiesa di Gesù Cristo. Studi in onore di Mons. dunque. 168-181 con bibl. Il Signore. RATZINGER. laddove c’è «un popolo che aderisce al suo pastore» (S. è in ultima analisi il mistero dell’Eucaristia. tutto Cristo è presente in tutto il segno del pane consacrato e in ogni sua parte così pure la totalità della Chiesa è presente in ogni comunità eucaristica e.. L’analogia col mistero della presenza eucaristica è di grande aiuto per intendere correttamente il rapporto che vige tra la Chiesa particolare e la Chiesa universale. 3 qc. è realmente presente in ogni celebrazione dell’Eucaristia: lo è come Risorto. 7 . Per questo il Concilio ha insegnato che in essa è presente Cristo «attraverso la cui forza viene unificata la Chiesa una. Scabini». si dirà: non confracta. Cfr Iglesia universal e Iglesias particolare. IX Simposio Internacionale de Teología de la Universidad de Navarra. lib. lo stesso Cristo è presente in tutte le Eucaristie celebrate in ogni parte della terra. Ratzinger). Le chiese particolari formate a immagine della Chiesa universale (LG 23). ma. Infatti. «La Chiesa mistero di comunione per la missione. spiegava Tommaso d’Aquino14. come Colui che più non muore. in particolar modo nella Chiesa diocesana o particolare. p. A motivo dell’unica Eucaristia tutta la Chiesa è in ogni Chiesa locale e per ambedue. 45 q. celebrato sotto la sacra presidenza del Vescovo. 303-348. Urbaniana University Press. Analisi e interpretazioni di una formula. 4 d. né è possibile che si formi alcuna comunità cristiana senza questa radice e questo cardine (cfr Presbyterorum Ordinis 6). È la Catholica. Vatican City 1997. SEMERARO. in particolare M. «la Chiesa di Dio è edificata e cresce» (Unitatis Redintegratio 15). in AA. sive vinculum». non deve uscire dalla «comunità eucaristica» locale. p. Una Chiesa che nasce nella e dall’Eucaristia è Chiesa in comunione con tutte le Chiese. Ogni Chiesa locale è nella Chiesa intera e la Chiesa intera è in ogni Chiesa locale in forza dello stesso Cristo. ossia la «Chiesa universale». Sembrerebbe un giuoco di parole ma. VV. et consolidatur. santa. Alcuni aspetti della Chiesa intesa come comunione. e. CIOLA (a cura di). infatti. il Concilio ha voluto dire che per incontrare la Chiesa di Cristo. La Chiesa universale. a portare la Chiesa in un luogo. In tale comunione delle molte Chiese nell’unica Eucaristia c’è la Chiesa intera (tota Ecclesia). «Dizionario di ecclesiologia». a sua volta. che è dovunque intero. Un contributo teologico e pastorale». ecco che la Chiesa-in-un-luogo è simultaneamente la Chiesa aperta a tutti i luoghi su tutta la terra. infine. PIAZZA. è una realtà che si produce non dall’esterno. continens illum in quo tota Ecclesia unitur.. in N. Poiché. come Colui che non può essere diviso in più parti. Pamplona 1989. 2 a. GOYRET. cattolica e apostolica». più ancora. e «in esse e da esse» è costituita l’unica Chiesa cattolica (cfr Lumen Gentium 23)13. 1 co. «La Chiesa vive in comunità eucaristiche» (J. forse un po’ tecnica e un tantino elaborata. infatti. P. con quest’espressione. Ciascuna di esse è formata a «immagine della Chiesa universale». unde Eucharistia est quasi quaedam caritatis origo. in CALABRESE. EDB. scilicet Christum.7 Nella celebrazione eucaristica. «Servire Ecclesiae. 57-69. non divisa: integra accipitur (cfr sequenza Lauda Sion). KASPER. cum sit sacramentum ecclesiasticae unionis. ma 13 Cfr M. un battezzato non soltanto non ha bisogno. 14 Super Sent. Alla comunità raccolta in assemblea eucaristica Egli si dona interamente e indiviso. «Ad caritatem autem sacramentum Eucharistiae praecipue pertinet. p. 453-465. Bologna 1999. SEMERARO. J. p.

