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JULES VERNE

IL MONDO SOTTOSOPRA

Disegni di George Roux
incisi da J.Ladmiral, A.-F. Pannemaker, Maurice Bd, Frdric Vintraut
Copertina di Carlo Alberto Michelini
U. MURSIA & C.
MILANO

TITOLO ORIGINALE DELL OPERA
SANS DESSUS DESSOUS
(1888)

Traduzioni integrali dal francese di MARIELLA MUGNAI


Propriet letteraria e artistica riservata - Printed in Italy
Copyright 1973 U. MURSIA & C.
1502/AC - U. MURSIA & C. - Via Tadino, 29 Milano
Indice
PRESENTAZIONE __________________________________ 6
IL MONDO SOTTOSOPRA ______________________________ 9
Capitolo I ___________________________________________ 9
IN CUI LA NORTH POLAR PRACTICAL ASSOCIATION
PUBBLICA UN DOCUMENTO NEI DUE MONDI _______ 9
Capitolo II _________________________________________ 21
NEL QUALE I DELEGATI INGLESE, OLANDESE,
SVEDESE, DANESE E RUSSO SI PRESENTANO AL
LETTORE________________________________________ 21
Capitolo III ________________________________________ 34
NEL QUALE LE REGIONI DEL POLO ARTICO VENGONO
AGGIUDICATE___________________________________ 34
Capitolo IV ________________________________________ 46
NEL QUALE RICOMPAIONO DELLE VECCHIE
CONOSCENZE DEI NOSTRI GIOVANI LETTORI ______ 46
Capitolo V _________________________________________ 53
INNANZI TUTTO, BISOGNA DIMOSTRARE CHE CI
SIANO MINIERE DI CARBON FOSSILE VICINO AL POLO
NORD___________________________________________ 53
Capitolo VI ________________________________________ 61
NEL QUALE VIENE INTERROTTA UNA
CONVERSAZIONE TELEFONICA TRA LA SIGNORA
SCORBITT E J. T. MASTON ________________________ 61
Capitolo VII________________________________________ 72
NEL QUALE IL PRESIDENTE BARBICANE NON DICE
NIENTE PI DI QUANTO GLI CONVENGA DIRE _____ 72
Capitolo VIII _______________________________________ 84
COME SU GIOVE HA DETTO IL PRESIDENTE DEL
GUN-CLUB ______________________________________ 84
Capitolo IX ________________________________________ 89
NEL QUALE APPARE UN DEUS EX MACHINA
DORIGINE FRANCESE ___________________________ 89
Capitolo X _________________________________________ 94
NEL QUALE INCOMINCIANO A POCO A POCO A FARSI
STRADA MOLTE INQUIETUDINI ___________________ 94
Capitolo XI _______________________________________ 103
QUEL CHE C NEL TACCUINO DI J. T. MASTON E
QUEL CHE NON C PI _________________________ 103
Capitolo XII_______________________________________ 110
NEL QUALE J. T. MASTON CONTINUA EROICAMENTE
A TACERE______________________________________ 110
Capitolo XIII ______________________________________ 119
AL TERMINE DEL QUALE J. T. MASTON DA UNA
RISPOSTA VERAMENTE EPICA___________________ 119
Capitolo XIV ______________________________________ 127
BREVE, MA NEL QUALE LA X ASSUME UN VALORE
GEOGRAFICO___________________________________ 127
Capitolo XV_______________________________________ 128
CHE CONTIENE DEI DETTAGLI MOLTO INTERESSANTI
PER GLI ABITANTI DEL GLOBO TERRESTRE ______ 128
Capitolo XVI ______________________________________ 136
IN CUI IL CORO DEI MALCONTENTI VA CRESCENDO
E RINFORZANDO _____________________________ 136
Capitolo XVII _____________________________________ 141
COSA STATO FATTO NEL KILIMANGIARO DURANTE
OTTO MESI DI QUELLANNO MEMORABILE_______ 141
Capitolo XVIII ____________________________________ 150
NEL QUALE IL POPOLO DI WAMASAI ASPETTA CHE IL
PRESIDENTE BARBICANE GRIDI FUOCO! AL
CAPITANO NICHOLL ____________________________ 150
Capitolo XIX ______________________________________ 154
NEL QUALE J. T. MASTON RIMPIANGE FORSE LEPOCA
IN CUI LA FOLLA VOLEVA LINCIARLO ___________ 154
Capitolo XX_______________________________________ 161
CHE CONCLUDE QUESTA CURIOSA STORIA TANTO
VERA QUANTO INVEROSIMILE __________________ 161
Capitolo XXI ______________________________________ 168
BREVISSIMO MA DECISAMENTE RASSICURANTE PER
LAVVENIRE DEL MONDO_______________________ 168
PRESENTAZIONE
Il mondo sottosopra (del 1889) narra una nuova avventura degli
eroi del Gun-Club. Non ancora soddisfatti daver fatto il periplo
della Luna come si narra nei due romanzi da noi pubblicati in
questa stessa Collana in un unico volume intitolato Dalla terra alla
Luna - Intorno alla Luna - Barbicane, Ardan e gli altri loro folli
compagni, si propongono ora di... raddrizzare lasse terrestre e di
provocare con ci un cambiamento di clima che scioglier i ghiacci
polari e consentir lo sfruttamento dei giacimenti minerari di quelle
regioni.
Loperazione affidata a una gigantesca esplosione che dovrebbe
avvenire in un tunnel scavato nel fianco del Kilimangiaro, e che
dovrebbe mettere il mondo sottosopra. Operazione ridicolizzata
poi in una canzone che fece il giro dei caff-concerto e che iniziava
con i seguenti versi: Per raddrizzare il nostro carrozzone / il cui asse
si vecchio si spostato, / han fabbricato un grosso bombardone / che
squassi tutto dopo aver sparato!. Ma, come si sa, anche scienziati e
artiglieri possono sbagliare e per un banalissimo errore di calcolo del
matematico della compagnia, J. T. Maston, lasse terrestre non fa una
piega. Il povero Maston diviene oggetto di scherno da parte di tutto il
mondo ma non improbabile che il suo errore di calcolo abbia
salvato lumanit da una catastrofe.





JULES VERNE nacque a Nantes, l8 febbraio 1828. A
undici anni, tentato dallo spirito davventura, cerc di
imbarcarsi clandestinamente sulla nave La Coralie, ma fu
scoperto per tempo e ricondotto dal padre. A ventanni si
trasfer a Parigi per studiare legge, e nella capitale entr in
contatto con il miglior mondo intellettuale dellepoca.
Frequent soprattutto la casa di Dumas padre, dal quale
venne incoraggiato nei suoi primi tentativi letterari.
Intraprese dapprima la carriera teatrale, scrivendo
commedie e libretti dopera; ma lo scarso successo lo
costrinse nel 1856 a cercare unoccupazione pi redditizia
presso un agente di cambio a Parigi. Un anno dopo sposava
Honorine Morel. Nel frattempo entrava in contatto con
leditore Hetzel di Parigi e, nel 1863, pubblicava il
romanzo Cinque settimane in pallone.
La fama e il successo giunsero fulminei. Lasciato
limpiego, si dedic esclusivamente alla letteratura e un
anno dopo laltro - in base a un contratto stipulato con
leditore Hetzel - venne via via pubblicando i romanzi che
compongono limponente collana dei Viaggi straordinari -
I mondi conosciuti e sconosciuti e che costituiscono il
filone pi avventuroso della sua narrativa. Viaggio al
centro della Terra, Dalla Terra alla Luna, Ventimila leghe
sotto i mari, Lisola misteriosa, Il giro del mondo in 80
giorni, Michele Strogoff sono i titoli di alcuni fra i suoi
libri pi famosi. La sua opera completa comprende
unottantina di romanzi o racconti lunghi, e numerose altre
opere di divulgazione storica e scientifica.
Con il successo era giunta anche lagiatezza
economica, e Verne, nel 1872, si stabil definitivamente ad
Amiens, dove continu il suo lavoro di scrittore,
conducendo, nonostante la celebrit acquistata, una vita
semplice e metodica. La sua produzione letteraria ebbe
termine solo poco prima della morte, sopravvenuta a
settantasette anni, il 24 marzo 1905.
IL MONDO SOTTOSOPRA
CAPITOLO I
IN CUI LA NORTH POLAR PRACTICAL
ASSOCIATION PUBBLICA UN DOCUMENTO NEI DUE
MONDI
E cos, signor Maston, voi pretendereste di affermare che mai
una donna sarebbe stata capace di far progredire le scienze
matematiche o sperimentali?
Con mio grande rammarico vi sono costretto, signora Scorbitt,
rispose J. T. Maston. Convengo volentieri con voi che siano
vissute e che anche oggi vivano delle esimie matematiche,
soprattutto in Russia; ma, data la sua struttura cerebrale, non c
donna che possa diventare un Archimede n tanto meno un Newton.
Ah, signor Maston! Permettetemi di protestare a nome di tutto
il mio sesso...
Sesso tanto pi adorabile, signora Scorbitt, proprio perch non
fatto per dedicarsi agli studi trascendentali.
Dunque, secondo voi, signor Maston, vedendo cadere una
mela, nessuna donna avrebbe mai potuto scoprire le leggi della
gravitazione universale, come fece lillustre scienziato inglese alla
fine del XVII secolo?
Vedendo cadere una mela, signora Scorbitt, a una donna non
sarebbe venuta altra idea... che di mangiarsela... secondo lesempio
di nostra madre Eva!
Andiamo! A quanto pare voi ci negate ogni disposizione per
degli studi pi elevati...
Ogni disposizione?... No, signora Scorbitt! Pur tuttavia devo
farvi notare che, da quando vi sono degli abitanti sulla terra, e delle
donne di conseguenza, non c ancora stato un cervello femminile al
quale sia dovuta qualche scoperta paragonabile a quelle dAristotele,
dEuclide, di Keplero o di Laplace, nel campo scientifico.
Ma questa non una buona ragione; e poi, vi par giusto che il
passato vincoli in modo irrevocabile lavvenire?
Mah! Quel che non si fatto in migliaia danni, non lo si far
mai... fuori dubbio!
Bisogna dunque che ci rassegniamo, signor Maston, visto che
non siamo ad altro buone...
... che ad esser buone! rispose J. T. Maston.
E disse questo con tutta la galanteria di cui capace uno
scienziato con la mente infarcita di X! La signora Evangeline Scorbitt
era pi ,che disposta ad accontentarsene, del resto.
E sia, signor Maston rispose lei; a ciascuno il suo posto,
in questo mondo! Restate pure un matematico eccezionale quale in
realt siete. Datevi interamente ai problemi di questimmensa
impresa alla quale voi e i vostri amici consacrate la vostra esistenza!
Io per parte mia, rester la buona donna che devo essere,
apportando ad essa il mio concorso pecuniario...
Cosa di cui vi dovremo eterna riconoscenza! rispose J. T.
Maston. La signora Evangeline Scorbitt arross deliziosamente,
giacch provava,
se non per gli scienziati in generale, almeno per J. T. Maston, una
simpatia tutta particolare. Non forse il cuore della donna un mondo
imperscrutabile?
Unimpresa davvero colossale quella a cui la ricca vedova
americana aveva deciso di consacrare considerevoli capitali.
Ed ecco qual era questimpresa e qual era lo scopo che si
prefiggevano di raggiungere i suoi promotori.
Le terre artiche propriamente dette, comprendono, stando a
Maltebrun, a Reclus, a Saint-Martin e alle maggiori autorit in
materia geografica:
1 Il Devon settentrionale, cio le isole ricoperte dai ghiacci del
mare di Baffin e dello stretto di Lancaster;
2 La Georgia settentrionale, formata dalla terra di Banks e da
numerose isole, come le isole Sabine, Bjam-Martin, Griffith,
Cornwallis e Bathurst;
3 Larcipelago di Baffin-Parry, comprendente diverse parti del
continente circumpolare, chiamate Cumberland, Southampton,
James-Somerset, Boothia-Felix, Melville ed altre pressoch
sconosciute.
In questo complesso, delimitato dal sessantottesimo parallelo, le
terre si estendono per un milione e quattrocentomila miglia, e i mari
per settecentomila miglia quadrate.
Entro questo parallelo, intrepidi scopritori moderni riuscirono a
spingersi fino ai confini dellottantaquattresimo grado di latitudine,
scoprendo delle coste celate dietro lalta catena delle banchine di
ghiaccio, dando dei nomi ai capi, ai promontori, ai golfi, alle baie di
quelle vaste regioni che potrebbero venir chiamate le Highlands
antiche. Ma, al di l di questo ottan-taquattresimo parallelo, c il
mistero, c lirrealizzabile desideratum dei cartografi, e non si sa
ancora se siano terre o mari che linsormontabile massa di ghiacci
del polo boreale cela per unestensione di sei gradi.
Ora, in quellanno 189... il governo degli Stati Uniti ebbe
linaspettata idea di mettere allasta le regioni circumpolari non
ancora scoperte, regioni di cui una Societ americana, che si era
formata precisamente allo scopo di acquistare la calotta artica,
sollecitava la concessione.
A dir la verit da alcuni anni la conferenza di Berlino aveva creato
un codice speciale a tutto vantaggio delle grandi potenze che
vogliono impossessarsi delle propriet altrui con la scusa della
colonizzazione o dellapertura di sbocchi commerciali. Tuttavia a
quanto pare tale codice non era applicabile in questa circostanza, dal
momento che la zona era ancora inabitata. Comunque, dato che quel
che non di nessuno appartiene ugualmente a tutti, la nuova Societ
pensava non gi a prendere ma a comprare per evitare futuri
reclami.
Negli Stati Uniti non c progetto audace - per non dire addirittura
irrealizzabile - che non trovi della gente pronta a sfruttarne gli aspetti
pratici, e dei capitali indispensabili per metterlo in opera. Se ne era
gi avuto un esempio qualche anno prima quando il Gun-Club
1
di
Baltimora si era dedicato allimpresa di lanciare un missile fin sulla
Luna, con la speranza di creare una diretta comunicazione col nostro
satellite. Non erano forse stati quegli intraprendenti yankees a fornire
le enormi somme necessarie per un cos interessante tentativo? E se
esso fosse stato coronato dal successo, non sarebbe stato forse per
merito dei due membri del suddetto Club che osarono affrontare i
rischi di questo esperimento sovrumano?
Che un Lesseps venga pure a proporre un bel giorno di scavare un
canale di grande sezione attraverso lEuropa e lAsia, dalle rive
dellAtlantico fino ai mari della Cina; che un geniale scavatore
insista pure dicendo che si deve forare la terra per raggiungere gli
strati di silicato che vi si trovano allo stato fluido per attingere alla
fonte stessa del fuoco centrale; che un intraprendente elettricista
pretenda pure di riunire le correnti disseminate sulla superficie del
globo per formarne una sorgente inesauribile di calore e di luce; che
un ingegnere ardito abbia pure lidea di immagazzinare entro vasti
recipienti leccesso delle temperature estive per utilizzarle durante
linverno nelle zone pi provate dal freddo; che un idraulico fuori del
comune cerchi pure di utilizzare la forza viva delle maree per
produrre a volont calore e forza; che vengano pure fondate delle
Societ anonime o in accomandita per condurre a buon fine centinaia
di progetti di questa sorta! ciononostante si troveranno sempre degli
americani alla testa dei sottoscrittori, e torrenti di dollari si
precipiteranno nelle casse sociali, come i gran fiumi del nord-
America vanno a perdersi nel seno degli oceani.
dunque naturale ammettere che la pubblica opinione fosse
particolarmente eccitata quando si diffuse la notizia, perlomeno
strana, che le regioni artiche stavano per essere messe allasta a
favore del maggiore offerente. Daltronde non era stata aperta
nessuna sottoscrizione pubblica in vista di un tale acquisto, i cui
capitali erano gi stati anticipati. Si vedr pi tardi, quando si tratter
di sfruttare il territorio divenuto propriet dei nuovi acquirenti.
Sfruttare il territorio artico!... Questa era unidea che poteva

1
Gun in inglese significa cannone. (N.d.T.)
germogliare soltanto nel cervello di un pazzo!
Tuttavia non cera progetto pi serio di questo.
Difatti fu indirizzato un documento a tutti i giornali dei due
continenti, ai quotidiani europei, africani, oceanici, asiatici, cos
come a quelli americani. Il documento concludeva con una proposta
de commodo et incommodo da parte degli interessati.
Il New York Herald ricevette per primo il detto documento.
Cos gli innumerevoli abbonati di Gordon Bennett poterono leggere
nel numero del 7 novembre la seguente comunicazione,
comunicazione che del resto si sparse rapidamente attraverso il
mondo scientifico e industriale dove fu interpretata in modi molto
diversi:
Avviso agli abitanti del globo terrestre.
Le regioni del Polo Nord, situate entro lottantaquattresimo
grado di latitudine settentrionale non sono state ancora sfruttate per
la semplice ragione che non sono state ancora scoperte.
Difatti i punti estremi, rilevati dai naviganti di diverse
nazionalit sono i seguenti:
85 45 raggiunti dallinglese Parry, nel luglio 1847 sul
ventottesimo meridiano ovest nello Spitzberg settentrionale;
83 20 28 raggiunti da Markham che faceva parte della
spedizione inglese di sir John Georges Nares nel maggio 1876, sul
cinquantesimo meridiano ovest, nel nord della terra di Grinnel;
83 35 di latitudine raggiunti da Lockwood e Brainard che
facevano parte della spedizione americana del tenente Greely nel
maggio 1882 sul quarantaduesimo meridiano ovest nel nord della
terra di Nares.
Si pu dunque considerare la regione che si stende
dallottantaquattresimo parallelo fino al Polo, per uno spazio di sei
gradi, come una regione rimasta indivisa fra i diversi Stati del globo,
e perci disponibile a trasformarsi in propriet privata in seguito a
unasta pubblica.
Ora, secondo i principi del diritto, non c nulla che si debba
tenere nello stato dindivisione. Perci gli Stati Uniti dAmerica,
basandosi su tali principi, hanno deciso di promuovere la spartizione
di quel territorio.
stata fondata una Societ a Baltimora sotto la ragione sociale
North Polar Practical Association che rappresenta ufficialmente la
confederazione americana. Tale Societ si propone di acquistare la
suddetta regione con atto regolarmente stipulato che le dar diritto
assoluto di propriet sui continenti, isole, isolotti, scogli, mari, laghi,
fiumi, torrenti e corsi dacqua di qualsiasi genere che attualmente
costituiscono limmobile artico, sia che ghiacci eterni lo ricoprano,
sia che questi ghiacci si sciolgano nella stagione estiva.
Viene chiaramente specificato che questo diritto di propriet non
potr essere colpito da caducit, anche nel caso in cui
sopraggiungessero delle modifiche - di qualsiasi natura siano esse -
nello stato geografico e meteorologico del globo terrestre.
Tutto ci essendo portato a conoscenza degli abitanti dei due
Mondi, tutte le Potenze saranno ammesse a partecipare allasta che
sar fatta a vantaggio del maggior offerente.
La data dellasta fissata per il 3 dicembre del presente anno,
nella sala delle Auctions
2
a Baltimora, Maryland, Stati Uniti
dAmerica.
Per informazioni rivolgersi a William S. Forster, agente
provvisorio della North Polar Practical Association 93, High
Street, Baltimora.
Ammetto che questa comunicazione potesse venir considerata
assurda! Tuttavia bisogna ammettere che essa non lasciava nulla a
desiderare quanto a chiarezza e franchezza. E poi la cosa che la
rendeva pili seria era il fatto che il governo federale aveva fin dora
fatto concessione dei territori artici alla Societ nel caso in cui lasta
la rendesse definitivamente proprietaria.
In pratica le opinioni furono contrastanti. Alcuni non vollero
vedervi altro che uno di quei prodigiosi humbugs americani che
passerebbero i limiti della ciarlataneria se le trovate delluomo per
divertirsi non fossero infinite. Altri invece pensarono che questa
proposta meritasse di venir considerata seriamente. Questi ultimi
difendevano la loro tesi insistendo proprio sul fatto che la nuova
Societ non faceva per nulla appello alla borsa pubblica. Pretendeva

2
la sala delle Aste. (N.d.T.)
di acquistare le regioni boreali solamente coi suoi capitali. Essa non
cercava affatto di carpire i dollari, le banconote, loro e largento di
ingenui riccastri per riempire le proprie casse. No! Essa non chiedeva
che di pagare coi propri fondi limmobile circumpolare.
A quelli che sanno far di conto pareva che la suddetta Societ non
avesse che da far valere il suo diritto di primo occupante, andando a
prendere possesso di questa regione di cui essa stessa aveva
procurato la messa in vendita. Ma proprio qui stava il difficile,
poich, fino a quel giorno, laccesso al Polo pareva vietato alluomo.
Cos, nelleventualit che gli Stati Uniti diventassero compratori
della regione, i concessionari volevano avere un contratto in regola
affinch nessuno potesse un domani contrastare il loro diritto.
Sarebbe stato ingiusto biasimarli. Agivano con prudenza e, quando si
tratta di contrarre impegni per affari di tal genere, le precauzioni
legali non sono mai troppe.
Del resto il documento aveva una clausola che riguardava
lavvenire. Questa clausola avrebbe dato adito a molte interpretazioni
contraddittorie, poich il suo preciso significato sfuggiva anche agli
spiriti pi sottili. Era lultima: essa affermava che il diritto di
propriet non avrebbe potuto essere colpito da caducit anche nel
caso in cui sopraggiungessero delle modifiche - di qualsiasi natura
fossero esse - nello stato geografico e meteorologico del globo
terrestre.
Che significava questa frase? Da quali eventualit voleva
cautelarsi? Come sarebbe stato mai possibile che la terra subisse una
modifica di cui la geografia o la meteorologia dovessero tener conto,
soprattutto a proposito dei territori messi allasta?
Evidentemente, dicevano i pi sospettosi devesserci
sotto qualcosa!
Le pi disparate interpretazioni ebbero dunque motivo di fiorire
cos da stimolare la perspicacia di alcuni o la curiosit di altri.
Un giornale, il Ledger di Filadelfia, pubblic subito questa nota
amena:
Certamente dei calcoli devono aver mostrato ai futuri compratori
delle regioni artiche che una cometa dal nucleo molto duro urter
quanto prima la terra in condizioni tali che lurto produrr i
mutamenti geografici e meteorologici di cui parla la famosa
clausola.
Il periodo era abbastanza lungo, come si conviene a una nota che
pretenda dessere scientifica, ma non spiegava assolutamente niente.
Del resto la probabilit di un urto con una cometa di quel genere era
inaccettabile per della gente competente. E poi pareva impossibile
che i concessionari si fossero preoccupati di uneventualit cos
remota.
Forse disse il Delta di New Orleans la nuova Societ spera
che la precessione degli equinozi possa produrre delle modifiche
favorevoli allo sfruttamento del suo territorio?
E perch no, se questo movimento modifica il parallelismo
dellasse del nostro pianeta? fece osservare lHamburger -
Correspondent.
Effettivamente rispose la Rvue Scientifique di Parigi
Adhemar non ha forse affermato, nel suo libro su Le rivoluzioni del
mare, che la precessione degli equinozi, combinata col movimento
secolare del grande asse dellorbita terrestre, tale da portare una
modifica a distanza di lungo tempo nella temperatura media dei
diversi punti della terra e nelle quantit di ghiaccio accumulate ai
suoi due Poli?
Non una cosa certa replic la Rvue dEdimbourg. E poi,
quandanche cos fosse, non ci vorrebbe un tempo di almeno
dodicimila anni perch Vega, in seguito al suddetto fenomeno,
diventi la nostra stella polare, e la situazione dei territori artici sia
capovolta dal punto di vista climatico?
Ebbene rispose il Dagblad di Copenaghen, in dodicimila
anni ce ne sar di tempo per rovesciare le terre, ma prima di allora
non il caso di arrischiare neppure un krone.
3
Tuttavia, se pure era possibile che la Rvue Scientifique avesse
ragione con Adhemar, era tuttavia probabile che la North Polar
Practical Association non avesse mai contato su questa modifica
dovuta alla precessione degli equinozi.
In sostanza nessuno riusc a sapere che cosa significasse questa

3
Moneta in corso in Danimarca, Svezia e Norvegia. (N.d.T.)
clausola del famoso documento, n a qual mutamento cosmico del
futuro essa volesse alludere.
Per saperlo, forse sarebbe bastato rivolgersi al Consiglio
dAmministrazione della nuova Societ, e in particolare al suo
presidente. Ma il presidente era sconosciuto. Altrettanto sconosciuti
il segretario e i membri di tale Consiglio. Non si sapeva neppure chi
avesse emanato il documento. Era stato consegnato agli uffici del
New York Herald da un certo William S. Forster, di Baltimora,
degno commerciante di merluzzi per conto della casa Ardrinell e C.
di Terranova, - questi faceva certamente da schermo alla societ.
Muto sullargomento n pi n meno che i prodotti consegnati nei
suoi magazzini, nessun reporter, per quanto curioso e scaltro fosse,
pot mai cavarci nulla di buono.
In breve, la North Polar Practical Association era talmente
anonima che non si poteva affibbiarle nessun nome. Il che proprio
il colmo dellanonimato.
Comunque, se anche i promotori di questa operazione industriale
persistevano nel voler mantenere la loro identit nel pi assoluto
mistero, lo scopo che si erano prefissi era chiaramente e decisamente
definito nel documento portato a conoscenza del pubblico dei due
Mondi.
In realt si trattava proprio di acquistare in propriet assoluta
quella parte delle regioni artiche delimitata circolarmente
dallottantaquattresimo grado di latitudine e di cui il Polo Nord
occupa il punto centrale.
Nulla di pi esatto, inoltre, della precisazione che, fra gli
scopritori moderni, quelli che serano pi avvicinati a quel punto
inaccessibile, Parry, Markham, Lockwood e Brainard, fossero rimasti
al di qua di tale parallelo. Quanto agli altri navigatori dei mari
boreali, essi si erano arrestati a latitudini sensibilmente inferiori; vedi
Payez nel 1784 a 84 15 a nord della terra Francesco Giuseppe e
della Nuova Zemlja; Leout, nel 1870, a 72 47 al di sopra della
Siberia; De Long nella spedizione della Jeannette nel 1879, a 78 45
nei paraggi delle isole che portano il suo nome. Gli altri, superando
la Nuova Siberia e la Groenlandia allaltezza del capo Bismarck, non
avevano oltrepassato i settantasei, settantasette e settantanove gradi
di latitudine.
Dunque, lasciando uno scarto di venticinque minuti darco fra il
punto 83 35 in cui Lockwood e Brainard avevano messo
piede, e lottantaquat-tresimo parallelo, come indicava il documento,
la North Polar Practical Association non usurpava nulla dei
territori scoperti in precedenza. Il suo progetto riguardava un terreno
assolutamente vergine da ogni impronta umana.
Ed ora, ecco qual lestensione di quella parte del globo
circoscritta dallottantaquattresimo parallelo:
Da 84 a 90 si contano sei gradi, i quali, essendo ciascuno di
sessanta miglia, formano un raggio di trecentosessanta miglia e un
diametro di settecentoventi miglia. La circonferenza dunque di
duemiladuecentosessanta miglia e la superficie di
quattrocentosettemila miglia quadrate in cifre tonde.
4
Era pressappoco la decima parte di tutta quanta lEuropa un
pezzetto dalle notevoli dimensioni!
Il documento, come s visto, poneva il principio che queste
regioni, ancora sconosciute geograficamente, non appartenendo a
nessuno, appartenevano a tutti. Cera da supporre che la maggior
parte delle Potenze non si sognassero minimamente di rivendicarne
la propriet; ma era prevedibile che almeno gli Stati limitrofi
avrebbero preteso di considerare quelle regioni come il
prolungamento dei loro possedimenti verso nord e, di conseguenza di
far valere un diritto di propriet. Del resto le loro pretese sarebbero
state tanto pi giustificate in quanto le scoperte fatte nel complesso
delle regioni artiche, erano dovute in particolar modo allaudacia dei
loro connazionali. Cos il governo federale, rappresentato dalla
nuova Societ, li obbligava a far valere i loro diritti e pretendeva di
indennizzarli col prezzo dellacquisto.
In ogni caso coloro che parteggiavano per la North Polar
Practical Association continuavano a ripeterlo: la propriet era
indivisa e, dal momento che non c nulla che debba essere tenuto in
stato dindivisione, niente si oppone a che questa vasta regione sia
messa allasta.

4
Sono 70.650 leghe quadrate di 25 al grado, cio un po' pi di due volte la
superficie della Francia che di 54.000.000 di ettari. (N. della prima ed.)
Gli Stati i cui diritti erano assolutamente indiscutibili in quanto
ch Stati limitrofi erano sei: lAmerica, lInghilterra, la Danimarca,
la Svezia-Norvegia, lOlanda e la Russia. Ma altri Stati potevano
avanzare la scusa di scoperte fatte dai loro marinai e dai loro
esploratori.
Per esempio, la Francia avrebbe potuto intervenire, perch
qualcuno dei suoi figli aveva partecipato alle spedizioni che avevano
come obiettivo la conquista dei territori circumpolari.
Potremmo citare, fra gli altri, quel coraggioso Bellot, morto nel
1853, nei dintorni dellisola Becchey, durante la spedizione che la
Phnix fece per andare alla ricerca di John Franklin. N si pu
dimenticare il dottor Octave Pavy morto nel 1884, presso il capo
Sabine durante il soggiorno della missione Greely a forte Conger. E
neppure sarebbe giusto lasciar cadere nelloblio quella spedizione
che nel 1838-39 aveva portato fino ai mari dello Spitzberg Charles
Martins, Marmier, Bravais e i loro audaci compagni. Nonostante
questo, per, la Francia prefer non immischiarsi in una simile
impresa pi industriale che scientifica, cosicch abbandon la sua
fetta di quella torta polare per la quale le altre Potenze rischiavano di
guastarsi la dentatura. Forse ebbe ragione e fece bene.
Altrettanto fece la Germania. Essa aveva al suo attivo, dal 1671, la
campagna dellamburghese Frederic Martens allo Spitzberg, e, nel
1869-70, le spedizioni della Germania e della Hansa comandate da
Koldervey e Hegeman che si spinsero fino a capo Bismarck
percorrendo tutta la costa della Groenlandia. Ma, a onta di queste
brillanti scoperte del passato, essa non ritenne necessario aumentare
limpero germanico con un pezzo di Polo.
E cos fu per lAustria-Ungheria, bench essa fosse gi
proprietaria delle terre di Francesco Giuseppe situate sul litorale
settentrionale della Siberia.
Quanto allItalia, non avendo alcun diritto da avanzare, non
intervenne - per quanto ci possa apparire inverosimile.
Cerano, vero, i samoiedi della Siberia asiatica; gli eschimesi
che abitano soprattutto i territori dellAmerica settentrionale; gli
indigeni della Groenlandia, del Labrador, dellarcipelago Baffin-
Parry, delle isole Aleutine, ammassate fra lAsia e lAmerica, e
infine, quelli che sotto il nome di ciukci abitano lantica Alasca
russa, diventata americana dopo il 1867. Ma queste popolazioni
che sono in pratica i veri, naturali, indiscutibili aborigeni delle
regioni pi settentrionali - non avevano nessuna voce in capitolo.
E come avrebbero potuto, quei poveri diavoli, fare unofferta al
momento dellasta indetta dalla North Polar Practical Association?
E come avrebbero potuto pagare quei poveracci? Con conchiglie, con
denti di tricheco, o con olio di foca? Eppure quel terreno che stava
per essere venduto allincanto in fondo apparteneva un po anche a
loro, se non altro per il diritto di primi occupanti!
Ma degli eschimesi, dei ciukci, dei samoiedi!... non erano certo da
consultare! Cos va il mondo!

