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Democrito spiegato ad una terza! facebook.com Fantastic Four cartoon - Origin of FF "The Way It All Began" youtube.com Materialismo treccani.it FILOSOFIA GRECA - GLI ATOMISTI - DEMOCRITO. parodos.it

Archive All Download Newest Democrito spiegato ad una terza! facebook.com Rielaborazione da: Sapere di non sapere (Filosofia, Armando Massarenti)La morale di un materialista. La felicit gli antichi sapevano regalarcela allo stato puro, con la semplicit di chi scopre che certi pensieri, che magari ci paiono banali, bene enunciarli con chiarezza. Occorre essere buono o imitare i buoni. Troppo ovvio? Non direi soprattutto se proviamo ad imporcelo come massima per la vita e per lazione. lautore ci avverte che, ad ascoltare con intelligenza le sue massime si compiranno molti atti degni delluomo buono e molti cattivi se ne eviteranno. Occorre essere veritieri, non loquaci; Non per paura, ma per dovere astieniti dalle colpe; Chi commette ingiustizia pi infelice di chi commette ingiustizia; Molti operando le cose pi vergognose coltivano i discorsi migliori. Il pensiero come si vede si fa sofisticato. Ma a questo punto, spero abbiate cominciato a chiedervi: chi mai sar questo pensatore antico? Ricchezza di pensieri, non erudizione, occorre coltivare, anche perch Molti eruditi non posseggono intelligenza, ci avverte. Non il corpo n con le ricchezze sono felici gli uomini, ma con la rettitudine e lavvedutezza; La perfezione dellanima corregge la debolezza del corpo, mentre la forza del corpo, senza il raziocinio, non rende affatto migliore lanima. Avete indovinato? E Democrito, il

padre dellatomismo e di tutte le filosofie materialiste. E il filosofo a cui la fisica otto-novencentesca ha finito per dare ragione, certo a livello intuitivo, perch sperimentalmente Democrito, senza mezzi, non era arrivato a nulla. A pensare che la realt fosse composta di piccoli mattoncini ci arriv con la forza del pensiero. Democrito ritenne che questi mattoncini fossero non solo molto piccoli ma anche indivisibili. Secondo Democrito gli atomi vagano in uno spazio vuoto e tutto ci che osserviamo come cambiamento dovuto al movimento degli atomi, che si scontrano si aggregano e si disgragano continuamente. Gli atomi per sono eterni. Il Sole, la Terra e ogni altra cosa avevano avuto origine casualmente da un enorme vortice di atomi. Le leggi che permettono agli atomi di aggragarsi sono del tutto naturali. Gli Dei non hanno nessuna incidenza su di esse. La fortuna non arrise a questa teoria, i pi si rifiutarono di credere a ci che non potevano vedere ed anche il fatto che gli atomi vagasssero nel vuoto era difficile da accettare. Esisitenza e nullit apparivano inconciliabili, specie poi lesisitenza di un nulla in cui far vagare questi atomi. Ma maggiormente implausibile appariva lidea di una natura fatta di una mescolanza di nulla ed invisibile. I maggiori detrattori di Democrito furono dei mostri sacri come Platone ed Aristotele, eppure stranamente Democrito ci viene presentato dalla tradizione come il filosofo che ride, perch? La risposta sovviene riflettendo su questo: se tutto stato originato da una anza di atomi casualmente vorticanti nel vuoto, alloraogni vicenda umana deve rinunciare alla sua pretesa di senso e davvero di poco conto debbono apparire le preoccupazioni e le cure degli uomini che non sanno adeguare le proprie passioni a ci che la ragione ultima del mondo ci