se è con l’Eucaristia. o una somma delle molte Chiese? Non sono semplicemente vincoli giuridici o morali. l’unico mistico Corpo di Cristo. Frutto di questa comunione è la carità espressa nella condivisione dei beni. espressione della comunione Come ogni altro dono divino. L’unicità dell’Eucaristia e la sua verità portano con sé l’unicità e la verità della Chiesa. un cristiano. al contrario. una sola Madre dei rigenerati. Dall’Eucaristia. Alcuni si domandano: cos’è la Chiesa universale? Non sarebbe più giusto pensarla come una «confederazione». egualmente è con un’invisibile assemblea. TILLARD. La visibilità della comunione nella vita della comunità. che.8 dall’interno. è la prima forma di efficace irradiazione missionaria: «ogni giorno il Signore aggiungeva alla 15 Cfr J. un solo Mistero. Église d’Églises. 8 . Per il dono della comunione ogni cristiano è chiamato a vivere nella comunione e ad esprimerla concretamente. così misteriosamente è tutta in ciascuno dei suoi membri (in singulis sit per mysterium tota)… Così la santa Chiesa è al tempo stesso una in tutti e tutta in ciascuno (in omnibus sit una. nella comunione dei santi. il testo di At 2. la quale non può essere celebrata se non nel grembo della fede e nella preghiera di tutta la Chiesa16. tutta la Chiesa si propaga e in essa tutta la Chiesa s’incentra al punto che pure un eremita. 5: «La santa Chiesa è unita e scompaginata con tanta carità. stirpe eletta e nazione santa. una sola Sposa. anche quello della comunione genera nella Chiesa. anche materiali. La comunità diocesana. doveri ed impegni e diventa programma di vita cristiana. L’écclésiologie de communion. L’Eucaristia porta con sé le molte Chiese nell’unica Chiesa e rende presente l’unica Chiesa nelle molte Chiese. 16 Cfr S. molteplice in ciascuno per il glutine della carità e la varietà dei carismi. molte Chiese. in un angolo sperduto della terra. perché da uno tutti» (PL 145. ossia quella concreta forma di aggregazione. come è una nel suo complesso. E tutta la Chiesa è con lui! Non è mai solo. et in singulis tota): semplice nella pluralità per l’unità della fede. dove i fedeli sono mostrati perseveranti nell'ascolto della dottrina apostolica e nell’unione fraterna. infatti. Liber Dominus Vobiscum. perché in comunione vera e reale con tutta la Chiesa. un solo Cristo. la comunità. 42. per ciascuno e per tutti. Sappiamo quanto esemplare sia. con la Chiesa e per la Chiesa. egli non sarebbe mai un isolato. ossia da una grazia e da una forza divina che si irradia dall’unico e medesimo Cristo15. Per quanto solo. Dal che è possibile vedere quanto la comunione esiga di mostrarsi esternamente. nella frazione del pane e nelle preghiere. du Cerf. quelli che tengono insieme le diverse Chiese? Noi risponderemo. quando tutto solo.-M—R. al riguardo. PIER DAMIANI. Tale è. che è il Corpo di Cristo. che nasce dalla comunione e nella quale si vive e si trasmette il dono della comunione. Il carattere comunionale della Chiesa esige che la comunione si estenda a tutti gli ambiti della sua vita e ne informi tutte le espressioni Nella ricerca di attuare forme di vita comunitaria nelle quali sia effettivamente conservato ed esibito il dono della comunione è fondamentale il modello delle prime comunità cristiane. appunto. Si potrebbe dire: molte Eucaristie. d’altra parte. celebra la santa Eucaristia. che la «Chiesa universale» coincide con la realtà dei vincoli della comunione eucaristica. Paris 1987. una sola Chiesa. benché all’interno di tensioni e di difficoltà. nella Chiesa. Esse ci offrono pure l’istanza (si pensi a 1Cor) di una comunione sempre ricercata e voluta. un solo popolo sacerdotale. 235).

