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II.

Microeconomia
Sommario: 1.Struttura. 2.Massimizzazione, efficienza, equilibrio. 3.La domanda. 4.Lofferta. 5.Il mercato. 6.La teoria dei giochi. 7.Economia del benessere. 8.Efficienza di Kaldor-Hicks. - 9.Il rischio e lassicurazione.

1.Struttura. Prima di proseguire, nella mia indagine sulla responsabilit da circolazione dei veicoli, necessario introdurre gli elementi fondamentali di microeconomia che costituiscono i pilastri su cui poggia ledificio dellanalisi economica del diritto. La microeconomia studia le scelte che pongono in essere le persone e i piccoli gruppi. Gli economisti definiscono questa disciplina come lo studio dellallocazione di risorse scarse tra scopi alternativi1. Preferisci comprare un cd o un libro?Preferisci andare a teatro oppure andare ad un concerto?La microeconomia ci fornisce la possibilit di comprendere come gli individui compiono determinate scelte. A questo punto risulta ovvio che lo studio di questa disciplina risulter fondamentale per comprendere, nel migliore modo possibile, i temi che verranno sviluppati nei capitoli successivi. 2.Massimizzazione, efficienza, equilibrio. Gli economisti ritengono che gli individui siano volti a massimizzare una loro utilit, in quanto si assume che le persone siano razionali ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 23 ). Gli individui perseguono obiettivi diversi come la felicit, il
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R. COOTER, U. MATTEI, P.G. MONATERI, R. PARDOLESI, T. ULEN, Il mercato delleregole, Analisi economica del diritto civile, Il Mulino, 1999, cit. pg. 21; si veda anche J. E. STIGLITZ, Principi di microeconomia, Bollati Boringhieri, Torino, 2001

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danaro, il successo, et ceteraGli economisti affermano che la razionalit impone che una persona scelga di optare per un determinato obiettivo, in base alla modalit in cui essi soddisfano i propri bisogni2. In realt le possibilit di scelta sono circoscritte, infatti un soggetto razionale potr scegliere in base a differenti panieri di consumo3, che sono vincolati al suo reddito. Muovendo dalla concezione della razionalit un agente opter per la scelta migliore che il suo vincolo gli consente ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 23 ). Questo tipo di procedimento pu essere chiamato come processo di massimizzazione ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 23 ). Tuttavia, possibile sollevare una obiezione rispetto a tale teoria, infatti la gran parte dei comportamenti che realizziamo non razionale, molti economisti, in merito a questo tema, stanno cercando di elaborare una teoria della razionalit limitata che si oppone a quella della razionalit assoluta sostenuta delleconomia tradizionale ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 23 ). Alcuni economisti, per elaborare la teoria della razionalit limitata, muovono dalla teoria tradizionale ma apportano ad essa alcune modifiche, mentre altri studiosi rifiutano questo orientamento e adottano altre discipline come la psicologia. Gli economisti considerano che gli individui cercando di massimizzare i propri obiettivi raggiungano un equilibrio, questa circostanza pu concretizzarsi solo se non intervengono forze esterne. Secondo gli economisti vi un nesso tra massimizzazione ed equilibrio, infatti si considera che le azioni degli individui tendano alla massimizzazione, questo atteggiamento spinge gli agenti verso un punto di equilibrio. Tuttavia, il fine dei soggetti non questo, costoro cercano solamente di massimizzare un loro obiettivo.
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R. COOTER, U. MATTEI, P.G. MONATERI, R. PARDOLESI, T. ULEN, Il mercato delleregole, Analisi economica del diritto civile, Il Mulino, 1999, pg. 23 3 Con questo termine ci si riferisce ai differenti tipi di beni che il consumatore ha acquistato o potr acquistare