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Materialismo treccani.it materialismo Ogni dottrina che consideri la realt come derivata dalla materia e risolventesi totalmente in essa. Il termine designa nelluso corrente una teoria filosofica monistica che, nellinterpretare gli eventi del mondo della natura e il corso della storia umana, si attiene allunico principio esplicativo della materia, rinunciando allintervento divino, alla spiritualit dellanima (e alla sua immortalit), al concetto di una provvidenza. In tal senso sinonimo di ateismo e presuppone unopposizione polemica a ogni costruzione dottrinale teologica. Sebbene largamente presente nelle dispute filosofiche del mondo greco-romano, negli scritti dei padri della Chiesa e degli apologisti cristiani, nella cultura scolastica medievale, questa nozione di m. si precisa ovviamente soltanto con laffermazione della rivoluzione scientifica dei secc. 17 e 18, quando le scienze esatte, offrendo uninterpretazione dellUniverso fisico sempre pi fondata sul concetto di quantit materiale (peso, numero, misura), sullesclusione delle qualit o entit occulte, fornirono un saldo fondamento teorico allopera di scristianizzazione e secolarizzazione intrapresa dal pensiero laico. Tuttavia, accanto allaccezione pi netta ed estrema del termine, si deve tener presente una larga gamma di sfumature dottrinali intermedie, che vanno dalla formula scientista, puramente agnostica sul piano metafisico (meccanismo o meccanicismo il sinonimo pi prossimo in tal senso), che fa del continuo materiale una mera ipotesi di lavoro, alla reintroduzione di entit o qualit non materiali, sotto forma di dualismo metafisico, occasionalismo, idealismo, slancio vitale e simili. Laspetto scientifico del m. e lo sviluppo storico delle scienze offrono dunque un criterio essenziale, ma non esclusivo, per fissare lambito semantico del termine. Il criterio sussidiario, ma forse decisivo, fornito dai contesti metafisici, ideologici, politici, etico-religiosi, che hanno accompagnato la disputa sul concetto di materia ().

Tendenze materialistiche nel pensiero greco. In certa misura, allinterno delle mitologie antichissime circa il caos, lorigine dellUniverso, la struttura della Terra, il concetto di una materia, corposa, resistente al tatto, che alla base di tutte le cose, ovvio e onnipresente. Il caos delle cosmologie babilonesi ed egizie, limmagine della Terra salda e immobile al centro di uno spazio indeterminato, comune a tutte le figurazioni primitive, forniscono un primo embrione dellidea di materia: una massa che si addensa a partire da uno stato originario di confusione. Simmetrico a questo il concetto dellintelligenza ordinatrice, commisto alle pi svariate proiezioni antropomorfe prima della rigorosa formulazione monoteistica degli Ebrei. Sono note le interminabili dispute cui hanno dato luogo le traduzioni dei termini biblici con spirito e anima. Pi volte lesegesi laica ha sostenuto la tesi di una falsificazione, in senso spiritualistico e dualistico, delloriginario m. del Genesi. Tuttavia, lintervento del creatore nella separazione della luce dalle tenebre e nelle successive giornate esclude la nozione di una materia semovente e autonoma. Sempre controversa rester invece, nel sincretismo di racconto mosaico e sistemi filosofici greci, la questione concernente lo status della materia prima, preesistente e increata, oppure creata dal libero atto divino. Egualmente controverso, nellinterpretazione dei grandi filosofi dellantichit e poi nella tradizione teologica, rimase il concetto di materia originaria o primordio del mondo fisico escogitato dai primi fisiologi ionici: lacqua di Talete, linfinito di Anassimandro, laria di Anassimene, ponevano il quesito dellorigine delle cose sul terreno delle analogie con gli oggetti dei sensi; mentre il fuoco di Eraclito, le quattro radici di Empedocle e le omeomerie di Anassagora si riferivano a complessi contesti etico-religiosi. Sottoponendo a una critica serrata le dottrine dei predecessori, nel primo libro della Metafisica Aristotele elabor il concetto di sostanza destinato a restare alla base del pensiero occidentale per quasi duemila anni: nellambito della sostanza, la , il sostrato ultimo del mondo fisico, , per Aristotele e i suoi seguaci ortodossi, un concetto-limite, lelemento puramente passivo, potenziale, che riceve

