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SHAKESPEARE AND THE LAW

INTRODUZIONE

D.CARPI

Questo studio si sviluppa sulla scia degli studi interdisciplinari tra legge e letteratura, che iniziarono nell'ambiente legale Statunitense grazie ai lavori di Richard Weisberg e R.Posner. Gli avvocati sono sempre pi consapevoli sia di una forte componente letteraria di narrativa presente nelle loro discussioni legali, sia dell'importanza dell'accorto utilizzo di artifici retorici tipici della lingua letteraria. Questo fenomeno sentito particolarmente nei Paesi Anglosassoni, che basano i loro procedimenti sullo stare decisis ossia su casi precedenti che definiscono la legge. Ci non sentito cos fortemente nei Paesi latini, dove le azioni legali sono basate sul Codice legale Romano. Nei Paesi Anglosassoni l'arte retorica essenziale, cos come la pratica dell'appellarsi ad esempi storici. James Boyd White: The Legal Imagination (1973). Lui dichiara che l'educazione legale dovrebbe essere liberale; gli studenti devono imparare a scrivere in una maniera compositiva pi compositiva che interpretativa. Gli avvocati devono imparare l'ambiguit e l'incertezza della conoscenza. La legge una branca della retorica intesa come arte della persuasione. Brooke Thomas: Cross examination of law and literature (1987), inizia a pensare che la legge possa indirizzare le facolt razionali dell'uomo, mentre la letteratura arriva dritta al cuore. Aggiunge inoltre che il movimento dei critical legal studies ci ricorda che la retorica aiuta la legge, cancellando quei conflitti prodotti dall'ordine costituito. La letteratura offre esempi narrativi riguardo alle modalit di reazione di una cultura alle contraddizioni del suo tempo. Peter Brooks: Law's stories. Narrative and rhetoric in the law (1996), guarda la legge non come un gruppo di leggi e di regole, ma come a una collezione di narrative. Costas Douzinas: The end of Human rights (2000), analizza il processo evoluzionale che inizia col concetto di legge di natura dal periodo classico, e raggiunge il concetto di diritti umani, che caratterizza i tempi moderni. I diritti umani diventano emblematici della lotta per la libert da na situazione di oppressione politica e ideologica. C. Douzinassi occupa anche della relazione tra legge ed immagine artistica. Prima, iniziando col rifiuto di platone di ammettere gli artisti nella sua republica: l'arte e la egge sono inconciliabili: la prima anarchica, la seconda ordinata e consistente. Poi, inizia a considerare la convergenza, perch la legge ha sempre cercato di controllare l'immagine. Peter Goodrich: Oedipus lex: psychoanalysis, history, law (1995), prende n considerazione le relazioni tra legge e immagine. La regolazione del visibile ha signficato la regolazione di ci che permesso e un tentativo di collegare il visibile con l'invisibile, le immagini eterne alle immagini mentali. Richard Weisberg: The failure of the word. The protagonist as lawyer in Modern Fiction (1984) dichiara che alla base delle catastrofiche predizioni della letteratura moderna giace la vana logorrea dell'avvocato protagonista dei testi di Dostoevskji, Flaubert e Camus. Queste figure danno voce a sentimenti di ressentiment. Non la legge ad essere sotto accusa, ma come la legge usata dagli avvocati.

COSTAS DOUZINAS THE LITERATURE OF LAW


Qual' il possibile collegamento tra le austere istituzioni legali e i bei testi letterari? Questa obiezione il risultato di un lungo processo storico di differenziazione tra i testi legali e letterali, e la separazione tra funzioni normative ed estetiche. Questa separazione inizia con platone, che ha esteso la famosa discussione tra la filosofia e la poesia. In letteratura secondo Platone troviamo voci multiple, senza sapere dove giace la verit, nella legge il legislatore non deve lasciare che le sue leggi dicano due cose differenti. La legge

allora deve seguire un linguaggio chiaro e la certezza dello scopo. Similarmente, anche Kant e la modernit dichiarano che la legge moderna nata nella sua separazione dalle considerazioni estetiche. La relazione tra arte, letteratura e legge presentata come una relazione tra pluralismo e unit. L'arte assegnata all'immaginazione, la legge al controllo.
(DIVERGENZA)

E' stata la filosofia ad introdurre la differenziazione generica. Una ragione fondamentale in questa divisione riguarda lo status della lingua. Il sogno della filosofia sempre stato quello di sviluppare una lingua chiara e trasparente e tenere a distanza gli stratagemmi della letteratura; infatti una lingua chiara e semlice non ha bisogno di interpretazioni; la legge non ha bisogno di mediazioni. Il linguaggio retorico deriva dalla verit. L'arte e la letteratura hanno un rolo importante, ma la loro ambizione e il loro status subordinato alla filosofia.
(CONVERGENZA)

Comunque, la legge e l'estetica hanno sperimentato una stretta vicinanza storica: i primi costumi e le prime leggi della Grecia antica hanno preso la forma di miti, leggende, e racconti, e i primi legislatori erano dei raccontastorie. Questo streto legame tra la legge e la letteratura continuato nel periodo classico. Nella modernit, il discorso legale vincolato alla credenza che il mondo debba essere ordinato razionalmente, e che il ruolo del legislatore sia quello di scoprire questa razionalit e applicarla. La pretesa di universalit associata alla legge potrebbe essere un'invenzione storica o la progenie della legge romana, collegata alla necessit di sviluppare un sistema coerente e unificato per le necessit di un imperoche copriva l'intero mondo conosciuto. L'USO GIURISPRUDENZIALE DELLA LETTERATURA La giurisprudenza letteraria inizia da molte prospettive,prima di tutto, nonostante le differenze tra giudici e raccontastorie, sono tutti uniti dall'uso della linga. La vita della legge preminentemente linguistica. La giurisprudenza letteraria pu essere vista come una sotto specie di un genere p ampio di discipline che studiano l'organizzazione e gli effetti della comunicazione nel campo legale. La letteratura pu fornire importanti approfondimenti nel lavoro della legge. E la letteratura ha dato grande enfasi alle questioni legali, questo rende la letteratura degna dell'attenzione degli avvocati. Entrambi sono coinvolti con l'esplorazione di alcuni dei pi importanti interessi della vita sociale. Entrambi trattano di conflitti sociali e si preoccupano di problmi di giustizia e ingiustizia. Il testo letterario affrontato come un deposito dei valori della legge, in un senso psicanalitico; esso presenta alcuni degli inspiegabili sintomi delle istituzioni. Ma anche il contrario vero, una legge pu essere letta come letteratura. Testi della legge hanno da sempre mostrato un grande amore per il linguaggio e una acuta attenzione per le figure retoriche. Potrebbe essere che lo stile della legge contemporanea sia quello di negare lo stile e di reprimere le sue qualit letterarie. Ma questonon significa che la legge un testo trasparente che va al di l del virtuosismo linguistico e della ricchezza semantica.
(SIMILITUDINE)