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Possiamo ritenere che un equilibrio si possa definire stabile, qualora non varia se non per lintervento di forze esterne. Molto spesso, nella vita di tutti i giorni, possiamo osservare che le forze esterne intervengono prima che si riesca ad arrivare ad un equilibrio. Per valutare le situazioni di equilibrio, potr esserci utile la statica comparata4. Gli economisti assegnano diversi significati allefficienza, nellambito della produzione tale condizione si raggiunge se: a) non possibile produrre lo stesso ammontare di prodotto ( output ) usando una combinazione a costi minori di fattori di produzione ( input ); b) non possibile produrre un maggiore aumentare di prodotto usando la medesima combinazione di fattori di produzione ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 24 ). Gli economisti hanno individuato un altro tipo di efficienza, definita paretiana, in quanto stata concepita da Vilfredo Pareto, economista, sociologo e ingegnere italiano che si dedic a questi studi. Una situazione raggiunge lottimo paretiano, allorch non si possa migliorare la condizione di un soggetto senza contemporaneamente deteriorare quella di un altro individuo ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 24 ). Orbene, possibile affermare che i tre concetti, sopra indicati, sono di estrema necessit per dimostrare quali siano le condotte che gli agenti tengono in ambito economico ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 24 ). Tuttavia, alcuni giuseconomisti ritengono che tali concetti non siano in grado di dare una spiegazione coerente ai fenomeni sociali. Nonostante le obiezioni sollevate da questa parte di studiosi, la massimizzazione, lefficienza e lequilibrio restano di fondamentale importanza e sono applicati in moltissimi contesti di natura giuridica.
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3.La domanda. La teoria economica che si occupa di studiare come gli individui scelgono definita teoria della scelta razionale ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 30 ). Gli economisti considerano che i consumatori siano perfettamente consapevoli di ci che a loro piaccia o meno, e sappiano dividere le possibili scelte tra beni e servizi in modo da appagare i loro desideri ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 31 ). Questo tipo di comportamento riguarda la capacit degli agenti economici di individuare le opzioni migliori, peggiori o uguali. Alcuni studiosi ritengono che tale condotta degli individui possa definirsi come razionale ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 31 ). Tale classificazione dovr essere completa, transitiva e razionale ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 31 ), ovvero sar completa qualora lagente economico ci dir in modo esaustivo come distingue i beni e i servizi. Possiamo ipotizzare che X faccia riferimento ad un paniere di consumo e Y ne rappresenti un altro composto dai medesimi beni e servizi ma in differenti quantit. La classificazione sar completa se il nostro agente ci sapr dire se prediliga X oppure Y, ovvero entrambi, costui non potr rifiutarsi di rispondere. Per riflessivit si intende che ad esempio un paniere X deve avere un valore uguale almeno a se stesso. Per transitivit si intende che ad esempio se il paniere X si preferisce al paniere Y e questo ultimo preferibile al paniere Z, allora il paniere X preferito al paniere Z. Al fine di questa indagine opportuno specificare che le preferenze sono soggettive5, gli individui hanno gusti diversi, e gli economisti non si occupano di studiare lorigine di tali preferenze. Gli studiosi hanno rilevato che i gusti delle persone sono determinati al di fuori del sistema economico, tuttavia
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ancora oggi non esiste un sistema per studiare le preferenze delle persone condiviso da tutti gli studiosi ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 32 ). Dal momento in cui lagente economico ci dice quali siano le sue preferenze possiamo individuare la funzione di utilit ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 32 ), ovvero una metodologia per disciplinare le preferenze. Tuttavia, i consumatori nel momento in cui scelgono un determinato bene o dei determinati servizi devono confrontarsi con dei limiti, tali condizioni possono essere di varia natura: denaro, tempo, informazioni, et cetera. Il principale limite con cui il consumatore costretto a confrontarsi il vincolo di bilancio. Questo limite sar dato dal reddito del soggetto economico a cui facciamo riferimento. A questo punto occorre introdurre un altro concetto, ovvero quello della massimizzazione vincolata ( o ottimo economico ), tale situazione si avr allorquando un costo marginale equivale ad un beneficio marginale. Ipotizziamo che un soggetto nel momento in cui decide tenda ad optare per massimizzare, quindi, occorre chiedersi se il livello scelto dallindividuo sia per lui un massimo. Immaginiamo che lagente voglia aumentare il livello di partenza della cosa che gli interessa, in tal caso avremo un costo definito marginale, allo stesso tempo vi sar anche un beneficio chiamato marginale. Orbene, agevole stabilire che la situazione dellagente sar migliore qualora il beneficio marginale sar maggiore del costo marginale. Gli economisti affermano che lottimo di quasi ogni decisione si realizza nel punto in cui il beneficio marginale equivale al costo marginale6, in tal guisa, abbiamo ottenuto la chiave di lettura per capire come le scelte degli agenti economici devono essere operate. Gli economisti, inoltre, hanno individuato, studiando la domanda individuale, che qualora il prezzo di un bene aumenti la quantit acquistata dai consumatori diminuir,
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questa teoria viene definita dagli studiosi come legge della domanda ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg 39 ). Un altro aspetto fondamentale della microeconomia lelasticit della domanda, che misura il grado di reattivit della quantit domandata di un bene al variare del suo prezzo ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg 40 ). La curva potr essere inelastica al prezzo qualora la variazione del prezzo di un bene supera la variazione della quantit domandata dello stesso ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg 41 ). Avremo una curva elastica, allorquando la percentuale di cambiamento del prezzo minore del cambiamento percentuale della quantit domandata7. La circostanza che influisce maggiormente sullelasticit della domanda la possibilit di avere sostituti per un determinato bene. Se vi saranno grandi quantit di beni sostitutivi lelasticit della domanda aumenter, nel caso contrario lelasticit della domanda diminuir. 4.Lofferta. Dopo aver descritto brevemente la domanda mi occuper dellofferta. La struttura fondamentale per la produzione di beni o servizi limpresa commerciale, in essa vengono prodotti gli output che saranno messi in commercio allo scopo di essere alienati dai consumatori. Pertanto, possiamo dire che le imprese cercano di massimizzare i profitti nel quadro dei vincoli imposti dalla domanda dei consumatori e delle tecnologie di produzione ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, Il Mulino, 1999, pg. 41 ). Gli economisti definiscono i profitti come la differenza tra ricavi totali e costi totali (COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 42 ) , per ottenere il ricavo
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totale sar sufficiente moltiplicare il valore degli output venduti per il prezzo stabilito ad ognuno di essi. Mentre il costo totale sar quello che si ottiene mediante la moltiplicazione delle unit di input per quelle effettivamente utilizzate ed infine sommandoli ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 43 ) . Gli economisti affermano che limprenditore massimizzer suoi profitti, nellipotesi in cui i costi marginali saranno uguali ai ricavi marginali. Per costo marginale si intende laumento dei costi totali derivanti dalla produzione dellultima unit8, mentre per ricavo marginale si intende laumento del ricavo totale dovuto alla vendita di una ulteriore unit di output ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 43 ). Gli studiosi si occupano di valutare limpresa in due distinti periodi: quello breve e quello lungo. Tuttavia, non si far riferimento al calendario, ma si allude agli input, ovvero ai fattori produttivi. Nel breve periodo saranno fissi, e di solito si ci collega al capitale, pertanto, potremo parlare di costi fissi. Limprenditore non si occuper nel breve periodo di tali costi. Nel lungo periodo gli input diventano variabili, gli imprenditori potranno espandere la propria attivit, oppure uscire dal mercato. Possiamo distinguere i due periodi anche per un altro fattore, infatti nel momento in cui i profitti, in un determinato mercato, saranno pi alti rispetto a quelli di altri mercati, le imprese tenderanno ad entrare in quello specifico settore. In tal caso, di solito, il prezzo del prodotto diminuir, e cosi anche i ricavi, inoltre la competizione che scaturisce dal contesto far aumentare i prezzi degli input, aumentando cosi i costi per gli imprenditori ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 45 ). Dal momento in cui i profitti calano allora anche le imprese cesseranno di entrare nel mercato.