CAPITOLO II
NEL QUALE I DELEGATI INGLESE, OLANDESE,
SVEDESE, DANESE E RUSSO SI PRESENTANO AL
LETTORE
IL DOCUMENTO meritava una risposta. Effettivamente se la nuova
societ acquistava le regioni boreali, queste sarebbero diventate
definitivamente propriet dellAmerica, o meglio, degli Stati Uniti, la
cui ricca confederazione tende incessantemente ad accrescersi. Gi
da vari anni la cessione da parte della Russia dei territori di nord-
ovest, dalla Cordigliera settentrionale fino allo stretto di Bering, le
aveva aggiunto un bel pezzo del Nuovo Mondo. Sarebbe dunque
stato comprensibile se le altre Potenze non avessero visto di buon
occhio lannessione delle regioni artiche alla repubblica federale.
Tuttavia, come abbiamo gi detto, gli Stati dellEuropa e dellAsia
- non confinanti con quelle regioni rifiutarono di prendere parte a
questa strana asta i cui risultati parevano loro tanto dubbi. Solo le
Potenze il cui litorale vicino allottantaquattresimo grado decisero
di far valere i loro diritti con lintervento di rappresentanti ufficiali.
Vedremo, del resto, come esse non intendessero comprare se non a
un prezzo relativamente modesto, perch si trattava di regioni che
forse sarebbe stato impossibile raggiungere. Pur tuttavia linsaziabile
Inghilterra pens bene di aprire al suo delegato un credito
considerevole. Lo diciamo subito che la cessione delle regioni
circumpolari non minacciava in alcun modo lequilibrio europeo e
non ne doveva nascere alcuna complicazione internazionale. Il signor
Bismarck il famoso cancelliere viveva ancora a quellepoca
non corrug neppure le folte sopracciglia da Giove tedesco.
A partecipare allasta e a contrastare gli Stati Uniti, restavano
dunque lInghilterra, la Danimarca, la Svezia-Norvegia, lOlanda e la
Russia, al cospetto del commissario-stimatore di Baltimora. La
calotta ghiacciata del Polo, il cui valore commerciale era certo molto
dubbio, sarebbe andata al miglior offerente.
In particolare, spiegheremo le ragioni personali che portavano i
cinque Stati europei a desiderare, per validi motivi, che
laggiudicazione si concludesse a loro vantaggio.
La Svezia-Norvegia, proprietaria di Capo Nord, situato oltre il
settantesimo parallelo, non nascondeva le sue pretese riguardo alle
vaste regioni che si estendono fino allo Spitzberg e, di l, fino al Polo
stesso. E difatti non avevano forse contribuito ai progressi geografici
in quelle zone il norvegese Kheilhau e il famoso svedese
Nordenskiold? Indubbiamente.
La Danimarca sosteneva di essere gi padrona dellIslanda e delle
isole Faroer, pressappoco sulla linea del Circolo polare; che le
colonie pi settentrionali delle regioni artiche le appartenevano,
come lisola Disko nello stretto di Davis, le stazioni di Holsteinborg,
di Proven, di Godhavn, di Uppernavik nel mare di Baffin e sulla
costa occidentale della Groenlandia. Inoltre il famoso navigatore
Bering, dorigine danese, bench allora fosse al servizio della Russia,
non aveva fin dal 1728 varcato lo stretto a cui diede il nome, prima
dandare, tredici anni pi tardi, a morire miseramente, con trenta
uomini del suo equipaggio, sulla spiaggia di unisola che anchessa
porta il suo nome? E ancor prima, nel 1619, il navigatore Jean Munk
non aveva forse esplorato la costa orientale della Groenlandia, e fatto
il rilievo di vari punti completamente sconosciuti prima di lui? La
Danimarca aveva quindi i suoi buoni diritti per avanzarsi come
acquirente.
LOlanda, invece, faceva presente che erano stati i suoi marinai,
Barentz e Heemskerk, che avevano esplorato lo Spitzberg e la Nuova
Zemlja fin dalla fine del XVI secolo. E laudace spedizione verso
nord di uno dei suoi figli, Jean Mayen, nel 1611, aveva ottenuto al
suo paese il possesso dellisola omonima che si trova al di sopra del
settantunesimo grado di latitudine. Dunque, il suo passato le dava dei
diritti.
Quanto ai russi, con Alexis Tschirikof che aveva ai suoi ordini
Bering, con Paulutski, la cui spedizione, nel 1751 si spinse fino oltre
i confini del mar Glaciale, col capitano Martin Spanberg e il tenente
William Walton che si avventurarono in quelle zone sconosciute nel
1739, essi avevano avuto una parte importante nelle ricerche fatte
attraverso lo stretto che separa lAsia dallAmerica. Inoltre c da
dire che, per la disposizione dei territori siberiani che si estendono su
centoventi gradi fino ai confini estremi del Kamtchatka, lungo la
interminabile costa asiatica, dove vivono samoiedi, jakuti, ciukci ed
altre popolazioni sottoposte alla loro autorit, non dominavano essi
almeno la met delloceano Boreale? Tra laltro, oltre il
settantacinquesimo parallelo, a meno di novecento miglia dal Polo,
non possiedono forse essi le isole e gli isolotti della Nuova Siberia,
larcipelago dei Liatkow, scoperto allinizio del XVIII secolo?
Infine, fin dal 1764, prima degli inglesi, degli americani, degli
svedesi non era forse, il navigatore Tschitschagoff, andato in cerca di
un passaggio a nord per accorciare la distanza che separa i due
continenti?
Comunque, a conti fatti, sembrava che gli americani fossero i pi
interessati a diventare proprietari di quella zona inaccessibile del
globo terrestre. Anchessi avevano tentato pi volte di raggiungerla
mentre andavano alla ricerca di sir John Franklin, con Grinnel, Kane,
Hayes, Greely, De Long ed altri arditi navigatori. Anchessi
potevano tirare in ballo la situazione geografica del loro paese che si
estende fin oltre il Circolo polare, dallo stretto di Bering fino alla
baia di Hudson. Tutte quelle terre e quelle isole, Wollaston, Prince-
Albert, Victoria, Roi-Guillaume, Melville, Cockburne, Banks, Bantu,
senza contare i mille isolotti di questarcipelago, non erano da
considerarsi come un prolungamento che le legava al novantesimo
grado? E poi, se vero che il Polo Nord unito con una linea quasi
ininterrotta di terre a uno dei grandi continenti del globo, non lo
piuttosto allAmerica che non ai prolungamenti dellAsia o
dellEuropa? Dunque pi che mai naturale la proposta di acquistarlo
fatta dal governo federale a profitto duna Societ americana; e se
mai vi era Potenza che avesse il diritto indiscutibile di possedere la
regione polare, questa era certamente gli Stati Uniti dAmerica.
Bisogna tuttavia riconoscere che il Regno Unito, che possedeva il
Canada e la Columbia inglese, e di cui numerosi marinai si erano
distinti nelle spedizioni artiche, aveva anchesso valide ragioni per
voler annettere al suo vasto impero coloniale quella parte del globo.
Perci i suoi giornali riportavano lunghe ed accese discussioni.
S, certamente, rispose il gran geografo inglese Kliptringan, in
un articolo del Times che fece molto scalpore si, gli svedesi, i
danesi, gli olandesi, i russi e gli americani possono far valere i loro
diritti! Ma lInghilterra non vorr certo disonorarsi al punto da
lasciarsi scappare quella regione! Del resto, la parte nord del nuovo
continente non le appartiene gi? Le terre, le isole che la
compongono non sono state conquistate dai suoi esploratori, da
Willoughby, che visit lo Spitzberg e la Nuova Zemlja nel 1553, a
Mac Clure la cui nave nel 1853 super il passaggio di nord-ovest?
E poi, dichiar lo Standard in un articolo firmato
dallammiraglio Fize, Frobisher, Davis, Hall, Weymouth, Hudson,
Baffin, Cook, Ross, Parry, Bechey, Belcher, Franklin, Mulgrave,
Scoresby, Mac Clintock, Kennedy, Nares, Collinson, Archer non
erano dorigine anglo-sassone? E dunque qual paese potrebbe pi
giustamente rivendicare quella parte delle regioni artiche che quei
navigatori non avevano potuto raggiungere?
Andiamo!, rispose il Corriere di San Diego (California)
esaminiamo il problema sotto la giusta luce; poich si fa una
questione damor proprio fra gli Stati Uniti e lInghilterra, noi
diremo: se linglese Markham, della spedizione Nares, si spinto
fino a 83 20 di latitudine nord, gli americani Lockwood e Brainard,
della spedizione Greely, superandolo di quindici minuti di grado,
hanno fatto brillare le trentotto stelle della bandiera degli Stati Uniti
a 83 35. Ad essi dunque lonore dessersi maggiormente avvicinati
al Polo Nord!
Queste le botte e le risposte.
Infine, inaugurando la serie dei navigatori che si avventurarono
nel cuore delle regioni artiche, bisogna citare anche il veneziano
Caboto - 1498 - ed il portoghese Cortereal - 1500 - che scoprirono la
Groenlandia e il Labrador. Ma n lItalia n il Portogallo pensarono
mai di partecipare alla progettata asta, e non si curarono affatto di
quale Stato ne avrebbe ottenuto il possesso.
Si poteva cos prevedere che la lotta si sarebbe disputata a colpi di
dollari e di sterline fra lAmerica e lInghilterra.
Comunque, di fronte alla proposta avanzata dalla North Polar
Practical Association, i paesi confinanti con le contrade boreali
fecero dei consulti per mezzo di congressi commerciali e scientifici.
Dopo vari dibattiti avevano deciso di intervenire allasta la cui
apertura era fissata per dicembre a Baltimora, stabilendo per i
rispettivi delegati un credito che non poteva essere oltrepassato.
Decisero inoltre che la somma realizzata con la vendita, sarebbe stata
divisa fra i cinque Stati non aggiudicatari, a titolo dindennit, i quali
avrebbero rinunciato a ogni diritto per lavvenire.
Laffare naturalmente non fu concluso se non dopo molte
discussioni, ma infine and in porto. Gli Stati interessati accettarono
che lasta fosse fatta a Baltimora, come aveva proposto il governo
federale. I delegati, muniti delle lettere di credito, lasciarono Londra,
lAja, Stoccolma, Copenaghen, Pietroburgo e giunsero negli Stati
Uniti tre settimane prima del giorno fissato per lapertura dellasta.
Allora lAmerica era rappresentata ancora dalluomo della North
Polar Practical Association, da quel William S. Forster il cui nome
figurava da solo nel documento apparso il 7 novembre sul New
York Herald.
Diremo ora quali rappresentanti erano stati scelti per gli Stati
europei, tratteggiandone un poco le caratteristiche principali.
Per lOlanda: Jacques Jansen, antico consigliere delle Indie
olandesi, di cinquantatr anni, grosso, basso, tarchiato con delle
braccia magre e delle gambette curve, la testa liscia come una palla
dalluminio, la faccia tonda e rubizza, capigliatura ad aureola intorno
al capo, favoriti brizzolati - insomma un bravuomo abbastanza
scettico a proposito dellimpresa di cui non riusciva a cogliere le
conseguenze pratiche.
Per la Danimarca: Eric Baldenak ex vicegovernatore dei
possedimenti groenlandesi, di media corporatura, una spalla pili alta
dellaltra, pancia preminente, testa enorme e irrequieta, miope al
punto da consumarsi la punta del naso sui quaderni e sui libri, per
nulla disposto a porre in discussione i diritti del suo paese che
considerava il legittimo proprietario delle regioni del nord.
Per la Svezia e la Norvegia: Jan Harald, professore di cosmografia
a Christiania, che era stato uno dei pi ardenti sostenitori della
spedizione Nordenskiold, il vero tipo nordico, la faccia rossa, barba e
capigliatura di un biondo che ricordava quello delle spighe troppo
mature, il quale dava per certo che la calotta polare, essendo
occupata solo dal mare paleocristico, non avesse alcun valore.
Perci, decisamente poco interessato alla faccenda, era venuto solo a
titolo di rappresentanza.
Per la Russia: il colonnello Boris Karkof mezzo militare e mezzo
diplomatico, alto, rigido, capelluto, barbuto, fornito di vistosi
mustacchi, tutto dun pezzo, sembrava impacciato in quegli abiti da
civile, istintivamente sempre in cerca dellimpugnatura della spada
altre volte portata; molto preoccupato soprattutto di sapere che cosa
nascondeva la proposta della North Polar Practical Association e
se non avrebbe riservato per lavvenire delle difficolt a livello
internazionale.
Per lInghilterra infine: il maggiore Donellan e il suo segretario
Dean Toodrink. Questi ultimi erano di per s i rappresentanti di tutti
gli appetiti, di tutte le aspirazioni del Regno Unito, dei suoi istinti
commerciali e industriali, della sua tendenza a considerare come
propri, per legge di natura, i territori settentrionali, meridionali od
equatoriali che non appartenessero a nessuno.
Un vero inglese, se mai ce ne fu uno, questo maggiore Donellan,
alto, magro, ossuto, tutto nervi, spigoloso, col collo da beccaccino,
una testa alla Palmerston su due spalle spioventi, delle gambe da
trampoliere, ancora giovanile per i suoi sessantanni, infaticabile, - e
laveva bene dimostrato lavorando per la delimitazione delle
frontiere dellIndia, sul confine della Birmania. Non rideva mai, n,
forse, aveva riso mai. A che pro? S mai vista ridere una
locomotiva, una macchina elevatrice o un piroscafo?
In questo stava la essenziale differenza tra il maggiore e il suo
segretario Dean Toodrink, giovane loquace, affascinante, dalla bella
testa forte, il ciuffo di capelli sulla fronte, e degli occhietti circondati
da rughe. Scozzese di nascita, era molto conosciuto nella vecchia
Londra fumosa per le trovate spiritose e per lamore allo scherzo.
Ma per quanto allegro fosse, non si mostrava meno egoista,
esclusivo, intransigente del maggiore Donellan quando si trattava
delle rivendicazioni, anche le meno giustificabili, della Gran
Bretagna.
Questi due delegati si preparavano evidentemente ad essere i pi
acerrimi avversari della Societ americana. Il Polo Nord apparteneva
a loro fin dai tempi preistorici, come se il Creatore avesse affidato
agli inglesi il compito di garantire la rotazione della terra sul suo
asse, ed essi avrebbero ben saputo come impedirgli di cadere in mani
straniere.
Bisogna far notare che, se anche la Francia non aveva giudicato
opportuno inviare un suo rappresentante ufficiale o ufficioso, tuttavia
un ingegnere francese era venuto per amor di cronaca per seguire
da vicino questa curiosa faccenda. A suo tempo lo vedremo
intervenire.
I rappresentanti delle Potenze dellEuropa settentrionale erano
dunque arrivati a Baltimora e su piroscafi diversi volendo evitare
qualsiasi possibilit di influenzarsi a vicenda. Erano dei rivali.
Ciascuno aveva in tasca il credito necessario per combattere. Ma il
caso di dire che non affrontavano la lotta ad armi pari; difatti, uno
poteva disporre di una somma che non superava il milione, laltro
duna somma che lo passava. E, in verit, per acquistare un pezzo del
nostro sferoide, dove pareva che fosse impossibile mettere piede, una
simile somma doveva sembrare anche troppo!
Il meglio fornito a tale riguardo era il delegato inglese al quale il
Regno Unito aveva aperto un credito considerevole. Grazie a questo
il maggiore Donellan non avrebbe dovuto fare eccessiva fatica a
vincere gli avversari svedese, danese, olandese e russo. Ma le cose
stavano diversamente per lAmerica. Non sarebbe stato troppo facile
batterla sul piano dei dollari. Infatti era per lo meno probabile che la
misteriosa Societ avesse fondi ragguardevoli a sua disposizione. La
lotta a colpi di milioni verosimilmente si sarebbe localizzata fra gli
Stati Uniti e la Gran Bretagna.
Con lo sbarco dei delegati europei, lopinione pubblica and
appassionandosi sempre di pi. Per i giornali correvano le voci pi
strane. Su questa vendita del Polo Nord si facevano le ipotesi pi
assurde. Che cosa se ne voleva fare? Che cosa se ne poteva fare?
Niente, a meno che non fosse per alimentare i ghiacciai del Nuovo e
del Vecchio Mondo! Ci fu perfino un giornale di Parigi, il Figaro
che sostenne per scherzo questa opinione. Ma si sarebbe comunque
ancor dovuto oltrepassare lottantaquattresimo parallelo.
Intanto i delegati, che si erano accuratamente evitati durante il
viaggio transatlantico, cominciarono a contattarsi quando furono
riuniti a Baltimora.
Ed ecco per quali ragioni:
Non appena arrivati ciascuno di loro aveva cercato di mettersi in
comunicazione con la North Polar Practical Association,
separatamente, allinsaputa degli altri.
Ognuno di essi mirava a sapere, per trarne vantaggio
alloccorrenza, quali erano i motivi celati dietro allaffare e quale
profitto sperasse di trarne la Societ. Ma fino ad allora a nessuno
risult che avesse aperto un ufficio a Baltimora. N uffici, n
impiegati. Per informazioni bisognava rivolgersi a William S.
Forster, in High Street. E a quanto pare lonesto commerciante di
merluzzi al riguardo non ne sapeva molto di pi dellultimo facchino
della citt.
I delegati da parte loro non riuscirono a venire a capo di nulla.
Furono ridotti alle congetture pi o meno assurde che aveva
messo in circolazione la fantasia del pubblico. Il segreto della
Societ doveva dunque rimanere impenetrabile fintanto che essa non
avesse voluto farlo conoscere? Tutti se lo chiedevano. Certamente
essa non sarebbe uscita dal suo silenzio che ad acquisto avvenuto.
Ne consegui che i delegati finirono collincontrarsi, rendersi
visita, studiarsi a vicenda e infine entrare in comunicazione forse
con la segreta intenzione di formare una lega contro il comune
nemico, ovvero contro la compagnia americana.
Fu cos che un giorno, nella serata del 22 novembre, li troviamo
radunati in consiglio nellalbergo Wolesley nellappartamento
occupato dal maggiore Donellan e dal suo segretario Dean Toodrink.
In realt questa tendenza ad una comune intesa era principalmente
dovuta alle abili manovre del colonnello Boris Karkof, il sottile
diplomatico che tutti conosciamo.
Dapprima la conversazione si orient sulle conseguenze
commerciali o industriali che la Societ pretendeva di ottenere con
lacquisto del territorio artico. Il professore Jan Harald chiese se
qualcuno dei colleghi fosse riuscito ad avere delle informazioni al
riguardo. E tutti, a poco a poco, ammisero di aver tentato qualche
passo presso William S. Forster al quale, secondo quanto indicato nel
documento, dovevano essere rivolte le comunicazioni.
Ma ho fallito disse Eric Baldenak.
Anchio non sono approdato a nulla aggiunse Jacques
Jansen.
Quanto a me, rispose Dean Toodrink, quando mi sono
presentato a nome del maggiore Donellan nei magazzini di High
Street ho trovato un uomo grande e grosso in abito scuro con una
tuba in testa, avvolto in un grembiulone bianco che lo ricopriva dal
mento fino alle scarpe. E quando gli ho chiesto spiegazioni
dellaffare, mi ha risposto che il South-Star era appena arrivato da
Terranova a pieno carico, e che egli era in grado di fornirmi una
grossa partita di merluzzi freschi per conto della ditta Ardrinell e C.
Eh! Eh! rispose lex consigliere delle Indie olandesi sempre
un po scettico. Meglio sarebbe comprare un carico di merluzzi
piuttosto che buttare dei soldi nelle profondit dellOceano Glaciale!
Non questo il punto disse allora il maggiore Donellan con
tono secco e altero; non si tratta duna partita di merluzzi, ma
della calotta polare...
Che lAmerica vorrebbe mettersi in testa! aggiunse Dean
Toodrink ridendo della sua rimbeccata.
Gli procurerebbe uninfreddatura, disse argutamente il
colonnello Karkof.
Non questo il punto, riprese il maggiore Donellan, e
non so proprio cosa centri con la nostra conferenza questa eventuale
infreddatura.
Quello che certo che per una ragione o per unaltra lAmerica,
rappresentata dalla North Polar Practical Association - vi prego,
signori, di fare particolare attenzione alla parola practical vuole
acquistare una superficie di quattrocentosettemila miglia quadrate
attorno al Polo artico, superficie delimitata attualmente - vi prego,
signori di notare la parola attualmente - dallottantaquattresimo
grado di latitudine boreale...
Lo sapevamo, maggiore Donellan, ribatt Jan Harald e
davanzo! Ma quel che non sappiamo come la suddetta societ
intenda sfruttare quei territori, se sono dei territori, o quei mari, se
sono dei mari, dal punto di vista industriale...
Non questo il punto rispose una terza volta il maggiore
Donellan. Uno Stato vuole, pur pagando, appropriarsi duna parte
del globo che, per la sua configurazione geografica, sembra pi
particolarmente appartenere allInghilterra...
Alla Russia, disse il colonnello Karkof.
AllOlanda, disse Jacques Jansen.
Alla Svezia-Norvegia, disse Jan Harald.
Alla Danimarca, disse Eric Baldenak.
I cinque delegati si erano impennati e la conferenza rischiava di
finire in modo bellicoso quando Dean Toodrink cerc dintervenire
una prima volta.
Signori, esord con tono conciliante non questo il
punto, per usare lespressione di cui il mio capo, il maggiore
Donellan, ama servirsi. Poich stabilito fin da principio che le
regioni circumpolari saranno messe in vendita, esse apparterranno
necessariamente a quello degli Stati qui da voi rappresentati che sar
disposto a pagare la cifra pi alta. E allora, dal momento che la
Svezia-Norvegia, la Russia, la Danimarca, lOlanda e lInghilterra
hanno aperto dei crediti ai loro delegati, non varrebbe la pena che
questi formassero un sindacato per disporre duna somma tale che la
Societ americana non possa lottare contro di loro?
I delegati si guardarono a vicenda. Questo Dean Toodrink aveva
forse trovato il bandolo. Un sindacato... Ai giorni nostri questa parola
la risposta a tutto. Si sindaca come si respira, come si beve, si
mangia, si dorme. Niente di pi moderno - in politica come negli
affari.
Tuttavia fu necessaria unobiezione, o meglio una spiegazione, e
Jacques Jansen interpret i sentimenti di tutti i suoi colleghi dicendo:
E dopo?...
S!... E dopo lacquisto fatto dal sindacato?
Ma mi sembra che lInghilterra!... disse il maggiore in tono
asciutto.
E la Russia... disse il colonnello aggrottando con piglio
terribile le sopracciglia.
E lOlanda... disse il consigliere.
Quando Dio ha dato la Danimarca ai danesi... fece notare
Eric Baldenak.
Scusate, signori esclam Dean Toodrink, non c che un
paese dato da Dio, ed la Scozia!
E perch? fece il delegato svedese.
Non ha forse detto il poeta:

Deus nobis haec otia fecit?

rispose quel burlone, traducendo in modo tutto suo la fine del
sesto verso della prima egloga di Virgilio.
Tutti si misero a ridere - tranne il maggiore Donellan - cos fu
interrotta per la seconda volta la discussione che minacciava di finir
male.
E allora Dean Toodrink pot aggiungere:
Non bisticciamo, signori!... A che scopo?... Formiamo
piuttosto il nostro sindacato...
E dopo? riprese Jan Harald.
Dopo? rispose Dean Toodrink. Niente di pi semplice,
signori: quando voi lavrete comprato, o la propriet della regione
polare rimarr indivisa fra di voi, oppure, dietro un giusto indennizzo
lo cederete ad uno degli Stati coacquirenti. Ma almeno avremo
raggiunto lo scopo principale cio di eliminare definitivamente i
rappresentanti dellAmerica.
Cera qualcosa di buono in tale proposta, almeno per il momento
perch in un prossimo futuro i delegati non avrebbero mancato di
prendersi per i capelli (e sappiamo se erano capelluti!), quando si
fosse trattato di scegliere il definitivo acquirente di questo immobile
tanto disputato quanto inutile. In ogni caso, come aveva
intelligentemente fatto notare Dean Toodrink, gli Stati Uniti
sarebbero stati assolutamente esclusi dal concorso.
A me pare unidea sensata, disse Eric Baldenak.
Abile, disse il colonnello Karkof.
Saggia, disse Jan Harald.
Astuta, disse Jacques Jansen.
Prettamente inglese, disse il maggiore Donellan.
Ciascuno aveva detto la sua per il presente mentre sperava di
poter giocare i suoi stimati colleghi in seguito.
Allora, signori, riprese Boris Karkof, resta inteso che se
noi formiamo un sindacato i diritti di ogni Stato saranno interamente
conservati nellavvenire?...
Era inteso.
Non restava che da sapere quali crediti i diversi Stati avessero
aperto ai rispettivi rappresentanti. Si sarebbero assommati questi
crediti cos che era fuori di dubbio che il totale avrebbe costituito una
somma cos grossa che le risorse della North Polar Practical
Association non sarebbero state in grado di superarla.
La domanda fu posta da Dean Toodrink.
Ma qui venne il bello. Silenzio assoluto. Nessuno voleva
rispondere. Mostrare il proprio borsellino? Vuotar le proprie tasche
nella cassa del sindacato? Far conoscere in anticipo fino a che punto
ognuno poteva spingere le proprie offerte?... Nessuno aveva premura
di farlo! E se fosse sopraggiunto qualche disaccordo pi tardi fra i
membri del nuovo sindacato?... E se le circostanze li avessero
costretti a prender parte alla lotta ciascuno per conto suo?... E se il
diplomatico Karkof si fosse seccato per le grossolane astuzie di
Jacques Jansen, se questultimo si fosse offeso per le subdole beghe
di Eric Baldenak, se questi si fosse irritato per le astuzie di Jan
Harald, se questi si fosse rifiutato di sopportare le altere pretese del
maggiore Donellan, il quale, certo, non avrebbe evitato di intrigare
contro ognuno dei suoi colleghi? Insomma, dichiarare apertamente i
propri crediti voleva dire mostrare apertamente il proprio gioco
quando invece era necessario nasconderlo.
In realt non cerano che due modi per rispondere alla giusta, ma
indiscreta domanda di Dean Toodrink. O esagerare il credito cosa
che avrebbe creato un grave imbarazzo al momento di fare il
versamento - o sminuirlo a un punto tale da voltare la faccenda in
scherzo ed evitare che fosse attuata la proposta.
Questa idea venne dapprima allex consigliere delle Indie
olandesi, il quale, bisogna ammetterlo prefer lo scherzo e tutti i suoi
colleghi lo seguirono a ruota:
Signori, disse lOlanda per bocca sua, mi dispiace, ma,
per lacquisto delle regioni artiche io non posso disporre che di
cinquanta rixdalers.
E io di trentacinque rubli, disse la Russia.
E io di venti kronors disse la Svezia-Norvegia. .
E io di quindici krone disse la Danimarca.
Ebbene rispose il maggiore Donellan con un tono nel quale
era evidente latteggiamento sdegnoso tipico della Gran Bretagna,
lacquisto sar dunque tutto a vostro profitto, signori, perch
lInghilterra non pu disporre che duno scellino e sei pence!
5
E con questa ironica affermazione si chiuse la conferenza dei
delegati della vecchia Europa.


5
Il rixdaler vale L. 5,21; il rublo 3,22; il kronor 1,32; la krone 1,32; lo scellino
1,15. (N. della prima ed.)
CAPITOLO III
NEL QUALE LE REGIONI DEL POLO ARTICO
VENGONO AGGIUDICATE
PERCH mai questa vendita si sarebbe effettuata il 3 dicembre
nella sala ordinaria delle Auctions dove solitamente non si
vendevano allincanto che suppellettili, mobili, attrezzi e simili,
oppure oggetti darte, quadri, statue, medaglie, antichit? Perch,
trattandosi duna vendita immobiliare, non era fatta davanti a un
notaio, o davanti al tribunale creato appunto per questo genere
doperazioni? E, infine, perch lintervento dun commissario
stimatore, quando ci si prefiggeva di mettere in vendita una parte del
globo terrestre? Forse che questo pezzo di sferoide poteva essere
pareggiato a qualche mobile per arredamento o non era invece quel
che c di pi immobile al mondo?
Effettivamente, la cosa pareva illogica. Tuttavia era proprio cos.
Linsieme delle regioni artiche doveva essere venduto a queste
condizioni, e il contratto sarebbe stato pi che valido.
E di fatto tutto ci non stava forse ad indicare che nel pensiero
della North Polar Practical Association limmobile in questione
era considerato come mobile e quindi come se fosse stato possibile
trasportarlo? Sta di fatto che questa stranezza contribuiva alla
confusione delle menti, anche le pi perspicaci - molto rare anche
negli Stati Uniti.
Daltronde esisteva un precedente. Era gi avvenuto che una
porzione del nostro pianeta venisse aggiudicata in una sala delle
Auctions con lintervento dun giudice-stimatore alla pubblica asta. E
ci precisamente in America.
Difatti qualche anno prima a San Francisco in California, fu
venduta unisola dellOceano Pacifico, lisola Spencer,
6
al ricco
William W. Kolderup, che aveva battuto di cinquecentomila dollari il
suo concorrente J. R. Taskinar di Stockton. Lisola Spencer era stata
pagata quattro milioni di dollari. Comunque si trattava di unisola
abitabile, situata a pochi gradi soltanto dalla costa californiana, con
foreste, corsi dacqua, un terreno fertile e consistente campi e
praterie che potevano venir coltivati e non una regione indefinita,
forsanche un mare coperto di ghiacci eterni, difesa da insormontabili
banchine di ghiaccio e che con tutta probabilit nessuno avrebbe
potuto mai occupare. Cera perci da supporre che lincerta regione
polare messa allasta non avrebbe mai raggiunto cifre di simile
entit.
Tuttavia quel giorno la singolarit di tutta la faccenda aveva
attirato, se non proprio molti seri amatori, perlomeno un gran numero
di curiosi, avidi di conoscerne la conclusione. La lotta, insomma si
prospettava molto interessante.
Per di pi, fin dal loro arrivo a Baltimora, i delegati europei erano
stati oggetto di molto interesse, di molte richieste e, sintende, di
molte interviste.
Dal momento che il fatto avveniva in America, nessuna
meraviglia che lopinione pubblica fosse sovreccitata al sommo
grado. Onde scommesse pazzesche, come inevitabile conseguenza
dello stato deccitazione da cui erano pervasi gli Stati Uniti, dei quali
pens bene di seguire il contagioso esempio anche lEuropa. Se
anche i cittadini della confederazione americana, come quelli della
Nuova Inghilterra, e quelli degli Stati del centro, dellovest e del sud,
si suddividevano in gruppi dalle differenti opinioni, tutti tuttavia
tenevano per il loro paese. Speravano che sul Polo Nord fosse
innalzata la bandiera dalle trentotto stelle. Eppure non potevano fare
a meno di provare una certa inquietudine.
Non era la Russia, n la Svezia-Norvegia, n la Danimarca, n
lOlanda a preoccuparli bens il Regno Unito che stava con le sue
ambizioni territoriali, con la sua tendenza ad assorbire ogni cosa, con
la sua tenacia fin troppo nota, con le sue banconote troppo invadenti.

6
Si veda in questa stessa collana La scuola dei Robinson dello stesso autore.
(N.d.E.)
E cos furono scommesse somme molto forti. Si scommetteva
sullAmerica e sulla Gran Bretagna come si sarebbe fatto per dei
cavalli da corsa, e quasi alla pari. Quanto alla Danimarca, Svezia,
Olanda e Russia bench le offerte fossero di dodici e di tredici e
mezzo, esse non trovavano sostenitori.
Lasta era fissata per mezzogiorno. Fin dal mattino la folla dei
curiosi intralciava la circolazione in Bolton-Street. Lopinione
pubblica era in subbuglio fin dal giorno precedente e tramite il filo
transatlantico i giornali erano stati informati che la maggior parte
delle scommesse, proposte dagli americani, erano state accettate
dagli inglesi, e Dean Toodrink aveva fatto immediatamente affiggere
questa quotazione nella sala delle Auctions. Il governo della Gran
Bretagna, si diceva, aveva messo a disposizione del maggiore
Donellan dei fondi considerevoli... AllAdmiralty-Office, faceva
osservare il New York Herald, i lords dellAmmiragliato facevano
pressione per lacquisto delle terre artiche precedentemente designate
per figurare nella nomenclatura delle colonie inglesi, ecc., ecc.
Che cosa cera di vero in queste notizie, di probabile in queste
chiacchiere? Ma quel giorno a Baltimora le persone di giudizio
pensavano che se la North Polar Practical Association si basava
sulle sole sue forze, la gara si sarebbe conclusa a vantaggio
dellInghilterra. Onde la viva pressione che i pi ardenti yankees
cercavano desercitare sul governo di Washington. In mezzo a tanto
subbuglio la nuova Societ, incarnata nella modesta persona del suo
agente William S. Forster, non pareva curarsi dello scalmanarsi
generale come se fosse indiscutibilmente sicura del proprio successo.
A mano a mano che lora savvicinava, la folla aumentava lungo
Bolton-Street. Tre ore prima che saprissero le porte, non era pi
possibile giungere alla sala della vendita. Lo spazio riservato al
pubblico era gi talmente pieno da sfondare i muri. Solo un certo
numero di posti circondati da una barriera erano stati riservati ai
delegati europei. Era il meno che potessero pretendere per poter
seguire le fasi dellasta e avanzare a proposito le loro offerte.
Cerano Eric Baldenak, Boris Karkof, Jacques Jansen, Jan Harald,
il maggiore Donellan e il suo segretario Dean Toodrink. Essi
formavano un gruppo compatto serrando i gomiti come se fossero
soldati ordinati in una colonna dassalto. E davvero si sarebbe detto
che stessero per lanciarsi allassalto del Polo Nord!
Da parte dellAmerica non sera presentato nessuno, se non il
commerciante di merluzzi, la cui faccia volgare esprimeva la pi
perfetta indifferenza. Sicuramente egli appariva come il meno
emozionato di tutti i presenti, e certo non stava pensando che al
modo di piazzare i carichi che aspettava dalle navi partite da
Terranova. Quali erano i capitalisti rappresentati da quel bravuomo
che stava per maneggiare milioni di dollari?
Era questa una domanda che stuzzicava vivamente la curiosit
pubblica.
Infatti nessuno poteva sognarsi che J. T. Maston e la signora
Evangeline Scorbitt entrassero in qualche modo nella faccenda. E
come lo si sarebbe potuto intuire? Tutti e due si trovavano l, ma
mescolati in mezzo alla folla, senza un posto speciale, circondati da
alcuni dei principali membri del Gun-Club, i colleghi di J. T.
Maston. Apparentemente dei semplici spettatori essi parevano essere
completamente disinteressati alla cosa. E lo stesso William Forster
non aveva laria di conoscerli.
Non neanche il caso di precisare che, contrariamente allusanza
propria delle sale di vendite allincanto, non sarebbe stato possibile
mettere loggetto in vendita a disposizione del pubblico. Non ci si
poteva passare di mano in mano il Polo Nord, n esaminarlo da tutti i
lati, n guardarlo con la lente, n soffogarlo con un dito per
constatare se la patina era vera o artificiale, come si sarebbe fatto per
un oggetto antico. Pure, esso era altroch antico, antecedente
comera allet del ferro, allet del bronzo, allet della pietra, vale a
dire alle epoche preistoriche, perch datava dal principio del mondo!
Comunque se il Polo non figurava sul banco del commissario-
stimatore, una larga carta messa bene in vista degli interessati, stava
ad indicare con linee ben marcate la configurazione delle regioni
artiche. A diciassette gradi sopra il Circolo polare, una linea rossa
ben visibile, tracciata sullottantaquattresimo parallelo, circoscriveva
quella parte del globo di cui la North Polar Practical Association
aveva promosso la vendita. Sembrava che questa regione fosse
occupata da un mare, coperta duna crosta ghiacciata di notevole
spessore. Ma questo era affare dei compratori. Per lo meno essi non
sarebbero stati ingannati sulla natura delloggetto in vendita.
Allo scoccare del mezzogiorno, il commissario-stimatore, certo
Andrew R. Gilmour entr da una porticina che si apriva nella parete
di legno di fondo, e prese posto davanti al suo banco. Gi il gridatore
Flint, dalla voce tonante, andava avanti e indietro con passo pesante
lungo il cancello che tratteneva il pubblico, come un orso in gabbia.
Entrambi si rallegravano al pensiero che la vacazione avrebbe
procurato loro un cospicuo profitto che sarebbero stati ben lieti di
incassare. inteso che la vendita era fatta in contanti, cash, per dirla
come gli americani. Quanto alla somma, per grossa che fosse,
doveva venire integralmente versata nelle mani dei delegati a profitto
degli Stati che non fossero aggiudicatari.
In quel momento la campana della sala, suonando a tutto spiano,
annunci al di fuori - proprio il caso di dire urbi et orbi - che lasta
era stata aperta.
Che momento solenne! Tutti i cuori, del quartiere e della citt,
palpitavano. Da Bolton-Street e dalle vie adiacenti, un lungo
mormorio, come di risacca, propagandosi tra la folla, penetr nella
sala. Andrew R. Gilmour dovette attendere che quel rumore di marea
e di folla si fosse un po calmato per prendere la parola.
Allora si alz e scorse con unocchiata circolare tutti gli astanti.
Poi lasciando ricadere locchialino sul petto, disse con voce un po
emozionata:
Signori, su proposta del governo federale e grazie alladesione
alla suddetta proposta data dai diversi Stati del Nuovo e anche
dellAntico Mondo, noi metteremo in vendita un lotto dimmobili
situati intorno al Polo Nord, cos come risulta entro i limiti
dellottantaquattresimo parallelo, in continenti, mari, stretti, isole,
isolotti, banchine di ghiaccio, parti solide e liquide.
Poi, accennando col dito al muro:
Vogliate dare unocchiata alla carta che stata tracciata dopo
le pi recenti scoperte. Vedrete che la superficie di questo lotto
comprende pressappoco quattrocentosettemila miglia quadrate in un
blocco solo. Cos, per facilitarne la vendita, stato deciso che le
offerte si applicheranno ad ogni miglio quadrato. Un cent
7
varr
dunque, in cifra tonda, quattrocentosettemila cents, e un dollaro
quattrocentosettemila dollari... Silenzio, signori!
Questultima raccomandazione non era superflua, giacch la
impazienza del pubblico si traduceva in un tumulto che il baccano
dellasta avrebbe difficilmente dominato.
Quando fu ristabilito un po di silenzio, soprattutto grazie
allintervento del gridatore Flint, che mugg come una sirena
dallarme in tempo di nebbia, Andrew R. Gilmour riprese a parlare in
questi termini:
Prima di cominciare devo ricordare ancora una delle clausole
dellasta: che limmobile polare sar definitivamente acquistato e che
la sua propriet non potr venire assolutamente contestata da parte
dei venditori, tale quale oggi circoscritto dallottantaquattresimo
grado di latitudine settentrionale, e quali che siano le modifiche
geografiche o meteorologiche che si possano verificare
nellavvenire!
Ancora quella strana clausola, inserita nel documento, che, se
faceva sorridere alcuni, risvegliava la curiosit di molti altri.
Lasta aperta, disse il commissario-stimatore con voce
tuonante. E mentre il martello davorio, gli vibrava ancora nelle
mani, seguendo labitudine del gergo tipico delle aste pubbliche
aggiunse con voce nasale:
Abbiamo acquirenti a dieci cents per miglio quadrato.
Dieci cents, ovvero un decimo di dollaro,
8
faceva una somma di
quarantamilasettecento dollari
9
per tutto limmobile artico.
Che il commissario Andrew R. Gilmour avesse o non avesse
acquirenti per questo prezzo, la sua offerta fu subito coperta per
conto del governo danese da Eric Baldenak.
Venti cents, disse lui.
Trenta cents, disse Jacques Jansen, per conto dellOlanda.
Trentacinque, disse Jan Harald, per conto della Svezia-
Norvegia.

7
La centesima parte di un dollaro, un soldo circa. (N. della prima ed.)
8
50 centesimi. (N, della prima ed.)
9
203.500 franchi. (N. della prima ed.)
Quaranta, disse il colonnello Boris Karkof, per conto di
tutte le Russie.
Questa offerta rappresentava gi una somma di
centosessantaduemilaottocento dollari
10
e lasta era appena
allinizio!
E da notare che il rappresentante della Gran Bretagna non aveva
ancora aperto bocca n dischiuso le labbra che anzi teneva
strettamente serrate.
Dal canto suo William S. Forster, il commerciante di merluzzi, era
chiuso in un mutismo impenetrabile. Anzi in questo momento pareva
assorto nella lettura del Mercurial of New-Found-Land che
riportava gli arrivi e i corsi del giorno sui mercati dAmerica.
A quaranta cents per miglio quadrato ripet Flint con una
voce che finiva in un specie di gorgheggio, a quaranta cents!
I quattro colleghi del maggiore Donellan si guardarono. Avevano
dunque esaurito il loro credito gi allinizio della gara? Eran gi
ridotti al silenzio?
Andiamo, signori, riprese Andrew R. Gilmour, a
quaranta cents!... Chi offre di pi?... Quaranta cents!... Vale ben pi
di questo la calotta polare...
Pareva che volesse aggiungere: ... di puro ghiaccio garantito.
Ma il delegato danese aveva gridato:
Cinquanta cents!
E il delegato olandese aument la cifra di dieci cents.
A sessanta cents per miglio quadrato! grid Flint. A
sessanta cents! Nessuno ha qualcosa da aggiungere?
Questi sessanta cents facevano gi la rispettabile somma di
duecentoquarantaquattromiladuecento dollari.
11
Perci gli astanti accolsero lofferta dellOlanda con un mormorio
di soddisfazione. Cos bizzarro il mondo, che capitava il fatto di
vedere che i pi miserabili cokneys senza un soldo che erano
presenti, i poveri diavoli che avevano le tasche vuote, parevano i pi
interessati in questa gara a colpi di dollari.
Dopo lintervento di Jacques Jansen, il maggiore Donellan,

10
814.000 franchi. (N. della prima ed.)
11
1.221.000 franchi. (N. della prima ed.)
alzando la testa, aveva rivolto unocchiata al suo segretario Dean
Toodrink. Ma per un impercettibile cenno negativo di costui, era
rimasto a bocca chiusa.
Quanto a William S. Forster, sempre profondamente immerso
nella lettura dei suoi prezzi del mercato, prendeva a margine degli
appunti con la matita.
J. T. Maston invece rispondeva con un lieve cenno del capo ai
sorrisi della signora Evangeline Scorbitt.
Andiamo, signori, un po di coraggio! Vediamo di non
languire!... Siamo fiacchi!... Siamo fiacchi!... riprese Andrew R.
Gilmour, Vediamo un po!... Nessuno dice pi nulla?... Dobbiamo
aggiudicare?...
E il suo martello si abbassava e si rialzava come un aspersorio in
mano dun sagrestano.
Settanta cents! disse il professore Jan Harald con voce un
po tremante.
Ottanta! ribatt quasi immediatamente il colonnello Boris
Karkof.
Molto bene!... Ottanta cents! grid Flint, i cui occhioni
tondi si illuminavano con laccendersi della lotta.
Un gesto di Dean Toodrink fece scattare come un diavolo a molla
il maggiore Donellan.
Cento cents! disse con voce perentoria il rappresentante
della Gran Bretagna.
Questa sola parola impegnava lInghilterra per
quattrocentosettemila dollari.
12
Gli scommettitori per il Regno Unito esplosero in un Urr! che
una parte del pubblico ripet facendo eco.
Gli scommettitori per lAmerica si guardarono con un certo
disappunto. Quattrocentosettemila dollari? Era una bella cifra per
questa fantomatica regione del Polo Nord! Quattrocentosettemila
dollari di iceberg, di icefield e di banchine!
E luomo della North Polar Practical Association che non
proferiva verbo, che non rialzava nemmeno la testa! Non si sarebbe

12
2.035.000 franchi. (N. della prima ed.)
dunque mai deciso a fare la sua controfferta? Se aveva voluto
aspettare che i delegati danese, svedese, olandese e russo avessero
esaurito il loro credito, il momento sembrava ora arrivato. Difatti il
loro atteggiamento indicava chiaramente che davanti al cento cents
del maggiore Donellan avevano deciso di abbandonare il campo di
battaglia.
A cento cents per miglio quadrato, grid per due volte il
commissario-stimatore.
Cento cents!... Cento cents!... Cento cents!... ripete il
gridatore Flint facendosi portavoce con la mano socchiusa.
Nessuno offre di pi? ripet Andrew R. Gilmour. Allora
siamo intesi? Siete daccordo?... Nessuno si pente?... Dobbiamo
aggiudicare?
E incurvava il braccio brandendo il suo martello e facendo
scorrere uno sguardo provocatore sugli astanti, i cui mormorii
cessarono in un silenzio pregno di emozione.
Uno?... Due?... ripet.
Centoventi cents, disse tranquillamente William S. Forster,
senza neppure levare gli occhi dopo aver voltato la pagina del
giornale.
Hip! Hip! Hip! gridarono gli scommettitori, che avevano
tenuto per gli Stati Uniti dAmerica le quote pi alte.
Il maggiore Donellan si era drizzato a sua volta. Il suo lungo collo
ruotava meccanicamente nellangolo formato dalle due spalle, e le
sue labbra si allungavano come un becco. Fulminava con lo sguardo
limpassibile rappresentante della compagnia americana, senza
tuttavia riuscire a ottenere una risposta, nemmeno unocchiata. Quel
diavolo di William S. Forster non si scomponeva minimamente.
Centoquaranta, disse il maggiore Donellan.
Centosessanta, disse Forster.
Centoottanta, grid il maggiore.
Centonovanta, mormor Forster.
Centonovantacinque cents! url il delegato della Gran
Bretagna. A questo punto, incrociando le braccia, parve gettare una
sfida ai trentotto Stati della Confederazione.
Si sarebbe potuto udir camminare una formica, nuotare un pesce,
volare una farfalla, strisciare un verme, spostarsi un microbo. Tutti i
cuori battevano. Tutte le vite erano sospese alla bocca del maggiore
Donellan. La sua testa, solitamente in movimento, non si moveva
pi. Quanto a Dean Toodrink, si grattava loccipite al punto da
strapparsi il cuoio capelluto.
Andrew R. Gilmour lasci passare qualche istante che parve
lungo come secoli. Il commerciante di merluzzi continuava a
leggere il suo giornale e a scrivere delle cifre che non avevano
evidentemente alcun rapporto con laffare in questione. Forse anche
lui aveva esaurito il suo credito? Dunque rinunciava a fare unofferta
maggiore? Forse questa somma di cento-novantacinque cents per
miglio quadrato, cio settecentonovantatremila e cinquanta dollari
per lintero immobile, gli sembrava aver raggiunto i limiti
dellassurdo?
Centonovantacinque cents! ripet il commissario-stimatore.
Aggiudichiamo?...
E il suo martello stava per ricadere sulla tavola.
Centonovantacinque cents! ripet il gridatore.
Aggiudicate!... Aggiudicate!
Questa ingiunzione fu lanciata da molti spettatori impazienti,
come se biasimassero lesitazione di Andrew R. Gilmour.
Uno... due... egli grid.
E tutti gli sguardi erano rivolti al rappresentante della North
Polar Practical Association. Ebbene! Questo sorprendente
personaggio si stava soffiando il naso, lungamente, in un ampio
fazzoletto a scacchi, con cui si comprimeva fortemente lorifizio
delle fosse nasali.
Eppure gli sguardi di J. T. Maston lo stavano dardeggiando e gli
occhi della signora Evangeline Scorbitt seguivano la stessa direzione.
Dal pallore dei loro volti si poteva capire quanto violenta fosse
lemozione che tentavano di padroneggiare. Perch William S.
Forster esitava a controbattere il maggiore Donellan?
William S. Forster si soffi il naso una seconda volta e poi una
terza, facendo il rumore di un fuoco dartificio. Ma fra la seconda e
la terza soffiata aveva mormorato con voce mite e modesta:
Duecento cents!
Un lungo brivido attravers la sala. Poi gli Hip! degli americani
echeggiarono fino a far tremare i vetri.
Il maggiore Donellan affranto, vinto, annichilito, era ripiombato a
sedere vicino a Dean Toodrink, non meno distrutto di lui. Il prezzo di
duecento cents, significava lenorme somma di
ottocentoquattordicimila dollari,
13
ed era chiaro che il credito
britannico non gli permetteva di proseguire.
Duecento cents! ripete Andrew R. Gilmour.
Duecento cents! vocifer Flint.
Uno... due!... ripet il commissario. Nessuno offre di
pi? Il maggiore Donellan, con un moto involontario si alz di
nuovo, guard gli altri delegati. Questi ormai potevano solo sperare
in lui per impedire che la propriet del Polo Nord sfuggisse alle
Potenze europee. Ma questo sforzo fu lultimo. Il maggiore apr la
bocca, la richiuse e, con lui, lInghilterra si afflosci sul banco.
Aggiudicato! grid Andrew Gilmour picchiando la tavola
col martello davorio.
Hip!... Hip!... Hip!... Per gli Stati Uniti! urlarono gli
scommettitori della vittoriosa America.
In un istante la notizia dellacquisto si diffuse per tutti i quartieri
di Baltimora, poi attraverso i fili aerei sulla superficie di tutta la
confederazione, poi attraverso i fili sottomarini fece irruzione nel
Vecchio Mondo.
La North Polar Practical Association per mezzo del suo uomo
di paglia, William S. Forster, diventava proprietaria della regione
artica compresa entro lottantaquattresimo parallelo.
Il giorno dopo, quando William S. Forster and a fare la
dichiarazione della commissione, diede il nome di Impey Barbicane,
in cui sincarnava la detta compagnia con la ragione sociale:
Barbicane & C.