«Orientamenti Pastorali» 12/2005.9 comunità quelli che erano salvati» At 2. Teologia de la Iglesia particolar. n. con dimensioni e importanza diverse. A. El tema en la literatura de lengua francesa hasta el Concilio Vaticano II. Possono essere molte le forme in cui si presentano le comunità cristiane che l’annuncio del Vangelo fa germogliare sulla terra. è reso segno di Cristo. Servitori del Vangelo per la speranza del mondo. È di fondamentale importanza recepire questa prospettiva ecclesiologica del Vaticano II. VILLAR. «Quaderni teologici del Seminario di Brescia». una volta per sempre. Unità e varietà nella comunione della Chiesa locale. santa. nella sua persona una comunità è radicata nella fede trasmessa dagli apostoli e conservata nell’unità18. Riflessioni a partire dall’esortazione apostolica «Pastores Gregis». ha costituito la Chiesa. In effetti.. EDB. cfr J. gode della totalità dei doni ecclesificanti. La famiglia di Dio nel mondo. Gaetano Bonicelli. L’esercizio dell’autorità nella Chiesa. in forza della consacrazione episcopale. sono offerti ad una comunità umana l'annuncio del Vangelo e i misteri della Redenzione. 1996. mediante la quale riappare nella nostra storia l’oblazione una ed unica con cui Cristo si è offerto al Padre e. cfr D. che riapre alla soggettualità della Chiesa particolare. Solo essa. solo ciò che si visibilizza è credibile ed affidabile. cfr M. A. ciascuna con caratteristiche proprie. 56 Settimana nazionale di aggiornamento pastorale. 8). non già parte amministrativa bensì piena realizzazione e manifestazione in uno spazio umano dell'unica Chiesa di Cristo. Venezia 2005. A. senza che egli personalmente la 17 Per il tema nella storia dell’ecclesiologia. Lateran University Press. 48. 18 In occasione della X Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (2001) e della pubblicazione da parte di Giovanni Paolo II dell’esortazione apostolica Pastores Gregis si sono di nuovo moltiplicati gli interventi e gli studi sul ministero episcopale.). Città del Vaticano 2003. infatti. Ediciones Universidad de Navarra. La Chiesa locale. Marcianum Press. 66. che raduna la comunità ed è celebrata l'Eucaristia che edifica la Chiesa. CASTELLUCCI. Vescovi per la speranza del mondo. La Laguna (Tenerife). Il legame del Vescovo con la sua Chiesa è così intimo da fare dire a S. infatti. La Iglesia Diocesana. Ecclesiologia cit. Cfr pure i saggi inseriti ne Il vescovo e la sua Chiesa. di cui è il ministro primo. CENTRO DI ORIENTAMENTO PASTORALE (COP). MONTAN (ed. vicarius Christi nella Chiesa particolare. 6 (Morcelliana. 9 . ALVAREZ AFONSO. PIÉ-NINOT. In queste Chiese particolari. L’offerta eucaristica. Numero speciale in occasione del trentesimo di episcopato di Mons. FABRI DOS ANJOS (a cura di). Pamplona 1989. Per mezzo del suo eccelso ministero è proclamata la Parola di Dio. Marcianum Press. p. ossia la comunità cristiana raccolta attorno al proprio Vescovo che la raccoglie nello Spirito Santo mediante l’annuncio autentico del Vangelo e mediante il ministero della santificazione. 441-463. 474-485. sulla Diocesi. o Chiesa particolare. Tuttavia la forma primaria della comunità cristiana è la Diocesi. CATTANEO. cattolica e apostolica» (Christus Dominus 11)17. mediante cui si realizza la piena comunione e ciò a motivo della presenza in essa della «pienezza» del ministero episcopale. 351-390. Ma poi è soprattutto nell’offerta dell’Eucaristia. Bologna 2001. Al suo interno e soltanto lì è possibile vivere pienamente la propria appartenenza alla Chiesa. LEV. come ha insegnato il Concilio «è veramente presente ed agisce la Chiesa di Cristo una. EDB. Reflexion teológica sobre la eclesialidad de la diócesi. Cipriano che «il Vescovo è nella Chiesa e la Chiesa è nel Vescovo» (Epist. La Chiesa locale madre dei cristiani e speranza per il a mondo. Non c’è Chiesa senza Vescovo ed è in lui che una comunità sussiste come Chiesa. Roma 2005. Brescia 1996). non può mai esserci senza il Vescovo. Vescovi. I fondamenti ecclesiologici e la sua missione nella teologia postconciliare. che sostanzialmente il Vescovo fa la Chiesa. da un punto di vista ministeriale. Egli. o Chiesa particolare. Nella sua persona. IDEM. Il vescovo servitore del Vangelo di Gesù Cristo per la speranza del mondo. Venezia 2006. CATTANEO (a cura di ). Bologna 2006. p.