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Gli economisti osservano che in un determinato mercato in cui vi sia una situazione di equilibrio i profitti economici sono uguali a zero. 5.Il mercato. Gli studiosi rilevano che in un mercato in cui vi siano una quantit tale di imprese, che nessuna di esse sia in grado di modificare il prezzo mediante le proprie decisioni, e vi siano tanti consumatori che nessuno di essi possa alterare il prezzo, allora, esso potr essere definito come mercato perfettamente concorrenziale9. La situazione di monopolio ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1998, pg. 48 ) si contrappone a quella precedentemente illustrata, in tal caso vi una sola impresa nel mercato, questa situazione pu permanere ove vi siano circostanze che impediscano di accedere ad altre imprese, esse possono essere di due tipologie differenti: a) una norma di legge che impedisce ad altre imprese di entrare nel mercato; b) tecnologie eccessivamente onerose conosciute come economie di scala. La seconda circostanza viene definita come monopolio naturale. Possiamo riferirci ai pubblici servizi come lacqua, le telecomunicazioni, in tali casi i monopoli sono amministrati dalle autorit pubbliche, da un lato per proteggere le innovazioni tecnologiche, e dallaltro per garantire i cittadini affinch non siano imposti prezzi iniqui. Lobiettivo del monopolista quello di massimizzare i profitti, mediante la produzione di un output in cui il costo marginale sia uguale al ricavo marginale. Gli economisti, tuttavia, hanno ravvisato altre tipologie di mercato, le pi rilevanti sono loligopolio e la concorrenza
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R. Cooter, U. Mattei, P.G. Monateri, R. Pardolesi, T. Ulen, Il mercato delle regole, Analisi economica del diritto civile, Il Mulino, 1999, pg. 47; si veda anche J. E. Stiglitz, Principi di microeconomia, Bollati Boringhieri, Torino, 2001

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imperfetta. Il primo quello in cui vi un numero limitato di imprese tanto che linteresse di una legato a quello dellaltra10. Il mercato di concorrenza imperfetta simile a quello perfettamente concorrenziale, ma si distingue da questo ultimo in quanto le imprese differenziano i loro prodotti mediante marche, misure, et cetera11 6.La teoria dei giochi. Per comprendere loligopolio necessario introdurre la teoria dei giochi. Questa ipotesi si lega al diritto e ci aiuta a comprenderlo in modo migliore. Lesempio scolastico quello del dilemma del prigioniero. Vi sono due soggetti, il criminale 1 e il criminale 2, le due persone si sono accordate per porre in essere un fatto preveduto dalla legge come reato. Successivamente i due individui vengono arrestati dagli agenti di pubblica sicurezza e separati in distinte stanze, cosi da evitare ogni possibilit di interagire. Gli agenti di pubblica sicurezza, a questo punto, li interrogheranno cercando di porli luno contro laltro, tuttavia, nei loro confronti vi sono solo indizi, e se fossero processati in questo momento potrebbero essere accusati solo di un reato minore12. Le autorit vorrebbero fare confessare i due delinquenti per poterli condannare per il reato pi grave, se uno dei due rivelasse il progetto criminoso, allaltro verrebbero comminati cinque anni di reclusione mentre a lui, che ha collaborato, sarebbero irrogati solo cinque mesi. Nellipotesi in cui fossero entrambi a confessare, la giustizia li condannerebbe a tre anni ciascuno. Quale sarebbe latteggiamento di ciascun delinquente?13
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R. Cooter, U. Mattei, P.G. Monateri, R. Pardolesi, T. Ulen, Il mercato delle regole, Analisi economica del diritto civile, Il Mulino, 1999, pg .51 R. Cooter, U. Mattei, P.G. Monateri, R. Pardolesi, T. Ulen, Il mercato delle regole, Analisi economica del diritto civile, Il Mulino, 1999, pg. 51 R. Cooter, U. Mattei, P.G. Monateri, R. Pardolesi, T. Ulen, Il mercato delle regole, Analisi economica del diritto civile, Il Mulino, 1999, pg 54 R. COOTER, U. MATTEI, P.G. MONATERI, R. PARDOLESI, T. ULEN, Il mercato delle regole, Analisi economica del diritto civile, Il Mulino, 1999, pg. 54

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In tale circostanza le soluzioni possibili per ognuno dei criminali sono due: confessare o rimanere in silenzio. Se entrambi i criminali confessano saranno condannati a tre anni di detenzione. Se il criminale 1 confessa e il criminale 2 resta in silenzio, il primo sar condannato a cinque mesi, mentre il secondo a cinque anni. Se il criminale 1 resta in silenzio e il criminale 2 confessa, al primo saranno comminati cinque anni di detenzione, mentre al secondo cinque mesi di carcere. Se entrambi si rifiutano di collaborare saranno condannati a cinque anni di reclusione. Tuttavia, esiste un'altra prospettiva per valutare le scelte del criminale 1, essa viene indicata dagli economisti come la forma estesa del gioco ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 54 ). Tale profilo ci suggerir che la scelta migliore per il criminale 1 sempre quella di confessare, senza considerare la condotta posta in essere dal criminale 2 ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 54 ). A questo punto possiamo chiederci quale sia lopzione migliore per entrambi. Analizziamo la situazione in cui il criminale 1 sceglie la soluzione ideale e anche il criminale 2 adotta la medesima tattica, tenendo conto che entrambi sono stati posti in locali separati. Nel caso in cui il criminale 2 confessasse, quale condotta dovrebbe tenere il criminale 1? Se si rifiutasse di collaborare sarebbe condannato a cinque anni di detenzione, se invece confessasse gli anni a lui comminati sarebbero solo tre. In tale circostanza il criminale 1 dovrebbe in ogni caso confessare. Nel caso in cui il criminale 2 decidesse di tacere, cosa dovrebbe fare il criminale 1? Nella circostanza in cui il criminale 1 confessasse sarebbe condannato a soli cinque mesi di detenzione, mentre nel caso in il criminale 1 si rifiutasse di collaborare sarebbero condannati entrambi a un anno di reclusione. Pertanto anche in questa situazione lopzione migliore sempre confessare. Gli economisti definiscono, nella teoria dei giochi, questa opzione come strategia dominante ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 55 ),