13
4.070.000 franchi. (N. della prima ed.)

CAPITOLO IV
NEL QUALE RICOMPAIONO DELLE VECCHIE
CONOSCENZE DEI NOSTRI GIOVANI LETTORI
BARBICANE & C.!... Il presidente dun circolo dartiglieri!... E
cosa centravano degli artiglieri in unoperazione di quel genere? Lo
si vedr.
proprio necessario presentare ufficialmente Impey Barbicane,
presidente del Gun-Club di Baltimora, il capitano Nicholl, J. T.
Maston, Tom Hunter dalle gambe di legno, larzillo Bilsby, il
colonnello Bloomsberry e tutti gli altri loro colleghi? No! Infatti se
questi bizzarri personaggi hanno circa venti anni di pi da quando
attirarono su di s lattenzione del mondo intero, tuttavia essi sono
rimasti pure i medesimi, sempre incompleti fisicamente ma sempre
rumorosi audaci dei veri scatenati quando si tratta di lanciarsi in
qualche straordinaria avventura. Il tempo non ha lasciato tracce su
questa legione di artiglieri a riposo. Li ha rispettati come rispetta i
cannoni fuori uso che fanno bella mostra di s nei musei dei vecchi
arsenali.
Se il Gun-Club, quando venne fondato contava
milleottocentoottantatr membri - parliamo di persone, non di
membri come potrebbero essere braccia o gambe di cui la maggior
parte di essi erano ormai privi - se si gloriano di altri legami col
suddetto Club ben trentamilacinquecentosettantacinque
simpatizzanti, queste cifre non erano affatto diminuite. Al contrario.
Anzi in seguito allinverosimile tentativo che era stato fatto per
creare una comunicazione diretta fra Terra e Luna,
14
la sua celebrit
era aumentata assai.

14
Si veda in questa stessa collana Dalla Terra alla Luna - Intorno alla Luna dello
stesso autore. (N.d.E.)
Non ci si sar di certo dimenticati della risonanza avuta da questo
memorabile esperimento che vai qui pena di riassumere in poche
righe.
Qualche anno dopo la guerra di secessione alcuni membri del
Gun-Club, annoiati del loro ozio serano, proposti di inviare un
missile fin sulla Luna per mezzo dun Columbiad enorme. Si tratta di
un cannone lungo novecento piedi, largo nove nellanima, fuso
solennemente a City-Moon sul suolo della Florida, e poi caricato con
quattrocentomila libbre di cotone da scoppio. Lanciato da questo
cannone, un obice cilindro-conico dalluminio era partito per lastro
notturno sotto la spinta di sei miliardi di litri di gas.
Dopo averne fatto il giro, in seguito a una deviazione della sua
traiettoria era ricaduto sulla Terra sprofondandosi nel Pacifico, a 27
7 di latitudine nord e 41 37 di longitudine ovest. Appunto in questi
paraggi la Susquehanna, fregata della marina federale, laveva
ripescato sulla superficie delloceano per somma fortuna dei suoi
ospiti.
Ospiti veramente! Due membri del Gun-Club, il suo presidente
Impey Barbicane ed il capitano Nicholl, accompagnati da un
francese, noto per essere un audace rompicollo, avevano preso posto
sul proiettile. Tutti e tre erano tornati indietro sani e salvi da questo
viaggio. Ma, se i due americani erano sempre presenti per lanciarsi in
nuove avventure, il francese Michele Ardan non li aveva seguiti.
Tornato in Europa, aveva a quanto pare, fatto fortuna - cosa che
non tralasci di stupire molta gente - ed ora piantava i suoi cavoli, se
li mangiava e se li digeriva anche se dobbiamo credere ai reporters
meglio informati.
Dopo quel successo imprevisto Impey Barbicane e Nicholl
avevano vissuto alle spalle della loro celebrit in una situazione di
riposo relativo. Infatti, sempre desiderosi di grandi imprese
sognavano qualche altra operazione dello stesso genere. I soldi non
mancavano di certo. Gliene avanzavano ancora dallultimo affare -
quasi duecentomila dollari dei cinque milioni e mezzo fruttati loro
dalla sottoscrizione pubblica effettuata nel Nuovo e Antico Mondo.
Inoltre era bastato soltanto che si esibissero negli Stati Uniti dentro al
loro missile dalluminio, come fenomeni in gabbia, perch
riuscissero a realizzare dei buoni incassi e a raccogliere tutta la gloria
a cui pu aspirare lambizione umana pi esigente.
Impey Barbicane e il capitano Nicholl avrebbero dunque potuto
starsene tranquilli se la noia non li avesse consumati. E cos certo per
evadere da quella nazione avevano comprato quel lotto di regioni
artiche.
Tuttavia non dimentichiamo che se era stato fatto lacquisto al
prezzo di ottocentomila dollari, solo perch la signora Evangeline
Scorbitt aveva messo nellaffare la somma che mancava loro. Grazie
a questa donna generosa lEuropa era stata vinta dallAmerica.
Ed ecco la causa di tanta generosit.
Se il presidente Barbicane ed il capitano Nicholl, una volta tornati,
godevano duna celebrit immensa cera un uomo che ne sapeva
trarre buon gioco. Avrete indovinato che stiamo parlando di J. T.
Maston, il focoso segretario del Gun-Club. Non era forse a
quellabile calcolatore che si dovevano le formule matematiche che
avevano permesso di tentare il grande esperimento citato prima? Se
non aveva accompagnato i suoi due colleghi al tempo del loro
viaggio extra-terrestre non era stato certo per paura, corpo di bacco!
Ma perch quel degno artigliere, mutilato del braccio destro, aveva
un cranio di guttaperca, in seguito a uno di quegli incidenti
comunissimi in guerra. Ed in verit, mostrarla ai seleniti sarebbe
stato dar loro unidea pietosa degli abitanti della Terra, di cui la
Luna, dopo tutto, non che lumile satellite.
Con suo profondo rammarico J. T. Maston aveva dunque dovuto
rassegnarsi a non partire. Tuttavia non era rimasto ozioso. Dopo
essersi costruito un immenso telescopio, che fu installato sulla
sommit di Longs Peak, una delle cime pi alte della catena delle
Montagne Rocciose, vi si era recato di persona. Quando poi il missile
che descriveva nel cielo una maestosa traiettoria fu segnalato, egli
non lasci pi il suo posto dosservazione. L, incollato alloculare
del gigantesco strumento, sera fissato di voler seguire i suoi amici, il
cui veicolo aereo percorreva lo spazio.
Bisognava dunque credere che la Terra avesse perduto per sempre
quei temerari viaggiatori. Difatti cera da temere che il missile,
mantenuto in una altra orbita dallattrazione lunare, fosse costretto a
gravitare per leternit intorno allastro notturno come una specie di
sottosatellite. Ma non fu cos. Infatti una deviazione, che potremmo
definire provvidenziale, aveva modificato la direzione del proiettile e
dopo aver fatto il giro della Luna, anzich raggiungerla, trascinato in
una caduta sempre pi accelerata era tornato verso il nostro sferoide
con una velocit che raggiungeva le cinquantasette-milaseicento
leghe allora quando sinabiss nelle profondit del mare.
Fortunatamente le acque del Pacifico avevano attutito la caduta,
della quale era stata testimone la fregata americana Susquehanna.
Immediatamente la notizia fu trasmessa a J. T. Maston. Il segretario
del Gun-Club torn in gran fretta dallosservatorio di Longs Peak,
per eseguire il salvataggio. Furono fatti dei sondaggi nei paraggi
dove era caduto il missile e il fedele J. T. Maston non esit a
indossare anche lo scafandro pur di ritrovare i suoi amici.
In realt non sarebbe stato necessario darsi tanta pena. Il missile
dalluminio, avendo spostato una quantit dacqua superiore al suo
peso, era risalito a galla del Pacifico dopo aver fatto un tuffo
spettacolare. E in queste condizioni il presidente Barbicane, il
capitano Nicholl e Michele Ardan furono ritrovati sulla superficie
dellOceano: giocavano a domino nella loro prigione galleggiante.
Comunque per tornare a J. T. Maston, va precisato che la parte da
lui avuta in queste straordinarie avventure laveva messo in viva
luce.
Certo J. T. Maston non era molto bello con la sua calotta cranica
posticcia e il suo avambraccio destro munito dun uncino metallico.
E non era neanche giovane, dal momento che aveva cinquantotto
anni suonati e risuonati al tempo in cui comincia questo racconto. Ma
il suo carattere originale, lingegno vivace, il fuoco che animava il
suo sguardo, lardore che apportava in ogni impresa avevano fatto di
lui un tipo ideale agli occhi della signora Evangeline Scorbitt.
Inoltre, il suo cervello, protetto sotto la calotta di guttaperca, era
perfettamente intatto, cosicch, a buon diritto, egli passava per uno
dei pi famosi matematici del suo tempo.
E la signora Evangeline Scorbitt - sebbene anche il pi piccolo
calcolo le procurasse lemicrania era vivamente attratta dai
matematici anche se non dalla matematica. Li considerava come
esseri duna specie tutta particolare e superiore. Pensate! Teste in cui
le x sobbalzano come noci entro un sacco; cervelli che si
trastullano coi segni algebrici, mani che maneggiano le integrali
triple come farebbe un equilibrista coi suoi bicchieri e le sue
bottiglie, intelligenze che capiscono qualche cosa in formule di
questo genere:

(x y z) dx dy dz

S! Questi scienziati le parevano degni della pi grande
ammirazione e tali da giustificare pienamente il fatto che una donna
si sentisse attratta verso di loro in modo direttamente proporzionale
alle masse e inversamente proporzionale al quadrato delle distanze. E
J. T. Maston era appunto abbastanza corpulento per esercitare su di
lei unattrazione irresistibile e, quanto alla distanza, essa diverrebbe
assolutamente nulla se mai potessero essere luno dellaltra.
Confesseremo che tutto ci non poteva fare a meno di
preoccupare il segretario del Gun-Club il quale non aveva mai
cercato la felicit in unioni cos strette. Del resto, la signora
Evangeline Scorbitt era gi lontana dalla prima giovinezza - e anche
dalla seconda - coi suoi quarantacinque anni, i capelli impiastrati
sulle tempie come una stoffa tinta e ritinta, la sua bocca
eccessivamente fornita di denti troppo lunghi, che conservava
disgraziatamente dal primo allultimo, la sua figura mal modellata, la
sua andatura sgraziata. Insomma, aveva laria duna vecchia zitella
bench fosse stata sposata - solo per pochi anni in verit. In ogni caso
era uneccellente persona, alla quale nessuna gioia terrestre sarebbe
mancata quando avesse potuto farsi annunciare nei salotti di
Baltimora col nome di signora Maston.
La ricchezza di questa vedova era considerevole. Non che lo fosse
come i Gould, i Mackay, i Vanderbilt, i Gordon Bennett, la cui
fortuna passava il miliardo e che potevano fare lelemosina a un
Rothschild! Non che possedesse trecento milioni come la signora
Stewart, ottanta milioni come la signora Crocker - tre vedove, sia ben
chiaro! n che fosse ricca come la signora Hammersley, la signora
Helly Green, la signora Maffitt, la signora Marshall, la signora Para
Stevens, la signora Mintury e altre! Tuttavia ella avrebbe avuto il
diritto di partecipare al famoso banchetto del Fifth-Avenue Hotel, a
New York, dove non erano ammessi ospiti che non fossero almeno
cinque volte milionari. In realt la signora Evangeline Scorbitt
disponeva di quattro buoni milioni di dollari, ossia venti milioni di
franchi, che aveva ereditato da John P. Scorbitt, arricchitosi nel
duplice commercio di articoli di moda e di carni di maiale salate.
Ebbene! Quella generosa vedova sarebbe stata ben felice di
impiegare tale fortuna a profitto di J. T. Maston, al quale avrebbe
portato un tesoro di tenerezza ancor pi inesauribile.
Frattanto, su richiesta di J. T. Maston, la signora Evangeline
Scorbitt aveva acconsentito volentieri a mettere qualche centinaio di
migliaia di dollari nellaffare della North Polar Practical
Association senza neppur sapere di cosa si trattasse. Comunque J.
T. Maston stesso costituiva per lei una garanzia a che limpresa fosse
grandiosa, sublime, sovrumana. Il passato del segretario del Gun-
Club era garanzia per lavvenire.
Figuriamoci poi se non ebbe piena fiducia dopo lacquisto,
quando, in seguito alla dichiarazione della commissione, venne a
sapere che il Consiglio dAmministrazione della nuova Societ
sarebbe stato presieduto dal presidente del Gun-Club sotto la ragione
sociale: Barbicane & C. Dal momento che J. T. Maston faceva parte
dell& C., non avrebbe dovuto rallegrarsi di esserne lei la
maggiore azionista?
E cos la signora Evangeline Scorbitt si ritrov proprietaria, per la
parte pi grossa, di quel tratto delle regioni boreali circoscritte
dallottanta-quattresimo parallelo. Benone! Ma che cosa ne avrebbe
fatto? O piuttosto come poteva la Societ pensare di trarre un profitto
qualsiasi da quella terra inaccessibile?
Era sempre la stessa domanda che, se dal punto di vista degli
interessi economici interessava molto seriamente la signora
Evangeline Scorbitt, dal punto di vista della curiosit generale
interessava pure il mondo intero.
Questa donna eccellente aveva bens tentato - con molta
discrezione, del resto - di indagare presso J. T. Maston a questo
proposito, prima di mettere a disposizione dei promotori dellimpresa
i suoi fondi. Ma J. T. Maston si era invariabilmente mantenuto nel
pi stretto riserbo.
La signora Evangeline Scorbitt avrebbe ben presto saputo che
cosa egli andava rimuginando ma non prima che fosse giunta lora
di sbalordire luniverso col portare a sua conoscenza lo scopo che si
era prefisso la nuova Societ!...
Senza dubbio, nel suo pensiero, si trattava duna impresa che,
come ha detto Jean-Jacques non ebbe mai esempio e non avr mai
imitatori, duna opera che avrebbe addirittura fatto scomparire al
suo confronto il tentativo fatto dai membri del Gun-Club per entrare
in comunicazione diretta col satellite terrestre.
Se lei insisteva, J. T. Maston, mettendosi luncino sulle labbra
socchiuse, si limitava a dire:
Cara signora Scorbitt, abbiate fiducia!
E se la signora Evangeline Scorbitt aveva avuto fiducia prima,
quale immensa gioia dovette provare dopo quando il focoso
segretario attribu a lei il merito del trionfo degli Stati Uniti
dAmerica e la disfatta dellEuropa settentrionale.
Ma adesso potr finalmente sapere... domand sorridendo
alleminente matematico.
Saprete presto! rispose J. T. Maston, stringendo
vigorosamente la mano della sua associata.
Questa scossa ottenne leffetto immediato di calmare limpazienza
della signora Evangeline Scorbitt.
Qualche giorno dopo, lAntico e il Nuovo Mondo non furono
meno scossi - per non parlare della scossa che li aspettava in seguito
- quando si venne a conoscenza del progetto assolutamente insensato,
per la cui realizzazione la North Polar Practical Association aveva
promosso una sottoscrizione pubblica.
Infatti, la Societ aveva acquistato quella porzione delle regioni
circumpolari allo scopo di sfruttare... le miniere di carbon fossile del
Polo boreale!

CAPITOLO V
INNANZI TUTTO, BISOGNA DIMOSTRARE CHE CI
SIANO MINIERE DI CARBON FOSSILE VICINO AL
POLO NORD
QUESTA fu la prima domanda che si affacci alla mente di tutte le
persone fornite duna certa logica.
Perch dovrebbero esserci giacimenti di carbon fossile nei
dintorni del Polo? chiedevano alcuni.
E perch non ce ne dovrebbero essere? rispondevano altri.
Come sapete gli strati di carbone sono distribuiti in molti punti della
superficie terrestre. Abbondano in diverse regioni dellEuropa.
Quanto alle due Americhe esse ne possiedono di considerevoli, e
forse gli Stati Uniti sono quelli pi largamente forniti. Del resto essi
non mancano in Africa, n in Asia, n in Oceania.
A mano a mano che procede la scoperta di tutti i vari territori del
globo, si scoprono dei giacimenti in tutti gli strati geologici:
lantracite negli strati pi antichi, il carbon fossile negli strati
carboniferi superiori, il litantrace negli strati secondari, la lignite
negli strati terziari.
Il combustibile minerale non sar dunque esaurito prima di un
periodo che viene valutato intorno alle centinaia danni.
Eppure lestrazione del carbone, di cui lInghilterra da sola
produce centosessanta milioni di tonnellate, raggiunge in tutto il
mondo i quattrocento milioni di tonnellate ogni anno. Tra laltro non
pare che un simile consumo debba smettere di aumentare col
crescere quotidiano delle esigenze industriali.
Quandanche si sostituisse al vapore lelettricit come forza
motrice, sar sempre necessario un ugual consumo di carbon fossile
per la produzione di questa forza. Quel grande stomaco rappresentato
dallindustria non si nutre che di carbone; esso non mangia altro.
Lindustria un animale carbonivoro: bisogna nutrirlo a dovere.
E poi il carbone non soltanto un combustibile, ma anche la
sostanza della terra da cui la scienza ricava attualmente la maggior
parte dei prodotti e sottoprodotti impiegati per tanti svariati usi. Con
le trasformazioni che subisce nei crogioli del laboratorio, lo si pu
tingere, inzuccherare, profumare, vaporizzare, purificare, scaldare,
illuminare e ornare per ottenere del diamante. utile quanto il ferro,
o forse anche di pi.
Fortunatamente, quanto a questultimo metallo, non c da temere
si possa mai esaurire, poich componente stessa del globo terrestre.
In realt la terra va considerata come una massa di ferro pi o
meno carburato allo stato di fluidit ignea, ricoperta di silicati liquidi,
sorta di scoria avvolta dalle rocce solide e dallacqua. Gli altri
metalli, cos come lacqua e la pietra, non entrano se non in minima
parte nella composizione del nostro sferoide.
Ma, se il consumo di ferro garantito fino alla fine dei secoli,
quello del carbon fossile non lo affatto. Al contrario. Le persone
previdenti che si preoccupano dellavvenire, anche quando esso
dellentit di molte centinaia danni, devono andare in cerca dei
giacimenti di carbone ovunque la previdente natura li ha creati nelle
ere geologiche.
Ottimo! rispondevano gli oppositori.
Negli Stati Uniti, come del resto anche altrove, ci si imbatte in
certa gente che, per invidia o per dispetto, pensa solo a denigrare,
senza contare tutti coloro che contraddicono solo per il gusto di
contraddire.
Ottimo! dicevano questi oppositori. Ma perch ci dovrebbe
essere del carbone al Polo Nord?
Perch? replicavano i partigiani del presidente Barbicane.
Perch molto probabilmente allepoca delle formazioni
geologiche il volume del Sole era tale, secondo la teoria del signor
Blandet, che la differenza di temperatura fra lEquatore e i due Poli
era pressoch irrilevante. A quei tempi le regioni settentrionali del
globo erano ricoperte da immense foreste molto prima
dellapparizione delluomo, quando il nostro pianeta era ancora
sottoposto allazione permanente del calore e dellumidit.
Tutto questo dai giornali, dalle riviste, dai periodici che
parteggiavano per la Societ, in migliaia di articoli svariati, a volte
piacevolmente ameni, a volte strettamente scientifici. Queste foreste,
sprofondate allepoca degli enormi sconvolgimenti che turbarono il
globo prima che esso assumesse laspetto definitivo, dovevano
certamente essersi trasformate in miniere di carbone per lazione del
tempo, delle acque, del calore interno. Perci era pi che ammissibile
questa ipotesi, secondo la quale la regione polare sarebbe stata ricca
di giacimenti di carbone, pronti a svelarsi al primo colpo di piccone
di un minatore.
Tra laltro cerano dei fatti, dei fatti innegabili. Anche i pi
positivi, che non vogliono basarsi su delle semplici probabilit, non
potevano metterli in dubbio, ed erano di tal natura da giustificare la
ricerca di differenti variet di carbone sulla superficie delle regioni
boreali.
Appunto su questo stavano discutendo il maggiore Donellan e il
suo segretario, nellangolo pi nascosto della taverna dei Two
Friends.
Vuoi vedere diceva Dean Toodrink che questo
Barbicane, possa Beny morire impiccato, aveva ragione?
probabile rispose il maggiore Donellan, anzi
aggiunger che devessere certo.
Ma allora ci sarebbe da guadagnare una vera fortuna a sfruttare
le regioni polari!
Certamente! rispose il maggiore. Se lAmerica del nord
possiede vasti giacimenti di combustibile minerale, se spesso se ne
scoprono di nuovi fuori dubbio che ce ne sono comunque ancora di
molto importanti da scoprire, signor Toodrink. E le terre artiche
sembrano essere una appendice di questo continente americano. La
formazione e laspetto sono identici. In particolare la Groenlandia
un prolungamento del Nuovo Mondo, ed certo che la Groenlandia
attaccata allAmerica...
Come una testa di cavallo, di cui ha la forma, attaccata al
corpo dellanimale, osserv il segretario del maggiore Donellan.
Aggiunger riprese questi che quando compiva le sue
esplorazioni in Groenlandia, il professore Nordenskild ha trovato
formazioni sedimentarie costituite da arenaria e da scisti con
infiltrazioni di lignite che racchiudono una considerevole quantit di
piante fossili. Solo nello stretto di Disko il danese Stonstrup ha
localizzato settantun giacimenti dove abbondano le impronte
vegetali, indiscutibili testimonianze di quella ricca vegetazione che
una volta ricopriva con una straordinaria abbondanza la zona attorno
allasse polare.
Ma pi in alto? domand Dean Toodrink.
Pi in alto o pi lontano, verso nord, replic il maggiore,
la presenza delle miniere di carbone si materialmente provata, e
pare che basti chinarsi per trovarne. Dunque, se il carbone tanto
largamente diffuso sulla superficie di quelle regioni, non logico
dedurre che quasi sicuramente i loro giacimenti sono nascosti fin nei
pi profondi meandri della crosta terrestre?
Il maggiore Donellan aveva ragione. Egli conosceva a fondo la
questione delle formazioni geologiche attorno al Polo boreale, e
appunto a causa di ci egli risultava essere il pi irritato di tutti gli
inglesi in questa occasione. E probabilmente avrebbe continuato
ancora a lungo questo discorso se non si fosse accorto che gli altri
occupanti della taverna cercavano di udire ci che stava dicendo.
Dean Toodrink e lui giudicarono pi prudente mantenere il riserbo,
dopo che il suddetto Toodrink ebbe fatto questultima osservazione:
Non vi siete meravigliato duna cosa, maggiore Donellan?
Di quale cosa?
Del fatto che in questo affare, ove cera da aspettarsi che
centrassero degli ingegneri o per lo meno navigatori, trattandosi del
Polo e delle sue miniere, siano invece degli artiglieri a dirigerlo!
Giusto, rispose il maggiore; ed una cosa che lascia
proprio sorpresi!
Frattanto ogni mattina i giornali tornavano alla riscossa a
proposito dei giacimenti...
Dei giacimenti? E quali giacimenti? domand la Pali Mail
Gazette in articoli infuocati suggeriti dalla pi alta rappresentanza
del commercio inglese che blaterava contro le argomentazioni della
North Polar Practical Association.
Quali? risposero i redattori del Daily-News di Charleston,
apertamente sostenitori del presidente Barbicane. Ma, innanzitutto,
quelli che furono riconosciuti dal capitano Nares, nel 1875-76, al
confine dellottantaduesimo grado di latitudine, insieme agli strati
che stanno a indicare lesistenza duna flora miocenica, ricca di
pioppi, di faggi, di viburni, di noccioli, e di conifere.
E, nel 1881-1884 aggiungeva il cronista scientifico del New
York Wittness, durante la spedizione del tenente Greely alla baia
di lady Franklin, non stato forse scoperto dai nostri connazionali
uno strato di carbone a poca distanza da forte Conger nella baia
Watercourse? E il dottor Pavy non ha forse sostenuto con valide
ragioni che queste regioni non sono affatto sprovviste di depositi
carboniferi, verosimilmente destinati dalla preveggente natura a
combattere, un giorno, il freddo di quei luoghi desolati?
chiaro che, quando venivano citati dei fatti cos incontestabili
basandosi sullautorit di arditi scopritori americani, gli avversari del
presidente Barbicane non sapevano pi che cosa rispondere. E cos i
partigiani del perch dovrebbero esserci giacimenti? cominciavano
ad abbassare la bandiera di fronte ai partigiani del perch non ce ne
dovrebbero essere?. Ebbene, s! Ce nerano, e probabilmente di
notevole portata. Il sottosuolo circumpolare celava grandi quantit
del prezioso combustibile, appunto sepolto nelle viscere di quelle
regioni in cui la vegetazione un tempo era lussureggiante.
Ma, se perdevano terreno sulla questione delle miniere di carbone,
della cui esistenza nelle regioni artiche non si poteva pi dubitare, i
denigratori si prendevano la dovuta rivincita esaminando la questione
sotto un altro aspetto.
Sia pure! disse un giorno il maggiore Donellan in seguito a
una discussione orale che lui stesso provoc proprio nella sala del
Gun-Club, e durante la quale egli interpell il presidente Barbicane
da uomo a uomo. Sia pure! Lo ammetto e anzi lo affermo. Ci sono
delle miniere di carbone nel territorio acquistato dalla vostra Societ;
ma allora... andate a sfruttarle!
proprio quello che faremo rispose tranquillamente Impey
Barbicane.
Oltrepassate dunque lottantaquattresimo parallelo, al di l del
quale nessun esploratore ha mai potuto spingersi!
Lo passeremo!
E perch non dite che raggiungerete addirittura lo stesso Polo?
Lo raggiungeremo!
E a udire il presidente del Gun-Club rispondere con tanto sangue
freddo e tanta sicurezza, a vedere cos chiaramente e nettamente
confermata questa asserzione, anche i pi ostinati si dichiararono
esitanti. Si sentivano al cospetto dun uomo che non aveva perduto
nulla delle sue qualit duna volta, calmo, freddo, estremamente serio
e assorto, esatto come un cronometro, temerario ma mai al punto da
perdere il suo spirito pratico, anche nelle imprese pi avventurose...
Se il maggiore Donellan avesse un furioso desiderio di strangolare
il suo avversario, lo possono ben immaginare tutti coloro che hanno
avuto loccasione di accostare questo stimabile ma tempestoso
gentiluomo. Ma tant! Il presidente Barbicane era pi che solido, sia
moralmente che fisicamente, era di stazza notevole, per usare una
metafora di Napoleone, e conseguentemente era in grado di sfidare
vento e marea. I suoi nemici, i suoi rivali, gli invidiosi lo sapevano
anche troppo bene.
Tuttavia, siccome non possibile impedire agli amanti dello
scherno di abbandonarsi allo scherno, appunto sotto questa forma si
scaten lirritazione accumulata contro la nuova societ. Vennero
attribuiti al presidente del Gun-Club i propositi pi assurdi. Fu subito
vittima della caricatura, in Europa e in particolare nel Regno Unito,
che non riusciva a digerire il proprio insuccesso al tempo di quella
famosa battaglia in cui i dollari avevano vinto le sterline.
Ah! Quello yankee aveva affermato che avrebbe raggiunto il Polo
boreale! Ah! Egli avrebbe messo piede ove nessun essere umano
laveva ancora messo mai!... Ah! Egli avrebbe piantata la bandiera
degli Stati Uniti sul solo punto del globo terrestre che se ne sta
eternamente immobile, mentre gli altri sono trascinati nel movimento
diurno.
La fantasia dei caricaturisti aveva di che sbizzarrirsi!
Nelle vetrine delle librerie principali, nei chioschi delle grandi
citt dEuropa come nelle citt importanti della Confederazione -
paese libero per eccellenza - apparvero schizzi e disegni che
mostravano un presidente Barbicane alla ricerca dei mezzi pi
strambi per raggiungere il Polo.
In uno laudace americano, aiutato da tutti i membri del Gun-
Club, con la zappa in mano, scavava un tunnel sottomarino attraverso
la massa dei ghiacci sommersi, dai primi banchi fino al novantesimo
grado di latitudine settentrionale, per sbucare proprio alla punta
dellasse.
In un altro, Impey Barbicane, accompagnato da J. T. Maston,
molto somigliante, e dal capitano Nicholl, scendeva in pallone su
quel luogo tanto sospirato e dopo un tentativo spaventoso, al prezzo
di mille pericoli, tutti e tre conquistavano un pezzo di carbone... del
peso di mezza libbra, cio tutto ci che conteneva il famoso
giacimento delle regioni circumpolari.
Si scherniva anche, in un numero del Punch, giornale inglese,
J. T. Maston, preso di mira non meno del suo capo, dai caricaturisti.
Dopo essere stato attirato, in virt dellattrazione del polo magnetico,
il segretario del Gun-Club era irresistibilmente inchiodato al suolo
dal suo uncino metallico.
A questo proposito, dobbiamo precisare che il celebre matematico
aveva un temperamento troppo suscettibile per prendere dal lato
scherzoso queste ironie che lo offendevano nel suo aspetto personale.
Ne fu estremamente indignato, e la signora Evangeline Scorbitt,
come si pu immaginare, non fu da meno nel condividere la sua
giusta indignazione.
Unaltra caricatura sulla Lanterne magique di Bruxelles,
rappresentava Impey Barbicane e i membri del Consiglio
damministrazione della Societ agire in mezzo alle fiamme, come
tante incombustibili salamandre. Per sciogliere i ghiacci delloceano
paleocristico essi avrebbero avuto lidea di rovesciare sulla sua
superficie un mare di alcool, poi dar fuoco a questo mare,
trasformando cos il bacino polare in unimmensa tazza di punch.
E giocando sulla parola punch, il disegnatore belga aveva
spinto la sua irriverenza fino a rappresentare il presidente del Gun-
Club sotto laspetto dun ridicolo pulcinella.
15
Ma di tutte le caricature, quella che ottenne maggior successo fu

15
Punch, in. inglese, significa pulcinella. (N.d.A.)
pubblicata dal giornale francese Charivari firmata dal disegnatore
Stop. Nel ventre di una balena, confortevolmente ammobiliato e
imbottito, Impey Barbicane e J. T. Maston, seduti a un tavolo
giocavano a scacchi in attesa di arrivare a destinazione. Novelli
Giona, il presidente e il suo segretario non avevano esitato a farsi
inghiottire da un enorme mammifero marino, e, con questo nuovo
mezzo di locomozione, dopo esser passati sotto le banchine di
ghiaccio, contavano di raggiungere linaccessibile Polo.
In fondo il flemmatico direttore della nuova Societ si curava ben
poco di queste intemperanze di penna e matita; egli lasciava dire,
cantare, parodiare e prendere in giro. Non per questo si dedicava
meno alla sua impresa.
Improvvisamente, dopo una decisione presa in consiglio, la
Societ, definitivamente padrona di sfruttare la regione polare, il cui
possesso le era stato conferito dal governo federale, fece appello a
una pubblica sottoscrizione per la somma di quindici milioni di
dollari. Le azioni, emesse a cento dollari, sarebbero sfate liberate con
un unico versamento. Ebbene! Era tale il credito di Barbicane e C,
che i sottoscrittori affluirono. Ma bisogna sottolineare che
appartenevano quasi tutti ai trentotto stati della Confederazione.
Tanto meglio! dissero i partigiani della North Polar
Practical Association. Cos limpresa sar proprio americana!
In breve, la faccia con cui si presentava Barbicane e C. era
talmente solida, gli speculatori credevano con tale tenacia nella
realizzazione delle sue promesse industriali, erano cos
imperturbabili nellammetterle lesistenza delle miniere di carbon
fossile del Polo boreale e la possibilit di sfruttarle, che il capitale
della nuova Societ fu sottoscritto tre volte.
Le sottoscrizioni dovettero cos venir ridotte di due terzi, e in data
16 dicembre il capitale sociale fu definitivamente costituito in
seguito a un incasso di quindici milioni di dollari.
Corrispondeva a circa tre volte di pi della somma sottoscritta a
favore del Gun-Club al tempo del grande esperimento del missile
inviato dalla Terra alla Luna.
CAPITOLO VI
NEL QUALE VIENE INTERROTTA UNA
CONVERSAZIONE TELEFONICA TRA LA SIGNORA
SCORBITT E J. T. MASTON
NON SOLO il presidente Barbicane aveva dichiarato che avrebbe
raggiunto il suo scopo ed ora il capitale di cui disponeva gli
avrebbe permesso di arrivarci senza incontrare nessun ostacolo - ma
certo egli non avrebbe avuto laudacia di fare appello a dei capitali se
non fosse stato sicuro del successo.
Il Polo Nord stava dunque per esser conquistato dallardito
ingegno delluomo!
Il sogno sera avverato: il presidente Barbicane e il suo Consiglio
damministrazione avevano i mezzi per riuscire l dove tanti altri
avevano fallito. Avrebbero fatto ci che non avevano potuto fare n
Franklin, n Kane, n De Long, n Nares, n Greely. Avrebbero
oltrepassato lottantaquattresimo parallelo, avrebbero preso possesso
dellampia porzione di globo acquistata con lultima asta, e
avrebbero aggiunto alla bandiera americana la trentanovesima stella
del trentanovesimo stato annesso alla Confederazione americana.
Fanfaroni! continuavano a ripetere i delegati europei e i loro
partigiani del Vecchio Mondo.
Tuttavia niente di pi vero, e il mezzo pi pratico, logico e
indiscutibile per conquistare il Polo Nord - mezzo duna semplicit
tale da parer quasi infantile - era stato suggerito da J. T. Maston. Era
nel suo cervello, dove le idee cuocevano in una materia cerebrale in
perpetua ebollizione, che si era maturato il progetto di una simile
impresa geografica e il mezzo per condurla a buon fine.
Non lo ripeteremo mai abbastanza, il segretario del Gun-Club era
un matematico di primordine, oseremmo dire un testone, se
questa parola avesse un significato diametralmente opposto a quello
che il volgo le attribuisce. Per lui era un gioco risolvere i problemi
pi complicati. Per lui erano vere sciocchezze tutte le difficolt che si
riscontrano nella scienza delle grandezze, cio lalgebra, e nella
scienza dei numeri, cio laritmetica. E bisognava vederlo come si
destreggiava abilmente tra i simboli e i segni convenzionali che
formano il linguaggio algebrico, sia che con le lettere dellalfabeto
rappresentino quantit o grandezze, sia che, con linee accoppiate o
incrociate, indichino i rapporti che si possono stabilire tra le quantit
e le operazioni relative.
I coefficienti, gli esponenti, i radicali, gli indici e le altre formule
usate in questo linguaggio: tutti questi segni svolazzavano sotto la
sua penna, o meglio sotto il pezzetto di gesso che si agitava in cima
al suo uncino di ferro, perch egli amava molto lavorare sulla
lavagna! E l, su quella superficie di dieci metri quadrati - il minimo
per J. T. Maston - egli si abbandonava allardore della sua mente
algebrica.
E nei suoi calcoli non si serviva certo di piccole cifre, tuttaltro!
Erano cifre fantastiche, gigantesche, tracciate con mano focosa. I 2 e
i 3 sembravano ochette di carta a spasso; i 7 parevano delle forche:
non ci mancava che limpiccato; gli 8 si curvavano come grosse paia
di occhiali; i 6 e i 9 si prolungavano in code interminabili.
E le lettere con cui scriveva le formule, le prime dellalfabeto: a,
b, c, che gli servivano per indicare quantit note o date, e le ultime: x,
y, z, di cui si serviva per le quantit sconosciute o da determinare,
come erano tracciate con mano sicura, senza ghirigori e soprattutto le
z che si contorcevano in zig-zag formidabili! E che morbidezza
invece per le lettere greche, le le , le , ecc. di cui anche
Archimede od Euclide sarebbero andati fieri!
Quanto ai segni, tracciati con il gesso in linee pure e senza
macchie, erano semplicemente meravigliosi. I + mostravano proprio
che quel segno indica la somma di due quantit. I , se anche pi
umili, facevano tuttavia una bella figura. Le si rizzavano come
croci di S. Andrea; quanto agli =, quei due tratti rigorosamente
uguali indicavano decisamente che J. T. Maston apparteneva a un
paese dove leguaglianza non frase vana, almeno fra la gente di
razza bianca. Altrettanta grandiosit di fattura per i <, e per i >, per i
disegnati con proporzione straordinaria. Quanto poi al segno , che
indica la radice dun numero o duna quantit, era un vero trionfo, e
quando lo completava con una linea orizzontale, cos:

sembrava che quel braccio indicatore, passando i limiti della
lavagna, minacciasse il mondo intero di volerlo sottomettere alle sue
equazioni furibonde! E non crediate che lintelligenza matematica di
J. T. Maston si limitasse unicamente allalgebra elementare! Affatto!
Il calcolo differenziale, il calcolo integrale, il calcolo delle varianti
gli erano familiari, mentre tracciava con mano sicura il famoso segno
di integrale, questa lettera spaventosa nella sua semplicit,

somma duninfinit di elementi infinitamente piccoli!
Lo stesso era per il segno che rappresenta la somma dun
numero finito di elementi finiti, del segno col quale i matematici
indicano linfinito e di tutti i misteriosi simboli di cui si serve questa
lingua incomprensibile per i comuni mortali.
Insomma quest uomo sorprendente sarebbe stato in grado
dinnalzarsi fino agli ultimi stadi delle vette matematiche.
Ecco chi era J. T. Maston! Ed ecco perch i suoi colleghi avevano
piena fiducia in lui quando egli si incaricava di risolvere i pi astrusi
calcoli suggeriti dai loro vulcanici cervelli! Ed ecco a chi il Gun-
Club aveva affidato il problema di inviare un missile dalla Terra alla
Luna! E, per finire, ecco perch la signora Evangeline Scorbitt,
inebriata dalla sua gloria, nutriva per lui una ammirazione che
sconfinava nellamore.
Del resto nel caso presente - cio la soluzione del problema della
conquista del Polo boreale - J. T. Maston non avrebbe avuto bisogno
di involarsi per le sublimi vette dellanalisi. Per permettere ai nuovi
padroni del territorio artico di sfruttarlo, il segretario del Gun-Club
non aveva che da risolvere un problema di meccanica, problema
senzaltro complicato, che avrebbe richiesto formule ingegnose,
forsanche nuove, ma da cui sarebbe uscito con onore.
Decisamente, ci si poteva fidare di J. T. Maston, quantunque il
bench minimo errore comportasse la perdita di milioni. Mai, fin
dallet in cui la sua testa di ragazzo aveva cominciato ad esercitarsi
nelle prime nozioni dellaritmetica, egli aveva commesso un errore,
neppure dun millesimo di micron,
16
quando i suoi calcoli avevano lo
scopo di misurare una lunghezza. Se si fosse sbagliato anche solo
dun ventesimo di decimo, non avrebbe esitato a farsi saltare il cranio
di guttaperca!
Era necessario insistere su questa attitudine cos caratteristica di J.
T. Maston. Labbiamo fatto. Ora si tratta invece di mostrarlo
allopera, e, a questo proposito indispensabile rifarsi a qualche
settimana prima.
Circa un mese prima della pubblicazione del documento
indirizzato agli abitanti dei due Mondi, J. T. Maston si era incaricato
di mettere in cifre gli elementi del progetto di cui aveva illustrato ai
suoi colleghi le fantastiche conseguenze.
Da vari anni J. T. Maston abitava al n. 179 di Franklin-Street, una
delle vie pi tranquille di Baltimora, lontano dal quartiere degli affari
dei quali non voleva sapere nulla, lontano dal frastuono della folla
che gli ripugnava.
L viveva in una casa modesta che si chiamava Balistic-Cottage,
non avendo al suo attivo che la pensione dufficiale dartiglieria, e il
compenso che gli toccava in qualit di segretario del Gun-Club.
Viveva da solo, col suo servo negro Fire-Fire - Fuoco-Fuoco -
soprannome adatto al servitore dun artigliere. Il quale per non era
un servitore, bens un servente
17
anzi un primo servente, ed egli
serviva il suo padrone come avrebbe servito il suo cannone.
J. T. Maston era uno scapolo convinto, persuaso che il celibato
fosse ancora lunica situazione accettabile in questo mondo
sublunare. Conosceva il proverbio slavo: Una donna tira di pi con
un solo capello che non quattro buoi allaratro!, e diffidava.
E difatti, se occupava tutto da solo il Balistic-Cottage, era perch
lui stesso voleva cos. Sappiamo che non avrebbe avuto che un gesto
da fare per mutare la sua solitudine in una solitudine a due, e il suo

