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Sigmund Freud Es, Io, Super-io da Compendio di psicoanalisi (1938), in Opere, vol.

VIII, Boringhieri, Torino 1989 Siamo giunti alla conoscenza di questo apparato psichico studiando lo sviluppo individuale degli esseri umani. Chiamiamo Es la pi antica di queste provincie o istanze della psiche: suo contenuto tutto ci che ereditato, presente fin dalla nascita, stabilito per costituzione, innanzitutto dunque le pulsioni che traggono origine dallorganizzazione corporea, e che trovano qui, in forme che non conosciamo, una prima espressione psichica. Sotto linflusso del mondo esterno reale che ci circonda, una parte dellEs ha subito unevoluzione particolare. Da quello che era in origine lo strato corticale munito degli organi per la ricezione degli stimoli, nonch dei dispositivi che fungono da scudo protettivo contro gli stimoli, si sviluppata una particolare organizzazione che media da allora in poi lEs e mondo esterno. Questa regione della nostra vita psichica labbiamo chiamata Io. [...] Suo compito lautoconservazione, compito che assolto, per quel che riguarda lesterno, imparando a conoscere gli stimoli, accumulando (nella memoria) esperienze su di essi, evitando (con la fuga) gli stimoli di intensit eccessiva e andando incontro (con ladattamento) a quelli di intensit moderata, apprendendo infine a modificare (con lattivit) in modo adeguato e in vista di un proprio vantaggio il mondo esterno; per quel che riguarda linterno, nei confronti dellEs, il compito assolto acquistando il controllo sulle richieste pulsionali, decidendo se ad esse pu esser dato soddisfacimento a tempi e circostanze migliori del mondo esterno, o magari reprimendo del tutto gli eccitamenti di queste pulsioni. Nella sua attivit lIo guidato dalla considerazione delle tensioni prodotte dagli stimoli che in lui sono presenti o in lui sono state introdotte. Lesaltarsi di queste tensioni generalmente avvertito come dispiacere e il loro ridursi come piacere. [...] LIo aspira al piacere e si sforza di eludere il dispiacere. A un incremento atteso e previsto di dispiacere risponde con un segnale dangoscia; ci che pu dar luogo a questo aumento di dispiacere detto pericolo, e non importa se esso incombe dallesterno o dallinterno. Di tanto in tanto lIo allenta il suo legame con il mondo esterno e si ritrae nello stato di sonno, durante il quale modifica in larga misura la propria organizzazione. Prendendo spunto dallo stato di sonno traiamo la conclusione che questa organizzazione consiste in una particolare ripartizione dellenergia psichica. Come sedimento del lungo protrarsi dellet infantile durante la quale lessere umano in formazione vive in uno stato di dipendenza dai suoi genitori, si struttura nel suo Io una speciale istanza in cui tale influsso viene perpetuato. Ad essa stato dato il nome Super-io. Nella misura in cui questo Super-io si differenzia dallIo e gli si contrappone, esso rappresenta un terzo potere di cui lIo deve tenere conto. Unazione dellIo, in tanto corretta in quanto si dimostra allaltezza delle esigenze dellEs, del Super-io e della realt, e riesce dunque a conciliare fra loro le pretese diverse di queste istanze. Le singole peculiarit della relazione fra Io e Super-io diventano perfettamente intellegibili purch ci si rifaccia al rapporto del bambino con i suoi genitori. Nellinflusso parentale non incide naturalmente soltanto la natura personale dei genitori, ma anche la tradizione familiare, razziale e popolare che essi portano innanzi, oltre alle esigenze di un determinato ambiente sociale che essi rappresentano. Parimenti il Super-io, man mano che lindividuo cresce, accoglie apporti provenienti da persone che continuano o surrogano linflusso dei genitori, come gli educatori, o determinati personaggi emblematici della vita pubblica, o ideali socialmente ammirati. Si vede dunque che lEs e il Super-io, pur differendo in molte cose fondamentali, in una cosa concordano, nel fatto di rappresentare entrambi gli influssi del passato, lEs linflusso di ci che lindividuo ha ereditato, il Super-io essenzialmente di ci che egli ha recepito da altre persone; lIo determinato invece principalmente da ci che lindividuo ha sperimentato di persona, dunque da eventi accidentali e attuali.