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ovvero la soluzione migliore, per il criminale 1, tra tutte quelle possibili sar sempre quella di confessare. Pertanto, possiamo considerare che anche laltro soggetto sceglier la medesima tattica, quindi entrambi saranno condannati a tre anni di reclusione. Dallesempio in parola si desume che entrambi confesseranno e tale circostanza rappresenta una situazione di equilibrio. Orbene, tale assunto mi permette di introdurre un altro concetto fondamentale: lequilibrio di Nash, tale situazione si raggiunge allorquando nessun giocatore pu ottenere migliori risultati cambiando il proprio comportamento, purch gli altri giocatori cambino il loro ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 55 ). Questa teoria fondamentale, ma presta il fianco ad alcune obiezioni, in alcuni giochi assente lequilibrio di Nash, mentre altri ne hanno molteplici ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 56 ), ed in fine tale teoria non corrisponde sempre allefficienza paretiana. Per comprendere meglio tali affermazioni, occorre tornare allesempio del dilemma del prigioniero. Entrambi confessando realizzano lequilibrio di Nash14, tuttavia, non Pareto efficiente, in quanto confessando entrambi verranno condannati a tre anni di reclusione. Nel caso in cui essi si rifiuteranno di collaborare con lautorit pubblica potranno ottenere maggiori benefici, in quanto entrambi saranno condannati solo a un anno di detenzione. Questa circostanza risulta Pareto efficiente ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg 56 ), tuttavia, i due delinquenti, essendo in locali separati non potranno comunicare e quindi non avranno la possibilit di accordarsi sulla condotta da tenere. Proprio tale circostanza ci consente di distinguere tra: giochi cooperativi e quelli non cooperativi ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg 56 ). Nel

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primo caso i due giocatori avranno la possibilit di accordarsi, mentre nel seconda tale chance sar preclusa. Lesempio presentato nel presente paragrafo rappresenta un tipo di gioco non cooperativo, tuttavia, avrebbe potuto esserlo. Nelle situazioni giuridiche abbiamo entrambe le possibilit. E possibile introdurre un altro concetto fondamentale della teoria dei giochi: i giochi ripetuti (COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg 56 ). Ipotizziamo che il dilemma del prigioniero si giochi non solo una volta, ma svariate volte, ovviamente con gli stessi giocatori. In tal caso i giocatori potrebbero collaborare ed inoltre fondamentale sarebbe la lealt di ciascuno di essi. Occorre distinguere ulteriormente tra un gioco che verr ripetuto in un determinato numero di volte, oppure un altro gioco che si ripeter allinfinito. Ipotizziamo che il gioco venga ripetuto dieci volte, immaginiamo che il criminale 2 rifletta sulla migliore strategia da adottare concordandola con il suo compagno, tuttavia nellultimo gioco la situazione potrebbe variare. In questo caso infatti il criminale 1 sarebbe fortemente intenzionato a confessare, se contemporaneamente il criminale 2 dovesse rifiutarsi di collaborare rischierebbe di trascorrere cinque anni in carcere, mentre il suo compagno solamente cinque mesi. Dunque il criminale 2, immaginando tale situazione, potrebbe preferire lopzione di confessare nellultimo gioco. Tuttavia, di fondamentale importanza il penultimo gioco, e verr adottata la medesima condotta che si sarebbe dovuta tenere nellultimo gioco, ovvero entrambi confessano. Gli economisti ritengono che il gioco si risolve in maniera tale che la confessione avverr ogni qualvolta il gioco viene giocato, se deve essere giocato un numero fisso di volte15. La situazione potr variare se il gioco si ripeter un numero imprecisato di volte, in tal caso i due criminali potrebbero collaborare ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 57 ). Robert Axelrod ha affermato che nel caso del dilemma del prigioniero ripetuto
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in una maniera infinita di volte la strategia migliore quella tit for tat, ovvero occhio per occhio, qualora un giocatore decide di collaborare nel gioco precedente anche laltro opter per la medesima condotta, mentre nel caso contrario anche laltro giocatore si rifiuter di collaborare ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 57 ). Questi esempi potrebbero, a prima vista, sembrare totalmente estranei alle situazioni giuridiche che ci si appresta a studiare, ma non cosi16. Immaginiamo i rapporti tra un debitore ed un creditore. Nellipotesi in cui le attivit del debitore siano floride, possiamo compararle a quelle della collaborazione nei giochi ripetuti in maniera infinita. Se il debitore diventer insolvente il rapporto si trasforma in un gioco ripetuto in una maniera finita di volte ( R. COOTER, U. MATTEI, P.G. MONATERI, R. PARDOLESI, T. ULEN, Il mercato delleregole, Analisi economica del diritto civile, Il Mulino, 1999, pg. 58 ). 7.Economia del benessere. Il settore della microeconomia, che si occupa di studiare le modalit medianti le quali le decisioni delle persone influiscono sul benessere dei singoli, definita economia del benessere ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 58 ). Immediatamente da ci si desume che questa branca delleconomia, sar molto pi astratta rispetto ad altri settori della medesima disciplina. Lo studio dellequilibrio generale ( la circostanza in cui le scelte delle imprese che massimizzano i profitti e quelle dei consumatori che massimizzano lutilit portano ad un equilibrio in ogni mercato ), stata una delle innovazioni maggiori prodotte dalla microeconomia ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 59 ). Questa situazione si verificher qualora vi sar una
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equivalenza tra costi marginali e benefici marginali allinterno del mercato per ogni bene o servizio. Ovviamente, questa circostanza difficilmente si potr realizzare. Tuttavia, occorre stabilire quali siano i requisiti che consentano di raggiungere lequilibrio generale. In primo luogo, possibile osservare che se tale condizione risulta difficilmente realizzabile, non impossibile che possa concretizzarsi17. La valutazione delle circostanze che realizzano un equilibrio generale importante per studiare le diverse tipologie di mercato e le politiche pubbliche. Lequilibrio economico generale un obiettivo fortemente ambito, pertanto, risulta necessario conoscere quali siano le circostanze che consentano la sua realizzazione. Il punto fondamentale che i mercati funzionino perfettamente e vi sia una concorrenza perfetta. E bene individuare quali siano le cause che impediscono la realizzazione dellequilibrio generale, quelle fondamentali sono quattro e vengono definite fallimenti del mercato ( market failures ) ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 60 ). La prima tipologia che conduce ad un fallimento il monopolio, in ogni suo tipo di forma, ad esempio, possiamo ipotizzare che ci siano accordi tra imprenditori che abbiano lobiettivo di creare cartelli al fine di falsare la concorrenza. Un'altra circostanza che conduce ad un fallimento del mercato il monopsonio, ovvero lipotesi in cui allinterno del mercato vi sia un unico consumatore. In un mercato perfettamente concorrenziale avremmo una assoluta equivalenza tra i benefici marginali e i costi marginali18. Qualora vi sia una situazione di monopolio, la pubblica autorit potr intervenire mediante alcuni correttivi per modificare tale situazione. Lo Stato potrebbe in primo luogo mutare il monopolio introducendo un mercato concorrenziale, oppure potrebbe consentire il mantenimento dellesclusiva allimpresa ma intervenire controllando che
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R. COOTER, U. MATTEI, P.G. MONATERI, R. PARDOLESI, T. ULEN, Il mercato delleregole, Analisi economica del diritto civile, Il Mulino, 1999, pg. 59 R. COOTER, U. MATTEI, P.G. MONATERI, R. PARDOLESI, T. ULEN, Il mercato delleregole, Analisi economica del diritto civile, Il Mulino, 1999, pg. 60