L'obiettivo della letteratura quello di combnare la forma e il contento cosicch si possa sviluppare una relazione organica. Similarmente, i materiali legali ci arrivano in modo immediato, liberi della necessit di interpetarli. Se per comprendere un romanzo costruiamo un mondo simbolico usando regole e interpretazioni, comprendiamo i testi legali attraverso un egualmente elaborato insieme di convenzioni, nelle quali il mondo ideale della legge confrontato col mondo reale. IL PRATICANTE DELL'AVVOCATO Secondo R.Weisberg la letteratura che tratta di legge ci pu insegnare quattro cose: 1. come comunicano gli vvocati 2. come essi trattano gruppi all'esterno delle loro strutture di potere 3. come ragionano gli avvocati come si sentono gli avvocati

C. Douzinas vuole dimostrare questa tesi leggendo Bartleby the scrivener, di Herman Melville. TRAMA: Un avvocato newyorkese di successo assume due impiegati/praticanti e un goffo giovanotto di 12 anni. Dal momento che gli affari andavano bene, il narratore assunse anche un copista, Bartleby. All'inizio sembra essere un buon investimento; un giorno per il narratore vuole che bartleby esamini un piccolo foglio, e lui risponde preferirei di no. Allora bartleby continua a dare la stessa risposta a tutte le altre richieste, incluse quelle del capo. Ma B. non licenziato, l'imiegato trova un modo per ritenere accettabile la strana risposta di Bartleby. Lui allora, inizia a fare sempre meno e a vivere nell'ufficio. Per risolvere questo problema il narratore costretto a trasferire l'ufficio, lasciando l'irremovibile B.l da solo. Poi, i nuovi preprietari dell'ufficio lo scacciano accusandolo di essere un vagabondo, fino a quando B. muore di stenti in prigione. 1- Come gli avvocati comunicano: la comunicazione linguistica di B. minima. La cosa che preferisce che le altre persone capiscano perch lui non vuole fare niente. E' inscrutabile come una forma legale. Questo il prmo problema della comunicazione legale; scritta da persone che non sono in grado di comunicare. Ma lo stesso B. non aperto all'argomentazione o alla persuasione, al ragionamento; la sua mente inaccessibile e inesplorata. Lui non preparato ad esplorare le ragioni delle sue azioni. Lui segue la sua stessa legge. Non i protocolli di una forma universale, ma i desiceri della psiche dell'individuo. L'avvocato stesso non riesce a comunicare. Il monotono preferirei di no di B. emblema dell'abilit dell'avvocato di distruggere il potenziale per la comunicazione con l'oscurantismo legale e la mancanza di sentimenti umani. 2- Come gli avvocati trattano i gruppi al di fuori delle loro strutture di potere: l'avvocato tratta le persone meglio che pu. Ma, come rivelato in B., il rispetto e l'interesse, i pi significativi principi del sistema legale, sono estesi solo a coloro che corrispondono alle aspettative della legge, coloro le cui azioni sono basate sull'obbedienza alla legge e non sul desiderio o alle preferenze. 3- Weisberg dichiara che la grande letteratura pu arricchire l'abilit di ragionare di un avvocato. Ma ci che la storia illustra l'inabilit degli avvocati di ragionare anche per le cose pi semplici. L'avvocato non capace di ragionare nel senso di chiedere spiegazioni, giustificazioni, ma procede dritto per la sua strada. La legge pu trattare di cattive azioni, trasforma il male in criminalit. Ma un affetto inconscio, un desiderio minano, sfidano le strutture della legge e devono essere distrutte. La morte di B., il rsultato dell'incomprensione del desiderio, della non ragione. 4- Gli avvocati sono cos impegnati nella loro arte, nella precisione della lingua, al fatto che preferiscono la parola pi che il sentimento, che sono privi di emozioni. LA LEGGE CHE CREA LA LETTERATURA Consideriamo l'opera di Kafka Before the Law: un uomo da un piccolo paese si reca al cospetto della legge e chiede al portiere di essere ammesso. L'uomo trascorre la sua vita seduto ad aspettare la legge, quando comincia ad avvicinarsi la morte, comprende che nessun altro prima stato ammesso al cospetto della legge e chiede perch al portiere. Lui rispomde che la porta aveva significato solo per lui e per nessun altro. Before the law, solitamente interpretato come una parabola per l'irrazionalit della legge. Ma anche come un caso di letteratura portata alla legge e legge alla letteratura. La letteratura si reca dalla legge nel senso che la forma letteraria, come parabola, usata per narrare la natura della legge. L'uomo dalla campagna, proprio come il testo letterario, si avvicina alla legge e cerca di comprenderla. L'uomo vuole vedere la legge dietro tutti i tipi di legge, (morale, di stato, estetica, ecc.) l'essenza della legalit. Quando noi lettori, soggetti legali, giungiamo a questa storia, alla letteratura, non ci troviamo in una posizione tanto dissimile da quella dell'uomo dalla capagna: quando ci approcciamo ai grandi testi letterari ci sentiamo ignoranti, cerchiamo di capire ma non ci riusciamo del tutto. L'uomo della campagna vuole scoprire cos' la legge, noi invece come leggerla e interpreatarla. L'uomo del racconto di Kafka quindi un simbolo e una

maschera. Ma la letteratura, per esistere, deve seguire strette regole come genere, stile, forma, lingua, ecc. E' una forma regolata di legalit. Questo perch la letteratura, l'uomo dalla campagna, giunge al cospetto della legge. Lui sa che la sua esistenza (e quella della letteratura) dipende da essa, che la legge era presente gi alla sua nascita, ma non la conosce, e la ricerca disperatamente. La letteratura segue la legge, ma la legge rimane inaccessibile e sconosciuta. La legge un segreto lontano da noi di una porta. Alla fine della storia il segreto rivelato: il segreto della legge che non ci sono segreti! Before the Law allude a due leggi: la legge morale e il desiderio. La legge morale gi esistente, sempre davanti a noi, universale. Nel seguire questa legge diventiamo razionali. L'uomo non sa niente sula legge, ma rispetta questa legge del niente perch la legge e perch non dice niente. Cos l'uomo dalla campagna pu dichiarare di aver promulgato la sua legge di libert. Nel fare questo, diventa l'uomo moderno e razionale. L'obbedienza lo rende libero. Poi, il desiderio dell'uomo di inoltrarsi nella legge; non lo separa nient'altro che l'intimazione del portiere possibile ma non ora! La legge lavora attraverso la lingua, o pi accuratamente, attraverso il suo stesso nome: legge. C' uno stretto legame tra legge e desiderio, l'uomo vuole scoprirla ardentemente, la desidera. La legge reprime il desiderio ma lo struttura anche, e gli d una direzione.