All’interno della Chiesa particolare. nella quale stanno la radice viva del suo edificarsi e il vincolo sacramentale del suo essere in piena comunione con tutta 19 Cfr AA. come ha insegnato il Concilio. Histoire et théologie. Solo passando attraverso il ministero del vescovo. a tutti noi sono donati il vincolo e il motivo di quella comunione che ci immette nel circuito vitale della Chiesa universale. intende avvertire il respiro cattolico della Chiesa universale. El colegio episcopal. ma tutti sono parte dell'unico popolo di Dio che ha nella Chiesa locale la sua piena manifestazione (cfr CEI. Madrid 2004. Cinisello Balsamo (Mi) 1991. «La Chiesa. Il compito del vescovo. Così le parrocchie «rappresentano in certo modo la Chiesa visibile stabilita su tutta la terra» (Sacrosanctum Concilium 42). RATZINGER. un solo corpo. Sono queste le medesime ragioni per le quali occorre aprirsi con spirito di partecipazione alla vita della Diocesi perché solo così si acquista il respiro cattolico che è proprio della pienezza della Chiesa. PIÉ-NINOT. Ecclesiologia cit. l’espressione di una missione solidale. che forma la Chiesa universale e si respira il ritmo della cattolicità20. per istituzione e precetto di Cristo. in IDEM. che è collegiale per se stesso e che trova nel Successore di Pietro Vescovo di Roma il suo centro visibile di unità. infatti. c’è la Parrocchia la cui origine è individuata dal Concilio nella materiale impossibilità che il Vescovo presieda sempre e dovunque l'intero suo gregge.. Così egli inserisce la sua Chiesa particolare nella comunione delle Chiese e la apre alla Chiesa universale (cfr Lumen Gentium 23). Paoline. 20 Cfr. si vive in quell’ancora più ampia comunione di Chiese. il Corpo mistico di Cristo. della sollecitudine pro universa Ecclesia.riscoprire il valore teologico e non puramente amministrativo della parrocchia. Comunione e comunità 41). Estructura teológica y pastoral.VV. o che venga celebrata in unione con lui. 10 . più recente. Paris 1965. piuttosto. persone e comunità: nessuno è un'isola nella Chiesa. In Christifideles laici Giovanni Paolo II ha lasciato scritto che essa è fondata su di una realtà teologica. Ciò significa che essa è una comunità idonea a celebrare l'Eucaristia. La collégialité épiscopale. Qui. È importante – come ho accennato sopra . Da questo ministero accogliamo la Parola che ci convoca e ci crea un solo popolo. i molti. affidata da Cristo agli Apostoli uniti sotto l’autorità di Pietro e perpetuantesi nei loro successori 19. che vi esercita in pienezza il ministero della radice apostolica. VILLAR. Per questo egli costituisce gruppi di fedeli e particolarmente le parrocchie organizzate localmente e poste sotto la guida di un Presbitero che fa le veci del Vescovo. 391-453. J. chi vuole vivere della sua unità e rivestirsi della sua santità deve stare in una Chiesa particolare e non potrà rimanervi senza aderire al suo Vescovo. Egli. J. p. Ma non soltanto questo. o collegio episcopale che non è affatto l’aggregato di singoli individui ma. RIALP. quasi come una sua cellula. 55-74. Questo vale per tutti i membri della Chiesa. In questo modo ciascuno. ma nella sua comunione con tutti gli altri vescovi e nella comunione gerarchica col Successore di Pietro.. Chiesa universale e Chiesa particolare. Chi. perché essa è una comunità eucaristica. R.10 presieda. p. sono l’espressione più immediata e visibile della comunione ecclesiale e l’ultima localizzazione della Chiesa (Christifideles laici 26). è portatore. da esso riceviamo pure quell'unico Corpo che fa di noi. dunque. è pure inserito in un corpo. Ogni vescovo possiede pienamente questa autorità. pure. Per questo il Vescovo è il segno e il principio visibile dell’unità della fede e della comunione di una Chiesa particolare. Una comunità sempre in cammino». du Cerf.