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non vi siano abusi dei prezzi ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 60 ). Esistono alcuni casi particolari in cui non conviene sostituire il monopolio con un mercato di concorrenza perfetta. Mi riferisco ai monopoli naturali, ovvero situazioni di mercato in cui lesclusiva necessaria per consentire lerogazione di determinati servizi pubblici ( data la particolare tecnologia necessaria per produrre o distribuire quel determinato prodotto ) che sono garantiti direttamente dallo Stato. Tuttavia, in tale situazione la pubblica autorit si preoccuper di evitare che si concretizzino abusi nei confronti dei consumatori. Unaltra situazione in cui lo Stato consente che il mercato sia monopolistico quella dei brevetti. Il brevetto per invenzione listituto giuridico attraverso il quale lordinamento assicura allinventore il diritto di utilizzazione esclusiva dellinvenzione per un certo periodo di tempo19. La ratio, sottesa alla scelta legislativa, quella di stimolare i consociati alla realizzazione di nuove tecnologie e invenzioni, giacch consente allinventore di godere di una esclusiva per un determinato periodo di tempo ( venti anni ). Contemporaneamente tutta la societ ne trae un vantaggio, in quanto vi lobbligo di rendere pubblica la modalit di costruzione del prodotto. Ed inoltre i brevetti consentono la possibilit che linvenzione circoli dietro compenso20. Lanalisi economica del diritto, mediante la teoria dei property rights ha dimostrato che i brevetti sono la tipologia pi efficiente di allocazione dei diritti di utilizzazione dellinnovazione tecnologica ( DI CATALDO, VANZETTI, 2004 pg. 312 ss.; GALGANO, 2009 ). Gli economisti hanno individuato unaltra causa che realizza un fallimento del mercato, essi la definiscono esternalit21. Durante lo scambio le parti riescono a garantirsi benefici e
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V. DI CATALDO, A. VANZETTI, Manuale di diritto industriale, Giuffr editore, 2004 pg. 309 ss.; e anche F. GALGANO, Diritto commerciale, Limprenditore, Zanichelli, 2009
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V. DI CATALDO, A. VANZETTI, Manuale di diritto industriale, Giuffr editore, 2004 pg. 312 ss.; e anche F. GALGANO, Diritto commerciale, Limprenditore, Zanichelli, 2009

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subiscono i relativi costi, tuttavia, potr accadere che i benefici e i costi vadano a riverberarsi su soggetti diversi di quelli che hanno posto in essere lo scambio. Essi vengono definiti come benefici esterni e costi esterni ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 61 ). Ipotizziamo che unimpresa scarichi presso un fiume delle sostanze inquinanti, il costo di questa situazione, andr a ricadere direttamente sui cittadini, che si troveranno nellimpossibilit di fruire dellacqua del torrente. In tal caso il fallimento del mercato riguarda la possibilit per limpresa di non sopportare i costi derivanti dallinquinamento, e cosi tali prezzi saranno pagati dai cittadini. Limpresa, in questo esempio, apporta una quantit eccessiva di output e il pregiudizio che ad esso connesso, in quanto vi discordanza tra il costo marginale privato e il costo marginale pubblico. Per costo marginale privato, in questo esempio, si intende il costo marginale di produzione, ovvero lesternalit generata dallimpresa. Per costo marginale sociale si intende lammontare del costo marginale privato e degli altri costi allocati ai terzi. Quali possono essere i rimedi che la pubblica autorit potrebbe assumere per modificare la condotta dellimpresa? Gli economisti ritengono che una soluzione quella di ottenere una diminuzione delle attivit dellimpresa fino alla condizione di socialmente ottimo. Qualora si raggiunga tale risultato lesternalit stata internalizzata. La terza circostanza che conduce ad un fallimento del mercato il bene pubblico, esso dispone di due caratteristiche: a) indivisibilit: il consumo di un bene pubblico da parte di una persona non ne impedisce il consumo da parte di unaltra

