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DOMENICA 8 LUGLIO 2012

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La Valle del Belice, in particolare Gibellina, si trasformata in questi decenni in un laboratorio dove unintera popolazione (nonostante lassenza dello Stato e politiche regionali scellerate) ha deciso di far rinascere il proprio territorio sotto legida dellarte e della cultura

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I

Orestiadila Sicilia che si rialza


voglia di rinascita di una comunit, lasciando un segno visibile di forte riscatto sociale. Ladesione di Sciascia e degli altri A rispondere furono in tanti, entusiasti di esserci, ciascuno con il proprio linguaggio: nomi come Leonardo Sciascia, Andrea Cascella, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Pietro Consagra, Franco Angeli, Mario Schifano e tanti altri, con la propria arte, attuarono la sfida di umanizzare un territorio martoriato dal sisma e dallindifferenza. Fra gli artisti, anche Alberto Burri, che proprio sopra le macerie della vecchia Gibellina totalmente rasa al suolo dalle scosse, costru il grande cretto, un gigantesco monumento della memoria che ancora oggi una delle opere darte contemporanea pi estese al mondo. E cos, dal 68 la nuova Gibellina stata letteralmente invasa da sculture a cielo aperto, opere darte di dimensioni anche grandi, alcune delle quali forse di dubbio gusto, ma testimonianza di un desiderio di rinascita di unintera popolazione. E non un caso che oggi Gibellina sia sede delle Orestiadi, un festival internazionale di teatro, danza e arti che dura da oltre trentanni e che, in assenza dello Stato, stata una carta vincente per lo sviluppo

Alberto Samon
n questi mesi in cui il Nord Italia stato scosso dai terremoti, forse opportuno ricordare come siano ancora aperte le ferite causate dal sisma che nel 1968 distrusse diversi paesi della Valle del Belice in Sicilia. Gibellina, Salaparuta, Santa Margherita, Poggioreale sono alcuni nomi dei centri abitati maggiormente colpiti, che ancora oggi, dopo quarantaquattro anni, portano i segni di quella tragedia, nonostante i fiumi di denaro spesi per discutibili ricostruzioni mangiasoldi. E tuttavia, fra i tanti errori di questi decenni e i miliardi spariti nel nulla, proprio la Valle del Belice, e in particolare Gibellina, in provincia di Trapani, si trasformata in questi decenni in un laboratorio dove unintera popolazione - nonostante lassenza dello Stato e politiche regionali scellerate - ha deciso di far rinascere il proprio territorio sotto legida dellarte e della cultura. Una sfida iniziata proprio allindomani del sisma, quando lallora sindaco di Gibellina, Ludovico Corrao (morto tragicamente nellagosto scorso a 84 anni), lanci un accorato appello ad artisti italiani e stranieri, chiamandoli a interpretare con la propria creativit la

La sfida di Ludovico Corrao


Allindomani del sisma del 1968, lallora sindaco di Gibellina, Ludovico Corrao lanci un accorato appello ad artisti italiani e stranieri, chiamandoli a interpretare con la propria creativit la voglia di rinascita

di questi territori. Un festival, da cui ventanni fa nata anche lomonima Fondazione Orestiadi - oggi presieduta dalla docente Francesca Corrao - che proprio a Gibellina ha anche dato vita al Museo delle trame mediterranee, un museo che guarda al Mare nostrum e che da qualche anno ha aperto una sede anche nel cuore della medina di Tunisi. Le Orestiadi, con decine di compagnie teatrali che nei mesi estivi giungono a Gibellina, sono oggi la continuazione di quel sogno delle popolazioni terremotate che, avendo perso tutto, riconobbero nellarte la scommessa su cui investire il proprio futuro. Il festival, diretto dal regista Claudio Collov, questanno vede sulla scena nomi come Malou Airaudo, Denis Koon Kuhnert, Szu-Wei Wu, Antonio Rezza, Flavia Mastrella e altri ancora, per un cartellone di altissimo livello che vanta anche una prima mondiale assoluta. Questa esperienza di rinascita negli anni ha, inoltre, attratto nel piccolo centro del trapanese anche diversi nomi della grande poesia internazionale, fra cui il siriano Adonis, ritenuto il massimo esponente della poesia araba contemporanea e, fra gli italiani, poeti come Mario Luzi e Giovanni Raboni. Della serie: la cultura qualcosa pu fare!

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