anche un certo stile di vita. Essa.11 la Chiesa. 65. oltre che la fede. «Dizionario di ecclesiologia».comunione nelle sue principali realizzazioni della vita diocesana e parrocchiale comporta anche affermare il bisogno di figure istituzionali atte ad esprimerla e di strutture che sorreggano e favoriscano la compresenza. Sui temi delle «unità» e delle «comunità» pastorali. ossia costituita dai ministri ordinati e dagli altri cristiani.dovere di ogni credente di appartenere visibilmente alla Chiesa. Religione all’italiana. La parrocchia ha certamente delle insufficienze e anche più di un difetto. di affinità sentimentali. unità e comunità pastorali» nel fascicolo 2009/1. Parrocchia.è il vincolo gerarchico con tutta la Chiesa particolare (n. i dossier «Parrocchia e territorio: nuove forme di comunità interparrocchiali» nel fasc. se è vero che nel popolo di Dio vivono insieme. In particolare. Nella recentissima indagine socio religiosa di F. Essa garantisce (e deve garantire) la libertà del cristiano poiché egli può farne parte senza che si pretenda da lui. Non si nega certamente l’opportunità. In questo senso la parrocchia è la fontana del villaggio di cui parlava Giovanni XXIII con riguardo alla stessa Chiesa. in CALABRESE. . associazioni) nelle quali la vita comunitaria non è legata ad un territorio bensì ad affinità apostoliche di vario genere. Varietà di ministeri nella Chiesa locale Affermare la realtà della Chiesa . Si deve pure tenere in conto l’istanza che proviene dalla presenza di altre forme di aggregazione (gruppi. il dossier «Parrocchie. alla quale tutti possono attingere. p.Compresenza. cfr CASTELLUCCI. Sono certamente da prendere nel dovuto conto le osservazioni che emergono. soprattutto laddove l’habitat umano è particolarmente complesso. 11 . che vuol dire fare sì che nessuno manchi all'appello. dove è possibile che i credenti si ritrovino senza distinzione di età. in alcuni casi. giovani e 21 La letteratura sulla parrocchia è di nuovo abbondante. 115-117).474. però. Questi ultimi tre termini sono ripresi dal documento CEI Comunione e comunità n. torna ripetutamente la rivista «Orientamenti Pastorali». L’anima del paese messa a nudo. nella quale il parroco . p. uomini e donne. GARELLI. movimenti.1016-1026. MASTANTUONO. A mo’ d’esempio. In essa. come membri di una sola famiglia. PIAZZA. La famiglia di Dio nel mondo. di articolare la parrocchia nella forma della «comunione di comunità» formando al suo interno altre piccole comunità ove maggiormente sia possibile il rapporto tra persone e agevolata la comunicazione della fede. 2010/3-4 e «Nuove forme di comunità tra parrocchie» nel fasc. VALLATA nel fasc. Bologna 2011 emerge che gli italiani riconoscono ancora oggi grande rilievo alla parrocchia. difatti. circa l’insufficienza della parrocchia per l’assolvimento dei compiti della Chiesa ai nostri giorni. culturali o spirituali. GOYRET.che rappresenta il Vescovo diocesano . Tuttavia occorre tenere presente la singolare chance della parrocchia di essere realmente la casa comune nella quale è garantito il diritto . Tale idoneità si radica nel fatto che la parrocchia è una comunità di fede e una comunità organica. ma vita di un popolo21. A. 468. ritenendo pure che la situazione del quartiere peggiorerebbe nell’ipotesi che la parrocchia fosse chiusa (cfr p. gli interventi di G. la vita della Chiesa si mostra come vita non già di un gruppo e tanto meno di un’élite spirituale. ha il grande valore d’essere espressione di una Chiesa aperta a tutti. 26). 2009/1 e 2009/5. Per una visione d’insieme e una bibliografia aggiornata. un particolare carisma o l'impegno di raggiungere un determinato scopo. di categoria sociale. organo del COP. 2010/7-8. il Mulino. la complementarità e la corresponsabilità di tutti i fedeli. o anche la necessità.

come C. Essa rispetta. che vuol dire prendere atto che l'intera e unica missione di tutta la Chiesa si realizza con la partecipazione di tutti. San Paolo. Glossa. Chiesa e sinodalità. 1522-1531. Non è bene che il vescovo sia solo. p. WAGNER (edd. al tema della sinodalità fu dedicato il fascicolo 76 della rivista «Credere oggi» (XIII/ 4 . TAPIA PÉREZ. Sinodalità. ASSOCIAZIONE TEOLOGICA ITALIANA. Qui è opportuno aggiungere che alla ministerialità propria del vescovo si aggiunge quella del suo Presbiterio. DIANICH (a cura di). G. BARBAGLIO – S. Cittadella. BERTOLA. Milano 2001. v. come diceva il Servo di Dio mons. . infine. 