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b) Non escludibilit: i costi di esclusione dei beneficiari non paganti che consumano un bene pubblico sono talmente alti che nessuna impresa privata che massimizza i profitti desidera offrire tale bene ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 62 ). Possiamo riferirci al caso della difesa nazionale. Ipotizziamo che questo servizio sia reso da alcune imprese private in concorrenza tra loro. Contro il pagamento di denaro una di queste imprese potrebbe garantire un consumatore dalla possibilit di invasioni. Tuttavia, solo coloro che avranno le disponibilit economiche necessarie a pagare tale servizio potranno evitare di subire delle invasioni22. Quali consumatori acquisterebbero i servizi di protezione offerti dalle imprese?Non tutti, alcuni opterebbero per ottenere quel servizio, mentre altri no. Molte persone che non acquistano la protezione considerano, che tale servizio garantito al vicino potrebbe arrecare un beneficio indirettamente anche a lui, in questo modo potrebbero fruire dello stesso servizio senza pagare alcun costo. Pertanto, possibile affermare che il consumo di difesa nazionale individisibile: il consumo da parte di una persona non ne diminuisce la quantit disponibile per ogni altro consumatore ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 63 ). I consumatori cercheranno di ottenere i benefici della difesa nazionale, senza sborsare alcuna somma di denaro, questo tipo di condotta viene definita free rider dagli economisti. I consumatori che non hanno pagato per ottenere il servizio ritengono che sar molto difficile distinguere tra coloro che hanno stipulato il contratto da coloro che non lo hanno fatto. Il risultato che sia i free riders , sia gli elevati costi necessari per distinguere coloro che hanno pagato per il servizio da chi non lo ha fatto, non permettono alle imprese private di ottenere molte adesioni per tale servizio. Quale rimedio pu essere adottato per questa situazione?
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E possibile in primo luogo stanziare un sussidio pubblico per il servizio erogato, ovvero tale prestazione potr essere resa direttamente dallo Stato, che si occuper di coprire le spese necessarie mediante limposizione di tasse ai cittadini23. Questa ultima soluzione considerata quella preferibile dagli ordinamenti pubblici, in quanto consente di garantire nel modo pi efficiente la pubblica sicurezza. Il quarto tipo di fallimento del mercato dato dallo squilibrio di informazione tra le parti. Tuttavia, occorre evidenziare, che leccessiva onerosit delle informazioni non costituisce, di per s, un fallimento del mercato ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 64 ). La situazione che ci riguarda quella in cui, le informazioni, siano fortemente squilibrate nei confronti di una delle parti, tanto da arrecare ad essa un pregiudizio. Molto spesso i venditori hanno molte pi informazione rispetto ai consumatori. Se consideriamo ad esempio gli istituti di credito, nel momento in cui essi concludono un negozio giuridico con un soggetto, hanno molte pi informazioni rispetto a lui riguardo le conseguenze giuridiche che si potranno concretizzare. La circostanza in cui una delle parti abbia conoscenze, riguardo al prodotto, marcatamente superiori rispetto allaltra, si dice che le informazioni sono distribuite nel mercato in forma asimmetrica ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 65 ). Il rimedio che possibile applicare a tali situazioni pu essere quello di uno scambio volontario, ovvero limprenditore potr fornire una garanzia al consumatore per un determinato prodotto. Il rimedio non potr sempre essere applicato, in quanto le asimmetrie possono incidere negativamente sul mercato, tanto da non consentire di raggiungere lottimo sociale mediante lo scambio. Anche questa situazione potr essere corretta, mediante un provvedimento della pubblica autorit

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che permetta di ottenere uno scambio pi prossimo allottimo. Ad esempio il mercato per la vendita di immobili pu risultare viziato e non ottenere lottimo sociale, diversi sistemi giuridici hanno tentato di porre rimedio allasimmetria informativa mediante limposizione forzata ai venditori di rendere pubblici i difetti, nel caso in costoro cui non ottemperassero a tale norma ricadrebbero su di loro i pregiudizi derivanti dai difetti24. 8.Efficienza di Kaldor-Hicks. Gli economisti hanno tentato di correggere il criterio di Pareto sviluppando il miglioramento potenziale paretiano ( o efficienza di Kaldor-Hicks ) ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 65 ). Il correttivo si occupa di modificare il criterio paretiano, ovvero quello che consente di migliorare la posizione di un soggetto soltanto se nessun altro agente si ritrovi in un posizione peggiore. Questa tesi impone a chi ottiene un miglioramento di risarcire coloro che hanno subito da tale situazione un pregiudizio ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 65 ). In questo modo chi subisce un danno ha la possibilit di controllare i vari cambiamenti. Diversamente, il miglioramento potenziale paretiano consente variazioni in cui vi la presenza sia di vincitori che di vinti, ma impone che il vincitore guadagni pi di chi perda. In questo modo chi vince, potr compensare il perdente ottenendo una somma di denaro in pi per se stesso25. E bene sottolineare che, il miglioramento potenziale paretiano, non impone necessariamente che si attribuita una compensazione ma occorre che sia ipoteticamente possibile.
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Il sistema in parola si occupa di effettuare unanalisi di costi-benefici, una determinata attivit potr essere posta in essere qualora i benefici oltrepassino i costi, pertanto, il vincitore potr compensare lo sconfitto ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 65 ). I problemi di questa teoria sono molteplici, tuttavia, fondamentale per leconomia del benessere. Di seguito presenter un esempio per rendere pi agevole la comprensione del criterio sopra indicato. Consideriamo le due tesi , ovvero Pareto vs Kaldor-Hicks, nellipotesi in cui dovessimo stabilire se spostare una fabbrica o meno. Possiamo immaginare che limpresa comunichi alle pubbliche autorit di volere dislocare la propria attivit commerciale da Roma a Palermo. Questa operazione comporter guadagni ad alcune persone, infatti i cittadini della citt siciliana potranno essere assunti nel nuovo stabilimento, ed inoltre i commercianti della zona potranno ottenere benefici grazie alla presenza della nuova industria. Tuttavia, occorre tenere presente, che alcune persone subiranno delle perdite da questa situazione, infatti i dipendenti della citt di Roma saranno licenziati e i commercianti al dettaglio si troveranno fuori mano per ottenere i benefici dellindustria. Applicando il criterio di Pareto, coloro che ottengono i benefici dovranno compensare agli sconfitti la somma necessaria, che renda indifferente per loro la presenza o meno dellindustria nella citt di Roma. Mentre invece, applicando il criterio del miglioramento potenziale paretiano, sarebbe solamente necessario che i vincitori ottengano guadagni superiori alle perdite degli sconfitti26. 9.Il rischio e lassicurazione. In tutti i modelli presentati fino ad ora, ho escluso la possibilit che vi fosse lincertezza come elemento idoneo a