tutte le forme dalla gerarchia della scala naturae che lo sovrasta. Peraltro, nel sistema metafisico peripatetico, il puro atto il Dio immateriale collocato al sommo della scala, cio esterno al mondo fisico del tutto estraneo alla materia originaria, preesistente al mondo. Egualmente, il demiurgo del Timeo platonico non crea, ma dispone la materia prima nello spazio, modellando e formando con essa la struttura del cosmo, al quale infonde lanima, larmonia, la bellezza. A parte la definizione dello status metafisico della materia, Platone e Aristotele accolsero, sul piano fisico, la dottrina empedoclea delle quattro radici, e la rielaborarono nella fisica delle qualit, anchessa destinata a dominare a lungo il pensiero occidentale. Terra, acqua, aria, fuoco erano, in concreto, i quattro elementi originari, risultanti dalla combinazione delle coppie freddo-secco, freddo-umido, caldo-umido, caldo-secco, e disposti nelle quattro sfere concentriche dello schema cosmologico geostatico, al di l delle quali si trovava letere o quinta essenza. Proprio su questo sfondo concettuale Aristotele postulava il plenum e la divisibilit indefinita della materia. La sua dottrina fisica si fondava su una serrata critica dellatomismo, formulato da Leucippo e Democrito pochi decenni prima. Nellatomismo, appunto sia nella versione originaria, sia in quella pi tarda di Epicuro e Lucrezio si deve ravvisare la forma pi schietta di m. elaborata nellantichit. Dal punto di vista strettamente fisico Democrito ed Epicuro postularono particelle qualitativamente omogenee, differenti soltanto per grandezza e forma (secondo Epicuro anche per peso), mobili o cadenti nello spazio vuoto e aggregantisi in vortici. Riprendendo in sede di ipotesi fisica i paradossi di Zenone sulla divisibilit allinfinito, gli atomisti negavano la possibilit di risolvere questi corpuscoli originari in particelle pi piccole. Le cose del mondo fisico, differenti per qualit o per natura, dovevano tale diversit soltanto al fatto di essere aggregati di atomi di forma e grandezza diverse, e al numero e alla posizione degli atomi stessi nel composto. Lipotesi degli atomi era completata da una cosmologia e da una psicologia meccaniciste, da una teoria della conoscenza che distingueva le qualit oggettive (peso, grandezza, forma) da quelle puramente soggettive (il colore e le altre risultanti dal gusto e

dallolfatto), dalletica della voluptas e dellamicizia. Gli dei, esclusi dalle vicissitudini del mondo materiale, erano relegati nei remoti intermundia. Le massime della morale epicurea, la riduzione della psiche ad atomi sottilissimi, la vigorosa polemica contro le divinit olimpiche della e linsistenza sullemancipazione dal timore degli dei, caratterizzano il ruolo di ideologia attiva che latomismo assunse nel mondo antico, soprattutto grazie al De rerum natura di Lucrezio. Epicuro e i suoi seguaci non rifiutarono soltanto i sistemi metafisici di Platone e Aristotele, ma anche la fisica degli stoici, che in et ellenistica rielaborarono in una completa cosmologia la dottrina dei quattro elementi. I concetti stoici di materia, forma, forza generatrice, fuoco, simpatia universale, rinnovavano e precisavano la dottrina platonica dellanima mundi, destinata a essere accolta con tanta fortuna in alcune scuole medievali e nel sincretismo platonizzante del Rinascimento. N, considerando il concetto stoico di provvidenza divina e il connesso riconoscimento della divinazione e degli influssi astrali, sembra corretto definire materialistica la fisica elaborata dalla scuola. La problematica materialistica nella cultura latina e nel pensiero medievale. I sistemi di Aristotele e di Epicuro e le scuole dellet ellenistica offrirono i termini di riferimento essenziali a tutte le dispute fisico-teologiche che si svolsero intorno al concetto di materia e alle sue implicazioni. Nel mondo romano il modulo esemplare della confutazione dei materialisti fornito da Cicerone con i dialoghi De natura deorum e con le Tusculanae: per lungo tempo la cultura patristica e scolastica adott lo schema ciceroniano nella polemica contro gli empi atomisti. La conoscenza delle dottrine riprovate fu spesso limitata agli stessi testi di Cicerone, o di Seneca, o a pochi versi di Lucrezio. Laccettazione acritica dellastronomia tolemaica, il crescente disinteresse per la conoscenza del mondo fisico, lesclusiva enfasi pedagogica e apologetica, segnano da Agostino ai mistici vittorini, ai maestri francescani lo scadimento della polemica antimaterialistica a pochi loci communes, annotati in margine ai commenti del Genesi. E quando certi temi lucreziani furono recuperati con rinnovato interesse fisico gi dai maestri di Chartres del sec. 12

