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Viale Disperazione: un thriller psicologico paranormale carico di suspense e mistero

Viale Disperazione: un thriller psicologico paranormale carico di suspense e mistero

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Viale Disperazione: un thriller psicologico paranormale carico di suspense e mistero

Longitud:
58 página
39 minutos
Editorial:
Publicado:
Nov 11, 2018
ISBN:
9781547557233
Formato:
Libro

Descripción

“Rimarrà sempre nella mia mente il rumore delle foglie morte che scricchiolavano sotto i miei piedi e quel filo d’aria tiepida che mi accarezzava il viso come mani invisibili. Feci qualche passo e, semplicemente, caddi a terra senza vita”

Questo potrebbe essere il finale di un romanzo, ma in Viale Disperazione è solo l'inizio.

Con la sua morte, il protagonista è intrappolato in una specie di soglia, da qualche parte tra vivi e morti. Il suo viaggio lo porta nel suo vecchio luogo di residenza e a reincontrarsi con quella che era una volta la sua famiglia. Sarà solo in quel momento che capirà quanto sia cambiato e il grave pericolo che incombe su di loro.

Editorial:
Publicado:
Nov 11, 2018
ISBN:
9781547557233
Formato:
Libro

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Viale Disperazione - A.P. Hernández

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VIALE

DISPERAZIONE

A.P. Hernández

Biografia:

Antonio Pérez Hernández (Murcia, 1989) è un insegnante di Scuola Primaria, Master in Ricerca e Innovazione nell’Educazione, menzione cum laude, per la sua Tesi di dottorato Valutazione della competenza nella comunicazione linguistica attraverso i racconti nell'Istruzione Primaria.

Ha ricevuto un premio di consolazione al concorso letterario Premio di Creazione Letteraria Nemira ed è risultato finalista nel Concorso Internazionale di Romanzo Fantastico e del Terrore Dagón. Attualmente concilia il suo lavoro di docente con la scrittura.

Twitter: @ap_hernandez_

CAPITOLO 1

-Foglie d’autunno-

––––––––

Non so come sia successo.

Come comprenderai, è una questione su cui ho riflettuto molto, ma, fino ad oggi, continuo a non capire i motivi o le ragioni che hanno dato origine a un risultato così fatidico.

Era un pomeriggio d'autunno e alle otto di sera stavo passeggiando con la mia cagnolina Luna, un pastore tedesco di tre anni. Ricordo che le prime ombre del crepuscolo cominciavano ad allungarsi tra gli alberi del parco municipale e, naturalmente, ricordo anche il tappeto di foglie appassite che lo ricopriva come un enorme tappeto marrone. Luna trotterellava accanto a me, ansimando, facendo oscillare la coda da sinistra a destra con movimenti ritmici. Stavamo tornando a casa.

Rimarrà sempre nella mia mente il rumore delle foglie morte che scricchiolavano sotto i miei piedi e quel filo d’aria tiepida che mi accarezzava il viso come mani invisibili.

Feci qualche passo e, semplicemente, caddi a terra senza vita. Vidi Luna che  mi leccava la mano e, poco dopo, il viso. Sentii il grido di una donna quando vide il mio corpo e osservai la congregazione di persone che si erano radunate attorno a me e a Luna. Alla fine, vidi un'ambulanza arrivare al parco municipale, i dottori che chiedevano alla folla di andarsene e il medico che rompeva il mio maglione a quadri, auscultava il mio cuore e provava a rianimarmi con il defibrillatore.

Tutto invano.

Capii che ero morto e che non era più possibile tornare indietro quando i medici annotarono l'ora del decesso su un foglio e poi misero il mio corpo in un sacco giallo che chiusero con una cerniera.

Luna fu presa da un poliziotto, forse con l'intenzione di affidarla a qualche familiare.

L'agente dovette trascinarla. Non voleva andarsene. Il mio cane iniziò ad abbaiare in direzione dell'ambulanza, non capendo cosa stesse  succedendo.

Poco dopo, la gente si disperse e, trascorsa mezz'ora, il parco era vuoto. Io rimasi immobile accanto al luogo in cui ero morto, avvolto nell'ombra della notte.

Che cos'è successo? —Fu la prima cosa che mi chiesi—. E cosa dovrei essere adesso? Una specie di spirito?

Alzai le mani e contemplai i cespugli attraverso la mia pelle. Mi chinai e provai a raccogliere una foglia dal terreno, ma non ci riuscii. Le mie mani affondarono nell'humus senza toccare nulla.

—E cosa faccio adesso?

Forse alla ricerca di risposte, iniziai a camminare, accompagnato da un silenzio orribile. Non sentivo più lo scricchiolio delle foglie sotto i miei piedi.

CAPITOLO 2

-Quattro conclusioni-

––––––––

Nei giorni seguenti ebbi il tempo per pensare.

Non racconterò qui come è stata la mia sepoltura, né l'autopsia che il medico legale fece alla mia vecchia carcassa, determinando che ciò che aveva causato la mia morte era stato un aneurisma cerebrale.

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