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distorcere le azioni degli agenti economici. Gli economisti individuano due tipi di incertezza: a) primaria o dellevento: si realizza qualora un avvenimento necessario per prendere scelte nel presente non sia conosciuto; b) secondaria o di mercato: le informazioni su certi eventi presenti o futuri sono conosciute da alcuni agenti economici, ma non da tutti ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 66 ). Nel primo caso un esempio pu essere quello di un coltivatore che nel decidere quali colture utilizzare in una determinata stagione, dovr fare riferimento a situazioni che attengono al tempo, al prezzo dei prodotti, et cetera Il secondo caso invece attiene, ad esempio, al dubbio riguardo ai prezzi che verranno assegnati dai produttori alle merci. Nei casi precedentemente presentati ho ipotizzato che gli agenti economici nel momento in cui si presenta lincertezza tendano a massimizzare i valori monetari attesi (COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 66 ), tuttavia, bene chiedersi se tutto questo corrisponde alla realt. Un economista svizzero, Daniel Bernoulli, nel diciottesimo secolo, studiando il tema, osserv che gli agenti economici, in caso di incertezza, non massimizzano il valore monetario atteso, ma massimizzano lutilit attesa27. Questa tesi mi conduce ad introdurre il concetto di avversione al rischio: una persona sar avversa al rischio se considera lutilit di una prospettiva certa di reddito monetario maggiore dellutilit attesa di una prospettiva incerta di eguale valore monetario atteso ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 70 ). Gli studiosi hanno ritenuto che per la gran parte gli individui sono avversi al rischio, tuttavia, taluni soggetti possono
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essere favorevoli a tale circostanza. Questi comportamenti vengono definiti nei termini della funzione individuale di utilit del reddito monetario e di utilit marginale del reddito ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 71 ) . Lagente economico neutrale al rischio ha unutilit marginale del reddito, pertanto, costui non far distinzioni tra la possibilit di un reddito sicuro e unaltra incerta. Gli studiosi hanno rilevato che difficilmente le persone saranno neutrali al rischio, tale condizione sar attribuibile alle imprese commerciali. Gli individui, dato che sono avversi al rischio, preferiscono pagare alcune somme di danaro per evitare di affrontare la possibilit di costi incerti. Gli agenti economici hanno tre modalit per trasformare un costo incerto in uno certo: il primo quello di stipulare unassicurazione presso un altro soggetto, il secondo attiene alla possibilit di auto assicurarsi, mentre il terzo concerne lipotesi in cui se un soggetto vuole comprare un determinato bene, che presenta alcuni rischi, potr calare il prezzo per comprare tale bene (COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg 73 ). Lagente economico, avverso al rischio, mediante la stipulazione di un negozio giuridico, si impegna a pagare una somma di denaro ( premio assicurativo ) alla societ assicurativa e questa ultima si accolla il costo del pregiudizio incerto che si potrebbe realizzare. Pertanto, agevole desumere dalla situazione in parola, che lagente economico preferisce avere un reddito inferiore ma essere coperto dal rischio di un danno, rispetto alla possibilit di avere un reddito superiore ma assumersi direttamente il pericolo del pregiudizio. Dopo aver esaminato la domanda dallagente economico di fronte al rischio bene volgere lo sguardo allofferta, ovvero nei confronti della societ assicurativa. Luomo della strada pensa che gli assicuratori siano propensi al rischio, tale considerazione, errata, in quanto le societ di assicurazione si occupano professionalmente di stipulare pi contratti possibile con i consociati allo scopo di