16
Il micron, misura usata in ottica, corrisponde a un millesimo di millimetro.
(N.d.A.)
17
Nel linguaggio militare servente al pezzo il soldato addetto all'impiego di un
pezzo d'artiglieria. (N.d.T.)
mediocre appannaggio in quello dun milionario. Non poteva aver
dubbi: la signora Evangeline Scorbitt sarebbe stata felice di... Ma,
almeno fino ad ora, J. T. Maston non sarebbe stato felice di... E
pareva ormai indubbio che questi due esseri fatti proprio luno per
laltro - o cos almeno la pensava la nostra buona vedova - non
sarebbero mai giunti ad attuare questa benedetta trasformazione.
Il cottage era molto semplice. Una veranda al pianterreno e un
piano superiore. Un salottino e una sala da pranzo da basso, con la
cucina e la dispensa situati in una costruzione annessa sul retro del
giardinetto. Di sopra, la camera da letto che dava sulla strada e uno
studiolo che dava verso il giardino, completamente riparato dai
rumori esterni.
Buen retiro dello scienziato e del savio, fra le cui mura erano stati
risolti uninfinit di calcoli, e che lo stesso Newton, o Laplace o
Cauchy gli avrebbero invidiato.
Che differenza col palazzo della signora Evangeline Scorbitt, che
sorgeva nel ricco quartiere di New-Park, con la facciata a balconi,
rivestita delle fantasie scultoree dellarchitettura anglo-sassone,
insieme gotica e rinascimentale, le sale riccamente arredate, il
grandioso vestibolo, le gallerie piene di quadri nelle quali trovavano
posto i pi grandi maestri francesi; lo scalone a due rampe, i
numerosi domestici, le scuderie, le rimesse, il giardino col prato ben
tenuto, gli alberi maestosi, le fontane zampillanti, e la torre che
dominava linsieme delle costruzioni in cima alla quale la brezza
agitava la bandiera blu ed oro degli Scorbitt!
Tre miglia! Gi! Tre lunghe miglia almeno separavano il palazzo
di New-Park dal Balistic-Cottage, ma un apposito filo telegrafico
congiungeva le due abitazioni, e, con un Allo allo! che chiedeva la
comunicazione fra il cottage e il palazzo, la conversazione aveva
inizio. I corrispondenti non potevano vedersi, ma potevano udirsi.
Nessuna meraviglia che la signora Evangeline Scorbitt chiamasse J.
T. Maston davanti alla lastra vibrante, pi sovente di quanto facesse
J. T. Maston con la signora Evangeline Scorbitt. Allora il matematico
lasciava il suo lavoro, non senza un certo disappunto, riceveva un
amichevole buongiorno, rispondeva con un grugnito di cui la
corrente elettrica - speriamolo! - addolciva lintonazione poco
galante, per poi ritornare ai suoi problemi.
Fu esattamente il giorno 3 ottobre che, dopo unultima e lunga
conferenza, J. T. Maston si conged dai suoi colleghi per dedicarsi al
lavoro. Compito importantissimo quello di cui si era incaricato,
poich si trattava di calcolare i processi meccanici che avrebbero
permesso di arrivare al Polo boreale e di sfruttare i giacimenti sepolti
sotto i suoi ghiacci.
J. T. Maston aveva stimato di aver bisogno di circa otto giorni per
compiere il suo misterioso lavoro, complicato e delicato insieme,
perch richiedeva la soluzione di varie equazioni che chiamavano in
causa la meccanica, la geometria analitica a tre dimensioni, la
geometria polare e la trigonometria.
Per sfuggire a ogni causa di turbamento, si era stabilito che il
segretario del Gun-Club, ritiratosi nel suo cottage, non sarebbe stato
visitato n disturbato da alcuno. Era un gran dispiacere per la signora
Evangeline Scorbitt, ma dovette rassegnarsi. Perci, assieme al
presidente Barbicane, al capitano Nicholl e ai loro colleghi, il vivace
Bilsby, il colonnello Bloomsberry, Tom Hunter dalle gambe di
legno, era venuta anche lei nel pomeriggio per fare unultima visita a
J. T. Maston.
Voi riuscirete, mio caro Maston! disse quando stavano per
separarsi.
E soprattutto, non commettete errori! aggiunse sorridendo il
presidente Barbicane.
Un errore!... Lui!... sbott la signora Evangeline Scorbitt.
Non pi di quanti ne ha commessi Domeniddio combinando le
leggi della meccanica celeste! rispose allinsegna della modestia il
segretario del Gun-Club!
Poi, dopo una vigorosa stretta di mano da parte degli uni, e molti
sospiri da parte dellaltra, auguri di successo e raccomandazioni di
non affaticarsi con un lavoro eccessivo, ognuno si conged dal
matematico. La porta di Balistic-Cottage si richiuse e Fire-Fire,
ricevette lordine di non aprire a nessuno - fossanche al presidente
degli Stati Uniti dAmerica.
Durante due giorni di reclusione, J. T. Maston si dedic alla
riflessione mentale senza prendere il gesso, del problema che si era
posto. Rilesse certe opere che parlavano degli elementi, della Terra,
della sua massa, della sua densit, del suo volume, della sua forma,
del suo movimento di rotazione attorno allasse, e di traslazione
lungo la sua orbita - elementi che avrebbero costituito la base dei
suoi calcoli.
Ecco dunque i principali dati che bene riproporre agli occhi del
lettore:
Forma della Terra: un ellissoide di rivoluzione, di cui il raggio pi
lungo di 6.377.398 metri, o 1.594 leghe di quattro chilometri in
cifre tonde; e il pi corto di 6.356.080 metri, o di 1.589 leghe. Il che,
a causa dello schiacciamento del nostro sferoide ai Poli, costituisce
una differenza fra i due raggi di 21.318 metri, cio circa cinque
leghe.
Circonferenza della Terra allequatore: 40.000 chilometri, cio
10.000 leghe di 4 chilometri.
Superficie della Terra, secondo un calcolo approssimativo: 150
milioni di chilometri quadrati.
Volume della Terra: 1.000 miliardi di chilometri cubi, cio di cubi
che hanno ciascuno mille metri di lunghezza, larghezza e altezza.
Densit della Terra: pressappoco cinque volte quella dellacqua,
vale a dire un po superiore alla densit dello spato pesante, simile a
quella dello iodio, cio 5480 chilogrammi per peso medio dun metro
cubo della Terra, supponendo di pesarla a pezzi successivamente
portati in superficie. il numero che ha ottenuto Cavendish
servendosi della bilancia inventata e costruita da Mitchell, o, pi
precisamente, 5.670 chilogrammi, dopo le rettifiche di Baily. In
seguito Wilsing, Cornu, Baule e altri hanno ripetuto queste misure.
Durata di traslazione della Terra intorno al Sole: 365 giorni e un
quarto, che determina lanno solare, o, pi esattamente, 365 giorni, 6
ore, 9 minuti, 10 secondi e 37 centesimi, cosicch il nostro sferoide
ha una velocit di 30.400 metri, cio sette leghe e sei decimi al
secondo.
Cammino percorso dalla Terra durante la rotazione sul suo asse
per i punti della sua superficie situati sullEquatore: 463 metri al
secondo, cio 419 leghe allora.
Queste invece le unit di lunghezza, di forza, di tempo e di angolo
che prese J. T. Maston come misura nei suoi calcoli: il metro, il
chilogrammo, il secondo e langolo al centro che intercetta in un
cerchio qualunque un arco uguale al raggio.
Finalmente, il 5 ottobre, verso le cinque del pomeriggio -
importante essere precisi quando si tratta dunopera cos
memorabile - J. T. Maston, dopo profonde riflessioni, si mise a
lavorare per iscritto. Innanzi tutto attacc il problema dalla base, cio
dal numero che rappresenta la circonferenza della Terra al maggiore
dei suoi cerchi, cio allEquatore.
La lavagna era l, in un angolo dello studio, sul cavalletto di legno
lucido ben illuminata da una delle finestre che dava verso il giardino.
Dei bastoncini di gesso erano schierati sulla mensolina posta alla
base della lavagna; la spugna per cancellare era a portata della mano
sinistra del nostro matematico. Quanto alla mano destra, o meglio
alluncino, esso era pronto per tracciare figure, formule e cifre.
Dapprima J. T. Maston, descrivendo una linea decisamente
circolare, tracci una circonferenza che rappresentava lo sferoide
terrestre.
AllEquatore la curvatura del globo fu indicata da una linea piena
che rappresentava la parte anteriore della curva, poi da una linea
punteggiata che rappresentava la parte posteriore, in modo da far
vedere esattamente la proiezione duna figura sferica. Poi fece una
linea perpendicolare al piano dellEquatore che costituiva lasse,
uscente dai due Poli contrassegnati dalle lettere N e S.
Nellangolo destro della lavagna scrisse questo numero, che
rappresenta la circonferenza della Terra in metri:
40.000.000.
Fatto ci J. T. Maston si accinse a dare inizio a tutta la lunga serie
dei suoi calcoli.
Era talmente impegnato che non fece caso allo stato del cielo, che
nel pomeriggio era notevolmente mutato. Da unora stava avanzando
uno di quei potenti temporali che influiscono sullorganismo di tutti
gli esseri viventi. Nuvole livide, masse biancastre accumulatesi su
uno sfondo grigio metallico incombevano grevemente sulla citt.
Lontani brontolii risuonavano nelle cavit sonore della Terra e dello
spazio. Gi uno o due lampi avevano solcato latmosfera, la cui
tensione elettrica era al massimo livello.
J. T. Maston, sempre pi assorto, non vedeva nulla, non udiva
niente.
Improvvisamente il campanello elettrico, col suo tintinnio
precipitoso, interruppe il silenzio dello studio.
Accidenti! esclam J. T. Maston; quando non dalla
porta, che ti importunano, dal filo telefonico!... Una bella
invenzione per la gente che vuol starsene tranquilla!... Ma prender
la precauzione di togliere la corrente fintantoch voglio lavorare!
E, avanzando verso la lastra:
Chi mi vuole? chiese.
Vorrei comunicare con voi per qualche istante rispose una
voce femminile.
Ma chi parla?...
Non mi avete riconosciuta, caro signor Maston? Sono io, la
signora Scorbitt!
La signora Scorbitt!... Costei non mi lascer dunque tranquillo
neanche un minuto?...
Ma queste ultime parole - poco piacevoli per lamabile vedova -
furono prudentemente mormorate a una certa distanza perch non
simpressionassero sulla lastra dellapparecchio.
Poi J. T. Maston, comprendendo che non poteva esimersi dal
rispondere almeno una frase cortese, aggiunse:
Ah! Siete voi, signora Scorbitt?
Sono io, caro signor Maston!
E che cosa desiderate, signora Scorbitt?
Voglio avvertirvi che sta per scoppiare un violento uragano
sulla citt!
Ebbene... non posso certo impedirlo...
No, ma volevo domandarvi se vi siete preoccupato di chiudere
le vostre finestre...
La signora Evangeline Scorbitt aveva appena pronunciato questa
frase che un formidabile scoppio di tuono esplose nello spazio.
Sembrava che una immensa pezza di seta si lacerasse per una
lunghezza infinita. Il fulmine era caduto nelle vicinanze di Balistic-
Cottage e il fluido condotto dal filo del telefono, aveva invaso lo
studio del matematico con una brutalit veramente elettrica.
J. T. Maston, proteso sulla lastra dellapparecchio, ricevette il pi
bello schiaffo voltaico che sia mai stato appioppato sulla guancia
duno scienziato. Poi la folgore pass al suo uncino di ferro, ed egli
fu buttato a terra come un fantoccio di carta. Contemporaneamente la
lavagna, urtata da J. T. Maston, vol in un angolo della camera.
Dopodich la folgore, uscendo attraverso linvisibile foro dun vetro
trov la conduttura dun tubo e and a perdersi nel suolo.
Sbalordito - a dir poco - J. T. Maston si rialz, si tast tutte le parti
del corpo per accertarsi di non essere ferito. Poi, senza aver nulla
perduto del suo abituale sangue freddo, come si conviene a un
vecchio puntatore di Columbiad, rimise ordine nel suo studio,
raddrizz il cavalletto, risistem la lavagna, raccolse i pezzetti di
gesso sparpagliati sul tappeto e riprese il suo lavoro cos bruscamente
interrotto.
Ma in quella si accorse che, in seguito alla caduta della lavagna, la
scritta che aveva tracciato sulla destra e che rappresentava i metri
della circonferenza terrestre allEquatore, era in parte cancellata.
Stava cominciando a riscriverlo quando il campanello suon
nuovamente con vigore febbrile:
Ancora! sbott J. T. Maston.
E and a mettersi davanti allapparecchio.
Chi ?... chiese.
La signora Scorbitt.
E che cosa volete signora Scorbitt?
Se quel terribile fulmine caduto su Balistic-Cottage.
Ho tutti i motivi per crederlo!
Ah! gran Dio!... Il fulmine...
Rassicuratevi, signora Scorbitt!
Non vi siete fatto male, caro signor Maston?
Per niente.
Siete proprio sicuro di non esser stato toccato?...
Sono stato toccato soltanto dalla vostra amicizia per me
credette bene di dover galantemente rispondere J. T. Maston.
Buona sera, caro Maston!
Buona sera, cara signora Scorbitt. E tornando al lavoro
aggiunse:
Al diavolo questa donna eccellente! Se non mi avesse
scioccamente chiamato al telefono, non avrei corso rischio di venir
fulminato!
Questa volta era proprio finita, J. T. Maston non sarebbe pi stato
disturbato durante il suo lavoro. Del resto, per meglio garantirsi la
calma che gli era necessaria, rese il suo apparecchio completamente
muto, interrompendo la comunicazione elettrica.
Riprendendo come base il numero che aveva scritto, ne ricav le
diverse formule, poi, finalmente, una formula definitiva che scrisse
sulla sinistra della lavagna, dopo aver cancellato tutte le cifre
scarabocchiate prima.
E si cacci in una interminabile serie di segni algebrici.
Otto giorni dopo, l11 ottobre, questo magnifico calcolo di
meccanica era risolto, e il segretario del Gun-Club port
trionfalmente ai suoi colleghi la soluzione del problema che
aspettavano con unimpazienza ben comprensibile.
Il mezzo pratico per arrivare al Polo Nord allo scopo di sfruttarne
le miniere di carbon fossile era matematicamente stabilito. Fu cos
fondata una societ, col nome di North Polar Practical Association
alla quale il governo di Washington concedeva la regione artica nel
caso che lasta la rendesse proprietaria. Sappiamo come la nuova
Societ, essendosi lasta risolta a vantaggio degli Stati Uniti
dAmerica, si fosse appellata al concorso dei capitalisti dei due
Mondi.

CAPITOLO VII
NEL QUALE IL PRESIDENTE BARBICANE NON DICE
NIENTE PI DI QUANTO GLI CONVENGA DIRE
IL 22 DICEMBRE i sottoscrittori della Barbicane e C. furono
convocati in assemblea generale. Non occorre precisare che erano
state scelte le sale del Gun-Club come luogo di riunione nel palazzo
di Union-square.
18
Per la verit, a malapena bastava la piazza per
contenere la folla pigiata degli azionisti. Ma non era possibile fare un
meeting
19
allaperto, a quella stagione in una piazza di Baltimora,
quando la colonnina di mercurio scende di dieci gradi centigradi
sotto lo zero.
Solitamente, lampia sala del Gun-Club - il lettore non lavr
dimenticata - era adorna di strumenti dogni sorta, in onore alla
nobile professione dei suoi membri. Lo si sarebbe detto un vero
museo dartiglieria. Gli stessi mobili, sedie e tavoli, poltrone e
divani, ricordavano per la forma originale, quei congegni micidiali
che avevano spedito a miglior vita tanta brava gente, la cui segreta
speranza sarebbe stata quella di morire di vecchiaia.
Ebbene! Quel giorno si era dovuto ritirare tutto quellarsenale.
Non era unassemblea di guerra, ma unassemblea industriale e
pacifica quella che Impey Barbicane avrebbe presieduto. Si era
dunque fatto posto ai numerosi sottoscrittori accorsi da tutti i punti
degli Stati Uniti. Nellingresso, come nelle sale attigue, essi erano
pigiati ammassati, soffocati per non parlare dellinterminabile coda
che si snodava fino ad Union-Square.
Naturalmente i membri del Gun-Club - principali sottoscrittori
delle azioni della nuova Societ - occupavano i posti pi vicini al

18
Square in inglese significa: piazza. (N.d.T.)
19
Lasciato in inglese nel testo originale. Significa: riunione. (N.d.T.)
tavolo. Fra loro si potevano scorgere, pi trionfanti che mai, il
colonnello Bloomsberry, Tom Hunter dalle gambe di legno e il loro
vispo collega Bilsby. Molto gentilmente era stata riservata una
comoda poltrona per la signora Evangeline Scorbitt, che per la verit
ne aveva ben diritto, nella sua qualit di maggiore proprietaria
dellimmobile artico, di sedere a fianco del presidente Barbicane. Del
resto molte donne di tutte le classi, infioravano coi loro cappellini
adorni di graziosi mazzolini, di piume stravaganti, di nastri
multicolori, la chiassosa folla che si pigiava sotto la cupola vetrata
dellingresso.
In pratica, la stragrande maggioranza degli azionisti presenti a
questa assemblea potevano venir considerati non solo come
sostenitori ma addirittura come amici personali dei membri del
Consiglio damministrazione.
Tuttavia bisogna fare una osservazione. I delegati europei,
svedese, danese, inglese, olandese e russo, occcupavano dei posti
speciali e, se assistevano a questa riunione era solo perch ciascuno
di loro aveva sottoscritto il numero di azioni minimo per avere il
diritto di partecipare alle deliberazioni. Dopo esser andati cos
perfettamente daccordo nel comprare, non lo erano di meno ora per
burlarsi dei compratori. facile immaginare come fossero
immensamente curiosi di conoscere la comunicazione che avrebbe
fatto il presidente Barbicane. Questultima senza dubbio, avrebbe
fatto illustrare i mezzi inventati per arrivare al Polo boreale. E non
era, questa, una difficolt ancora maggiore del volerne sfruttare le
miniere di carbon fossile? Se avessero avuto da avanzare delle
obiezioni, Eric Baldenak, Boris Karkof, Jacques Jansen, Jan Harald
non avrebbero esitato a chiedere la parola. Dal canto suo, il maggiore
Donellan, su suggerimento di Dean Toodrink, era ben deciso a
mettere il suo rivale, Impey Barbicane, con le spalle al muro.
Erano le otto di sera. Lingresso, le sale, i cortili del Gun-Club
splendevano delle luci emanate dai lampadari Edison.
Dopo che furono spalancate le porte su cui premeva il pubblico,
dalla folla continuava a levarsi un tumulto di mormorii incessanti.
Ma tutto tacque improvvisamente quando lusciere annunzi
lingresso del Consiglio di amministrazione.
L, su di un palco addobbato, davanti a un tavolo ricoperto dun
tappeto scuro, in piena luce, presero posto il presidente Barbicane, il
segretario J. T. Maston e il loro collega capitano Nicholl. Un triplice
urr sottolineato da grida e da hip scoppi nella sala e si
propag fino alle vie adiacenti.
J. T. Maston e il capitano Nicholl si sedettero molto solennemente
nel pieno della loro celebrit.
Allora il presidente Barbicane, che era rimasto in piedi, infil la
mano sinistra in tasca, la mano destra nel panciotto e prese la parola,
dicendo:
Sottoscrittori e sottoscrittrici,
Il Consiglio damministrazione della North Polar Practical
Association vi ha riuniti nelle sale del Gun-Club allo scopo di farvi
una importante comunicazione.
Voi sapete ormai, dalle discussioni riportate sui giornali, che lo
scopo della nostra nuova Societ lo sfruttamento delle miniere di
carbon fossile del Polo artico, di cui ci stata fatta concessione dal
governo federale. Questa zona acquistata in seguito a unasta
pubblica, costituisce lapporto dei suoi proprietari nellaffare in
questione. I fondi, messi a loro disposizione dalla sottoscrizione
chiusasi l11 dicembre scorso le permetteranno di organizzare
limpresa il cui risultato produrr un tasso dinteresse fino ad oggi
mai avuto in una qualsiasi operazione commerciale o industriale.
A questo punto i primi mormorii dapprovazione interruppero per
un attimo loratore.
Voi non ignorate riprese poi in che modo siamo stati portati a
riconoscere lesistenza dei ricchi giacimenti di carbon fossile,
forsanche davorio fossile, nelle regioni circumpolari. I documenti
pubblicati dalla stampa
20
mondiale non possono lasciare alcun
dubbio sullesistenza di queste riserve carbonifere.
Il carbon fossile diventato la base di tutta lindustria moderna.
Per non parlare del carbone e del coke, per il riscaldamento, e del suo
impiego per produrre vapore ed elettricit; n sar necessario che io
vi enumeri tutti i suoi derivati, i colori di robbia, di oricello,

20
Attualmente i giornali in circolazione superano, in peso, i 300 milioni di
chilogrammi annui. (N.d.A.)
dindaco, di fucsia, di carminio; i profumi di vaniglia, di mandorla
amara, di barba caprina, di garofano, di wintergreen, danice, di
canfora, di timolo, deliotropina; i picrati, lacido salicilico, il
naftolo, il fenolo, lantipirina, la benzina, la naftalina, lacido
pirogallico, lidrochinone, il tannino, la saccarina, il catrame,
lasfalto, la pece, gli olii lubrificanti, le vernici, il prussiato giallo di
potassio, il cianuro, gli amari, eccetera, eccetera...
Dopo questa enumerazione, loratore tir un gran respiro come un
corridore spolmonato che si arresti per riprendere fiato. Poi, dopo
una lunga inspirazione, continuando:
dunque certo disse che il carbon fossile, questa
sostanza preziosissima, si esaurir in un tempo abbastanza limitato,
per conseguenza di un consumo illimitato. Prima di cinquecentanni i
giacimenti di carbon fossile fino ad ora sfruttati saranno esauriti...
Trecento! esclam uno degli astanti.
Duecento! rispose un altro.
Diciamo dunque che in un periodo di tempo pi o meno vicino
riprese il presidente Barbicane, dovremo essere in grado di
scoprire qualche nuova fonte di produzione, come se il carbone
dovesse venir a mancare prima della fine del diciannovesimo secolo.
Qui fece una pausa per permettere alluditorio di prestare meglio
orecchio, poi riprese in questi termini:
Appunto per questo, sottoscrittori e sottoscrittrici, alzatevi in
piedi, seguitemi e partiamo per il Polo!...
E, di fatto, tutto il pubblico si lev, pronto a far le valigie come se
il presidente Barbicane stesse mostrando loro una nave in partenza
per le regioni artiche.
Una frase pronunciata con voce aspra e chiara dal maggiore
Donellan, arrest di colpo questo primo impeto, altrettanto entusiasta
quanto sconsiderato.
Prima di partire domand egli io vorrei sapere in che
modo voi pensate di giungere al Polo! Avreste forse la pretesa
dandarci per mare?
N per mare, n per terra, n per aria rispose
tranquillamente il presidente Barbicane.
E lassemblea ripiomb a sedere, in preda a un vivissimo senso di
curiosit.
Certamente tutti voi saprete continu loratore, quali
sono stati i tentativi fin qui fatti per raggiungere questo punto
inaccessibile della sfera terrestre. Tuttavia converr che ve li ricordi
rapidamente. Si tratta in fondo di rendere un giusto onore ai
coraggiosi pionieri che sono sopravvissuti e a coloro che sono morti
in quelle spedizioni che cercarono di superare le possibilit umane.
Ununanime approvazione corse per tutto luditorio
indipendentemente dalle varie nazionalit.
Nel 1845 disse il presidente Barbicane, linglese sir John
Franklin, in un terzo viaggio con lErebus e la Terror il cui obiettivo
era quello di giungere fino al Polo, si perde nella zona pi
settentrionale e nessuno sa pi nulla di lui.
Nel 1854 lamericano Kane e il suo tenente Morton si mettono
alla ricerca di sir John Franklin, e bench essi fossero fortunatamente
riusciti a tornare, la loro nave Advance non fece pi ritorno.
Nel 1859 linglese Mac Clintok scopre un documento dal quale
risulta che non rimane pi alcun superstite della spedizione
dellErebus e della Terror.
Nel 1860 lamericano Hayes lascia Boston sulla goletta United
States, oltrepassa lottantunesimo parallelo e ritorna nel 1862 senza
aver potuto spingersi pi oltre nonostante gli eroici sforzi dei suoi
compagni.
Nel 1869 i capitani Koldervey ed Hegeman, tutti e due tedeschi,
partono da Bremenhaven sullHansa e la Germania. LHansa,
schiacciata dai ghiacci, cola a picco un po al di sotto del
settantaduesimo grado di latitudine, e lequipaggio si salv solo
grazie alle scialuppe che gli permisero di toccare il litorale della
Groenlandia. Quanto alla Germania, pi fortunata, rientr nel porto
di Bremenhaven, ma senza aver potuto passare il settantasettesimo
parallelo.
Nel 1871 il capitano Hall simbarca a New York sul piroscafo
Polaris. Quattro mesi dopo, in un inverno durissimo, questo
coraggioso marinaio muore per le fatiche. Un anno pi tardi la
Polaris, trascinata dagli iceberg senza esser riuscita a raggiungere
lottantaduesimo grado di latitudine, sfracellata dai banchi di
ghiaccio alla deriva. I diciotto uomini che erano a bordo, sbarcati
sotto gli ordini del tenente Tyson, non riescono a toccare il
continente se non affidandosi a una banchina di ghiaccio
abbandonata alle correnti del mare artico, n mai si poterono
ritrovare i tredici uomini perduti con il Polaris.
Nel 1875 linglese Nares lascia Portsmouth con lAlerte e con la
Dcouverte. In questa famosa campagna in cui gli equipaggi
stabilirono il loro quartiere invernale fra lottantaduesimo e
lottantatreesimo parallelo, il capitano Markham dopo essersi spinto
un bel pezzo verso nord si arrest a quattrocento miglia
21
soltanto dal
Polo artico, a cui nessuno si era mai cos tanto avvicinato.
Nel 1879 il nostro emerito cittadino Gordon Bennett...
Qui, tre urr urlati a pieni polmoni acclamarono il nome
dellemerito cittadino direttore del New York Herald.
... arma la Jeannette che affida al comandante De Long,
appartenente a una famiglia dorigine francese. La Jeannette parte da
San Francisco con trentatr uomini, passa lo stretto di Bering,
imbrigliata fra i ghiacci allaltezza dellisola Herald, cola a picco
allaltezza dellisola Bennett, pressappoco allaltezza del
settantasettesimo parallelo. I suoi uomini hanno una sola via di
salvezza: dirigersi verso sud coi canotti che sono riusciti a salvare,
oppure sulla superficie dei ghiacci. Sono decimati dalla fame. De
Long muore in ottobre. Molti fra i suoi compagni cadono come lui e
soltanto dodici riescono a far ritorno dalla spedizione.
Infine, nel 1881, lamericano Greely lascia il porto Saint-Jean di
Terranova con il piroscafo Proteus per andare a fissare una base
nella baia di lady Franklin sulla terra di Grant, un po al disotto
dellottantaduesimo grado. In quel punto viene fondato il forte
Conger. Di l gli arditi svernatoti si portano ad ovest e a nord della
baia. Il tenente Lockwood e il suo compagno Brainard, nel maggio
1882, avanzano fino a 83 35, superando il capitano Markham di
qualche miglio.
il punto pi avanzato toccato fino a tuttoggi; lUltima

21
740 chilometri. (N.d.A.)
Thule
22
della cartografia circumpolare!
Nuovi urr, misti agli hip di prammatica in onore degli
scopritori americani.
Ma continu il presidente Barbicane, la campagna doveva
finir male. La Proteus cola a picco. Rimangono ventiquattro coloni
artici destinati a patimenti spaventosi. Il dottor Pavy, francese, e
molti altri, sono colpiti a morte. Greely, soccorso dal Thetis, nel 1883
viene salvato con sei soltanto dei suoi compagni. E uno degli eroici
scopritori, il tenente Lockwood, muore a sua volta aggiungendo un
nuovo nome al doloroso martirologio di quelle regioni!.
Questa volta un rispettoso silenzio accolse le parole del presidente
Barbicane, la cui comprensibile emozione era condivisa da tutto il
pubblico.
Poi egli riprese, con voce vibrante:
Cos dunque, nonostante tanta costanza e tanto coraggio,
lottanta-quattresimo parallelo non ha mai potuto venir oltrepassato.
Che anzi, si pu affermare che non sar mai oltrepassato coi mezzi
fino ad oggi impiegati vale a dire navi per raggiungere le banchise di
ghiaccio, o slitte per attraversare le distese di ghiaccio. Luomo non
riesce a vincere pericoli del genere n a sopportare tali abbassamenti
di temperatura. dunque per altre vie che bisogna marciare alla
conquista del Polo!
Dal fremito che corse per il pubblico, si intuiva che si era giunti al
cuore del discorso, al segreto bramato e agognato da tutti.
E quali saranno, signore?... domand il rappresentante
inglese.
Lo saprete, entro dieci minuti, maggiore Donellan, rispose il
presidente Barbicane
23
e aggiungo, rivolgendomi a tutti i nostri

22
Thule, in latino, Tule: localit incerta della geografia antica, identificata da
alcuni con l'Islanda e da altri con le isole Shetland o con la Norvegia. Era il pi
settentrionale dei luoghi conosciuti dagli antichi cosicch il suo nome rimasto
sinonimo di terra ultima ed estrema. {N.d.T.)
23
Nell'elenco degli scopritori che hanno tentato di giungere fino al Polo, Barbicane
ha trascurato il nome del capitano Hatteras, la cui bandiera avrebbe sventolato al
novantesimo grado. Ma questo si spiega perch il suddetto capitano probabilmente
non era che un eroe immaginario. Vedi Le avventure del capitano Hatteras, dello
stesso autore. (N.d.T.)
azionisti: abbiate fiducia in noi, poich i promotori dellimpresa sono
gli stessi uomini che imbarcandosi su un missile cilindro-conico...
Cilindro-conico! grid Dean Toodrink.
... hanno osato avventurarsi fino sulla Luna...
E si vede bene che ne sono tornati! aggiunse il segretario
del maggiore Donellan, le cui sarcastiche osservazioni provocarono
violente proteste.
Ma il presidente Barbicane, scrollando le spalle, disse con
fermezza:
S, signori sottoscrittori e signore sottoscrittrici, entro dieci
minuti sarete al corrente di tutto.
Un mormorio prolungato fatto di Oh!, di Eh! e di Ah!,
accolse questa risposta.
Sinceramente pareva che loratore avesse detto al pubblico:
Entro dieci minuti saremo al Polo!. Egli prosegu cos:
Innanzi tutto, siamo sicuri che la calotta artica della Terra un
continente? Non potrebbe essere un mare e non potrebbe, il
comandante Nares, aver avuto ragione di chiamarla mare
paleocristico, cio mare degli antichi ghiacci? A questa seconda
domanda risponder: Noi pensiamo di no!
Non basta! esclam Eric Baldenak. Non si tratta di non
pensare, si tratta di esser certi...
Ebbene! Noi siamo certi, risponder al mio focoso interruttore.
S! un terreno solido, non un bacino liquido quello che la North
Polar Practical Association ha acquistato, e che ora appartiene agli
Stati Uniti senza che nessuna potenza europea possa pi avanzare
pretese!
Ci furono mormorii tra i banchi dei delegati del Mondo Antico.
Storie!... Un buco pieno dacqua... un catino che non siete
capaci di vuotare! proruppe nuovamente Dean Toodrink.
Ed ebbe la rumorosa approvazione dei suoi colleghi.
No, signore, rispose vivamente il presidente Barbicane. L
c un continente, un altipiano che si leva - un po come il deserto di
Gobi nellAsia Centrale, - a tre o quattro chilometri sul livello del
mare. Cosa che ha potuto venir facilmente e logicamente dedotta
dalle rilevazioni fatte nelle regioni limitrofe delle quali la regione
polare non che il prolungamento. Infatti, durante le loro
esplorazioni Nordenskild, Peary, Maaigaard hanno constatato che la
Groenlandia sale costantemente in direzione del nord. A
centosessanta chilometri verso linterno, partendo dallisola Disko,
raggiunge gi unaltezza di duemilatrecento metri. Dunque, tenendo
conto di tali rilevazioni, dei differenti prodotti animali o vegetali
trovati entro dei gusci di ghiacci secolari, come carcasse di
mastodonti, zanne e denti davorio, tronchi di conifere, si pu
affermare che quel continente una volta era una terra fertile, abitata
certamente da animali e forse anche da uomini. L appunto si
nascondono le dense foreste dellepoca preistorica, che hanno
formato i giacimenti di carbon fossile che noi sapremo sfruttare! S!
proprio un continente quello che si stende attorno al Polo, un
continente vergine dallimpronta umana e sul quale noi pianteremo la
bandiera degli Stati Uniti dAmerica.
Uno scroscio dapplausi.
Quando gli ultimi segni dentusiasmo cessarono anche nei punti
pi remoti dellUnion-Square, si ud guaire la voce imperiosa del
maggiore Donellan, che diceva:
Sono gi trascorsi sette minuti, dei dieci che dovevano bastarci
per arrivare al Polo...
Vi saremo in tre minuti rispose freddamente il presidente
Barbicane.
E riprese:
Ma, se vero che la nostra nuova propriet un continente e
che esso sopraelevato come abbiamo motivo di credere, anche
vero che esso costituito da iceberg e icefield, e tale per cui lo
sfruttamento sarebbe molto difficile...
Impossibile! precis Jan Harald, sottolineando la sua
affermazione con un gesto maestoso.
Impossibile, lo voglio ammettere rispose Impey Barbicane.
E appunto a vincere tale impossibilit sono stati indirizzati i nostri
sforzi. Non solo non avremo pi bisogno di navi, n di slitte per
raggiungere il Polo; ma, grazie ai nostri sistemi, la fusione dei
ghiacci vecchi o nuovi avverr come per incanto e senza costarci un
dollaro, n un minuto di lavoro!
Il silenzio era assoluto. Si era giunti al momento esplosivo, per
usare lelegante espressione mormorata da Dean Toodrink
allorecchio di Jacques Jansen.
Signori, riprese il presidente del Gun-Club Archimede
non chiedeva che un punto dappoggio per sollevare il mondo.
Ebbene! Questo punto dappoggio noi labbiamo trovato! Una leva
sarebbe bastata al gran geometra di Siracusa e noi possediamo questa
leva! Siamo infatti in grado di spostare il Polo...
Spostare il Polo!... esplose Eric Baldenak.
E portarlo in America!... url Jan Harald.
Senza dubbio il presidente Barbicane non voleva esser pi
preciso, perch continu dicendo:
Quanto al punto dappoggio...
Non lo dite... Non lo dite! grid uno degli astanti con tutta
la voce che aveva in gola.
Quanto alla leva...
Mantenete il segreto, mantenetelo!... grid la maggior parte
degli spettatori.
Manterremo il segreto! rispose il presidente Barbicane.
Figuratevi come rimasero indispettiti i delegati europei per questa
risposta, ma nonostante i loro reclami, loratore non volle render noti
i suoi metodi. Si limit ad aggiungere:
Per quanto riguarda i risultati del lavoro meccanico, lavoro che
non ha precedenti negli annali dellindustria, e che noi
intraprenderemo e condurremo a buon fine grazie allaiuto dei vostri
capitali, ve ne dar immediata comunicazione.
Ascoltate!... Ascoltate!... E come, se ascoltavano!
Innanzi tutto ricominci il presidente Barbicane,
lideazione dellimpresa merito di uno dei nostri maggiori
scienziati devoti e illustri colleghi. A lui va anche la gloria daver
eseguito i calcoli che permettono di trasportare questa idea dalla
teoria alla pratica, perch, se lo sfruttamento dei giacimenti
carboniferi antichi non che un gioco, spostare il Polo era un
problema che poteva risolvere soltanto la meccanica superiore. Ecco
perch ci siamo rivolti allesimio segretario del Gun-Club, J. T.
Maston!
Urr!... Hip, hip!... Urr!... per J. T. Maston! grid tutto
luditorio, elettrizzato dalla presenza di quelleminente, e
straordinario personaggio.
Ah! Comera commossa dalle acclamazioni che circondavano il
celebre matematico, la signora Evangeline Scorbitt, e come ne fu
amorosamente turbato il suo cuore!
Lui, modestamente, si accontent di chinare il capo a destra e a
sinistra, e a salutare con la punta delluncino lassemblea entusiasta.
Gi, cari sottoscrittori, riprese il presidente Barbicane,
quando ci fu il grande raduno che celebr larrivo del francese
Michel Ardan in America, qualche mese prima della nostra partenza
per la Luna...
E questo yankee parlava del suo viaggio con tanta semplicit,
come se fosse stato un giro da Baltimora a New York!
... J. T. Maston aveva esclamato: Inventiamo delle macchine,
troviamo un punto dappoggio e raddrizziamo lasse terrestre!.
Ebbene, voi tutti che mi state ascoltando, sappiate che le macchine
sono state inventate, il punto dappoggio trovato e noi stiamo
rivolgendo i nostri sforzi allimpresa di raddrizzare lasse terrestre!
A questo punto regn per alcuni minuti uno stupore, che in
Francia si sarebbe tradotto con unespressione popolare, ma giusta:
Ma questo il colmo!.
Cosa?!... Voi avreste la pretesa di raddrizzare lasse?
esclam il maggiore Donellan.
S, signore, rispose il presidente Barbicane, piuttosto, noi
siamo in grado di crearne uno nuovo sul quale si compir in futuro la
rotazione diurna...
Mutare la rotazione diurna?!... ripet il colonnello Karkof
con gli occhi stralunati.
Certamente, e senza mutarne la durata! rispose il presidente
Barbicane. Questa operazione riporter il Polo attuale
pressappoco sul sessantesimo parallelo, e, in queste condizioni, la
Terra si comporter come il pianeta Giove, il cui asse quasi
perpendicolare al piano della sua orbita. Questo spostamento di 23
28 baster perch la nostra calotta polare riceva una quantit di
calore sufficiente a sciogliere i ghiacci accumulati in migliaia di
secoli!
Luditorio era senza fiato. Nessuno si sognava di interrompere
loratore, neanche per applaudirlo. Erano tutti come ipnotizzati da
questidea contemporaneamente ingegnosa e semplice: modificare
lasse sul quale si muove lo sferoide terrestre.
I delegati europei erano semplicemente allibiti, annientati, senza
parole e tacevano, immersi nello sbalordimento pi completo.
Poi di colpo esplosero gli applausi, quando il presidente Barbicane
termin il suo discorso con questa conclusione sublime nella sua
semplicit:
Il sole stesso si incaricher di fondere gli iceberg e le banchine
di ghiaccio e di facilitare laccesso al Polo Nord!
E cos domand il maggiore Donellan, dal momento che
luomo non pu andare al Polo, sar il Polo a venire da lui?
Precisamente! rispose il presidente Barbicane.