MARTIN A.KAYMAN LEGGE E LETTERATURA: LA TEORIA E LA SVOLTA ALL'ETICA


Nell'ultima generazione, la richiesta di definire il campo della letteratura e di teorizzare l'attivit del criticismo letterario si intensificata. Un motivo di questa pressione stato il fatto che discipline come linguistica, sociologia, antropologia, psicologia, economia politica si sono consolidate cme scienze umane. E per timore di essere marginalizzate, la letteratura recentemente ha cercato di mettersi in relazione a queste discipline. Ci ha condotto ad una ridefinizione dei confini letterari. Il successo dello strutturalismo durante gli anni '60 sembr schiudere la rivelazione della legge del testo (codice e regole di trasformazione attraverso le quali si genera il significato). Ma lo strutturalismo, come i critici liberali, riluttante a stabilire la legge del significato; infatti il criticismo letterario dimora nel regno dell'ambiguit e del paradosso; questo il motivo per cui pensare a questa attivit come ad una disciplina fa sorgere spontanee domande sulle sue regole e leggi teoretiche. Una tipica domanda teorica potrebbe essere: qual' la relazione tra il particolare e l'universale? (il singolo caso e l'universalit dei casi, che si riflette nel rapporto letteratura-legge, dove il singolo caso inserito e giudicato nella legge, valida sempre). La letteratura intreinsecalmente resistente alla legge, ma anche interessata alla ricerca di leggi (numerosi lavori criticano casi giudiziari e le procedure della legge), cos non c' da meravigliarsi se gli studi letterari hanno condotto all'unione di legge e letteratura nel campo dell'analisi interdisciplinare. Questo potrebbe implicare una riesaminazione dello statuto della legge e della sua abilit di portare giustizia. Negli USA la crisi fu sentita nei dibattiti riguardanti l'interpretazione della costituzione, soprattutto in relazione alla minoranza e ai diritti delle donne. In qualche caso ci fu una lettura di testi letterari che presentavano casi legali emblematici. Gli studi legali sembrano prendere una svolta letteraria. In modo particolare la letteratura interpretata come un modo privilegiato di creare aperture perch meno rigorosa e pi sensibile. In questo senso si pu fare una distinzione tra le definizioni legge e letteratura e legge come letteratura. L'e ne legge e letteratura, funziona come una sorta di pi, un supplemento. La letteratura appare vicina alla lege. Questo mutamente a letteratura della legge ha rinforzato i confini tra le due discpline. La letteratura trova se stessa in relazione alle scienza come pi sensibile e meno rigorosa della legge. Gli effetti de legge e letteratura non si verificano a livello di contenuto, ma di

forma: non la legge nei testi letterari, o la letteratura nei tribunali, ma la legge COME letteratura. Sostituendo e con come, pone una questione analoga tra gli studi legali e quelli letterari, una relazione fondata sull'ermenuetica. In altre parole, il confine tra legge e letteratura sconvolto dal fatto dhe entrambe hanno ha che vedere con i testi e le loro interpretazioni. Ne la legge come letteratura, sono applicate tecniche di lettura letterarie a documenti legali, e sono usate torie letterarie per esaminare le leggi. Mentre i decostruzionisti americani insistono sull'indeterminazione del significato e l'infinit dell'interpretazione, il testo legale si apre all'ermeneutica e all'ambiguit interpretativa. La paura di rendere niilistco il testo legale ha condotto qualche teorico ad enfatizzare la separazione tra la legge e la letteratura, e cos a negare alla legge il suo status testuale e linguistico. E' precisamente la repressione delle caratteristiche della legge che ha permesso di definire se stessa come scienza. Derrida e il poststrutturalismo hanno posizionato se stessi prima della legge. I decostruzionisti si arrogano il diritto di accusare la legge dell'ingiustizia perch rifiuta di considerare la sua stessa componente estetica.

JEAN PAUL PITTION SCRIVERE LA LEGGE/RADDRIZZARE LA LEGGE AI TEMPI DI SHAKESPEARE


Il ruolo giocato dalla legge nel regolare le vite quotidiane crebbe significativamente durante il periodo Tudor e Jacobean. Ci port ad un dibattito pubblico sempre pi acceso riguardo alla natura della legge e dell'autorit. Shakespeare come drammaturgo sapeva come usare rappresentazioni della legge per ottenere un buon effetto drammatico. Ma opere come Misura per Misura e Il Mercante di Venezia testimoniano l'utilizzo del palcoscenico come un mezzo di partecipazione al dibattito contemporaneo riguardo i cambiamenti della legge nell'ultimo periodo Tudor. La legge cambia perch la societ cambia. La dialettica della legge e della societ perci essenzialmente conservativa. I sistemi legali si destabilizzano solo qando il cambiamento tale che i principali attori non sono pi soggetti legali. Quando questo accade, non sono sufficienti aggiustamenti tecnicipr riportare indietro lo stato ad una condizione di equilibrio. E' necessaria un'intera revisione della formulazione della legge per ristorare l'autorit della legge. Questa era la situazione storica della common law in Inghilterra durante l'inizio dell'et moderna. Il periodo Tudor e il primo periodo Giacobino, assistettero a tremendi cambiamenti, econmici, sociali, religiosi e politici. Ma il Common law era caratterizzato da procedure formalizzate che non potevano facilmente essere cambiate. Era organizzato attorno a famiglie di diritti che definivano i tipi di azioni che si esigevano dalle corti superiori Del King's bench e del Common Pleas. La common law aveva iniziato ad essere codificata nel 13th secolo da Bracton. Lui aveva citato decisioni delle corti superiori, cercando di definire le norme legali incarnate in essi. Ma la dissertazione non fu terminata nel 1256. Durante i seguenti due secoli emersero nuovi casi per la risoluzione dei quali non esisteva nessun precedente. Le leggi fatte dai giudici mancavano di coerenza. Cos durante il periodo dei Tudor la common law limit le riforme dei giudici. La terra, in quei tempi, rimaneva la principale fonte di ricchezza ma la sua economia stava venendo fortemente capitalizzata e collegata ad un commercio internazionale. Il trasferimento massivo di terre confiscate dalla chiesa sotto Enrico VIII, formazione di pi ampie unit rurali, e la crescita dei ricavi dalle terre. Il rapido emergere di una economia agricola capitalistica ebbe conseguenze: i mutamenti nei modi di coltivare port alla nascita di nuovi tipi di affitti e minacci i tradizionali diritti di affittuari e copyholders. Inoltre spesso la trasmissione delle propriet agli eredi era mantenuta solo nella tradizione orale. Molti divennero vagabondi o criminali. Ma la common law non copriva queste transazioni commerciali, essa riconosceva solo il titolo e il diritto di accesso al titolo. Per bloccare gli abusi il Parlamento cre un nuovo statuto, The statute of uses and wills, sotto re Enrico VIII. I cambiamenti agricoli portarono inoltre alla nascita della Court of Chancery (corte di giustizia) e alla Law of equity.