29-67. p. hanno bisogno di tenersi abbracciati ad un altro. PANIZZOLO – H. 8). oggi è quella di G. Sinodalità. celibi e coniugati.). . malati e sani. Milano 2007. Cipriano. persone consacrate a Dio nella professione pubblica dei consigli evangelici. CHICA – S. 23 Sul tema teologico del presbiterio mi permetto rinviare a M. Sinodalidad e Iglesia. è ministro della Chiesa nella sua edificazione sulla parola di Dio e sull’Eucaristia. espressione comunitaria e sociale della Chiesa comunione»).Complementarità. tutte le membra soffrono e se un membro è onorato tutte le membra gioiscono con lui» (1Cor 12. Su questo è già stato detto qualcosa. Per esprimere sinteticamente queste tre esigenze è invalso di recente l’uso del termine sinodalità come meglio capace di esprimere una partecipazione alla vita della Chiesa nel modo proprio a ciascun fedele. BOF. 1466-1495 (la voce è premessa fondamentale per gli studi successivi). Non mancano studi sulla fraternità sacerdotale. Il presbiterio. A. S.luglio-agosto 1993). Ecclesiologia cit. cap. FRAUSINI. S. Casale Monferrato 1997. in G. 1991. Cinisello Balsamo (Mi) 2002. ma non da soli. santificare e governare il Popolo di Dio attribuita ai Presbiteri dal Vaticano II significa che il ministero episcopale non è solo personale ma pure sinodale e che il Vescovo. è sempre un Caino che dice: «sono forse io il guardiano responsabile di mio fratello?» (Gen 4. poi. Ciascuno ha il suo dono. infatti. Altrimenti detto. 26). 12 . BARBAGLIO. «Ecclesia Tertii millenni Advenientis (Festschrift A. angeli con un'ala sola che. in F. per dirla con S.). forme. Ancora. secondo i propri ministeri. Unum presbyterium cum suo episcopo constituunt. Alba 1977. Piemme. Riflessioni teologiche e pastorali. che significa portare gli uni i pesi degli altri e che è. Presbiterio è comunione. D’altra parte i Presbiteri non possiedono l’apice del sacerdozio e dipendono dal Vescovo nell’esercizio del loro 22 Per il tema cfr E. In altre parole la sinodalità comporta il dialogo e la comunicazione fra i diversi soggetti ecclesiali e la partecipazione ad un’opera comune secondo il proprio stato di vita nella Chiesa 22. Nuovo dizionario di teologia. la cooperazione del Presbiterio al suo ministero e lo specifico apporto di tutti gli altri fedeli. processi. Milano 2007. che è completo solo nella sua integrazione con i doni degli altri. 315. Ancora. La particolare qualifica di necessari collaboratori e consiglieri del Vescovo nel ministero e nella funzione di istruire. sacri ministri e fedeli laici. Un’esposizione completa è organica.. dei consacrati e dei fedeli laici. DIANICH (a cura di). III. Coscienza. G. J.12 anziani. v. per compiere il suo munus nella Chiesa particolare ha teologicamente bisogno del Presbiterio 23. Preti. Leumann (To) 2006 e validi strumenti per la riflessione. Il Vescovo. Assisi 2007. Presbiterio e comunita. in "Rivista di Scienze Religiose" 5. DIANICH. 1493.VV. 602-612 (p. Antón)». L'irresponsabile. il nihil sine episcopo dei fedeli e il nihil sine consilio vestro et sine consensu plebis del Vescovo. SEMERARO. p. perciò. il ruolo proprio del Vescovo. p. in G. per volare. PIÉ-NINOT. Paoline. infatti.. Bello. singolare espressione della carità. Siamo anche in questo. sacramentali ed esistenziali della fraternità sacramentale dei sacerdoti.Corresponsabilità. TORRESIN (ed. A. 2: «La sinodalità. Rimanete nel mio amore. come quelli prodotti dal vicariato per la formazione permanente del clero della Diocesi di Milano: AA. Elledici. la sinodalità s’impegna a coniugare. CORECCO. Il responsabile invece è colui che vive secondo il programma paolino: «se un membro soffre. uffici e carismi.328. Aspetti biblici. Teologia.

Al Vescovo è affidata la comunità dei fedeli con le sue ricchezze spirituali perché tutti vivano e operino in communione caritatis. però la ricchezza e la vitalità della comunione ecclesiale giacché alla vita e alla santità della Chiesa appartiene fermamente e indiscutibilmente anche lo stato di vita costituito dalla professione dei consigli evangelici. Attorno al suo ufficio apostolico e al servizio della communio si organizzano diverse forme di comunione: anzitutto quella dello stesso Vescovo col suo Presbiterio e quindi la comunione fra i pastori e i fedeli laici. anche mediante l’esercizio di un ministero. assorbire o riassumere tutti gli altri. in effetti. Il rapporto fedeli laici . a fare gravitare comunque e in ogni caso attorno ad esse tutte le varie forme di ministerialità. ovviamente. Non si tratta. dei carismi e dei ministeri operata dallo Spirito. di attivare la molteplicità dei ministeri e di vegliare perché tutto cooperi concordemente all’opera comune nel modo che gli è proprio. tuttavia. Per questo il Vescovo è posto alla testa di una Chiesa particolare in virtù di un carisma situato in una Chiesa che lo Spirito costruisce mediante molti altri carismi ancora. È certamente necessario operare perché ciascuno scopra il suo posto nel mistico Corpo di Cristo. o il proliferare di forme liturgiche di mandato. Per questo ha un suo significato che la Chiesa abbia voluto istituzionalizzare due modalità particolari di servizi: quella del Lettore e quella dell’Accolito. perché essa proceda più agevolmente nell’adempimento della sua missione nel mondo. di escludere la possibilità di altre istituzionalizzazioni. In particolare egli ha la responsabilità di riconoscere la presenza nella sua Chiesa dei carismi. Tuttavia è importante considerare che la carità 13 . di discernimento e di vigilanza «non certo per estinguere lo Spirito ma per esaminare tutto e ritenere ciò che è buono» (1Tess 5. La visione della Chiesa che ne risulta è di nuovo quella di una comunione organica dove si armonizza in una superiore unità la diversità delle vocazioni. Da queste molteplici presenze si possono configurare anche le diverse forme di ministerialità non ordinata che possono attuarsi nella vita della Chiesa nelle differenti modalità dei ministeri istituiti e di fatto. In forza di questo sacramento.19.21). Non esiste. un ruolo passivo di registrazione. I pastori. ma un ministero attivo di promozione.sacri ministri non esaurisce. nasconda la persistenza di una mentalità ancora clericale. La strutturazione della Chiesa attorno alla duplice realtà della Parola e del Sacramento. 