ebbe inizio il tentativo di ribattezzare cristiana lipotesi delle particelle elementari e di conciliarla con la narrazione biblica della creazione, con lanima mundi stoico-neoplatonica, secondo lo schema suggerito dal Timeo platonico, dal Liber de causis, dal commento di Macrobio al Somnium Scipionis. Daltra parte, il recupero della fisica aristotelica, dovuto ai maestri arabi, consent di riproporre su nuove basi il problema complessivo della conoscenza della natura. Cos la questione della materia prima aristotelica fu al centro delle dispute dottrinali sorte intorno allinterpretazione averroistica di Aristotele, fedele alla tesi delleternit del mondo, della mortalit dellanima individuale, dellesclusione della provvidenza. Alla posizione filosofica in quanto distinta dalla verit teologica di Averro, si oppose la concezione della materia dellaristotelismo latino: la inchoatio formae di Alberto Magno, e, nella sintesi di Tommaso dAquino, la distinzione tra la materia intesa come pura potenza e la materia signata da una forma che la individualizza. Adottando la fisica aristotelica allinterno della summa dottrinale cristiana, Tommaso tent di neutralizzare le possibili implicazioni materialistiche. Nel sec. 16 loperazione inversa sar compiuta da Pomponazzi, critico dellimmortalit dellanima, e dal naturalismo aristotelico padovano: Cesalpino, Vanini, Cremonini giungeranno commentando Aristotele assai prossimi a posizioni materialistiche. Ma le dispute condotte allinterno della tradizione peripatetica restavano in gran parte dispute verbali. Dal copernicanesimo al materialismo illuministico. Il concetto aristotelico di materia entr davvero in crisi quando fu infranto linvolucro cosmologico tolemaico, che lo aveva conservato e protetto per secoli. Non si deve tanto a Copernico, quanto a Bruno e a Galilei, la critica radicale della fisica dei quattro corpi e delle qualit, e la reimpostazione su nuove basi del problema della materia. La distruzione del cosmo chiuso, la caduta della distinzione tra cielo e Terra, la creazione di una meccanica razionale unitaria, valida per tutti i moti dellUniverso, giovarono al recupero dellantica filosofia corpuscolare di Epicuro e Lucrezio. Gli atomi e il vacuum, la materia prima omogenea

suddivisa in particelle dure e insecabili che si aggregano nello spazio, fornivano limmagine pi adeguata del mondo fisico, dopo che la Terra era stata rimossa dal suo luogo privilegiato e proiettata nei cieli: consentivano, cio, di fondare una fisica inerziale (il principio dinerzia lidealizzazione di un moto lineare di un corpuscolo nello spazio euclideo) integralmente meccanicistica e libera da ogni ipoteca metafisica. Tuttavia il cammino delle idee in tale direzione non fu lineare. I sostenitori e i teorici della nuova scienza attinsero da varie parti le loro argomentazioni antiaristoteliche. Riguardo al concetto di materia, Bruno riprese dalla tradizione ermetica e stoico-neoplatonica la nozione di unattivit originaria insita nelle porzioni infinitesime della natura, entro una prospettiva decisamente immanentistica: nel suo pensiero la critica delle superstizioni, la visione di infiniti mondi dispersi nellUniverso infinito, lesaltazione della natura divina, si fondevano con limmagine panteistica dellUno-Tutto. Alle stesse fonti sispir il naturalismo di Campanella e di Telesio, profondamente venato di residui animistici e platonizzanti. Galilei, il grande artefice della meccanica nuova, platonico riguardo alla struttura geometrica del cosmo, fu invece singolarmente cauto di fronte al problema della struttura della materia, che le sensate esperienze non gli consentivano di risolvere in modo definitivo. Le sue pagine pi chiare, in proposito, sono quelle del Saggiatore (1623), ove enunciata la classica distinzione tra qualit primarie e secondarie, e la spiegazione anche di queste ultime (odori, sapori, ecc.) in termini corpuscolari: i minimi quanti o minimi ignei componenti la materia pi sottile, etere o fuoco. Comunque, lo sviluppo della meccanica e la riduzione a problemi meccanici sia dei moti degli astri, sia dei fenomeni terrestri, sia delle funzioni fisiologiche, imposero con sempre maggiore precisione la scomposizione del mondo naturale secondo il peso, il numero, la misura. La struttura corpuscolare della materia divent unesigenza teorica e sperimentale comune ai protagonisti della rivoluzione scientifica, Galilei e Bacone, Gilbert e Harvey. Anche in fisiologia e anatomia il superamento dei dogmi galenici conduceva alladozione di modelli esplicativi meccanici (e, da tale punto di vista, il m. aristotelico dei grandi atomisti padovani del tardo