I nuovi affari della Court of chancery avevano a che vedere con la risoluzione dei conflitti che non rientravano negli affari della common law. Ma essa inizi ad essere vista come una corte d'appello sussidiaria, dove i partiti potevano trovare soluzioni alle ingiustizie subite, a causa della rigidit della procedura della common law. Il procedimento della Chancery era semplice: si poteva cercae n rimedio tramite una petizione, seguendo una parte per presentarsi alla corte sub poena, non c'era una giuria, le testimonianze potevano essere orali o scritte e la procedura era in inglese, non in francese. La chancery stava emergendo come rivale delle corti del King's Bench e del Common Pleas. L'impulso verso la riforma della legge era imminente. La legge inizi anche ad essere scritta. Cos la legge veniva in qualche modo raddrizzata e acquis lo status di un canone legale. Il viaggio verso la costituzione di questo canone legale inizi negli anni attorno al 1570 e fu essenzalmente il lavoro di avvocati che diventavano autori e i cui scritti furono radualmente riconosciuti da tutti i common lawyers. I librai cominciarono a vendere Year books: compilazioni di casi citati, gi crcolanti in manoscritti tra gli avvocati. Senza dubbio agli occhi di qualche avvocato, lo sviluppo di una stampa legale commerciale sembrava minacciare il loro ruolo di padroni e guardiani del sapere legale. Gli Year Books furono dapprima stampati in edizioni separate da diversi librai londinesi. Fu questo successo commerciale a decretare la nascita della nuova letteratura legale. La nuova letteratura che emerse durante la seconda met del Regno della regina Elisabetta, ruppe dalla tradizione degli Year Book. L'influenza della nuova letteratura trasformava la tradizione della common law. Inanzitutto, i Reports prodotti da Plowden, Dyer, Coke, trattavano casi di legge contemporanei. I casi venivano scelti non solo per la loro rilevanza a contemporanei problemi legali, ma anche per fornire esempi di pensiero giuridico. Plowden e Dyer formarono i loro Reports dando una breve narrazione del caso, un riassunto dei punti principali. I Report di coke sono invece i dei commenti di casi particolari. La voce dell'avvocato si sente chiaramente. Per coke, i reports erano un tipo speciale di artefatti letterari che dovevano riflettere nella loro organizzazione e nel loro linguaggio la perfezione della ragione che caratterizzava i processe e l'attivit degli avvocati. Lui sosteneva che la voce della legge parlava attraverso i giudici. I giudici non facevano la legge, ma ne erano gli scribi e gli interpreti, che attraverso speciali ragionamenti ne scoprivano il significato. Consideriamo il lavoro di Francesco Bacone sul soggetto de Righting the Law. Lui prima di tutto era interessato alla Statute Law. Lui riteneva che questa proliferazione di statuti nascondeva la propria amministrazione della legge. Ci che proponeva era di ridimensionare lo Statute Book, per rimuovere gli statuti obsoleti. Lui aspirava a ricostruire gli statuti esistenti ed introdurre cambiamenti nel modo in cui venivano formulati. Ri-scrivere la legge degli statuti, ma in modo limitato. Lui proponeva una potatuta metodica, ma non la riformulazione della tradizione legislativa, perch un'intera ri-scrittura della legge necessariamente avrebbe comportato l'armonizzazione della Statute Law e della Common law.

GIUSEPPINA RESTIVO LEGGE E LETTERATURA IN SHAKESPEARE DA JACK CADE IN ENRICO VI A GONZALO NE LA TEMPESTA
1- DAL RIBELLE ALL'UOMO DI STATO In Enrico VI il personaggio di jack Cade vuole uccidere tutti gli avvocati come segno dell'eliminazione della gerarchia, la frase uccidiamo tutti gli avvocati emblematica in questo senso. Cade impartisce ordini di distruggere gli Inns of Court, portando la rivolta contro il sistema legale. L'abolizione della legge e della rappresentanza parlamentare qui accompagna labolizione della propriet. L'ideologia dell'abolizione della propriet apparteneva ad una tradizione distinta. Dalla Repubblica di Platone stata trasferita alla descrizione di Utopia di Tommaso Moro, uno stato

ideale dove essa considerata necessaria. Non sono ammessi avvocati ad Utopia, ognuno si arrangia da solo se necessario, la corretta e giusta societ deve essere fondata su equit ed uguaglianza. Questa rivoluzione radicale estesa anche alla cultura che sostiene l'ordine sociale e la gerarchia: chiede l'abolizione delle scuole e dell'alfabetismo. Il programma socio-economico di Cade descritto immediatamente prima di uccidiamo tutti gli avvocati, come forma di comunismo basata su principi di egalit, fraternit. L'ignoranza della ribellione di Cade suggerita da W. Shakespeare dalla ripetizione dei tre valori della Rivoluzione Francese, Cade sta pertanto imitando i tradizionali valori della nobilt feudale, l'eroismo e la regalit. Cade un mix complesso di comunismo radicale e di un aspirante(/sedicente) aristocratico, un datore di legge e un distruttore della legge. Le domande cruciali di Kornstein sul significato attuale della frase uccidiamo tutti gli avvocati trova tre possibili soluzioni in questo libro: radicale criticismo degli avvocati e della legge come strumento di oppressione sociale complimento agli avvocati; Shakespeare riconosce che quella disposizione degli avvocati un passo avanti nella direzione di una forma di governo totalitaria, lasciando intendere che la legge che difende la societ dall'anarchia irrazionale. L'episodio di Cade pu significare una critica non della legge ma della legge distorta Nell'opera i ribelli intendono distruggere tutta la legge formale, percepita come istituzionalmente negativa. La discussione sulla questione della giustizia si estende fino all'ultima opera di Shakespeare: La Tempesta. Qui, la teoria di Cade dell'abolizione della legge prende la forma di un progetto utopistico, portato avanti da un prestigioso e ben istruito uomo di stato, Gonzalo, che descrive lo stato ideale che vorrebbe stabilire se fosse il re di quell'isola. Gonzalo dipinge uno stato originale di immaginaria legge naturale; l'abolizione dei magistrati, delle pratiche legali, di propriet, soldi, lavoro, sovranit, connessa ad una natura positiva e ad un'innocenza primitiva, escludendo l' homo omini lupus del Leviatano di Hobbes. Il contrasto tra Cade e Gonzalo, diversi avvocati della vita senza legge in Shakespeare, cruciale nel dibattito che si esteso dall'Enrico VI a La Tempesta. 2- DA JAKE CADE A FALSTAFF L'emergere di Cade offr a Shakespeare l'opportunit di mettere in scena un problema contemporaneo. Il rifiuto della legge da parte di cade avvenne mediante passi intermedi. In Enrico IV (1598) si trova tradotto in Sir John Falstaff, la cui carnivalizzazione della legge tanto radicale quanto lo la negazione di Cade. Mentre Cade si rivoltava contro Enrico VI, un re debole, santo e pio, ma pi adatto a diventare un papa che governare un regno, Falstaff ha a che fare col giovane principe Hal, il futuro Enrico V. L'assenza della legge nel caso di Cade era associata con una falsa nobilt, in Falstaff invece, connessa ad una pantagruelica falsificazione dell'onore aristocratico. Falstaff non vendica, come Cade, una legge comune, ma come lui soffrir l'assenza di regole. Per il principe hal, Falstaff solo una temporanea carnevalizzazione della legge del padre. L'estremamente positiva figura del Lord Chief Justice in Enrico IV sembra controbilanciare l'intenzione di Dick the Butcher di uccidere tutti gli avvocati. 3- NUOVI PRINCIPI E LEGGE NATURALE La Tempesta. L'opera inizia a bordo di una nave nel mezzo di una tempesta provocata da una rivolta contro il re di Napoli, l'usurpatore Duca di Milano, e il consigliere Gonzalo: il nostromo diventa sempre pi impaziente con tutti coloro che fingono di mostrargli riverenza e li manda nelle loro cabine esclamando che importa a queste onde ruggenti il nome di re? Lui si fa beffa dell'autorit, mentre Gonzalo evoca la forca come normale punizione per un tale comportamento, secondo la legge.