12. degli uffici e delle mansioni più o meno stabili. Al contrario. perciò. 7). potrebbe sorgere il timore che un’eccessiva richiesta di ministerialità istituita. Invece «la manifestazione dello Spirito è data a ciascuno per l’utilità comune» (1Cor 12. Quello del Vescovo non è. il Vescovo assicura e tutela le diversità conservandole tutte nell’unità. non sono stati istituiti da Cristo per assumersi da soli tutta la missione salvifica della Chiesa bensì per pascere i fedeli e riconoscere i loro ministeri e carismi in modo che tutti cooperino al bene comune (cfr Lumen Gentium 30). la comunione ecclesiale include pure il dono inestimabile della presenza della vita consacrata. bensì di rammentare i due poli di riferimento di ogni ministerialità Sarà pure tenere ben ferma la convinzione che la loro ultima radice si trova nella grazia e nella dignità battesimale. nessun dono dello Spirito che sia tale da inglobare. impegna. Come leggiamo ha nell’esortazione apostolica Vita consecrata di Giovanni Paolo II. infatti.13 ministero. Collocato nel cuore della sua Chiesa. ogni fedele è abilitato a offrire alla comunità cristiana la disponibilità del suo tempo e delle sue doti. corroborato dal sacramento della Confermazione.

quali fra questi hanno a che fare con eventuale insufficiente assetto istituzionale (regolamento. l'urgenza di coltivare con grande impegno spirituale e pastorale i rapporti tra Vescovo e Presbiterio. all’interno della Diocesi. Questo è uno degli auspici più impegnativi espressi dal Concilio e questa meta va prefigurata con graduale programmazione e con armonica e convinta dedizione da parte di tutti. organi di coordinamento della pastorale di settore e dell'apostolato dei laici. che mirano a rivelare la fisionomia comunionale della Chiesa. Si disse allora: Una comunità che non si incontra non è comunità. consigli per l'economia. Per questo spetta a lui stabilire le condizioni perché. esso dev’essere sempre inteso come risposta ad una chiamata divina che si fa sentire ultimamente attraverso la voce del vescovo. per quanto abitualmente ogni impegno ministeriale prenda il suo avvio dalla dichiarata disponibilità di ogni singolo battezzato. un battezzato sia chiamato a un qualsivoglia impegno ministeriale. È opportuna. E' dunque necessario incrementarle e valorizzarle in quanto “scuole e palestre che educano al senso e al servizio della comunione” (Comunione e comunità n. fra presbiteri e laici. fra presbiteri e religiosi. sono queste le principali strutture sinodali di una Chiesa diocesana. Benché con differente valenza ecclesiologica. le famiglie e le varie comunità perché attraverso questo incontrarsi ed amarsi reciproco si stabiliscano più profondi legami di unità (Nota pastorale La Chiesa in Italia dopo Loreto. Si tratta di organismi promossi dal Concilio Vaticano II. che suppone. la promozione di una cultura della comunione.14 è il primo carisma e il più edificante impegno di servizio. n. invece. distinguendo. ecc. È comune l’impressione che tali organismi registrano un momento di stanchezza. della complementarità e della corresponsabilità sono al livello diocesano il Consiglio Presbiterale e il Consiglio Pastorale Diocesano. con un costume ancora acerbo nel dialogo e nel confronto tra coloro che vi partecipano. Al livello della Parrocchia c’è il Consiglio Pastorale Parrocchiale. però. una riflessione circa gli ostacoli più rilevanti che impediscono la loro vitalità. cui sono ovviamente da aggiungersi le altre previste dalla disciplina canonica tra cui quelle di controllo amministrativo come il Collegio dei Consultori e il Consiglio per gli affari economici. Nel convegno di Loreto della Chiesa italiana del 1985 si parlò del convenire come segno di maturità ecclesiale. Strutture di comunione della vita ecclesiale I principali organismi e strumenti. fra religiosi e laici. In ogni caso. 49). forme di elezione) e quali. perciò. 71) e momenti istituzionali della partecipazione nella vita di una comunità ecclesiale. che favoriscono la comunione ecclesiale nella sua triplice forma della compresenza. 14 . competenze. fra i singoli.. Perciò essi devono appartenere alla sua vita ordinaria. Nella ricchezza e nella varietà ministeriale si mostra certamente il volto di una Chiesa più condivisa e più partecipata nella sua missione salvifica. fra l’altro. Da qui l'istanza di ridare slancio e consistenza alle strutture di partecipazione: consigli pastorali diocesani e parrocchiali.