Cinquecento conflu nellalveo della rivoluzione scientifica). Il grande sviluppo teorico della filosofia corpuscolare nei decenni centrali del sec. 17 deve essere dunque considerato sullo sfondo della formazione delle scienze esatte: anzitutto, della chimica e della fisica. Non si deve credere tuttavia che il primato nel proporre lipotesi corpuscolare spettasse anzitutto ai fisici, se pure ha un senso distinguere tra sperimentatori, teorici, eruditi, filosofi, in unet di crescita tumultuosa delle discipline scientifiche, coltivate indistintamente da uomini di varia formazione. Due alternative teoriche fondamentali, destinate a dividere per alcuni decenni lopinione, furono disegnate da filosofi-scienziati come Descartes e Gassendi. Al primo si deve la geometrizzazione a oltranza del mondo fisico, e la connessa edificazione di un rigoroso schema meccanico, nel quale la materia e il movimento apparivano sufficienti a una ricostruzione integrale di tutti i fenomeni, inclusi quelli fisiologici e nervosi. Il plenum, letere, i vortici, la materia sottile divisibile allinfinito, la teoria corpuscolare della luce, gli spiriti animali e le altre dottrine fisiche concepite da Descartes si articolavano nel quadro di una res extensa materiale, perfettamente autonoma (salvo latto creatore di Dio e la legge della conservazione della quantit di moto), sottratta alle cause finali e ai miracoli. Gassendi invece condusse a fondo lattacco contro i residui della fisica peripatetica, alla quale oppose la sua grande ricostruzione erudita delle dottrine atomistiche di Epicuro e di Lucrezio: gli atomi insecabili, il vacuum, la riduzione della qualit a quantit, si ricollocavano al centro dellipotesi corpuscolare moderna in unimpeccabile prospettiva storica. La seconda generazione dei protagonisti della nuova scienza da Boyle a Chr. Huygens, da E. Mariotte a O. Von Guericke, da M. Malpighi a F. Redi, da G.A. Borelli a Newton fu profondamente influenzata dallalternativa tra le due immagini del mondo fisico e dal loro conflitto. In Inghilterra e in Italia la ricerca sperimentale rifiut sostanzialmente il concetto cartesiano di res extensa e si attenne a ipotesi corpuscolari di tipo epicureo-gassendiano; in Olanda e in Francia lortodossia cartesiana si afferm e resse pi a lungo, per sfaldarsi, sullo scorcio del secolo, in una sorta di compromesso. Tuttavia, entrambe le alternative e le loro interazioni

reciproche favorirono lincubazione di formule materialistiche estreme, implicitamente o esplicitamente ateistiche. Il sistema materialistico pi coerente e conseguente si deve a Hobbes, che unific lesplicazione meccanica dellUniverso fisico con una radicale interpretazione meterialista del mondo umano, morale e politico. Come termine di confronto, sul piano storico, il sistema hobbesiano conferma che le scelte materialiste (e ateiste), in senso proprio, si sono precisate e si precisano essenzialmente sul terreno della morale, della politica, della visione generale del mondo, piuttosto che su quello delle scienze esatte. Il convergere dei diversi piani scienza politica, religione fu essenzialmente dovuto, nel sec. 17, alla funzione egemonica che la scienza esercit in ogni campo del pensiero. Se la Chiesa cattolica e gran parte delle confessioni riformate si ritrovarono alla retroguardia, e difesero sterilmente le tradizioni non soltanto esegetiche e teologiche, ma anche la fisica scolastica ci non significa che, nel suo complesso, il movimento scientifico si avviasse verso posizioni irreligiose o ateistiche. Tra i pi strenui assertori di una conciliazione tra lipotesi corpuscolare e la provvidenza divina si trovano uomini sinceramente religiosi, come i platonici di Cambridge, Boyle, i virtuosi della Royal Society, e soprattutto Newton. Il tentativo pi vigoroso di opporsi alla marea crescente dellateismo e del libero pensiero materialista fu compiuto, intorno al 1690, dai teologi anglicani seguaci di Boyle e di Newton, ossia della sintesi scientifica pi avanzata, che incorporava in un tutto gli atomi degli antichi sapienti di Grecia e di Fenicia, il Dio biblico, lo spazio e il tempo infiniti del platonismo e della Cabbala, la meccanica galileiana e il sistema eliocentrico. Anche Gassendi e Descartes, nellambito culturale cattolico, avevano proposto un compromesso nuovo tra fisica corpuscolare e metafisica cristiana. Sospetti, proprio per questo, allautorit religiosa romana, furono accusati di m. e di ateismo. Del resto non pochi dei loro seguaci paradossalmente, non tanto i fisici cartesiani, tra i quali va annoverato Malebranche, quanto i libertini eruditi di estrazione epicureo-gassendista trassero conseguenze materialistiche in senso proprio dalla res extensa o dallipotesi corpuscolare. Anche in questo caso decisiva appare la componente etico-