CAPITOLO VIII
COME SU GIOVE HA DETTO IL PRESIDENTE
DEL GUN-CLUB
S! COME su Giove.
E, allepoca della memorabile adunanza in onore di Michel Ardan
-opportunamente ricordata dalloratore - J. T. Maston aveva
esclamato pieno dentusiasmo: Raddrizziamo lasse terrestre!
perch laudace ed estroso francese, uno degli eroi del Viaggio dalla
Terra alla Luna, il compagno del presidente Barbicane e del capitano
Nicholl, aveva intonato un inno ditirambico in onore del pi
importante pianeta del nostro sistema solare.
Nel suo splendido panegirico, non aveva mancato di celebrarne le
caratteristiche vantaggiose che noi qui vedremo di riportare, almeno
sommariamente.
Dunque, secondo la risoluzione del problema fornita dal
matematico del Gun-Club al vecchio asse di rotazione sul quale la
Terra gira da che mondo mondo, come dice il proverbio, ne
sarebbe stato sostituito uno nuovo. Inoltre questo nuovo asse di
rotazione doveva essere perpendicolare al piano dellorbita. In queste
condizioni, la situazione climatica del vecchio Polo Nord sarebbe
diventata esattamente uguale a quella che caratterizza attualmente la
citt di Trondheim in Norvegia in primavera. La sua crosta
paleocristica si scioglierebbe perci naturalmente ai raggi del sole.
Contemporaneamente i climi sul nostro sferoide si distribuirebbero
come sulla superficie di Giove.
Difatti, linclinazione dellasse di questo pianeta o, in altre parole,
langolo che il suo asse di rotazione fa col piano della sua eclittica
di 88 13. Mancano solo 1 47 perch questasse sia assolutamente
perpendicolare al piano dellorbita chesso descrive attorno al Sole.
Daltra parte va precisato che lo sforzo fatto dalla Societ
Barbicane e C. per modificare le attuali condizioni della Terra, non
mirava affatto propriamente parlando, a raddrizzare il suo asse.
Infatti dal punto di vista meccanico nessuna forza, per quanto grande,
avrebbe mai potuto ottenere un simile risultato. La Terra non come
un pollo allo spiedo che giri intorno ad unasta che si pu manovrare
con la mano e spostare a piacimento. Ma di fatto, la creazione di un
nuovo asse era possibile, - potremmo dire addirittura facile da
ottenere - dal momento che il punto dappoggio, sognato da
Archimede, e la leva, immaginata da J. T. Maston, erano a
disposizione di questi audaci ingegneri.
Tuttavia, dal momento che parevano decisi a tener segreta la loro
invenzione fino a nuovo ordine, bisognava limitarsi a considerarne le
conseguenze.
Questo appunto fu ci che fecero i giornali e le riviste, ricordando
ai sapienti e insegnando agli ignoranti quali erano le caratteristiche di
Giove determinate dalla perpendicolarit approssimativa dellasse al
piano della sua orbita.
Giove, che fa parte del sistema solare, cos come Mercurio,
Venere, la Terra, Marte, Saturno, Urano e Nettuno, ruota a circa
duecento milioni di leghe dal fuoco comune, e il suo volume
pressappoco di millequattrocento volte quello della Terra.
Se esistono i Gioviani, vale a dire se vi sono degli abitanti sulla
sua superficie, gli indubbi vantaggi loro offerti dal suddetto pianeta -
vantaggi fantasticamente rilevati al tempo delle memorabili
adunanze che avevano preceduto il viaggio sulla Luna - sarebbero
questi:
In primo luogo, durante la rivoluzione diurna di Giove, che dura
soltanto 9 ore e 55 minuti, i giorni sono sempre uguali alle notti a
qualsiasi latitudine, cio 4 ore e 7 minuti per il giorno e 4 ore e 77
minuti per la notte.
Ecco! fecero subito notare i sostenitori dellesistenza dei
Gioviani ecco un vero vantaggio per della gente che ama le
abitudini regolari; sar una cosa incantevole vivere in una simile
regolarit!
Ebbene! Questo ci che avverrebbe sulla Terra, se il presidente
Barbicane riuscisse nellimpresa. Solo, siccome il movimento di
rotazione sul nuovo asse terrestre non sarebbe n aumentato n
diminuito, e siccome 24 ore separerebbero sempre due mezzogiorni
successivi, le notti e i giorni sarebbero esattamente di dodici ore
ciascuno in qualsiasi punto del nostro sferoide. I crepuscoli e le albe
allungherebbero i giorni dun tempo sempre uguale. Vivremmo in un
perpetuo equinozio, come avviene il 21 marzo e il 21 settembre a
tutte le latitudini del globo, quando lastro solare descrive la sua
curva apparente sullEquatore.
Ma il fenomeno climatico pi curioso e non meno interessante
aggiungevano a ragione gli entusiasti sar la mancanza delle
stagioni!
Difatti, a causa dellinclinazione dellasse sul piano dellorbita
che ci sono le variazioni annuali, conosciute sotto il nome di
primavera, estate, autunno e inverno. Invece i Gioviani non
conoscono stagioni e i Terrestri non le conosceranno. Quando il
nuovo asse sar perpendicolare alleclittica, non ci saranno pi zone
glaciali e zone torride ma tutta la Terra godr dun unico clima
temperato.
Vi spiego il perch.
Che cos la zona torrida? quella parte della superficie del globo
compresa fra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno. Tutti
i punti compresi entro questa zona hanno la propriet di poter vedere
il Sole due volte allanno al loro zenit, mentre in tutti i punti dei
Tropici questo fenomeno accade una volta sola allanno.
Che cosa la zona temperata? quella parte che comprende le
regioni situate tra i Tropici e i Circoli polari, fra 23 28 e 66 72 di
latitudine, e per le quali il Sole non si alza mai fino allo zenit, ma
appare quotidianamente al disopra dellorizzonte.
Che cos la zona glaciale? quella parte delle regioni
circumpolari che il Sole abbandona interamente per un periodo di
tempo, che, per il Polo, pu arrivare fino a sei mesi.
dunque chiaro, che a seconda delle diverse altezze raggiunte dal
Sole sopra lorizzonte, ne risulta un calore eccessivo nella zona
torrida, un calore moderato ma variabile man mano che ci si
allontana dai Tropici verso la Zona temperata, - un freddo eccessivo
nella zona glaciale a mano a mano che dai Circoli polari si va fino al
Polo.
Dunque le cose non andrebbero pi cos sulla superficie della
Terra una volta che il nuovo asse fosse perpendicolare. Il Sole si
manterrebbe costantemente sul piano dellEquatore. Durante tutto
lanno seguirebbe per dodici ore la sua corsa imperturbabile, salendo
fino a una distanza dallo zenit uguale alla latitudine del luogo, e di
conseguenza tanto pi alto quanto pi il punto vicino allEquatore.
Dunque per i paesi situati a 20 di latitudine, si alzerebbe ogni giorno
fino a 70 sopra lorizzonte; per i paesi situati a 49, fino a 41; per i
punti situati a 67 di parallelo fino a 23. Perci i giorni
conserverebbero una regolarit perfetta misurata dal Sole, che si
leverebbe e tramonterebbe ogni dodici ore nello stesso punto
dellorizzonte.
Guardate che vantaggi! ripetevano gli amici del presidente
Barbicane. Ciascuno, secondo il proprio temperamento potr
scegliere il clima invariabile che convenga ai suoi dolori e ai suoi
reumatismi su di un globo dove non ci saranno pi quelle variazioni
di temperatura, oggi cos spiacevoli!
Insomma Barbicane e C, novelli titani, volevano modificare lo
stato di cose che esisteva fin dallepoca in cui lo sferoide terrestre,
inclinato sullorbita, si era rassodato per diventare la Terra com
oggi.
In verit losservatore avrebbe perso qualcuna delle costellazioni
o delle stelle che abituato a vedere sulla volta celeste. I poeti non
avrebbero pi le lunghe notti dinverno n i lunghi giorni estivi da
decantare con versi e ritmi moderni. Ma, infine che vantaggio per
tutta la razza umana!
Inoltre ripetevano i giornali che sostenevano il presidente
Barbicane poich la produzione del suolo terrestre sar regolata,
lagronomo potr distribuire a ogni specie vegetale la temperatura
che gli par pi favorevole!
E va bene!, ribattevano i giornali avversari. Tuttavia
continueranno ad esserci piogge, grandini, tempeste, trombe daria,
uragani e tutti quei fenomeni atmosferici che talvolta compromettono
molto gravemente i futuri raccolti e la sorte dei coltivatori!
Indubbiamente ribatteva il coro degli amici ma tali disastri
saranno con tutta probabilit molto pi rari grazie alla regolarit del
clima che eviter i turbamenti dellatmosfera! S! Lumanit trarr
grandi vantaggi dal nuovo stato di cose! S! Sar la vera
trasformazione del globo terrestre! Si Barbicane e C. renderanno un
gran servizio alle generazioni presenti e future, eliminando insieme
con linegualit dei giorni e delle notti, anche la perniciosa diversit
delle stagioni. S! Come diceva Michel Ardan, il nostro sferoide,
sulla cui superficie fa sempre troppo caldo o troppo freddo, non sar
pi il pianeta dei reumatismi, dei raffreddori e delle polmoniti. Se
uno soffrir di reumi, sar solo per colpa sua, poich potrebbe a suo
piacimento scegliere di andare ad abitare in un paese dal clima adatto
ai suoi bronchi!
E nel numero del 27 dicembre, il Sun di New York, termin il
pi eloquente dei suoi articoli con questa esclamazione:
Gloria al presidente Barbicane e ai suoi colleghi! Non solo questi
arditi avranno, per cos dire, annesso una nuova regione al continente
americano, e perci ingrandito il campo gi tanto vasto della
Confederazione, ma avranno reso la terra pi abitabile dal punto di
vista igienico e anche pi produttiva, perch si potr seminare non
appena fatto il raccolto, e germinando i semi senza ritardo, non ci
sar pi tempo perduto durante linverno! Non solo aumenter il
patrimonio carbonifero grazie allo sfruttamento di nuovi giacimenti
che assicureranno limpiego di questa indispensabile materia prima
forse per lunghi anni ancora, ma anche si trasformeranno le
condizioni climatiche del nostro pianeta tutte a suo vantaggio.
Barbicane e i suoi colleghi avranno mutato, per il bene dei loro
simili, lopera del Creatore! Gloria a quegli uomini, che avranno il
primo posto fra i benefattori dellumanit!

CAPITOLO IX
NEL QUALE APPARE UN DEUS EX MACHINA
DORIGINE FRANCESE
TALI DUNQUE dovevano essere i vantaggi dovuti al mutamento
apportato dal presidente Barbicane allasse di rotazione. Sappiamo
del resto che questa modifica non avrebbe cambiato, se non in una
misura insensibile, il movimento di traslazione del nostro pianeta
intorno al Sole. La Terra avrebbe continuato a descrivere la sua
orbita immutabile attraverso lo spazio e le condizioni dellanno
solare non sarebbero state per niente alterate.
Quando le conseguenze del cambiamento dellasse furono portate
a conoscenza del mondo intero, esse ebbero una risonanza
straordinaria. E come prima reazione quel problema di alta
meccanica ottenne unaccoglienza entusiastica. La prospettiva daver
stagioni costantemente uguali e, a seconda della latitudine, a
piacimento dei consumatori era molto seducente. Si andava in
visibilio al pensiero che tutti i mortali avrebbero potuto godere di
quella perpetua primavera che il cantore di Telemaco attribuiva
allisola di Calipso, e anzi avrebbero addirittura potuto scegliere fra
una primavera fresca e una tiepida. Quanto alla posizione del nuovo
asse, attorno al quale avverrebbe la rotazione diurna, era un segreto
che n il presidente Barbicane n il capitano Nicholl n J. T. Maston
sembravano voler rivelare al pubblico. Lo avrebbero reso noto prima,
oppure lo si sarebbe conosciuto soltanto a esperimento avvenuto? Ce
nera abbastanza perch lopinione pubblica fosse vivamente
inquieta.
Unosservazione sorse naturalmente nel cuore di tutti, e fu
vivacemente commentata sui giornali. Con quale sforzo meccanico si
sarebbe ottenuto tale mutamento, che certamente richiedeva una
forza smisurata?
Limportante rivista di New York Forum fece giustamente
notare:
Se la Terra non girasse gi attorno a un suo asse, forse sarebbe
bastato un colpo abbastanza debole per imprimerle un movimento di
rotazione intorno ad un asse appositamente scelto; ma essa
paragonabile a un enorme giroscopio che si muove con gran rapidit,
e una legge di natura insegna che un apparecchio simile sia portato a
ruotare costantemente intorno allo stesso asse. Leon Foucault lha
dimostrato materialmente con delle esperienze famose. Sar dunque
ben difficile, per non dire impossibile, farlo deviare!
Niente di pi esatto. Tra laltro, dopo la domanda a proposito di
quale sarebbe stato lo sforzo prodotto dagli ingegneri della North
Polar Practical Association, non era meno interessante sapere se
questo sforzo si sarebbe effettuato insensibilmente o bruscamente. E,
in questultimo caso, non ne sarebbero derivate catastrofi spaventose
sulla superficie del globo al momento dello spostamento dellasse,
ottenuto grazie ai procedimenti di Barbicane e C.?
Ce nera pi che a sufficienza per inquietare i sapienti e gli
ignoranti dei due Mondi. Insomma un colpo sempre un colpo e non
mai piacevole sentirne le conseguenze. Pareva, a dir la verit, che i
promotori della cosa non si fossero affatto curati dello scompiglio
che la loro impresa poteva provocare sul nostro povero globo, e che
non guardassero che ai vantaggi. Fu cos che molto abilmente, i
delegati europei pi che mai irritati della disfatta e ben decisi ad
approfittare di questa circostanza, cominciarono a sollevare
lopinione pubblica contro il presidente del Gun-Club.
Ci si ricorder che la Francia, non avendo avanzato alcuna pretesa
sulle regioni circumpolari, non figurava fra le potenze che avevano
partecipato allasta. Tuttavia se anche essa si era ufficialmente
staccata dalla questione, un francese, labbiamo gi detto, sera preso
la briga di recarsi a Baltimora per seguire, a puro titolo personale e
per suo piacere, le diverse fasi di quella gigantesca impresa.
Si trattava di un ingegnere minerario, di trentacinque anni al
massimo. Entrato primo nella scuola politecnica e uscitone primo,
da presentarsi come un matematico eccezionale, molto
probabilmente superiore a J. T. Maston, il quale se pure era un po al
di fuori della media era pur sempre un calcolatore - come sarebbe
stato un Le Verrier di fronte a un Laplace o a un Newton.
Questingegnere - cosa che non guasta - era un uomo di grande
spirito; un originale come se ne incontrano a volte tra i pontieri e
raramente tra i minerari. Aveva una maniera tutta sua di dire le cose,
e particolarmente piacevole. Quando parlava con degli amici, anche
se parlava di argomenti scientifici, lo faceva con la disinvoltura dun
monello di Parigi. Amava le parole del francese popolare e quelle
espressioni a cui la moda ha fatto rapidamente posto. Si sarebbe detto
che, nei momenti dintimit, il suo linguaggio si sarebbe mal adattato
alle formule accademiche alle quali egli non si piegavase non quando
aveva la penna in mano. Contemporaneamente era un lavoratore
accanito, capace di restare dieci ore al tavolino e di scrivere fiumi di
pagine dalgebra come si scriverebbe una lettera. Il suo maggior
svago, dopo aver sudato sulla matematica pura per tutto un giorno,
era il whist, che sapeva giocare in modo mediocre bench ne avesse
calcolato tutte le possibilit. E, quando la mano toccava al morto,
bisognava sentirlo come gridava, in quel latino maccheronico caro
agli studenti del Politecnico: Cadaveri poussandum est!.
Questo strano personaggio si chiamava Pierdeux (Alcide) e, nella
sua mania di abbreviare, - comune del resto a tutti i suoi compagni -,
egli firmava di solito cos: APierd o anche APi senza mai metter
il puntino sulli. Era cos animato nelle sue discussioni, che era stato
soprannominato Alcide Solforico. Non solo era grande, ma sembrava
alto. I suoi compagni affermavano che la sua taglia era la
cinquemilionesima parte del quarto di meridiano, cio circa due
metri, e non sbagliavano di molto. Aveva la testa un po piccola per
il busto potente e le larghe spalle, ma come lagitava vivacemente e
che occhiate vibranti sfuggivano dagli occhi azzurri attraverso gli
occhiali! La sua caratteristica principale era quella di avere uno di
quei visi sempre allegri, pur essendo gravi, nonostante il suo cranio
prematuramente pelatosi per leccessivo studio dei segni algebrici
fatto sotto la luce dei becchi a gas delle sale di studio. Con tutto ci
era il miglior ragazzo di cui ci si ricordasse alla Scuola, e senza la
minima ombra di posa. Bench avesse un carattere molto
indipendente, si era sempre assoggettato alle prescrizioni del codice
X che detta legge fra i frequentatori dei Politecnici per tutto
quanto riguarda lo spirito cameratesco e il rispetto delluniforme. Era
stimato altrettanto bene sotto gli alberi del parco delle Aca, cos
chiamato perch privo di acacie, che nelle caser, dormitori dove
lordine del suo armadio e la precisione che regnava sui suoi scaffali
stavano a indicare il suo carattere essenzialmente metodico.
Che la testa di Alcide Pierdeux paresse un po piccola sulla cima
di quel suo grosso corpo, vero, ma in ogni caso era piena fino alle
meningi, parola mia! Innanzi tutto era un matematico, come lo sono
o lo sono stati tutti i suoi compagni; ma egli studiava la matematica
soltanto per applicarla alle scienze sperimentali, che a loro volta non
lo interessavano se non perch potevano venir impiegate
nellindustria. Questo era, lo riconosceva benissimo anche lui,
laspetto pi debole del suo carattere. Nessuno perfetto. Insomma,
la sua specialit era lo studio di quelle scienze che, nonostante i
progressi immensi, hanno e avranno sempre dei segreti per i loro
ammiratori.
Preciseremo tra laltro che Alcide Pierdeux era celibe. Come
amava dire lui, era ancora uguale a uno, bench il suo pi vivo
desiderio fosse quello di raddoppiarsi. I suoi amici avevano gi
pensato di farlo sposare con una deliziosa fanciulla, allegra, colta,
una provenzale di Martigues. Disgraziatamente cera un padre che
alle prime proposte rispose con la seguente battuta:
No, il vostro Alcide troppo sapiente! Terrebbe con la mia
povera figliola delle conversazioni incomprensibili per lei!...
Come se ogni vero sapiente non fosse semplice e modesto!
Ecco perch il nostro ingegnere, molto amareggiato decise di
mettere una certa porzione di mare fra la Provenza e se stesso.
Domand un congedo per un anno, lottenne, e pens che non
avrebbe potuto impiegarlo meglio che andando a seguire laffare
della North Polar Practical Association. Ecco perch a quellepoca
si trovava negli Stati Uniti.
E cos, da quando Alcide Pierdeux era a Baltimora, la grossa
impresa di Barbicane e C. non lo lasciava pi in pace. Che la Terra
diventasse anche gioviana per un mutamento del suo asse, poco gli
importava! Ma quello che stuzzicava la sua curiosit di uomo di
scienza - e non senza ragione - era con qual mezzo potesse
diventarlo.
Nel suo linguaggio pittoresco, andava ripetendosi:
Evidentemente il presidente Barbicane si prepara ad appioppare
alla nostra palla una sventola di prima categoria!... Ma come e in che
senso?... Il problema tutto qua!... Perdio! Immagino che giocher
con finezza, trattandola come una palla da bigliardo quando si vuol
ottenere un effetto di lato!... Se la prendesse in pieno, essa
finirebbe fuori dalla sua orbita e allora al diavolo gli anni attuali che
sarebbero sconvolti di brutto! No! quella brava gente pensa
evidentemente soltanto a sostituire al vecchio asse uno nuovo!...
Nessun dubbio su questo! Ma non riesco proprio a vedere dove
andranno a prendere il loro punto dappoggio, n quale scossa
potranno far giungere dallesterno... Ah! Se non esistesse il
movimento diurno, basterebbe un buffetto!... Ma il movimento
diurno esiste!... Non lo si pu sopprimere! come il canisdentum!.
E intendeva alludere alla gramigna
24
quel fenomeno di
Pierdeux!
In ogni caso aggiunse, comunque risolvano la cosa, faranno
uno scompiglio generale!
In fin dei conti il nostro scienziato aveva un bel rompersi la testa,
ma non riusciva neanche lontanamente a immaginare quale potesse
essere il mezzo architettato da Barbicane e Maston. Cosa tanto pi
seccante in quanto, se egli avesse conosciuto questo mezzo, egli ne
avrebbe rapidamente dedotte le formule meccaniche.
Ed ecco perch il 29 dicembre Alcide Pierdeux, ingegnere nel
Corpo nazionale minerario francese, misurava col largo compasso
aperto delle sue lunghe gambe le strade affollate di Baltimora.


24
Gioco di parole intraducibile. Infatti gramigna in francese si dice chiendent,
pronunciato come le due parole: chien (in italiano cane, in latino canis) e dent (in
italiano dente, in latino deus, ma in latino maccheronico dentum). Cos il
personaggio, per fare una battuta, anzich dire chiendent, esordisce con la sua
personale versione latina del termine: canisdentum. (N.d.T.)
CAPITOLO X
NEL QUALE INCOMINCIANO A POCO A POCO A FARSI
STRADA MOLTE INQUIETUDINI
FRATTANTO era trascorso un mese da quando si era tenuta
lassemblea generale nelle sale del Gun-Club. Durante questo lasso
di tempo, lopinione pubblica si era andata sensibilmente
modificando. I vantaggi del mutamento dellasse di rotazione,
dimenticati! Cominciavano a farsi sempre pi chiari gli svantaggi!
Non era possibile che non ne seguisse una catastrofe, poich il
mutamento doveva necessariamente essere prodotto da una forte
scossa! Di che genere sarebbe stata questa catastrofe nessuno poteva
dirlo! Quanto al miglioramento del clima era poi cos desiderabile?
In realt soltanto forse gli esquimesi, i lapponi, i samoiedi, i ciukci,
avevano da guadagnarci!
Bisognava sentirli, ora, i delegati europei blaterare contro
limpresa del presidente Barbicane! Per cominciare, avevano
presentato dei rapporti ai loro governi, avevano logorato i fili
sottomarini con lincessante movimento dei loro dispacci, avevano
richiesto e avevano ricevuto istruzioni!... E tali istruzioni si
immaginano benissimo! Sempre le solite frasi, redatte secondo le
formule dellarte diplomatica con le sue ridicole riserve: Mostrate
molta energia, ma non compromettete il vostro governo! Agite
risolutamente, ma non turbate lo statu quo!.
Intanto il maggiore Donellan e i suoi colleghi non cessavano di
protestare in nome dei loro paesi minacciati, e soprattutto in nome
del Vecchio continente.
pi che evidente diceva il colonnello Boris Karkof,
che gli ingegneri americani hanno dovuto prendere le loro
precauzioni per risparmiare il pi possibile i territori degli Stati Uniti
dalle conseguenze del colpo!
Ma ci saranno riusciti? rispondeva Jan Harald. Quando si
scrolla un ulivo durante la raccolta non ne patiscono forse tutti i
rami?
E quando voi ricevete un pugno nel petto, ripeteva Jacques
Jansen, non ne rimane scrollato tutto il corpo?
Ecco dunque qual era il significato della famosa clausola del
documento! esclamava Dean Toodrink. Ecco perch
accennava a certe modifiche geografiche o meteorologiche sulla
superficie del globo!
S! diceva Eric Baldenak, e il minimo che si pu temere
che il mutamento dellasse non spinga i mari fuor dei loro letti
naturali...
E se il livello oceanico sabbassa in punti diversi, faceva
osservare Jacques Jansen, non accadr che alcuni abitanti si
troveranno a tali altezze che sar impossibile qualsiasi
comunicazione coi loro simili?...
Se pure non saranno trascinati in strati di densit cos tenue,
aggiungeva Jan Harald, che laria non baster pi alla
respirazione!
Figuratevi Londra allaltezza del Monte Bianco! tuon il
maggiore Donellan.
E con le gambe aperte, la testa allindietro, questo gentiluomo
guardava verso lo zenit come se la capitale del Regno Unito si fosse
perduta fra le nubi.
Insomma, la cosa rappresentava un pericolo pubblico tanto pi
inquietante in quanto gi si intuiva quali sarebbero state le
conseguenze del mutamento dellasse terrestre.
Infatti si trattava dun mutamento nientemeno che di 23 28, che
avrebbe causato uno spostamento notevole dei mari a causa dello
schiacciamento della Terra ai vecchi Poli. La Terra era dunque
minacciata da sconvolgimenti simili a quelli che si crede di aver
recentemente osservato sulla superficie del pianeta Marte? L, infatti
interi continenti e fra gli altri la Libia di Schiaparelli, vennero
sommersi, - come indica la tinta blu scura sostituita alla tinta
rossastra! L il lago Mris scomparso! L, seicentomila chilometri
quadrati hanno subito profonde modifiche al nord, mentre al sud gli
oceani hanno abbandonato le vaste regioni che occupavano un
tempo! E se qualche anima caritatevole si era preoccupata per gli
alluvionati di Marte e aveva proposto daprire delle sottoscrizioni
a loro favore, che cosa sarebbe accaduto quando si fosse trattato di
preoccuparsi degli alluvionati della Terra?
Le proteste cominciarono dunque a farsi sentire da tutte le parti, al
governo degli Stati Uniti venne intimato di provvedere. Dopo tutto,
era meglio non tentarne lesperimento piuttosto che esporsi alle
catastrofi che si potevano con sicurezza prevedere. Il Creatore aveva
fatto bene le cose. Non cera alcuna necessit di avanzare una mano
temeraria sulla sua opera.
Ebbene, lo credereste? Cerano persone cos sciocche che
scherzavano su questioni cos gravi!
Vedete questi yankees? ripetevano. Infilzare la Terra su un
altro asse! Se almeno, a furia di girare su questo da milioni di secoli,
lavesse consumato con lo sfregamento dei suoi giri, forse sarebbe
stato opportuno cambiarlo come si cambia lasse di una carrucola o
duna ruota! Ma non forse ancora in buono stato come ai primi
giorni della creazione?
Che cosa rispondere a questa domanda?
E in mezzo a tutte queste recriminazioni, lingegnere Alcide
Pierdeux cercava di indovinare quale sarebbe stata la natura e la
direzione del colpo ideato da J. T. Maston, e in che punto preciso del
globo sarebbe stato sferrato. Una volta padrone di questo segreto,
egli avrebbe saputo certamente riconoscere le parti minacciate della
sfera terrestre.
stato detto prima che le paure del Vecchio continente non
potevano essere condivise dal Nuovo, o almeno in quella parte
compresa sotto il nome di America settentrionale, che appartiene pi
specialmente alla Confederazione americana. Infatti, non era
ammissibile che il presidente Barbicane, il capitano Nicholl e J. T.
Maston, da americani quali erano, non avessero pensato a preservare
gli Stati Uniti dalle emersioni o immersioni causate dal mutamento
dellasse in vari punti dEuropa, dellAsia, dellAfrica e
dellOceania? O si yankees o non lo si , e quelli lo erano tutti e tre
e anche al sommo grado, yankees tutti dun pezzo come aveva
detto Barbicane quando aveva spiegato il suo progetto di viaggio
sulla Luna.
Evidentemente tutta quella parte del Nuovo continente compresa
fra le terre artiche e il golfo del Messico non aveva nulla da temere
dal futuro cambiamento. anche probabile che lAmerica si sarebbe
avvantaggiata dun grande aumento di territorio.
Infatti, chiss se nei bacini abbandonati dai due oceani che ora la
bagnano non avrebbe trovato altrettante regioni da annettere quante
sono le stelle che la sua bandiera gi sfoggia tra le pieghe.
S, indubbiamente. Ma... ripetevano i pi timorosi, quelli che
vedono solo laspetto, il lato pericoloso delle cose, si mai sicuri di
qualcosa a questo mondo? E se J. T. Maston si fosse ingannato nei
suoi calcoli? E se il presidente Barbicane commettesse un errore al
momento di metterli in pratica? Questo pu capitare anche ai pi
abili artiglieri! Essi infatti non sempre mandano a segno la palla!
Si capisce come queste inquietudini fossero accuratamente
alimentate dai delegati delle potenze europee. Il segretario Dean
Toodrink pubblic vari articoli in questo senso e anche molto
violenti sullo Standard, Jan Harald nel giornale svedese
Aftenbladet e il colonnello Boris Karkof nel giornale russo molto
diffuso Novoie-Vremia. Nella stessa America le opinioni erano
disparate. I repubblicani, che sono liberali, rimasero partigiani del
presidente Barbicane, ma i democratici, che sono conservatori, si
dichiararono contro di lui. Una parte della stampa americana,
soprattutto il Journal de Boston, la Tribuna di New York, e altri,
si unirono al coro della stampa europea. Ricordiamo che negli Stati
Uniti, dopo lorganizzazione dellAssociated Press e dellUnited
Press, il giornale diventato un formidabile mezzo dinformazione,
poich il prezzo delle notizie locali e straniere supera ogni anno, e di
molto, la cifra di venti milioni di dollari.
Invano altri giornali, non meno diffusi, vollero schierarsi in favore
della North Polar Practical Association. Invano la signora
Evangeline Scorbitt pag al prezzo di dieci dollari lo spazio degli
articoli di fondo e degli articoli ameni in cui veniva fatta giustizia di
tutti quei pericoli, che venivano qui presentati come chimerici!
Invano la coraggiosa vedova cerc di dimostrare che, se mai ci fu
unipotesi ingiustificata, era proprio quella che J. T. Maston potesse
aver commesso un errore di calcolo! Infine lAmerica, impaurita
cominci a poco a poco a pensarla esattamente come lEuropa.
Del resto n il presidente Barbicane, n il segretario del Gun-
Club, n gli stessi membri del Consiglio damministrazione, si
prendevano la briga di rispondere. Li lasciavano dire e non avevano
mutato neppur una delle loro solite abitudini. Anzi non sembrava
nemmeno che fossero granch occupati negli ingenti preparativi che
doveva richiedere una simile operazione. Forse si preoccupavano del
mutamento dellopinione pubblica, della disapprovazione generale
che andava sempre pi accentuandosi contro un progetto accolto a
tutta prima con tanto entusiasmo? Pareva proprio di no.
Ben presto, nonostante la devozione della signora Evangeline
Scorbitt e le somme che essa spese in loro difesa, il presidente
Barbicane, il capitano Nicholl e J. T. Maston furono ascritti nella
categoria degli individui pericolosi per la sicurezza dei due Mondi.
Al governo federale fu ufficialmente intimato dalle potenze europee
dintervenire nella cosa e dinterrogare i promotori. Costoro
dovevano far conoscere apertamente i loro mezzi dazione,
dichiarare con quale procedimento contassero di sostituire al vecchio
asse uno nuovo, permettendo cos al pubblico di dedurne le
conseguenze dal punto di vista della generale sicurezza, e infine
indicare quali sarebbero state le parti del globo direttamente
minacciate, svelare insomma tutto ci che la prudenza poteva voler
sapere.
Il governo di Washington non si fece pregare. Lagitazione che
ormai aveva invaso gli Stati del nord, del centro e del sud della
repubblica non permetteva di perdersi in esitazioni. Una
Commissione dinchiesta, composta da cinquanta persone fra
meccanici, ingegneri, matematici, idrografi e geografi, presieduta dal
famoso John Prestice, fu costituita per decreto del 19 febbraio, con
pieni poteri per ottenere un rendiconto delloperazione e,
eventualmente, impedirla.
Dapprima il presidente Barbicane ricevette lordine di presentarsi
di fronte a questa Commissione.
Il presidente Barbicane non vi and.
Allora furono inviati degli agenti a cercarlo nella sua casa privata
a Baltimora, 95, Cleveland Street.
Il presidente Barbicane non cera pi.
Dovera? ...
Non si sapeva.
Quando era partito?...
Da cinque settimane; l11 gennaio aveva lasciato la capitale del
Maryland e il Maryland stesso in compagnia del capitano Nicholl.
Doverano andati i due?
Nessuno era in grado di dirlo.
Evidentemente i due membri del Gun-Club si erano diretti in
quella regione misteriosa dove sarebbero cominciati i preparativi
sotto la loro direzione.
Ma dove mai poteva essere quel luogo?
Come si capir si aveva una gran fretta di saperlo per poter
rompere le uova nel paniere del piano di quei pericolosi ingegneri,
fintantoch cera ancora tempo.
Il disappunto causato dalla partenza del presidente Barbicane e del
capitano Nicholl fu enorme. Si produsse immediatamente un flusso
di furore che mont, come una marea equinoziale, contro gli
amministratori della North Polar Practical Association.
Ma un uomo doveva sapere dove erano andati il presidente
Barbicane e il suo collega: un uomo che poteva immediatamente
rispondere a quel gigantesco punto interrogativo che si levava ormai
come un vessillo sulla superficie del globo.
Questuomo era J. T. Maston.
J. T. Maston fu citato dinanzi alla Commissione dinchiesta
presieduta da John Prestice.
J. T. Maston non comparve.
Forse anche lui aveva lasciato Baltimora? Forse era andato a
raggiungere i suoi colleghi per aiutarli nellimpresa di cui il mondo
intero attendeva con comprensibile terrore i risultati?
No! J. T. Maston abitava sempre al Balistic-Cottage, al numero
109 di Franklin Street, lavorando senza sosta gi immerso in nuovi
calcoli, interrompendosi solo per passare qualche serata nelle sale
della signora Evangeline Scorbitt al sontuoso palazzo di New-Park.
Gli fu dunque inviato un agente dal presidente della commissione
dinchiesta con lordine di condurlo l.
Lagente arriv alla villetta, buss alla porta, si introdusse
nellingresso, fu accolto abbastanza male dal negro Fire-Fire, e ancor
peggio dal padrone di casa.
Tuttavia J. T. Maston pens di doversi arrendere allinvito, ma,
una volta in presenza dei commissari dinchiesta, non nascose di
essere molto seccato per essere stato interrotto durante le sue normali
occupazioni.
Gli fu rivolta una prima domanda:
Il segretario del Gun-Club sapeva dove si trovavano in quel
momento il presidente Barbicane e il capitano Nicholl?
Lo so, rispose J. T. Maston, con voce decisa, ma non mi
ritengo autorizzato a rivelarlo.
Seconda domanda:
I suoi due colleghi si stavano occupando dei preparativi necessari
al mutamento dellasse terrestre?
Questo, rispose J. T. Maston fa parte del segreto che io
sono tenuto a rispettare, perci mi rifiuto di rispondere.
Vorrebbe dunque comunicare i risultati del suo lavoro alla
Commissione dinchiesta, che avrebbe giudicato se fosse possibile
lasciar compiere i progetti della Societ?
No, certamente non li comunicher! ...Piuttosto li
distruggerei!... mio diritto di libero cittadino della libera America
di non comunicare a nessuno i risultati dei miei lavori!
Ma, se vostro diritto, signor Maston, disse il presidente
Prestice con tono grave come se avesse risposto a nome del mondo
intero, non forse anche vostro dovere parlare di fronte al
pubblico per mettere fine allo stato dangoscia delle popolazioni
terrestri?
J. T. Maston non credeva che questo fosse il suo dovere. Egli non
ne aveva che uno, quello di tacere. E avrebbe taciuto.
Nonostante le insistenze, le suppliche, le minacce, i membri della
Commissione dinchiesta non riuscirono a cavare nulla dalluomo
dalluncino di ferro. No, mai! Mai nessuno avrebbe creduto che si
nascondesse tanta tenace ostinazione sotto un cranio di guttaperca!
J. T. Maston dunque se ne and comera venuto, e lascio a voi
immaginare se venne complimentato per la sua ferma condotta dalla
signora Evangeline Scorbitt.
Quando fu reso noto il risultato della comparsa di J. T. Maston
davanti ai commissari dinchiesta, lindignazione pubblica assunse
forme addirittura allarmanti per la sicurezza del nostro artigliere a
riposo.
La pressione sui massimi rappresentanti del governo federale non
tard a diventare insostenibile e lintervento dei delegati europei e
dellopinione pubblica fu cos violento, che il ministro di stato, John
S. Wright, dovette richiedere ai suoi colleghi il consenso di agire
manu militari.
La sera del 13 marzo J. T. Maston si trovava nel suo studio del
Balistic-Cottage, assorto nelle sue cifre, quando il campanello del
telefono suon febbrilmente.
Pronto, pronto mormor la piastra agitata da un tremito che
indicava una grande inquietudine.
Chi parla? domand J. T. Maston.
La signora Scorbitt.
Che cosa desidera signora Scorbitt?
Mettervi in guardia!... Sono appena stata informata che, questa
stessa sera...
La frase non era neanche ancora entrata nelle orecchie di J. T.
Maston, che la porta del Balistic-Cottage fu violentemente abbattuta
a spallate.
Sulla scala che portava allo studio si udiva un tumulto
straordinario. Una voce si ribellava. Altre pretendevano di ridurla al
silenzio, poi il tonfo di un corpo caduto.
Era il negro Fire-Fire che rotolava di gradino in gradino, dopo
aver tentato invano di difendere dagli assalitori la casa del suo
padrone.
Un istante dopo la porta dello studio cadeva dun colpo, e apparve
un conestabile seguito da una squadra di agenti.
Il conestabile aveva ordine di eseguire una perquisizione nel
cottage, dimpadronirsi delle carte di J. T. Maston e della sua
persona.
Il focoso segretario del Gun-Club impugn un revolver e
minacci gli agenti di una scarica sestupla.
Ma in un attimo, grazie al numero dei suoi oppositori, venne
disarmato, e fu fatta man bassa delle carte ricoperte di formule e di
cifre che ingombravano il suo tavolo.
A un tratto, svincolandosi con un brusco movimento, J. T. Maston
riusc a impadronirsi di un taccuino che pareva contenesse tutto
linsieme dei suoi calcoli.
Gli agenti si lanciarono su di lui per strapparglielo a costo della
vita, se era necessario...
Ma J. T. Maston riusc prontamente ad aprirlo, a strapparne
lultima pagina e, pi rapidamente ancora a inghiottirla, come una
pillola.
Ora provatevi a prenderla! esclam con un tono che avrebbe
potuto avere Leonida alle Termopili.
Unora dopo, J. T. Maston. era rinchiuso nelle prigioni di
Baltimora.
Indubbiamente era il meglio che potesse capitargli perch la
popolazione sarebbe giunta a degli eccessi contro la sua persona,
eccessi molto spiacevoli per lui - che la polizia non avrebbe potuto
prevenire.