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massimizzare i propri profitti. Esse si avvalgono della teoria conosciuta come legge dei grandi numeri ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 75 ). La tesi in parola stabilisce che gli eventi possono risultare imprevedibili al singolo agente economico, ma se valutati allinterno di grandi comunit diventano prevedibili. Il quisque de populo non riuscir a prevedere se e quando sar coinvolto in un incidente stradale, tuttavia, il numero dei sinistri che si verificheranno in una citt o in uno Stato consentiranno, facilmente, di stabilire quali saranno le probabilit che tali eventi si realizzeranno28. Le societ di assicurazione, in ossequio alla teoria sopra indicata, si sforzeranno di assicurare il maggiore numero possibile di persone, giacch tanto pi grande sar il numero degli individui assicurati, quanto pi probabile potr essere la previsione sui possibili sinistri derivanti dagli incidenti stradali. Le societ di assicurazione si trovano, tuttavia, a dover contrastare numerose problematiche, tra le pi importanti ricordo lazzardo morale ( moral hazard ) e la selezione avversa ( adverse selection ). Il primo problema si realizza qualora la condotta dellassicurato muti, successivamente alla stipulazione della polizza, elevando le probabilit che il danno si verifichi ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 75 ). Possiamo ipotizzare che Tizio dia fuoco alla propria autovettura, essendo riuscito ad assicurarla ad un valore superiore a quello di mercato, per ottenere il risarcimento del pregiudizio. Ora immaginiamo una situazione diversa, Tizio acquista un autovettura nuova, e ovviamente cerca di prevenire ogni possibile situazione da cui gli potrebbe derivare un danno, infatti opterebbe, ad esempio, per posteggiare la macchina in zone sorvegliate. Supponiamo che Tizio venga a conoscenza che vi sia una societ di assicurazione che copre il furto, lincendio e gli
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atti vandalici. Ovviamente Tizio decider di stipulare una polizza con la societ di assicurazione, in quanto preferir avere un reddito inferiore ma essere sicuro di non dover subire le spese impreviste di un danno. Tuttavia, la condotta di Tizio a questo punto muter, infatti la circostanza di essere assicurato lo rende pi sicuro e tranquillo, e pertanto, non adotter tutte le regole di precauzione fino a quel momento osservate29. Le societ di assicurazione cercano di stipulare polizze che coprano solo ed esclusivamente il pregiudizio che effettivamente si verifica, in base ai premi pagati dagli assicurati ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 76 ). Lazzardo morale presuppone che le societ di assicurazione, al momento della stipulazione del negozio giuridico, non abbiano calcolato il premio senza considerare che laumento della probabilit che si verifichi il danno vada a compromettere i profitti della societ. Il rimedio adottato dagli assicuratori la franchigia, ovvero in caso di coassicurazione lassicuratore sopporta una percentuale fissa della perdita; in caso di franchigia lassicurato sopporta un ammontare fisso di danaro per la perdita, mentre lassicuratore pagher per la quota di perdita superiore a tale ammontare ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 76). La ratio di questa scelta di ridurre la possibilit che si verifichi lazzardo morale, obbligando lassicurato a contribuire alle perdite che potranno realizzarsi e sollecitandolo a non mutare la propria condotta dopo aver stipulato la polizza assicurativa ( R. COOTER, U. MATTEI, P.G. MONATERI, R. PARDOLESI, T. ULEN, Il mercato delleregole, Analisi economica del diritto civile, Il Mulino, 1999, pg. 76 ). Le modalit che attengono alla possibilit di ridurre il rischio dellazzardo morale sono molteplici, vorrei ricordare il suicidio dellassicurato disciplinato allart. 1927 c.c. che dispone: In caso di suicidio dellassicurato, avvenuto prima che siano decorsi due anni dalla
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stipulazione del contratto, lassicuratore non tenuto al pagamento delle somme assicurate, salvo patto contrario. Lassicuratore non nemmeno obbligato se, essendovi stata sospensione del contratto per mancato pagamento dei premi non sono decorsi due anni dal giorno in cui la sospensione cessata. Un altro strumento che viene adottato dalle societ di assicurazione quello di diminuire i premi agli assicurati nel caso in cui gli costoro tengano condotte atte a prevenire i sinistri, infatti i premi per le polizze automobilistiche, sono inferiori, ad esempio, se gli assicurati non fanno uso di alcool30. Laltra questione, di cui le societ assicurative devono occuparsi , quella relativa alla difficolt dellassicuratore nel prevedere quali siano gli individui ad alto e a basso rischio. La legge dei grandi numeri potr aiutare le societ assicurative a ricavare dati medi, e il premio assicurazione verr stabilito proprio sulla base di questi dati (COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 77 ). In base ad alcune analisi le compagnie assicurative hanno rilevato che la probabilit di sinistri stradali sar pi elevata, quando alla guida dellautovettura vi saranno degli uomini di et compresa tra i diciotto e in venticinque anni. Di conseguenza, a costoro sar applicato un premio maggiore rispetto ad altri. Tuttavia, allinterno di questo gruppo ci saranno individui ancora pi inclini alla realizzazione di sinistri stradali, e, in tale circostanza, per le compagnie assicurative diventer problematico poterli individuare. Orbene, possiamo ipotizzare che gli stessi assicurati abbiano le perfette coscienza, per stabilire quali saranno le probabilit di realizzare un determinato sinistro. Solo colui che ha stipulato la polizza potr conoscere quale siano le sue reali condotte e i suoi reali obiettivi, costui ad esempio potrebbe essere dedito allalcol ed in tal caso si configurerebbe lipotesi di reato prevista allart. 94 c.p., ovvero quella dellubriachezza abituale. Pertanto, tale
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asimmetria informativa consentirebbe di favorire coloro che sono propensi al rischio a stipulare una polizza assicurativa, mentre altri soggetti attenti ed oculati si rifiuterebbero di assicurarsi31. Le modalit per fronteggiare la selezione avversa sono le medesime adottate per lazzardo morale. I rimedi della coassicurazione e della franchigia possono indurre i soggetti propensi al rischio a rifiutare tali clausole, pertanto, la societ assicurativa potr individuare quali siano le tipologie di individui con cui viene in contatto. Le societ di assicurazione possono adottare metodi diversi, atti a garantire in modo pi efficiente la possibilit di ravvisare quale tipologia di assicurato ci si trova di fronte, ad esempio si potrebbero effettuare test medici o psicologici ( COOTER, MATTEI, MONATERI, PARDOLESI, ULEN, 1999, pg. 77 ).

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