Una seconda attitudine ribelle mostrata nel selvaggio, ignorante Calibano, inizialmente educato da Prospero (il legittimo Duca di Milano abbandonato su un'isola che ora si trova a governare grazie ai suoi poteri magici), ma successivamente ridotto anche in schiavit per aver tentato di violentare la figlia stessa di Prospero, Miranda. Lui sembra ereditare diversi tratti da Cade: ignoranza, risentimento, violenza. Come Cade, pronto a uccidere. Ma la teoria di Cade del rifiuto della legge prima espressa nella citazione di Gonzalo da Montaigne. Mentre Prospero evoca l'utopia di Tommaso Moro. Per Gonzalo, uno stato dovr ebbe essere basato sull'esistenza armoniosa di diritti naturali, mentre il patto sociale, reso necessario nella societ storica dalle esigenze e dal lavoro, si dovrebbe mantenere: se fosse cos, la legge positiva non potrebbe essere pensata come qualcosa di repressivo, bens qualcosa che garantisce sicurezza, uno strumento capace di assicurare il mantenimento degli universali, originali e inalienabili diritti naturali. Come in Utopia,la trasgressione sessuale severamente punita ed negata, proibita, perch lussuria. Cos, nell'isola di prospero la castita raccomandata. Anche la pratica di combattere coi nemici con strumenti diversi da armi, apprezzato in Utopia, rispecchiato da prospero. Le prospettive di Moro e di Montaigne sono introdotte ne La Tempesta a livelli differenti e sono entrambe riportate per incidere sul programmato ritorno di Prospero al mondo storico. Non c' un reale scontro tra Gonzalo e Montaigne, ma un diverso livello di pragmatica di un programma sociale. Prospero filtra i concetti di Moro attraverso l'antropologia di Montaigne, per ricontestualizzarli in vista di un possibile impatto sulla storia.

VITA FORTUNATI, GILBERTA GOLINELLI INTERPRETANDO UTOPIA: IL DIBATTITO TRA L'AMMUTINAMENTO E LA LEGGE DINASTICA NE LA TEMPESTA.
La Tempesta un lavoro compkesso e polisemico, aperto ad un'ampia gamma di interpretazioni. La variet delle domande che sorgono da questo testo, riguardano principalmente le relazione di Shakespeare col contesto politico ed economico. Come GIRARD ha notato, ne La Tempesta, Shakespeare riconsidera i suoi lavori drammatici precedent, il ruolo della rappresentazione teatrale, e del drammaturgo, e ripensa anche alla sua relazione col teatro e le sue leggi. Prospero incarna Shakespeare, il drammaturgo che, alla fine della sua carriera, guarda anche alle nuove possibilit espressive del teatro come un genere aperto. Calibano rappresenta mostruosit, disordine e trasgressione delle leggi poetiche. Prospero, che insegna a Calibano a parlare, Shakespeare stesso che capace di trasformare l'ispirazione poetica in un lavoro letterario. Una lettura completamente diversa de La Tempesta stata fornita dai Nuovi Storicisti. GREENBLATT enfatizza l'interesse di S. per la letteratura di viaggio. Centrale per greenblatt il concetto di meraviglia, un mix tra miracolo, paura e perdit di identit, che raggiunge la sua piena espressione nel nativo Calibano. G. interpreta la relazione di prospero e calibano come una chiara trasposizione dell'incontro tra colobnizzatore e nativo. Prospero rappresenta il conquistatore che prende il potere dell'isola, insegna la sua lingua al nativo Calibano e lo priva dela sua libert. Dall'altra parte, Calibno si fida delle lusinghe di Prospero. Un altro tema recentemente enfatizzato dai Nuovi Storicisti connesso all'ammutinamento: esso marca spesso il fallimento delle spedizioni: succede spesso che gli ufficiali Inglesi e i marinai una volta entrati in contatto con le terre fertili dell'America decidono di rimanere sull'isola. L'assenza dello stato legale, di gerarchie sociali e specialmente la nudit dei nativi, un segno della loro innocenza, rimanda al mito del Giardino dell'Eden. In questo senso, l'isola di Prospero e

Calibano diventa un posto dove ognuno pu diventare un leader supremo, un posto dove tutte le gerarchie prestabilite scompaiono. Prospero usurpa il trono da Calibano e Gonzalo,nella sua Utopia immaginaria immagina di diventare l'unico re nell'isola. E la tempesta uno straordinario evento naturale, un chiaro esempio di una sovversione di tutte le gerarchie sociali. Ne La Tempesta ci sono chiare allusioni agli scritti legali e politici di re Giacomo I, che allude alla questione cruciale del diritto di successione e al diritto ereditario. Shakespeare investiga tali questioni in collegamento con Utopia e ai vari significati che essa assume in quest'opera iper stratificata. Tale prospettiva critica mira anche a discutere la controversa posizione di Shakespeare in relazione alla corte e alla sua politica e anche a Utopia, come rappresentata da Tommaso Moro. Shakespeare sceglie Gonzalo come portavoce di un'utopia che allude a quella descritta da Moro. Lui l'unica persona tra i nobili che, dall'inizio alla fine, resta sempre coerente e incorruttibile. Anche l'ordine sociale messo a rischio, Gonzalo riconosce ancora l'autorit del re. Secondo la visione di Gonzalo, utopia una terra nella quale le persone non lavorano e ciascuno vive una vita di svaghi, e non ci sono leggi. L'interpretazione di Gonzalo di Utopia ridicolizzata da Sebastiano e Antonio, che mettono in luce la contraddizione di questo progetto nel quale ognuno dovrebbe essere uguale e avere Gonzalo come unico re. Su di un livello, Sebastiano e Antonio smascherano le inconsistenze emerese dalle visioni utopistiche di Gonzalo e Moro, su un altro livello, vedono l'assenza di leggi, di gerarchia e controllo come un'opportunit per uccidere Alonso. La visione utopistica di Gonzalo diventa anti-utopistica. L'assenza di gerarchia sull'isola di Prospero conduce ad una lotta per il potere, perdita di identit, e disordine sociale. L'isola, inizialmente un Eden per Gonzalo, diventa un labirinto, un posto da cui scappare. La Tempesta una maschera, scritta con l'intento di celebrare ed esaltare il potere assoluto del monarca. Come Pericle, Il Principe di Tiro, Cymbeline, e Il Racconto d'Inverno, la Tempesta marca il passaggio di Shakespeare dal teatro pubblico e popolare alle opere pi allegoriche e sofisticate indirizzate alla Corte. Ma il testo shakesperiano dovrebbe anche essere considerato in relazione all'immenso significato politico dell'incoronazione di Giacomo I. Con la proclamazione di Giacomo VI, re di Scozia, come Giacomo I furono risolte una serie di ansiet, relative soprattutto al problema della successione legittima al trono. Comunque, l'unione di Scozia e Inghilterra sotto un unico sovrano, risolse il problema della successione al trono. Sia in Basilicon Doron che, soprattutto, in The True Law of free monarchies, Giacomo I enfatizza la natura divina del diritto dinastico secondo cui la proclamazione del re era solo e unicamente una decisione di Dio. Per legittimare questo diritto inviolabile di essere un re assoluto, Giacomo I interpret a suo vantaggio le Sacre Scritture. I Testi Sacri divennero la prova del legame indissolubile tra Dio e il Re. La Tempesta un'autentica maschera, che celebra non solo un vero matrimonio, ma anche un matrimonio allegorico che si riferisce al legame politico con l'obiettivo d restaurare un legittimo ordine dinasticoprecedentemente minacciato. Il tema dell'affermazione dell'ordine dinastico espressa attraverso il dramma messo in piedi da Prospero. La trasformazione di Gonzalo dell'utopia in un'antiutopia (dystopia), riflette la consapevolezza di Shakespeare di quanto Utopia, come una societ ideale dove c' eguaglianza e comunit di beni, profondamente inconciliabile con le leggi dinastiche supportate dal testo di Giacomo I. La funzione della tempesta come maschera emere alla fine, quando l'unit degli intenti di Prospero/Shakespeare finalmente resa chiara: assicurare il trono alla figlia e celebrare il fidanzamento e il futuro matrimonio della figlia di Giacomo I.

