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OSELLE

Francesca Correr, Marco Goldin, Paolo Grassi, Stefano Pontiggia, Camillo Robertini, Chiara Sacchet e Silvia Segalla

Questa terra la mia terra


Storie dal Veneto, dal Salento e dallAmerica Latina
a cura di Camillo Robertini

L A

T O L E T T A

edizioni

Questa terra la mia terra. Storie dal Veneto, dal Salento e dallAmerica Latina. ISBN 9788897928225 Prima edizione, Aprile 2013 Copyright 2013 La Toletta edizioni

Coordinamento editoriale: Lisa Marra, Denis Pitter Curatore: Camillo Robertini Autori: Francesca Correr, Marco Goldin, Stefano Grassi, Stefano Pontiggia, Camillo Robertini, Chiara Sacchet, Silvia Segalla. Postfazione: Alessandro Casellato Coordinamento redazionale: Angela Zanetti Redazione: Francesca Correr, Giulia Gattere, Marcello Francioni, Camillo Robertini, Angela Zanetti. Progetto gra co e illustrazioni: Alessandro Squatrito In copertina: Questa terra la mia terra Stampa: Eb.o.d. sas Milano Alessandro Squatrito

Edito da La Toletta edizioni Dorsoduro 1214 30123 Venezia Tel. +39.041.24.15.372 Fax +39.041.24.15.371 studio_lt2@libreriatoletta.it www.studiolt2.it questaterra@gmail.com Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione pu essere fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo elettronico, meccanico, fotogra co, digitale se non nei termini previsti dalla legge che tutela il Diritto dAutore.

Indice
7 11 27 43 57 79 95 109 123 127 Introduzione|Camillo Robertini Storia di Caterina|Silvia Segalla Esodo. Una storia in tre atti|Stefano Pontiggia Tina Merlin. Che il contrario di oblio non sia memoria ma giustizia|Chiara Sacchet Puglia 1950: cronaca di un processo popolare|Camillo Robertini Oltre gli ulivi: storia agricola di Martignano|Marco Goldin Bevo acqua, quindi esisto, quindi voto|Francesca Correr Storia e attualit di una Zona Rossa|Paolo Grassi Note biogra che Postfazione|Alessandro Casellato

Introduzione

Alcuni mesi fa, assieme a un gruppo di studenti di Ca Foscari, abbiamo deciso di intraprendere un progetto ambizioso: realizzare un libro che, pur rimanendo legato a una narrazione, illustrasse la contraddittoriet dei fenomeni umani, storici e sociali. Pensiamo che il modo migliore per avvicinarci a questo obiettivo sia quello di comporre un insieme di testi che si strutturi come mosaico di storie di erenti. Lidea principale che, come allora, oggi ci muove costituita dallassunto secondo cui solo attraverso un contatto diretto fra lettore e soggetto (che, teniamo a rimarcare, non lautore del capitolo n il suo curatore) si possa realmente a rontare il tema della trasmissione di frammenti o tracce che compongono la memoria che deriva dalla viva esperienza (esperienza sensibile) di donne e uomini che hanno vissuto. Dichiarato questo intento abbiamo lanciato un call for papers allinterno del progetto Contemporaneamente che vede la partecipazione di studenti e dottorandi di antropologia e storia. Abbiamo ricevuto molte proposte di collaborazione, ne abbiamo vagliate molte, e dopo un lungo processo di revisione ci siamo trovati fra le mani quello che a tutti gli e etti era un guazzabuglio di saggi senza capo n coda. Il lavoro di revisione e la postfazione di Alessandro Casellato hanno riordinato le idee di cui questo libro composto. Si rivelata fondamentale anche la collaborazione con Alessandro Squatrito che ha colto con le sue illustrazioni lessenza

di ogni singolo saggio. Il volume che scaturisce da questo processo non si propone di raggiungere un traguardo, piuttosto tratteggia linizio di un percorso da seguire con lavori successivi. Questa raccolta si caratterizza quindi come esperimento; un insieme di saggi coscientemente disomogenei e senza uniniziale traccia comune alla ne rivela un tratto che ritorna: nelle sette storie che seguono il concetto di terra pare divenire elemento uni cante. Questa terra la mia terra prende a prestito il titolo (trad. italiana) dal libro autobiogra co scritto da Woody Guthrie sullAmerica della corsa alloro, fatta di avventurieri e di mercenari, di larghi orizzonti e di enormi distese a un tratto spezzate dalla ferrovia. LAmerica dei treni e della provincia la terra che fa da sfondo alla musica folk di Guthrie, al sindacalismo dei minatori, agli anni della Grande depressione. Anche nelle storie presenti il lettore ritrover il problema della terra, declinato in tutte le accezioni possibili, che assume un valore prismatico e ampio, non egemonizzando i singoli racconti, che mantengono la loro indipendenza stilistica e tematica. la terra lo scenario dove si avvicendano le storie del Salento, delle lotte dei braccianti e dellabbandono dellagricoltura. il luogo sico, ma al tempo stesso dellimmaginario, quel paradiso perduto che si struttura nella memoria degli esuli istriani. Unaltra terra quella che diviene sinonimo del continente latinoamericano attraversato da guerre civili e con ittualit radicali, di lotte per la salvaguardia dei beni comuni, dellacqua e della casa. Trovare un elemento comune allinterno di un frastagliato scenario geogra co, politico e diacronico comunque del tutto concorde allesigenza, pur rimanendo in un contesto narrativo, di sottolineare frammentariet e incoerenza dei fenomeni storici. il 1961 quando Edward Carr dichiara in What is history? che ogni racconto storico, ma si legga qualsiasi investigazione sociale, si basa fondamentalmente su un ampio margine di generalizzazione. Quello che stato sacri cato (senza nulla to-

gliere a Carr!) allinterno di questo margine nella narrazione storica, condannando spesso questultima ad essere appannaggio di un elitario club di eruditi e demiurghi, proprio quanto ci siamo sforzati di porre in risalto in questo libro. In altre parole proprio questo margine fatto di interazioni sociali, di relazioni informali e di storie normali il luogo dal quale trae origine il testo. Il ne ultimo della narrazione non quindi quello di descrivere una fase, una stagione o un periodo, n quello di impostare una loso a della storia. Si tratta, invece, di un tentativo molto pi concreto: quello di recuperare il lo interrotto tra chi ha da raccontare una storia e chi, per qualsiasi motivo, non abbia avuto la fortuna di conoscere Tina Merlin, Marcelo Rojas, Giuseppe Meleleo o Caterina. Quello che spero che le singole storie possano essere recepite dal lettore non come un mero sfoggio di cultura, ma come un autentico e genuino sforzo di riprendere un discorso interrotto fra generazioni o fra soggetti distanti. In questo modo pensiamo e a ermiamo che il ruolo della ricerca umana non sia quello di giudice di un passato pi o meno recente, quanto quello di strumento che pone il lettore, specialmente quello non addetto ai lavori, nelle condizioni di immedesimarsi e condividere il pathos di chi un evento lha vissuto personalmente. Solo attraverso un processo di condivisione dellesperienza sympathetic history dei singoli racconti, il lettore potr guardare attraverso lenti di erenti un mondo che poteva apparirgli lontano o estraneo. Camillo Robertini

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