politica. Pur appellandosi alla meccanica, alla fisica, alla dottrina iatromeccanica, i materialisti del tardo Seicento e del primo Settecento fecero le loro scelte sul terreno dei grandi conflitti politici e religiosi contemporanei. La scienza rappresentava, certo, un elemento essenziale della nuova ideologia; ma lo stimolo principale specialmente nei paesi cattolici fu la decisione di rivolgerla contro la Chiesa e la sua autorit religiosa, culturale, politica. Si tratt dunque di unideologia di opposizione, connessa a un profondo rivolgimento sociale, antifeudale, anticattolico, anche se non giova molto alla comprensione storica etichettare come borghese un movimento estremamente differenziato, al quale appartennero, nei diversi paesi, chierici e nobili, reietti, perseguitati e clandestini. Gli ingredienti della nuova ideologia materialista furono molteplici: in Inghilterra, Ch. Blount e Toland accolsero spunti bruniani e hobbesiani, e impressero alle discussioni deistiche una decisa svolta in senso materialista; in Francia, laristocratico H. de Boulainvillier, gli anonimi compilatori dei manoscritti clandestini (diffusi tra il 1720 e il 1760), il curato Meslier, rielaborarono massicci sistemi materialistici, in margine allEthica (post., 1677) di Spinoza, alle varianti del panteismo e dellepicureismo libertino; in Italia, i cartesiani napoletani dettero vita a un largo sincretismo, destinato ad assumere una decisa fisionomia materialista nel Triregno (post., 1895) di Giannone. Comune a questi scrittori, operanti in diversi contesti storico-politici, il nesso tra formulazioni ideologiche e critica politica. In Toland riaffioravano le richieste sociali e religiose repubblicane represse nellet di O. Cromwell; in non pochi manoscritti clandestini e soprattutto nel Testament di Meslier il m. si associa allidea dellabolizione della propriet, al comunismo, alla violenta critica del regime assolutistico; in Giannone linterpretazione materialista della religione come instrumentum regni culmina in una grandiosa requisitoria contro la Chiesa romana. Lo stato di semiclandestinit o di persecuzione nel quale operarono questi scrittori ha fatto misconoscere per lungo tempo la loro vastissima attivit. Pi nota, e storicamente pi efficace, invece la diffusione dellideologia materialista dovuta alla seconda generazione dei philosophes illuministi.

Lateismo e il m., coltivati come una sorta di credo laico dai compilatori di manoscritti clandestini, da autori di utopie quali L.-A. de Lom dArce de La Hontan, Vairasse, Morelly, fu adottato da una piccola cerchia di collaboratori dellEncyclopdie, dapprima in forma prudente e dissimulata, poi in modo esplicito. Diderot incorse nei rigori della censura per aver sostenuto una tesi cosmogonica lucreziana nel 1749; Buffon fu pi volte minacciato; La Mettrie, che concludeva nel suo Lhomme machine (1747) un secolo di dispute iatromeccaniche, dovette rifugiarsi alla corte di Federico di Prussia. Lopera di Helvtius De lesprit (1758) provoc un grande scandalo. Pochi anni pi tardi, tra il 1760 e il 1770, il progressivo sfacelo dellantico regime permise una circolazione pi attiva delle pubblicazioni materialistiche, curate su vasta scala da dHolbach, Diderot, Naigeon. Questo gruppo di philosophes oper come una vera e propria centrale di proselitismo ideologico, in unepoca che vedeva accentuarsi sempre pi il conflitto tra lantico regime e i portavoce intellettuali del terzo stato. Loriginalit del movimento non era pi tanto nei temi che rifluivano dalle pi varie tradizioni antiche e recenti quanto nel fatto che il m. si presentava ormai come una vera e propria ideologia di classe, anche se non sovversiva. Nel Systme de la nature (1770) di dHolbach, il vangelo del m. tardo-illuminista, la componente scientista (legata soprattutto alla chimica corpuscolare) cede dimportanza rispetto al credo deterministico, al pragmatismo riformatore, alla tensione politica. N il m. holbachiano, cos radicalmente anticlericale e anticristiano, conserva i suggerimenti circa labolizione della propriet presenti nel Testament di Meslier e negli scritti dei comunisti utopisti. Sia nella sua forma comunistico-utopistica, sia in quella riformistico-borghese, il m. francese tardo-settecentesco ebbe una profonda influenza sulla maturazione della coscienza rivoluzionaria del terzo stato. Nel sec. 18 il giudizio sullideologia fu dunque anzitutto un giudizio politico. La reazione idealistica in Germania, lo spiritualismo in Francia, accentuarono la condanna filosofica del m. tenendo ben presenti gli eventi del 1789. Sviluppi ottocenteschi del materialismo. Con la Restaurazione lideologia