CAPITOLO XI
QUEL CHE C NEL TACCUINO DI J. T. MASTON E
QUEL CHE NON C PI
IL TACCUINO sequestrato dalla polizia di Baltimora era costituito
da una trentina di pagine, zeppe di formule, dequazioni, e di numeri
che formavano linsieme dei calcoli di J. T. Maston. Era un lavoro di
alta meccanica, che poteva essere capito solo da dei matematici. Vi
compariva perfino lequazione delle forze vive,
V
2
V
0
2
= 2gr
0
2
(
1
r

1
r
0
)
gi incontrata nel problema di Dalla Terra alla Luna, dove erano
continuate anche le espressioni relative allattrazione lunare.
In sostanza il volgo non avrebbe assolutamente capito nulla di
questo lavoro. E appunto per ci parve opportuno fargliene
conoscere solo i dati e i risultati, per i quali il mondo intero si
angosciava tanto da qualche settimana a quella parte.
Tutto ci fu affidato alla pubblicit dei giornali, non appena i dotti
della Commissione dinchiesta ebbero esaminato le formule del
famoso matematico... Tutto ci fu portato a conoscenza della gente
attraverso tutte le gazzette, senza distinzione di partito.
Innanzi tutto non era possibile discutere sul lavoro di J. T.
Maston. Problema correttamente enunciato, problema mezzo
risolto, come si usa dire, e questo lo era meravigliosamente.
Daltronde i calcoli erano stati fatti con troppa precisione perch la
Commissione si sognasse di metterne in dubbio lesattezza e le
conseguenze. Se loperazione veniva condotta a termine lasse
terrestre sarebbe stato immancabilmente modificato e le catastrofi
previste si sarebbero avverate in tutta la loro vastit.
Nota redatta a cura della Commissione dinchiesta di Baltimora
per essere comunicata a giornali, riviste e gazzettini dei due Mondi.
Leffetto a cui mira il consiglio damministrazione della North
Polar Practical Association e che si propone come scopo di
sostituire con un nuovo asse di rotazione lasse vecchio, ottenuto
per mezzo del movimento di rinculo dun meccanismo piazzato in un
punto ben preciso della Terra. Essendo lanima di questo congegno
irresistibilmente piantata nel suolo, non c dubbio che essa
comunicher la sua retrospinta a tutta la massa del nostro pianeta.
Lo strumento adottato dagli ingegneri della Societ non altro
che un mostruoso cannone, il cui effetto sarebbe nullo se il colpo
venisse tirato verticalmente. Per produrre leffetto massimo conviene
puntarlo in senso orizzontale verso nord o verso sud, e proprio
questultima direzione stata scelta da Barbicane e C. In queste
condizioni, il rinculo produce un urto della Terra verso nord, urto
simile a quello duna biglia tirata molto leggermente. In verit
proprio quello che aveva predetto il perspicace Alcide Pierdeux!
Appena tirato il colpo, il centro della Terra si sposta seguendo
una direzione parallela a quella dellurto, il che potr cambiare il
piano dellorbita e di conseguenza la durata dellanno, ma in misura
cos minima che da considerarsi assolutamente trascurabile.
Contemporaneamente la Terra prende un movimento di rotazione
intorno a un asse situato nel piano dellEquatore, e la sua rotazione si
compirebbe eternamente su questo nuovo asse se il movimento
diurno non fosse esistito prima dellurto.
Ma questo movimento esiste attorno alla linea dei Poli e,
combinandosi colla rotazione accessoria prodotta dal rinculo, d
origine a un nuovo asse il cui Polo si scosta dallantico di una
quantit x. Inoltre, se il colpo tirato nel momento in cui il punto
vernale - una delle due intersezioni dellEquatore con leclittica - al
nadir del punto di tiro, e se il rinculo abbastanza forte da spostare il
vecchio Polo di 23 28, il nuovo asse terrestre diventa
perpendicolare al piano della sua orbita, pi o meno come avviene
per il pianeta Giove.
Sappiamo quali sarebbero le conseguenze di questa
perpendicolarit che il presidente Barbicane ha pensato bene di dover
rivelare nellassemblea del 22 dicembre.
Ma, data la massa della Terra e la quantit di movimento chessa
possiede, possiamo concepire uno sparo di cannone tale che il suo
rinculo sia in grado di produrre uno spostamento del Polo attuale, e
addirittura di 23 28? S, se un cannone o una serie di cannoni sono
costruiti con le dimensioni richieste dalle leggi della meccanica, o, se
non hanno queste dimensioni, se gli inventori possiedono un
esplosivo duna potenza tale da imprimere al proiettile la velocit che
necessaria per detto spostamento.
Prendendo a esempio il cannone di ventisette centimetri della
marina francese (modello 1875), che lancia un proiettile di 180
chilogrammi con una velocit di 500 metri al secondo, dando a
questo cannone dimensioni cento volte maggiori, vale a dire un
milione di volte in volume, esso lancerebbe un proiettile di 180 mila
tonnellate. Se inoltre la polvere avesse una forza espansiva
sufficiente per dare al proiettile una velocit cinquemilaseicento
volte pi forte che non la vecchia polvere da cannone, si otterrebbe il
risultato richiesto. Infatti, con una velocit di 2800 chilometri al
secondo
25
non c pericolo che lurto del proiettile, incontrando
nuovamente la Terra, lasci le cose allo stato iniziale.
Ebbene, sfortunatamente per la sicurezza della Terra, anche se
ci pu apparir straordinario, J. T. Maston e i suoi colleghi sono in
possesso precisamente di questo esplosivo duna forza praticamente
infinita e di cui la polvere uscita per lanciare il missile della
Columbiad sulla Luna, non riuscirebbe a dare unidea. stato il
capitano Nicholl a scoprirlo. Delle sostanze che lo compongono non
si trova che un vago accenno nel taccuino di J. T. Maston, che si
limita a segnalare questo esplosivo col nome di meli-melonite.
Tutto ci che sappiamo che formato dalla reazione di un
miscuglio di sostanze organiche e dacido azotico. Un certo numero
di radicali monoatomici (Az <<
0
0
) si sostituiscono a uno stesso
numero di atomi didrogeno, dal che si ottiene una polvere che, come
il cotone fulminante, formata dalla combinazione e non dal
semplice miscuglio dei comburenti e combustibili primi.
In ogni caso, qualunque sia questo esplosivo, con la forza pi

25
Velocit che permetterebbe di andare da Parigi a Pietroburgo in un secondo.
(N.d.A.)
che sufficiente a lanciare fuori dellattrazione terrestre un proiettile
del peso di 180.000 tonnellate, evidente che il rinculo impresso al
cannone produrr i seguenti effetti: mutamento dellasse,
spostamento del Polo di 23 28, perpendicolarit del nuovo asse sul
piano delleclittica. E da ci tutte le catastrofi giustamente temute
dagli abitanti della Terra.
Tuttavia lumanit ha una possibilit per sfuggire alle
conseguenze dunimpresa che produrrebbe simili modifiche nella
situazione geografica e climatologica del globo terrestre.
possibile costruire un cannone di tali dimensioni da essere un
milione di volte il volume del cannone da 27 centimetri? Per quanti
siano i progressi dellindustria metallurgica, che costruisce i ponti di
La Tay e di Forth, i viadotti di Garabit e la torre Eiffel, ammissibile
pensare che degli ingegneri possano fabbricare una macchina cos
gigantesca, per non parlare poi del proiettile di 180.000 tonnellate
che dovr essere lanciato nello spazio?
pi che lecito dubitarne. questa, evidentemente, una delle
ragioni per cui il tentativo di Barbicane e C. probabilmente non
riuscir. Ma esso lascia comunque campo libero a una quantit di
eventi preoccupanti, poich pare che la nuova Societ si sia gi
messa allopera.
Sappiate infatti che Barbicane e Nicholl hanno lasciato
Baltimora e lAmerica. Sono partiti da pi di due mesi. Dove sono
andati?... Certamente in quel punto sconosciuto del globo dove tutto
deve essere disposto per tentare la loro impresa.
Ma qual questo punto? Lo si ignora e di conseguenza
impossibile mettersi sulle tracce di quegli audaci malfattori (sic)
che pretendono di capovolgere il mondo col pretesto di sfruttare a
loro vantaggio i nuovi giacimenti carboniferi.
fin troppo chiaro che quel luogo era indicato sul taccuino di J.
T. Maston nellultima pagina che riassumeva i suoi lavori. Ma
quellultima pagina stata fatta a pezzi sotto i denti del complice di
Impey Barbicane, complice che, ora imprigionato nelle carceri di
Baltimora, si rifiuta nel modo pi assoluto di parlare.
Questa dunque la situazione. Se il presidente Barbicane riesce
a fabbricare il suo mostruoso cannone e il proiettile, se, in una parola
la sua impresa si realizza nelle condizioni precedentemente elencate
egli modificher il vecchio asse e entro sei mesi la Terra sar
sottoposta alle conseguenze di questo imperdonabile tentativo
(sic).
stata scelta una data in cui il tiro ottenga il massimo sforzo, e
in cui lurto impresso allellissoide terrestre produca il massimo
dellintensit.
Questa data il 22 settembre, dodici ore dopo il passaggio del
Sole al meridiano del punto x.
Essendo conosciute queste circostanze: 1) che il tiro sar fatto
con un cannone un milione di volte pi grosso del cannone da 27; 2)
che questo cannone sar caricato con un proiettile di 180.000
tonnellate; 3) che a questo proiettile sar impressa una velocit
iniziale di 2800 chilometri; 4) che il colpo sar tirato il 22 settembre,
dodici ore dopo il passaggio del Sole al meridiano del luogo, date
queste circostanze si pu forse dedurre qual il punto x dove avverr
la cosa?
Evidentemente no!... hanno risposto i commissari dinchiesta.
Effettivamente non c nulla che permetta di calcolare quale sar
il punto x, poich nel lavoro di J. T. Maston non c nessuna
indicazione del punto per il quale passer il nuovo asse, in altri
termini, in che punto saranno situati i nuovi Poli della Terra. A 23
28 dallantico, daccordo! Ma non siamo assolutamente in grado di
stabilire su quale meridiano.
dunque impossibile prevedere quali saranno i termini che si
abbasseranno o si solleveranno in seguito al mutamento di livello
degli oceani, quali saranno i continenti trasformati in mari e i mari
trasformati in continenti.
E s che quel mutamento di livello sar enorme, stando ai calcoli
di J. T. Maston. Dopo lurto, la superficie del mare assumer la
forma dun ellissoide di rivoluzione attorno al nuovo asse polare, e il
livello della massa liquida cambier su quasi tutti i punti del globo.
Infatti lintersezione del livello del mare antico e di quello del
mare nuovo - due superfici di rivoluzione uguali i cui assi
sincontrano - si comporr di due curve piane, i cui due piani
passeranno per una perpendicolare al piano dei due assi polari e,
rispettivamente, per le due bisettrici dellangolo formato dai due assi
polari. (Parole testuali riportate come sono sul taccuino del
matematico. )
Da ci deriva che i massimi mutamenti di livello potranno
raggiungere un rialzo o un abbassamento di 8.415 metri rispetto al
livello antico, e che in certi punti del globo vari territori si
abbasseranno o rialzeranno della stessa quantit in rapporto al nuovo.
Questa quantit andr gradatamente diminuendo fino alle linee di
demarcazione, dividendo il globo in quattro segmenti in
corrispondenza dei quali il mutamento di livello sar nullo.
Bisogna anche notare che lo stesso Polo artico sar sommerso
sotto pi di 3000 metri dacqua, poich si trova ad una minore
distanza dal centro della Terra a causa dello schiacciamento del
globo. Dunque la regione acquistata dalla North Polar Practical
Association dovrebbe essere sommersa e di conseguenza
irraggiungibile. Ma Barbicane e C. avevano previsto la cosa e, certe
considerazioni geografiche tratte dalle ultime scoperte, permettono di
affermare lesistenza, al Polo artico, dun altipiano la cui altezza
superiore ai 3000 metri.
Quanto ai punti del globo in cui il mutamento di livello
raggiunga 1.415 metri e quindi ai territori che subiranno le pi
disastrose conseguenze, inutile pretendere di prevederli. Neanche i
matematici pi ingegnosi vi riuscirebbero. In questa equazione c
unincognita che nessuna formula riesce a risolvere: la posizione
precisa del punto x dove avverr il tiro e di conseguenza lurto...
Appunto questa x il segreto degli autori di questa indegna faccenda.
Dunque, per riassumere, gli abitanti della Terra, a qualsiasi
latitudine vivano, sono direttamente interessati a scoprire questo
segreto, poich sono direttamente minacciati dallimpresa di
Barbicane e C.
Perci si avvertono gli abitanti dellEuropa, dellAfrica,
dellAsia, dellAmerica, dellAustralia e dellOceania di controllare
tutti i lavori di balistica, come fusione di cannoni, fabbrica di polvere
o di proiettili intrapresi sul loro territorio, di controllare anche la
presenza di qualsiasi straniero che sembri sospetto e di avvertirne
immediatamente i membri della Commissione dinchiesta a
Baltimora, Maryland, U.S.A.
Voglia il cielo che questa rivelazione ci giunga prima del 22
settembre del presente anno, che minaccia di sconvolgere lordine
che regola il sistema terrestre.

CAPITOLO XII
NEL QUALE J. T. MASTON CONTINUA EROICAMENTE
A TACERE
DUNQUE: dopo il cannone usato per lanciare un missile dalla Terra
alla Luna, ecco il cannone usato per modificare lasse terrestre. Il
cannone! Sempre il cannone! Ma non hanno dunque altro per la testa,
questi benedetti artiglieri del Gun-Club? Sono dunque stati presi
dalla mania di cannonismo intensivo? Vogliono fare del cannone
lultima ratio su questo mondo? mai possibile che questo terribile
strumento sia il re delluniverso? Come il diritto canonico
26
regola la
teologia, il re cannone il supremo regolatore delle leggi industriali e
cosmologiche?
S! Bisogna ammetterlo, il cannone era lo strumento che doveva
dominare sulla mente del presidente Barbicane e dei suoi colleghi.
Non per niente avevano consacrato la propria vita alla balistica.
Dopo il Columbiad della Florida, dovevano arrivare al mostruoso
cannone... del punto x! E par gi di udir una voce gridare potente:
Puntate sulla Luna!... Primo pezzo... Fuoco!
Cambiate lasse della Terra... Secondo pezzo... Fuoco!
Aspettando questo ordine che tutto il mondo aveva cos voglia di
lanciare:
A Charenton!... Terzo pezzo... Fuoco!
Davvero la loro impresa giustificava il titolo di questopera! Forse
sarebbe pi esatto intitolarla Il mondo senza un sopra e senza un
sotto che non Il mondo sottosopra perch realmente non ci sarebbe
pi n sopra n sotto e secondo lespressione di Alcide Pierdeux
ne seguirebbe uno scompiglio generale!
Comunque sia, la pubblicazione della nota redatta dalla

26
Diritto canonico, in francese, si dice droit canon: diritto-cannone. (N.d.T.)
Commissione dinchiesta produsse tale effetto che facile darne
unidea. Bisogna ammettere che quanto in essa contenuto non era
certo fatto per rassicurare gli animi. Dai calcoli di J. T. Maston
risultava che il problema meccanico era stato risolto in tutti i punti.
Limpresa che avrebbero tentato il presidente Barbicane e il capitano
Nicholl - ormai era chiaro - avrebbe procurato un mutamento
indubbiamente disastroso nel movimento di rotazione diurna.
Sarebbe stato sostituito un nuovo asse al vecchio... e si sapeva quali
sarebbero state le conseguenze di tale sostituzione.
Limpresa di Barbicane e C. fu dunque definitivamente giudicata,
maledetta e denunziata al biasimo generale. NellAntico come nel
Nuovo continente i membri del Consiglio damministrazione della
North Polar Practical Association non trovarono pi altro che
avversari. I pochi che li difendevano erano fra i cervelli pi pazzi
degli Stati Uniti.
In effetti, dal punto di vista della sicurezza personale, il presidente
Barbicane e il capitano Nicholl avevano fatto bene ad abbandonare
Baltimora e lAmerica. Altrimenti lecito pensare che gli sarebbe
capitato qualche malanno. Non si pu impunemente minacciare una
popolazione di millequattrocento milioni dabitanti, capovolgere le
loro abitudini procurando un mutamento delle condizioni
dabitabilit della Terra, turbarli nella loro stessa esistenza,
provocando una catastrofe universale.
Ma, come avevano fatto i due colleghi del Gun-Club a sparire
senza lasciare alcuna traccia? E come avevano potuto partire con il
materiale e il personale necessario per una simile impresa senza che
nessuno se ne fosse accorto? Centinaia di vagoni, se avevano
viaggiato per ferrovia, centinaia di navi, se per mare, non sarebbero
bastate a trasportare i carichi di metallo, di carbone e di meli-
melonite. Era assolutamente incomprensibile come questa partenza
avesse potuto avvenire in incognito. Tuttavia era proprio cos.
Inoltre, dopo una precisa inchiesta, fu ammesso che non era stata
fatta nessuna ordinazione n alle officine metallurgiche n alle
fabbriche di prodotti chimici dei due Mondi. Per quanto
inesplicabile, era cos. Ma certamente tutto ci un giorno si sarebbe
spiegato.
Tuttavia, se anche il presidente Barbicane e il capitano Nicholl,
misteriosamente scomparsi, erano al sicuro da ogni immediato
pericolo, il loro collega J. T. Maston, scrupolosamente tenuto sotto
chiave, aveva tutto da temere dalle rappresaglie pubbliche. Bah! Egli
non se ne preoccupava affatto! Che eccezionale zuccone questo
matematico! Era di ferro come il suo avambraccio, niente lo faceva
cedere.
Nel fondo della cella che occupava nel carcere di Baltimora, il
segretario del Gun-Club era sempre pi assorbito nella lontana
visione degli amici che non aveva potuto seguire. Immaginava di
vedere il presidente Barbicane e il capitano Nicholl impegnati a
preparare la loro gigantesca impresa in quel punto sconosciuto del
globo in cui nessuno li avrebbe disturbati.
Gli pareva di vederli fabbricare lenorme congegno, combinare la
meli-melonite, fondere il proiettile che sarebbe ben presto diventato
uno dei piccoli pianeti del Sole! Questo nuovo astro avrebbe avuto il
vezzoso nome di Scorbetta, come testimonianza di galanteria e di
stima verso la ricca capitalista di New-Park. E J. T. Maston contava i
giorni, troppo lunghi per i suoi gusti, che mancavano alla data fissata
per il lancio.
Era gi linizio daprile. Fra due mesi e mezzo lastro diurno,
dopo essersi arrestato al solstizio sul Tropico del Cancro, sarebbe
ritornato verso il Tropico del Capricorno. Tre mesi dopo avrebbe
attraversato la linea equatoriale allequinozio dautunno. Allora
appunto sarebbero finite quelle stagioni che da milioni di secoli si
alternavano cos regolarmente e cos stupidamente ogni anno sulla
Terra. Per lultima volta, nel 187..., il nostro pianeta sarebbe andato
soggetto alla diseguaglianza fra i giorni e le notti. Finalmente ci
sarebbe stato un ugual numero di ore fra il sorgere e il tramonto del
sole in tutti i punti del globo.
Davvero era unimpresa magnifica, sovrumana, divina! J. T.
Maston si dimenticava perfino il territorio artico e lo sfruttamento dei
giacimenti del vecchio Polo, di fronte alle conseguenze
cosmografiche dellimpresa. Lo scopo principale della nuova Societ
scompariva in confronto alle trasformazioni che avrebbero cambiato
la faccia del mondo.
Eppure il mondo non voleva cambiar faccia. Trovava ancora
molto giovane quella che Dio gli aveva dato nelle prime ore della
creazione!
E J. T. Maston, solo e indifeso al fondo della sua cella, non
cessava di opporsi a tutte le pressioni che si cercava di esercitare su
di lui. I membri della Commissione dinchiesta venivano ogni giorno
a visitarlo, ma non attenevano nulla. Fu cos che John Prestice pens
di ricorrere allunica influenza che forse avrebbe avuto pi successo
della loro: quella della signora Evangeline Scorbitt. Tutti erano al
corrente di quanta forza di volont la degna vedova era capace di
espletare quando si trattava di faccende che riguardavano il suo
adorato J. T. Maston e di quale amore sconfinato ella nutrisse per il
celebre matematico.
Cos, secondo la decisione dei commissari, la signora Evangeline
Scorbitt fu autorizzata ad andare a render visita al prigioniero ogni
qualvolta le piacesse. Del resto, non era anche lei minacciata come
tutti gli altri abitanti del globo, dal rinculo del mostruoso cannone?
N la sua villa di New-Park sarebbe stata pi risparmiata nella
catastrofe finale della capanna del pi umile boscaiolo o del wigwam
dellindiano delle praterie? No, di certo! Ne andava della sua
esistenza cos come di quella dellultimo dei samoiedi o del pi
ignoto isolano del Pacifico! Ecco quanto le fece capire il presidente
della Commissione, ed ecco perch essa fu pregata di impiegare tutta
linfluenza di cui era capace sullanimo di J. T. Maston.
Se costui si fosse finalmente deciso a parlare, se avesse detto in
quale luogo il presidente Barbicane e il capitano Nicholl e
certamente anche il numero di altre persone che dovevano essersi
unite a loro - erano impegnati nei loro preparativi, si sarebbe ancora
fatto in tempo a mettersi alla loro ricerca, trovare le loro tracce e
mettere fine a tutte le ansie, le angosce e gli spaventi dellumanit.
Alla signora Evangeline Scorbitt fu dunque permesso di entrare
nella prigione. Ci che lei desiderava soprattutto era rivedere J. T.
Maston, strappato dalle mani della polizia al benessere della sua
casa.
Ma voleva dire conoscere ben male lenergica Evangeline,
crederla schiava delle debolezze umane! E il 9 aprile se qualche
orecchio indiscreto si fosse appoggiato alla porta della cella la prima
volta che ella vi entr ecco cosa avrebbe udito, non senza una certa
meraviglia:
Finalmente vi rivedo caro Maston!
Voi, signora Scorbitt?
S, amico mio, dopo quattro settimane, quattro lunghe
settimane di separazione...
Esattamente ventotto giorni, cinque ore e quarantacinque
minuti, disse J. T. Maston dopo aver consultato lorologio.
Eccoci finalmente riuniti!...
Ma come mai vi hanno lasciata venire fino da me, cara signora
Scorbitt?
A condizione che io usi la mia influenza su colui che oggetto
del mio affetto illimitato.
Cosa?... Evangeline! esclam J. T. Maston. Voi avreste
acconsentito a darmi tali consigli?... Voi avete pensato che io avrei
potuto tradire i nostri colleghi!
Io? Caro Maston!... Mi giudicate dunque cos male!... Io!...
Pregarvi di sacrificare la vita allonore?... Io!... Spingervi a un atto
che macchie-rebbe irrimediabilmente tutta unesistenza interamente
consacrata alle pi alte speculazioni della meccanica
trascendentale!...
Meno male, signora Scorbitt! Son felice di ritrovare in Voi la
generosa sostenitrice della nostra Societ! No!... Io non ho mai
dubitato del vostro gran cuore!
Grazie, caro Maston!
Quanto a me, divulgare lopera nostra, rivelare in quale punto
del globo sar effettuato il nostro lancio prodigioso; vendere, per cos
dire, questo segreto che ho potuto fortunatamente nascondere nel pi
profondo del mio cuore, permettere a quei barbari di lanciarsi sulle
tracce dei nostri amici, dinterrompere i lavori che ci daranno
vantaggio e gloria!... La morte piuttosto!
Sublime Maston! esclam Evangeline Scorbitt.
Sta di fatto che quei due esseri, cos strettamente uniti dal
medesimo entusiasmo, e cos insensati entrambi, del resto erano
proprio fatti per capirsi.
No! Essi non sapranno mai il nome del paese che i miei calcoli
hanno designato, e la cui fama sta per diventare immortale!
aggiunse J. T. Maston. Mi uccidano, se vogliono, ma non mi
strapperanno mai il segreto!
E che uccidano me con voi! disse la signora Evangeline
Scorbitt. Anchio sar muta come una tomba...
Fortunatamente, cara Evangeline, essi ignorano che voi
conoscete questo segreto!
Credereste dunque, caro Maston, che sarei capace di svelarlo
perch non sono che una donna? Tradire i nostri colleghi e voi!... No,
amico mio, no! Che quei filistei sollevino pure tutta la popolazione
delle citt e delle campagne contro di voi, che il mondo intero entri
per la porta di questa cella per strapparvelo! Ebbene: io sar con voi,
e noi avremo almeno la consolazione di morire insieme!...
Ora, se mai questa era una consolazione, poteva J. T. Maston
sognarne una pi dolce di morire tra le braccia della signora
Evangeline Scorbitt?
Cos finiva la conversazione, ogni qual volta quelladorabile
donna veniva a far visita al prigioniero.
E quando i commissari le chiedevano i risultati dei suoi interventi:
Ancora niente! diceva. Forse col tempo otterr
finalmente... Oh, lastuzia delle donne!
Col tempo! diceva lei, ma quel tempo avanzava a grandi passi. Le
settimane si susseguivano veloci come dei giorni, i giorni come delle
ore, le ore come dei minuti!
Era gi maggio. La signora Evangeline Scorbitt non aveva
ottenuto niente da J. T. Maston, e l dove quella donna tanto
influente aveva fallito, nessuno sperava pi di riuscire. Bisognava
dunque rassegnarsi ad aspettare il colpo terribile senza che ci fosse
alcuna possibilit dimpedirlo?
Ebbene, no! In simili casi, la rassegnazione inaccettabile! Perci
i delegati delle potenze europee si fecero pi ossessionanti che mai.
Era una lotta continua tra loro e i membri della Commissione
dinchiesta, che furono direttamente bersagliati. Perfino il
flemmatico Jacques Jansen, che a onta della proverbiale placidit
olandese, tempestava i commissari con quotidiane lamentele. Il
colonnello Boris Karkof arriv persino a un duello col segretario
della detta Commissione, nel quale fer solo leggermente il suo
avversario. Quanto al maggiore Donellan non si batt n con armi da
fuoco n con armi bianche - perch ci contrario alle abitudini
britanniche tuttavia assistito dal suo segretario Dean Toodrink,
scambi una dozzina di pugni, secondo tutte le regole della boxe, con
William S. Forster, il flemmatico commerciante di merluzzi, luomo
di paglia della North Polar Practical Association che del resto non
sapeva niente della cosa.
In realt il mondo intero congiurava per rendere gli Stati Uniti
responsabili delle imprese duno dei loro pi gloriosi figli, Impey
Barbicane. Si parlava di ritirare gli ambasciatori e i ministri
plenipotenziari accreditati presso il colpevole governo di Washington
e di dichiarargli guerra.
Poveri Stati Uniti! Eppure anchessi non chiedevano di meglio
che di impadronirsi di Barbicane e C. Invano essi rispondevano che
le potenze dellEuropa, dellAsia, dellAfrica e dellOceania avevano
carta bianca per arrestarlo ovunque si trovasse: non venivano
neppure ascoltati. Fino a quel momento era stato impossibile scoprire
in quale luogo il presidente e il suo collega preparassero la loro
abominevole operazione.
Cosicch le potenze straniere rispondevano:
Voi avete in vostro potere J. T. Maston, loro complice! J. T.
Maston sa tutto sul conto di Barbicane! Dunque fate parlare J. T.
Maston!
Far parlare J. T. Maston! Era come pretendere di strappare una
parola dalla bocca dArpocrate, dio del silenzio, o al capo
dellistituto dei sordomuti di New York.
Crescendo lesasperazione delluniversale timore, alcuni spiriti
pratici fecero presente che le torture usate nel Medio Evo potevano
servire al caso: gli stivaletti del mastro-tormentatore giurato, le
tanaglie, il piombo fuso -cos efficace per sciogliere anche le lingue
pi ribelli - lolio bollente, il cavalletto, luso dellacqua, della corda,
ecc. Perch non servirsi di questi metodi che la giustizia di un tempo
non esitava ad adoperare per casi infinitamente meno gravi, e per
delitti particolari che interessavano solo indirettamente il pubblico?
Ma, bisogna riconoscere che tali metodi, un tempo giustificabili,
non potevano pi venir impiegati alla fine di un secolo di amore e
tolleranza, dun secolo cos improntato allo spirito umanitario com
il diciannovesimo secolo, caratterizzato dallinvenzione del fucile a
ripetizione, delle palle di sette millimetri e delle traiettorie duna
tensione inverosimile, dun secolo che nelle relazioni internazionali
ammette luso degli obici a melinite, a roburite, a bellite, a
panclastite, a meganite e altre sostanze in ite che, a dir la verit,
non sono nulla in confronto alla meli-melonite.
J. T. Maston non doveva dunque temere di venir sottoposto a un
interrogatorio ordinario o straordinario. Tutto ci che si poteva
sperare, era che, comprendendo al fine la sua responsabilit, si
decidesse finalmente a parlare o se si rifiutava, che il caso parlasse
per lui.


CAPITOLO XIII
AL TERMINE DEL QUALE J. T. MASTON DA UNA
RISPOSTA VERAMENTE EPICA
FRATTANTO il tempo correva, cos come intanto probabilmente
correvano i lavori che il presidente Barbicane e il capitano Nicholl
stavano portando a termine in condizioni cos sorprendenti, chiss
dove.
Ma comera mai possibile che unoperazione che richiedeva
linstallazione dunofficina gigantesca, la costruzione di altiforni
capaci di fondere un congegno grosso un milione di volte il cannone
da ventisette della marina, e un proiettile pesante 180.000 tonnellate,
che necessitava del lavoro di molte migliaia doperai, pi relativo
trasporto e alloggio... appunto! Come era mai possibile che una tale
operazione avesse potuto sfuggire allattenzione degli interessati? In
qual parte del Vecchio o del Nuovo mondo, Barbicane e C. serano
tanto segretamente piazzati da non suscitare mai il minimo sospetto
nelle popolazioni vicine? Forse in unisola abbandonata del Pacifico
o delloceano Indiano? Ma non ci sono pi isole deserte al giorno
doggi; gli inglesi le hanno prese tutte. A meno che la nuova Societ
non ne avesse scoperta una apposta! Del resto pensare che le officine
fossero state installate in qualche luogo delle regioni artiche o
antartiche era impossibile perch anormale. Non era appunto perch
quelle alte latitudini risultavano irraggiungibili che la North Polar
Practical Association tentava di spostarle?
E poi mettersi a cercare il presidente Barbicane e il capitano
Nicholl attraverso quei continenti o quelle isole, fosse anche nei
luoghi relativamente abbordabili, significava perdere il proprio
tempo. Il taccuino sequestrato nella casa del segretario del Gun-Club
non diceva che il lancio doveva avvenire pressa poco sullEquatore?
E l ci sono regioni abitabili, se non abitate da uomini civili. Se
dunque gli esperimentatori avevano dovuto stabilirsi nei dintorni
della linea equinoziale, non avevano certamente potuto farlo n in
America, in tutto lintero Per e il Brasile, n nelle isole della Sonda,
Sumatra, Borneo, n nelle isole del mare di Celebes, n nella Nuova
Guinea, dove la loro impresa non avrebbe potuto rimanere ignota alle
rispettive popolazioni. Altrettanto probabilmente il segreto non
avrebbe potuto mantenersi nel cuore dellAfrica, nella regione dei
grandi laghi attraversata dallEquatore. Restavano, vero, le Maldive
nelloceano Indiano, le isole dellAmmiragliato, Gilbert, Christmas,
Galapagos nel Pacifico, San Pedro nellAtlantico. Ma le informazioni
assunte in questi diversi luoghi non avevano dato alcun risultato e si
era ridotti a fare vaghe congetture, davvero poco adatte a calmare le
angosce di tutto il mondo.
Che cosa pensava di tutto ci, Alcide Pierdeux? Pi solforico
che mai, non cessava di pensare alle varie conseguenze del problema.
Che il capitano Nicholl avesse inventato un esplosivo di tale potenza,
che avesse trovato la meli-melonite capace di provocare
unesplosione tre o quattromila volte maggiore di quella dei pi
violenti esplosivi da guerra, e cinquemilaseicento volte pi forte di
quella della buona vecchia polvere da cannone dei nostri avi era gi
una cosa fantastica, paurosamente fantastica, come diceva lui, ma
infine non impossibile! Non si sa mai quel che riserva lavvenire in
questo genere di progressi, che permetteranno di distruggere gli
eserciti a qualsiasi distanza. In ogni caso il raddrizzamento dellasse
terrestre ottenuto col rinculo dun cannone non era sufficiente per
sorprendere lingegnere francese. Cos rivolgendosi direttamente, in
petto, al promotore dellimpresa:
evidente, presidente Barbicane diceva che giornalmente la
Terra subisce i contraccolpi di tutti gli urti che si producono alla sua
superficie. certo che, quando centinaia di migliaia duomini si
divertono a scambiarsi migliaia di proiettili pesanti alcuni
chilogrammi, o milioni di proiettili pesanti pochi grammi, e anche
semplicemente quando io cammino o quando salto, o quando allungo
il braccio, o quando un globulo sanguigno percorre le mie vene, tutto
ci agisce sulla massa del nostro sferoide! Dunque la tua enorme
macchina tale da produrre la scossa richiesta. Ma, corpo dun
integrale! questa scossa sar sufficiente per far perdere lequilibrio
alla Terra? Eh! Questo quanto le equazioni di quellanimale di J. T.
Maston dimostrano perentoriamente, bisogna ammetterlo!
Effettivamente, Alcide Pierdeux non poteva che ammirare gli
ingegnosi calcoli del segretario del Gun-Club, comunicati dai
membri della Commissione di inchiesta a quelli, fra gli scienziati,
che erano in grado di comprenderli. E Alcide Pierdeux, che leggeva
lalgebra come si legge un giornale, provava in quella lettura un
piacere indescrivibile!
Ma se lo sconvolgimento aveva luogo, quante catastrofi si
sarebbero accumulate sulla superficie dello sferoide! Quanti
cataclismi, citt rovesciate, montagne crollate, milioni dabitanti
uccisi, masse liquide spinte fuori del loro letto a provocare disastri
spaventosi!
Sarebbe stato come un terremoto di indescrivibile violenza.
Se almeno brontolava Alcide Pierdeux se almeno la dannata
polvere del capitano Nicholl fosse meno forte si potrebbe sperare che
il proiettile ripiombasse di nuovo sulla Terra, vuoi di fronte al punto
di lancio vuoi anche dietro, dopo aver fatto il giro del globo. Allora
tutto ritornerebbe a posto in uno spazio di tempo relativamente
breve, non senza aver tuttavia provocato dei grandi disastri! Ma, al
diavolo! Grazie alla loro meli-melonite, la palla descriver una
semibranca diperbole, e non verr pi a chiedere scusa alla Terra di
averla disturbata, rimettendo le cose a posto!
E Alcide Pierdeux gesticolava come un semaforo a rischio di
rompere tutto ci che stava entro un raggio di due metri.
Poi continuava:
Se almeno il luogo del lancio fosse noto farei presto a stabilire in
quali grandi fasce terrestri il mutamento di livello risulterebbe nullo,
e anche i punti in cui raggiungerebbe invece le punte massime! Si
potrebbe avvisare la gente di sgombrare in tempo, prima che le loro
case e citt gli cadano sulla capoccia! Ma come saperlo?
Dopodich, cacciando la mano sotto la rara peluria che gli
incorniciava il capo:
Ora che ci penso aggiungeva le conseguenze della scossa
possono essere pi complicate di quanto si creda. I vulcani
potrebbero approfittare delloccasione per abbandonarsi a eruzioni
strepitose, per vomitare, come un passeggero che abbia il mal di
mare, la lava accumulata nelle loro viscere! Una parte degli oceani
sollevati potrebbe precipitarsi entro i loro crateri! Che il diavolo mi
porti! Possono sopraggiungere esplosioni tali da far saltare la
macchina telluriana. Ah! Quel satana di Maston che si ostina nel suo
mutismo! Mi par di vederlo, giocare col nostro globo e fargli fare
strane evoluzioni su quella tavola da biliardo che luniverso!
Cos ragionava Alcide Pierdeux. E ben presto queste spaventose
ipotesi furono riprese e discusse sui giornali dei due Mondi. Rispetto
allo sconvolgimento che sarebbe seguito allazione di Barbicane e C,
che cosa erano le trombe, i maremoti, i diluvi che di tanto in tanto
devastano qualche piccola porzione di Terra? Simili catastrofi sono
soltanto parziali! Spariscono alcune migliaia dabitanti, e a malapena
gli innumerevoli superstiti si sentono un poco turbati! Sta di fatto che
quanto pi si avvicinava la data fatale tanto pi il terrore si
impadroniva anche dei pi coraggiosi. I predicatori potevano a loro
piacimento predire la fine del mondo. Sembrava di essere in quel
periodo spaventoso dellanno 1000, quando gli uomini erano
convinti di star per precipitare nel regno dei morti.
Ricordiamoci cosa accadde a quellepoca. Basandosi su un passo
dellApocalisse, la gente fu indotta a credere che fosse vicino il
giorno del giudizio universale. Attendevano i segni della collera
divina preannunciata dalla Scrittura. Il figlio della perdizione,
lAnticristo, stava per rivelarsi.
Nellultimo anno del decimo secolo racconta H. Martin tutto
venne interrotto: piaceri, affari, interessi, tutto, perfino il lavoro dei
campi. Perch, ci si chiedeva, pensare a un avvenire che non ci sar?
Pensiamo alleternit che comincer domani! Ci si accontentava di
provvedere ai bisogni pi immediati; si faceva testamento, lasciando
le terre e i castelli ai monasteri per accattivarsi dei protettori in quel
regno dei cieli dove si stava per entrare. Molti documenti di
donazioni alle chiese cominciavano con queste parole: Poich la
fine del mondo vicina e la sua rovina imminente.... Quando
giunse il giorno fatale, la gente si ammass nelle basiliche, nelle
cappelle, negli edifici consacrati a Dio, e attese piena dangoscia che
le sette trombe dei sette angeli del giudizio echeggiassero nellalto
dei cieli.
Sappiamo che il primo giorno dellanno 1000 trascorse senza che
le leggi della natura fossero minimamente mutate. Ma questa volta
non si trattava dun capovolgimento basato su testi dalla oscurit
tipicamente biblica. Si trattava di apportare una modifica
allequilibrio della Terra, basandosi su calcoli indiscussi e
indiscutibili, e di fare un tentativo che i progressi della scienza
balistica e meccanica rendevano assolutamente possibile. Questa
volta il mare non avrebbe restituito i suoi morti ma esso avrebbe
inghiottito milioni di viventi in fondo a dei nuovi abissi.
Risulta da ci che pur tenendo conto dei mutamenti avvenuti negli
animi grazie allinfluenza delle idee moderne, il terrore non fu
minore, tanto che molte pratiche dellanno 1000 si rinnovarono con
la stessa frequenza. Mai furono fatti con tanta premura i preparativi
di partenza per un mondo migliore! Mai furono snocciolati tanti
peccati nei confessionali. Mai furono elargite tante assoluzioni a
moribondi che si pentivano in extremis! Si parl perfino di chiedere
unassoluzione generale che il Papa avrebbe potuto, con un breve,
accordare a tutti gli uomini di buona volont - e di paura bella e
buona - sulla Terra.
In queste condizioni, la situazione di J. T. Maston si faceva di
giorno in giorno sempre pi critica. La signora Evangeline Scorbitt
tremava al pensiero che egli potesse rimanere vittima della vendetta
universale. Forse anche la sfior il desiderio di consigliarlo di
proferire la parola che si ostinava a tacere con una testardaggine
senza precedenti. Ma non os e fece bene, perch si sarebbe esposta
a un rifiuto categorico.
facile immaginare come anche nella citt di Baltimora, ora in
preda al terrore, fosse diventato difficile trattenere la popolazione
sovreccitata dagli articoli della maggior parte dei giornali della
Confederazione, dai telegrammi che arrivavano dai quattro angoli
della Terra per usare lespressione apocalittica usata da S. Giovanni
evangelista allepoca di Domiziano. Quel che certo che, se J. T.
Maston fosse vissuto durante il regno di quel persecutore, la
faccenda riguardo lui sarebbe stata velocemente regolata: lavrebbero
dato in pasto alle belve. Ma certo egli si sarebbe limitato a
rispondere:
Lo sono gi!
Sta di fatto che lincrollabile J. T. Maston si rifiutava di render
nota la posizione del punto x, ben capendo che, se lavesse svelata, il
presidente Barbicane e il capitano Nicholl sarebbero stati messi
nellimpossibilit di continuare la loro impresa.
Dopo tutto era quasi affascinante questa lotta dun uomo solo
contro il mondo intero. Tutto ci non faceva che ingigantire la figura
di J. T. Maston agli occhi della signora Evangeline Scorbitt e dei
colleghi del Gun-Club. Inutile dire che quella brava gente testarda
come solo possono esserlo degli artiglieri in pensione, si era
schierata dalla parte di Barbicane e C. Il segretario del Gun-Club era
giunto a un tal punto di celebrit che gli scrivevano un mucchio di
persone, come avviene coi criminali pi famosi, per avere qualche
riga scritta da colui che avrebbe sconvolto il mondo!
Ma se tutto ci era bello, stava diventando per sempre pi
pericoloso. La folla si accalcava giorno e notte attorno alla prigione
di Baltimora con gran grida e gran tumulto. I pi arrabbiati volevano
linciare J. T. Maston hic et nunc, su due piedi. La polizia paventava
il momento in cui non sarebbe pi stata in grado di difenderlo.
Desiderando dar soddisfazione al popolo americano e a quello
straniero il governo di Washington si decise infine a dichiarare J. T.
Maston in stato daccusa, e a tradurlo dinanzi alle Assise.
Con dei giudici, gi influenzati dalla paura, la faccenda non
sarebbe certo andata per le lunghe per dirla come Alcide Pierdeux,
che, dal canto suo, si sentiva attratto da una sorta di simpatia verso
quel matematico dalla tempra tenace.
Ecco perch la mattina del 5 settembre, il presidente della
Commissione dinchiesta si rec di persona nella cella del
prigioniero.
Su espressa richiesta di Evangeline Scorbitt, era stato concesso
alla signora di accompagnarlo. Forse un ultimo tentativo avrebbe
permesso allinfluenza di quella gentile signora di vincere la sua
reticenza?... Non bisognava trascurare nessuna possibilit. Tutti i
mezzi erano buoni pur di sapere la parola chiave dellenigma. Se non
ci si fosse riusciti...
Staremo a vedere! dicevano i pi perspicaci. Che bel
guadagn avremo fatto ad impiccare J. T. Maston se poi la catastrofe
si compir ugualmente in tutto il suo orrore!
Verso le 11, J. T. Maston si trovava in presenza della signora
Evangeline Scorbitt e di John Prestice, presidente della Commissione
dinchiesta.
Si entr nellargomento in modo molto spiccio. Furono scambiate
le seguenti domande e risposte, molto dure da una parte, e molto
calme dallaltra.
E chi mai si sarebbe sognato di una situazione in cui la calma
fosse dalla parte di J. T. Maston!
Per lultima volta, volete rispondere? domand John
Prestice. A che cosa? chiese ironicamente il segretario del
Gun-Club.
Dove andato il vostro collega Barbicane?
Ve lho detto gi cento volte.
Ripetetelo la centounesima.
Si trova dove avverr il tiro.
E dove avverr il tiro?
L dove si trova il mio collega Barbicane.
Badate, J. T. Maston!
A che cosa?
Alle conseguenze del vostro rifiuto a rispondere, che hanno
come risultato...
Dimpedirvi appunto di sapere quel che non dovete sapere.
Quel che abbiamo il diritto di conoscere, invece!
Io non la penso cos.
Vi condurremo davanti alle Assise!
Portatemici pure,
E la giuria vi condanner!
suo diritto.
E la condanna, appena pronunciata, sar subito eseguita.
E sia!
Caro Maston!... os dire la signora Evangeline Scorbitt col
cuore sconvolto da quelle minacce.
Oh!... Signora! disse J. T. Maston. Ella abbass il capo e
tacque.
E volete sapere quale sar la sentenza? continu il
presidente.
Se volete... rispose J. T. Maston.
Sarete condannato alla pena capitale... come vi meritate!
Davvero?
E sarete impiccato, signore, come vero che due pi due fa
quattro.
Allora, signore, ho ancora qualche speranza, rispose
flemmaticamente J. T. Maston. Se voi ve ne intendeste un po di
matematica, non direste come vero che due pi due fa quattro!
Chi pu provare che tutti i matematici non sono stati matti fino ad
oggi affermando che la somma di due numeri eguale a quella delle
loro parti, cio che due pi due fa esattamente quattro?
Ma signore!... esclam il presidente interdetto.
Certo! rispose J. T. Maston, se voi diceste come vero
che uno pi uno fa due nessun dubbio! Questo pi che evidente
poich non un teorema, ma una definizione.
Ricevuta questa lezione daritmetica, il presidente della
Commissione si ritir, mentre la signora Evangeline Scorbitt non
aveva nello sguardo bagliori sufficienti per ammirare lo straordinario
matematico dei suoi sogni!