DANIELA CARPI LEGGE E SEDIZIONE IN GIULIO CESARE

Giulio Cesare si presenta come una dialettica sul concetto di tirannia. In realt, G. Cesare, si sviluppa attorno al sospetto di tirannia perch Cesare viene ucciso prima di poter essere incoronato. Comunque, il sospetto di tirannia sufficiente per incoraggiare la rivoluzione. TIRANNIA = connota un regime politico caratterizzato dall'illegittimit di chi detiene il potere o da un dispotico e crudele esercizio del potere. In questa luce, l'uccisione di cesare potrebbe diventare emblematica del volo verso la democrazia. C' una doppia istanza presente in Giulio Cesare, dove l'azione politica mira a tematizzare il rischio sia di tirannia che dell'ambigua volont della popolazione, che d il benvenuto a Bruto, come nuoo tiranno, una volta che il potenziale tiranno morto. Tale dualismo mostra l'ineliminabile necessit religiosa dell'assoluto, che giunge attraverso la ricerca della stabilit politica data da una monarchia. Secondo focault ogni stratega di sovversione anche una strategia di potere, perch la natura del potere cos pervasiva che rende l'opposizione binaria di potere/sovversione inutile. Il tiranno figlio del desiderio, ma non del desiderio imposto su di noi dalla natura, che un desiderio necessario e creativo. Il tiranno figlio di un desiderio notturno che emerge dall'id. Cos la differenza tra cassio e bruto che il primo (cassio) caduto preda del desiderio notturno, sfrutta Bruto per aumentare i vantaggi personali, usando il suo carsma sulla folla per giungere al potere. Bruto invece segue il suo desiderio di assolutismo etico. Bruto vuole salvare la Repubblica, ma la repubblica non vuole essere salvata. La massa non pronta per il governo democratico, cos a posteriori, Cesare visto come il governatore ideale, garante della stabilit politica e sociale, un modello etico. Bruto un uomo moderno che getta il dubbio sulla sua legalit e che vede al di l dell'apparente certezza di un governo forte. Il re non pi un esempio di perfezione, ma un probabile traditore e usurpatore. Dall'inizio dell'opera cassio enfatizza la parte umana di cesare, un codardo secondo lui, che chiede aiuto a cassio perch sull'orlo del precipizio. Cos la questione della doppia figura del re, umana e divina, emerge. Cassio d voce ad idee sediziose, chiedendo a se stesso perch Cesare pi nobile di lui o di Bruto. Bruto, di nobile stirpe, educato, e vicino a cesare, rapprsenta il pi grande antagonista di cesare: perch Cesare dovrebbe regnare se Bruto gli uguale sia in termini di nobilt che di capacit? Cesare comunque non un vero sovrano, ma piuttosto un condottiero posto alla guida dello stato. Pi che una rivolta contro Cesare, la desizione di Cassio e Bruto si nasce dall'invidia verso il potere di Cesare. Il significato di Rivoluzione in giulio Cesare inconsapevole dello scopo distruttivo dell'operazione. Infatti Brutto sfruttato, non comprendendo che ha sguinzagliato quella parte dello spirito del popolo che pi difficile da controllare e che alla fine si rivolter contro di lui. Cos la rivoluzione, che per bruto era basata sugli ideali, risulta in completa dissoluzione con le idee di chi l'ha organizzata. La popolazione romana non pronta per questa ideale forma di governo. Il testo prefigura l'idea di rivoluzione del 1660 in Inghilterra, non intesa come una crisi tra la societ e lo stato, ma piuttosto come una crisi all'interno delle classi pi alte. CESARE: ll testo lo presenta come un governatore giusto i cui cospiratori operano seguendo un'anti-legge o non-legge.Le parole che definiscono cesare enfatizzano il suo ruolo sacro, quelle su Bruto suonano invece ironiche. Cesare era garante dell'ordine sociale e legale. Cesare la figura ideale che rende il mondo produttivo, mentre le mani dei cospiratori danno un'immagine di malvagit. Bruto e Antonio lottano per il controllo linguistico. La repubblica vista come un governo inaccessibile perch inapplicabile; la malvagit della popolazione ha bisogno di un capo. La monarchia l'unico elemento che pu tenere unito lo stato e sono spesso i cittadini che

chiedono la continuit di questo governo. Cos l'opera Giulio Cesare presenta una dialettica tra tradizione e rivoluzione. Mentre Shakespeare si interroga sulle possibilit di raggiungere una forma di governo pi democratica respingendo il governo assoluto di un re-tiranno e cos cambiare l'ordine della successione ereditaria, la sua risposta un'accentuazione della legge dinastica. La punizione di bruto riflette le convinzioni Elisabettiane che la figura del re, era intoccabile. La violazione del corpo mistico del re, la sua profanazione, richiede una giustizia esemplare. Di Bruto si pu dire che rappresenta l'afflato repubblicano, mentre Antonio ristora un codice gerarchico. Comunque l'azione di bruto richiede la ridiscussione del concetto di realt. L'ordine sociale non chiuso e immutabile. Il compito del sovrano diventa quello di agire sulle masse: la folla deve essere coinvolta nella rinegoziazione. Il tentativo di bruto di compiere una rivoluzione venne cambiato in una riforma. Il mondo romano dipinto da Shakespeare riflette una crisi legislativa e costituzionale.