materialista fu rinnegata e ricollocata ai margini della filosofia accademica. In quanto ipotesi di lavoro, la fisica, la chimica, la biologia del sec. 19 continuarono a riferirsi al concetto di materia come a un dato neutro, ormai acquisito al pensiero scientifico (si pensi, per es., ai concetti newtoniani di massa e di etere, allo sviluppo della chimica sperimentale da A. Lavoisier e D.I. Mendeleev). Emancipata ormai da qualunque soggezione alla tradizione teologica, la scienza della natura poteva anche prescindere dallideologia militante. I suoi cultori potevano attenersi a formule pi o meno ingenue di m. volgare, come a elaborate restaurazioni spiritualistiche, oppure a compromessi intermedi di tipo scettico-empirico e fenomenistico. Si pu dire che la filosofia di Kant nel suo complesso forn la base teoretica comune a tutte le varianti del concetto scientista di materia, che si succedettero in Germania, dai kantiani come Helmholtz ai materialisti volgari come Vogt e J. Moleschott, al neoempirismo scettico di Mach e Avenarius. Lopzione meccanicista di grandi scienziati come P.-S. Laplace e J.-B.-P.-A.M. Lamarck, Darwin e i suoi seguaci positivisti (Spencer, K. Laas, E.H. Haeckel), si attenne pi strettamente nellarea culturale franco-inglese al modello del m. settecentesco. Il dibattito teologico-scientifico aperto dallOrigine delle specie per mezzo della selezione naturale (1859) si colloca, come una sorta di schermaglia di retroguardia, nella tradizione della battaglia ideologica settecentesca. Lelemento ormai inerte, nei dibattiti sul m. scientifico e pi tardi nel positivismo, era quello propriamente politico; lavvento della borghesia al potere, il trionfo della scienza sperimentale, avevano in certo senso esaurito la sua carica pragmatica e rivoluzionaria. La stessa definizione di m. volgare, usata da Marx, rispecchia tale situazione. Storicamente essa non rendeva piena giustizia alleffettiva funzione politica svolta dallideologia materialista; le pagine dedicate da Marx al m. francese ne La sacra famiglia (1845) rivelano una conoscenza assai sommaria del movimento, sia pure con lesatta percezione del suo significato. Era una definizione soprattutto polemica, intesa a mettere in luce i limiti di una vecchia dottrina nei confronti dei suoi nuovi avversari. Hegel e gli idealisti postkantiani non si erano limitati a reinterpretare le scienze esatte dal punto di vista del

concetto, a polemizzare contro la modestia filosofica di Locke, di Newton e degli empiristi; giustificavano anche, in certa misura, le formulazioni materialistiche come schemi intellettuali fittizi, storicamente contingenti e superati dal processo dellidea. Lidealismo hegeliano con tutti i suoi contenuti di restaurazione politica e culturale rappresent dunque una nuova sfida filosofica per gli eredi della filosofia classica tedesca. Feuerbach, Marx, Engels e i loro seguaci, in altro senso eredi dei philosophes, si posero sul terreno stesso dellavversario, e risposero alla sfida con un nuovo m., un m. storico e dialettico (), che del m. sei-settecentesco rinnovava soprattutto la spinta ideologica militante, al servizio di unaltra classe. treccani.it