CAPITOLO XIV
BREVE, MA NEL QUALE LA X ASSUME UN VALORE
GEOGRAFICO
FORTUNATAMENTE per J. T. Maston, il governo federale ricevette
il seguente dispaccio spedito dal console americano a Zanzibar:

A John S. Wrigth, ministro di Stato
Washington, U.S.A.

Zanzibar, 13 settembre,
ore 5 del mattino, ora locale.

Grandi lavori eseguiti nel Wamasai, a sud della catena del
Kilimangiaro. Da otto mesi presidente Barbicane e capitano Nicholl
stabilitisi con numeroso personale negro sotto protezione del sultano
Bli-Bli. Questo e portato a conoscenza del governo dal vostro
devotissimo

RICHARD W. TRUST, console.

Ecco svelato il segreto di J. T. Maston! Ed ecco perch il
segretario del Gun-Club sebbene trattenuto in prigione, non fu
impiccato.
Ma chiss se pi tardi egli non avrebbe avuto qualche tardivo
rimpianto di non essere morto nel pieno della sua gloria!

CAPITOLO XV
CHE CONTIENE DEI DETTAGLI MOLTO
INTERESSANTI PER GLI ABITANTI DEL GLOBO
TERRESTRE
E cos il governo di Washington ora sapeva in qual luogo
avrebbero agito Barbicane e C Non si poteva dubitare dellautenticit
di quel dispaccio. Il console di Zanzibar era un agente troppo sicuro
perch la sua dichiarazione venisse accolta con riserve. Del resto fu
confermata da alcuni dispacci successivi. Gli ingegneri della North
Polar Practical Association stavano completando i loro giganteschi
lavori, proprio al centro della regione del Kilimangiaro, nel Wamasai
africano, un centinaio di leghe a ovest del litorale, poco sotto la linea
dellEquatore.
Come avevano potuto installarsi in tutto segreto in quella regione
sperduta, ai piedi della famosa montagna scoperta nel 1849 dai
dottori Rebviani e Krapf, poi scalata dai viaggiatori Otto Ehlers e
Abbot? Come avevano fatto a impiantare le loro officine, a creare
una fonderia e racimolare un personale sufficiente? In che modo
erano riusciti a mettersi daccordo con le pericolose trib del paese, e
coi loro sovrani tanto astuti quanto crudeli? Era un mistero e forse lo
sarebbe rimasto sempre perch ormai mancavano pochi giorni alla
fatidica data del 22 settembre.
Quando Maston seppe dalla signora Evangeline Scorbitt che il
mistero del Kilimangiaro era stato rivelato da un dispaccio spedito da
Zanzibar:
Pfui! fece, tracciando nellaria un magnifico zig-zag, col
suo uncino di ferro. Non mi risulta che si possa viaggiare n col
telegrafo n col telefono, e in sei giorni... paratapum!... laffare
fatto!
E chiunque avesse udito il segretario del Gun-Club uscire in
quellesclamazione onomatopeica, che risuon come un colpo di
Columbiad, si sarebbe davvero meravigliato dellenergia che resta a
volte in certi vecchi artiglieri.
Evidentemente J. T. Maston aveva ragione. Mancava il tempo
necessario per mandare degli agenti fino al Wamasai col compito di
arrestare il presidente Barbicane. Anche ammettendo che questi
agenti partiti dallAlgeria o dallEgitto o anche da Aden, da Massaua,
dal Madagascar o da Zanzibar, avessero potuto raggiungere
rapidamente la costa, bisognava fare i conti con tutte le difficolt
proprie di quel paese, i ritardi causati dagli ostacoli che si presentano
a un viaggio attraverso questa regione montuosa e forse anche la
resistenza opposta certamente dal personale per volont interessata
dun sultano negro e prepotente. Bisognava dunque rinunciare a
qualsiasi speranza dimpedire limpresa arrestandone loperatore.
Ma, se questo era impossibile, era per lo meno facile ora stabilire
le precise conseguenze poich si conosceva la posizione esatta del
punto di lancio, una pura questione di calcolo, calcolo certamente
molto complicato, ma comunque alla portata delle capacit degli
algebrici in particolare e dei matematici in genere.
Poich il dispaccio del console di Zanzibar era stato spedito
direttamente al ministro di Stato a Washington, il governo federale
dapprima lo tenne segreto. Voleva, quando lo avesse reso pubblico,
poter anche indicare le conseguenze dello spostamento dellasse per
quanto riguardava il cambiamento di livello dei mari. Gli abitanti del
globo avrebbero appreso contemporaneamente la sorte loro riservata
a seconda della fascia di terra in cui abitassero. Immaginatevi come
attendevano con impazienza le notizie su ci che li riguardava!
Fin dal 14 settembre il dispaccio venne mandato allufficio delle
longitudini di Washington con lincarico di dedurne le conseguenze
finali dal punto di vista balistico e geografico. Due giorni dopo la
situazione era nettamente delineata. Il lavoro fu subito portato a
conoscenza, via cavi sottomarini, delle potenze del Nuovo e del
Vecchio continente. Dopo essere stato riportato su migliaia di
giornali, fu urlato nelle grandi citt coi titoli pi efficaci dagli
strilloni dei due Mondi.
Che cosa succeder?
Era la domanda che tutti si ponevano in tutti i paesi del globo.
E questa era la risposta fornita sotto la garanzia dellufficio delle
longitudini:
AVVISO URGENTE
Lesperimento tentato dal presidente Barbicane e dal capitano
Nicholl questo: produrre un rinculo in data 22 settembre a
mezzanotte, ora locale, con un cannone dal volume un milione di
volte pi grosso di quello del cannone da 27 centimetri, lanciando un
proiettile di 180.000 tonnellate con una polvere che imprime una
velocit iniziale di 2800 chilometri.
Se questo lancio viene effettuato un po al disotto della linea
equinoziale, pressa poco a 34 di longitudine est dal meridiano di
Parigi, alla base della catena del Kilimangiaro, e se viene diretto
verso sud, gli effetti meccanici sulla superficie della Terra saranno i
seguenti:
Istantaneamente, a causa dellurto combinato col movimento
diurno, si former un nuovo asse, e siccome lasse antico si sposter
di 23 28 secondo i risultati ottenuti da J. T. Maston, il nuovo asse
sar perpendicolare al piano delleclittica.
Dunque da quali punti uscir il nuovo asse? Essendo conosciuto
il luogo dello sparo, era facile calcolarlo e difatti cos stato fatto.
A nord, lestremit del nuovo asse sar tra la Groenlandia e la
terra di Grinnell, esattamente in quella parte del mare di Baffin che
attualmente divisa dal Circolo polare artico. A sud, sar sul limite
del Circolo antartico, qualche grado a est della terra Adelia.
In tali condizioni, un nuovo meridiano zero, partendo dal nuovo
Polo Nord, passer per Dublino in Irlanda, per Parigi in Francia, per
Palermo in Sicilia, per il golfo della Gran Sirte sulla costa della
Tripolitania, per Obid nel Darfur, per la catena del Kilimangiaro,
per il Madagascar, per lisola Kerguelen nel Pacifico meridionale,
per il nuovo Polo antartico, per gli antipodi di Parigi, per le isole di
Cook e della Societ in Oceania, per le isole Quadra e Vancouver sul
litorale della Colombia inglese, per i territori della Nuova Bretagna
attraverso il Nord America, e per la penisola di Melville nelle regioni
circumpolari del nord.
In seguito alla creazione di questo nuovo asse di rotazione,
emergente dal mare di Baffin a nord, e dalla terra Adelia a sud, si
former un nuovo Equatore, sopra il quale il Sole traccer, senza
scostarsene mai, la sua curva diurna. Questa linea equinoziale
traverser il Kilimangiaro al Wamasai, loceano Indiano, Goa e
Chicacola, un po al disotto di Calcutta in India, Mangala nel Siam,
Kesho nel Tonchino, Hong-Kong in Cina, lisola Rasa, le isole
Marshall, Gaspar-Rico, Walker nel Pacifico, le Cordigliere nella
Repubblica Argentina, Rio de Janeiro in Brasile, le isole Trinit e
SantElena nellAtlantico, San Paolo di Loanda in Congo, e infine
raggiunger nuovamente la regione di Wamasai dalla parte opposta
del Kilimangiaro.
Essendo fissato questo nuovo Equatore grazie alla creazione del
nuovo asse, stato possibile valutare la questione del cambiamento
di livello dei mari, cos grave per la sicurezza degli abitanti della
Terra.
Innanzi tutto bisogna dire che i direttori della North Polar
Practical Association si sono preoccupati di attenuarne il pi
possibile gli effetti. Difatti, se il tiro fosse stato indirizzato a nord, le
conseguenze sarebbero state disastrose per le zone pi civili del
globo. Invece, sparando verso sud, tali conseguenze si faranno
sentire soltanto nelle zone meno popolate e pi selvagge, almeno per
quanto concerne i territori sommersi.
Diremo qui in che modo si distribuiranno le acque proiettate
fuori del loro letto a causa dello schiacciamento dello sferoide ai
vecchi Poli.
Il globo sar diviso in due grandi cerchi, intersecantisi ad angolo
retto al Kilimangiaro e ai suoi antipodi, nelloceano equinoziale. Da
ci, la formazione di quattro segmenti: due nellemisfero nord, due
nellemisfero sud, separati da delle linee sulle quali il mutamento di
livello sar nullo.
1 Emisfero settentrionale:
Il primo segmento a ovest del Kilimangiaro, comprender
lAfrica, dal Congo fino allEgitto; lEuropa, dalla Turchia fino alla
Groenlandia; lAmerica, dalla Colombia inglese fino al Per e al
Brasile allaltezza di San Salvador - in pratica tutto loceano
Atlantico settentrionale e la maggior parte dellAtlantico equinoziale.
Il secondo segmento a est del Kilimangiaro, comprender la
maggior parte dellEuropa, dal Mar Nero fino alla Svezia; la Russia
europea e la Russia asiatica, lArabia, quasi tutta lIndia, la Persia, il
Belucistan, lAfganistan, il Turkestan, il Celeste Impero, la
Mongolia, il Giappone, la Corea, il Mar Nero, il Mar Caspio, la parte
superiore del Pacifico e i territori dellAlaska nel Nord America -
anche la zona polare disgraziatamente ceduta alla Societ americana
North Polar Practical Association.
2 Emisfero meridionale:
Il terzo segmento a est del Kilimangiaro, comprender il
Madagascar, le isole Marion, le isole Kerguelen, Maurizio, Runion
e tutte le isole del mare indiano, loceano Antartico fino al nuovo
Polo, la penisola di Malacca, Giava, Sumatra, Borneo, le isole della
Sonda, le Filippine, lAustralia, la Nuova Zelanda, la Nuova Guinea,
la Nuova Caledonia, tutta la parte meridionale del Pacifico e i suoi
numerosi arcipelaghi, pressappoco fino al centosessantesimo
meridiano attuale.
Il quarto segmento a ovest del Kilimangiaro, comprender la
parte meridionale dellAfrica, dal Congo e dal canale di Mozambico
fino al Capo di Buona Speranza; loceano Atlantico meridionale fino
allottantesimo parallelo; tutto il Sud America da Pernambuco e
Lima, la Bolivia, il Brasile, lUruguay, la Repubblica Argentina, la
Patagonia, la Terra del Fuoco, le isole Malvine, Sandwich, Shethland
e la parte del Pacifico meridionale a est del centosessantesimo grado
di longitudine.
Questi saranno i quattro segmenti del globo separati da linee
caratterizzate da nessun mutamento di livello. Si tratta ora di indicare
gli effetti che si produrranno sulla superficie di questi quattro
segmenti in seguito allo spostamento marino.
Su ognuno di questi quattro segmenti vi un punto centrale in
cui leffetto sar massimo, sia che i mari lo invadano, sia che se ne
ritirino. I calcoli di J. T. Maston stabiliscono con precisione
assoluta che questo massimo sar di 8415 metri in ciascuno dei punti,
a partire dai quali lo spostamento di livello andr diminuendo fino
alle linee neutre che costituiscono il confine dei segmenti. dunque
in questi punti che le conseguenze saranno pi gravi dal punto di
vista della sicurezza generale grazie allimpresa tentata dal
presidente Barbicane.
I due effetti devono venir considerati in ciascuna loro
conseguenza. In due dei segmenti, luno opposto allaltro
nellemisfero nord e nellemisfero sud, i mari si ritireranno e
invaderanno gli altri due segmenti, anchessi opposti tra loro in
ciascun emisfero.
Nel primo segmento: loceano Atlantico si vuoter quasi
interamente e poich il punto massimo dabbassamento sar pressa
poco allaltezza delle Bermude, se in quel punto la profondit del
mare inferiore a 8415 metri, vedremo apparire il fondo. Di
conseguenza fra lAmerica e lEuropa vi saranno immensi territori
che gli Stati Uniti, lInghilterra, la Francia, la Spagna e il Portogallo
potranno annettere al proprio Stato in proporzione alla loro
estensione geografica, se tali potenze lo giudicheranno opportuno.
Ma bisogna tener presente che in seguito allabbassamento delle
acque contemporaneamente si abbasseranno anche gli strati
dellatmosfera. Perci la costa europea e quella americana verranno a
trovarsi a una altezza tale che le citt poste anche a venti e trenta
gradi dai punti massimi, avranno a loro disposizione solo quella
quantit daria che ora si trova allaltezza duna lega nellatmosfera.
Tali, per citare solo le principali, saranno New York, Filadelfia,
Charleston, Panama, Lisbona, Madrid, Parigi, Londra, Edimburgo,
Dublino, ecc. Soltanto il Cairo, Costantinopoli, Danzica, Stoccolma
da un lato e le citt della costa occidentale americana dallaltro,
manterranno la posizione normale rispetto al livello generale. Quanto
alle Bermude, l mancher laria cos come manca sulle vette
estreme della catena del Tibet. Perci sar assolutamente impossibile
viverci.
Gli stessi effetti si avranno nel segmento opposto, che
comprende loceano Indiano, lAustralia e un quarto delloceano
Pacifico, che si riverser in parte sulle zone meridionali
dellAustralia. Qui appunto si registrer il massimo mutamento di
livello sulle coste della terra di Nuyts e le citt dAdelaide e di
Melbourne vedranno loceano abbassarsi sotto di s di quasi otto
chilometri. Indubbiamente si troveranno immerse in unaria
eccessivamente rarefatta, ma essa non sar pi sufficientemente
densa per respirare. Queste sono in generale, le modifiche che
subiranno le parti del globo poste fra i due segmenti dove il suolo si
innalzer in proporzione al maggiore o minore svuotamento dei
bacini marini. Compariranno senzaltro nuove isole formate dalle
cime di montagne sottomarine laddove le masse liquide non saranno
state proiettate lontano completamente.
Ma se la diminuzione della pressione atmosferica non pu non
provocare gravi inconvenienti per quelle parti della Terra che
verranno elevate nelle zone pi alte dellatmosfera, che sar mai di
quelle che lirruzione dei mari coprir totalmente?
Si pu ancora pensare di respirare a una pressione daria
inferiore a quella dellatmosfera, ma sotto alcuni metri dacqua non
si pu pi assolutamente respirare: ed il caso degli altri due
segmenti.
Nel segmento a nord-est del Kilimangiaro, il punto massimo sar
trasportato a Jacutsk, nel cuore della Siberia. Da questa citt,
immersa sotto 8415 metri dacqua meno la sua altezza attuale - lo
strato liquido, a mano a mano diminuendo arriver fino alle linee
neutre dopo aver allagato gran parte della Russia asiatica e
dellIndia, la Cina, il Giappone, lAlaska americana, al di l dello
stretto di Bering. Probabilmente i monti Urali spunteranno dalle
acque come isolette sopra la zona orientale dellEuropa. Quanto a
Pietroburgo e Mosca, da un lato, Calcutta, Bangkok, Saigon,
Pechino, Hong-Kong, Yedo dallaltro, queste citt spariranno sotto
uno strato dacqua daltezza variabile ma comunque sufficiente per
annegare russi, indiani, siamesi, cocincinesi, cinesi e giapponesi se
non avranno potuto affrettarsi a emigrare prima della catastrofe.
Nel segmento a sud-ovest del Kilimangiaro i disastri saranno di
minore entit perch questa zona per la maggior parte ricoperta
dallAtlantico e dal Pacifico, il cui livello sinnalzer di 8415 metri
allaltezza dellarcipelago delle Malvine. Comunque anche qui
spariranno vasti territori sotto questo diluvio artificiale, fra gli altri
langolo dellAfrica meridionale dalla Guinea meridionale e il
Kilimangiaro fino al Capo di Buona Speranza; e quel triangolo del
Sud America formato dal Per, dal Brasile centrale, dal Cile e dalla
Repubblica Argentina fino alla Terra del Fuoco e al Capo Horn. I
patagoni, per quanto molto alti di statura, non sfuggiranno alla
immersione e non avranno nemmeno la speranza di potersi rifugiare
sulle Cordigliere, perch le loro pi alte vette non emergeranno dal
mare in quella zona.
Tale sar il risultato abbassamento o sollevamento sulla
superficie dei mari - del mutamento di livello sulla superficie dello
sferoide terrestre. Tali sono gli eventi contro i quali gli interessati
dovranno difendersi, se il presidente Barbicane non verr trattenuto a
tempo dalla sua impresa criminosa!

CAPITOLO XVI
IN CUI IL CORO DEI MALCONTENTI VA
CRESCENDO E RINFORZANDO
DATO LANNUNCIO urgente, bisognava pensare ai pericoli della
situazione, a sventarli, o perlomeno a fuggirli trasferendosi nelle
linee neutre dove il pericolo sarebbe stato nullo.
Le genti minacciate si dividevano in due categorie: quelli che
sarebbero morti per asfissia e quelli che lo sarebbero per
annegamento.
Leffetto del comunicato fu di dar luogo a reazioni diversissime,
ma che comunque finivano tutte con violente proteste.
Tra i potenziali morti per asfissia cerano gli americani degli Stati
Uniti, gli europei della Francia, dellInghilterra, della Spagna, ecc.
La prospettiva di annettersi i territori del fondo oceanico per quanto
allettante non era sufficiente per far loro accettare tali modifiche.
Perci Parigi, portata a una distanza dal nuovo Polo pressoch uguale
a quella che attualmente la separa dallantico, non ci avrebbe
guadagnato nulla col cambio. Avrebbe goduto duneterna
primavera, ma avrebbe perso molto in densit dellaria. E ci non
andava affatto ai parigini, i quali erano abituati a consumare
lossigeno senza economia, in mancanza dozono...!
Tra i potenziali morti per annegamento cerano gli abitanti
dellAmerica del Sud, gli australiani, i canadesi, gli indiani, i
zelandesi. Eh no! La Gran Bretagna non avrebbe tollerato che
Barbicane e C. la privassero delle sue colonie pi ricche in cui
lelemento sassone tende decisamente a sostituire lelemento
indigeno. Certo, il golfo del Messico si sarebbe svuotato per formare
un vasto regno delle Antille, del quale i messicani e gli yankees
potevano rivendicare la propriet in virt della teoria di Munro.
Certo, anche il bacino delle isole della Sonda, delle Filippine, delle
Celebes una volta prosciugato avrebbe lasciato enormi estensioni alle
quali potevano aspirare inglesi e spagnoli. Vano compenso! Tutto ci
non poteva compensare la perdita dovuta alla terribile inondazione.
Ah! se a scomparire sotto i nuovi mari fossero stati soltanto i
samoiedi o i lapponi della Siberia, i fuegini, i patagoni, gli stessi
tartari, i cinesi, i giapponesi o qualche argentino, forse gli Stati civili
avrebbero accettato il sacrificio? Ma troppe erano le Potenze
interessate alla catastrofe per non protestare.
Per quanto riguarda pi particolarmente lEuropa, anche se la sua
parte centrale doveva rimanere quasi intatta, essa sarebbe stata
sollevata a ovest e abbassata a est, cio mezzo asfissiata da una parte
e mezzo annegata dallaltra. Questo era inaccettabile! Inoltre il
Mediterraneo si sarebbe quasi tutto svuotato, cosa che non avrebbero
tollerato i francesi, n gli italiani, n gli spagnoli, n i greci, n i
turchi, n gli egiziani, ai quali la loro qualit di popolazione costiera
crea indiscutibili diritti su questo mare. E poi, a che cosa servirebbe
il Canale di Suez, che pure sarebbe stato risparmiato per la sua
posizione sulla linea neutra? Come utilizzare gli ammirevoli lavori di
Lesseps quando non ci fosse pi il Mediterraneo da una parte
dellistmo e poco Mar Rosso dallaltra, a meno di prolungarlo per
centinaia di leghe?...
Infine, mai, proprio mai lInghilterra avrebbe accettato di vedere
Gibilterra, Malta e Cipro trasformate in cime di montagne, sperdute
fra le nuvole a cui le sue navi da guerra non avrebbero pi potuto
approdare. No! Essa non si sarebbe mai dichiarata soddisfatta anche
da eventuali accrescimenti di territorio che le toccassero nellantico
bacino dellAtlantico. Comunque il maggiore Donellan aveva gi
procurato di tornare in Europa per far valere i diritti del suo paese su
questi nuovi territori, caso mai limpresa di Barbicane e C. fosse
andata in porto.
Naturalmente giunsero proteste da ogni parte, perfino dagli Stati
posti nelle zone dove il mutamento di livello sarebbe stato nullo,
perch sarebbero stati pi o meno colpiti in altri punti. Tali proteste
diventarono ancora pi violente quando larrivo del telegramma da
Zanzibar, che rendeva noto il punto del lancio, ebbe permesso di
redigere lavviso tuttaltro che rassicurante, riferito pocanzi.
In breve, il presidente Barbicane, il capitano Nicholl e J. T.
Maston furono messi al bando dalla umana societ.
Ma, per i giornali di tutti i colori fu una vera fortuna! Quante
richieste di numeri supplementari! Che aumenti di tiratura! Fu la
prima volta forse che si videro uniti in una medesima protesta
giornali che erano sempre stati discordi in ogni altra questione: il
Novisti, la Novoie Vremia, il Messager de Kronstadt, la
Gazetta di Mosca, il Rouskoie-Dielo, il Gradjanine, il
Journal de Carlscrona, lHandelsbad, il Vaderland, il
Fremdenblatt, la Neue Badische Landeszeitung, la Gazette de
Magdebourg, la Neue Freie Presse, il Berliner Tagblatt,
lExtrablatt, il Post, il Volhsbladtt, il Boersencourier, la
Gazette de Siberie, la Gazette de la Croix, la Gazette de Voss,
il Reichsanzeiger, la Germania, lEpoca, il Correo,
PImparcial, la Correspondencia, PIberia, il Temps, il
Figaro, lIntransigeant, il Gaulois, lUnivers, la Justice,
la Rpublique Francaise, lAutorit, la Presse, il Matin, il
XIX Sicle, la Libert, lIllustration, il Monde Illustre, la
Revue de Deux-Mondes, il Cosmos, la Revue Bleue, la
Nature, la Tribuna, POsservatore romano, lEsercito
romano, il Fanfulla, il Capitan Fracassa, la Riforma, il
Pester Lloyd, lEphymeris, lAcropolis, la Palingenesia, il
Corrier de Cuba, il Pionnier dAllahabad, il Srpska
Nezavinost, lIndpendance roumaine, il Nord,
lIndependance belge, il Sydney-Morning Herald,
lEdimburgh-Review, il Manchester-Guardian, lo Scotsman,
lo Standard, il Times, il Truth, il Sun, il Central News, la
Pressa Argentina, il Romanul de Bukarest, il Courrier de San
Francisco, la Commercial Gazette, il San Diego de California,
il Manitoba, lEcho de Pacifique, il Scientifique Americain, il
Corrier des Etats Unis, il New York Herald, il World de New
York, il Daily Chronichle, il Buenos-Ayres Herald, il Rveil
du Maroc, lHu-Pao, il Tching-Pao, il Corrier de Haiphong,
il Moniteur, della Repubblica di Cunani. Perfino il Mac Lane
Express, giornale inglese dedicato alle questioni di economia
politica, fece intravedere la carestia che avrebbe regnato nei territori
devastati. Non lequilibrio europeo rischiava di essere rotto -
quantunque si trattasse proprio di questo - ma addirittura lequilibrio
di tutto luniverso. Figuratevi leffetto di tutto ci su un mondo fatto
di gente furiosa che leccessivo nervosismo, di cui era caratterizzata
la fine del secolo diciannovesimo, rendeva disponibile a qualsiasi
pazzia, a qualsiasi scatto isterico. Fu come una bomba che cada in
una polveriera!
Quanto a J.T. Maston, sembrava che fosse giunta la sua ultima
ora.
Infatti, una folla delirante penetr nella sua prigione la sera del 17
settembre collintenzione di linciarlo, e bisogna dire che gli agenti di
polizia non opposero alcuna resistenza...
Ma la cella di J. T. Maston era vuota. Pagando a peso doro
lesimio artigliere, la signora Evangeline Scorbitt era riuscita a farlo
fuggire. Il secondino si era lasciato sedurre dallofferta duna
fortuna, tanto pi che contava di potersela godere fino agli ultimi
giorni della sua vecchiaia. Infatti Baltimora, come Washington, New
York e le altre principali citt della costa americana facevano parte
delle citt che sarebbero state rialzate, ma alle quali sarebbe rimasta
sufficiente aria per la quotidiana respirazione dei rispettivi abitanti.
J. T. Maston aveva perci potuto raggiungere un rifugio
misterioso, e sottrarsi ai furori della pubblica indignazione. Cos fu
salvata lesistenza di questo grande scompigliatore dei due Mondi,
dallaffetto di una donna innamorata. Del resto non mancavano
ormai che quattro giorni, solo quattro giorni!, prima che i progetti di
Barbicane e C. diventassero un fatto compiuto!
Come si visto lavviso urgente era stato diffuso nella pi larga
misura possibile. Se, allinizio cera stato qualche scettico a
proposito delle catastrofi predette, ora non ce nerano pi. I governi
si erano affrettati ad avvertire quei loro abitanti - pochi per la verit -
che sarebbero stati sollevati in zone ove laria era rarefatta; poi
quelli, in numero molto maggiore, il cui territorio sarebbe stato
invaso dai mari.
In conseguenza di questo avviso, trasmesso per telegramma in
tutte le cinque parti del mondo, ebbe inizio una migrazione come mai
se ne erano viste in precedenza, neppure allepoca delle migrazioni
ariane da est a ovest. Fu un esodo di parte delle razze ottentotte,
melanesiane, negre, rosse, gialle, brune e bianche...
Disgraziatamente mancava il tempo. Le ore erano contate. Con
qualche mese di tempo, i cinesi avrebbero potuto abbandonare la
Cina, gli australiani lAustralia, i patagoni la Patagonia, i siberiani le
province siberiane, ecc.
Ma, poich il pericolo era ben localizzato, e si sapeva quali punti
del globo sarebbero rimasti pi o meno indenni, lo spavento fu meno
generale. Qualche provincia addirittura qualche Stato, cominci a
rassicurarsi. In una parola, tranne che nelle regioni direttamente
minacciate non rest altro che quel senso di naturale apprensione che
pervade ogni creatura umana in attesa dun colpo spaventoso.
Frattanto Alcide Pierdeux continuava a ripetersi, gesticolando
come un telegrafo dei tempi passati:
Ma come diavolo far il presidente Barbicane a fabbricare un
cannone grosso un milione di volte un cannone da ventisette?
Maledetto Maston! Vorrei proprio incontrarlo per mitragliarlo di
domande a questo proposito! Tutto ci non quadra n coi sensi n
colla ragione, ed troppo grossa!.
Sta di fatto che lunica speranza che avevano alcune zone del
globo terrestre di poter sfuggire alla generale catastrofe, era
linsuccesso delloperazione.

CAPITOLO XVII
COSA STATO FATTO NEL KILIMANGIARO DURANTE
OTTO MESI DI QUELLANNO MEMORABILE
IL PAESE di Wamasai posto nella parte orientale dellAfrica
centrale, fra la costa di Zanzibar e la regione dei grandi laghi, dove il
Vittoria-Nyanza e il Tanganica formano come tanti mari interni. Se
lo si conosce in parte perch stato esplorato dallinglese Johnston,
dal conte Tkli e dal dottore tedesco Meyer. Questa regione
montuosa posta sotto la sovranit del sultano di Bli-Bli, e conta
una popolazione di trenta o quarantamila negri.
A tre gradi sotto lEquatore sorge la catena del Kilimangiaro, le
cui pi alte cime - fra le quali quella del Kibo - sinnalzano fino a
unaltezza di 5704 metri.
27
Questimportante massiccio domina, a
sud, a nord, e a ovest, le vaste e fertili pianure del Wamasai,
arrivando a toccare il lago Vittoria-Nyanza attraverso il Mozambico.
A qualche lega sotto le prime balze del Kilimangiaro sorge la
borgata di Kisongo, residenza abituale del sultano. Questa capitale,
per dir la verit non che un grande villaggio. abitata da una
popolazione molto dotata, intelligente, laboriosa colle proprie mani e
per mezzo dei suoi schiavi, sotto il ferreo giogo imposto da Bli-
Bli.
Questo sultano passa a ragione per essere uno dei pi notevoli
sovrani fra quelli dellAfrica centrale, i quali si sforzano di sottrarsi
allinfluenza o, per meglio dire, alla dominazione inglese.
Appunto a Kisongo giunsero il presidente Barbicane e il capitano
Nicholl, accompagnati soltanto da dieci capomastri devoti alla loro
impresa, fin dalla prima settimana del mese di gennaio dellanno in
corso.