si è rilevato che «gli organismi di partecipazione ecclesiale e anzitutto i consigli pastorali — diocesani e parrocchiali — non stanno vivendo dappertutto una stagione felice». 8-18. p. o da un ordinamento diocesano. elaborando anche modalità originali di uno stile ecclesiale di maturazione del consenso e di assunzione di responsabilità. allora. Si tratta di strumenti concreti mediante i quali la comunione donata alla Chiesa dalla trinità Santa si manifesta e si edifica secondo la sua propria e specifica configurazione: quella di comunità di figli e di fratelli. Sassone – Ciampino 16 novembre 2011 24 Per questo cfr E. saranno tanto più funzionanti quanto più saranno il risultato di un processo di crescita e di maturazione nella solidarietà e nella fraternità. che è quello di manifestare. a condividere le responsabilità nel segno del servizio.it/cci_new/documenti_diocesi/8/2011-10/20569/Intervento%20per%20CPP%20a%20%20Marino. a precisare alcuni obiettivi e alcune mediazioni pastorali più rispondenti. delle competenze. coltivare uno stile di relazioni capace di esprimere il modello di Chiesa-comunione e di aprirsi all’etica del dialogo. coglierne l’autentico significato. al IV Convegno ecclesiale della Chiesa italiana di Verona (ottobre 2006). È ovvio che il loro funzionamento non è da ritenersi come scontato per il fatto di essere strutture previste da un Codice. delle attitudini.webdiocesi. chiarire sempre i motivi e i presupposti della corresponsabilità e della partecipazione. sostenere e promuovere il dinamismo di comunione che compagina la comunità cristiana. a interpretarla in profondità alla luce della fede.chiesacattolica.15 Anche di recente. che sempre ritornano). al cui interno Cristo si rende presente mediante il ministero del vescovo cooperato dal suo Presbiterio. Di simili luoghi abbiamo particolarmente bisogno per consentire a ciascuno di vivere quella responsabilità ecclesiale che attiene alla propria vocazione e per affrontare le questioni che riguardano la vita della Chiesa con uno sguardo aperto ai problemi del territorio e dell’intera società. 24). c’è sempre la relazione interpersonale. La partecipazione corale e organica di tutti i membri del popolo di Dio non è solo un obiettivo. in ogni caso. Alla base del funzionamento di queste strutture. che sono alla base della collaborazione. Esse. 15 . Un mio recente intervento sulla natura e scopo dei consigli pastorali si può trovare sul sito della Diocesi Suburbicaria di Albano: www. a individuare in questa realtà i segni della speranza e i limiti da superare. all’opera dei fedeli laici il posto che spetta loro (contrastare le spinte clericalizzanti. Occorre. La Nota pastorale CEI Rigenerati per una speranza viva (2007) aggiunge: La consapevolezza del valore della corresponsabilità ci impone però di ravvivarli. rinnovare le strutture pastorali. aprendosi a forme nuove e più efficaci di presenza sul territorio 24. ad ogni modo. invece. XXII Convegno Nazionale UAC – Federazione italiana Istituto Madonna del Carmine. Gli organismi di partecipazione al servizio della comunione.pdf. ad esempio. in «Orientamenti Pastorali» 2009/8-9. ma la via per raggiungere la meta di una presenza evangelicamente trasparente e incisiva (n. della missione. dove insieme ci si aiuta a prendere coscienza della realtà attraverso un’analisi. ridisegnare i compiti ministeriali e la loro interazione riconoscendo. FAVEGNA. È sempre necessario.