FILOMENA MESQUITA TRAVESTIMENTI DELLA GIUSTIZIA: PORZIA IN TRIBUNALE


La scena del processo ne Il mercante di Venezia il climax drammatico dell'opera. E' anche il suo punto di crisi come genere letterario, determinando la sua classificazione come una commedia o un'opera teatrale problematica. L'atto IV si pu considerare come il punto pi vulnerabile dell'opera. Allo studio della rappresentazionedella giustizia e le sue relazioni alle corti moderne e alle istituzioni legali, nell'opera in questione, hanno contribuito sia critici letterari che avvocati. Il punto principale il ruolo decisivo della donna nella risoluzione di un problema che non solo giuridico, ma anche politico ed economico. Il ruolo giocato da porzia nel tribunale le ha garantito un peso culturale che altri personaggi femminili si possono solo sognare. Lei un riferimento culturale nel mondo della legge e in quello della letteratura, sia popolari che eruditi. Se consideriamo The stories of Rumpole of the Bailey scritta da John Mortimer, le allusioni a Porzia, nella sua raffigurazione delle donne in tribunale, sono molteplici. Ci sono pochi personaggi femminili nelle storie, la maggior parte dei quali, sono implicati nei casi delle corti come clienti o testimoni. Qui troviamo Phillida Brown, la Porzia del gruppo, una donna in carriera. Gli uomini vivono in un costante soggezione verso Phillida. I racconti di Rampole sono dipinti in modo misogino, l'eroe ritrae le donne come creature diverse, misteriose e spesso inaffidabili. Il nome Porzia appare in ogni storia, spesso pi di una volta. L'uso di Porzia significativo e ci dice molto dell'immagine popolare di questa complessa eroina di Shakespeare. Porzia nella cultura popolare convoglia un'immagine di successo e potere, nobilt e astuzia, intrinsecamente collegate a questioni di genere, e la questione delle problematiche relazioni delle donne con la giurisprudenza occidentale. Nell'Inghilterra della prma et moderna, le donne sposate non avevano un'identit legale sotto la common law, e il contatto con le corti era circoscritto al loro ruolo di criminali o imputate di furto, disordine domestico o ribellione. Nell'ultima fase moderna invece le donne giocavano ruoli attivi come ispettori, ma ovviamente non studiavano la legge. Come personaggi femminili, sia Porzia che Phillida sono costruzioni culturali che investigano e accentuano le posizioni marginali e ambivalenti con la giustizia e i tribunali. Cos il ruolo di Porzia nel Mercante di Venezia non altro che un elemento di comicit appartenente ala tradizione della commedia. E' anche una parte ambigua perch lei , tutto sommato, un personaggio prvilegiato, eletto a interpretare, rivelare le relazioni instabili tra donne e istituzioni legali. Da questa prospettiva, la voce di Porzia sembra interropere i discorsi atti a contenere le donne, un tocco femminile che mitiga il rigore della legge. L'opera di Shakespeare ci ha dato due archetipi che sono diventati comuni nella cultura contemporanea: l'ebreo vestito di nero che contratta la libbra di carne del bianco cristiano, e l'arrivo della figura della giustizia che anche amore. Cos il conflitto tra Shylock e Porzia arriva a

significare la sconfitta del vizio e del male ad opera di virt, giustizia e misericordia. La dimensione morale di questi due personaggi giace nella loro mutua opposizione. Il testo ricco di densit semantica e tematica e ed grande la centralit di economia, politica, etica, di classe, etnia e genere. Queste tematiche complesse sono rappresentate in riferimento soprattutto ai contratti e all'importanza del testo scritto. Abbiamo lettere, contratti, leggi, testamenti, tutti testi scritti che determinano la natura delle relazioni tra uomini, gruppi etnici, uomini e donne, padri e figli, o mariti e mogli. Il testo ci invita costantemente a valutare il valore di una donna, della carne umana, del contratto, e del sangue, ma anche dell'integrit maschile. Nel primo caso le donne e il loro ruolo nella famiglia rappresentato da immagini di soldi e ricchezze o oggetti preziosi. Essenso loro un'eredit, uno scrigno o un anello, questi tesori possono diventare pericolosi perch possono e sono inclini a scappare. Scegliere pertanto un buon erede maschio per la tenuta di Belmont pu condurre a domande sull'adeguatezza di Bassanio come marito: l'impoverito gentiluomo veneziano vince la battaglia contro due ridicoli membri di un'obsoleta aristocrazia straniera. Questa capacit di scalare l'ordine sociale attraverso l'uso del capitale di qualcun altro crea un nuovo concetto di figura maschile e di una societ basata sull'avanzamento personale, che parallelo all'abilit di travestimento della donna. In questo senso, la risoluzione del conflitto dipende dalla necessit di impersonare gli uomini nel tribunale, ma questo problematizza non solo le relazioni tra le donne e la legge, ma anche la loro marginalit in una struttura sociale maschile. La soluzione di Porzia contribuisce alla legittimazione dell'egemonia cristiana, rinforzando la posizione antisemitica dello stato: Shylock dichiaratoun alieno e accusato di intenti criminali. Questi due processi, la vittoria della donna sull'uomo in tribunale e la sconfitta dell'usurpatore ebreo, coincidono in una maniera per la quale la vittoria del primo (Porzia) il veicolo per l'umiliazione dell'altro (Shylock). Cos Porzia un modello discutibile e il suo stesso ruolo si trova a met strada tra ambiguit e doppiezza. La sua soluzione xostruisce le donne come strumenti del sistema e portavoce delle leggi degli uomini. Troviamo nel Mercante di Venezia uno dei ritratti pi memorabili delle donne in tribunale, e al tempo stesso, queste donne si vestono come uomini, parlano come uomini, e danno voce a nozioni patriarchiche di genere. Il salto tra genere, voce e oggetto sessuale un luogo comune nel dramma Rinascimentale. Elizabeth Harvey parla di ventriloquismo. Molti ruoli nel teatro moderno richiedevano doppi cambiamenti di sesso, la voce del ventriloquo diventa pi complessa. Le donne non potevano recitare. In generale, sul palco Rinascimentale, il ventriloquismo travestito creava un vuoto che rivelava le strutture gerarchiche del sistema di genere. Questo vuoto evidenzia l'importanza dell'identit sessuale per la legittimazione della voce. Il Mercante di venezia ci aiuta a guardare i modi in cui le donne sono costruite come oggetti, come soggetti di testi scritti da uomini, donne superando dello spazio che la cultura ha attribuito loro.