27
Circa 1.000 metri pi del Monte Bianco. (N.d.A.)
Per lasciare gli Stati Uniti - erano al corrente della loro partenza
solo la signora Evangeline Scorbitt e J. T. Maston - si erano
imbarcati a New-York per il Capo di Buona Speranza, da dove una
nave li trasport fino a Zanzibar, nellisola omonima. L una barca,
segretamente affittata, li condusse al porto di Mombasa sulla costa
africana, dallaltra parte del canale. In quel porto li attendeva una
scorta inviata dal sultano, e dopo un viaggio difficile e di un
centinaio di leghe attraverso quellaspra regione fra foreste e rivi e
paludi, raggiunsero la reggia reale.
Fin da quando era venuto a conoscenza dei calcoli di J. T. Maston,
il presidente Barbicane si era messo in contatto con Bli-Bli per
mezzo di un esploratore svedese, che aveva trascorso alcuni anni in
quella zona dellAfrica. Gi uno dei suoi pi ardenti sostenitori dopo
il famoso viaggio del presidente Barbicane attorno alla Luna -
viaggio la cui fama si era diffusa fino in quelle regioni lontane il
sultano era diventato addirittura amico dellaudace yankee. Senza
dire quale scopo si prefiggesse, Impey Barbicane aveva facilmente
ottenuto dal sovrano del Wamasai lautorizzazione a intraprendere
dei lavori importanti alle falde meridionali del Kilimangiaro. Dietro
compenso di una considerevole somma, circa trecentomila dollari,
Bli-Bli si era impegnato a fornirgli tutto il personale necessario.
Inoltre lo autorizzava a fare quel che voleva del Kilimangiaro. Egli
poteva disporre a suo piacimento dellenorme catena, raderla al suolo
se cos voleva, portarsela via, se lo poteva fare. Grazie a impegni
molto seri, nei quali il sultano aveva il suo tornaconto, la North
Polar Practical Association divenne proprietaria della montagna
africana, cos come lo era... della regione artica.
Laccoglienza riservata al presidente Barbicane e ai suoi colleghi
a Kisongo fu delle pi cordiali. Bli-Bli provava unammirazione
che rasentava ladorazione per quei due famosi viaggiatori che si
erano lanciati nello spazio per giungere alle regioni circumlunari.
Inoltre egli provava una enorme simpatia per gli autori dei misteriosi
lavori che si stavano svolgendo nel suo regno. Fu cos che egli
promise agli americani di mantenere il pi assoluto segreto, tanto lui
quanto i suoi sudditi la cui collaborazione era loro assicurata. Non
uno solo dei negri che avrebbero lavorato nei cantieri poteva
allontanarsene neppure un giorno, sotto pena dei pi atroci supplizi.
Ecco perch i preparativi furono avvolti dun mistero che i pi
abili agenti americani ed europei non riuscirono a penetrare. Se il
segreto era stato infine scoperto, fu perch il sultano aveva allentato
la sua severit una volta che i lavori furono terminati, e anche perch
ovunque ci sono dei traditori e dei chiacchieroni. Per caso, infatti,
Richard W. Trust, console di Zanzibar, ebbe sentore di quanto
avveniva ai piedi dei Kilimangiaro. Ma allora, in data 13 settembre,
era ormai troppo tardi per impedire al presidente Barbicane di portare
a termine i suoi progetti.
Perch Barbicane e C. avevano scelto il Wamasai come teatro
della loro operazione? Innanzi tutto perch il paese era adatto,
essendo situato in quella parte poco nota dellAfrica, e lontano dalle
regioni solitamente visitate dai viaggiatori. Poi perch il massiccio
del Kilimangiaro offriva loro tutte le qualit, di solidit e di
orientamento, necessarie alla loro impresa. Inoltre sul suolo del paese
si trovavano le materie prime di cui avevano precisamente bisogno, e
in tali condizioni da potersene facilmente servire.
Giusto qualche mese prima di lasciare gli Stati Uniti, il presidente
Barbicane era venuto a sapere tramite lesploratore svedese che ai
piedi della catena del Kilimangiaro il ferro e il carbone erano sparsi
in abbondanza quasi a fior di terra. N miniere da scavare, n
giacimenti da cercare a qualche migliaio di piedi entro la crosta
terrestre. Non cera che da chinarsi per raccogliere ferro e carbone, e
in quantit certamente superiori al consumo previsto dal progetto.
Inoltre, nelle vicinanze della montagna, esistevano enormi giacimenti
di nitrato di sodio e di pirite di ferro, necessari alla fabbricazione
della meli-melonite.
Il presidente Barbicane e il capitano Nicholl non avevano dunque
portato con s alcun personale, tranne i dieci capomastri di cui
avevano piena fiducia. Costoro avevano il compito di dirigere i
diecimila negri messi a loro disposizione da Bli-Bli, ai quali
toccava fabbricare il mostruoso cannone e il suo non meno
mostruoso proiettile.
Due settimane dopo larrivo del presidente Barbicane e del suo
collega a Wamasai, tre vasti cantieri erano sorti sulla base
meridionale del Kilimangiaro, uno per la fusione del cannone, laltro
per la fusione del proiettile, il terzo per la fabbricazione della meli-
melonite.
Ma come aveva risolto il presidente Barbicane il problema di
fondere un cannone di dimensioni cos colossali? Lo vedremo e lo
comprenderemo proprio quando agli abitanti dei due Mondi verr
meno lultima speranza di salvezza, che si poggiava sulla difficolt
di costruire una simile macchina.
Infatti, fondere un cannone di un volume pari a un milione di
volte quello di un cannone da ventisette, sarebbe un lavoro superiore
alle forze umane. Gi si incontrano difficolt immense nel fabbricare
i pezzi da quarantadue centimetri che lanciano proiettili di
settecentottanta chili con due-centosettantaquattro chili di polvere.
Difatti Barbicane e Nicholl non avevano minimamente pensato a una
cosa del genere. Non era un cannone e nemmeno un mortaio quello
che essi pretendevano di fare, ma semplicemente una galleria scavata
nella roccia resistente del Kilimangiaro, un buco per una mina, se
vogliamo.
Questo foro, questa enorme bocca da fuoco poteva sostituire un
cannone di metallo, un gigantesco Columbiad la cui fabbricazione
sarebbe stata costosa quanto difficile, e al quale sarebbe stato
necessario dare uno spessore inverosimile per prevenire ogni
pericolo desplosione. Barbicane e C. avevano sempre avuto in
mente di procedere a questo modo, e se il taccuino di J. T. Maston
parlava dun cannone, perch si era servito di un cannone da
ventisette come base per i suoi calcoli.
Di conseguenza fu scelto innanzi tutto un punto a unaltezza di
cento piedi sul lato meridionale della catena, ai cui piedi si estendono
pianure a perdita docchio. A questo modo nulla avrebbe potuto porsi
a ostacolo del proiettile quando fosse stato lanciato fuori dal suo
letto scavato nel massiccio del Kilimangiaro.
La galleria fu scavata con estrema precisione e con grande fatica.
Ma Barbicane pot facilmente costruire delle perforatrici, che sono
macchine relativamente semplici, e farle funzionare con laria
compressa ottenuta grazie alle potenti cascate dacqua di cui era ricca
la montagna. Successivamente i fori scavati da innumerevoli
perforatrici furono riempiti di meli-melonite. E ci voleva come
minimo un esplosivo cos violento per far saltare quella roccia fatta
di una specie di sienite durissima, composta di feldspato ortosio e di
anfibolo dorneblenda. Cosa tra laltro positiva, perch la roccia
doveva resistere alla spaventosa pressione creata dallespansione dei
gas. Ma laltezza e lo spessore della catena del Kilimangiaro erano
sufficienti per impedire ogni crepa o frattura esterna.
Fatto si che le migliaia di operai guidati dai dieci capomastri
sotto lalta direzione del presidente Barbicane lavorarono con tanto
zelo e con tanta intelligenza che lopera fu portata a termine in meno
di sei mesi.
La galleria misurava ventisette metri di diametro e seicento metri
di profondit. Siccome era necessario che il proiettile potesse
scivolare lungo delle pareti perfettamente lisce, senza perdere nulla
del gas di scoppio, linterno fu rivestito con un cilindro di ghisa
perfettamente saldato.
In realt questo lavoro era ben pi considerevole di quello fatto
per il famoso Columbiad di Moon-City che aveva lanciato il missile
dalluminio attorno alla Luna. Ma che cosa c dimpossibile per gli
ingegneri del mondo moderno?
Mentre veniva eseguita la perforazione nel fianco del
Kilimangiaro, gli operai del secondo cantiere non stavano con le
mani in mano. Contemporaneamente al guscio metallico, si
fabbricava anche lenorme proiettile.
Solo questa fabbricazione richiedeva una massa di ghisa cilindro-
conica pesante ottanta milioni di chilogrammi, ossia centottantamila
tonnellate.
evidente che non era possibile fondere questo proiettile in un
solo pezzo. Doveva venir fabbricato in pezzi di mille tonnellate
ciascuno, che sarebbero stati issati uno dopo laltro allaltezza
dellimbocco della galleria e sistemati contro la camera dove in
precedenza sarebbe stata ammassata la meli-melonite. Dopo esser
stati bullonati e uniti fra di loro, questi pezzi avrebbero formato un
unico pezzo compatto che doveva scivolare lungo le pareti del tubo
interno.
Fu dunque necessario trasportare nel secondo cantiere circa
quattrocentomila tonnellate di minerale, settantamila tonnellate di
castina e quattrocentomila tonnellate di carbone fossile che fu
innanzi tutto trasformato in duecentottantamila tonnellate di coke nei
forni. Poich i giacimenti erano vicini al Kilimangiaro, il trasporto fu
fatto con le carriole.
La costruzione degli altiforni per trasformare il minerale in ghisa
rappresent forse la maggiore difficolt. Tuttavia, in capo a un mese,
due altoforni di trenta metri erano in grado di funzionare e di
produrre ogni giorno centottanta tonnellate ciascuno. Dunque
milleottocento tonnellate ogni venti-quattrore, centottantamila ogni
cento giornate di lavoro.
Il lavoro nel terzo cantiere, adibito alla fabbricazione della meli-
melonite, fu eseguito facilmente e con tanta segretezza che la
composizione di questo esplosivo non ha potuto ancor oggi venir
definitivamente determinata.
Tutto era andato a meraviglia. Non si sarebbe lavorato con
maggior successo neppure nelle officine di Creusot, di Cail, dIndret,
di La Seine, di Birkenhead, di Woolwich o di Cockerill. Si registrava
una media di appena un incidente ogni trecentomila franchi di
lavoro.
Figuratevi un po comera incantato da tutto ci il sultano.
Seguiva le operazioni con infaticabile assiduit e, com
comprensibile, la presenza di sua temuta maest stimolava lo zelo dei
suoi fedeli sudditi!
Ogni tanto Bli-Bli chiedeva a che cosa servisse tutto quel
traffico.
Si tratta di unopera che deve cambiare la faccia del mondo!
gli rispondeva il presidente Barbicane.
Unimpresa che procurer al sultano Bli-Bli una gloria
incancellabile fra tutti i re dellAfrica orientale! aggiungeva il
capitano Nicholl.
Inutile dire che il sovrano di Wamasai era vivamente toccato nel
suo orgoglio.
Il 29 agosto i lavori erano completamente terminati. La galleria,
scavata secondo il calibro voluto, era rivestita di unanima levigata
per una lunghezza di seicento metri. Nel suo interno erano
accumulate duemila tonnellate di meli-melonite, in comunicazione
con la cassetta del detonatore. Poi cera il proiettile, lungo
centocinque metri. Togliendo la parte occupata dalla polvere e dal
proiettile, rimanevano ancora quattrocentonovantadue metri per
arrivare allo sbocco della galleria, il che garantiva un effetto
sufficientemente utile per lesplosione causata dallespansione del
gas.
A questo punto sorgeva un primo quesito, di pura balistica: il
proiettile avrebbe deviato dalla traiettoria assegnatagli dai calcoli di
J. T. Maston? Assolutamente no. I calcoli erano esatti. Essi
indicavano in che misura il proiettile avrebbe deviato in direzione est
del meridiano che passa per il Kilimangiaro in virt della rotazione
della Terra sul suo asse, e qual era la forma della curva iperbolica
che esso avrebbe descritto grazie alla enorme velocit impressa
inizialmente.
Secondo quesito: sarebbe stato visibile durante il tragitto? No,
perch alluscita dalla galleria, immerso nellombra della Terra, non
lo si sarebbe potuto vedere, e del resto, a causa della scarsa altezza,
avrebbe avuto una velocit angolare grandissima. Una volta rientrato
nella zona di luce, il suo scarso volume lo avrebbe sottratto alla vista
dei pi potenti cannocchiali, e tanto pi quando, una volta sfuggito ai
legami dellattrazione terrestre, si fosse messo a gravitare
eternamente attorno al Sole.
Certo il presidente Barbicane e il capitano Nicholl potevano andar
fieri dellimpresa che avevano cos brillantemente condotto fino al
punto finale!
Che peccato che non fosse presente anche J. T. Maston, per
ammirare la messa in pratica dei suoi lavori, degna dei calcoli precisi
che lavevano ispirata! E soprattutto che peccato che egli fosse
lontano, tanto lontano, troppo lontano, quando la formidabile
detonazione avrebbe risuonato con echi infiniti fino ai pi lontani
confini dellAfrica!
Pensando a lui i suoi due colleghi non immaginavano certo che il
segretario del Gun-Club avesse dovuto fuggire da Balistic-Cottage,
poi evadere dalla prigione di Baltimora, e che fosse ridotto a doversi
nascondere per difendere la propria preziosa esistenza. Ignoravano
fino a che punto lopinione pubblica si fosse surriscaldata contro gli
ingegneri della North Polar Practical Association. Non sapevano
che li si avrebbe volentieri massacrati, squartati, bruciati a fuoco
lento, se solo fosse stato possibile impadronirsi della loro persona.
Era davvero una fortuna che, nellistante in cui fosse esploso il
fatidico colpo, non potessero venir salutati che dalle acclamazioni
duna popolazione dellAfrica orientale!
Finalmente! disse il capitano Nicholl al presidente
Barbicane, quando, la sera del 22 settembre, entrambi se ne stavano
soddisfatti in contemplazione della loro opera terminata.
S!... Finalmente!... E anche: uffa! disse Impey Barbicane
tirando un sospiro di sollievo.
Se dovessimo ricominciare...
Beh!... Ricominceremmo.
Che fortuna, disse il capitano Nicholl, aver avuto a
nostra disposizione questa adorabile meli-melonite!
Che basterebbe a rendervi illustre, Nicholl!
Indubbiamente, Barbicane, rispose modestamente il
capitano Nicholl. Ma, sapete quante gallerie sarebbe stato
necessario scavare nei fianchi del Kilimangiaro per ottenere lo stesso
risultato, avendo a nostra disposizione soltanto il cotone fulminante,
simile a quello che lanci il nostro missile verso la Luna?
Non so, Nicholl.
Centottanta gallerie, Barbicane!
Ebbene! Le avremmo scavate, capitano!
E centottanta proiettili di centottantamila tonnellate!
Li avremmo fusi, Nicholl!
Andate voi a far intendere ragione a degli uomini di questo
stampo! Quando degli artiglieri hanno fatto il giro della Luna, di che
cosaltro mai non sarebbero capaci?
Quella sera stessa, poche ore soltanto prima del minuto preciso
fissato per il lancio, mentre il presidente Barbicane e il capitano
Nicholl si congratulavano reciprocamente, Alcide Pierdeux, chiuso
nel suo studio a Baltimora, lanciava un urlo tale e quale avrebbe fatto
un pellerossa impazzito. Poi, alzandosi bruscamente dal tavolino
sepolto sotto cataste di fogli ricoperti di formule algebriche, esclam:
Bestia dun Maston!... Ah! disgraziato!... Ho dovuto prima
sorbirmi tutto il problema!... Ma come ho fatto a non scoprirlo
prima!... Corpo dun coseno!... Se sapessi dove si trova in questo
momento, lo inviterei a cena e brinderemmo con un bicchiere di
Champagne al momento stesso in cui tuoner il cannone che romper
ogni cosa!
E dopo un altro dei suoi urli selvaggi, coi quali inframmezzava le
sue partite di whist, disse:
Vecchio pazzo!... Sicuramente laveva azzeccato quando ha
calcolato il cannone del Kilimangiaro!... Ma ci voleva ben altro... e
cio la condizione sine qua non, o sine canon, come avremmo detto
noi a scuola!

CAPITOLO XVIII
NEL QUALE IL POPOLO DI WAMASAI ASPETTA CHE IL
PRESIDENTE BARBICANE GRIDI FUOCO! AL
CAPITANO NICHOLL
ERA LA SERA del 22 settembre - data memorabile alla quale
lopinione pubblica attribuiva la stessa nefasta influenza del 1
gennaio dellanno 1000.
Dodici ore dopo il passaggio del Sole sul meridiano del
Kilimangiaro, cio a mezzanotte, sarebbe stato dato fuoco al terribile
congegno per mano del capitano Nicholl.
Sar necessario precisare che essendo il Kilimangiaro 35 a est
del meridiano di Parigi, e Baltimora 79 a ovest di detto meridiano,
ci comporta una differenza di 114 fra i due luoghi, cio 456 minuti
di tempo, cio 7 ore e 26 minuti. Perci, nellistante preciso in cui si
sarebbe effettuato il lancio, nella gran citt del Maryland sarebbero
state le 5,24 del pomeriggio.
Il tempo era magnifico. Il Sole era appena tramontato sulle
pianure di Wamasai dietro un orizzonte limpidissimo. Non si poteva
immaginare una notte pi bella, n pi calma, n pi stellata per
lanciare un proiettile nello spazio. Non una nuvola si sarebbe
mescolata ai vapori artificiali che avrebbero seguito allo scoppio
della meli-melonite.
Chiss? Forse il presidente Barbicane e il capitano Nicholl
rimpiangevano di non poter prendere posto nel proiettile. In un solo
secondo avrebbero percorso duemilaottocento chilometri! Dopo aver
penetrato i misteri del mondo lunare, avrebbero penetrato quelli del
mondo solare, e in condizioni ben pi interessanti di quelle del
francese Ettore Servadac, trasportato sulla superficie della cometa
Gallia.
28
Il sultano Bli-Bli, i pi alti dignitari della sua Corte, cio il
ministro delle finanze e il suo boia e tutto il personale negro che
aveva partecipato allimponente lavoro, erano riuniti per seguire le
diverse fasi del tiro. Ma, per prudenza, tutta questa gente si era
sistemata a tre chilometri dalla galleria scavata nel Kilimangiaro, in
modo da non avere nulla a temere dallo spaventoso spostamento
daria.
Nei dintorni, alcune migliaia dindigeni, giunti da Kisongo e dalle
borgate disseminate nella parte meridionale della provincia, serano
affrettati - per ordine del sultano Bli-Bli - a venire ad assistere a
quel sublime spettacolo.
Un filo, che congiungeva una batteria elettrica con la cassetta del
detonatore collocata in fondo alla galleria, era pronto a trasmettere la
corrente che avrebbe acceso la polvere e prodotto lesplosione della
meli-melonite.
Come preludio un eccellente banchetto aveva riunito alla stessa
tavola il sultano, i suoi ospiti americani e i maggiorenti della capitale
- tutto a spese di Bli-Bli, che tanto meglio organizz la cosa poich
sapeva che queste spese gli sarebbero state rimborsate dalla cassa
della Societ Barbicane e C.
Erano le undici quando il festino, cominciato alle sette e mezzo,
fin con un brindisi che il sultano fece in onore degli ingegneri della
North Polar Practical Association e alla riuscita dellimpresa.
Ancora unora soltanto, e poi la modifica delle condizioni
geografiche e climatiche della Terra sarebbe stata un fatto compiuto.
Il presidente Barbicane, il suo collega e i dieci capomastri vennero
a sistemarsi intorno alla capanna entro la quale era montata la
batteria elettrica.
Barbicane, col cronometro alla mano, contava i minuti - e mai gli
parvero cos lunghi - dei minuti che sembravano non anni ma secoli!
A mezzanotte meno dieci, lui e il capitano Nicholl savvicinarono
allapparecchio che il filo metteva in comunicazione con la galleria
del Kilimangiaro.

28
Vedi Le avventure di Ettore Servadac, dello stesso autore. (N.d.T.)
Il sultano, la sua Corte, e tutti gli indigeni formavano intorno a
loro unimmensa folla.
Bisognava che il colpo fosse tirato nellistante preciso indicato dai
calcoli di J. T. Maston, cio allistante in cui il Sole avrebbe tagliato
la linea equinoziale che poi non avrebbe pi abbandonato nella sua
orbita apparente attorno alla Terra.
Mezzanotte meno cinque!... Meno quattro!... Meno tre!... Meno
due... Meno uno!...
Il presidente Barbicane seguiva la lancetta del suo orologio
illuminato da una lanterna che gli teneva uno dei capomastri, mentre
il capitano Nicholl, col dito sul bottone dellapparecchio, si teneva
pronto a chiudere il circuito della corrente elettrica.
Soltanto venti secondi!... Soltanto dieci!... Soltanto cinque!...
Soltanto uno!...
Non si sarebbe colto il minimo tremito nella mano
dellimpassibile Nicholl. Lui e il suo collega non erano pi
emozionati di quanto lo fossero stati al momento in cui, rinchiusi nel
loro missile, aspettavano che il cannone li spedisse nelle regioni
lunari!
Fuoco!... grid il presidente Barbicane.
E lindice del capitano Nicholl premette il bottone.
Lesplosione fu spaventosa e i suoi echi rimbombarono fino agli
estremi confini del Wamasai. Si ud un fischio acutissimo duna
massa che attravers lo spazio sotto la spinta di miliardi di miliardi di
litri di gas, sviluppatisi in seguito allo scoppio improvviso di duemila
tonnellate di meli-melonite. Si sarebbe detto che stesse passando
sulla superficie della Terra uno di quei meteoriti nei quali si
accumula tutta la violenza della natura. E leffetto non sarebbe stato
pi terribile se tutti i cannoni di tutte le artiglierie del globo si fossero
uniti a tutte le folgori del cielo per tuonare insieme!


CAPITOLO XIX
NEL QUALE J. T. MASTON RIMPIANGE FORSE
LEPOCA IN CUI LA FOLLA VOLEVA LINCIARLO
LE CAPITALI dei due Mondi, e le citt di una certa importanza, fino
alle pi modeste borgate, attendevano in preda al terrore. Grazie ai
giornali diffusi a profusione sulla superficie di tutta la Terra, ognuno
conosceva lora precisa che corrispondeva alla mezzanotte del
Kilimangiaro, situato a 35 est, secondo la differenza delle
longitudini.
Per citare soltanto le citt principali - percorrendo il Sole un grado
ogni quattro minuti - erano:

Parigi le 9,40 di sera
Pietroburgo 11,31
Londra 9,30
Roma 10,20
Madrid 9,15
Berlino 11,20
Costantinopoli
11,26
Calcutta 3,04 del mattino
Nanchino 5,05

A Baltimora, come abbiamo gi detto, dodici ore dopo il
passaggio del Sole al meridiano del Kilimangiaro, erano le 5,24 di
sera.
Impossibile descrivere il panico generale di quellistante. La pi
vivace penna moderna non sarebbe in grado di farlo, avesse anche lo
stile della scuola decadente. vero che gli abitanti di Baltimora non
correvano pericolo di essere spazzati via dalla violenza dei mari, e
che per loro non si trattava che di vedere la baia della Chesapeake
svuotarsi ed il capo Hatteras che la chiude allungarsi come una cresta
di montagne messa in secco sopra lAtlantico! Daccordo! Ma la citt
come tante altre non minacciate demersione o dimmersione non
sarebbe stata tuttavia sconvolta dalla scossa, e i suoi monumenti
annientati, i suoi quartieri inghiottiti negli abissi che si sarebbero
spalancati sulla superficie del suolo? E simili timori non erano fin
troppo giustificati per quelle parti del globo che non sarebbero state
sommerse dalle acque?
Certamente, s.
Perci ogni essere umano sent il brivido del terrore penetrargli
nelle ossa durante quel minuto fatale. S! Tutti tremavano, tutti
tranne uno: lingegnere Alcide Pierdeux! Non avendo avuto
sufficiente tempo per far conoscere ci che i suoi ultimi lavori gli
avevano rivelato, egli si beveva un bicchiere di Champagne in uno
dei migliori bar della citt, alla salute del Vecchio mondo.
Il ventiquattresimo minuto dopo le cinque, corrispondente alla
mezzanotte del Kilimangiaro, pass...
A Baltimora... nulla!
A Londra, a Parigi, a Roma, a Costantinopoli, a Berlino, nulla!...
Non il minimo tremito!
Il signor John Milne, osservando nella miniera di carbon fossile di
Takoshima (Giappone), il tromometro
29
che vi aveva installato, non
not il bench minimo movimento anormale della crosta terrestre in
quella parte del mondo.
Insomma, anche a Baltimora nulla! Del resto il cielo era nuvoloso,
e, giunta la notte, fu impossibile capire se il movimento apparente
delle stelle tendeva a modificarsi, il che avrebbe indicato che si era
verificato il mutamento dellasse terrestre.
Che notte pass J. T. Maston nel suo rifugio ignoto a tutti, tranne
che alla signora Evangeline Scorbitt! Il violento artigliere smaniava!
Non riusciva a star fermo! Cosa avrebbe pagato per essere pi
vecchio di qualche giorno per vedere se la curva del Sole si era

29
Il tromometro una specie di pendolo le cui oscillazioni registrano i movimenti
microsismici della crosta terrestre. Su esempio del Giappone, molti altri paesi
hanno installato apparecchi simili vicino alle miniere dove si sospetta esservi il
gris. (N.d.A.)
modificata, - prova inconfutabile della riuscita delloperazione.
Questo mutamento infatti non si sarebbe potuto constatare che il
mattino del 23 settembre, perch in quel giorno il Sole sorge
invariabilmente a est in tutti i punti del globo.
Il giorno dopo il Sole apparve sullorizzonte come il solito.
I delegati europei erano riuniti sulla terrazza del loro albergo.
Avevano a loro disposizione strumenti di estrema precisione che
permettevano di constatare se il Sole descriveva rigorosamente la sua
curva nel piano dellEquatore.
Ma non accadde niente e, qualche minuto dopo lalba, il disco
radioso gi si inclinava verso lemisfero australe.
Dunque nulla era mutato nel suo percorso apparente.
Il maggiore Donellan ed i suoi colleghi salutarono lastro
infuocato con urr entusiasti, gli fecero unovazione come si
direbbe a teatro. Il cielo era superbo, lorizzonte perfettamente
limpido e spoglio delle nebbioline notturne e mai il grande attore
sera presentato tanto splendido su una scena pi bella davanti a un
pubblico incantato.
nel punto fissato dalle leggi dellastronomia!... grid Eric
Baldenak.
Della nostra vecchia astronomia, osserv Boris Karkof, e
che quei pazzi volevano distruggere.
Andr tutto a loro spese e a loro vergogna! aggiunse
Jacques Jansen, per bocca del quale sembrava parlasse lOlanda
intera.
E la regione artica rimarr eternamente ricoperta dai ghiacci!
rispose Jan Harald.
Urr al Sole! grid il maggiore Donellan. Tale e tale
basta ai bisogni del mondo!
Urr, urr, ripeterono a una sola voce i rappresentanti della
vecchia Europa.
In quella Dean Toodrink, che se nera stato zitto fino allora, fece
questa saggia osservazione:
Ma, se non avessero sparato?...
Non aver sparato?... esclam il maggiore. Voglia il Cielo
che abbiano sparato, invece, e non una ma due volte!
Era precisamente quello che stavano dicendo J. T. Maston e la
signora Evangeline Scorbitt. Quello che stavano chiedendosi i
sapienti e gli ignoranti, uniti stavolta dalla logica della situazione.
Era quello che andava ripetendosi Alcide Pierdeux, e aggiungeva:
Che abbiano sparato o no, poco importa!... la Terra non ha
cessato di girare e dondolarsi come al solito sul suo vecchio asse!
Insomma nessuno sapeva cosa fosse successo al Kilimangiaro. Ma
prima della fine della giornata, giunse una risposta alla domanda che
si faceva tutta lumanit. .
Arriv un dispaccio negli Stati Uniti, spedito da Richard W. T.
Trust, del consolato di Zanzibar, che diceva cos:

A John S. Wrigth, ministro di Stato Zanzibar, 23
settembre. Ore 7,27 del mattino. Sparo avvenuto ieri
sera mezzanotte precisa da galleria scavata nel fianco
meridionale del Kilimangiaro. Passaggio del proiettile
con fischio spaventoso. Esplosione terribile. Provincia
devastata da tromba daria. Mare sollevato fino al
canale di Mozambico. Numerose navi disalberate e
buttate sulla costa. Villaggi e borgate distrutti. Tutto
bene.
RICHARD W. TRUST.

Certo! Tutto andava bene perch nulla era cambiato nello stato
delle cose, salvo i disastri prodotti nel Wamasai, in parte raso al
suolo da quella tromba artificiale, e i naufragi prodotti dallo
spostamento daria. E non era accaduto lo stesso quando il famoso
Columbiad aveva lanciato il suo missile verso la Luna? La scossa,
trasmessa al suolo della Florida non si era fatta sentire per un raggio
di cento miglia? S, certo! Ma questa volta leffetto doveva essere
stato centuplicato.
Comunque, il dispaccio faceva sapere agli interessati del Vecchio
e del Nuovo continente due cose:

1) Che lenorme strumento era stato fabbricato sui fianchi del
Kilimangiaro.
2) Che lo sparo era avvenuto allora indicata.
E allora il mondo intero tir un immenso sospiro di soddisfazione,
seguito da un formidabile scoppio di risa.
Il tentativo di Barbicane e C. era miseramente fallito! Le formule
di J. T. Maston erano buone da gettare nella spazzatura! La North
Polar Praticai Association non aveva che da dichiarare fallimento!
Ah, questa poi! Che, per caso, il segretario del Gun-Club si fosse
sbagliato nei suoi calcoli?
Penserei piuttosto dessermi ingannata nellaffetto che egli
mispira! disse a se stessa Evangeline Scorbitt.
La pi sconfitta fra tutte le creature umane esistenti sulla faccia
della Terra, era proprio J. T. Maston. Vedendo che nulla era
cambiato nelle condizioni in cui si muoveva la Terra dal tempo della
creazione, egli sera cullato nella speranza che qualche incidente
avesse potuto ritardare loperazione di Barbicane e Nicheli...
Ma, dopo il dispaccio da Zanzibar, fu costretto ad ammettere che
loperazione era fallita!
Fallita!... E le equazioni, le formule, dalle quali aveva dedotto la
riuscita dellimpresa! mai possibile che un cannone lungo seicento
metri, largo ventisette, che lanciava un proiettile di centottanta
milioni di chilogrammi sotto la spinta prodotta dallo scoppio di
duemila tonnellate di meli-melonite, con una velocit iniziale di
duemilaottocento chilometri, fosse insufficiente a provocare lo
spostamento dei Poli? No!... Non era ammissibile!
Tuttavia!...
E J. T. Maston, in preda alla pi violenta esaltazione, dichiar di
voler lasciare il suo rifugio. La signora Evangeline Scorbitt cerc
invano dimpedirglielo. Non che avesse pi nulla da temere per la
sua vita, poich ormai il pericolo era finito. Ma la bella, adorabile
donna voleva risparmiargli le beffe che tutti non avrebbero mancato
di rivolgere al malcapitato matematico, i lazzi che sarebbero piovuti
sulla sua disgraziata opera!
E, cosa ancor pi grave, che accoglienza gli avrebbero fatto i suoi
colleghi del Gun-Club? Non se la sarebbero presa col loro segretario
per linsuccesso che li copriva di ridicolo? Non andava forse a lui,
come autore di tutti i calcoli, lintera responsabilit dellinsuccesso?
J. T. Maston non volle seguir consigli. Resistette alle suppliche
cos come alle lagrime della signora Evangeline Scorbitt. Usci dalla
casa in cui sera tenuto nascosto. Apparve nelle vie di Baltimora. Fu
riconosciuto e tutti quelli il cui patrimonio e la cui esistenza erano
stati minacciati a causa sua, quelli a cui aveva prolungato la paura
col suo ostinato silenzio, si vendicarono beffeggiandolo e
prendendolo in giro in mille modi.
Bisognava sentirli quei monelli dAmerica, che avrebbero potuto
dar lezione ai monelli parigini!
Ma va l, raddrizzatore dassi!
Ma va l, rappezza-orologi!
Ma va l, aggiusta-rottami!
In breve lo sconfitto, il beffato segretario del Gun-Club fu
costretto a rientrare nel palazzo di New-Park, dove la signora
Evangeline Scorbitt attinse a tutta la sua provvista di tenerezze per
consolarlo. Ma fu inutile. J. T. Maston - come Niobe - noluit
consolari, perch il suo cannone non aveva avuto sullo sferoide
terrestre maggior effetto duno di quei petardi che si sparano alla
festa di San Giovanni.
Trascorsero quindici giorni in queste condizioni e il Mondo,
rimessosi dal passato terrore, non pensava gi pi ai progetti della
North Polar Practical Association.
Quindici giorni, e nessuna notizia del presidente Barbicane e del
capitano Nicholl! Erano morti a causa del contraccolpo
dellesplosione quando erano avvenuti tutti quei disastri sulla
superficie di Wamasai? Avevano pagato con la vita il pi grande
errore dei tempi moderni?
No!
Dopo lesplosione, rovesciati tutti e due e capitombolati insieme
col sultano, la sua Corte e alcune migliaia dindigeni, si erano rialzati
sani e salvi.
andato bene?... domand Bli-Bli massaggiandosi le
spalle.
Osereste dubitarne?
Io... dubitarne!... Ma quando saprete qualcosa?...
Fra qualche giorno! rispose il presidente Barbicane.
Aveva gi capito che limpresa era fallita?... Pu darsi! Ma mai lo
avrebbe ammesso di fronte al sovrano di Wamasai.
Quarantottore dopo i due colleghi si congedavano da Bli-Bli,
non senza aver pagato una grossa somma per i disastri causati sul
territorio del suo reame. Comunque, dal momento che questa somma
entr nelle casse private del sultano, e i suoi sudditi non ne videro un
dollaro, Sua Maest non ebbe nulla da lamentarsi di quel vantaggioso
affare.
Poi i due colleghi, seguiti dai capomastri, ritornarono a Zanzibar
dove cera una nave pronta a partire per Suez. Di l, sotto falsi nomi,
il battello delle Messaggerie marittime Moeris li trasport a
Marsiglia, il P.L.M.
30
a Parigi - senza deragliamenti n collisioni
la ferrovia dellovest a Le Havre e finalmente il transatlantico La
Bourgogne in America.
In soli ventidue giorni erano giunti da Wamasai a New York,
nello stato di New York.
E il 15 ottobre, alle tre del pomeriggio, entrambi bussavano alla
porta del palazzo di New-Park...
Un istante dopo erano alla presenza della signora Evangeline
Scorbitt e di J.T. Maston.


30
Sigla con la quale era conosciuto il treno espresso Parigi - Lione - Mediterraneo.
(N.d.T.)
CAPITOLO XX
CHE CONCLUDE QUESTA CURIOSA STORIA TANTO
VERA QUANTO INVEROSIMILE
Barbicane?... Nicholl?...
Maston!
Voi?...
S, noi!
E in questultimo pronome pronunciato simultaneamente dai due
colleghi erano contenuti tutta la loro ironia e il loro rimprovero.
J. T. Maston si pass luncino sulla fronte. Poi con una voce che
era solo un fischio fra le sue labbra - come se fosse un serpente,
avrebbe detto Ponson du Terrail:
La vostra galleria del Kilimangiaro era proprio di seicento
metri per una larghezza di ventisette? chiese.
S!
Il vostro proiettile pesava proprio centottanta milioni di
chilogrammi?
S!
E il lancio proprio avvenuto con duemila tonnellate di meli-
melonite?
S!
Questi tre si! piombarono come tre mazzate sulla testa di J. T.
Maston.
Allora devo concludere... riprese.
Che cosa?... domand il presidente Barbicane.
Questo rispose J. T. Maston: poich limpresa non
riuscita, vuol dire che la polvere non ha dato al proiettile una velocit
iniziale di duemilaottocento chilometri!
Ah si? disse il capitano Nicholl.
Ci significa che la vostra meli-melonite buona solo a
caricare delle pistole di cartone!
Il capitano Nicholl fece un balzo a queste parole che erano per lui
una sanguinosa offesa.
Maston! grid.
Nicholl!
Quando vorrete, sono a vostra disposizione per batterci alla
meli-melonite...
No!... Al cotone fulminante!... pi sicuro!
La signora Evangeline Scorbitt dovette intervenire per calmare i
due irascibili artiglieri.
Signori!... Signori! esclam fra colleghi!...
Allora il presidente Barbicane prese la parola con voce pi calma
dicendo:
A che cosa serve recriminare? certo che i calcoli del nostro
amico Maston erano giusti, come certo che lesplosivo del nostro
amico Nicholl doveva essere sufficiente! S!... Noi abbiamo
applicato esattamente i dati scientifici!... E tuttavia lesperimento
fallito! Per quali ragioni? Forse non lo si sapr mai!...
Ebbene, esclam il segretario del Gun-Club ci
riproveremo!
E tutto il denaro speso in pura perdita? fece notare il
capitano Nicholl.
E lopinione pubblica? aggiunse la signora Evangeline
Scorbitt, che certo non vi permetter di compromettere una
seconda volta le sorti del mondo!
Che ne sar della nostra propriet circumpolare? replic il
capitano Nicholl.
A che tasso cadranno le azioni della North Polar Practical
Association! esclam il presidente Barbicane.
Il crollo!... Esso era gi avvenuto, ed i titoli di quelle azioni si
vendevano al prezzo della carta straccia.
Questo fu il risultato finale di quella gigantesca impresa! Questo
fu il fiasco memorabile in cui sprofondarono i progetti sovrumani di
Barbicane e C.
Se mai lo scherno pubblico fu lasciato completamente libero di
accanirsi contro i bravi ingegneri male ispirati, se mai gli articoli
burleschi dei giornali, le caricature, le parodie, le canzonette ebbero
modo di sfogarsi, tutto ci accadde proprio in questa occasione! Il
presidente Barbicane, gli amministratori della nuova Societ, i loro
colleghi del Gun-Club ne furono letteralmente sommersi. Talvolta,
furono scherniti in modo cos... volgare che le espressioni non
potrebbero essere ripetute neppure in latino, neppure in volapuk.
31
Soprattutto lEuropa si abbandon a uno scatenamento di ironie che
gli yankees finirono collesserne scandalizzati. Tenendo presente che
Barbicane, Nicholl e Maston erano dorigine americana, che
appartenevano alla celebre associazione di Baltimora, poco manc
che il governo federale fosse obbligato a dichiarare guerra al Vecchio
Mondo.
Lultimo colpo fu inferto da una canzone francese del famoso
Paulus,
- a quel tempo era ancora vivo che divent di moda. Questa
parodia fece il giro dei caff-concerto di tutto il mondo.
Ecco qui una delle strofe pi applaudite:

Pour modifier notre patraque,
Dont lancien axe se dtraque,
Ils ont fait un canon quon braque,
Afin de mettre tout en vrac!
Cest bien pour vous flanquer le trac!
Ordre est donne pour quon les traque,
Ces trois imbcils!... Mais... crac!
Le coup est parti... Rien ne craque!
Vive notre vielle patraque!
32

Ma insomma si potr mai sapere a che cosa fosse dovuto
linsuccesso dellimpresa? Linsuccesso provava dunque che

31
Lingua universale inventata da Schleyer. (N.d.T.)
32
Per raddrizzare il nostro carrozzone / Il cui asse s vecchio s' spostato, / Han
fabbricato un grosso bombardone / Che squassi tutto dopo aver sparato! / Questo
abbastanza per terrorizzare! / E ordine vien dato sull'istante / Di far quei tre
imbecilli incarcerare: / Ma il colpo parte - ahim - ciononostante! / Nulle le
conseguenze in conclusione: / Evviva il nostro vecchio carrozzone!
loperazione era impossibile da realizzare; che le forze di cui
dispongono gli uomini non saranno mai sufficienti per apportare una
modifica nel movimento diurno della Terra..., che le regioni del Polo
artico non potranno mai venir spostate a latitudini tali che i banchi di
ghiaccio siano naturalmente sciolti dai raggi solari?
Tutto ci fu precisato qualche giorno dopo il ritorno del presidente
Barbicane e del suo collega negli Stati Uniti.
Sul Temps del 17 ottobre apparve un breve articolo cosicch il
giornale di M. Hebrand rese al mondo il servizio di informarlo su ci
che lo interessava direttamente per la sua sicurezza.
Questo articoletto era cos concepito:
Si conosce quale stato il risultato della vana impresa che si
riproponeva di creare un nuovo asse. Tuttavia i calcoli di J. T.
Maston, fondati su dati indiscutibili, avrebbero prodotto i risultati
cercati, se in seguito a una distrazione inesplicabile non fossero stati
basati su un piccolo errore fin da principio.
Infatti, quando il famoso segretario del Gun-Club ha preso come
base la circonferenza della sfera terrestre, lha trascritta di 40.000
metri anzich di 40.000 chilometri, il che ha naturalmente falsato la
soluzione del problema.
Da cosa pu esser dipeso un simile errore?... Chi ha potuto
causarlo?... Come possibile che labbia commesso un matematico
cos valente? C da perdersi in inutili congetture.
Quel che certo che il problema della modifica dellasse
terrestre, essendo posto correttamente, avrebbe dovuto essere risolto
esattamente. Ma la dimenticanza di tre zeri, ha prodotto un errore di
dodici zeri nel risultato finale.
Non gi un cannone grosso un milione di volte quello da
ventisette, ma un trilione di tali cannoni che lanciassero insieme un
trilione di proiettili di centottantamila tonnellate, ci sarebbe voluto
per spostare il Polo di 23 28 quando si ammettesse che la meli-
melonite abbia la potenza espansiva che gli attribuisce il capitano
Nicholl.
Insomma, lunico colpo, nelle condizioni in cui stato tirato nel
Kilimangiaro, non ha spostato il Polo che di tre micron (tre millesimi
di millimetro) e ha variato il livello del mare al massimo di nove
millesimi di micron!
Quanto al proiettile, nuovo piccolo pianeta, esso appartiene
ormai al nostro sistema al quale legato dallattrazione solare.

ALCIDE PIERDEUX.

Dunque era stata una distrazione di J. T. Maston, un errore di tre
zeri allinizio dei suoi calcoli a produrre questo umiliante risultato
per la nuova Societ.
Ma, se i colleghi del Gun-Club si mostrarono furiosi contro di lui,
coprendolo di maledizioni, nel pubblico ci fu invece una reazione in
favore del poveruomo. Dopo tutto era stato quellerrore la causa di
tutti i mali - o piuttosto di tutti i beni - poich aveva risparmiato al
mondo la pi terribile delle catastrofi.
Successe cos che da tutte le parti arrivarono i complimenti, uniti a
milioni di lettere che si congratulavano con J. T. Maston dessersi
sbagliato di tre zeri!
J. T. Maston, pi umiliato, pi disgustato che mai, non volle
saperne del formidabile urr che la Terra gridava in suo onore. Il
presidente Barbicane, il capitano Nicholl, Tom Hunter dalle gambe
di legno, il colonnello Bloomsberry, lirrequieto Bilsby e i loro
colleghi non gli avrebbero mai perdonato...
Gli rimaneva soltanto la signora Evangeline Scorbitt. Quella
donna eccellente non lo avrebbe abbandonato.
Anzitutto J. T. Maston ci aveva tenuto a rifare i suoi calcoli,
rifiutandosi di ammettere che la sua distrazione fosse giunta fino a
quel punto.
Tuttavia era proprio cos! Lingegnere Alcide Pierdeux non sera
sbagliato. Ecco perch, avendo scoperto lerrore allultimo momento,
quando non vera pi il tempo di rassicurare i suoi simili,
quelloriginaloide serbava una calma perfetta in mezzo al terrore
generale! Ecco perch faceva un brindisi al Vecchio mondo proprio
quando partiva il colpo dal Kilimangiaro.
S! Tre zeri dimenticati nella misura della circonferenza
terrestre!...
Improvvisamente J. T. Maston si ricord. Era proprio allinizio
dei suoi lavori e si era appena chiuso nel suo studio di Balistic-
Cottage. Aveva scritto esattamente il numero 40.000.000 sulla
lavagna...
In quel momento, sera udito il tintinnio concitato del campanello
telefonico! J. T. Maston era corso verso la lastra... Aveva scambiato
qualche parola con la signora Evangeline Scorbitt... Ecco che un
fulmine lo rovescia e fa cadere la lavagna... Si rialza... Ricomincia a
scrivere il numero, mezzo cancellato nella caduta... Aveva appena
scritto la cifra 40.000... quando il campanello suona una seconda
volta... E quando si rimise al lavoro, si dimentic i tre ultimi zeri del
numero che indica la circonferenza terrestre!
Ebbene! Tutto era colpa della signora Evangeline Scorbitt. Se lei
non lo avesse disturbato, forse non avrebbe ricevuto il contraccolpo
della scarica elettrica! Forse il fulmine non gli avrebbe giocato un
tiro cos diabolico da bastare per compromettere unintera esistenza
dedicata a dei buoni e onesti calcoli!
Figuratevi che colpo per la disgraziata donna quando J. T. Maston
dovette dirle in che modo era avvenuto lerrore!... S!... Era lei la
causa del disastro!... Per colpa sua J. T. Maston si vedeva ora
disonorato per i lunghi anni che gli rimanevano di vita, poich nella
rispettabile associazione del Gun-Club si usava morire centenari!
Dopo questo colloquio J. T. Maston era fuggito dal palazzo di
New-Park. Era tornato a Balistic-Cottage e misurava a gran passi il
suo studio ripetendosi.
Non sono proprio pi buono a nulla in questo mondo!...
Neppure a sposarmi?... disse una voce resa angosciata
dallemozione.
Era la signora Evangeline Scorbitt. Disperata, smarrita, aveva
seguito J. T. Maston.
Caro Maston! disse lei.
Ebbene! S!... Ma a una condizione... che non mi occuper mai
pi di matematica!
Amico mio, io ne ho orrore! rispose quelladorabile vedova.
E il segretario del Gun-Club fece della signora Evangeline
Scorbitt la signora J. T. Maston.
Quanto allarticolo dAlcide Pierdeux, quanta fama e celebrit
procur a questo ingegnere e anche a tutta la sua scuola, grazie a lui.
Tradotto in tutte le lingue, pubblicato in tutti i giornali, questarticolo
diffuse il suo nome in tutto il mondo. E accadde che il padre della
bella provenzale che gli aveva rifiutato la mano di sua figlia perch
era troppo sapiente lesse il suddetto articolo nel Petit Marseillais.
E essendo riuscito a comprenderne il significato, senza alcun aiuto
estraneo, preso da rimorso, sped al suo autore un invito a pranzo.

CAPITOLO XXI
BREVISSIMO MA DECISAMENTE RASSICURANTE PER
LAVVENIRE DEL MONDO
E ORA, che gli abitanti della Terra si rassicurino! Il presidente
Barbicane ed il capitano Nicholl non ricominceranno la loro impresa
cos miseramente fallita. J. T. Maston non rifar i suoi calcoli,
stavolta senza errori. Sarebbe inutile. Larticolo dellingegnere
Pierdeux ha detto la verit. La meccanica dimostra che, per produrre
uno spostamento dellasse di 23 28, sia pure con la meli-melonite,
ci vorrebbe un trilione di cannoni come quello scavato nel
Kilimangiaro. Ma il nostro sferoide, fosse anche tutto solido,
troppo piccino per contenerli.
A quanto pare dunque gli abitanti del globo possono dormire
tranquilli. Mutare le condizioni nelle quali si muove la Terra, cosa
superiore alle possibilit umane; non tocca agli uomini mutar
lordine stabilito dal Creatore nel sistema dellUniverso.