FILOSOFIA GRECA - GLI ATOMISTI - DEMOCRITO. parodos.it mondo: il vuoto, gli atomi e il loro movimento. L dove termina la conoscenza sen L'atomismo rappresenta la riduzione naturalistica dell'eleatismo. Dell' eleatismo ha fatto propria la proposizione fondamentale: l'essere necessit; ma ha inteso tale proposizione nel senso della determinazione causale. Parmenide esprimeva poeticamente il senso della necessit ricorrendo alle nozioni di giustizia o di fato. L'atomismo identifica la necessit con l'azione delle cause naturali. Dall'eleatismo, l'atomismo desume anche l'antitesi tra realt e apparenza; ma quest'antitesi stessa viene portata sul piano della natura e la realt di cui si parla quella degli elementi indivisibili della natura stessa. Il risultato di queste trasformazioni, che va al di l delle intenzioni degli stessi atomisti, l'avviamento della ricerca naturalistica a costituirsi come disciplina a s e a distinguersi dalla ricerca filosofica come tale. La costituzione di una scienza della natura a disciplina particolare, quale appare in Aristotele, preparata dall'opera degli atomisti, che hanno ridotto la natura a pura oggettivit meccanica, con l'esclusione di qualsiasi elemento mitico o antropomorfico. La prova di questa iniziale separazione della scienza della natura dalla scienza dell'uomo si ha nel fatto che Democrito non stabilisce alcuna relazione intrinseca fra l'una e l'altra. L'etica di Democrito non ha infatti alcun rapporto con la sua dottrina fisica. Il pi alto bene per l'uomo la felicit; e questa non risiede nelle ricchezze, ma nell'anima sola (fr. 171). Non i corpi e la ricchezza rendono felici, ma la giustizia e la ragione, e l dove la ragione difetta, non si sa n godere della vita n superare il timore della morte. Per gli uomini la

gioia nasce dalla misura del godimento e dalla proporzione della vita: i difetti e gli eccessi tendono a sconvolgere l'anima e a generare in essa movimenti intensi. E le anime che si muovono da un estremo all'altro, non sono costanti n contente (fr. 191). La gioia spirituale, l'eutymia, non ha dunque niente a che fare con il piacere (edon): il bene e il vero dice Democrito sono identici per tutti gli uomini; il piacere diverso per ognuno di essi (fr. 69). Perci il piacere non bene in se stesso: bisogna scegliere solo quello che deriva dal bello (fr. 207). L'etica di Democrito , cos, lontanissima da quell'edonismo che ci si potrebbe aspettare come corollario del suo naturalismo teoretico. Anzi al risoluto oggettivismo che la direttiva di Democrito nel dominio della ricerca naturalistica fa riscontro, nell'etica, un altrettanto risoluto soggettivismo morale. La guida dell'azione morale , secondo Democrito, il rispetto (aidos) verso se stesso. Non devi aver rispetto per gli altri uomini pi che per te stesso, n agir male quando nessuno lo sappia pi che quando lo sappiano; ma devi avere per te stesso il massimo rispetto e imporre alla tua anima questa legge: non fare ci che non si deve fare (fr. 264). Qui la legge morale posta nella pura interiorit della persona umana, la quale anzi fatta legge a se stessa mediante il concetto del rispetto verso se stesso. Questo concetto, fondamentale per intendere il valore e la dignit umana, si sostituisce al vecchio concetto greco del rispetto verso la legge della polis, e dimostra come la ricerca morale di Democrito si muova in direzione antitetica alla sua ricerca fisica e come quindi si sia ormai iniziata la differenziazione della scienza naturale dalla filosofia. Un altro accenno notevole nell'etica di Democrito: il cosmopolitismo. Per l'uomo saggio egli dice tutta la terra praticabile, perch la patria dell'anima eccellente tutto il mondo (fr. 247). Egli riconosce tuttavia il valore dello stato e dice che niente preferibile a un buon governo, giacch il governo abbraccia tutto: se si mantiene, tutto si mantiene, se cade tutto perisce (fr. 252). E dichiara che bisogna scegliere di vivere povero e libero in una democrazia piuttosto che ricco e servo in un'oligarchia (fr. 251). La superiorit che egli attribuisce alla vita esclusivamente dedicata alla ricerca scientifica resa evidente dalle sue idee sul matrimonio. Questo da lui condannato, in quanto fondato sulle

relazioni sessuali che diminuiscono il dominio dell'uomo su se stesso, e in quanto l'educazione dei figli impedisce di dedicarsi ai lavori pi necessari, mentre il successo della loro educazione rimane dubbio. Qui evidentemente la preoccupazione di Democrito quella di salvaguardare quella disponibilit dell'uomo a se stesso che rende possibile l'impegno nella ricerca scientifica. parodos.it Archive All Download Newest