MARIANGELA TEMPERA CALUNNIE E CALUNNIATORI IN MEASURE FOR MEASURE


Scritto nel 1604, all'inizio del regno di Giacomo I e fortemente influenzato dalle visioni della sovranit che lui espresse nel suo Basilikon Doron, Measure for Measure dominato dal personaggio di un Duca che condivide l'orrore di Giacomo I per la calunnia e i calunniatori. Nell'epistola Al lettore, che introduce nella versione del 1603 del suo libro, il re dichiara che fu costretto a correggere e pubblicare il suo Basilikon Doron. Sembra essere una vittima di uomini maliziosi e delle loro lingue maliziose. Lui riconosce la difficolt di accertare il crimine della calunnia, una difficolt che Shakespeare drammatizza nelle sue opere. Identificando il Duca con Giacomo I si potrebbero dare letture diverse a Measure for Measure. Ci sono tuttavia poche possibilit che l'esplorazione della calunnia di Vienna ad opera di

Shakespeare sia stata scatenata dal tentativo del re di limitarla a Londra. Nella prima scena del quarto atto il Duca d una vera e propria definizione della diffamazione: Oh alto rango! Milioni di occhi falsi si fissan su di te; volumi di notizie scatenano un'ostile e mendace canea sulle tue azioni; mille sortite d'ingegno ti rendono padre dei loro sogni oziosi e ti distorcono con le loro fantasie. Questo descrive la situazione del regnante, soggetto allo sguardo malizioso dei suoi sudditi. Ma nell'ultimo atto dell'opera il Duca stesso a calunniare attaccando la reputazione di mariana, Isabella e del bargello. Il tutto viene per dimenticato nel giorno del giudizio finale. Mostrando un re colpevole degli stessi crimini che punisce nei cittadini, di fatto si mostra una societ dove la calunnia endemica. QUATTRO TIPI DI CALUNNIE La differenza tra la diffamazione scritta e la calunnia era ancora incerta ai tempi di Shakespeare. Secondo Adam Fox, entrambe sono state tradizionalmente considerate offese morali, se avevano a che fare con autorit ecclesiastiche, criminali se dirette contro autorit, e violazione della pace se diretta contro individui privati. Sebbene l'esplosione di casi che fu registrata nel 17 secolo non era ancora iniziata e la maggior parte degli episodi erano per lo pi tenuti privati, qualcuno poteva gi intentare causa per calunnia sia nelle corti ecclesiastiche che in quelle della common law. Un'eccezione alla regola per cui la vittima era tenuta a provare che era stata soggetto di pettegolezzi maliziosi, era costituita da tre tipi di calunnie per se: dichiarazione che qualcuno aveva commesso un crimine affermazioni intenzionate a ferire o colpire qualcuno nel suo lavoro, professione, commercio, occupazione o affari affermazioni che qualcuno aveva una malattia disgustosa o la lebbra Una quarta categoria di calunnie per se, imputazione di licenziosit di una donna, fu aggiunta solo nel 19 secolo. Ai tempi di Shakespeare, la legge inglese considerava una dichiarazione di licenziosit come una questione del tutto sprituale, cio un peccato, e pertanto non soggetto a punizioni temporali. Tutti questi quattro tipi di calunnia sono presenti in Measure for Measure. Nella scena prima dell'atto due, Gomito, trascina sul palcoscenico Schiuma e Pompeo, e quando Gomito per sbaglio dice rispettata anzich sospettata, il clown (Pompeo) subito si appropria della storpiatura fa fare a Gomito ad un'accusa di sesso prematrimoniale. Non comprendendo la confusione verbale, Gomito, potrebbe avere la sua calunnia perch falsamente accusato dello stesso crimine come Claudio. Escalus, la voce educata dalla legge, non interviene a correggere la storpiatura della parola, ma sottolinea solo la sua confusione. Lo scambio mette in primo piano la confusione di creare un caso legale attorno a un crimine basato sul linguaggio: le parole sono volatili, soggette a interpretazione. Il secondo esempio di calunnia lo troviamo riferito a Pompeo quando viene chiamato da Gomito (2,1,62) garzone a mezzo servizio. In realt ci che dice la verit, ma l'intera categoria dei garzoni soffriva di essere associata con lui. Potrebbe essere considerata una calunnia per la professione se detta con intento offensivo. Il terzo tipo di calunnia per se invece, introdotta dalla prima apparizione di Lucio in una scena in cui il Fantastico si mostra come un curioso professionista dell'arte del pettegolezzo malizioso e dell'accusa scurrile. Il suo combattimento verbale con i due gentiluomini centrato sul soggetto della sifilide. Accusato di essere una vittima della piaga francese, non nega l'accusa ma la restituisce. L'antefatto dell'opera introduce un caso esemplificativo del quarto tipo di calunnia per se: un'accusa di licenziosit contro una donna che perseguibile perch c' il danno temporale della mancanza di un matrimonio. IL RITRATTO DI UN CALUNNIATORE La marchiatura di Lucio come l'unico vero calunniatore emerge solo a 15 righe dalla fine dell'opera. Prima di tutto Lucio deve raccogliere le informazioni che gli serviranno da base per le sue macchinazioni. Vienna pullula di conflitti. Alcuni sono diventati irriconoscibili dopo essere stati ricoperti dal linguaggio idiosincratico di quelli come Gomito e Pompeo. Alcuni sono stati deliberatamente fatti nascere dal Duca, che ordina che lettere di strano tenore saranno mandate ad Angelo, forse riguardanti la morte del Duca, o forse della sua entrata in qualche monastero (4,2,90). Qualsiasi cosa degna dell'attenzione di Pompeo: che notizie frate? Che notizie?

(4,2,199). Lucio accusa anche Pompeo di essere un mezzano e insinua che Isabella possa non essere veramente vergine. Alla fine della storia il Duca, il temuto Signore di vienna ripete che tutte le accuse sono calunnie, e Lucio approva. CALUNNIA E SESSO NELLA LEGGE Shakespeare insiste anche sull'odore ripugnante che segnalano la presenza della calunnia nella vita quotidiana. Quando Isabella minaccia di rendere pubblica la proposta indecente fattale da Angelo, Angelo la avvisa dicendole: soffocherai nella tua denuncia, puzzando di calunnia (2,4,157). Quando lei lo accusa in fronte al Duca, lui (duca) risponde: dovremmo permettere che un fiato maldicente e devastante cada su uno a noi cos vicino? Un altro cattivo odore emerge dalla sfera sessuale e fa riferimento alle dolcezze impure di Angelo, dove per impure si intende sporche, e all' aborrita polluzione. Shakespeare incoraggia gli spettatori a raggruppare calunnie e sesso come attivit che occupano gli angoli oscuri della vita dei Viennesi. Perch tutti i tentativi di estirpare la calunnia sembrano fallire? Perch Shakespeare ci ricorda che lingua degradata, odori discutibili, sesso, pettegolezzi, altro non sono che divertimnto. Lucio, il calunniatore per eccellenza, si compiace, si diverte, e Shakespeare ci fa divertire con lui. Escalus segue divertito la complessa storia dello sfruttamento sessuale della moglie di Gomito. Il bargello si butta senza esitazione quando il suo turno di criticare Pompeo.